Tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari (SCTAT)

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Definizione

Il tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari, noto anche con l'acronimo inglese SCTAT (Sex cord tumour with annular tubules), è una neoplasia ovarica estremamente rara e morfologicamente distintiva. Questa patologia appartiene al gruppo dei tumori dello stroma e dei cordoni sessuali, una categoria di neoplasie che originano dalle cellule che circondano le cellule germinali dell'ovaio (o del testicolo, sebbene la localizzazione ovarica sia di gran lunga la più frequente).

La caratteristica peculiare di questo tumore, che gli conferisce il nome, è la presenza di formazioni tubulari disposte ad anello (anulari) che circondano nuclei di materiale ialino. Dal punto di vista istologico, l'SCTAT presenta caratteristiche intermedie tra il tumore a cellule della granulosa e il tumore a cellule di Sertoli.

Esistono due varianti cliniche principali di questa malattia:

  1. Variante associata alla Sindrome di Peutz-Jeghers (PJS): In circa un terzo dei casi, il tumore si manifesta in pazienti affette da questa sindrome genetica. In questo contesto, i tumori sono solitamente piccoli, multipli, bilaterali (interessano entrambe le ovaie) e quasi sempre benigni.
  2. Variante sporadica: Nei restanti due terzi dei casi, il tumore compare in donne che non presentano la sindrome genetica. In questa forma, la massa tende a essere singola, di dimensioni maggiori e unilaterale, con un rischio di malignità che si attesta intorno al 20%.
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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte del tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca medica ha identificato una forte correlazione genetica per i casi associati alla Sindrome di Peutz-Jeghers.

Nella variante associata alla PJS, la causa risiede in una mutazione germinale del gene STK11 (noto anche come LKB1), situato sul cromosoma 19. Questo gene è un soppressore tumorale che regola la crescita cellulare e il metabolismo. Quando il gene è mutato, le cellule perdono il controllo sulla loro proliferazione, portando alla formazione di polipi gastrointestinali e vari tipi di tumori, tra cui l'SCTAT. Si stima che fino al 36% delle donne con PJS possa sviluppare questo specifico tumore ovarico nel corso della vita.

Per quanto riguarda la variante sporadica, non è stata ancora identificata una causa genetica o ambientale univoca. Non sembrano esserci legami diretti con l'esposizione a radiazioni, sostanze chimiche o stili di vita specifici, rendendo difficile la prevenzione primaria in assenza di una sindrome genetica nota. L'età è un fattore variabile: la forma associata alla PJS viene spesso diagnosticata in età giovanile (media 27 anni), mentre la forma sporadica tende a manifestarsi in donne in età fertile o leggermente più avanzata (media 34-40 anni).

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi del tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari sono strettamente legati alla capacità delle cellule tumorali di produrre ormoni sessuali, in particolare estrogeni e, meno frequentemente, progesterone.

Nelle bambine e nelle giovani adolescenti, l'eccessiva produzione di estrogeni può causare una pubertà precoce, caratterizzata dalla comparsa anticipata dei caratteri sessuali secondari e da sanguinamenti vaginali anomali.

Nelle donne in età fertile, i sintomi più comuni includono:

  • Irregolarità del ciclo mestruale, come cicli troppo frequenti o eccessivamente abbondanti.
  • Perdite ematiche fuori dal ciclo (spotting o emorragie intermestruali).
  • Assenza di mestruazioni in alcuni casi, dovuta allo squilibrio ormonale.
  • Dolore pelvico cronico o acuto, spesso causato dalla pressione della massa sugli organi adiacenti.
  • Gonfiore o distensione addominale, particolarmente evidente nelle forme sporadiche dove il tumore può raggiungere dimensioni considerevoli.

Nelle donne in post-menopausa, il sintomo cardine è il sanguinamento vaginale post-menopausale, che richiede sempre un'indagine immediata poiché l'iperestrogenismo può indurre una iperplasia dell'endometrio o, raramente, un carcinoma endometriale.

In rari casi, il tumore può produrre ormoni androgeni, portando a segni di virilizzazione, come la crescita eccessiva di peli (irsutismo) o l'abbassamento del tono della voce. Se il tumore diventa maligno e si diffonde, possono comparire accumulo di liquido nell'addome e una massa palpabile durante l'esame fisico.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'SCTAT inizia solitamente con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo ginecologico. Data la rarità della patologia, la diagnosi pre-operatoria può essere complessa.

