Leucemia cronica (non altrimenti specificata)

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Definizione

La leucemia cronica (non altrimenti specificata), spesso indicata con l'acronimo NAS (o NOS dall'inglese Not Otherwise Specified), rappresenta una categoria diagnostica utilizzata in ematologia per descrivere un gruppo di neoplasie maligne del sangue e del midollo osseo che presentano un decorso clinico lento e indolente, ma che non possono essere classificate in modo più preciso in una delle sottocategorie standard. Nel sistema di classificazione ICD-11, il codice XH80C3 identifica proprio queste forme di leucemia che, pur avendo caratteristiche croniche evidenti, richiedono ulteriori approfondimenti o presentano tratti atipici che sfuggono alle definizioni classiche come la leucemia mieloide cronica o la leucemia linfatica cronica.

In termini biologici, la leucemia cronica si sviluppa quando le cellule staminali del midollo osseo subiscono mutazioni genetiche che le portano a produrre una quantità eccessiva di globuli bianchi (leucociti). A differenza delle forme acute, dove le cellule sono immature e smettono di funzionare quasi subito, nelle forme croniche le cellule tumorali riescono a maturare parzialmente e a svolgere alcune delle loro funzioni, sebbene in modo inefficiente. Questo spiega perché la malattia progredisca nell'arco di anni anziché di settimane, permettendo spesso all'organismo di compensare i danni per lunghi periodi.

La dicitura "non altrimenti specificata" viene utilizzata dai patologi e dagli ematologi quando i test iniziali confermano la natura cronica e maligna della proliferazione cellulare, ma i marcatori molecolari, citogenetici o immunofenotipici non corrispondono esattamente ai profili delle malattie più note. È una diagnosi che funge spesso da punto di partenza per indagini diagnostiche più sofisticate, mirate a identificare la specifica linea cellulare coinvolta (linfoide o mieloide) e le mutazioni driver sottostanti.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di una leucemia cronica non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi meccanismi biologici e fattori ambientali che possono contribuire all'insorgenza della patologia. Alla base di ogni leucemia vi è un danno al DNA di una singola cellula del midollo osseo. Questa mutazione acquisita (non ereditaria) conferisce alla cellula un vantaggio di sopravvivenza, permettendole di replicarsi in modo incontrollato e di non morire quando dovrebbe (apoptosi).

Tra i fattori di rischio più rilevanti si annoverano:

  • Esposizione a radiazioni ionizzanti: Soggetti esposti a livelli elevati di radiazioni (per motivi professionali, incidenti nucleari o precedenti trattamenti radioterapici) presentano un rischio statisticamente superiore di sviluppare neoplasie ematologiche.
  • Sostanze chimiche tossiche: L'esposizione prolungata al benzene, un solvente utilizzato in passato in molte industrie e presente nel fumo di sigaretta, è un fattore di rischio accertato per diverse forme di leucemia.
  • Età avanzata: Le leucemie croniche sono tipicamente malattie dell'adulto e dell'anziano. Il rischio aumenta progressivamente dopo i 60 anni, probabilmente a causa dell'accumulo di mutazioni genetiche casuali nel tempo e del naturale invecchiamento del sistema immunitario.
  • Fattori genetici: Sebbene la leucemia cronica non sia una malattia ereditaria nel senso classico, esistono rare predisposizioni familiari. Inoltre, alcune anomalie cromosomiche specifiche, come la traslocazione tra i cromosomi 9 e 22 (cromosoma Philadelphia), sono tipiche di alcune forme croniche, sebbene la categoria "NOS" possa includere varianti prive di tali marcatori comuni.

È importante sottolineare che la maggior parte dei pazienti con diagnosi di leucemia cronica non presenta fattori di rischio evidenti. La malattia appare spesso come un evento sporadico legato a errori casuali durante la divisione cellulare, rendendo difficile stabilire una prevenzione primaria basata esclusivamente sullo stile di vita.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, la leucemia cronica può essere completamente asintomatica. Molti pazienti scoprono la malattia casualmente durante esami del sangue di routine eseguiti per altri motivi. Tuttavia, con il progredire della patologia e l'accumulo di cellule leucemiche nel sangue e negli organi, iniziano a manifestarsi segni clinici che riflettono l'insufficienza del midollo osseo e l'infiltrazione degli organi.

