Ivermectina

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1

Definizione

L'ivermectina è un farmaco antiparassitario ad ampio spettro, derivato dalle avermectine, una classe di agenti isolati originariamente dal batterio del suolo Streptomyces avermitilis. Scoperta negli anni '70 e introdotta in ambito clinico negli anni '80, l'ivermectina ha rivoluzionato il trattamento di diverse malattie parassitarie tropicali, guadagnandosi un posto nella lista dei farmaci essenziali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per la sua scoperta, William C. Campbell e Satoshi Ōmura hanno ricevuto il Premio Nobel per la Medicina nel 2015.

Il meccanismo d'azione dell'ivermectina si basa sulla sua capacità di legarsi selettivamente e con alta affinità ai canali del cloro regolati dal glutammato, presenti nelle cellule nervose e muscolari degli invertebrati. Questo legame provoca un aumento della permeabilità della membrana cellulare agli ioni cloruro, portando a un'iperpolarizzazione della cellula, che culmina nella paralisi e nella successiva morte del parassita. Negli esseri umani, il farmaco è generalmente sicuro poiché i canali del cloro regolati dal glutammato non sono presenti nei mammiferi e l'ivermectina ha una bassa affinità per altri canali del cloro regolati da ligandi (come quelli del GABA), oltre a non attraversare facilmente la barriera emato-encefalica in condizioni normali.

Oltre alla sua attività antielmintica (contro i vermi), l'ivermectina ha dimostrato efficacia contro diversi ectoparassiti, come gli acari della scabbia e i pidocchi, e viene utilizzata in dermatologia per il trattamento di condizioni infiammatorie specifiche come la rosacea.

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Cause e Fattori di Rischio

L'impiego dell'ivermectina è strettamente legato alla presenza di infezioni parassitarie. Le cause principali che richiedono la somministrazione di questo farmaco includono l'esposizione a parassiti in aree endemiche o il contatto diretto con individui infestati. Le patologie principali trattate includono:

  • Oncocercosi (Cecità dei fiumi): Causata dal nematode Onchocerca volvulus, trasmesso dalle mosche nere. È una causa principale di cecità evitabile nei paesi in via di sviluppo.
  • Strongiloidosi intestinale: Causata dal verme cilindrico Strongyloides stercoralis. Questa infezione può persistere per decenni nel corpo umano a causa di un ciclo di autoinfezione.
  • Filariasi linfatica: Causata da parassiti come Wuchereria bancrofti, trasmessi dalle zanzare, che possono portare a gravi deformità come l'elefantiasi.
  • Scabbia: Un'infestazione cutanea causata dall'acaro Sarcoptes scabiei.
  • Pediculosi: Infestazione da pidocchi del capo o del pube.

I fattori di rischio per queste patologie variano a seconda dell'agente eziologico. Per le parassitosi tropicali, il rischio principale è il viaggio o la residenza in zone rurali dell'Africa, dell'America Latina o del Sud-est asiatico con scarse condizioni igienico-sanitarie. Per la scabbia e la pediculosi, i fattori di rischio includono il sovraffollamento, il contatto pelle a pelle prolungato e la condivisione di indumenti o biancheria da letto.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

L'ivermectina viene prescritta per contrastare i sintomi derivanti dalle infezioni parassitarie, ma la sua assunzione può a sua volta generare effetti collaterali o reazioni immunitarie dovute alla morte dei parassiti.

Sintomi delle infezioni trattate

I pazienti che necessitano di ivermectina presentano spesso:

  • Prurito intenso, particolarmente comune nella scabbia (spesso peggiorato di notte) e nell'oncocercosi.
  • Eruzioni cutanee o lesioni papulari.
  • Gonfiore dei linfonodi o dei tessuti (tipico della filariasi).
  • Dolore addominale e diarrea in caso di strongiloidosi.

Effetti collaterali e Reazione di Mazzotti

Durante il trattamento, specialmente per l'oncocercosi, può verificarsi la cosiddetta "reazione di Mazzotti", causata dalla risposta immunitaria dell'ospite alla morte massiva delle microfilarie. I sintomi includono:

  • Febbre e brividi.
  • Orticaria e prurito diffuso.
  • Linfonodi ingrossati e dolenti.
  • Dolori articolari e dolori muscolari.
  • Ipotensione posturale (sensazione di svenimento alzandosi in piedi).
  • Tachicardia.

