Esafluorenio bromuro

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Definizione

L'esafluorenio bromuro è un composto chimico appartenente alla classe dei derivati dell'ammonio bis-quaternario, utilizzato storicamente in ambito anestesiologico come agente miorilassante. La sua funzione principale non è quella di agire direttamente come bloccante neuromuscolare primario, bensì quella di fungere da potente inibitore dell'enzima pseudocolinesterasi (nota anche come colinesterasi plasmatica o butirrilcolinesterasi).

In ambito clinico, l'esafluorenio bromuro è stato impiegato principalmente come coadiuvante per prolungare e potenziare l'effetto della succinilcolina (un miorilassante depolarizzante). Poiché la succinilcolina viene normalmente metabolizzata ed eliminata rapidamente dalla pseudocolinesterasi, l'inibizione di questo enzima da parte dell'esafluorenio permette di mantenere il rilassamento muscolare necessario per procedure chirurgiche di media durata, evitando la necessità di somministrazioni ripetute o infusioni continue di succinilcolina, che potrebbero portare a effetti collaterali indesiderati come il blocco di fase II.

Oltre alla sua attività enzimatica, l'esafluorenio bromuro possiede proprietà intrinseche di blocco neuromuscolare non depolarizzante, sebbene molto più deboli rispetto ai farmaci standard come il vecuronio o il rocuronio. Questa duplice natura lo rende un farmaco peculiare nella storia della farmacologia anestetica, sebbene il suo utilizzo sia oggi diventato estremamente raro a causa della disponibilità di miorilassanti più moderni, sicuri e facilmente reversibili.

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Cause e Fattori di Rischio

L'utilizzo dell'esafluorenio bromuro è strettamente limitato all'ambiente ospedaliero e sotto la supervisione di un anestesista. Le "cause" legate alle manifestazioni cliniche associate a questo farmaco sono quasi esclusivamente di natura iatrogena, ovvero derivanti dalla sua somministrazione medica. Tuttavia, esistono diversi fattori di rischio che possono influenzare la risposta del paziente a questa sostanza.

Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dalle varianti genetiche della pseudocolinesterasi. Alcuni individui presentano un deficit congenito di questo enzima o varianti atipiche che non rispondono normalmente agli inibitori. In questi soggetti, l'uso di esafluorenio bromuro può causare una apnea prolungata estremamente severa, poiché il metabolismo della succinilcolina viene quasi totalmente azzerato.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di complicazioni includono:

  • Patologie epatiche: Poiché la pseudocolinesterasi è sintetizzata dal fegato, una funzionalità epatica compromessa riduce i livelli basali dell'enzima, rendendo l'effetto dell'esafluorenio imprevedibile.
  • Interazioni farmacologiche: L'uso concomitante di altri inibitori delle colinesterasi (come alcuni insetticidi organofosforici o farmaci per il morbo di Alzheimer) può potenziare eccessivamente l'effetto del farmaco.
  • Squilibri elettrolitici: Alterazioni dei livelli di potassio, calcio o magnesio nel sangue possono modificare la sensibilità della placca neuromuscolare all'azione del farmaco.
  • Età avanzata: I pazienti anziani possono presentare una clearance renale ridotta e una diversa distribuzione del farmaco, aumentando il rischio di debolezza muscolare residua nel post-operatorio.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi associati all'uso di esafluorenio bromuro si manifestano principalmente durante o immediatamente dopo un intervento chirurgico. Essendo un farmaco che agisce sulla trasmissione nervosa ai muscoli, la maggior parte delle manifestazioni riguarda l'apparato respiratorio e muscolo-scheletrico, oltre a possibili effetti sul sistema nervoso autonomo.

Il sintomo più critico è l'apnea, ovvero la sospensione temporanea del respiro dovuta alla paralisi dei muscoli respiratori (diaframma e muscoli intercostali). Se l'effetto del farmaco si protrae oltre il tempo previsto, il paziente può manifestare una difficoltà respiratoria marcata al momento del risveglio dall'anestesia. Questa condizione, se non gestita, porta rapidamente a ipossia (carenza di ossigeno nei tessuti) e ipercapnia (eccesso di anidride carbonica nel sangue).

