Prasterone (DHEA)

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Definizione

Il Prasterone, chimicamente noto come deidroepiandrosterone (DHEA), è un ormone steroideo naturale prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali e, in misura minore, dalle gonadi (ovaie e testicoli). Nel contesto clinico e farmacologico, il prasterone è classificato come un pro-ormone, poiché funge da precursore biologico che il corpo converte in ormoni sessuali attivi, ovvero androgeni (come il testosterone) ed estrogeni (come l'estradiolo).

Sebbene il DHEA sia presente in circolazione in grandi quantità durante la giovinezza, i suoi livelli tendono a diminuire drasticamente con l'avanzare dell'età, un fenomeno noto come adrenopausa. In medicina, il prasterone sintetico è utilizzato principalmente per il trattamento della atrofia vulvovaginale nelle donne in post-menopausa. Questa condizione è una componente chiave della sindrome genitourinaria della menopausa (GSM), caratterizzata da un assottigliamento e una perdita di elasticità dei tessuti vaginali dovuti alla carenza di estrogeni.

L'aspetto innovativo del prasterone risiede nel concetto di "intracrinologia". A differenza della terapia ormonale sostitutiva (TOS) sistemica, il prasterone somministrato localmente (per via intravaginale) viene assorbito dalle cellule vaginali e convertito internamente in estrogeni e androgeni. Questo processo permette di ripristinare la salute dei tessuti locali senza aumentare significativamente i livelli di ormoni nel sangue, riducendo potenzialmente i rischi associati alle terapie ormonali tradizionali.

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Cause e Fattori di Rischio

La necessità clinica di ricorrere al prasterone deriva principalmente dal declino fisiologico degli ormoni steroidei. La causa principale è la menopausa, un evento biologico naturale che segna la fine della funzione ovarica. Con la cessazione della produzione di estrogeni da parte delle ovaie, i tessuti dell'apparato genitale e urinario subiscono cambiamenti degenerativi.

I fattori di rischio che possono esacerbare la sintomatologia trattata con prasterone includono:

  • Invecchiamento biologico: Il declino della produzione surrenalica di DHEA inizia intorno ai 30 anni e continua progressivamente.
  • Menopausa precoce o iatrogena: Interventi chirurgici come l'ovariectomia bilaterale o trattamenti come la chemioterapia possono indurre una carenza ormonale improvvisa.
  • Fumo di sigaretta: Il tabagismo interferisce con il metabolismo degli estrogeni e riduce l'apporto di ossigeno ai tessuti pelvici.
  • Assenza di attività sessuale: La mancanza di stimolazione meccanica e di afflusso sanguigno regolare ai tessuti vaginali può accelerare l'atrofia.
  • Terapie anti-estrogeniche: Donne sopravvissute al tumore al seno che assumono inibitori dell'aromatasi spesso soffrono di forme gravi di atrofia tissutale.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

L'insufficienza di prasterone e dei suoi derivati ormonali a livello locale si manifesta con una serie di sintomi debilitanti che colpiscono la qualità della vita e la salute sessuale. Il sintomo cardine è la secchezza vaginale, che rende i tessuti fragili e suscettibili a micro-lesioni.

Le pazienti riferiscono frequentemente:

  • Dolore durante i rapporti sessuali, spesso descritto come una sensazione di bruciore o lacerazione.
  • Prurito intimo persistente e fastidioso.
  • Irritazione e arrossamento delle mucose.
  • Piccole perdite ematiche (spotting) post-coitali dovute alla fragilità capillare.

A livello urinario, la carenza ormonale può causare:

  • Bruciore o dolore durante la minzione, spesso confuso con una cistite batterica.
  • Urgenza minzionale, ovvero il bisogno impellente e improvviso di urinare.
  • Lieve perdita involontaria di urina, specialmente sotto sforzo.

In contesti di carenza sistemica di DHEA (come nell'insufficienza surrenalica), possono manifestarsi anche stanchezza cronica, calo del desiderio sessuale e una riduzione del benessere psicofisico generale, inclusi sintomi come vampate di calore e sudorazioni notturne.

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Diagnosi

La diagnosi della condizione che richiede l'uso di prasterone si basa su un'accurata valutazione clinica ginecologica. Il medico inizia con un'anamnesi dettagliata per indagare la gravità dei sintomi e l'impatto sulla vita quotidiana.

