Cheratosi seborroica
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La cheratosi seborroica è una delle neoformazioni cutanee benigne più comuni nell'adulto e nella popolazione anziana. Si presenta come una crescita epidermica non cancerosa, caratterizzata da un aspetto tipicamente "incollato" sulla pelle, con una superficie che può variare da liscia e cerosa a rugosa e ipercheratosica. Sebbene il nome possa suggerire un legame con le ghiandole sebacee o con la seborrea, queste lesioni derivano in realtà dai cheratinociti, le cellule principali dell'epidermide, e non hanno alcuna correlazione funzionale con la produzione di sebo.
Dal punto di vista clinico, la cheratosi seborroica è nota anche con termini meno scientifici come "verruca senile" o "verruca seborroica", sebbene non sia causata da un'infezione virale come le comuni verruche. Queste lesioni possono comparire singolarmente, ma più frequentemente si manifestano in gruppi numerosi, interessando principalmente il tronco, il volto, il cuoio capelluto e le estremità. Nonostante la loro natura benigna, la loro importanza clinica risiede principalmente nella necessità di distinguerle da patologie maligne, come il melanoma, e nel disagio estetico o fisico che possono arrecare al paziente.
L'incidenza della cheratosi seborroica aumenta progressivamente con l'età. Si stima che la stragrande maggioranza degli individui di età superiore ai 50 anni presenti almeno una di queste lesioni. Non vi è una predilezione di sesso, colpendo in egual misura uomini e donne, e sebbene siano più comuni nei fototipi chiari, possono manifestarsi in individui di tutte le etnie, assumendo talvolta caratteristiche morfologiche peculiari (come la dermatosi papulosa nigra nei soggetti con pelle scura).
Cause e Fattori di Rischio
L'eziologia esatta della cheratosi seborroica non è ancora stata completamente chiarita, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che contribuiscono alla sua insorgenza. Il fattore predominante è senza dubbio l'invecchiamento cutaneo. Con il passare degli anni, i cheratinociti possono accumulare mutazioni genetiche somatiche che portano a una proliferazione cellulare localizzata e incontrollata, ma non invasiva.
Tra i fattori di rischio principali troviamo:
- Predisposizione Genetica: Esiste una chiara componente ereditaria. Molti pazienti riferiscono una storia familiare di numerose cheratosi seborroiche, suggerendo che la tendenza a sviluppare queste lesioni possa essere trasmessa geneticamente.
- Esposizione Solare: Sebbene le cheratosi seborroiche possano comparire anche in aree protette dal sole, la loro prevalenza è significativamente maggiore nelle zone foto-esposte come il viso e il dorso delle mani. Le radiazioni ultraviolette (UV) potrebbero agire come stimolo per la proliferazione dei cheratinociti.
- Mutazioni Genetiche: Studi molecolari hanno evidenziato mutazioni frequenti nel gene FGFR3 (Fibroblast Growth Factor Receptor 3) e nel gene PIK3CA in una vasta percentuale di lesioni. Queste mutazioni stimolano le vie di segnalazione cellulare che promuovono la crescita dei tessuti.
- Attrito Cutaneo: È stato osservato che le lesioni tendono a svilupparsi frequentemente nelle pieghe cutanee o in aree soggette a sfregamento costante, suggerendo che l'irritazione meccanica possa giocare un ruolo favorente.
È importante sottolineare che la cheratosi seborroica non è contagiosa e non è causata da virus, batteri o funghi. Non è legata all'igiene personale né a particolari regimi alimentari.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La cheratosi seborroica si manifesta con lesioni che evolvono lentamente nel tempo. Inizialmente, possono apparire come piccole macchie piatte, di colore marrone chiaro o giallastro, simili a lentiggini. Con il tempo, queste macchie tendono a ispessirsi e ad assumere il tipico aspetto rilevato.
Le caratteristiche principali includono:
- Aspetto Visivo: Le lesioni sembrano appoggiate sulla pelle, quasi come se fossero state modellate con la cera o il fango e poi incollate. I bordi sono solitamente ben definiti.
- Colore: La gamma cromatica è ampia, spaziando dal color carne al giallo, marrone chiaro, marrone scuro e talvolta nero pece. La pigmentazione può essere uniforme o variegata.
