Tumore dello stroma e dei cordoni sessuali, NAS

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Definizione

Il tumore dello stroma e dei cordoni sessuali, NAS (Non Altrimenti Specificato), rappresenta una categoria eterogenea di neoplasie rare che originano dalle componenti non germinali delle gonadi (ovaie nelle donne e testicoli negli uomini). A differenza dei più comuni tumori epiteliali, queste formazioni derivano dalle cellule che supportano e circondano i gameti, ovvero le cellule che formano i "cordoni sessuali" (come le cellule della granulosa e di Sertoli) e le cellule dello stroma gonadico (come le cellule della teca, di Leydig e i fibroblasti).

La dicitura "NAS" viene utilizzata quando le caratteristiche istologiche del tumore non permettono una classificazione univoca in uno dei sottotipi più definiti, oppure quando la neoplasia presenta caratteristiche miste. Sebbene siano rari — costituendo circa il 5-8% di tutti i tumori ovarici e meno del 5% di quelli testicolari — la loro importanza clinica è notevole a causa della loro capacità di produrre ormoni sessuali (estrogeni, androgeni e talvolta corticosteroidi), che possono causare quadri clinici molto specifici e precoci.

Questi tumori possono manifestarsi a qualsiasi età, dall'infanzia alla post-menopausa, e presentano un comportamento biologico variabile: molti sono benigni o a bassa malignità (borderline), ma una quota significativa può avere un decorso maligno con tendenza alla recidiva anche a distanza di molti anni dalla diagnosi iniziale.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte del tumore dello stroma e dei cordoni sessuali non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori genetici e molecolari coinvolti nello sviluppo di queste patologie. A differenza dei tumori epiteliali, non sembrano esserci forti correlazioni con fattori ambientali o stili di vita specifici.

  • Mutazioni Genetiche: Una delle scoperte più rilevanti riguarda la mutazione del gene FOXL2 (specificamente la mutazione 402C>G), riscontrata nella stragrande maggioranza dei tumori a cellule della granulosa di tipo adulto. Altre mutazioni coinvolgono il gene DICER1, spesso associato ai tumori di Sertoli-Leydig, specialmente nelle forme familiari.
  • Sindromi Genetiche Ereditarie: Esistono alcune condizioni rare che aumentano il rischio di sviluppare questi tumori. La sindrome di Peutz-Jeghers (caratterizzata da poliposi intestinale e macchie cutanee) è fortemente associata al tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari (SCTAT). Anche la sindrome di Ollier e la sindrome di Maffucci (patologie ossee) possono mostrare un'associazione con queste neoplasie.
  • Squilibri Ormonali: Sebbene non sia chiaro se l'eccesso di ormoni sia una causa o solo una conseguenza, l'iperstimolazione delle gonadi da parte delle gonadotropine è stata studiata come possibile fattore favorente.
  • Età: Il picco di incidenza varia a seconda del sottotipo; ad esempio, i tumori a cellule della granulosa hanno un picco intorno ai 50-54 anni, mentre i tumori di Sertoli-Leydig sono più comuni nelle giovani donne tra i 20 e i 30 anni.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi del tumore dello stroma e dei cordoni sessuali sono spesso legati alla produzione ormonale o all'effetto massa della neoplasia stessa. La precocità dei sintomi ormonali permette talvolta una diagnosi più tempestiva rispetto ad altri tumori ginecologici.

Manifestazioni Ormonali (Sintomi Endocrini)

Molti di questi tumori sono definiti "funzionanti". A seconda dell'ormone prodotto, si possono osservare:

  • Iperestrogenismo (Eccesso di Estrogeni): Comune nei tumori a cellule della granulosa e nei tecomi. Nelle bambine può causare pubertà precoce, con sviluppo del seno e comparsa del menarca. Nelle donne in età fertile può portare a perdite ematiche vaginali anomale o mestruazioni eccessivamente abbondanti. Nelle donne in post-menopausa, il sintomo tipico è il sanguinamento vaginale uterino, spesso associato a iperplasia dell'endometrio. Si può avvertire anche una marcata tensione mammaria.
  • Iperandrogenismo (Eccesso di Androgeni): Tipico dei tumori di Sertoli-Leydig. I sintomi includono la virilizzazione, caratterizzata da eccessiva crescita di peli sul viso e sul corpo, perdita di capelli di tipo maschile, abbassamento della voce (voce più profonda) e ingrossamento della clitoride. Spesso si verifica un'improvvisa assenza di mestruazioni.
  • Negli uomini: La produzione di estrogeni da parte di un tumore testicolare può causare ingrossamento del seno maschile e calo della libido.