Le procedure diagnostiche standard includono:

  1. Esame obiettivo pelvico: Il ginecologo osserva i segni fisici di atrofia, come la perdita delle pliche vaginali, il pallore delle mucose e la riduzione dell'elasticità dell'introito vaginale.
  2. Misurazione del pH vaginale: In presenza di atrofia, il pH vaginale aumenta (diventa meno acido), superando solitamente il valore di 5.0.
  3. Indice di Maturazione Vaginale (VMI): Un test citologico (simile al Pap-test) che valuta la proporzione di cellule parabasali, intermedie e superficiali. Una prevalenza di cellule parabasali indica una carenza ormonale significativa.
  4. Esami di laboratorio: Sebbene non sempre necessari per la diagnosi di atrofia locale, il dosaggio del DHEA-S (solfato di deidroepiandrosterone) nel sangue può essere richiesto se si sospetta un'insufficienza surrenalica globale.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento con prasterone rappresenta una terapia mirata e moderna. Il farmaco è disponibile sotto forma di ovuli vaginali (generalmente al dosaggio di 6,5 mg) da inserire quotidianamente, preferibilmente la sera prima di coricarsi.

Meccanismo d'azione: Una volta inserito, il prasterone viene captato dalle cellule epiteliali vaginali. All'interno di queste cellule, enzimi specifici convertono il prasterone in testosterone ed estradiolo. Questi ormoni agiscono sui recettori locali per stimolare la produzione di collagene, migliorare la vascolarizzazione e ripristinare la secrezione di muco. Poiché la conversione avviene all'interno delle cellule e gli ormoni in eccesso vengono rapidamente inattivati prima di entrare nel circolo sanguigno, i livelli sistemici di estrogeni rimangono entro i range normali per una donna in post-menopausa.

Benefici attesi:

  • Ripristino dell'integrità della mucosa vaginale.
  • Riduzione significativa della dispareunia.
  • Miglioramento della lubrificazione naturale.
  • Acidificazione del pH vaginale, che aiuta a prevenire infezioni ricorrenti.

Considerazioni sulla sicurezza: A differenza delle creme a base di soli estrogeni, il prasterone fornisce anche una componente androgenica, che è fondamentale per la salute dei tessuti connettivi e dei muscoli pelvici. È generalmente ben tollerato, con rari effetti collaterali locali come perdite vaginali legate allo scioglimento dell'ovulo.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per le pazienti che iniziano il trattamento con prasterone è eccellente. La maggior parte delle donne riferisce un miglioramento soggettivo dei sintomi entro le prime 2-4 settimane di terapia continuativa. Tuttavia, per ottenere il massimo beneficio istologico (ovvero la rigenerazione completa dei tessuti), sono solitamente necessari 3 mesi di trattamento.

Poiché l'atrofia vulvovaginale è una condizione cronica e progressiva legata all'invecchiamento, l'interruzione della terapia porta generalmente alla ricomparsa dei sintomi entro poche settimane o mesi. Pertanto, il prasterone è spesso inteso come una terapia a lungo termine, la cui prosecuzione deve essere discussa periodicamente con il proprio medico durante i controlli annuali.

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Prevenzione

Sebbene il declino ormonale sia inevitabile, alcune strategie possono rallentare la progressione dei sintomi legati alla carenza di prasterone:

  • Mantenere un'attività sessuale regolare: Favorisce l'irrorazione sanguigna dei tessuti pelvici, mantenendoli più elastici.
  • Idratazione e alimentazione: Una dieta ricca di acidi grassi essenziali e un'adeguata idratazione supportano la salute delle mucose.
  • Igiene intima corretta: Evitare l'uso di detergenti aggressivi o lavande vaginali che possono alterare ulteriormente il pH e la flora batterica protettiva.
  • Cessazione del fumo: Smettere di fumare migliora la microcircolazione e la risposta dei tessuti agli ormoni residui.
  • Uso di lubrificanti e idratanti: Anche se non curano l'atrofia, possono prevenire lesioni acute durante i rapporti in attesa che la terapia ormonale faccia effetto.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un ginecologo o al medico di medicina generale se si manifestano i seguenti segnali:

  • Comparsa di sanguinamento vaginale anomalo o perdite ematiche dopo la menopausa (questo richiede sempre un accertamento immediato per escludere patologie endometriali).
  • Dolore pelvico persistente che non migliora con i comuni lubrificanti.
  • Sintomi urinari ricorrenti (bruciore, urgenza) nonostante l'assenza di infezioni batteriche documentate.
  • Secchezza vaginale che interferisce significativamente con la vita di coppia o con le attività quotidiane (come camminare o fare sport).
  • Dubbi sulla sicurezza della terapia ormonale in caso di precedenti diagnosi di tumore al seno o altre patologie ormono-dipendenti.

