Leucemia mieloide acuta con traslocazione t(8;21)(q22;q22)
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La leucemia mieloide acuta con traslocazione t(8;21)(q22;q22) è un sottotipo specifico e ben definito di leucemia mieloide acuta (LMA). Questa patologia rientra nel gruppo delle leucemie mieloidi acute con anomalie genetiche ricorrenti secondo la classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Si tratta di un tumore del sangue e del midollo osseo caratterizzato dalla proliferazione incontrollata di cellule mieloidi immature, chiamate blasti, che perdono la capacità di differenziarsi in cellule del sangue mature e funzionali.
L'elemento distintivo di questa forma di leucemia è un'anomalia citogenetica specifica: la traslocazione tra il cromosoma 8 e il cromosoma 21. Questo scambio di materiale genetico porta alla formazione di un gene di fusione denominato RUNX1-RUNX1T1 (precedentemente noto come AML1-ETO). Tale gene produce una proteina anomala che interferisce con i normali processi di trascrizione genica necessari per la maturazione delle cellule del sangue.
Dal punto di vista clinico, questa variante è di particolare interesse perché è generalmente associata a una prognosi più favorevole rispetto ad altri tipi di LMA, specialmente se trattata con protocolli chemioterapici intensivi che includono alte dosi di citarabina. Colpisce prevalentemente i pazienti più giovani, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età, e rappresenta circa il 5-10% di tutti i casi di LMA negli adulti.
Cause e Fattori di Rischio
La causa esatta che scatena la traslocazione t(8;21) non è ancora del tutto nota, ma la ricerca scientifica ha identificato i meccanismi molecolari alla base della malattia. La traslocazione avviene quando una parte del gene RUNX1 sul cromosoma 21 si fonde con una parte del gene RUNX1T1 sul cromosoma 8. Il gene RUNX1 è fondamentale per l'ematopoiesi normale (la produzione di cellule del sangue), poiché codifica per una proteina che aiuta a regolare la differenziazione delle cellule staminali. La proteina di fusione risultante agisce come un repressore dominante, bloccando l'espressione dei geni necessari per la normale maturazione dei globuli bianchi.
Sebbene la traslocazione sia l'evento primario, spesso sono necessarie mutazioni genetiche aggiuntive affinché la leucemia si manifesti pienamente. Ad esempio, mutazioni nei geni KIT, FLT3 o RAS sono frequentemente riscontrate in associazione alla t(8;21) e possono influenzare il decorso della malattia e la risposta al trattamento.
Per quanto riguarda i fattori di rischio generali per la leucemia mieloide acuta, si includono:
- Esposizione a sostanze chimiche: L'esposizione prolungata al benzene e ad altri solventi organici è stata correlata a un aumento del rischio.
- Trattamenti oncologici precedenti: L'uso di alcuni farmaci chemioterapici (agenti alchilanti o inibitori della topoisomerasi II) o la radioterapia per altri tumori può favorire l'insorgenza di leucemie secondarie.
- Fumo di tabacco: È uno dei pochi fattori di rischio legati allo stile di vita accertati per la LMA.
- Fattori ambientali: L'esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti.
È importante sottolineare che la maggior parte dei pazienti con questa specifica traslocazione non presenta fattori di rischio evidenti, suggerendo che l'evento genetico possa verificarsi in modo sporadico.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi della leucemia mieloide acuta con t(8;21) derivano principalmente dal fallimento del midollo osseo nel produrre cellule del sangue normali, poiché lo spazio midollare viene occupato dai blasti leucemici. Questo porta a una carenza di globuli rossi, globuli bianchi sani e piastrine.
I pazienti possono manifestare:
- Sintomi legati all'anemia: La riduzione dei globuli rossi causa una scarsa ossigenazione dei tessuti, portando a senso di spossatezza persistente, pallore cutaneo e delle mucose, difficoltà respiratoria (specialmente sotto sforzo) e battito cardiaco accelerato.
- Sintomi legati alla neutropenia: La mancanza di globuli bianchi funzionali rende l'organismo vulnerabile alle infezioni. Si possono osservare febbre alta, brividi, infezioni frequenti o che non guariscono, come polmoniti, infezioni urinarie o ascessi cutanei.
