Amianto ed Esposizione all'Asbesto

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

L'amianto, noto anche come asbesto, non è una singola sostanza, ma un gruppo di minerali silicati naturali caratterizzati da una struttura fibrosa estremamente resistente. Questi minerali sono stati ampiamente utilizzati per decenni in ambito industriale, edilizio e commerciale grazie alle loro straordinarie proprietà: resistenza al calore, isolamento termico ed elettrico, flessibilità e resistenza alla trazione chimica. Dal punto di vista chimico, l'amianto si divide in due grandi famiglie: i serpentini (come il crisotilo o amianto bianco) e gli anfiboli (come la crocidolite o amianto blu, e l'amosite o amianto bruno).

Nonostante le sue doti tecnologiche, l'amianto è un potente agente cancerogeno e tossico per l'essere umano. La sua pericolosità risiede nella capacità delle sue fibre di sfaldarsi in frammenti microscopici, invisibili a occhio nudo, che possono essere facilmente inalati o ingeriti. Una volta penetrate nell'organismo, queste fibre sono praticamente indistruttibili; il sistema immunitario non riesce a degradarle, innescando processi infiammatori cronici che possono portare, dopo decenni di latenza, a gravi patologie polmonari e sistemiche.

In ambito medico, l'esposizione all'amianto è correlata a una serie di condizioni cliniche che vanno dalle alterazioni pleuriche benigne a forme tumorali estremamente aggressive. La comprensione dei meccanismi di danno cellulare causati dall'asbesto è fondamentale per la diagnosi precoce e la gestione dei pazienti che, in passato, hanno lavorato in ambienti contaminati o che vivono in aree con presenza di materiali contenenti amianto degradati.

2

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria delle patologie correlate all'amianto è l'inalazione delle sue fibre aerodisperse. Quando i materiali contenenti amianto (MCA) vengono manipolati, tagliati, danneggiati o semplicemente si deteriorano con il tempo, rilasciano nell'aria particelle sottilissime. Queste fibre, a causa della loro forma aghiforme e delle dimensioni ridotte, superano le barriere protettive delle prime vie aeree e raggiungono gli alveoli polmonari, le unità più profonde del polmone dove avviene lo scambio gassoso.

I fattori di rischio principali includono:

  • Esposizione professionale: È il fattore di rischio più comune. Lavoratori nei settori dell'edilizia, della cantieristica navale, della produzione di freni e frizioni, delle centrali elettriche e delle industrie tessili che utilizzavano amianto sono i soggetti più esposti. Anche se l'uso dell'amianto è stato bandito in molti paesi (in Italia dal 1992), il lungo periodo di latenza fa sì che nuovi casi emergano ancora oggi.
  • Durata e intensità dell'esposizione: Esiste una correlazione diretta tra la quantità di fibre inalate e il rischio di sviluppare malattie. Tuttavia, per alcune patologie come il mesotelioma, anche esposizioni brevi o di bassa intensità possono essere sufficienti a innescare il processo patologico.
  • Esposizione indiretta o domestica: Familiari di lavoratori esposti che portavano a casa polvere di amianto sui vestiti o sui capelli hanno sviluppato nel tempo patologie correlate.
  • Esposizione ambientale: Vivere in prossimità di miniere di amianto, fabbriche che lo lavoravano o edifici con coperture in cemento-amianto (eternit) fortemente degradate.
  • Fumo di sigaretta: Il fumo agisce in modo sinergico con l'amianto. Un fumatore esposto all'amianto ha un rischio di sviluppare un tumore polmonare decine di volte superiore rispetto a un non fumatore non esposto.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le malattie causate dall'amianto hanno una caratteristica comune: un periodo di latenza molto lungo, che può variare dai 10 ai 40 anni o più tra la prima esposizione e la comparsa dei sintomi. Questo rende spesso difficile collegare immediatamente il malessere attuale a un'attività lavorativa svolta decenni prima.

Il sintomo cardine dell'esposizione cronica e del danno polmonare (come nell'asbestosi) è la difficoltà respiratoria, che inizialmente si manifesta solo sotto sforzo per poi progredire fino a comparire anche a riposo. A questa si associa frequentemente una tosse secca e persistente, che non risponde ai comuni trattamenti per le infezioni respiratorie.

