Intossicazione da Mevinfos

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Definizione

Il Mevinfos (noto chimicamente come 2-metossicarbonil-1-metilvinil dimetil fosfato e commercializzato spesso con il nome di Phosdrin) è un potente insetticida e acaricida appartenente alla classe degli organofosforici. Si presenta come un liquido incolore o paglierino, altamente volatile e caratterizzato da un'azione estremamente rapida. A differenza di altri pesticidi che possono persistere nell'ambiente per settimane, il Mevinfos agisce velocemente e si degrada in tempi relativamente brevi, motivo per cui è stato storicamente utilizzato in agricoltura per trattamenti a ridosso del raccolto.

Dal punto di vista tossicologico, il Mevinfos è classificato come una sostanza ad alta tossicità acuta (Classe I secondo l'OMS). Il suo meccanismo d'azione principale consiste nell'inibizione irreversibile dell'enzima acetilcolinesterasi (AChE). Questo enzima è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso, poiché ha il compito di degradare l'acetilcolina, un neurotrasmettitore che trasmette segnali tra le cellule nervose e tra i nervi e i muscoli. Quando l'acetilcolinesterasi viene bloccata dal Mevinfos, l'acetilcolina si accumula nelle sinapsi, portando a una sovrastimolazione continua e incontrollata dei recettori colinergici in tutto il corpo.

L'intossicazione da Mevinfos rappresenta un'emergenza medica critica. A causa della sua elevata volatilità, il rischio di inalazione è molto alto, oltre alla possibilità di assorbimento attraverso la pelle integra o per ingestione accidentale. La rapidità con cui insorgono i sintomi richiede un intervento immediato per prevenire esiti fatali, rendendo la conoscenza di questa sostanza essenziale per il personale sanitario e per chi opera nel settore agricolo.

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Cause e Fattori di Rischio

L'esposizione al Mevinfos avviene principalmente in contesti professionali legati all'agricoltura, ma possono verificarsi incidenti domestici o ambientali. Le vie di ingresso della tossina nell'organismo sono molteplici e ognuna presenta rischi specifici:

  • Inalazione: Essendo una sostanza molto volatile, i vapori di Mevinfos possono essere facilmente inalati durante la miscelazione, il caricamento o l'irrorazione del pesticida, specialmente se non vengono utilizzate protezioni respiratorie adeguate.
  • Contatto Cutaneo: Questa è la via di esposizione più comune per i lavoratori agricoli. Il Mevinfos è liposolubile, il che significa che può penetrare rapidamente attraverso la pelle e le mucose (come gli occhi), entrando nel flusso sanguigno.
  • Ingestione: Solitamente accidentale, può avvenire per contaminazione delle mani, del cibo o dell'acqua, oppure in casi di tentato suicidio. L'ingestione porta generalmente alle forme più gravi di avvelenamento sistemico.

I fattori di rischio principali includono:

  1. Mancato uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): L'assenza di guanti in nitrile, tute impermeabili, maschere con filtri specifici e occhiali protettivi aumenta drasticamente la probabilità di intossicazione.
  2. Condizioni Climatiche: L'irrorazione in giornate ventose aumenta il rischio di deriva dei vapori verso l'operatore o aree abitate vicine.
  3. Scarsa Igiene Professionale: Mangiare, bere o fumare dopo aver maneggiato il prodotto senza essersi lavati accuratamente le mani e il viso.
  4. Stoccaggio Inadeguato: Conservare il pesticida in contenitori non originali o in luoghi accessibili a bambini o persone non addestrate.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'intossicazione da Mevinfos compaiono solitamente in tempi brevissimi, da pochi minuti a un paio d'ore dall'esposizione. Il quadro clinico è dominato dalla cosiddetta "crisi colinergica", che può essere suddivisa in tre categorie di effetti: muscarinici, nicotinici e a carico del sistema nervoso centrale.