I sintomi più comuni includono:

  • Stanchezza persistente e debolezza: Causate principalmente dall'anemia (riduzione dei globuli rossi), che limita l'apporto di ossigeno ai tessuti.
  • Febbre persistente o febbricola: Spesso senza una causa infettiva apparente, dovuta al rilascio di citochine infiammatorie da parte delle cellule tumorali.
  • Sudorazioni notturne abbondanti: Un sintomo sistemico tipico delle malattie mieloproliferative e linfoproliferative.
  • Perdita di peso involontaria: Accompagnata spesso da una riduzione dell'appetito.
  • Ingrossamento della milza (splenomegalia): Può causare un senso di pienezza addominale o dolore nel quadrante superiore sinistro dell'addome.
  • Linfonodi ingrossati: Specialmente nel collo, nelle ascelle o nell'inguine, solitamente non dolenti al tatto.
  • Dolori alle ossa o alle articolazioni: Causati dall'espansione della massa cellulare all'interno della cavità midollare.
  • Facilità ai lividi e sanguinamenti: Come l'epistassi (sangue dal naso) o il sanguinamento delle gengive, dovuti alla carenza di piastrine.
  • Petecchie: Piccole macchie rosse sulla pelle causate da micro-emorragie capillari.
  • Infezioni ricorrenti: Nonostante l'alto numero di globuli bianchi, questi sono disfunzionali e non proteggono efficacemente l'organismo da virus e batteri.
  • Pallore cutaneo e delle mucose: Segno visibile dello stato anemico.
  • Fiato corto (dispnea): Specialmente sotto sforzo, correlato alla ridotta capacità di trasporto dell'ossigeno.
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Diagnosi

Il percorso diagnostico per la leucemia cronica (NOS) è complesso e richiede un approccio multidisciplinare. Poiché la diagnosi è "per esclusione" o "non specificata", l'obiettivo del medico è raccogliere il maggior numero di informazioni possibile per caratterizzare la malattia.

  1. Esami del sangue: L'emocromo completo è il primo campanello d'allarme. Si osserva solitamente una leucocitosi (aumento dei globuli bianchi), spesso associata ad anemia e piastrinopenia. Lo striscio di sangue periferico permette di osservare al microscopio la morfologia delle cellule, identificando la presenza di forme immature o atipiche.
  2. Aspirato e biopsia midollare: È l'esame definitivo. Un campione di midollo osseo viene prelevato (solitamente dall'osso del bacino) per analizzare la cellularità, l'architettura del tessuto e la percentuale di blasti (cellule immature). Nelle forme croniche, i blasti sono generalmente inferiori al 20%.
  3. Immunofenotipizzazione: Attraverso la citometria a flusso, si analizzano le proteine presenti sulla superficie delle cellule tumorali. Questo test è fondamentale per distinguere se la leucemia è di origine linfoide o mieloide.
  4. Analisi citogenetica e molecolare: Si ricercano anomalie nei cromosomi (come il cromosoma Philadelphia) o mutazioni in geni specifici (come JAK2, CALR, MPL o BCR-ABL1). Se questi test risultano negativi o mostrano alterazioni rare, la diagnosi può rimanere classificata come "NOS".
  5. Esami di imaging: L'ecografia addominale o la TC (Tomografia Computerizzata) servono per valutare l'entità della splenomegalia e della epatomegalia (ingrossamento del fegato), nonché la presenza di linfonodi profondi aumentati di volume.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento della leucemia cronica non altrimenti specificata è altamente personalizzato e dipende dall'aggressività della malattia, dall'età del paziente e dalle sue condizioni generali. Non esistendo un protocollo unico per la forma "NOS", i medici spesso adottano strategie mutuate dalle forme croniche più simili.