Altre manifestazioni cliniche comuni includono:

  • Dolore al petto: Spesso descritto come un senso di oppressione o un dolore sordo, può indicare il coinvolgimento della pleura (la membrana che riveste i polmoni).
  • Rantoli crepitanti: Durante l'auscultazione polmonare, il medico può udire dei suoni simili allo sfregamento del velcro, tipici della fibrosi polmonare.
  • Ippocratismo digitale: Un rigonfiamento delle estremità delle dita delle mani e dei piedi, con unghie che diventano eccessivamente curve, segno di una carenza cronica di ossigeno.
  • Astenia: Una sensazione di stanchezza profonda e mancanza di energia che interferisce con le attività quotidiane.
  • Perdita di peso involontaria: Spesso associata alle forme maligne come il mesotelioma o il carcinoma.
  • Emissione di sangue con la tosse: Un sintomo allarmante che richiede indagini immediate per escludere neoplasie.
  • Cianosi: Una colorazione bluastra delle labbra o delle dita, che indica una grave compromissione dell'ossigenazione del sangue.
  • Senso di oppressione toracica: Una sensazione di costrizione che rende difficile fare respiri profondi.

In caso di versamento pleurico (accumulo di liquido intorno ai polmoni), il paziente può avvertire un peggioramento improvviso della dispnea e un dolore acuto durante l'inspirazione.

4

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi lavorativa e personale. Il medico deve indagare se il paziente ha lavorato in settori a rischio o se ha vissuto in ambienti potenzialmente contaminati. Data la latenza delle patologie, questa fase è cruciale.

Gli esami strumentali principali comprendono:

  1. Radiografia del torace (RX Torace): È spesso il primo esame eseguito. Può mostrare opacità irregolari, ispessimenti pleurici o le tipiche "placche pleuriche" calcificate, che sono segni distintivi dell'esposizione all'amianto.
  2. Tomografia Computerizzata ad Alta Risoluzione (HRCT): È molto più sensibile della radiografia e permette di individuare precocemente i segni della asbestosi (fibrosi del tessuto polmonare) e di valutare meglio lo stato della pleura.
  3. Prove di Funzionalità Respiratoria (Spirometria): Questi test misurano quanto volume d'aria i polmoni possono contenere e quanto velocemente può essere espulsa. Nei pazienti esposti all'amianto, si osserva spesso un deficit di tipo restrittivo (polmoni meno elastici e più piccoli).
  4. DLCO (Capacità di diffusione del monossido di carbonio): Un test specifico che valuta l'efficienza dello scambio di gas tra alveoli e sangue, spesso ridotta in presenza di fibrosi.
  5. Toracentesi e Biopsia: Se è presente liquido pleurico o masse sospette, si procede al prelievo di campioni di tessuto o liquido per l'analisi citologica e istologica, fondamentale per diagnosticare il mesotelioma o altre forme tumorali.
  6. Broncoscopia: In alcuni casi, può essere utile per ispezionare le vie aeree e prelevare campioni di muco o tessuto (lavaggio broncoalveolare) per cercare corpi asbestosici (fibre di amianto rivestite di ferro).
5

Trattamento e Terapie

Non esiste una terapia in grado di rimuovere le fibre di amianto dai polmoni o di invertire i danni cicatriziali (fibrosi) già consolidati. Il trattamento si concentra sulla gestione dei sintomi, sulla prevenzione delle complicanze e sul rallentamento della progressione della malattia.

Per le patologie non cancerose come l'asbestosi:

  • Ossigenoterapia: Somministrata ai pazienti con bassi livelli di ossigeno nel sangue per migliorare la qualità della vita e ridurre il carico sul cuore.
  • Riabilitazione respiratoria: Programmi di esercizi fisici e tecniche di respirazione per ottimizzare la funzione polmonare residua.
  • Terapia farmacologica: Uso di broncodilatatori per facilitare la respirazione e, in alcuni casi, farmaci antifibrotici (sebbene la loro efficacia specifica nell'asbestosi sia ancora oggetto di studio).
  • Prevenzione delle infezioni: È fondamentale la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica, poiché le infezioni respiratorie possono essere devastanti in un polmone già compromesso.