Altri effetti collaterali comuni legati all'uso sistemico del farmaco possono includere mal di testa, vertigini, nausea, vomito e stanchezza generalizzata. In rari casi di sovradosaggio o ipersensibilità, si possono osservare sonnolenza estrema, visione offuscata o convulsioni.

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Diagnosi

La diagnosi che precede la prescrizione di ivermectina deve essere accurata e basata sull'identificazione del parassita specifico. Il processo diagnostico solitamente comprende:

  1. Anamnesi ed Esame Obiettivo: Il medico valuta la storia dei viaggi del paziente, i contatti sociali e i sintomi cutanei o sistemici. La presenza di cunicoli scabbiosi tra le dita o sui polsi è un segno patognomonico della scabbia.
  2. Esami di Laboratorio:
    • Raschiamanto cutaneo: Per identificare acari, uova o feci di Sarcoptes scabiei al microscopio.
    • Esame delle feci: Per la ricerca di larve di Strongyloides stercoralis (spesso sono necessari più campioni o tecniche di concentrazione come il metodo Baermann).
    • Biopsia cutanea (Skin snip): Utilizzata per l'oncocercosi per rilevare le microfilarie nella pelle.
    • Test sierologici: Ricerca di anticorpi specifici contro i parassiti nel sangue.
    • Striscio di sangue periferico: Per identificare le microfilarie della filariasi linfatica (spesso il prelievo deve essere effettuato di notte, quando i parassiti sono più presenti nel circolo ematico).
  3. Diagnosi Differenziale: È fondamentale distinguere le parassitosi da altre condizioni dermatologiche come l'eczema o la psoriasi, o da patologie gastrointestinali infiammatorie.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento con ivermectina varia significativamente in base alla patologia e al peso del paziente. Il farmaco è disponibile in compresse per uso orale o in creme/lozioni per uso topico.

  • Somministrazione Orale: Per la maggior parte delle elmintiasi e per la scabbia crostosa o resistente, l'ivermectina viene somministrata in dose singola (solitamente 200 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo). In caso di scabbia, è spesso necessaria una seconda dose dopo 7-14 giorni per eliminare i parassiti nati dalle uova sopravvissute al primo trattamento.
  • Somministrazione Topica: Creme a base di ivermectina (all'1%) sono utilizzate per il trattamento della rosacea papulo-pustolosa, agendo sia come antiparassitario (contro l'acaro Demodex) sia come antinfiammatorio.

Considerazioni Importanti

  • Assunzione: Le compresse devono essere assunte a stomaco vuoto con acqua (almeno 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti) per ottimizzare l'assorbimento, sebbene alcune linee guida suggeriscano l'assunzione con cibi grassi per aumentare la biodisponibilità in determinate infezioni.
  • Controindicazioni: Il farmaco è controindicato in pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo. Deve essere usato con estrema cautela in pazienti con alterazioni della barriera emato-encefalica (come in alcune meningiti) o in coloro che assumono farmaci che potenziano l'attività GABAergica.
  • Gravidanza e Allattamento: L'uso in gravidanza è generalmente evitato, a meno che i benefici non superino i rischi, poiché la sicurezza non è stata completamente stabilita. L'ivermectina viene escreta nel latte materno in basse concentrazioni.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti trattati con ivermectina è generalmente eccellente.

  • Nelle infezioni da strongiloidosi, il tasso di guarigione con una singola dose o due dosi consecutive è molto elevato (superiore al 90%).
  • Nella scabbia, il trattamento orale è estremamente efficace, specialmente nelle comunità dove l'applicazione di creme su tutto il corpo risulta difficile o poco pratica.
  • Nell'oncocercosi, l'ivermectina non uccide i vermi adulti (macrofilarie), ma elimina le microfilarie e ne inibisce la produzione per diversi mesi. Pertanto, il trattamento deve essere ripetuto annualmente o semestralmente per molti anni (fino alla morte naturale dei vermi adulti) per prevenire la progressione della malattia oculare.