A livello muscolare, il segno clinico predominante è la debolezza muscolare generalizzata. Il paziente potrebbe non essere in grado di sollevare la testa, stringere la mano o mantenere gli occhi aperti (ptosi). In alcuni casi, si può osservare una visione offuscata o doppia (diplopia) a causa del coinvolgimento dei muscoli extraoculari.

L'esafluorenio bromuro può anche influenzare il sistema cardiocircolatorio e le secrezioni ghiandolari. Gli effetti colinergici derivanti dall'inibizione delle colinesterasi possono causare:

  • Bradicardia (rallentamento del battito cardiaco).
  • Ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa).
  • Eccessiva salivazione (scialorrea).
  • Ipersecrezione bronchiale, che può complicare la gestione delle vie aeree.
  • In rari casi, si può verificare un broncospasmo, specialmente in pazienti con preesistente iperreattività bronchiale.

Al contrario, a causa della sua complessa interazione con i recettori nicotinici, in alcuni pazienti si è osservata una risposta paradossa caratterizzata da tachicardia e aritmie cardiache lievi.

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Diagnosi

La diagnosi di un effetto eccessivo o prolungato da esafluorenio bromuro è essenzialmente clinica e strumentale, eseguita in tempo reale durante l'atto anestesiologico. Non esistono test di laboratorio rapidi per misurare la concentrazione ematica del farmaco, pertanto l'anestesista si affida al monitoraggio della funzione neuromuscolare.

Lo strumento principale è il monitoraggio TOF (Train-of-Four). Questa tecnica prevede l'applicazione di piccoli stimoli elettrici su un nervo periferico (solitamente il nervo ulnare al polso) e l'osservazione della risposta contrattile dei muscoli corrispondenti (come l'adduttore del pollice). Una risposta assente o significativamente ridotta indica un blocco neuromuscolare profondo. Nel caso dell'esafluorenio usato con succinilcolina, il monitoraggio aiuta a distinguere tra un blocco depolarizzante prolungato e la transizione verso un blocco di fase II.

Oltre al TOF, la diagnosi si avvale di:

  1. Valutazione della ventilazione: Monitoraggio della capnografia (CO2 espirata) e della saturazione di ossigeno per rilevare segni di apnea o ipoventilazione.
  2. Test clinici al risveglio: Se il paziente è cosciente ma ancora sotto l'effetto del farmaco, si valuta la capacità di eseguire comandi semplici, come il "test della testata" (capacità di sollevare la testa dal cuscino per 5 secondi), che indica una forza muscolare sufficiente per la sicurezza respiratoria.
  3. Anamnesi farmacologica: Verifica di eventuali farmaci assunti dal paziente che potrebbero aver interagito con l'esafluorenio.

In caso di sospetto deficit genetico di pseudocolinesterasi, dopo l'intervento può essere eseguito un test specifico per determinare il "numero di dibucaina", un indice che identifica le varianti enzimatiche atipiche.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento per gli effetti dell'esafluorenio bromuro è prevalentemente di supporto e sintomatico. Non esiste un antidoto specifico (come il sugammadex per il rocuronio) che possa legare e inattivare direttamente la molecola di esafluorenio.

La strategia terapeutica principale consiste nel mantenimento della ventilazione meccanica. Finché il farmaco non viene metabolizzato o eliminato e la forza muscolare non ritorna a livelli di sicurezza, il paziente deve rimanere intubato e assistito da un ventilatore polmonare. Questo previene l'ipossia e garantisce la protezione delle vie aeree.

Per contrastare gli effetti collaterali di tipo colinergico (come la bradicardia e l'ipersecrezione bronchiale), l'anestesista può somministrare farmaci anticolinergici come l'atropina o la glicopirrolato. Questi farmaci aiutano a stabilizzare la frequenza cardiaca e a ridurre la produzione di muco nelle vie respiratorie.

Se si sospetta che il blocco prolungato sia dovuto esclusivamente all'inibizione della pseudocolinesterasi (e quindi a un eccesso di succinilcolina non degradata), in passato è stata suggerita la somministrazione di plasma fresco congelato, che contiene l'enzima pseudocolinesterasi sano. Tuttavia, questa pratica è oggi sconsigliata a causa dei rischi associati alle trasfusioni di emoderivati, preferendo l'attesa e il supporto ventilatorio.