Per le patologie maligne (Mesotelioma e Tumore Polmonare):

  • Chirurgia: Se il tumore è localizzato, si può tentare la rimozione della massa o, in casi selezionati, dell'intero polmone e della pleura.
  • Chemioterapia: Utilizzo di farmaci sistemici per uccidere le cellule tumorali o ridurne la massa.
  • Radioterapia: Spesso usata a scopo palliativo per ridurre il dolore o per trattare aree specifiche colpite dal tumore.
  • Immunoterapia: Nuovi approcci terapeutici che stimolano il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare le cellule cancerose, mostrando risultati promettenti in alcuni tipi di mesotelioma.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi dipende strettamente dal tipo di patologia sviluppata e dalla tempestività della diagnosi.

L'asbestosi è una malattia cronica e progressiva. Anche se l'esposizione cessa, la fibrosi può continuare a evolvere lentamente. Molti pazienti convivono con la malattia per anni, ma possono sviluppare insufficienza respiratoria o complicazioni cardiache (cuore polmonare cronico). Il rischio maggiore per questi pazienti è lo sviluppo successivo di neoplasie.

Per quanto riguarda il mesotelioma, la prognosi è purtroppo spesso infausta, con una sopravvivenza media che raramente supera i 12-24 mesi dalla diagnosi, a causa della sua natura estremamente aggressiva e della resistenza alle terapie convenzionali. Tuttavia, i progressi nell'immunoterapia e nelle tecniche chirurgiche combinate stanno migliorando le prospettive per alcuni sottogruppi di pazienti.

Il carcinoma polmonare correlato all'amianto ha un decorso simile ad altre forme di tumore al polmone, ma la sua gestione è complicata dalla frequente presenza di una sottostante fibrosi polmonare che limita le opzioni chirurgiche.

7

Prevenzione

La prevenzione è l'unica vera arma contro le malattie da amianto, dato che non esiste una cura definitiva per i danni tissutali causati dalle fibre.

  • Bonifica e Rimozione: La rimozione dell'amianto deve essere effettuata esclusivamente da ditte specializzate e autorizzate, seguendo rigidi protocolli di sicurezza per evitare la dispersione di fibre nell'ambiente. Se il materiale è in buone condizioni, a volte è preferibile l'incapsulamento (copertura con sostanze sigillanti).
  • Protezione Individuale: I lavoratori che operano in ambienti potenzialmente contaminati devono utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) specifici, come maschere con filtri P3, tute monouso e seguire rigorose procedure di decontaminazione.
  • Monitoraggio Sanitario: Chi è stato esposto in passato deve sottoporsi a controlli periodici (sorveglianza sanitaria) per individuare precocemente eventuali segni di malattia.
  • Cessazione del fumo: È l'intervento più efficace per ridurre drasticamente il rischio di tumore polmonare nei soggetti già esposti all'amianto.
  • Informazione: Educare la popolazione a riconoscere i materiali potenzialmente pericolosi (come le vecchie canne fumarie, le lastre di copertura o i coibentanti di vecchie caldaie) per evitare interventi "fai-da-te" pericolosissimi.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista pneumologo se si è consapevoli di aver avuto un'esposizione lavorativa o ambientale all'amianto in passato, anche se non si avvertono sintomi. La sorveglianza attiva è essenziale.

In particolare, è necessario richiedere un consulto urgente se compaiono:

  • Una mancanza di fiato insolita durante le normali attività quotidiane.
  • Una tosse che non passa dopo 3-4 settimane.
  • Presenza di sangue nel catarro (emottisi).
  • Un dolore persistente al petto o alle spalle.
  • Una perdita di peso inspiegabile associata a profonda stanchezza.

La diagnosi precoce, sebbene non possa cancellare l'esposizione passata, permette di accedere a trattamenti di supporto che possono migliorare significativamente la qualità della vita e gestire tempestivamente le complicanze più gravi.