Prasterone (DHEA)

Definizione

Il Prasterone, chimicamente noto come deidroepiandrosterone (DHEA), è un ormone steroideo naturale prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali e, in misura minore, dalle gonadi (ovaie e testicoli). Nel contesto clinico e farmacologico, il prasterone è classificato come un pro-ormone, poiché funge da precursore biologico che il corpo converte in ormoni sessuali attivi, ovvero androgeni (come il testosterone) ed estrogeni (come l'estradiolo).

Sebbene il DHEA sia presente in circolazione in grandi quantità durante la giovinezza, i suoi livelli tendono a diminuire drasticamente con l'avanzare dell'età, un fenomeno noto come adrenopausa. In medicina, il prasterone sintetico è utilizzato principalmente per il trattamento della atrofia vulvovaginale nelle donne in post-menopausa. Questa condizione è una componente chiave della sindrome genitourinaria della menopausa (GSM), caratterizzata da un assottigliamento e una perdita di elasticità dei tessuti vaginali dovuti alla carenza di estrogeni.

L'aspetto innovativo del prasterone risiede nel concetto di "intracrinologia". A differenza della terapia ormonale sostitutiva (TOS) sistemica, il prasterone somministrato localmente (per via intravaginale) viene assorbito dalle cellule vaginali e convertito internamente in estrogeni e androgeni. Questo processo permette di ripristinare la salute dei tessuti locali senza aumentare significativamente i livelli di ormoni nel sangue, riducendo potenzialmente i rischi associati alle terapie ormonali tradizionali.

Cause e Fattori di Rischio

La necessità clinica di ricorrere al prasterone deriva principalmente dal declino fisiologico degli ormoni steroidei. La causa principale è la menopausa, un evento biologico naturale che segna la fine della funzione ovarica. Con la cessazione della produzione di estrogeni da parte delle ovaie, i tessuti dell'apparato genitale e urinario subiscono cambiamenti degenerativi.

I fattori di rischio che possono esacerbare la sintomatologia trattata con prasterone includono:

  • Invecchiamento biologico: Il declino della produzione surrenalica di DHEA inizia intorno ai 30 anni e continua progressivamente.
  • Menopausa precoce o iatrogena: Interventi chirurgici come l'ovariectomia bilaterale o trattamenti come la chemioterapia possono indurre una carenza ormonale improvvisa.
  • Fumo di sigaretta: Il tabagismo interferisce con il metabolismo degli estrogeni e riduce l'apporto di ossigeno ai tessuti pelvici.
  • Assenza di attività sessuale: La mancanza di stimolazione meccanica e di afflusso sanguigno regolare ai tessuti vaginali può accelerare l'atrofia.
  • Terapie anti-estrogeniche: Donne sopravvissute al tumore al seno che assumono inibitori dell'aromatasi spesso soffrono di forme gravi di atrofia tissutale.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

L'insufficienza di prasterone e dei suoi derivati ormonali a livello locale si manifesta con una serie di sintomi debilitanti che colpiscono la qualità della vita e la salute sessuale. Il sintomo cardine è la secchezza vaginale, che rende i tessuti fragili e suscettibili a micro-lesioni.

Le pazienti riferiscono frequentemente:

  • Dolore durante i rapporti sessuali, spesso descritto come una sensazione di bruciore o lacerazione.
  • Prurito intimo persistente e fastidioso.
  • Irritazione e arrossamento delle mucose.
  • Piccole perdite ematiche (spotting) post-coitali dovute alla fragilità capillare.

A livello urinario, la carenza ormonale può causare:

  • Bruciore o dolore durante la minzione, spesso confuso con una cistite batterica.
  • Urgenza minzionale, ovvero il bisogno impellente e improvviso di urinare.
  • Lieve perdita involontaria di urina, specialmente sotto sforzo.

In contesti di carenza sistemica di DHEA (come nell'insufficienza surrenalica), possono manifestarsi anche stanchezza cronica, calo del desiderio sessuale e una riduzione del benessere psicofisico generale, inclusi sintomi come vampate di calore e sudorazioni notturne.

Diagnosi

La diagnosi della condizione che richiede l'uso di prasterone si basa su un'accurata valutazione clinica ginecologica. Il medico inizia con un'anamnesi dettagliata per indagare la gravità dei sintomi e l'impatto sulla vita quotidiana.

