Intossicazione da Endothall

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Definizione

L'Endothall (acido 7-ossabiciclo[2.2.1]eptan-2,3-dicarbossilico) è un composto chimico ampiamente utilizzato in ambito agricolo e nella gestione delle risorse idriche come erbicida di contatto, alghicida e regolatore della crescita delle piante. Chimicamente, si presenta spesso sotto forma di sali (come il sale di dipotassio o il sale di ammina), che ne facilitano l'applicazione in soluzione acquosa. Sebbene sia estremamente efficace nel controllo di piante acquatiche infestanti e nella defogliazione di colture come il cotone o la barbabietola da zucchero, l'Endothall è classificato come una sostanza altamente tossica per l'uomo e per gli animali.

L'intossicazione da Endothall si verifica quando un individuo entra in contatto con dosi eccessive della sostanza attraverso l'ingestione, l'inalazione o il contatto cutaneo e oculare. A differenza di altri erbicidi, l'Endothall agisce come un potente inibitore delle proteine fosfatasi (specificamente la PP2A), enzimi cruciali per la regolazione del ciclo cellulare e della segnalazione intracellulare. Questa inibizione porta a una rapida distruzione dei tessuti con cui entra in contatto, manifestando effetti simili a quelli delle sostanze corrosive, seguiti da gravi complicazioni sistemiche che possono coinvolgere il sistema cardiovascolare, renale e gastrointestinale.

Dal punto di vista clinico, l'esposizione a questa sostanza rappresenta un'emergenza medica che richiede un intervento tempestivo. La gravità del quadro clinico dipende dalla via di esposizione, dalla concentrazione del prodotto e dalla durata del contatto. Poiché non esiste un antidoto specifico, la gestione del paziente si basa principalmente sulla stabilizzazione delle funzioni vitali e sulla terapia di supporto sintomatico.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause principali di intossicazione da Endothall sono legate all'esposizione professionale, accidentale o, più raramente, intenzionale. Essendo un prodotto utilizzato prevalentemente in agricoltura e nella manutenzione di laghi e canali, i soggetti più a rischio sono gli operatori del settore agricolo, i manutentori di impianti idrici e il personale addetto alla produzione e al confezionamento di pesticidi.

I fattori di rischio includono:

  • Mancato utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): L'assenza di guanti, maschere con filtri adeguati, tute protettive e occhiali di sicurezza durante la manipolazione o l'irrorazione del prodotto aumenta drasticamente il rischio di assorbimento cutaneo e inalatorio.
  • Incidenti agricoli: Errori nella miscelazione, perdite dai serbatoi di irrorazione o il contatto con la deriva dei pesticidi (il trasporto del prodotto da parte del vento) sono cause comuni di esposizione accidentale.
  • Contaminazione delle acque: L'uso improprio di Endothall come alghicida in bacini idrici destinati al consumo umano o animale può portare a ingestioni accidentali.
  • Conservazione inadeguata: Lo stoccaggio di prodotti chimici in contenitori non originali o non etichettati, specialmente in contesti domestici o rurali, può causare l'ingestione accidentale da parte di bambini o adulti.
  • Tentativi autolesionistici: Come per molti altri pesticidi, l'ingestione volontaria a scopo suicidario rappresenta una delle forme più gravi e spesso letali di intossicazione.

La tossicità dell'Endothall è potenziata dalla sua natura idrofila, che ne permette una rapida distribuzione nei tessuti corporei una volta assorbito. La dose letale stimata per l'uomo è relativamente bassa, il che lo colloca tra gli erbicidi più pericolosi in caso di ingestione diretta.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'intossicazione da Endothall variano significativamente in base alla via di ingresso nell'organismo. La sostanza è estremamente irritante e corrosiva per le mucose e la pelle.

Ingestione (Via Orale)

L'ingestione è la via di esposizione più pericolosa e porta a una sintomatologia immediata e violenta. I primi segni includono un intenso bruciore alla bocca e alla gola, seguito da:

  • Nausea e vomito incoercibile, spesso contenente sangue (ematemesi).
  • Dolore addominale acuto e crampiforme, segno di grave infiammazione o perforazione gastrointestinale.
  • Diarrea profusa, che può diventare emorragica (melena o ematochezia).
  • Ipotensione (pressione sanguigna bassa) che può progredire rapidamente verso lo shock cardiogeno o ipovolemico.
  • Insufficienza renale acuta, manifestata con una drastica riduzione della produzione di urina (oliguria).