  1. Esami di Imaging:

    • Ecografia pelvica transvaginale: È l'esame di primo livello. Permette di visualizzare la presenza di masse ovariche, valutarne la struttura (solida o cistica) e misurare lo spessore dell'endometrio (per verificare l'effetto degli estrogeni).
    • Risonanza Magnetica (RM) o TC addome-pelvi: Forniscono dettagli maggiori sull'estensione del tumore, sul coinvolgimento di entrambi i lati e sulla presenza di eventuali metastasi linfonodali o a distanza.
  2. Esami di Laboratorio:

    • Dosaggi ormonali: Livelli elevati di estrogeni nel sangue possono suggerire la presenza di un tumore secernente.
    • Marcatori tumorali: L'inibina (specialmente l'inibina B) è spesso elevata in questi tumori e può essere utilizzata sia per la diagnosi che per il monitoraggio post-operatorio. Altri marcatori come il CA-125 possono essere testati, sebbene siano meno specifici per l'SCTAT.
  3. Esame Istopatologico: La diagnosi definitiva si ottiene solo tramite l'analisi al microscopio del tessuto rimosso chirurgicamente. Il patologo cercherà i caratteristici tubuli anulari e utilizzerà l'immunoistochimica (positività per calretinina, inibina e WT1) per confermare l'origine dai cordoni sessuali e differenziarlo da altri tumori ovarici.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento d'elezione per il tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari è la chirurgia. La strategia chirurgica dipende strettamente dall'età della paziente, dal desiderio di preservare la fertilità e dall'associazione con la Sindrome di Peutz-Jeghers.

  • Pazienti giovani con desiderio di prole: Se il tumore è confinato a un solo ovaio (tipico della forma sporadica), si procede con una salpingo-ovariectomia unilaterale (rimozione di un ovaio e della relativa tuba). Nelle pazienti con PJS, dato che i tumori sono spesso piccoli e benigni, si può optare per una chirurgia conservativa (cistectomia ovarica) per preservare quanto più tessuto ovarico sano possibile.
  • Pazienti in età avanzata o con tumore maligno: In questi casi, l'intervento standard prevede l'isterectomia totale (rimozione dell'utero) associata alla salpingo-ovariectomia bilaterale. Se vi è sospetto di malignità, si esegue anche la stadiazione chirurgica completa, che include il campionamento dei linfonodi e dell'omento.

La chemioterapia non è indicata per i casi benigni o confinati all'ovaio. Tuttavia, per le forme sporadiche maligne che presentano metastasi o recidive, possono essere utilizzati schemi chemioterapici simili a quelli per il tumore della granulosa (ad esempio, il protocollo BEP: bleomicina, etoposide e cisplatino).

La radioterapia ha un ruolo molto limitato e viene considerata solo in casi selezionati di recidive localizzate non operabili.

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Prognosi e Decorso

La prognosi dell'SCTAT è generalmente eccellente, ma differisce significativamente tra le due varianti:

  • Variante associata a PJS: Il decorso è quasi sempre benigno. I tumori tendono a rimanere piccoli e non si diffondono. Tuttavia, queste pazienti richiedono un monitoraggio costante per il rischio di sviluppare altre neoplasie legate alla sindrome (come il tumore del collo dell'utero o tumori gastrointestinali).
  • Variante sporadica: Sebbene la maggior parte dei casi sia benigna, circa il 20% mostra un comportamento maligno. La malignità si manifesta con la diffusione linfatica o peritoneale. In questi casi, il decorso può essere più aggressivo, con una tendenza a recidive tardive (anche dopo molti anni dall'intervento).

Il follow-up a lungo termine è fondamentale per tutte le pazienti e prevede visite ginecologiche regolari, ecografie e il monitoraggio dei livelli di inibina nel sangue per individuare precocemente eventuali segni di ritorno della malattia.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per la forma sporadica dell'SCTAT. Tuttavia, per le donne con una diagnosi nota di Sindrome di Peutz-Jeghers, la prevenzione si basa su programmi di screening rigorosi.

Le linee guida raccomandano:

  • Ecografie pelviche annuali a partire dall'infanzia o dall'adolescenza.
  • Monitoraggio dello sviluppo puberale per individuare precocemente segni di iperestrogenismo.
  • Consulenza genetica per i familiari di primo grado delle pazienti affette.

Uno stile di vita sano, pur non prevenendo direttamente questo raro tumore, contribuisce al benessere generale e facilita la gestione di eventuali terapie chirurgiche.

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Quando Consultare un Medico

È importante rivolgersi a un ginecologo in presenza di segnali che indichino un'anomala attività ormonale o la presenza di una massa pelvica. In particolare, non dovrebbero essere sottovalutati:

  • Qualsiasi sanguinamento vaginale che si verifichi dopo la menopausa.
  • Un'improvvisa irregolarità del ciclo in una donna precedentemente regolare.
  • Segni di sviluppo sessuale molto anticipato nelle bambine (crescita del seno, comparsa di peli pubici o menarca prima degli 8-9 anni).
  • Un aumento persistente della circonferenza addominale non legato alla dieta.
  • Dolore pelvico persistente che non risponde ai comuni analgesici.