Manifestazioni Meccaniche (Effetto Massa)

Indipendentemente dalla produzione ormonale, la crescita del tumore può causare:

  • Dolore addominale o pelvico, spesso sordo ma che può diventare acuto in caso di torsione della massa.
  • Gonfiore addominale o distensione addominale.
  • Presenza di una massa palpabile a livello dell'addome inferiore o dello scroto.
  • Senso di pienezza precoce durante i pasti.
  • Bisogno frequente di urinare dovuto alla pressione sulla vescica.
  • In rari casi, si può sviluppare accumulo di liquido nell'addome, talvolta associato a versamento pleurico (configurando la sindrome di Meigs, tipica dei fibromi ovarici).

Sintomi sistemici come astenia (stanchezza cronica) e perdita di peso sono meno comuni e solitamente associati a stadi avanzati.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo (visita ginecologica o urologica). Data la rarità della patologia, è fondamentale rivolgersi a centri specializzati.

  1. Esami di Imaging:
    • Ecografia (Transvaginale o Scrotale): È l'esame di primo livello. Permette di identificare la presenza di una massa, valutarne le dimensioni e la vascolarizzazione.
    • Tomografia Computerizzata (TC) e Risonanza Magnetica (RM): Sono essenziali per definire meglio l'estensione del tumore, il coinvolgimento dei linfonodi e la presenza di eventuali metastasi a distanza.
  2. Marcatori Tumorali e Dosaggi Ormonali:
    • Inibina B e Ormone Anti-Mülleriano (AMH): Sono i marcatori più sensibili e specifici per i tumori a cellule della granulosa. Livelli elevati sono indicativi della malattia e sono utilissimi per il monitoraggio post-operatorio.
    • Testosterone e Androstenedione: Dosati se si sospetta un tumore virilizzante.
    • Estradiolo: Utile nei casi di sospetto iperestrogenismo.
    • CA-125: Sebbene meno specifico rispetto ai tumori epiteliali, può essere elevato in alcuni casi.
  3. Esame Istologico: La diagnosi definitiva avviene esclusivamente tramite l'analisi al microscopio del tessuto asportato chirurgicamente. L'immunoistochimica (ricerca di proteine specifiche come la calretinina o l'inibina sulle cellule) è fondamentale per distinguere questi tumori da altre neoplasie.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento del tumore dello stroma e dei cordoni sessuali è prevalentemente chirurgico, ma l'approccio varia significativamente in base all'età del paziente, allo stadio della malattia e al desiderio di preservare la fertilità.

Chirurgia

È il pilastro della terapia. Nelle donne in post-menopausa o con malattia avanzata, l'intervento standard prevede l'isterectomia totale con annessiectomia bilaterale (asportazione di utero, tube e ovaie) e la stadiazione chirurgica completa. Nelle pazienti giovani che desiderano gravidanze, se il tumore è confinato a un solo ovaio (Stadio IA), è possibile eseguire una chirurgia conservativa asportando solo l'ovaio colpito (annessiectomia monolaterale), previo accurato campionamento bioptico. Negli uomini, il trattamento d'elezione è l'orchiectomia radicale inguinale.

Chemioterapia

Viene riservata ai casi ad alto rischio, agli stadi avanzati o alle recidive. Il protocollo più utilizzato è lo schema BEP (Bleomicina, Etoposide e Cisplatino), mutuato dal trattamento dei tumori germinali. In alternativa, si possono utilizzare combinazioni di Carboplatino e Paclitaxel.

Terapia Ormonale

Poiché questi tumori possiedono spesso recettori ormonali, in caso di recidive che non rispondono alla chemioterapia si possono utilizzare farmaci come gli inibitori dell'aromatasi, i progestinici o gli agonisti del GnRH, con l'obiettivo di bloccare lo stimolo alla crescita tumorale.

Radioterapia

Ha un ruolo molto limitato e viene utilizzata raramente, principalmente a scopo palliativo per il controllo del dolore in specifiche sedi metastatiche.

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Prognosi e Decorso

In generale, la prognosi per i tumori dello stroma e dei cordoni sessuali è favorevole, specialmente se confrontata con i carcinomi ovarici epiteliali. La maggior parte dei pazienti riceve una diagnosi allo Stadio I (tumore limitato alla gonade), con tassi di sopravvivenza a 5 anni che superano il 90%.