Inalazione

L'inalazione di vapori o nebbie contenenti Endothall colpisce principalmente l'apparato respiratorio:

  • Tosse secca e stizzosa.
  • Difficoltà respiratoria (dispnea) di grado variabile.
  • Sensazione di bruciore alla gola e al torace.
  • Nei casi gravi, può svilupparsi un edema polmonare non cardiogeno, caratterizzato da accumulo di liquido nei polmoni che impedisce l'ossigenazione.

Contatto Cutaneo e Oculare

Il contatto diretto con la pelle o gli occhi provoca danni localizzati immediati:

  • Eritema (arrossamento) e formazione di vesciche o bolle.
  • Ustioni chimiche di vario grado a seconda del tempo di contatto.
  • Forte dolore oculare, congiuntivite e rischio di lesioni permanenti alla cornea (cheratite ulcerativa).

Effetti Sistemici e Neurologici

Se la sostanza viene assorbita in quantità sufficienti, possono comparire:

  • Acidosi metabolica grave, dovuta allo squilibrio chimico nel sangue.
  • Convulsioni e alterazione dello stato di coscienza, fino al coma.
  • Tachicardia iniziale seguita da bradicardia nelle fasi terminali dello shock.
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Diagnosi

La diagnosi di intossicazione da Endothall è prevalentemente clinica e anamnestica. Poiché non esistono test rapidi di routine per rilevare l'Endothall nel sangue o nelle urine nella maggior parte degli ospedali, il medico deve basarsi sulla storia di esposizione riferita dal paziente o dai testimoni.

Il protocollo diagnostico include:

  1. Anamnesi dettagliata: Identificazione del prodotto commerciale, della quantità coinvolta e del tempo trascorso dall'esposizione. È utile portare con sé l'etichetta del prodotto in pronto soccorso.
  2. Esame obiettivo: Valutazione dei segni vitali (pressione, frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno) e ispezione delle mucose orali, della pelle e degli occhi per segni di corrosione.
  3. Esami di laboratorio:
    • Emocromo completo: Per valutare l'eventuale perdita di sangue o segni di emoconcentrazione.
    • Elettroliti e funzionalità renale: Monitoraggio di creatinina e azotemia per rilevare l'insorgenza di insufficienza renale acuta.
    • Emogasanalisi (EGA): Fondamentale per identificare l'acidosi metabolica e valutare l'ossigenazione polmonare.
    • Test di funzionalità epatica: Per monitorare eventuali danni al fegato.
  4. Indagini strumentali:
    • Esofagogastroduodenoscopia (EGDS): In caso di ingestione, per valutare l'entità delle lesioni corrosive all'esofago e allo stomaco (da eseguire con cautela per il rischio di perforazione).
    • Radiografia del torace: Per escludere o confermare un edema polmonare o una polmonite da aspirazione.
    • Elettrocardiogramma (ECG): Per monitorare aritmie o segni di sofferenza miocardica.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'intossicazione da Endothall deve iniziare il più rapidamente possibile. Non esistendo un antidoto, la terapia è di supporto e mira a minimizzare l'assorbimento e gestire le complicazioni.

Decontaminazione

  • Cutanea: Rimuovere immediatamente gli indumenti contaminati e lavare abbondantemente la pelle con acqua e sapone per almeno 15-20 minuti.
  • Oculare: Irrigare gli occhi con soluzione fisiologica o acqua tiepida a bassa pressione per almeno 15 minuti, consultando d'urgenza un oculista.
  • Gastrointestinale: L'induzione del vomito è assolutamente controindicata a causa della natura corrosiva della sostanza. La lavanda gastrica può essere considerata solo entro un'ora dall'ingestione e se eseguita da personale esperto con protezione delle vie aeree. L'uso di carbone attivo è controverso poiché l'Endothall non viene adsorbito efficacemente dal carbone.