Le opzioni terapeutiche includono:

  • Attesa vigile (Watchful Waiting): Se la malattia è asintomatica e i valori del sangue sono stabili, il medico può decidere di non intervenire immediatamente, monitorando il paziente con controlli periodici. Questo approccio evita gli effetti collaterali dei farmaci finché non sono strettamente necessari.
  • Terapie a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): Se vengono identificate mutazioni specifiche, si utilizzano farmaci (come gli inibitori delle tirosin-chinasi) che colpiscono selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane.
  • Chemioterapia orale o endovenosa: Farmaci citotossici (come l'idrossiurea o analoghi dei nucleosidi) vengono impiegati per ridurre il numero di globuli bianchi e controllare i sintomi sistemici.
  • Immunoterapia: L'uso di anticorpi monoclonali può aiutare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule leucemiche.
  • Trapianto di cellule staminali emopoietiche: Rappresenta l'unica opzione potenzialmente curativa, ma è riservato a pazienti giovani o in buone condizioni fisiche, a causa dell'alto rischio di complicanze. Viene considerato se la malattia progredisce o non risponde alle altre terapie.
  • Terapie di supporto: Includono trasfusioni di sangue per l'anemia, somministrazione di piastrine per prevenire emorragie e antibiotici per trattare le infezioni.
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Prognosi e Decorso

La prognosi della leucemia cronica (NOS) varia considerevolmente da individuo a individuo. In generale, essendo una patologia cronica, la sopravvivenza si misura in anni o decenni. Molti pazienti riescono a condurre una vita pressoché normale con l'ausilio delle terapie moderne.

Il decorso può tuttavia presentare delle criticità:

  • Fase di stabilità: La malattia rimane silente o ben controllata dai farmaci per lungo tempo.
  • Progressione: In alcuni casi, la leucemia può mostrare segni di accelerazione, con un aumento dei sintomi e una minore risposta ai trattamenti.
  • Trasformazione acuta (Crisi blastica): È l'evenienza più temuta, in cui la leucemia cronica si trasforma improvvisamente in una forma acuta molto aggressiva. Questa fase richiede un trattamento intensivo immediato.

Il monitoraggio costante attraverso esami del sangue e visite ematologiche è essenziale per intercettare precocemente qualsiasi cambiamento nel comportamento biologico della malattia.

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Prevenzione

Attualmente non esistono strategie di prevenzione specifiche per la leucemia cronica, poiché la maggior parte dei casi è legata a mutazioni genetiche casuali. Tuttavia, è possibile adottare comportamenti volti a ridurre i rischi ambientali noti:

  • Evitare l'esposizione al benzene: Utilizzare protezioni adeguate se si lavora in ambienti industriali a rischio e non fumare.
  • Limitare l'esposizione a radiazioni: Sottoporsi a esami radiologici solo quando strettamente necessario e giustificato dal medico.
  • Stile di vita sano: Una dieta equilibrata e l'attività fisica regolare non prevengono direttamente la leucemia, ma rafforzano il sistema immunitario e migliorano la tolleranza ai trattamenti in caso di diagnosi.

La diagnosi precoce rimane lo strumento più efficace: non sottovalutare mai sintomi vaghi come stanchezza persistente o sudorazioni notturne e sottoporsi a controlli del sangue periodici, specialmente dopo i 50 anni.

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Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista ematologo se si manifestano uno o più dei seguenti segnali per un periodo superiore alle due o tre settimane:

  • Un senso di spossatezza che non migliora con il riposo.
  • La comparsa di linfonodi ingrossati non dolenti in diverse parti del corpo.
  • Una sensazione di ingombro o dolore nella parte sinistra dell'addome.
  • Episodi frequenti di febbricola o sudorazioni notturne che costringono a cambiare il pigiama.
  • La comparsa inspiegabile di lividi o piccoli puntini rossi sulla pelle (petecchie).
  • Una perdita di peso significativa senza aver cambiato dieta o abitudini motorie.

Sebbene questi sintomi possano essere comuni a molte patologie meno gravi (come infezioni virali), una valutazione medica tempestiva e un semplice esame dell'emocromo possono fare la differenza per una diagnosi precoce e una gestione ottimale della malattia.