Amianto ed Esposizione all'Asbesto

Definizione

L'amianto, noto anche come asbesto, non è una singola sostanza, ma un gruppo di minerali silicati naturali caratterizzati da una struttura fibrosa estremamente resistente. Questi minerali sono stati ampiamente utilizzati per decenni in ambito industriale, edilizio e commerciale grazie alle loro straordinarie proprietà: resistenza al calore, isolamento termico ed elettrico, flessibilità e resistenza alla trazione chimica. Dal punto di vista chimico, l'amianto si divide in due grandi famiglie: i serpentini (come il crisotilo o amianto bianco) e gli anfiboli (come la crocidolite o amianto blu, e l'amosite o amianto bruno).

Nonostante le sue doti tecnologiche, l'amianto è un potente agente cancerogeno e tossico per l'essere umano. La sua pericolosità risiede nella capacità delle sue fibre di sfaldarsi in frammenti microscopici, invisibili a occhio nudo, che possono essere facilmente inalati o ingeriti. Una volta penetrate nell'organismo, queste fibre sono praticamente indistruttibili; il sistema immunitario non riesce a degradarle, innescando processi infiammatori cronici che possono portare, dopo decenni di latenza, a gravi patologie polmonari e sistemiche.

In ambito medico, l'esposizione all'amianto è correlata a una serie di condizioni cliniche che vanno dalle alterazioni pleuriche benigne a forme tumorali estremamente aggressive. La comprensione dei meccanismi di danno cellulare causati dall'asbesto è fondamentale per la diagnosi precoce e la gestione dei pazienti che, in passato, hanno lavorato in ambienti contaminati o che vivono in aree con presenza di materiali contenenti amianto degradati.

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria delle patologie correlate all'amianto è l'inalazione delle sue fibre aerodisperse. Quando i materiali contenenti amianto (MCA) vengono manipolati, tagliati, danneggiati o semplicemente si deteriorano con il tempo, rilasciano nell'aria particelle sottilissime. Queste fibre, a causa della loro forma aghiforme e delle dimensioni ridotte, superano le barriere protettive delle prime vie aeree e raggiungono gli alveoli polmonari, le unità più profonde del polmone dove avviene lo scambio gassoso.

I fattori di rischio principali includono:

  • Esposizione professionale: È il fattore di rischio più comune. Lavoratori nei settori dell'edilizia, della cantieristica navale, della produzione di freni e frizioni, delle centrali elettriche e delle industrie tessili che utilizzavano amianto sono i soggetti più esposti. Anche se l'uso dell'amianto è stato bandito in molti paesi (in Italia dal 1992), il lungo periodo di latenza fa sì che nuovi casi emergano ancora oggi.
  • Durata e intensità dell'esposizione: Esiste una correlazione diretta tra la quantità di fibre inalate e il rischio di sviluppare malattie. Tuttavia, per alcune patologie come il mesotelioma, anche esposizioni brevi o di bassa intensità possono essere sufficienti a innescare il processo patologico.
  • Esposizione indiretta o domestica: Familiari di lavoratori esposti che portavano a casa polvere di amianto sui vestiti o sui capelli hanno sviluppato nel tempo patologie correlate.
  • Esposizione ambientale: Vivere in prossimità di miniere di amianto, fabbriche che lo lavoravano o edifici con coperture in cemento-amianto (eternit) fortemente degradate.
  • Fumo di sigaretta: Il fumo agisce in modo sinergico con l'amianto. Un fumatore esposto all'amianto ha un rischio di sviluppare un tumore polmonare decine di volte superiore rispetto a un non fumatore non esposto.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le malattie causate dall'amianto hanno una caratteristica comune: un periodo di latenza molto lungo, che può variare dai 10 ai 40 anni o più tra la prima esposizione e la comparsa dei sintomi. Questo rende spesso difficile collegare immediatamente il malessere attuale a un'attività lavorativa svolta decenni prima.

Il sintomo cardine dell'esposizione cronica e del danno polmonare (come nell'asbestosi) è la difficoltà respiratoria, che inizialmente si manifesta solo sotto sforzo per poi progredire fino a comparire anche a riposo. A questa si associa frequentemente una tosse secca e persistente, che non risponde ai comuni trattamenti per le infezioni respiratorie.