Supporto Vitale

  • Gestione delle vie aeree: In caso di grave difficoltà respiratoria o coma, può essere necessaria l'intubazione endotracheale e la ventilazione meccanica.
  • Rianimazione fluida: Somministrazione endovenosa di liquidi (soluzione fisiologica o Ringer lattato) per contrastare l'ipotensione e mantenere la perfusione renale.
  • Correzione dell'acidosi: Uso di bicarbonato di sodio per via endovenosa se l'acidosi metabolica è grave.

Terapie Specifiche per le Complicazioni

  • Protezione gastrica: Somministrazione di inibitori della pompa di protoni per ridurre il danno alle mucose gastriche.
  • Gestione del dolore: Uso di analgesici oppioidi per controllare il dolore intenso derivante dalle ustioni chimiche interne.
  • Emodialisi: Può essere necessaria in caso di insufficienza renale acuta o per aiutare a correggere squilibri elettrolitici e acidosi non responsivi alla terapia medica, sebbene l'efficacia dell'emodialisi nel rimuovere direttamente l'Endothall non sia ampiamente documentata.
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Prognosi e Decorso

La prognosi dell'intossicazione da Endothall è estremamente variabile e dipende dalla tempestività del trattamento.

Nei casi di esposizione cutanea o oculare lieve, la guarigione è solitamente completa con un trattamento locale adeguato, sebbene possano residuare cicatrici o difetti visivi se le ustioni sono profonde.

In caso di ingestione significativa, la prognosi è spesso riservata. Le prime 24-48 ore sono critiche: il decesso può avvenire per shock cardiocircolatorio irreversibile o insufficienza multiorgano. Se il paziente sopravvive alla fase acuta, possono insorgere complicazioni a lungo termine come:

  • Stenosi esofagee o gastriche: Restringimenti cicatriziali del tratto digerente che rendono difficile l'alimentazione.
  • Danni renali permanenti: Evoluzione verso una insufficienza renale cronica.
  • Fibrosi polmonare: In caso di grave inalazione con danno alveolare diffuso.

Il monitoraggio post-acuto è essenziale per identificare precocemente queste sequele e pianificare interventi correttivi (come dilatazioni esofagee).

7

Prevenzione

La prevenzione è l'unico modo efficace per evitare i gravi rischi associati all'Endothall. Le misure principali includono:

  1. Formazione e Informazione: Tutti gli utilizzatori devono essere istruiti sui pericoli della sostanza e sulle corrette procedure di manipolazione.
  2. Uso rigoroso dei DPI: Indossare sempre guanti in nitrile, tute impermeabili, stivali di gomma, occhiali protettivi e maschere con filtri per vapori organici/acidi.
  3. Sicurezza nello stoccaggio: Conservare l'Endothall esclusivamente nei contenitori originali, in armadi chiusi a chiave, fuori dalla portata dei bambini e lontano da alimenti o bevande.
  4. Igiene personale: Lavarsi accuratamente le mani e la pelle esposta dopo ogni utilizzo, prima di mangiare, bere o fumare. Non portare a casa gli indumenti da lavoro contaminati.
  5. Rispetto delle normative: Seguire scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta riguardo alle dosi, ai tempi di rientro nelle aree trattate e alle modalità di smaltimento dei contenitori vuoti.
8

Quando Consultare un Medico

In caso di sospetta esposizione all'Endothall, è necessario consultare un medico o recarsi in un Pronto Soccorso immediatamente. Non bisogna attendere la comparsa dei sintomi, poiché il danno tissutale può iniziare istantaneamente.

Contattare d'urgenza i soccorsi se si verificano:

  • Ingestione accidentale o volontaria di qualsiasi quantità di prodotto.
  • Contatto oculare con dolore persistente o arrossamento.
  • Difficoltà respiratorie dopo l'irrorazione o la manipolazione.
  • Comparsa di vesciche o ustioni sulla pelle.
  • Stato di confusione, vertigini o perdita di coscienza in un soggetto che ha maneggiato erbicidi.

È fondamentale fornire al personale medico il nome esatto del prodotto e, se possibile, mostrare l'etichetta o la scheda di sicurezza (MSDS) per permettere una gestione mirata e rapida.