- Sintomi legati alla piastrinopenia: La carenza di piastrine compromette la coagulazione del sangue. I segni tipici includono la comparsa di lividi senza traumi evidenti, piccole macchie rosse sulla pelle (petecchie), sangue dal naso frequente e sanguinamento delle gengive.
- Infiltrazione d'organo: Sebbene meno comune rispetto ad altre forme di LMA, i blasti possono accumularsi in vari organi, causando dolori alle ossa o alle articolazioni, ingrossamento della milza (che può causare senso di pienezza addominale), ingrossamento del fegato o linfonodi gonfi.
- Sintomi sistemici: Molti pazienti riferiscono una perdita di peso involontaria, sudorazioni notturne abbondanti e un senso generale di malessere.
- Manifestazioni neurologiche: In rari casi, se la malattia coinvolge il sistema nervoso centrale, possono comparire mal di testa o disturbi della vista.
Un aspetto peculiare di questa variante t(8;21) è la possibile formazione di sarcomi mieloidi (noti anche come cloromi), ovvero masse solide di cellule leucemiche che possono localizzarsi in sedi extra-midollari come la pelle, le orbite oculari o i tessuti molli.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per la leucemia mieloide acuta con t(8;21) è complesso e richiede l'integrazione di diverse tecniche di laboratorio avanzate. Il sospetto clinico nasce solitamente da un esame del sangue di routine che mostra anomalie significative.
- Emocromo completo con formula leucocitaria: È il primo passo. Spesso rivela anemia, piastrinopenia e un numero variabile di globuli bianchi (che possono essere aumentati, diminuiti o normali). L'osservazione al microscopio dello striscio di sangue periferico può già evidenziare la presenza di blasti.
- Aspirato midollare e biopsia ossea: Sono esami fondamentali per confermare la diagnosi. Il medico preleva un campione di midollo osseo (solitamente dalla cresta iliaca) per analizzare la morfologia delle cellule. Nella t(8;21), i blasti presentano spesso caratteristiche tipiche, come i "corpi di Auer" (inclusioni citoplasmatiche a forma di ago) molto lunghi e sottili.
- Immunofenotipizzazione (Citometria a flusso): Questa tecnica analizza le proteine espresse sulla superficie delle cellule leucemiche. I blasti con t(8;21) mostrano spesso un profilo caratteristico, esprimendo marcatori mieloidi (come CD13, CD33) insieme a marcatori linfoidi B (come CD19) e talvolta il marcatore di adesione CD56.
- Citogenetica classica (Cariotipo): È l'esame che permette di visualizzare direttamente i cromosomi e identificare la traslocazione t(8;21)(q22;q22). È essenziale per la classificazione prognostica.
- Ibridazione in situ fluorescente (FISH): Utilizza sonde luminose per individuare il gene di fusione RUNX1-RUNX1T1 in modo rapido e preciso, anche quando le cellule non sono in divisione.
- Biologia molecolare (RT-PCR): La reazione a catena della polimerasi è la tecnica più sensibile per rilevare il trascritto di fusione. Viene utilizzata non solo per la diagnosi iniziale, ma anche per il monitoraggio della Malattia Residua Minima (MRD) durante e dopo il trattamento, per identificare precocemente eventuali recidive.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della leucemia mieloide acuta con t(8;21) mira a eliminare tutte le cellule leucemiche e a ripristinare la normale funzione del midollo osseo. Grazie alla buona risposta di questo sottotipo alla chemioterapia, l'approccio è generalmente intensivo.
Terapia di Induzione
L'obiettivo iniziale è raggiungere la "remissione completa". Il protocollo standard è spesso il cosiddetto schema "7+3", che prevede la somministrazione endovenosa di due farmaci:
- Citarabina: somministrata per 7 giorni consecutivi.
- Antraciclina (come la daunorubicina o l'idarubicina): somministrata per i primi 3 giorni. In molti centri, per i pazienti con t(8;21) che esprimono il marcatore CD33, viene aggiunto un farmaco immunoterapico chiamato Gemtuzumab ozogamicin, che ha dimostrato di migliorare significativamente i risultati in questo gruppo specifico.