- Consistenza: La superficie può essere cerosa e liscia, oppure secca, ruvida e friabile. In quest'ultimo caso, piccoli frammenti della lesione possono staccarsi se grattati.
Sebbene siano asintomatiche nella maggior parte dei casi, possono presentarsi i seguenti sintomi:
- Prurito: È il sintomo più comune. Molti pazienti avvertono la necessità di grattare la lesione, il che può portare a complicazioni secondarie.
- Irritazione cutanea: le lesioni possono infiammarsi a causa dello sfregamento con i vestiti o con i gioielli.
- Sanguinamento: se la cheratosi viene accidentalmente urtata, grattata o rimossa parzialmente, può sanguinare facilmente.
- Infiammazione: una lesione irritata può apparire gonfia e arrossata.
- Eritema: la pelle circostante può presentare un alone di arrossamento se la lesione è soggetta a trauma continuo.
- Dolore: sebbene raro, un dolore localizzato può insorgere se la cheratosi subisce una torsione o un'infezione batterica secondaria.
- Crosta: in seguito a irritazione o sanguinamento, sulla superficie può formarsi una crosticina scura.
- Iperpigmentazione: la lesione può scurirsi notevolmente nel tempo, destando preoccupazione nel paziente per la somiglianza con lesioni maligne.
- Desquamazione: la superficie può produrre scaglie cornee che si distaccano periodicamente.
- Edema: in caso di forte irritazione (la cosiddetta "cheratosi seborroica irritata"), può verificarsi un lieve gonfiore della base della lesione.
Un fenomeno clinico raro ma rilevante è il segno di Leser-Trélat, caratterizzato dalla comparsa improvvisa ed esplosiva di numerose cheratosi seborroiche pruriginose. Questo segno può talvolta essere associato a una neoplasia interna (sindrome paraneoplastica) e richiede un approfondimento medico immediato.
Diagnosi
La diagnosi di cheratosi seborroica è prevalentemente clinica e viene effettuata da un dermatologo esperto attraverso l'ispezione visiva. Grazie alle caratteristiche morfologiche peculiari, il medico è spesso in grado di identificarle a occhio nudo.
Gli strumenti e le procedure diagnostiche includono:
- Dermatoscopia (Epiluminescenza): È l'esame fondamentale. Utilizzando un dermatoscopio (una lente illuminata ad alta risoluzione), il medico può osservare strutture invisibili a occhio nudo, come le "pseudocisti cornee" (piccoli punti bianchi simili a grani di miglio) e gli "sbocchi simil-comedonici" (piccole depressioni scure). Questi segni sono patognomonici della cheratosi seborroica e permettono di distinguerla con elevata precisione dal melanoma.
- Diagnosi Differenziale: È cruciale distinguere la cheratosi seborroica da altre condizioni, tra cui:
- Cheratosi attinica: lesione precancerosa causata dal sole, solitamente più ruvida e meno delimitata.
- Carcinoma basocellulare: un tumore cutaneo maligno che può talvolta simulare una cheratosi pigmentata.
- Carcinoma squamocellulare: un altro tumore maligno che può presentarsi con croste e ipercheratosi.
- Verruca volgare: causata dal virus HPV, presenta una struttura vascolare differente.
- Biopsia Cutanea: Se dopo la dermatoscopia sussistono dubbi diagnostici, il medico può decidere di asportare la lesione (o una parte di essa) per sottoporla a esame istologico. Questo è l'unico modo per avere la certezza assoluta della natura benigna della formazione.
Trattamento e Terapie
Essendo lesioni benigne, le cheratosi seborroiche non richiedono obbligatoriamente un trattamento medico, a meno che non causino sintomi fastidiosi o rappresentino un problema estetico significativo per il paziente. Tuttavia, una volta rimosse, non tendono a recidivare nello stesso punto, sebbene nuove lesioni possano comparire altrove.
Le opzioni terapeutiche più comuni includono:
- Crioterapia con Azoto Liquido: È il metodo più diffuso. L'azoto liquido viene applicato sulla lesione per congelarla. Il freddo estremo distrugge i cheratinociti in eccesso. Dopo il trattamento, si forma una piccola bolla o una crosta che cade in 7-10 giorni, lasciando una pelle nuova e solitamente più chiara.