Effetti Muscarinici (Sistema Parasimpatico)

Questi sintomi derivano dalla stimolazione dei recettori muscarinici nelle ghiandole e nella muscolatura liscia:

  • Apparato Oculare: Si osserva tipicamente una marcata pupilla a punta di spillo (restringimento pupillare) associata a lacrimazione eccessiva e visione offuscata.
  • Apparato Respiratorio: È una delle aree più critiche. Il paziente presenta eccessiva produzione di muco bronchiale, restringimento dei bronchi e difficoltà respiratoria severa. Nei casi gravi si sviluppa accumulo di liquidi nei polmoni.
  • Apparato Gastrointestinale: Sono comuni ipersalivazione, nausea, vomito, forti crampi addominali e diarrea profusa.
  • Apparato Cardiovascolare: Si manifesta spesso battito cardiaco rallentato e pressione arteriosa bassa.
  • Pelle: Si nota una sudorazione fredda e profusa.

Effetti Nicotinici (Giunzioni Neuromuscolari)

Questi sintomi riguardano la comunicazione tra nervi e muscoli scheletrici:

  • Muscolatura: Il segno distintivo è la presenza di contrazioni muscolari involontarie (guizzi sotto la pelle), seguite da debolezza muscolare estrema e, nei casi peggiori, paralisi dei muscoli respiratori.
  • Sistema Simpatico: Inizialmente può verificarsi battito accelerato e aumento della pressione, che poi virano verso i sintomi muscarinici opposti.

Effetti sul Sistema Nervoso Centrale

L'accumulo di acetilcolina nel cervello provoca:

  • Mal di testa intenso, vertigini e perdita di coordinazione nei movimenti.
  • Stati di ansia, confusione mentale e estrema irritabilità.
  • Nelle fasi avanzate compaiono convulsioni, blocco del centro del respiro e stato di incoscienza profondo.

Un fenomeno particolare correlato agli organofosforici è la Sindrome Intermedia, che può insorgere 24-96 ore dopo la risoluzione della crisi acuta, caratterizzata da una improvvisa paralisi dei muscoli del collo e respiratori.

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Diagnosi

La diagnosi di intossicazione da Mevinfos è prevalentemente clinica, basata sulla rapidità di insorgenza dei sintomi e sulla storia di possibile esposizione a pesticidi. Il medico deve agire tempestivamente, spesso iniziando il trattamento prima ancora di avere i risultati di laboratorio.

  1. Anamnesi: Ricerca di informazioni su lavori agricoli recenti, uso di insetticidi o incidenti domestici. È utile identificare il contenitore del prodotto se disponibile.
  2. Esame Obiettivo: Valutazione dei segni classici (miosi, bradicardia, fascicolazioni, odore chimico o d'aglio nell'alito o sui vestiti).
  3. Test di Laboratorio Specifici:
    • Attività della Colinesterasi Plasmatica (Pseudocolinesterasi): Diminuisce rapidamente ed è un indicatore sensibile di esposizione, ma meno specifico per la gravità clinica.
    • Attività della Colinesterasi Eritrocitaria (AChE dei globuli rossi): È un indicatore più fedele dell'inibizione enzimatica a livello del sistema nervoso. Un calo superiore al 30-50% rispetto ai valori normali conferma l'intossicazione grave.
  4. Esami di Supporto:
    • Emogasanalisi (EGA): Per monitorare l'ossigenazione e l'eventuale acidosi causata dalla difficoltà respiratoria.
    • Elettrocardiogramma (ECG): Per rilevare aritmie o blocchi della conduzione cardiaca.
    • Radiografia del torace: Se si sospetta un edema polmonare o una polmonite da aspirazione.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'avvelenamento da Mevinfos è un'emergenza medica che richiede l'ospedalizzazione immediata, preferibilmente in terapia intensiva.

Stabilizzazione e Decontaminazione

La priorità assoluta è il mantenimento delle funzioni vitali (ABC: vie aeree, Respirazione, Circolazione). Può essere necessaria l'intubazione e la ventilazione meccanica se la paralisi respiratoria è imminente. Contemporaneamente, occorre procedere alla decontaminazione:

  • Cutanea: Rimuovere tutti i vestiti contaminati e lavare abbondantemente la pelle con acqua e sapone alcalino (il sapone aiuta a idrolizzare l'organofosforico).
  • Gastrica: Se l'ingestione è avvenuta da meno di un'ora, si può praticare la lavanda gastrica e somministrare carbone attivo, proteggendo sempre le vie aeree.