Intossicazione da Endothall

Definizione

L'Endothall (acido 7-ossabiciclo[2.2.1]eptan-2,3-dicarbossilico) è un composto chimico ampiamente utilizzato in ambito agricolo e nella gestione delle risorse idriche come erbicida di contatto, alghicida e regolatore della crescita delle piante. Chimicamente, si presenta spesso sotto forma di sali (come il sale di dipotassio o il sale di ammina), che ne facilitano l'applicazione in soluzione acquosa. Sebbene sia estremamente efficace nel controllo di piante acquatiche infestanti e nella defogliazione di colture come il cotone o la barbabietola da zucchero, l'Endothall è classificato come una sostanza altamente tossica per l'uomo e per gli animali.

L'intossicazione da Endothall si verifica quando un individuo entra in contatto con dosi eccessive della sostanza attraverso l'ingestione, l'inalazione o il contatto cutaneo e oculare. A differenza di altri erbicidi, l'Endothall agisce come un potente inibitore delle proteine fosfatasi (specificamente la PP2A), enzimi cruciali per la regolazione del ciclo cellulare e della segnalazione intracellulare. Questa inibizione porta a una rapida distruzione dei tessuti con cui entra in contatto, manifestando effetti simili a quelli delle sostanze corrosive, seguiti da gravi complicazioni sistemiche che possono coinvolgere il sistema cardiovascolare, renale e gastrointestinale.

Dal punto di vista clinico, l'esposizione a questa sostanza rappresenta un'emergenza medica che richiede un intervento tempestivo. La gravità del quadro clinico dipende dalla via di esposizione, dalla concentrazione del prodotto e dalla durata del contatto. Poiché non esiste un antidoto specifico, la gestione del paziente si basa principalmente sulla stabilizzazione delle funzioni vitali e sulla terapia di supporto sintomatico.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause principali di intossicazione da Endothall sono legate all'esposizione professionale, accidentale o, più raramente, intenzionale. Essendo un prodotto utilizzato prevalentemente in agricoltura e nella manutenzione di laghi e canali, i soggetti più a rischio sono gli operatori del settore agricolo, i manutentori di impianti idrici e il personale addetto alla produzione e al confezionamento di pesticidi.

I fattori di rischio includono:

  • Mancato utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): L'assenza di guanti, maschere con filtri adeguati, tute protettive e occhiali di sicurezza durante la manipolazione o l'irrorazione del prodotto aumenta drasticamente il rischio di assorbimento cutaneo e inalatorio.
  • Incidenti agricoli: Errori nella miscelazione, perdite dai serbatoi di irrorazione o il contatto con la deriva dei pesticidi (il trasporto del prodotto da parte del vento) sono cause comuni di esposizione accidentale.
  • Contaminazione delle acque: L'uso improprio di Endothall come alghicida in bacini idrici destinati al consumo umano o animale può portare a ingestioni accidentali.
  • Conservazione inadeguata: Lo stoccaggio di prodotti chimici in contenitori non originali o non etichettati, specialmente in contesti domestici o rurali, può causare l'ingestione accidentale da parte di bambini o adulti.
  • Tentativi autolesionistici: Come per molti altri pesticidi, l'ingestione volontaria a scopo suicidario rappresenta una delle forme più gravi e spesso letali di intossicazione.

La tossicità dell'Endothall è potenziata dalla sua natura idrofila, che ne permette una rapida distribuzione nei tessuti corporei una volta assorbito. La dose letale stimata per l'uomo è relativamente bassa, il che lo colloca tra gli erbicidi più pericolosi in caso di ingestione diretta.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'intossicazione da Endothall variano significativamente in base alla via di ingresso nell'organismo. La sostanza è estremamente irritante e corrosiva per le mucose e la pelle.

Ingestione (Via Orale)

L'ingestione è la via di esposizione più pericolosa e porta a una sintomatologia immediata e violenta. I primi segni includono un intenso bruciore alla bocca e alla gola, seguito da:

  • Nausea e vomito incoercibile, spesso contenente sangue (ematemesi).
  • Dolore addominale acuto e crampiforme, segno di grave infiammazione o perforazione gastrointestinale.
  • Diarrea profusa, che può diventare emorragica (melena o ematochezia).
  • Ipotensione (pressione sanguigna bassa) che può progredire rapidamente verso lo shock cardiogeno o ipovolemico.
  • Insufficienza renale acuta, manifestata con una drastica riduzione della produzione di urina (oliguria).