Le procedure diagnostiche standard includono:

  1. Esame obiettivo pelvico: Il ginecologo osserva i segni fisici di atrofia, come la perdita delle pliche vaginali, il pallore delle mucose e la riduzione dell'elasticità dell'introito vaginale.
  2. Misurazione del pH vaginale: In presenza di atrofia, il pH vaginale aumenta (diventa meno acido), superando solitamente il valore di 5.0.
  3. Indice di Maturazione Vaginale (VMI): Un test citologico (simile al Pap-test) che valuta la proporzione di cellule parabasali, intermedie e superficiali. Una prevalenza di cellule parabasali indica una carenza ormonale significativa.
  4. Esami di laboratorio: Sebbene non sempre necessari per la diagnosi di atrofia locale, il dosaggio del DHEA-S (solfato di deidroepiandrosterone) nel sangue può essere richiesto se si sospetta un'insufficienza surrenalica globale.

Trattamento e Terapie

Il trattamento con prasterone rappresenta una terapia mirata e moderna. Il farmaco è disponibile sotto forma di ovuli vaginali (generalmente al dosaggio di 6,5 mg) da inserire quotidianamente, preferibilmente la sera prima di coricarsi.

Meccanismo d'azione: Una volta inserito, il prasterone viene captato dalle cellule epiteliali vaginali. All'interno di queste cellule, enzimi specifici convertono il prasterone in testosterone ed estradiolo. Questi ormoni agiscono sui recettori locali per stimolare la produzione di collagene, migliorare la vascolarizzazione e ripristinare la secrezione di muco. Poiché la conversione avviene all'interno delle cellule e gli ormoni in eccesso vengono rapidamente inattivati prima di entrare nel circolo sanguigno, i livelli sistemici di estrogeni rimangono entro i range normali per una donna in post-menopausa.

Benefici attesi:

  • Ripristino dell'integrità della mucosa vaginale.
  • Riduzione significativa della dispareunia.
  • Miglioramento della lubrificazione naturale.
  • Acidificazione del pH vaginale, che aiuta a prevenire infezioni ricorrenti.

Considerazioni sulla sicurezza: A differenza delle creme a base di soli estrogeni, il prasterone fornisce anche una componente androgenica, che è fondamentale per la salute dei tessuti connettivi e dei muscoli pelvici. È generalmente ben tollerato, con rari effetti collaterali locali come perdite vaginali legate allo scioglimento dell'ovulo.

Prognosi e Decorso

La prognosi per le pazienti che iniziano il trattamento con prasterone è eccellente. La maggior parte delle donne riferisce un miglioramento soggettivo dei sintomi entro le prime 2-4 settimane di terapia continuativa. Tuttavia, per ottenere il massimo beneficio istologico (ovvero la rigenerazione completa dei tessuti), sono solitamente necessari 3 mesi di trattamento.

Poiché l'atrofia vulvovaginale è una condizione cronica e progressiva legata all'invecchiamento, l'interruzione della terapia porta generalmente alla ricomparsa dei sintomi entro poche settimane o mesi. Pertanto, il prasterone è spesso inteso come una terapia a lungo termine, la cui prosecuzione deve essere discussa periodicamente con il proprio medico durante i controlli annuali.

Prevenzione

Sebbene il declino ormonale sia inevitabile, alcune strategie possono rallentare la progressione dei sintomi legati alla carenza di prasterone:

  • Mantenere un'attività sessuale regolare: Favorisce l'irrorazione sanguigna dei tessuti pelvici, mantenendoli più elastici.
  • Idratazione e alimentazione: Una dieta ricca di acidi grassi essenziali e un'adeguata idratazione supportano la salute delle mucose.
  • Igiene intima corretta: Evitare l'uso di detergenti aggressivi o lavande vaginali che possono alterare ulteriormente il pH e la flora batterica protettiva.
  • Cessazione del fumo: Smettere di fumare migliora la microcircolazione e la risposta dei tessuti agli ormoni residui.
  • Uso di lubrificanti e idratanti: Anche se non curano l'atrofia, possono prevenire lesioni acute durante i rapporti in attesa che la terapia ormonale faccia effetto.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un ginecologo o al medico di medicina generale se si manifestano i seguenti segnali:

  • Comparsa di sanguinamento vaginale anomalo o perdite ematiche dopo la menopausa (questo richiede sempre un accertamento immediato per escludere patologie endometriali).
  • Dolore pelvico persistente che non migliora con i comuni lubrificanti.
  • Sintomi urinari ricorrenti (bruciore, urgenza) nonostante l'assenza di infezioni batteriche documentate.
  • Secchezza vaginale che interferisce significativamente con la vita di coppia o con le attività quotidiane (come camminare o fare sport).
  • Dubbi sulla sicurezza della terapia ormonale in caso di precedenti diagnosi di tumore al seno o altre patologie ormono-dipendenti.
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