Tuttavia, una caratteristica peculiare di questi tumori (specialmente del tipo a cellule della granulosa) è la tendenza a dare recidive tardive. Non è raro che la malattia si ripresenti dopo 10, 15 o addirittura 20 anni dall'intervento iniziale. Per questo motivo, il follow-up deve essere estremamente prolungato, potenzialmente per tutta la vita, includendo visite periodiche e il monitoraggio dei marcatori (Inibina B).

I fattori che influenzano negativamente la prognosi includono lo stadio avanzato alla diagnosi, l'età avanzata, la rottura della capsula tumorale durante l'intervento e un elevato indice mitotico (velocità di divisione delle cellule).

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Prevenzione

Attualmente non esistono strategie di prevenzione primaria efficaci per il tumore dello stroma e dei cordoni sessuali, poiché non sono stati identificati fattori di rischio modificabili legati all'ambiente o alla dieta.

La prevenzione secondaria si basa sulla diagnosi precoce. Per le persone con una storia familiare di sindromi genetiche note (come la sindrome di Peutz-Jeghers o mutazioni di DICER1), è consigliato un programma di screening ecografico periodico e una consulenza genetica. Per la popolazione generale, la migliore forma di prevenzione è prestare attenzione ai segnali del proprio corpo, in particolare alle alterazioni del ciclo mestruale o alla comparsa di segni di virilizzazione/femminilizzazione anomali.

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Quando Consultare un Medico

È opportuno programmare una visita medica specialistica (ginecologica o urologica) in presenza dei seguenti segnali:

  • Comparsa di sanguinamento vaginale dopo la menopausa.
  • Irregolarità mestruali persistenti e inspiegabili (amenorrea o emorragie).
  • Sviluppo di caratteri sessuali secondari prima degli 8-9 anni nelle bambine.
  • Crescita improvvisa di peli sul viso o sul corpo associata a perdita di capelli.
  • Percezione di una massa o di un gonfiore a livello dell'addome o dello scroto.
  • Aumento del volume del seno negli uomini.
  • Dolore pelvico cronico o senso di pesantezza addominale che non scompare.

Sebbene questi sintomi possano essere causati da molte condizioni benigne, una valutazione tempestiva è fondamentale per escludere una neoplasia e iniziare, se necessario, il trattamento più appropriato.

Tumore dello stroma e dei cordoni sessuali, NAS

Definizione

Il tumore dello stroma e dei cordoni sessuali, NAS (Non Altrimenti Specificato), rappresenta una categoria eterogenea di neoplasie rare che originano dalle componenti non germinali delle gonadi (ovaie nelle donne e testicoli negli uomini). A differenza dei più comuni tumori epiteliali, queste formazioni derivano dalle cellule che supportano e circondano i gameti, ovvero le cellule che formano i "cordoni sessuali" (come le cellule della granulosa e di Sertoli) e le cellule dello stroma gonadico (come le cellule della teca, di Leydig e i fibroblasti).

La dicitura "NAS" viene utilizzata quando le caratteristiche istologiche del tumore non permettono una classificazione univoca in uno dei sottotipi più definiti, oppure quando la neoplasia presenta caratteristiche miste. Sebbene siano rari — costituendo circa il 5-8% di tutti i tumori ovarici e meno del 5% di quelli testicolari — la loro importanza clinica è notevole a causa della loro capacità di produrre ormoni sessuali (estrogeni, androgeni e talvolta corticosteroidi), che possono causare quadri clinici molto specifici e precoci.

Questi tumori possono manifestarsi a qualsiasi età, dall'infanzia alla post-menopausa, e presentano un comportamento biologico variabile: molti sono benigni o a bassa malignità (borderline), ma una quota significativa può avere un decorso maligno con tendenza alla recidiva anche a distanza di molti anni dalla diagnosi iniziale.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte del tumore dello stroma e dei cordoni sessuali non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori genetici e molecolari coinvolti nello sviluppo di queste patologie. A differenza dei tumori epiteliali, non sembrano esserci forti correlazioni con fattori ambientali o stili di vita specifici.