Altre manifestazioni cliniche comuni includono:

  • Dolore al petto: Spesso descritto come un senso di oppressione o un dolore sordo, può indicare il coinvolgimento della pleura (la membrana che riveste i polmoni).
  • Rantoli crepitanti: Durante l'auscultazione polmonare, il medico può udire dei suoni simili allo sfregamento del velcro, tipici della fibrosi polmonare.
  • Ippocratismo digitale: Un rigonfiamento delle estremità delle dita delle mani e dei piedi, con unghie che diventano eccessivamente curve, segno di una carenza cronica di ossigeno.
  • Astenia: Una sensazione di stanchezza profonda e mancanza di energia che interferisce con le attività quotidiane.
  • Perdita di peso involontaria: Spesso associata alle forme maligne come il mesotelioma o il carcinoma.
  • Emissione di sangue con la tosse: Un sintomo allarmante che richiede indagini immediate per escludere neoplasie.
  • Cianosi: Una colorazione bluastra delle labbra o delle dita, che indica una grave compromissione dell'ossigenazione del sangue.
  • Senso di oppressione toracica: Una sensazione di costrizione che rende difficile fare respiri profondi.

In caso di versamento pleurico (accumulo di liquido intorno ai polmoni), il paziente può avvertire un peggioramento improvviso della dispnea e un dolore acuto durante l'inspirazione.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi lavorativa e personale. Il medico deve indagare se il paziente ha lavorato in settori a rischio o se ha vissuto in ambienti potenzialmente contaminati. Data la latenza delle patologie, questa fase è cruciale.

Gli esami strumentali principali comprendono:

  1. Radiografia del torace (RX Torace): È spesso il primo esame eseguito. Può mostrare opacità irregolari, ispessimenti pleurici o le tipiche "placche pleuriche" calcificate, che sono segni distintivi dell'esposizione all'amianto.
  2. Tomografia Computerizzata ad Alta Risoluzione (HRCT): È molto più sensibile della radiografia e permette di individuare precocemente i segni della asbestosi (fibrosi del tessuto polmonare) e di valutare meglio lo stato della pleura.
  3. Prove di Funzionalità Respiratoria (Spirometria): Questi test misurano quanto volume d'aria i polmoni possono contenere e quanto velocemente può essere espulsa. Nei pazienti esposti all'amianto, si osserva spesso un deficit di tipo restrittivo (polmoni meno elastici e più piccoli).
  4. DLCO (Capacità di diffusione del monossido di carbonio): Un test specifico che valuta l'efficienza dello scambio di gas tra alveoli e sangue, spesso ridotta in presenza di fibrosi.
  5. Toracentesi e Biopsia: Se è presente liquido pleurico o masse sospette, si procede al prelievo di campioni di tessuto o liquido per l'analisi citologica e istologica, fondamentale per diagnosticare il mesotelioma o altre forme tumorali.
  6. Broncoscopia: In alcuni casi, può essere utile per ispezionare le vie aeree e prelevare campioni di muco o tessuto (lavaggio broncoalveolare) per cercare corpi asbestosici (fibre di amianto rivestite di ferro).

Trattamento e Terapie

Non esiste una terapia in grado di rimuovere le fibre di amianto dai polmoni o di invertire i danni cicatriziali (fibrosi) già consolidati. Il trattamento si concentra sulla gestione dei sintomi, sulla prevenzione delle complicanze e sul rallentamento della progressione della malattia.

Per le patologie non cancerose come l'asbestosi:

  • Ossigenoterapia: Somministrata ai pazienti con bassi livelli di ossigeno nel sangue per migliorare la qualità della vita e ridurre il carico sul cuore.
  • Riabilitazione respiratoria: Programmi di esercizi fisici e tecniche di respirazione per ottimizzare la funzione polmonare residua.
  • Terapia farmacologica: Uso di broncodilatatori per facilitare la respirazione e, in alcuni casi, farmaci antifibrotici (sebbene la loro efficacia specifica nell'asbestosi sia ancora oggetto di studio).
  • Prevenzione delle infezioni: È fondamentale la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococcica, poiché le infezioni respiratorie possono essere devastanti in un polmone già compromesso.