Terapia di Consolidamento
Una volta ottenuta la remissione, è necessario un trattamento post-remissionale per eliminare le cellule leucemiche residue non visibili al microscopio. Per la t(8;21), il consolidamento standard consiste in diversi cicli di Citarabina ad alte dosi (HiDAC). Questo sottotipo è particolarmente sensibile alle alte dosi di questo farmaco, il che spiega l'ottima prognosi a lungo termine.
Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche
A differenza di altre forme di LMA, il trapianto di midollo osseo (allogenico) non è solitamente raccomandato in prima linea per i pazienti con t(8;21) che rispondono bene alla chemioterapia e che hanno una Malattia Residua Minima (MRD) negativa. Il trapianto viene generalmente riservato ai casi di recidiva o ai pazienti che presentano fattori di rischio molecolari aggiuntivi (come mutazioni di KIT ad alto carico) o che non raggiungono la negatività della MRD.
Terapie di Supporto
Durante il trattamento, i pazienti ricevono cure di supporto cruciali, tra cui trasfusioni di sangue e piastrine, antibiotici e antifungini per prevenire o curare le infezioni, e farmaci per gestire gli effetti collaterali della chemioterapia come nausea e vomito.
Prognosi e Decorso
La prognosi per i pazienti con leucemia mieloide acuta t(8;21) è considerata tra le migliori nel panorama delle LMA. La maggior parte dei pazienti (oltre l'80-90%) raggiunge la remissione completa dopo il primo ciclo di induzione.
Il tasso di sopravvivenza a lungo termine è elevato, con circa il 60-70% dei pazienti che guarisce definitivamente. Tuttavia, il decorso può essere influenzato da alcuni fattori:
- Presenza di mutazioni di KIT: Queste mutazioni possono aumentare il rischio di recidiva, portando i medici a considerare trattamenti più aggressivi o il monitoraggio più stretto.
- Risposta molecolare: La velocità con cui il gene di fusione RUNX1-RUNX1T1 scompare dal sangue e dal midollo (valutata tramite PCR) è il miglior indicatore del rischio di ritorno della malattia.
- Età e stato di salute generale: I pazienti più giovani e senza altre patologie tendono a tollerare meglio la chemioterapia intensiva.
In caso di recidiva, la malattia può diventare più difficile da trattare, ma sono disponibili opzioni di salvataggio che includono nuovi regimi chemioterapici, farmaci a bersaglio molecolare e il trapianto allogenico.
Prevenzione
Attualmente non esistono strategie di prevenzione specifiche per la leucemia mieloide acuta con t(8;21), poiché si tratta di una malattia causata da un'anomalia genetica acquisita e non ereditaria. Tuttavia, è possibile ridurre il rischio generale di sviluppare leucemie adottando comportamenti salutari:
- Evitare il fumo: Il tabagismo è un fattore di rischio noto per la LMA.
- Limitare l'esposizione a sostanze tossiche: Ridurre al minimo il contatto con benzene e altri solventi industriali.
- Protezione radiologica: Seguire rigorosamente le norme di sicurezza se si lavora in ambienti con radiazioni ionizzanti.
Uno stile di vita equilibrato, con una dieta ricca di frutta e verdura e attività fisica regolare, contribuisce a mantenere il sistema immunitario efficiente, sebbene non garantisca l'immunità dalla malattia.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale se si manifestano sintomi insoliti che persistono per più di qualche giorno. In particolare, non dovrebbero essere sottovalutati:
- Un senso di stanchezza estrema che non migliora con il riposo.
- La comparsa di febbre persistente o senza una causa apparente (come un raffreddore).
- La presenza di lividi inspiegabili o piccoli puntini rossi sulla pelle.
- Sanguinamenti frequenti dalle gengive o dal naso.
- Dolori ossei profondi.
Sebbene questi sintomi possano essere causati da molte condizioni meno gravi (come infezioni virali o carenze vitaminiche), una diagnosi precoce è essenziale nel caso della leucemia. Un semplice esame del sangue (emocromo) può fornire le prime indicazioni necessarie per avviare, se necessario, un approfondimento ematologico specialistico.