Terapia Antidotica

Esistono due farmaci cardine per contrastare l'azione del Mevinfos:

  1. Atropina: È un antagonista dei recettori muscarinici. Viene somministrata per via endovenosa a dosi ripetute finché non si ottiene la "atropinizzazione" (scomparsa della secrezione bronchiale e dei rantoli polmonari). L'atropina salva la vita bloccando gli effetti letali sui polmoni e sul cuore, ma non agisce sulla debolezza muscolare.
  2. Pralidossima (2-PAM): Appartiene alla classe delle ossime. La sua funzione è quella di "riattivare" l'enzima acetilcolinesterasi staccando il pesticida dal sito di legame. Deve essere somministrata precocemente, prima che avvenga il processo di "invecchiamento" del legame chimico, che rende l'inibizione irreversibile.

Terapia di Supporto

  • Benzodiazepine (es. Diazepam): Utilizzate per controllare le convulsioni e ridurre l'agitazione.
  • Liquidi Endovenosi: Per correggere la disidratazione causata da vomito e diarrea.
  • Monitoraggio Continuo: Osservazione stretta per almeno 48-72 ore per intercettare l'insorgenza della sindrome intermedia.
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Prognosi e Decorso

La prognosi dell'intossicazione da Mevinfos dipende strettamente dalla dose assorbita e dalla rapidità con cui viene somministrata l'atropina.

  • Casi Lievi: Con un trattamento tempestivo, i sintomi muscarinici regrediscono in poche ore e il recupero completo avviene in pochi giorni senza esiti permanenti.
  • Casi Gravi: Se non trattata, l'insufficienza respiratoria porta alla morte in tempi brevissimi (da pochi minuti a poche ore). Anche con il trattamento, il paziente può richiedere giorni di ventilazione assistita.
  • Complicanze a Lungo Termine: Sebbene rare con il Mevinfos rispetto ad altri organofosforici, può verificarsi una polineuropatia ritardata, caratterizzata da debolezza e formicolii agli arti che compaiono settimane dopo l'evento acuto.

Il decorso può essere complicato dalla sindrome intermedia, che richiede un prolungamento della degenza in rianimazione. Una volta superata la fase critica, i livelli di colinesterasi nel sangue possono impiegare diverse settimane per tornare alla normalità, periodo durante il quale il paziente deve evitare ulteriori esposizioni a pesticidi.

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Prevenzione

La prevenzione è l'unico modo efficace per eliminare il rischio di morte per Mevinfos. Le strategie includono:

  1. Formazione: Istruire i lavoratori agricoli sulla tossicità del prodotto e sulle corrette procedure di manipolazione.
  2. Uso Rigoroso dei DPI: Indossare sempre tute protettive certificate, guanti resistenti ai prodotti chimici, stivali di gomma e maschere a pieno facciale con filtri per vapori organici.
  3. Manutenzione delle Attrezzature: Verificare che le pompe e gli atomizzatori non abbiano perdite.
  4. Igiene Personale: Lavarsi accuratamente dopo ogni applicazione, non portare i vestiti da lavoro a casa e lavarli separatamente.
  5. Sostituzione: Ove possibile, utilizzare insetticidi meno tossici o adottare tecniche di lotta integrata che riducano la dipendenza dai prodotti chimici.
  6. Segnaletica: Rispettare i tempi di rientro nei campi trattati e segnalare le aree irrorate per evitare l'accesso a persone non autorizzate.
8

Quando Consultare un Medico

In caso di sospetta esposizione al Mevinfos, non bisogna attendere la comparsa dei sintomi. È necessario consultare un medico o recarsi al pronto soccorso immediatamente se:

  • Si è accidentalmente rovesciato il prodotto sulla pelle o sui vestiti e si avverte anche solo una leggera cefalea o nausea.
  • Si manifesta un improvviso restringimento delle pupille (miosi) dopo aver lavorato in campo.
  • Si avvertono guizzi muscolari o una sensazione di oppressione al petto.
  • Si è inalata una nuvola di vapore durante le operazioni di irrorazione.

In attesa dei soccorsi, è fondamentale allontanare la vittima dalla zona contaminata, rimuovere i vestiti e lavare la pelle con acqua corrente. Se il paziente è incosciente, deve essere posto in posizione laterale di sicurezza per evitare il soffocamento in caso di vomito.