  • Mutazioni Genetiche: Una delle scoperte più rilevanti riguarda la mutazione del gene FOXL2 (specificamente la mutazione 402C>G), riscontrata nella stragrande maggioranza dei tumori a cellule della granulosa di tipo adulto. Altre mutazioni coinvolgono il gene DICER1, spesso associato ai tumori di Sertoli-Leydig, specialmente nelle forme familiari.
  • Sindromi Genetiche Ereditarie: Esistono alcune condizioni rare che aumentano il rischio di sviluppare questi tumori. La sindrome di Peutz-Jeghers (caratterizzata da poliposi intestinale e macchie cutanee) è fortemente associata al tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari (SCTAT). Anche la sindrome di Ollier e la sindrome di Maffucci (patologie ossee) possono mostrare un'associazione con queste neoplasie.
  • Squilibri Ormonali: Sebbene non sia chiaro se l'eccesso di ormoni sia una causa o solo una conseguenza, l'iperstimolazione delle gonadi da parte delle gonadotropine è stata studiata come possibile fattore favorente.
  • Età: Il picco di incidenza varia a seconda del sottotipo; ad esempio, i tumori a cellule della granulosa hanno un picco intorno ai 50-54 anni, mentre i tumori di Sertoli-Leydig sono più comuni nelle giovani donne tra i 20 e i 30 anni.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi del tumore dello stroma e dei cordoni sessuali sono spesso legati alla produzione ormonale o all'effetto massa della neoplasia stessa. La precocità dei sintomi ormonali permette talvolta una diagnosi più tempestiva rispetto ad altri tumori ginecologici.

Manifestazioni Ormonali (Sintomi Endocrini)

Molti di questi tumori sono definiti "funzionanti". A seconda dell'ormone prodotto, si possono osservare:

  • Iperestrogenismo (Eccesso di Estrogeni): Comune nei tumori a cellule della granulosa e nei tecomi. Nelle bambine può causare pubertà precoce, con sviluppo del seno e comparsa del menarca. Nelle donne in età fertile può portare a perdite ematiche vaginali anomale o mestruazioni eccessivamente abbondanti. Nelle donne in post-menopausa, il sintomo tipico è il sanguinamento vaginale uterino, spesso associato a iperplasia dell'endometrio. Si può avvertire anche una marcata tensione mammaria.
  • Iperandrogenismo (Eccesso di Androgeni): Tipico dei tumori di Sertoli-Leydig. I sintomi includono la virilizzazione, caratterizzata da eccessiva crescita di peli sul viso e sul corpo, perdita di capelli di tipo maschile, abbassamento della voce (voce più profonda) e ingrossamento della clitoride. Spesso si verifica un'improvvisa assenza di mestruazioni.
  • Negli uomini: La produzione di estrogeni da parte di un tumore testicolare può causare ingrossamento del seno maschile e calo della libido.

Manifestazioni Meccaniche (Effetto Massa)

Indipendentemente dalla produzione ormonale, la crescita del tumore può causare:

  • Dolore addominale o pelvico, spesso sordo ma che può diventare acuto in caso di torsione della massa.
  • Gonfiore addominale o distensione addominale.
  • Presenza di una massa palpabile a livello dell'addome inferiore o dello scroto.
  • Senso di pienezza precoce durante i pasti.
  • Bisogno frequente di urinare dovuto alla pressione sulla vescica.
  • In rari casi, si può sviluppare accumulo di liquido nell'addome, talvolta associato a versamento pleurico (configurando la sindrome di Meigs, tipica dei fibromi ovarici).

Sintomi sistemici come astenia (stanchezza cronica) e perdita di peso sono meno comuni e solitamente associati a stadi avanzati.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo (visita ginecologica o urologica). Data la rarità della patologia, è fondamentale rivolgersi a centri specializzati.

  1. Esami di Imaging:
    • Ecografia (Transvaginale o Scrotale): È l'esame di primo livello. Permette di identificare la presenza di una massa, valutarne le dimensioni e la vascolarizzazione.
    • Tomografia Computerizzata (TC) e Risonanza Magnetica (RM): Sono essenziali per definire meglio l'estensione del tumore, il coinvolgimento dei linfonodi e la presenza di eventuali metastasi a distanza.
  2. Marcatori Tumorali e Dosaggi Ormonali:
    • Inibina B e Ormone Anti-Mülleriano (AMH): Sono i marcatori più sensibili e specifici per i tumori a cellule della granulosa. Livelli elevati sono indicativi della malattia e sono utilissimi per il monitoraggio post-operatorio.
    • Testosterone e Androstenedione: Dosati se si sospetta un tumore virilizzante.
    • Estradiolo: Utile nei casi di sospetto iperestrogenismo.
    • CA-125: Sebbene meno specifico rispetto ai tumori epiteliali, può essere elevato in alcuni casi.
  3. Esame Istologico: La diagnosi definitiva avviene esclusivamente tramite l'analisi al microscopio del tessuto asportato chirurgicamente. L'immunoistochimica (ricerca di proteine specifiche come la calretinina o l'inibina sulle cellule) è fondamentale per distinguere questi tumori da altre neoplasie.