Inalazione

L'inalazione di vapori o nebbie contenenti Endothall colpisce principalmente l'apparato respiratorio:

  • Tosse secca e stizzosa.
  • Difficoltà respiratoria (dispnea) di grado variabile.
  • Sensazione di bruciore alla gola e al torace.
  • Nei casi gravi, può svilupparsi un edema polmonare non cardiogeno, caratterizzato da accumulo di liquido nei polmoni che impedisce l'ossigenazione.

Contatto Cutaneo e Oculare

Il contatto diretto con la pelle o gli occhi provoca danni localizzati immediati:

  • Eritema (arrossamento) e formazione di vesciche o bolle.
  • Ustioni chimiche di vario grado a seconda del tempo di contatto.
  • Forte dolore oculare, congiuntivite e rischio di lesioni permanenti alla cornea (cheratite ulcerativa).

Effetti Sistemici e Neurologici

Se la sostanza viene assorbita in quantità sufficienti, possono comparire:

  • Acidosi metabolica grave, dovuta allo squilibrio chimico nel sangue.
  • Convulsioni e alterazione dello stato di coscienza, fino al coma.
  • Tachicardia iniziale seguita da bradicardia nelle fasi terminali dello shock.

Diagnosi

La diagnosi di intossicazione da Endothall è prevalentemente clinica e anamnestica. Poiché non esistono test rapidi di routine per rilevare l'Endothall nel sangue o nelle urine nella maggior parte degli ospedali, il medico deve basarsi sulla storia di esposizione riferita dal paziente o dai testimoni.

Il protocollo diagnostico include:

  1. Anamnesi dettagliata: Identificazione del prodotto commerciale, della quantità coinvolta e del tempo trascorso dall'esposizione. È utile portare con sé l'etichetta del prodotto in pronto soccorso.
  2. Esame obiettivo: Valutazione dei segni vitali (pressione, frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno) e ispezione delle mucose orali, della pelle e degli occhi per segni di corrosione.
  3. Esami di laboratorio:
    • Emocromo completo: Per valutare l'eventuale perdita di sangue o segni di emoconcentrazione.
    • Elettroliti e funzionalità renale: Monitoraggio di creatinina e azotemia per rilevare l'insorgenza di insufficienza renale acuta.
    • Emogasanalisi (EGA): Fondamentale per identificare l'acidosi metabolica e valutare l'ossigenazione polmonare.
    • Test di funzionalità epatica: Per monitorare eventuali danni al fegato.
  4. Indagini strumentali:
    • Esofagogastroduodenoscopia (EGDS): In caso di ingestione, per valutare l'entità delle lesioni corrosive all'esofago e allo stomaco (da eseguire con cautela per il rischio di perforazione).
    • Radiografia del torace: Per escludere o confermare un edema polmonare o una polmonite da aspirazione.
    • Elettrocardiogramma (ECG): Per monitorare aritmie o segni di sofferenza miocardica.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'intossicazione da Endothall deve iniziare il più rapidamente possibile. Non esistendo un antidoto, la terapia è di supporto e mira a minimizzare l'assorbimento e gestire le complicazioni.

Decontaminazione

  • Cutanea: Rimuovere immediatamente gli indumenti contaminati e lavare abbondantemente la pelle con acqua e sapone per almeno 15-20 minuti.
  • Oculare: Irrigare gli occhi con soluzione fisiologica o acqua tiepida a bassa pressione per almeno 15 minuti, consultando d'urgenza un oculista.
  • Gastrointestinale: L'induzione del vomito è assolutamente controindicata a causa della natura corrosiva della sostanza. La lavanda gastrica può essere considerata solo entro un'ora dall'ingestione e se eseguita da personale esperto con protezione delle vie aeree. L'uso di carbone attivo è controverso poiché l'Endothall non viene adsorbito efficacemente dal carbone.