Leucemia cronica (non altrimenti specificata)

Definizione

La leucemia cronica (non altrimenti specificata), spesso indicata con l'acronimo NAS (o NOS dall'inglese Not Otherwise Specified), rappresenta una categoria diagnostica utilizzata in ematologia per descrivere un gruppo di neoplasie maligne del sangue e del midollo osseo che presentano un decorso clinico lento e indolente, ma che non possono essere classificate in modo più preciso in una delle sottocategorie standard. Nel sistema di classificazione ICD-11, il codice XH80C3 identifica proprio queste forme di leucemia che, pur avendo caratteristiche croniche evidenti, richiedono ulteriori approfondimenti o presentano tratti atipici che sfuggono alle definizioni classiche come la leucemia mieloide cronica o la leucemia linfatica cronica.

In termini biologici, la leucemia cronica si sviluppa quando le cellule staminali del midollo osseo subiscono mutazioni genetiche che le portano a produrre una quantità eccessiva di globuli bianchi (leucociti). A differenza delle forme acute, dove le cellule sono immature e smettono di funzionare quasi subito, nelle forme croniche le cellule tumorali riescono a maturare parzialmente e a svolgere alcune delle loro funzioni, sebbene in modo inefficiente. Questo spiega perché la malattia progredisca nell'arco di anni anziché di settimane, permettendo spesso all'organismo di compensare i danni per lunghi periodi.

La dicitura "non altrimenti specificata" viene utilizzata dai patologi e dagli ematologi quando i test iniziali confermano la natura cronica e maligna della proliferazione cellulare, ma i marcatori molecolari, citogenetici o immunofenotipici non corrispondono esattamente ai profili delle malattie più note. È una diagnosi che funge spesso da punto di partenza per indagini diagnostiche più sofisticate, mirate a identificare la specifica linea cellulare coinvolta (linfoide o mieloide) e le mutazioni driver sottostanti.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di una leucemia cronica non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi meccanismi biologici e fattori ambientali che possono contribuire all'insorgenza della patologia. Alla base di ogni leucemia vi è un danno al DNA di una singola cellula del midollo osseo. Questa mutazione acquisita (non ereditaria) conferisce alla cellula un vantaggio di sopravvivenza, permettendole di replicarsi in modo incontrollato e di non morire quando dovrebbe (apoptosi).

Tra i fattori di rischio più rilevanti si annoverano:

  • Esposizione a radiazioni ionizzanti: Soggetti esposti a livelli elevati di radiazioni (per motivi professionali, incidenti nucleari o precedenti trattamenti radioterapici) presentano un rischio statisticamente superiore di sviluppare neoplasie ematologiche.
  • Sostanze chimiche tossiche: L'esposizione prolungata al benzene, un solvente utilizzato in passato in molte industrie e presente nel fumo di sigaretta, è un fattore di rischio accertato per diverse forme di leucemia.
  • Età avanzata: Le leucemie croniche sono tipicamente malattie dell'adulto e dell'anziano. Il rischio aumenta progressivamente dopo i 60 anni, probabilmente a causa dell'accumulo di mutazioni genetiche casuali nel tempo e del naturale invecchiamento del sistema immunitario.
  • Fattori genetici: Sebbene la leucemia cronica non sia una malattia ereditaria nel senso classico, esistono rare predisposizioni familiari. Inoltre, alcune anomalie cromosomiche specifiche, come la traslocazione tra i cromosomi 9 e 22 (cromosoma Philadelphia), sono tipiche di alcune forme croniche, sebbene la categoria "NOS" possa includere varianti prive di tali marcatori comuni.

È importante sottolineare che la maggior parte dei pazienti con diagnosi di leucemia cronica non presenta fattori di rischio evidenti. La malattia appare spesso come un evento sporadico legato a errori casuali durante la divisione cellulare, rendendo difficile stabilire una prevenzione primaria basata esclusivamente sullo stile di vita.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, la leucemia cronica può essere completamente asintomatica. Molti pazienti scoprono la malattia casualmente durante esami del sangue di routine eseguiti per altri motivi. Tuttavia, con il progredire della patologia e l'accumulo di cellule leucemiche nel sangue e negli organi, iniziano a manifestarsi segni clinici che riflettono l'insufficienza del midollo osseo e l'infiltrazione degli organi.