Intossicazione da Mevinfos

Definizione

Il Mevinfos (noto chimicamente come 2-metossicarbonil-1-metilvinil dimetil fosfato e commercializzato spesso con il nome di Phosdrin) è un potente insetticida e acaricida appartenente alla classe degli organofosforici. Si presenta come un liquido incolore o paglierino, altamente volatile e caratterizzato da un'azione estremamente rapida. A differenza di altri pesticidi che possono persistere nell'ambiente per settimane, il Mevinfos agisce velocemente e si degrada in tempi relativamente brevi, motivo per cui è stato storicamente utilizzato in agricoltura per trattamenti a ridosso del raccolto.

Dal punto di vista tossicologico, il Mevinfos è classificato come una sostanza ad alta tossicità acuta (Classe I secondo l'OMS). Il suo meccanismo d'azione principale consiste nell'inibizione irreversibile dell'enzima acetilcolinesterasi (AChE). Questo enzima è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso, poiché ha il compito di degradare l'acetilcolina, un neurotrasmettitore che trasmette segnali tra le cellule nervose e tra i nervi e i muscoli. Quando l'acetilcolinesterasi viene bloccata dal Mevinfos, l'acetilcolina si accumula nelle sinapsi, portando a una sovrastimolazione continua e incontrollata dei recettori colinergici in tutto il corpo.

L'intossicazione da Mevinfos rappresenta un'emergenza medica critica. A causa della sua elevata volatilità, il rischio di inalazione è molto alto, oltre alla possibilità di assorbimento attraverso la pelle integra o per ingestione accidentale. La rapidità con cui insorgono i sintomi richiede un intervento immediato per prevenire esiti fatali, rendendo la conoscenza di questa sostanza essenziale per il personale sanitario e per chi opera nel settore agricolo.

Cause e Fattori di Rischio

L'esposizione al Mevinfos avviene principalmente in contesti professionali legati all'agricoltura, ma possono verificarsi incidenti domestici o ambientali. Le vie di ingresso della tossina nell'organismo sono molteplici e ognuna presenta rischi specifici:

  • Inalazione: Essendo una sostanza molto volatile, i vapori di Mevinfos possono essere facilmente inalati durante la miscelazione, il caricamento o l'irrorazione del pesticida, specialmente se non vengono utilizzate protezioni respiratorie adeguate.
  • Contatto Cutaneo: Questa è la via di esposizione più comune per i lavoratori agricoli. Il Mevinfos è liposolubile, il che significa che può penetrare rapidamente attraverso la pelle e le mucose (come gli occhi), entrando nel flusso sanguigno.
  • Ingestione: Solitamente accidentale, può avvenire per contaminazione delle mani, del cibo o dell'acqua, oppure in casi di tentato suicidio. L'ingestione porta generalmente alle forme più gravi di avvelenamento sistemico.

I fattori di rischio principali includono:

  1. Mancato uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): L'assenza di guanti in nitrile, tute impermeabili, maschere con filtri specifici e occhiali protettivi aumenta drasticamente la probabilità di intossicazione.
  2. Condizioni Climatiche: L'irrorazione in giornate ventose aumenta il rischio di deriva dei vapori verso l'operatore o aree abitate vicine.
  3. Scarsa Igiene Professionale: Mangiare, bere o fumare dopo aver maneggiato il prodotto senza essersi lavati accuratamente le mani e il viso.
  4. Stoccaggio Inadeguato: Conservare il pesticida in contenitori non originali o in luoghi accessibili a bambini o persone non addestrate.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'intossicazione da Mevinfos compaiono solitamente in tempi brevissimi, da pochi minuti a un paio d'ore dall'esposizione. Il quadro clinico è dominato dalla cosiddetta "crisi colinergica", che può essere suddivisa in tre categorie di effetti: muscarinici, nicotinici e a carico del sistema nervoso centrale.