Il decorso post-trattamento prevede solitamente una rapida riduzione del prurito e delle lesioni cutanee entro pochi giorni, sebbene in caso di scabbia il prurito possa persistere per alcune settimane come reazione allergica ai resti degli acari morti (prurito post-scabbioso).

7

Prevenzione

La prevenzione è fondamentale per evitare la reinfezione e la diffusione dei parassiti:

  1. Igiene Personale e Ambientale: In caso di scabbia, è essenziale lavare indumenti, lenzuola e asciugamani usati nei 3 giorni precedenti il trattamento in acqua calda (almeno 60°C) e asciugarli ad alte temperature.
  2. Trattamento dei Contatti: Tutti i membri del nucleo familiare e i partner sessuali di una persona con scabbia devono essere trattati contemporaneamente, anche se asintomatici, per evitare l'effetto "ping-pong".
  3. Controllo dei Vettori: Nelle aree endemiche per oncocercosi e filariasi, l'uso di repellenti, zanzariere e vestiti protettivi riduce il rischio di punture di insetti vettori.
  4. Programmi di Somministrazione di Massa (MDA): In molte regioni del mondo, l'OMS promuove la distribuzione periodica di ivermectina a intere popolazioni per eradicare le malattie parassitarie a livello comunitario.
8

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi a un professionista sanitario se:

  • Si sospetta un'infestazione da parassiti dopo un viaggio in zone a rischio.
  • Si manifesta un prurito persistente e intenso che non migliora con i comuni antistaminici.
  • Si notano piccoli cunicoli o protuberanze sulla pelle, specialmente tra le dita, sui polsi o nelle zone genitali.
  • Dopo aver assunto l'ivermectina, si sviluppano segni di una reazione allergica grave, come gonfiore del viso, difficoltà respiratorie o orticaria diffusa.
  • I sintomi non migliorano dopo il completamento del ciclo terapeutico prescritto.
  • Si manifestano sintomi neurologici insoliti come vertigini severe, sonnolenza eccessiva o confusione mentale.

Ivermectina

Definizione

L'ivermectina è un farmaco antiparassitario ad ampio spettro, derivato dalle avermectine, una classe di agenti isolati originariamente dal batterio del suolo Streptomyces avermitilis. Scoperta negli anni '70 e introdotta in ambito clinico negli anni '80, l'ivermectina ha rivoluzionato il trattamento di diverse malattie parassitarie tropicali, guadagnandosi un posto nella lista dei farmaci essenziali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per la sua scoperta, William C. Campbell e Satoshi Ōmura hanno ricevuto il Premio Nobel per la Medicina nel 2015.

Il meccanismo d'azione dell'ivermectina si basa sulla sua capacità di legarsi selettivamente e con alta affinità ai canali del cloro regolati dal glutammato, presenti nelle cellule nervose e muscolari degli invertebrati. Questo legame provoca un aumento della permeabilità della membrana cellulare agli ioni cloruro, portando a un'iperpolarizzazione della cellula, che culmina nella paralisi e nella successiva morte del parassita. Negli esseri umani, il farmaco è generalmente sicuro poiché i canali del cloro regolati dal glutammato non sono presenti nei mammiferi e l'ivermectina ha una bassa affinità per altri canali del cloro regolati da ligandi (come quelli del GABA), oltre a non attraversare facilmente la barriera emato-encefalica in condizioni normali.

Oltre alla sua attività antielmintica (contro i vermi), l'ivermectina ha dimostrato efficacia contro diversi ectoparassiti, come gli acari della scabbia e i pidocchi, e viene utilizzata in dermatologia per il trattamento di condizioni infiammatorie specifiche come la rosacea.