I sintomi più comuni includono:

  • Stanchezza persistente e debolezza: Causate principalmente dall'anemia (riduzione dei globuli rossi), che limita l'apporto di ossigeno ai tessuti.
  • Febbre persistente o febbricola: Spesso senza una causa infettiva apparente, dovuta al rilascio di citochine infiammatorie da parte delle cellule tumorali.
  • Sudorazioni notturne abbondanti: Un sintomo sistemico tipico delle malattie mieloproliferative e linfoproliferative.
  • Perdita di peso involontaria: Accompagnata spesso da una riduzione dell'appetito.
  • Ingrossamento della milza (splenomegalia): Può causare un senso di pienezza addominale o dolore nel quadrante superiore sinistro dell'addome.
  • Linfonodi ingrossati: Specialmente nel collo, nelle ascelle o nell'inguine, solitamente non dolenti al tatto.
  • Dolori alle ossa o alle articolazioni: Causati dall'espansione della massa cellulare all'interno della cavità midollare.
  • Facilità ai lividi e sanguinamenti: Come l'epistassi (sangue dal naso) o il sanguinamento delle gengive, dovuti alla carenza di piastrine.
  • Petecchie: Piccole macchie rosse sulla pelle causate da micro-emorragie capillari.
  • Infezioni ricorrenti: Nonostante l'alto numero di globuli bianchi, questi sono disfunzionali e non proteggono efficacemente l'organismo da virus e batteri.
  • Pallore cutaneo e delle mucose: Segno visibile dello stato anemico.
  • Fiato corto (dispnea): Specialmente sotto sforzo, correlato alla ridotta capacità di trasporto dell'ossigeno.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la leucemia cronica (NOS) è complesso e richiede un approccio multidisciplinare. Poiché la diagnosi è "per esclusione" o "non specificata", l'obiettivo del medico è raccogliere il maggior numero di informazioni possibile per caratterizzare la malattia.

  1. Esami del sangue: L'emocromo completo è il primo campanello d'allarme. Si osserva solitamente una leucocitosi (aumento dei globuli bianchi), spesso associata ad anemia e piastrinopenia. Lo striscio di sangue periferico permette di osservare al microscopio la morfologia delle cellule, identificando la presenza di forme immature o atipiche.
  2. Aspirato e biopsia midollare: È l'esame definitivo. Un campione di midollo osseo viene prelevato (solitamente dall'osso del bacino) per analizzare la cellularità, l'architettura del tessuto e la percentuale di blasti (cellule immature). Nelle forme croniche, i blasti sono generalmente inferiori al 20%.
  3. Immunofenotipizzazione: Attraverso la citometria a flusso, si analizzano le proteine presenti sulla superficie delle cellule tumorali. Questo test è fondamentale per distinguere se la leucemia è di origine linfoide o mieloide.
  4. Analisi citogenetica e molecolare: Si ricercano anomalie nei cromosomi (come il cromosoma Philadelphia) o mutazioni in geni specifici (come JAK2, CALR, MPL o BCR-ABL1). Se questi test risultano negativi o mostrano alterazioni rare, la diagnosi può rimanere classificata come "NOS".
  5. Esami di imaging: L'ecografia addominale o la TC (Tomografia Computerizzata) servono per valutare l'entità della splenomegalia e della epatomegalia (ingrossamento del fegato), nonché la presenza di linfonodi profondi aumentati di volume.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della leucemia cronica non altrimenti specificata è altamente personalizzato e dipende dall'aggressività della malattia, dall'età del paziente e dalle sue condizioni generali. Non esistendo un protocollo unico per la forma "NOS", i medici spesso adottano strategie mutuate dalle forme croniche più simili.