- Curettage e Diatermocoagulazione: La lesione viene rimossa "grattandola" via con uno strumento tagliente a forma di cucchiaio (curette) dopo un'anestesia locale. Spesso si associa l'uso del bisturi elettrico (elettrocauterio) per fermare il sanguinamento e rifinire i bordi.
- Laser Terapia: L'utilizzo di laser ablativi (come il laser a CO2 o il laser Er:YAG) permette una rimozione molto precisa e controllata, con ottimi risultati estetici e tempi di guarigione rapidi.
- Shave Excision (Asportazione tangenziale): Il dermatologo utilizza una lama sottile per tagliare la lesione a livello della superficie cutanea. Il tessuto rimosso può essere inviato in laboratorio per l'esame istologico.
- Trattamenti Topici: Esistono soluzioni a base di acido citrico o perossido di idrogeno ad alta concentrazione (40%) approvate per l'uso professionale, che possono "sciogliere" gradualmente la lesione, sebbene siano meno comuni delle tecniche fisiche.
È fortemente sconsigliato tentare di rimuovere le cheratosi seborroiche autonomamente a casa (ad esempio grattandole o usando prodotti da banco per le verruche virali), poiché ciò può causare infezioni, cicatrici permanenti o, peggio, ritardare la diagnosi di un tumore maligno scambiato erroneamente per una cheratosi.
Prognosi e Decorso
La prognosi per la cheratosi seborroica è eccellente. Trattandosi di una condizione benigna, non vi è alcun rischio di trasformazione maligna intrinseca. Una cheratosi seborroica rimarrà tale per tutta la vita, a meno che non venga rimossa o subisca un trauma.
Il decorso naturale prevede un aumento graduale del numero e delle dimensioni delle lesioni con l'avanzare dell'età. Alcune lesioni possono diventare molto grandi (diversi centimetri di diametro) o molto spesse, ma questo non indica una pericolosità maggiore. Una volta rimosse con successo, la guarigione della pelle è solitamente completa. In alcuni casi, può residuare una zona di ipopigmentazione (macchia chiara) o iperpigmentazione post-infiammatoria, specialmente nei soggetti con carnagione scura o se l'area trattata viene esposta al sole troppo precocemente.
Prevenzione
Non esiste una strategia di prevenzione certa per la cheratosi seborroica, poiché la genetica e l'invecchiamento sono i fattori determinanti principali. Tuttavia, è possibile adottare alcuni accorgimenti per gestire al meglio la condizione:
- Protezione Solare: Sebbene il legame non sia assoluto, limitare l'esposizione ai raggi UV mediante l'uso di filtri solari ad ampio spettro e indumenti protettivi può ridurre lo stimolo alla proliferazione dei cheratinociti e prevenire l'invecchiamento precoce della pelle.
- Evitare l'Irritazione Meccanica: Indossare abiti morbidi ed evitare lo sfregamento eccessivo in aree dove sono già presenti lesioni può prevenire l'infiammazione e il prurito.
- Auto-esame della Pelle: Monitorare regolarmente la propria pelle aiuta a notare la comparsa di nuove lesioni o cambiamenti in quelle esistenti. Conoscere la propria "mappa" dei nei e delle cheratosi è fondamentale per la salute dermatologica.
Quando Consultare un Medico
Sebbene la cheratosi seborroica sia innocua, è fondamentale consultare un dermatologo nelle seguenti situazioni:
- Cambiamenti Rapidi: Se una lesione cresce molto velocemente, cambia colore in modo non uniforme o i suoi bordi diventano irregolari.
- Sintomi Persistenti: Se la lesione causa prurito costante, dolore o continua a presentare sanguinamento dopo minimi traumi.
- Infiammazione: Se l'area appare colpita da infiammazione acuta, con gonfiore e arrossamento diffuso.
- Dubbio Diagnostico: Se non si è certi che una macchia scura sia una cheratosi o un neo. La distinzione tra una cheratosi seborroica scura e un melanoma può essere difficile anche per un occhio esperto senza l'ausilio del dermatoscopio.
- Comparsa Improvvisa: Se si nota la comparsa di decine di nuove lesioni in un brevissimo periodo di tempo (sospetto segno di Leser-Trélat).
Una visita dermatologica annuale per il controllo dei nei è la migliore strategia per gestire le cheratosi seborroiche in totale sicurezza e tranquillità.