Leucemia mieloide acuta con traslocazione t(8;21)(q22;q22)
Definizione
La leucemia mieloide acuta con traslocazione t(8;21)(q22;q22) è un sottotipo specifico e ben definito di leucemia mieloide acuta (LMA). Questa patologia rientra nel gruppo delle leucemie mieloidi acute con anomalie genetiche ricorrenti secondo la classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Si tratta di un tumore del sangue e del midollo osseo caratterizzato dalla proliferazione incontrollata di cellule mieloidi immature, chiamate blasti, che perdono la capacità di differenziarsi in cellule del sangue mature e funzionali.
L'elemento distintivo di questa forma di leucemia è un'anomalia citogenetica specifica: la traslocazione tra il cromosoma 8 e il cromosoma 21. Questo scambio di materiale genetico porta alla formazione di un gene di fusione denominato RUNX1-RUNX1T1 (precedentemente noto come AML1-ETO). Tale gene produce una proteina anomala che interferisce con i normali processi di trascrizione genica necessari per la maturazione delle cellule del sangue.
Dal punto di vista clinico, questa variante è di particolare interesse perché è generalmente associata a una prognosi più favorevole rispetto ad altri tipi di LMA, specialmente se trattata con protocolli chemioterapici intensivi che includono alte dosi di citarabina. Colpisce prevalentemente i pazienti più giovani, sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età, e rappresenta circa il 5-10% di tutti i casi di LMA negli adulti.
Cause e Fattori di Rischio
La causa esatta che scatena la traslocazione t(8;21) non è ancora del tutto nota, ma la ricerca scientifica ha identificato i meccanismi molecolari alla base della malattia. La traslocazione avviene quando una parte del gene RUNX1 sul cromosoma 21 si fonde con una parte del gene RUNX1T1 sul cromosoma 8. Il gene RUNX1 è fondamentale per l'ematopoiesi normale (la produzione di cellule del sangue), poiché codifica per una proteina che aiuta a regolare la differenziazione delle cellule staminali. La proteina di fusione risultante agisce come un repressore dominante, bloccando l'espressione dei geni necessari per la normale maturazione dei globuli bianchi.
Sebbene la traslocazione sia l'evento primario, spesso sono necessarie mutazioni genetiche aggiuntive affinché la leucemia si manifesti pienamente. Ad esempio, mutazioni nei geni KIT, FLT3 o RAS sono frequentemente riscontrate in associazione alla t(8;21) e possono influenzare il decorso della malattia e la risposta al trattamento.
Per quanto riguarda i fattori di rischio generali per la leucemia mieloide acuta, si includono:
- Esposizione a sostanze chimiche: L'esposizione prolungata al benzene e ad altri solventi organici è stata correlata a un aumento del rischio.
- Trattamenti oncologici precedenti: L'uso di alcuni farmaci chemioterapici (agenti alchilanti o inibitori della topoisomerasi II) o la radioterapia per altri tumori può favorire l'insorgenza di leucemie secondarie.
- Fumo di tabacco: È uno dei pochi fattori di rischio legati allo stile di vita accertati per la LMA.
- Fattori ambientali: L'esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti.
È importante sottolineare che la maggior parte dei pazienti con questa specifica traslocazione non presenta fattori di rischio evidenti, suggerendo che l'evento genetico possa verificarsi in modo sporadico.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi della leucemia mieloide acuta con t(8;21) derivano principalmente dal fallimento del midollo osseo nel produrre cellule del sangue normali, poiché lo spazio midollare viene occupato dai blasti leucemici. Questo porta a una carenza di globuli rossi, globuli bianchi sani e piastrine.
I pazienti possono manifestare:
- Sintomi legati all'anemia: La riduzione dei globuli rossi causa una scarsa ossigenazione dei tessuti, portando a senso di spossatezza persistente, pallore cutaneo e delle mucose, difficoltà respiratoria (specialmente sotto sforzo) e battito cardiaco accelerato.
- Sintomi legati alla neutropenia: La mancanza di globuli bianchi funzionali rende l'organismo vulnerabile alle infezioni. Si possono osservare febbre alta, brividi, infezioni frequenti o che non guariscono, come polmoniti, infezioni urinarie o ascessi cutanei.