È fondamentale monitorare costantemente i parametri vitali e la temperatura corporea, poiché l'interazione tra miorilassanti e anestetici può, in soggetti predisposti, essere correlata a reazioni avverse sistemiche. La gestione dei fluidi e il mantenimento dell'equilibrio acido-base sono essenziali per favorire l'eliminazione naturale del farmaco attraverso i reni.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti trattati con esafluorenio bromuro è generalmente eccellente, a patto che il monitoraggio perioperatorio sia adeguato. Poiché il farmaco viene utilizzato in un contesto controllato, le complicazioni vengono solitamente identificate e gestite immediatamente.

Il decorso tipico prevede un recupero graduale della forza muscolare. Una volta che l'effetto inibitorio sull'enzima svanisce, la succinilcolina residua viene rapidamente metabolizzata e la trasmissione neuromuscolare riprende la sua normale funzione. Il tempo di recupero può variare da pochi minuti a diverse ore, a seconda della dose somministrata e della sensibilità individuale.

Non sono noti effetti a lungo termine o danni permanenti derivanti dall'uso di esafluorenio bromuro, a meno che non si siano verificati episodi prolungati di ipossia grave durante l'intervento a causa di una gestione inadeguata delle vie aeree. Una volta che il farmaco è stato eliminato dal sistema, il paziente non presenta limitazioni fisiche o neurologiche residue.

È importante notare che, se un paziente manifesta una reazione anomala (come un'apnea molto prolungata), questa informazione deve essere registrata nella sua cartella clinica permanente. Questo servirà come avvertimento per futuri interventi chirurgici, indicando la necessità di evitare determinati miorilassanti o di utilizzare protocolli di monitoraggio più stretti.

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Prevenzione

La prevenzione delle complicazioni legate all'esafluorenio bromuro si basa su una valutazione pre-operatoria meticolosa e su una tecnica anestesiologica prudente. Sebbene il farmaco sia oggi raramente utilizzato, i principi di prevenzione rimangono validi per tutta la categoria dei miorilassanti.

  1. Anamnesi Familiare: È fondamentale indagare se il paziente o i suoi consanguinei hanno mai avuto problemi con l'anestesia, in particolare risvegli ritardati o necessità di ventilazione prolungata. Questo può suggerire un deficit di pseudocolinesterasi.
  2. Screening Enzimatico: Nei pazienti con storia familiare positiva, è opportuno eseguire il dosaggio della colinesterasi plasmatica prima di programmare interventi elettivi.
  3. Dosaggio Accurato: L'esafluorenio deve essere dosato con estrema precisione, tenendo conto del peso corporeo ideale, dell'età e della funzionalità d'organo del paziente.
  4. Monitoraggio Continuo: L'uso del TOF monitor non dovrebbe mai essere omesso quando si utilizzano farmaci che potenziano il blocco neuromuscolare. Questo permette di accorgersi tempestivamente di una sensibilità eccessiva.
  5. Evitare l'uso non necessario: Data la disponibilità di alternative più sicure, la prevenzione migliore consiste spesso nello scegliere farmaci con un profilo farmacocinetico più prevedibile e per i quali esistano agenti di inversione specifici.
8

Quando Consultare un Medico

Poiché l'esafluorenio bromuro viene somministrato esclusivamente in ospedale, il monitoraggio immediato è garantito dal personale medico. Tuttavia, ci sono situazioni nel post-operatorio in cui il paziente o i familiari dovrebbero prestare attenzione.

È necessario informare immediatamente il personale sanitario se, dopo il ritorno in reparto, il paziente manifesta:

  • Una sensazione di estrema stanchezza o incapacità di muovere gli arti.
  • Difficoltà a respirare profondamente o sensazione di "fame d'aria".
  • Difficoltà a deglutire o a parlare chiaramente.
  • Visione doppia o palpebre cadenti.
  • Un senso di pesantezza al petto.

Inoltre, se un paziente sa di aver avuto una reazione avversa all'esafluorenio o alla succinilcolina in passato, deve consultare un anestesista prima di qualsiasi procedura futura (anche odontoiatrica se prevede sedazione) per discutere le alternative sicure. La consulenza genetica può essere raccomandata se viene confermato un deficit ereditario della pseudocolinesterasi, al fine di informare i parenti di primo grado del potenziale rischio.