Cheratosi seborroica
Definizione
La cheratosi seborroica è una delle neoformazioni cutanee benigne più comuni nell'adulto e nella popolazione anziana. Si presenta come una crescita epidermica non cancerosa, caratterizzata da un aspetto tipicamente "incollato" sulla pelle, con una superficie che può variare da liscia e cerosa a rugosa e ipercheratosica. Sebbene il nome possa suggerire un legame con le ghiandole sebacee o con la seborrea, queste lesioni derivano in realtà dai cheratinociti, le cellule principali dell'epidermide, e non hanno alcuna correlazione funzionale con la produzione di sebo.
Dal punto di vista clinico, la cheratosi seborroica è nota anche con termini meno scientifici come "verruca senile" o "verruca seborroica", sebbene non sia causata da un'infezione virale come le comuni verruche. Queste lesioni possono comparire singolarmente, ma più frequentemente si manifestano in gruppi numerosi, interessando principalmente il tronco, il volto, il cuoio capelluto e le estremità. Nonostante la loro natura benigna, la loro importanza clinica risiede principalmente nella necessità di distinguerle da patologie maligne, come il melanoma, e nel disagio estetico o fisico che possono arrecare al paziente.
L'incidenza della cheratosi seborroica aumenta progressivamente con l'età. Si stima che la stragrande maggioranza degli individui di età superiore ai 50 anni presenti almeno una di queste lesioni. Non vi è una predilezione di sesso, colpendo in egual misura uomini e donne, e sebbene siano più comuni nei fototipi chiari, possono manifestarsi in individui di tutte le etnie, assumendo talvolta caratteristiche morfologiche peculiari (come la dermatosi papulosa nigra nei soggetti con pelle scura).
Cause e Fattori di Rischio
L'eziologia esatta della cheratosi seborroica non è ancora stata completamente chiarita, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che contribuiscono alla sua insorgenza. Il fattore predominante è senza dubbio l'invecchiamento cutaneo. Con il passare degli anni, i cheratinociti possono accumulare mutazioni genetiche somatiche che portano a una proliferazione cellulare localizzata e incontrollata, ma non invasiva.
Tra i fattori di rischio principali troviamo:
- Predisposizione Genetica: Esiste una chiara componente ereditaria. Molti pazienti riferiscono una storia familiare di numerose cheratosi seborroiche, suggerendo che la tendenza a sviluppare queste lesioni possa essere trasmessa geneticamente.
- Esposizione Solare: Sebbene le cheratosi seborroiche possano comparire anche in aree protette dal sole, la loro prevalenza è significativamente maggiore nelle zone foto-esposte come il viso e il dorso delle mani. Le radiazioni ultraviolette (UV) potrebbero agire come stimolo per la proliferazione dei cheratinociti.
- Mutazioni Genetiche: Studi molecolari hanno evidenziato mutazioni frequenti nel gene FGFR3 (Fibroblast Growth Factor Receptor 3) e nel gene PIK3CA in una vasta percentuale di lesioni. Queste mutazioni stimolano le vie di segnalazione cellulare che promuovono la crescita dei tessuti.
- Attrito Cutaneo: È stato osservato che le lesioni tendono a svilupparsi frequentemente nelle pieghe cutanee o in aree soggette a sfregamento costante, suggerendo che l'irritazione meccanica possa giocare un ruolo favorente.
È importante sottolineare che la cheratosi seborroica non è contagiosa e non è causata da virus, batteri o funghi. Non è legata all'igiene personale né a particolari regimi alimentari.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La cheratosi seborroica si manifesta con lesioni che evolvono lentamente nel tempo. Inizialmente, possono apparire come piccole macchie piatte, di colore marrone chiaro o giallastro, simili a lentiggini. Con il tempo, queste macchie tendono a ispessirsi e ad assumere il tipico aspetto rilevato.
Le caratteristiche principali includono:
- Aspetto Visivo: Le lesioni sembrano appoggiate sulla pelle, quasi come se fossero state modellate con la cera o il fango e poi incollate. I bordi sono solitamente ben definiti.
- Colore: La gamma cromatica è ampia, spaziando dal color carne al giallo, marrone chiaro, marrone scuro e talvolta nero pece. La pigmentazione può essere uniforme o variegata.