Le opzioni terapeutiche includono:

  • Attesa vigile (Watchful Waiting): Se la malattia è asintomatica e i valori del sangue sono stabili, il medico può decidere di non intervenire immediatamente, monitorando il paziente con controlli periodici. Questo approccio evita gli effetti collaterali dei farmaci finché non sono strettamente necessari.
  • Terapie a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): Se vengono identificate mutazioni specifiche, si utilizzano farmaci (come gli inibitori delle tirosin-chinasi) che colpiscono selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane.
  • Chemioterapia orale o endovenosa: Farmaci citotossici (come l'idrossiurea o analoghi dei nucleosidi) vengono impiegati per ridurre il numero di globuli bianchi e controllare i sintomi sistemici.
  • Immunoterapia: L'uso di anticorpi monoclonali può aiutare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule leucemiche.
  • Trapianto di cellule staminali emopoietiche: Rappresenta l'unica opzione potenzialmente curativa, ma è riservato a pazienti giovani o in buone condizioni fisiche, a causa dell'alto rischio di complicanze. Viene considerato se la malattia progredisce o non risponde alle altre terapie.
  • Terapie di supporto: Includono trasfusioni di sangue per l'anemia, somministrazione di piastrine per prevenire emorragie e antibiotici per trattare le infezioni.

Prognosi e Decorso

La prognosi della leucemia cronica (NOS) varia considerevolmente da individuo a individuo. In generale, essendo una patologia cronica, la sopravvivenza si misura in anni o decenni. Molti pazienti riescono a condurre una vita pressoché normale con l'ausilio delle terapie moderne.

Il decorso può tuttavia presentare delle criticità:

  • Fase di stabilità: La malattia rimane silente o ben controllata dai farmaci per lungo tempo.
  • Progressione: In alcuni casi, la leucemia può mostrare segni di accelerazione, con un aumento dei sintomi e una minore risposta ai trattamenti.
  • Trasformazione acuta (Crisi blastica): È l'evenienza più temuta, in cui la leucemia cronica si trasforma improvvisamente in una forma acuta molto aggressiva. Questa fase richiede un trattamento intensivo immediato.

Il monitoraggio costante attraverso esami del sangue e visite ematologiche è essenziale per intercettare precocemente qualsiasi cambiamento nel comportamento biologico della malattia.

Prevenzione

Attualmente non esistono strategie di prevenzione specifiche per la leucemia cronica, poiché la maggior parte dei casi è legata a mutazioni genetiche casuali. Tuttavia, è possibile adottare comportamenti volti a ridurre i rischi ambientali noti:

  • Evitare l'esposizione al benzene: Utilizzare protezioni adeguate se si lavora in ambienti industriali a rischio e non fumare.
  • Limitare l'esposizione a radiazioni: Sottoporsi a esami radiologici solo quando strettamente necessario e giustificato dal medico.
  • Stile di vita sano: Una dieta equilibrata e l'attività fisica regolare non prevengono direttamente la leucemia, ma rafforzano il sistema immunitario e migliorano la tolleranza ai trattamenti in caso di diagnosi.

La diagnosi precoce rimane lo strumento più efficace: non sottovalutare mai sintomi vaghi come stanchezza persistente o sudorazioni notturne e sottoporsi a controlli del sangue periodici, specialmente dopo i 50 anni.

Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista ematologo se si manifestano uno o più dei seguenti segnali per un periodo superiore alle due o tre settimane:

  • Un senso di spossatezza che non migliora con il riposo.
  • La comparsa di linfonodi ingrossati non dolenti in diverse parti del corpo.
  • Una sensazione di ingombro o dolore nella parte sinistra dell'addome.
  • Episodi frequenti di febbricola o sudorazioni notturne che costringono a cambiare il pigiama.
  • La comparsa inspiegabile di lividi o piccoli puntini rossi sulla pelle (petecchie).
  • Una perdita di peso significativa senza aver cambiato dieta o abitudini motorie.

Sebbene questi sintomi possano essere comuni a molte patologie meno gravi (come infezioni virali), una valutazione medica tempestiva e un semplice esame dell'emocromo possono fare la differenza per una diagnosi precoce e una gestione ottimale della malattia.

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