Effetti Muscarinici (Sistema Parasimpatico)

Questi sintomi derivano dalla stimolazione dei recettori muscarinici nelle ghiandole e nella muscolatura liscia:

  • Apparato Oculare: Si osserva tipicamente una marcata pupilla a punta di spillo (restringimento pupillare) associata a lacrimazione eccessiva e visione offuscata.
  • Apparato Respiratorio: È una delle aree più critiche. Il paziente presenta eccessiva produzione di muco bronchiale, restringimento dei bronchi e difficoltà respiratoria severa. Nei casi gravi si sviluppa accumulo di liquidi nei polmoni.
  • Apparato Gastrointestinale: Sono comuni ipersalivazione, nausea, vomito, forti crampi addominali e diarrea profusa.
  • Apparato Cardiovascolare: Si manifesta spesso battito cardiaco rallentato e pressione arteriosa bassa.
  • Pelle: Si nota una sudorazione fredda e profusa.

Effetti Nicotinici (Giunzioni Neuromuscolari)

Questi sintomi riguardano la comunicazione tra nervi e muscoli scheletrici:

  • Muscolatura: Il segno distintivo è la presenza di contrazioni muscolari involontarie (guizzi sotto la pelle), seguite da debolezza muscolare estrema e, nei casi peggiori, paralisi dei muscoli respiratori.
  • Sistema Simpatico: Inizialmente può verificarsi battito accelerato e aumento della pressione, che poi virano verso i sintomi muscarinici opposti.

Effetti sul Sistema Nervoso Centrale

L'accumulo di acetilcolina nel cervello provoca:

  • Mal di testa intenso, vertigini e perdita di coordinazione nei movimenti.
  • Stati di ansia, confusione mentale e estrema irritabilità.
  • Nelle fasi avanzate compaiono convulsioni, blocco del centro del respiro e stato di incoscienza profondo.

Un fenomeno particolare correlato agli organofosforici è la Sindrome Intermedia, che può insorgere 24-96 ore dopo la risoluzione della crisi acuta, caratterizzata da una improvvisa paralisi dei muscoli del collo e respiratori.

Diagnosi

La diagnosi di intossicazione da Mevinfos è prevalentemente clinica, basata sulla rapidità di insorgenza dei sintomi e sulla storia di possibile esposizione a pesticidi. Il medico deve agire tempestivamente, spesso iniziando il trattamento prima ancora di avere i risultati di laboratorio.

  1. Anamnesi: Ricerca di informazioni su lavori agricoli recenti, uso di insetticidi o incidenti domestici. È utile identificare il contenitore del prodotto se disponibile.
  2. Esame Obiettivo: Valutazione dei segni classici (miosi, bradicardia, fascicolazioni, odore chimico o d'aglio nell'alito o sui vestiti).
  3. Test di Laboratorio Specifici:
    • Attività della Colinesterasi Plasmatica (Pseudocolinesterasi): Diminuisce rapidamente ed è un indicatore sensibile di esposizione, ma meno specifico per la gravità clinica.
    • Attività della Colinesterasi Eritrocitaria (AChE dei globuli rossi): È un indicatore più fedele dell'inibizione enzimatica a livello del sistema nervoso. Un calo superiore al 30-50% rispetto ai valori normali conferma l'intossicazione grave.
  4. Esami di Supporto:
    • Emogasanalisi (EGA): Per monitorare l'ossigenazione e l'eventuale acidosi causata dalla difficoltà respiratoria.
    • Elettrocardiogramma (ECG): Per rilevare aritmie o blocchi della conduzione cardiaca.
    • Radiografia del torace: Se si sospetta un edema polmonare o una polmonite da aspirazione.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'avvelenamento da Mevinfos è un'emergenza medica che richiede l'ospedalizzazione immediata, preferibilmente in terapia intensiva.

Stabilizzazione e Decontaminazione

La priorità assoluta è il mantenimento delle funzioni vitali (ABC: vie aeree, Respirazione, Circolazione). Può essere necessaria l'intubazione e la ventilazione meccanica se la paralisi respiratoria è imminente. Contemporaneamente, occorre procedere alla decontaminazione:

  • Cutanea: Rimuovere tutti i vestiti contaminati e lavare abbondantemente la pelle con acqua e sapone alcalino (il sapone aiuta a idrolizzare l'organofosforico).
  • Gastrica: Se l'ingestione è avvenuta da meno di un'ora, si può praticare la lavanda gastrica e somministrare carbone attivo, proteggendo sempre le vie aeree.