Cause e Fattori di Rischio

L'impiego dell'ivermectina è strettamente legato alla presenza di infezioni parassitarie. Le cause principali che richiedono la somministrazione di questo farmaco includono l'esposizione a parassiti in aree endemiche o il contatto diretto con individui infestati. Le patologie principali trattate includono:

  • Oncocercosi (Cecità dei fiumi): Causata dal nematode Onchocerca volvulus, trasmesso dalle mosche nere. È una causa principale di cecità evitabile nei paesi in via di sviluppo.
  • Strongiloidosi intestinale: Causata dal verme cilindrico Strongyloides stercoralis. Questa infezione può persistere per decenni nel corpo umano a causa di un ciclo di autoinfezione.
  • Filariasi linfatica: Causata da parassiti come Wuchereria bancrofti, trasmessi dalle zanzare, che possono portare a gravi deformità come l'elefantiasi.
  • Scabbia: Un'infestazione cutanea causata dall'acaro Sarcoptes scabiei.
  • Pediculosi: Infestazione da pidocchi del capo o del pube.

I fattori di rischio per queste patologie variano a seconda dell'agente eziologico. Per le parassitosi tropicali, il rischio principale è il viaggio o la residenza in zone rurali dell'Africa, dell'America Latina o del Sud-est asiatico con scarse condizioni igienico-sanitarie. Per la scabbia e la pediculosi, i fattori di rischio includono il sovraffollamento, il contatto pelle a pelle prolungato e la condivisione di indumenti o biancheria da letto.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

L'ivermectina viene prescritta per contrastare i sintomi derivanti dalle infezioni parassitarie, ma la sua assunzione può a sua volta generare effetti collaterali o reazioni immunitarie dovute alla morte dei parassiti.

Sintomi delle infezioni trattate

I pazienti che necessitano di ivermectina presentano spesso:

  • Prurito intenso, particolarmente comune nella scabbia (spesso peggiorato di notte) e nell'oncocercosi.
  • Eruzioni cutanee o lesioni papulari.
  • Gonfiore dei linfonodi o dei tessuti (tipico della filariasi).
  • Dolore addominale e diarrea in caso di strongiloidosi.

Effetti collaterali e Reazione di Mazzotti

Durante il trattamento, specialmente per l'oncocercosi, può verificarsi la cosiddetta "reazione di Mazzotti", causata dalla risposta immunitaria dell'ospite alla morte massiva delle microfilarie. I sintomi includono:

  • Febbre e brividi.
  • Orticaria e prurito diffuso.
  • Linfonodi ingrossati e dolenti.
  • Dolori articolari e dolori muscolari.
  • Ipotensione posturale (sensazione di svenimento alzandosi in piedi).
  • Tachicardia.

Altri effetti collaterali comuni legati all'uso sistemico del farmaco possono includere mal di testa, vertigini, nausea, vomito e stanchezza generalizzata. In rari casi di sovradosaggio o ipersensibilità, si possono osservare sonnolenza estrema, visione offuscata o convulsioni.

Diagnosi

La diagnosi che precede la prescrizione di ivermectina deve essere accurata e basata sull'identificazione del parassita specifico. Il processo diagnostico solitamente comprende:

  1. Anamnesi ed Esame Obiettivo: Il medico valuta la storia dei viaggi del paziente, i contatti sociali e i sintomi cutanei o sistemici. La presenza di cunicoli scabbiosi tra le dita o sui polsi è un segno patognomonico della scabbia.
  2. Esami di Laboratorio:
    • Raschiamanto cutaneo: Per identificare acari, uova o feci di Sarcoptes scabiei al microscopio.
    • Esame delle feci: Per la ricerca di larve di Strongyloides stercoralis (spesso sono necessari più campioni o tecniche di concentrazione come il metodo Baermann).
    • Biopsia cutanea (Skin snip): Utilizzata per l'oncocercosi per rilevare le microfilarie nella pelle.
    • Test sierologici: Ricerca di anticorpi specifici contro i parassiti nel sangue.
    • Striscio di sangue periferico: Per identificare le microfilarie della filariasi linfatica (spesso il prelievo deve essere effettuato di notte, quando i parassiti sono più presenti nel circolo ematico).
  3. Diagnosi Differenziale: È fondamentale distinguere le parassitosi da altre condizioni dermatologiche come l'eczema o la psoriasi, o da patologie gastrointestinali infiammatorie.

Trattamento e Terapie

Il trattamento con ivermectina varia significativamente in base alla patologia e al peso del paziente. Il farmaco è disponibile in compresse per uso orale o in creme/lozioni per uso topico.