Trattamento e Terapie

Il trattamento del tumore dello stroma e dei cordoni sessuali è prevalentemente chirurgico, ma l'approccio varia significativamente in base all'età del paziente, allo stadio della malattia e al desiderio di preservare la fertilità.

Chirurgia

È il pilastro della terapia. Nelle donne in post-menopausa o con malattia avanzata, l'intervento standard prevede l'isterectomia totale con annessiectomia bilaterale (asportazione di utero, tube e ovaie) e la stadiazione chirurgica completa. Nelle pazienti giovani che desiderano gravidanze, se il tumore è confinato a un solo ovaio (Stadio IA), è possibile eseguire una chirurgia conservativa asportando solo l'ovaio colpito (annessiectomia monolaterale), previo accurato campionamento bioptico. Negli uomini, il trattamento d'elezione è l'orchiectomia radicale inguinale.

Chemioterapia

Viene riservata ai casi ad alto rischio, agli stadi avanzati o alle recidive. Il protocollo più utilizzato è lo schema BEP (Bleomicina, Etoposide e Cisplatino), mutuato dal trattamento dei tumori germinali. In alternativa, si possono utilizzare combinazioni di Carboplatino e Paclitaxel.

Terapia Ormonale

Poiché questi tumori possiedono spesso recettori ormonali, in caso di recidive che non rispondono alla chemioterapia si possono utilizzare farmaci come gli inibitori dell'aromatasi, i progestinici o gli agonisti del GnRH, con l'obiettivo di bloccare lo stimolo alla crescita tumorale.

Radioterapia

Ha un ruolo molto limitato e viene utilizzata raramente, principalmente a scopo palliativo per il controllo del dolore in specifiche sedi metastatiche.

Prognosi e Decorso

In generale, la prognosi per i tumori dello stroma e dei cordoni sessuali è favorevole, specialmente se confrontata con i carcinomi ovarici epiteliali. La maggior parte dei pazienti riceve una diagnosi allo Stadio I (tumore limitato alla gonade), con tassi di sopravvivenza a 5 anni che superano il 90%.

Tuttavia, una caratteristica peculiare di questi tumori (specialmente del tipo a cellule della granulosa) è la tendenza a dare recidive tardive. Non è raro che la malattia si ripresenti dopo 10, 15 o addirittura 20 anni dall'intervento iniziale. Per questo motivo, il follow-up deve essere estremamente prolungato, potenzialmente per tutta la vita, includendo visite periodiche e il monitoraggio dei marcatori (Inibina B).

I fattori che influenzano negativamente la prognosi includono lo stadio avanzato alla diagnosi, l'età avanzata, la rottura della capsula tumorale durante l'intervento e un elevato indice mitotico (velocità di divisione delle cellule).

Prevenzione

Attualmente non esistono strategie di prevenzione primaria efficaci per il tumore dello stroma e dei cordoni sessuali, poiché non sono stati identificati fattori di rischio modificabili legati all'ambiente o alla dieta.

La prevenzione secondaria si basa sulla diagnosi precoce. Per le persone con una storia familiare di sindromi genetiche note (come la sindrome di Peutz-Jeghers o mutazioni di DICER1), è consigliato un programma di screening ecografico periodico e una consulenza genetica. Per la popolazione generale, la migliore forma di prevenzione è prestare attenzione ai segnali del proprio corpo, in particolare alle alterazioni del ciclo mestruale o alla comparsa di segni di virilizzazione/femminilizzazione anomali.

Quando Consultare un Medico

È opportuno programmare una visita medica specialistica (ginecologica o urologica) in presenza dei seguenti segnali:

  • Comparsa di sanguinamento vaginale dopo la menopausa.
  • Irregolarità mestruali persistenti e inspiegabili (amenorrea o emorragie).
  • Sviluppo di caratteri sessuali secondari prima degli 8-9 anni nelle bambine.
  • Crescita improvvisa di peli sul viso o sul corpo associata a perdita di capelli.
  • Percezione di una massa o di un gonfiore a livello dell'addome o dello scroto.
  • Aumento del volume del seno negli uomini.
  • Dolore pelvico cronico o senso di pesantezza addominale che non scompare.

Sebbene questi sintomi possano essere causati da molte condizioni benigne, una valutazione tempestiva è fondamentale per escludere una neoplasia e iniziare, se necessario, il trattamento più appropriato.

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