Terapia Antidotica

Esistono due farmaci cardine per contrastare l'azione del Mevinfos:

  1. Atropina: È un antagonista dei recettori muscarinici. Viene somministrata per via endovenosa a dosi ripetute finché non si ottiene la "atropinizzazione" (scomparsa della secrezione bronchiale e dei rantoli polmonari). L'atropina salva la vita bloccando gli effetti letali sui polmoni e sul cuore, ma non agisce sulla debolezza muscolare.
  2. Pralidossima (2-PAM): Appartiene alla classe delle ossime. La sua funzione è quella di "riattivare" l'enzima acetilcolinesterasi staccando il pesticida dal sito di legame. Deve essere somministrata precocemente, prima che avvenga il processo di "invecchiamento" del legame chimico, che rende l'inibizione irreversibile.

Terapia di Supporto

  • Benzodiazepine (es. Diazepam): Utilizzate per controllare le convulsioni e ridurre l'agitazione.
  • Liquidi Endovenosi: Per correggere la disidratazione causata da vomito e diarrea.
  • Monitoraggio Continuo: Osservazione stretta per almeno 48-72 ore per intercettare l'insorgenza della sindrome intermedia.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'intossicazione da Mevinfos dipende strettamente dalla dose assorbita e dalla rapidità con cui viene somministrata l'atropina.

  • Casi Lievi: Con un trattamento tempestivo, i sintomi muscarinici regrediscono in poche ore e il recupero completo avviene in pochi giorni senza esiti permanenti.
  • Casi Gravi: Se non trattata, l'insufficienza respiratoria porta alla morte in tempi brevissimi (da pochi minuti a poche ore). Anche con il trattamento, il paziente può richiedere giorni di ventilazione assistita.
  • Complicanze a Lungo Termine: Sebbene rare con il Mevinfos rispetto ad altri organofosforici, può verificarsi una polineuropatia ritardata, caratterizzata da debolezza e formicolii agli arti che compaiono settimane dopo l'evento acuto.

Il decorso può essere complicato dalla sindrome intermedia, che richiede un prolungamento della degenza in rianimazione. Una volta superata la fase critica, i livelli di colinesterasi nel sangue possono impiegare diverse settimane per tornare alla normalità, periodo durante il quale il paziente deve evitare ulteriori esposizioni a pesticidi.

Prevenzione

La prevenzione è l'unico modo efficace per eliminare il rischio di morte per Mevinfos. Le strategie includono:

  1. Formazione: Istruire i lavoratori agricoli sulla tossicità del prodotto e sulle corrette procedure di manipolazione.
  2. Uso Rigoroso dei DPI: Indossare sempre tute protettive certificate, guanti resistenti ai prodotti chimici, stivali di gomma e maschere a pieno facciale con filtri per vapori organici.
  3. Manutenzione delle Attrezzature: Verificare che le pompe e gli atomizzatori non abbiano perdite.
  4. Igiene Personale: Lavarsi accuratamente dopo ogni applicazione, non portare i vestiti da lavoro a casa e lavarli separatamente.
  5. Sostituzione: Ove possibile, utilizzare insetticidi meno tossici o adottare tecniche di lotta integrata che riducano la dipendenza dai prodotti chimici.
  6. Segnaletica: Rispettare i tempi di rientro nei campi trattati e segnalare le aree irrorate per evitare l'accesso a persone non autorizzate.

Quando Consultare un Medico

In caso di sospetta esposizione al Mevinfos, non bisogna attendere la comparsa dei sintomi. È necessario consultare un medico o recarsi al pronto soccorso immediatamente se:

  • Si è accidentalmente rovesciato il prodotto sulla pelle o sui vestiti e si avverte anche solo una leggera cefalea o nausea.
  • Si manifesta un improvviso restringimento delle pupille (miosi) dopo aver lavorato in campo.
  • Si avvertono guizzi muscolari o una sensazione di oppressione al petto.
  • Si è inalata una nuvola di vapore durante le operazioni di irrorazione.

In attesa dei soccorsi, è fondamentale allontanare la vittima dalla zona contaminata, rimuovere i vestiti e lavare la pelle con acqua corrente. Se il paziente è incosciente, deve essere posto in posizione laterale di sicurezza per evitare il soffocamento in caso di vomito.

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