- Consistenza: La superficie può essere cerosa e liscia, oppure secca, ruvida e friabile. In quest'ultimo caso, piccoli frammenti della lesione possono staccarsi se grattati.
Sebbene siano asintomatiche nella maggior parte dei casi, possono presentarsi i seguenti sintomi:
- Prurito: È il sintomo più comune. Molti pazienti avvertono la necessità di grattare la lesione, il che può portare a complicazioni secondarie.
- Irritazione cutanea: le lesioni possono infiammarsi a causa dello sfregamento con i vestiti o con i gioielli.
- Sanguinamento: se la cheratosi viene accidentalmente urtata, grattata o rimossa parzialmente, può sanguinare facilmente.
- Infiammazione: una lesione irritata può apparire gonfia e arrossata.
- Eritema: la pelle circostante può presentare un alone di arrossamento se la lesione è soggetta a trauma continuo.
- Dolore: sebbene raro, un dolore localizzato può insorgere se la cheratosi subisce una torsione o un'infezione batterica secondaria.
- Crosta: in seguito a irritazione o sanguinamento, sulla superficie può formarsi una crosticina scura.
- Iperpigmentazione: la lesione può scurirsi notevolmente nel tempo, destando preoccupazione nel paziente per la somiglianza con lesioni maligne.
- Desquamazione: la superficie può produrre scaglie cornee che si distaccano periodicamente.
- Edema: in caso di forte irritazione (la cosiddetta "cheratosi seborroica irritata"), può verificarsi un lieve gonfiore della base della lesione.
Un fenomeno clinico raro ma rilevante è il segno di Leser-Trélat, caratterizzato dalla comparsa improvvisa ed esplosiva di numerose cheratosi seborroiche pruriginose. Questo segno può talvolta essere associato a una neoplasia interna (sindrome paraneoplastica) e richiede un approfondimento medico immediato.
Diagnosi
La diagnosi di cheratosi seborroica è prevalentemente clinica e viene effettuata da un dermatologo esperto attraverso l'ispezione visiva. Grazie alle caratteristiche morfologiche peculiari, il medico è spesso in grado di identificarle a occhio nudo.
Gli strumenti e le procedure diagnostiche includono:
- Dermatoscopia (Epiluminescenza): È l'esame fondamentale. Utilizzando un dermatoscopio (una lente illuminata ad alta risoluzione), il medico può osservare strutture invisibili a occhio nudo, come le "pseudocisti cornee" (piccoli punti bianchi simili a grani di miglio) e gli "sbocchi simil-comedonici" (piccole depressioni scure). Questi segni sono patognomonici della cheratosi seborroica e permettono di distinguerla con elevata precisione dal melanoma.
- Diagnosi Differenziale: È cruciale distinguere la cheratosi seborroica da altre condizioni, tra cui:
- Cheratosi attinica: lesione precancerosa causata dal sole, solitamente più ruvida e meno delimitata.
- Carcinoma basocellulare: un tumore cutaneo maligno che può talvolta simulare una cheratosi pigmentata.
- Carcinoma squamocellulare: un altro tumore maligno che può presentarsi con croste e ipercheratosi.
- Verruca volgare: causata dal virus HPV, presenta una struttura vascolare differente.
- Biopsia Cutanea: Se dopo la dermatoscopia sussistono dubbi diagnostici, il medico può decidere di asportare la lesione (o una parte di essa) per sottoporla a esame istologico. Questo è l'unico modo per avere la certezza assoluta della natura benigna della formazione.
Trattamento e Terapie
Essendo lesioni benigne, le cheratosi seborroiche non richiedono obbligatoriamente un trattamento medico, a meno che non causino sintomi fastidiosi o rappresentino un problema estetico significativo per il paziente. Tuttavia, una volta rimosse, non tendono a recidivare nello stesso punto, sebbene nuove lesioni possano comparire altrove.
Le opzioni terapeutiche più comuni includono:
- Crioterapia con Azoto Liquido: È il metodo più diffuso. L'azoto liquido viene applicato sulla lesione per congelarla. Il freddo estremo distrugge i cheratinociti in eccesso. Dopo il trattamento, si forma una piccola bolla o una crosta che cade in 7-10 giorni, lasciando una pelle nuova e solitamente più chiara.