Esafluorenio bromuro

Definizione

L'esafluorenio bromuro è un composto chimico appartenente alla classe dei derivati dell'ammonio bis-quaternario, utilizzato storicamente in ambito anestesiologico come agente miorilassante. La sua funzione principale non è quella di agire direttamente come bloccante neuromuscolare primario, bensì quella di fungere da potente inibitore dell'enzima pseudocolinesterasi (nota anche come colinesterasi plasmatica o butirrilcolinesterasi).

In ambito clinico, l'esafluorenio bromuro è stato impiegato principalmente come coadiuvante per prolungare e potenziare l'effetto della succinilcolina (un miorilassante depolarizzante). Poiché la succinilcolina viene normalmente metabolizzata ed eliminata rapidamente dalla pseudocolinesterasi, l'inibizione di questo enzima da parte dell'esafluorenio permette di mantenere il rilassamento muscolare necessario per procedure chirurgiche di media durata, evitando la necessità di somministrazioni ripetute o infusioni continue di succinilcolina, che potrebbero portare a effetti collaterali indesiderati come il blocco di fase II.

Oltre alla sua attività enzimatica, l'esafluorenio bromuro possiede proprietà intrinseche di blocco neuromuscolare non depolarizzante, sebbene molto più deboli rispetto ai farmaci standard come il vecuronio o il rocuronio. Questa duplice natura lo rende un farmaco peculiare nella storia della farmacologia anestetica, sebbene il suo utilizzo sia oggi diventato estremamente raro a causa della disponibilità di miorilassanti più moderni, sicuri e facilmente reversibili.

Cause e Fattori di Rischio

L'utilizzo dell'esafluorenio bromuro è strettamente limitato all'ambiente ospedaliero e sotto la supervisione di un anestesista. Le "cause" legate alle manifestazioni cliniche associate a questo farmaco sono quasi esclusivamente di natura iatrogena, ovvero derivanti dalla sua somministrazione medica. Tuttavia, esistono diversi fattori di rischio che possono influenzare la risposta del paziente a questa sostanza.

Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dalle varianti genetiche della pseudocolinesterasi. Alcuni individui presentano un deficit congenito di questo enzima o varianti atipiche che non rispondono normalmente agli inibitori. In questi soggetti, l'uso di esafluorenio bromuro può causare una apnea prolungata estremamente severa, poiché il metabolismo della succinilcolina viene quasi totalmente azzerato.

Altri fattori che possono aumentare il rischio di complicazioni includono:

  • Patologie epatiche: Poiché la pseudocolinesterasi è sintetizzata dal fegato, una funzionalità epatica compromessa riduce i livelli basali dell'enzima, rendendo l'effetto dell'esafluorenio imprevedibile.
  • Interazioni farmacologiche: L'uso concomitante di altri inibitori delle colinesterasi (come alcuni insetticidi organofosforici o farmaci per il morbo di Alzheimer) può potenziare eccessivamente l'effetto del farmaco.
  • Squilibri elettrolitici: Alterazioni dei livelli di potassio, calcio o magnesio nel sangue possono modificare la sensibilità della placca neuromuscolare all'azione del farmaco.
  • Età avanzata: I pazienti anziani possono presentare una clearance renale ridotta e una diversa distribuzione del farmaco, aumentando il rischio di debolezza muscolare residua nel post-operatorio.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi associati all'uso di esafluorenio bromuro si manifestano principalmente durante o immediatamente dopo un intervento chirurgico. Essendo un farmaco che agisce sulla trasmissione nervosa ai muscoli, la maggior parte delle manifestazioni riguarda l'apparato respiratorio e muscolo-scheletrico, oltre a possibili effetti sul sistema nervoso autonomo.

Il sintomo più critico è l'apnea, ovvero la sospensione temporanea del respiro dovuta alla paralisi dei muscoli respiratori (diaframma e muscoli intercostali). Se l'effetto del farmaco si protrae oltre il tempo previsto, il paziente può manifestare una difficoltà respiratoria marcata al momento del risveglio dall'anestesia. Questa condizione, se non gestita, porta rapidamente a ipossia (carenza di ossigeno nei tessuti) e ipercapnia (eccesso di anidride carbonica nel sangue).