- Sintomi legati alla piastrinopenia: La carenza di piastrine compromette la coagulazione del sangue. I segni tipici includono la comparsa di lividi senza traumi evidenti, piccole macchie rosse sulla pelle (petecchie), sangue dal naso frequente e sanguinamento delle gengive.
- Infiltrazione d'organo: Sebbene meno comune rispetto ad altre forme di LMA, i blasti possono accumularsi in vari organi, causando dolori alle ossa o alle articolazioni, ingrossamento della milza (che può causare senso di pienezza addominale), ingrossamento del fegato o linfonodi gonfi.
- Sintomi sistemici: Molti pazienti riferiscono una perdita di peso involontaria, sudorazioni notturne abbondanti e un senso generale di malessere.
- Manifestazioni neurologiche: In rari casi, se la malattia coinvolge il sistema nervoso centrale, possono comparire mal di testa o disturbi della vista.
Un aspetto peculiare di questa variante t(8;21) è la possibile formazione di sarcomi mieloidi (noti anche come cloromi), ovvero masse solide di cellule leucemiche che possono localizzarsi in sedi extra-midollari come la pelle, le orbite oculari o i tessuti molli.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per la leucemia mieloide acuta con t(8;21) è complesso e richiede l'integrazione di diverse tecniche di laboratorio avanzate. Il sospetto clinico nasce solitamente da un esame del sangue di routine che mostra anomalie significative.
- Emocromo completo con formula leucocitaria: È il primo passo. Spesso rivela anemia, piastrinopenia e un numero variabile di globuli bianchi (che possono essere aumentati, diminuiti o normali). L'osservazione al microscopio dello striscio di sangue periferico può già evidenziare la presenza di blasti.
- Aspirato midollare e biopsia ossea: Sono esami fondamentali per confermare la diagnosi. Il medico preleva un campione di midollo osseo (solitamente dalla cresta iliaca) per analizzare la morfologia delle cellule. Nella t(8;21), i blasti presentano spesso caratteristiche tipiche, come i "corpi di Auer" (inclusioni citoplasmatiche a forma di ago) molto lunghi e sottili.
- Immunofenotipizzazione (Citometria a flusso): Questa tecnica analizza le proteine espresse sulla superficie delle cellule leucemiche. I blasti con t(8;21) mostrano spesso un profilo caratteristico, esprimendo marcatori mieloidi (come CD13, CD33) insieme a marcatori linfoidi B (come CD19) e talvolta il marcatore di adesione CD56.
- Citogenetica classica (Cariotipo): È l'esame che permette di visualizzare direttamente i cromosomi e identificare la traslocazione t(8;21)(q22;q22). È essenziale per la classificazione prognostica.
- Ibridazione in situ fluorescente (FISH): Utilizza sonde luminose per individuare il gene di fusione RUNX1-RUNX1T1 in modo rapido e preciso, anche quando le cellule non sono in divisione.
- Biologia molecolare (RT-PCR): La reazione a catena della polimerasi è la tecnica più sensibile per rilevare il trascritto di fusione. Viene utilizzata non solo per la diagnosi iniziale, ma anche per il monitoraggio della Malattia Residua Minima (MRD) durante e dopo il trattamento, per identificare precocemente eventuali recidive.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della leucemia mieloide acuta con t(8;21) mira a eliminare tutte le cellule leucemiche e a ripristinare la normale funzione del midollo osseo. Grazie alla buona risposta di questo sottotipo alla chemioterapia, l'approccio è generalmente intensivo.
Terapia di Induzione
L'obiettivo iniziale è raggiungere la "remissione completa". Il protocollo standard è spesso il cosiddetto schema "7+3", che prevede la somministrazione endovenosa di due farmaci:
- Citarabina: somministrata per 7 giorni consecutivi.
- Antraciclina (come la daunorubicina o l'idarubicina): somministrata per i primi 3 giorni. In molti centri, per i pazienti con t(8;21) che esprimono il marcatore CD33, viene aggiunto un farmaco immunoterapico chiamato Gemtuzumab ozogamicin, che ha dimostrato di migliorare significativamente i risultati in questo gruppo specifico.