Supporto Vitale

  • Gestione delle vie aeree: In caso di grave difficoltà respiratoria o coma, può essere necessaria l'intubazione endotracheale e la ventilazione meccanica.
  • Rianimazione fluida: Somministrazione endovenosa di liquidi (soluzione fisiologica o Ringer lattato) per contrastare l'ipotensione e mantenere la perfusione renale.
  • Correzione dell'acidosi: Uso di bicarbonato di sodio per via endovenosa se l'acidosi metabolica è grave.

Terapie Specifiche per le Complicazioni

  • Protezione gastrica: Somministrazione di inibitori della pompa di protoni per ridurre il danno alle mucose gastriche.
  • Gestione del dolore: Uso di analgesici oppioidi per controllare il dolore intenso derivante dalle ustioni chimiche interne.
  • Emodialisi: Può essere necessaria in caso di insufficienza renale acuta o per aiutare a correggere squilibri elettrolitici e acidosi non responsivi alla terapia medica, sebbene l'efficacia dell'emodialisi nel rimuovere direttamente l'Endothall non sia ampiamente documentata.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'intossicazione da Endothall è estremamente variabile e dipende dalla tempestività del trattamento.

Nei casi di esposizione cutanea o oculare lieve, la guarigione è solitamente completa con un trattamento locale adeguato, sebbene possano residuare cicatrici o difetti visivi se le ustioni sono profonde.

In caso di ingestione significativa, la prognosi è spesso riservata. Le prime 24-48 ore sono critiche: il decesso può avvenire per shock cardiocircolatorio irreversibile o insufficienza multiorgano. Se il paziente sopravvive alla fase acuta, possono insorgere complicazioni a lungo termine come:

  • Stenosi esofagee o gastriche: Restringimenti cicatriziali del tratto digerente che rendono difficile l'alimentazione.
  • Danni renali permanenti: Evoluzione verso una insufficienza renale cronica.
  • Fibrosi polmonare: In caso di grave inalazione con danno alveolare diffuso.

Il monitoraggio post-acuto è essenziale per identificare precocemente queste sequele e pianificare interventi correttivi (come dilatazioni esofagee).

Prevenzione

La prevenzione è l'unico modo efficace per evitare i gravi rischi associati all'Endothall. Le misure principali includono:

  1. Formazione e Informazione: Tutti gli utilizzatori devono essere istruiti sui pericoli della sostanza e sulle corrette procedure di manipolazione.
  2. Uso rigoroso dei DPI: Indossare sempre guanti in nitrile, tute impermeabili, stivali di gomma, occhiali protettivi e maschere con filtri per vapori organici/acidi.
  3. Sicurezza nello stoccaggio: Conservare l'Endothall esclusivamente nei contenitori originali, in armadi chiusi a chiave, fuori dalla portata dei bambini e lontano da alimenti o bevande.
  4. Igiene personale: Lavarsi accuratamente le mani e la pelle esposta dopo ogni utilizzo, prima di mangiare, bere o fumare. Non portare a casa gli indumenti da lavoro contaminati.
  5. Rispetto delle normative: Seguire scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta riguardo alle dosi, ai tempi di rientro nelle aree trattate e alle modalità di smaltimento dei contenitori vuoti.

Quando Consultare un Medico

In caso di sospetta esposizione all'Endothall, è necessario consultare un medico o recarsi in un Pronto Soccorso immediatamente. Non bisogna attendere la comparsa dei sintomi, poiché il danno tissutale può iniziare istantaneamente.

Contattare d'urgenza i soccorsi se si verificano:

  • Ingestione accidentale o volontaria di qualsiasi quantità di prodotto.
  • Contatto oculare con dolore persistente o arrossamento.
  • Difficoltà respiratorie dopo l'irrorazione o la manipolazione.
  • Comparsa di vesciche o ustioni sulla pelle.
  • Stato di confusione, vertigini o perdita di coscienza in un soggetto che ha maneggiato erbicidi.

È fondamentale fornire al personale medico il nome esatto del prodotto e, se possibile, mostrare l'etichetta o la scheda di sicurezza (MSDS) per permettere una gestione mirata e rapida.

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