A livello muscolare, il segno clinico predominante è la debolezza muscolare generalizzata. Il paziente potrebbe non essere in grado di sollevare la testa, stringere la mano o mantenere gli occhi aperti (ptosi). In alcuni casi, si può osservare una visione offuscata o doppia (diplopia) a causa del coinvolgimento dei muscoli extraoculari.

L'esafluorenio bromuro può anche influenzare il sistema cardiocircolatorio e le secrezioni ghiandolari. Gli effetti colinergici derivanti dall'inibizione delle colinesterasi possono causare:

  • Bradicardia (rallentamento del battito cardiaco).
  • Ipotensione (abbassamento della pressione arteriosa).
  • Eccessiva salivazione (scialorrea).
  • Ipersecrezione bronchiale, che può complicare la gestione delle vie aeree.
  • In rari casi, si può verificare un broncospasmo, specialmente in pazienti con preesistente iperreattività bronchiale.

Al contrario, a causa della sua complessa interazione con i recettori nicotinici, in alcuni pazienti si è osservata una risposta paradossa caratterizzata da tachicardia e aritmie cardiache lievi.

Diagnosi

La diagnosi di un effetto eccessivo o prolungato da esafluorenio bromuro è essenzialmente clinica e strumentale, eseguita in tempo reale durante l'atto anestesiologico. Non esistono test di laboratorio rapidi per misurare la concentrazione ematica del farmaco, pertanto l'anestesista si affida al monitoraggio della funzione neuromuscolare.

Lo strumento principale è il monitoraggio TOF (Train-of-Four). Questa tecnica prevede l'applicazione di piccoli stimoli elettrici su un nervo periferico (solitamente il nervo ulnare al polso) e l'osservazione della risposta contrattile dei muscoli corrispondenti (come l'adduttore del pollice). Una risposta assente o significativamente ridotta indica un blocco neuromuscolare profondo. Nel caso dell'esafluorenio usato con succinilcolina, il monitoraggio aiuta a distinguere tra un blocco depolarizzante prolungato e la transizione verso un blocco di fase II.

Oltre al TOF, la diagnosi si avvale di:

  1. Valutazione della ventilazione: Monitoraggio della capnografia (CO2 espirata) e della saturazione di ossigeno per rilevare segni di apnea o ipoventilazione.
  2. Test clinici al risveglio: Se il paziente è cosciente ma ancora sotto l'effetto del farmaco, si valuta la capacità di eseguire comandi semplici, come il "test della testata" (capacità di sollevare la testa dal cuscino per 5 secondi), che indica una forza muscolare sufficiente per la sicurezza respiratoria.
  3. Anamnesi farmacologica: Verifica di eventuali farmaci assunti dal paziente che potrebbero aver interagito con l'esafluorenio.

In caso di sospetto deficit genetico di pseudocolinesterasi, dopo l'intervento può essere eseguito un test specifico per determinare il "numero di dibucaina", un indice che identifica le varianti enzimatiche atipiche.

Trattamento e Terapie

Il trattamento per gli effetti dell'esafluorenio bromuro è prevalentemente di supporto e sintomatico. Non esiste un antidoto specifico (come il sugammadex per il rocuronio) che possa legare e inattivare direttamente la molecola di esafluorenio.

La strategia terapeutica principale consiste nel mantenimento della ventilazione meccanica. Finché il farmaco non viene metabolizzato o eliminato e la forza muscolare non ritorna a livelli di sicurezza, il paziente deve rimanere intubato e assistito da un ventilatore polmonare. Questo previene l'ipossia e garantisce la protezione delle vie aeree.

Per contrastare gli effetti collaterali di tipo colinergico (come la bradicardia e l'ipersecrezione bronchiale), l'anestesista può somministrare farmaci anticolinergici come l'atropina o la glicopirrolato. Questi farmaci aiutano a stabilizzare la frequenza cardiaca e a ridurre la produzione di muco nelle vie respiratorie.

Se si sospetta che il blocco prolungato sia dovuto esclusivamente all'inibizione della pseudocolinesterasi (e quindi a un eccesso di succinilcolina non degradata), in passato è stata suggerita la somministrazione di plasma fresco congelato, che contiene l'enzima pseudocolinesterasi sano. Tuttavia, questa pratica è oggi sconsigliata a causa dei rischi associati alle trasfusioni di emoderivati, preferendo l'attesa e il supporto ventilatorio.