  • Somministrazione Orale: Per la maggior parte delle elmintiasi e per la scabbia crostosa o resistente, l'ivermectina viene somministrata in dose singola (solitamente 200 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo). In caso di scabbia, è spesso necessaria una seconda dose dopo 7-14 giorni per eliminare i parassiti nati dalle uova sopravvissute al primo trattamento.
  • Somministrazione Topica: Creme a base di ivermectina (all'1%) sono utilizzate per il trattamento della rosacea papulo-pustolosa, agendo sia come antiparassitario (contro l'acaro Demodex) sia come antinfiammatorio.

Considerazioni Importanti

  • Assunzione: Le compresse devono essere assunte a stomaco vuoto con acqua (almeno 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti) per ottimizzare l'assorbimento, sebbene alcune linee guida suggeriscano l'assunzione con cibi grassi per aumentare la biodisponibilità in determinate infezioni.
  • Controindicazioni: Il farmaco è controindicato in pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo. Deve essere usato con estrema cautela in pazienti con alterazioni della barriera emato-encefalica (come in alcune meningiti) o in coloro che assumono farmaci che potenziano l'attività GABAergica.
  • Gravidanza e Allattamento: L'uso in gravidanza è generalmente evitato, a meno che i benefici non superino i rischi, poiché la sicurezza non è stata completamente stabilita. L'ivermectina viene escreta nel latte materno in basse concentrazioni.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti trattati con ivermectina è generalmente eccellente.

  • Nelle infezioni da strongiloidosi, il tasso di guarigione con una singola dose o due dosi consecutive è molto elevato (superiore al 90%).
  • Nella scabbia, il trattamento orale è estremamente efficace, specialmente nelle comunità dove l'applicazione di creme su tutto il corpo risulta difficile o poco pratica.
  • Nell'oncocercosi, l'ivermectina non uccide i vermi adulti (macrofilarie), ma elimina le microfilarie e ne inibisce la produzione per diversi mesi. Pertanto, il trattamento deve essere ripetuto annualmente o semestralmente per molti anni (fino alla morte naturale dei vermi adulti) per prevenire la progressione della malattia oculare.

Il decorso post-trattamento prevede solitamente una rapida riduzione del prurito e delle lesioni cutanee entro pochi giorni, sebbene in caso di scabbia il prurito possa persistere per alcune settimane come reazione allergica ai resti degli acari morti (prurito post-scabbioso).

Prevenzione

La prevenzione è fondamentale per evitare la reinfezione e la diffusione dei parassiti:

  1. Igiene Personale e Ambientale: In caso di scabbia, è essenziale lavare indumenti, lenzuola e asciugamani usati nei 3 giorni precedenti il trattamento in acqua calda (almeno 60°C) e asciugarli ad alte temperature.
  2. Trattamento dei Contatti: Tutti i membri del nucleo familiare e i partner sessuali di una persona con scabbia devono essere trattati contemporaneamente, anche se asintomatici, per evitare l'effetto "ping-pong".
  3. Controllo dei Vettori: Nelle aree endemiche per oncocercosi e filariasi, l'uso di repellenti, zanzariere e vestiti protettivi riduce il rischio di punture di insetti vettori.
  4. Programmi di Somministrazione di Massa (MDA): In molte regioni del mondo, l'OMS promuove la distribuzione periodica di ivermectina a intere popolazioni per eradicare le malattie parassitarie a livello comunitario.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi a un professionista sanitario se:

  • Si sospetta un'infestazione da parassiti dopo un viaggio in zone a rischio.
  • Si manifesta un prurito persistente e intenso che non migliora con i comuni antistaminici.
  • Si notano piccoli cunicoli o protuberanze sulla pelle, specialmente tra le dita, sui polsi o nelle zone genitali.
  • Dopo aver assunto l'ivermectina, si sviluppano segni di una reazione allergica grave, come gonfiore del viso, difficoltà respiratorie o orticaria diffusa.
  • I sintomi non migliorano dopo il completamento del ciclo terapeutico prescritto.
  • Si manifestano sintomi neurologici insoliti come vertigini severe, sonnolenza eccessiva o confusione mentale.
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