Per le patologie maligne (Mesotelioma e Tumore Polmonare):

  • Chirurgia: Se il tumore è localizzato, si può tentare la rimozione della massa o, in casi selezionati, dell'intero polmone e della pleura.
  • Chemioterapia: Utilizzo di farmaci sistemici per uccidere le cellule tumorali o ridurne la massa.
  • Radioterapia: Spesso usata a scopo palliativo per ridurre il dolore o per trattare aree specifiche colpite dal tumore.
  • Immunoterapia: Nuovi approcci terapeutici che stimolano il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare le cellule cancerose, mostrando risultati promettenti in alcuni tipi di mesotelioma.

Prognosi e Decorso

La prognosi dipende strettamente dal tipo di patologia sviluppata e dalla tempestività della diagnosi.

L'asbestosi è una malattia cronica e progressiva. Anche se l'esposizione cessa, la fibrosi può continuare a evolvere lentamente. Molti pazienti convivono con la malattia per anni, ma possono sviluppare insufficienza respiratoria o complicazioni cardiache (cuore polmonare cronico). Il rischio maggiore per questi pazienti è lo sviluppo successivo di neoplasie.

Per quanto riguarda il mesotelioma, la prognosi è purtroppo spesso infausta, con una sopravvivenza media che raramente supera i 12-24 mesi dalla diagnosi, a causa della sua natura estremamente aggressiva e della resistenza alle terapie convenzionali. Tuttavia, i progressi nell'immunoterapia e nelle tecniche chirurgiche combinate stanno migliorando le prospettive per alcuni sottogruppi di pazienti.

Il carcinoma polmonare correlato all'amianto ha un decorso simile ad altre forme di tumore al polmone, ma la sua gestione è complicata dalla frequente presenza di una sottostante fibrosi polmonare che limita le opzioni chirurgiche.

Prevenzione

La prevenzione è l'unica vera arma contro le malattie da amianto, dato che non esiste una cura definitiva per i danni tissutali causati dalle fibre.

  • Bonifica e Rimozione: La rimozione dell'amianto deve essere effettuata esclusivamente da ditte specializzate e autorizzate, seguendo rigidi protocolli di sicurezza per evitare la dispersione di fibre nell'ambiente. Se il materiale è in buone condizioni, a volte è preferibile l'incapsulamento (copertura con sostanze sigillanti).
  • Protezione Individuale: I lavoratori che operano in ambienti potenzialmente contaminati devono utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) specifici, come maschere con filtri P3, tute monouso e seguire rigorose procedure di decontaminazione.
  • Monitoraggio Sanitario: Chi è stato esposto in passato deve sottoporsi a controlli periodici (sorveglianza sanitaria) per individuare precocemente eventuali segni di malattia.
  • Cessazione del fumo: È l'intervento più efficace per ridurre drasticamente il rischio di tumore polmonare nei soggetti già esposti all'amianto.
  • Informazione: Educare la popolazione a riconoscere i materiali potenzialmente pericolosi (come le vecchie canne fumarie, le lastre di copertura o i coibentanti di vecchie caldaie) per evitare interventi "fai-da-te" pericolosissimi.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista pneumologo se si è consapevoli di aver avuto un'esposizione lavorativa o ambientale all'amianto in passato, anche se non si avvertono sintomi. La sorveglianza attiva è essenziale.

In particolare, è necessario richiedere un consulto urgente se compaiono:

  • Una mancanza di fiato insolita durante le normali attività quotidiane.
  • Una tosse che non passa dopo 3-4 settimane.
  • Presenza di sangue nel catarro (emottisi).
  • Un dolore persistente al petto o alle spalle.
  • Una perdita di peso inspiegabile associata a profonda stanchezza.

La diagnosi precoce, sebbene non possa cancellare l'esposizione passata, permette di accedere a trattamenti di supporto che possono migliorare significativamente la qualità della vita e gestire tempestivamente le complicanze più gravi.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.