È fondamentale monitorare costantemente i parametri vitali e la temperatura corporea, poiché l'interazione tra miorilassanti e anestetici può, in soggetti predisposti, essere correlata a reazioni avverse sistemiche. La gestione dei fluidi e il mantenimento dell'equilibrio acido-base sono essenziali per favorire l'eliminazione naturale del farmaco attraverso i reni.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti trattati con esafluorenio bromuro è generalmente eccellente, a patto che il monitoraggio perioperatorio sia adeguato. Poiché il farmaco viene utilizzato in un contesto controllato, le complicazioni vengono solitamente identificate e gestite immediatamente.

Il decorso tipico prevede un recupero graduale della forza muscolare. Una volta che l'effetto inibitorio sull'enzima svanisce, la succinilcolina residua viene rapidamente metabolizzata e la trasmissione neuromuscolare riprende la sua normale funzione. Il tempo di recupero può variare da pochi minuti a diverse ore, a seconda della dose somministrata e della sensibilità individuale.

Non sono noti effetti a lungo termine o danni permanenti derivanti dall'uso di esafluorenio bromuro, a meno che non si siano verificati episodi prolungati di ipossia grave durante l'intervento a causa di una gestione inadeguata delle vie aeree. Una volta che il farmaco è stato eliminato dal sistema, il paziente non presenta limitazioni fisiche o neurologiche residue.

È importante notare che, se un paziente manifesta una reazione anomala (come un'apnea molto prolungata), questa informazione deve essere registrata nella sua cartella clinica permanente. Questo servirà come avvertimento per futuri interventi chirurgici, indicando la necessità di evitare determinati miorilassanti o di utilizzare protocolli di monitoraggio più stretti.

Prevenzione

La prevenzione delle complicazioni legate all'esafluorenio bromuro si basa su una valutazione pre-operatoria meticolosa e su una tecnica anestesiologica prudente. Sebbene il farmaco sia oggi raramente utilizzato, i principi di prevenzione rimangono validi per tutta la categoria dei miorilassanti.

  1. Anamnesi Familiare: È fondamentale indagare se il paziente o i suoi consanguinei hanno mai avuto problemi con l'anestesia, in particolare risvegli ritardati o necessità di ventilazione prolungata. Questo può suggerire un deficit di pseudocolinesterasi.
  2. Screening Enzimatico: Nei pazienti con storia familiare positiva, è opportuno eseguire il dosaggio della colinesterasi plasmatica prima di programmare interventi elettivi.
  3. Dosaggio Accurato: L'esafluorenio deve essere dosato con estrema precisione, tenendo conto del peso corporeo ideale, dell'età e della funzionalità d'organo del paziente.
  4. Monitoraggio Continuo: L'uso del TOF monitor non dovrebbe mai essere omesso quando si utilizzano farmaci che potenziano il blocco neuromuscolare. Questo permette di accorgersi tempestivamente di una sensibilità eccessiva.
  5. Evitare l'uso non necessario: Data la disponibilità di alternative più sicure, la prevenzione migliore consiste spesso nello scegliere farmaci con un profilo farmacocinetico più prevedibile e per i quali esistano agenti di inversione specifici.

Quando Consultare un Medico

Poiché l'esafluorenio bromuro viene somministrato esclusivamente in ospedale, il monitoraggio immediato è garantito dal personale medico. Tuttavia, ci sono situazioni nel post-operatorio in cui il paziente o i familiari dovrebbero prestare attenzione.

È necessario informare immediatamente il personale sanitario se, dopo il ritorno in reparto, il paziente manifesta:

  • Una sensazione di estrema stanchezza o incapacità di muovere gli arti.
  • Difficoltà a respirare profondamente o sensazione di "fame d'aria".
  • Difficoltà a deglutire o a parlare chiaramente.
  • Visione doppia o palpebre cadenti.
  • Un senso di pesantezza al petto.

Inoltre, se un paziente sa di aver avuto una reazione avversa all'esafluorenio o alla succinilcolina in passato, deve consultare un anestesista prima di qualsiasi procedura futura (anche odontoiatrica se prevede sedazione) per discutere le alternative sicure. La consulenza genetica può essere raccomandata se viene confermato un deficit ereditario della pseudocolinesterasi, al fine di informare i parenti di primo grado del potenziale rischio.

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