Terapia di Consolidamento
Una volta ottenuta la remissione, è necessario un trattamento post-remissionale per eliminare le cellule leucemiche residue non visibili al microscopio. Per la t(8;21), il consolidamento standard consiste in diversi cicli di Citarabina ad alte dosi (HiDAC). Questo sottotipo è particolarmente sensibile alle alte dosi di questo farmaco, il che spiega l'ottima prognosi a lungo termine.
Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche
A differenza di altre forme di LMA, il trapianto di midollo osseo (allogenico) non è solitamente raccomandato in prima linea per i pazienti con t(8;21) che rispondono bene alla chemioterapia e che hanno una Malattia Residua Minima (MRD) negativa. Il trapianto viene generalmente riservato ai casi di recidiva o ai pazienti che presentano fattori di rischio molecolari aggiuntivi (come mutazioni di KIT ad alto carico) o che non raggiungono la negatività della MRD.
Terapie di Supporto
Durante il trattamento, i pazienti ricevono cure di supporto cruciali, tra cui trasfusioni di sangue e piastrine, antibiotici e antifungini per prevenire o curare le infezioni, e farmaci per gestire gli effetti collaterali della chemioterapia come nausea e vomito.
Prognosi e Decorso
La prognosi per i pazienti con leucemia mieloide acuta t(8;21) è considerata tra le migliori nel panorama delle LMA. La maggior parte dei pazienti (oltre l'80-90%) raggiunge la remissione completa dopo il primo ciclo di induzione.
Il tasso di sopravvivenza a lungo termine è elevato, con circa il 60-70% dei pazienti che guarisce definitivamente. Tuttavia, il decorso può essere influenzato da alcuni fattori:
- Presenza di mutazioni di KIT: Queste mutazioni possono aumentare il rischio di recidiva, portando i medici a considerare trattamenti più aggressivi o il monitoraggio più stretto.
- Risposta molecolare: La velocità con cui il gene di fusione RUNX1-RUNX1T1 scompare dal sangue e dal midollo (valutata tramite PCR) è il miglior indicatore del rischio di ritorno della malattia.
- Età e stato di salute generale: I pazienti più giovani e senza altre patologie tendono a tollerare meglio la chemioterapia intensiva.
In caso di recidiva, la malattia può diventare più difficile da trattare, ma sono disponibili opzioni di salvataggio che includono nuovi regimi chemioterapici, farmaci a bersaglio molecolare e il trapianto allogenico.
Prevenzione
Attualmente non esistono strategie di prevenzione specifiche per la leucemia mieloide acuta con t(8;21), poiché si tratta di una malattia causata da un'anomalia genetica acquisita e non ereditaria. Tuttavia, è possibile ridurre il rischio generale di sviluppare leucemie adottando comportamenti salutari:
- Evitare il fumo: Il tabagismo è un fattore di rischio noto per la LMA.
- Limitare l'esposizione a sostanze tossiche: Ridurre al minimo il contatto con benzene e altri solventi industriali.
- Protezione radiologica: Seguire rigorosamente le norme di sicurezza se si lavora in ambienti con radiazioni ionizzanti.
Uno stile di vita equilibrato, con una dieta ricca di frutta e verdura e attività fisica regolare, contribuisce a mantenere il sistema immunitario efficiente, sebbene non garantisca l'immunità dalla malattia.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale se si manifestano sintomi insoliti che persistono per più di qualche giorno. In particolare, non dovrebbero essere sottovalutati:
- Un senso di stanchezza estrema che non migliora con il riposo.
- La comparsa di febbre persistente o senza una causa apparente (come un raffreddore).
- La presenza di lividi inspiegabili o piccoli puntini rossi sulla pelle.
- Sanguinamenti frequenti dalle gengive o dal naso.
- Dolori ossei profondi.
Sebbene questi sintomi possano essere causati da molte condizioni meno gravi (come infezioni virali o carenze vitaminiche), una diagnosi precoce è essenziale nel caso della leucemia. Un semplice esame del sangue (emocromo) può fornire le prime indicazioni necessarie per avviare, se necessario, un approfondimento ematologico specialistico.