- Curettage e Diatermocoagulazione: La lesione viene rimossa "grattandola" via con uno strumento tagliente a forma di cucchiaio (curette) dopo un'anestesia locale. Spesso si associa l'uso del bisturi elettrico (elettrocauterio) per fermare il sanguinamento e rifinire i bordi.
- Laser Terapia: L'utilizzo di laser ablativi (come il laser a CO2 o il laser Er:YAG) permette una rimozione molto precisa e controllata, con ottimi risultati estetici e tempi di guarigione rapidi.
- Shave Excision (Asportazione tangenziale): Il dermatologo utilizza una lama sottile per tagliare la lesione a livello della superficie cutanea. Il tessuto rimosso può essere inviato in laboratorio per l'esame istologico.
- Trattamenti Topici: Esistono soluzioni a base di acido citrico o perossido di idrogeno ad alta concentrazione (40%) approvate per l'uso professionale, che possono "sciogliere" gradualmente la lesione, sebbene siano meno comuni delle tecniche fisiche.
È fortemente sconsigliato tentare di rimuovere le cheratosi seborroiche autonomamente a casa (ad esempio grattandole o usando prodotti da banco per le verruche virali), poiché ciò può causare infezioni, cicatrici permanenti o, peggio, ritardare la diagnosi di un tumore maligno scambiato erroneamente per una cheratosi.
Prognosi e Decorso
La prognosi per la cheratosi seborroica è eccellente. Trattandosi di una condizione benigna, non vi è alcun rischio di trasformazione maligna intrinseca. Una cheratosi seborroica rimarrà tale per tutta la vita, a meno che non venga rimossa o subisca un trauma.
Il decorso naturale prevede un aumento graduale del numero e delle dimensioni delle lesioni con l'avanzare dell'età. Alcune lesioni possono diventare molto grandi (diversi centimetri di diametro) o molto spesse, ma questo non indica una pericolosità maggiore. Una volta rimosse con successo, la guarigione della pelle è solitamente completa. In alcuni casi, può residuare una zona di ipopigmentazione (macchia chiara) o iperpigmentazione post-infiammatoria, specialmente nei soggetti con carnagione scura o se l'area trattata viene esposta al sole troppo precocemente.
Prevenzione
Non esiste una strategia di prevenzione certa per la cheratosi seborroica, poiché la genetica e l'invecchiamento sono i fattori determinanti principali. Tuttavia, è possibile adottare alcuni accorgimenti per gestire al meglio la condizione:
- Protezione Solare: Sebbene il legame non sia assoluto, limitare l'esposizione ai raggi UV mediante l'uso di filtri solari ad ampio spettro e indumenti protettivi può ridurre lo stimolo alla proliferazione dei cheratinociti e prevenire l'invecchiamento precoce della pelle.
- Evitare l'Irritazione Meccanica: Indossare abiti morbidi ed evitare lo sfregamento eccessivo in aree dove sono già presenti lesioni può prevenire l'infiammazione e il prurito.
- Auto-esame della Pelle: Monitorare regolarmente la propria pelle aiuta a notare la comparsa di nuove lesioni o cambiamenti in quelle esistenti. Conoscere la propria "mappa" dei nei e delle cheratosi è fondamentale per la salute dermatologica.
Quando Consultare un Medico
Sebbene la cheratosi seborroica sia innocua, è fondamentale consultare un dermatologo nelle seguenti situazioni:
- Cambiamenti Rapidi: Se una lesione cresce molto velocemente, cambia colore in modo non uniforme o i suoi bordi diventano irregolari.
- Sintomi Persistenti: Se la lesione causa prurito costante, dolore o continua a presentare sanguinamento dopo minimi traumi.
- Infiammazione: Se l'area appare colpita da infiammazione acuta, con gonfiore e arrossamento diffuso.
- Dubbio Diagnostico: Se non si è certi che una macchia scura sia una cheratosi o un neo. La distinzione tra una cheratosi seborroica scura e un melanoma può essere difficile anche per un occhio esperto senza l'ausilio del dermatoscopio.
- Comparsa Improvvisa: Se si nota la comparsa di decine di nuove lesioni in un brevissimo periodo di tempo (sospetto segno di Leser-Trélat).
Una visita dermatologica annuale per il controllo dei nei è la migliore strategia per gestire le cheratosi seborroiche in totale sicurezza e tranquillità.