Nelle pazienti già diagnosticate con Sindrome di Peutz-Jeghers, qualsiasi cambiamento nel ritmo mestruale deve essere prontamente segnalato al team medico che segue la sindrome.

Tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari (SCTAT)

Definizione

Il tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari, noto anche con l'acronimo inglese SCTAT (Sex cord tumour with annular tubules), è una neoplasia ovarica estremamente rara e morfologicamente distintiva. Questa patologia appartiene al gruppo dei tumori dello stroma e dei cordoni sessuali, una categoria di neoplasie che originano dalle cellule che circondano le cellule germinali dell'ovaio (o del testicolo, sebbene la localizzazione ovarica sia di gran lunga la più frequente).

La caratteristica peculiare di questo tumore, che gli conferisce il nome, è la presenza di formazioni tubulari disposte ad anello (anulari) che circondano nuclei di materiale ialino. Dal punto di vista istologico, l'SCTAT presenta caratteristiche intermedie tra il tumore a cellule della granulosa e il tumore a cellule di Sertoli.

Esistono due varianti cliniche principali di questa malattia:

  1. Variante associata alla Sindrome di Peutz-Jeghers (PJS): In circa un terzo dei casi, il tumore si manifesta in pazienti affette da questa sindrome genetica. In questo contesto, i tumori sono solitamente piccoli, multipli, bilaterali (interessano entrambe le ovaie) e quasi sempre benigni.
  2. Variante sporadica: Nei restanti due terzi dei casi, il tumore compare in donne che non presentano la sindrome genetica. In questa forma, la massa tende a essere singola, di dimensioni maggiori e unilaterale, con un rischio di malignità che si attesta intorno al 20%.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte del tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca medica ha identificato una forte correlazione genetica per i casi associati alla Sindrome di Peutz-Jeghers.

Nella variante associata alla PJS, la causa risiede in una mutazione germinale del gene STK11 (noto anche come LKB1), situato sul cromosoma 19. Questo gene è un soppressore tumorale che regola la crescita cellulare e il metabolismo. Quando il gene è mutato, le cellule perdono il controllo sulla loro proliferazione, portando alla formazione di polipi gastrointestinali e vari tipi di tumori, tra cui l'SCTAT. Si stima che fino al 36% delle donne con PJS possa sviluppare questo specifico tumore ovarico nel corso della vita.

Per quanto riguarda la variante sporadica, non è stata ancora identificata una causa genetica o ambientale univoca. Non sembrano esserci legami diretti con l'esposizione a radiazioni, sostanze chimiche o stili di vita specifici, rendendo difficile la prevenzione primaria in assenza di una sindrome genetica nota. L'età è un fattore variabile: la forma associata alla PJS viene spesso diagnosticata in età giovanile (media 27 anni), mentre la forma sporadica tende a manifestarsi in donne in età fertile o leggermente più avanzata (media 34-40 anni).

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi del tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari sono strettamente legati alla capacità delle cellule tumorali di produrre ormoni sessuali, in particolare estrogeni e, meno frequentemente, progesterone.

Nelle bambine e nelle giovani adolescenti, l'eccessiva produzione di estrogeni può causare una pubertà precoce, caratterizzata dalla comparsa anticipata dei caratteri sessuali secondari e da sanguinamenti vaginali anomali.

Nelle donne in età fertile, i sintomi più comuni includono:

  • Irregolarità del ciclo mestruale, come cicli troppo frequenti o eccessivamente abbondanti.
  • Perdite ematiche fuori dal ciclo (spotting o emorragie intermestruali).
  • Assenza di mestruazioni in alcuni casi, dovuta allo squilibrio ormonale.
  • Dolore pelvico cronico o acuto, spesso causato dalla pressione della massa sugli organi adiacenti.
  • Gonfiore o distensione addominale, particolarmente evidente nelle forme sporadiche dove il tumore può raggiungere dimensioni considerevoli.

Nelle donne in post-menopausa, il sintomo cardine è il sanguinamento vaginale post-menopausale, che richiede sempre un'indagine immediata poiché l'iperestrogenismo può indurre una iperplasia dell'endometrio o, raramente, un carcinoma endometriale.

In rari casi, il tumore può produrre ormoni androgeni, portando a segni di virilizzazione, come la crescita eccessiva di peli (irsutismo) o l'abbassamento del tono della voce. Se il tumore diventa maligno e si diffonde, possono comparire accumulo di liquido nell'addome e una massa palpabile durante l'esame fisico.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'SCTAT inizia solitamente con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo ginecologico. Data la rarità della patologia, la diagnosi pre-operatoria può essere complessa.

  1. Esami di Imaging:

    • Ecografia pelvica transvaginale: È l'esame di primo livello. Permette di visualizzare la presenza di masse ovariche, valutarne la struttura (solida o cistica) e misurare lo spessore dell'endometrio (per verificare l'effetto degli estrogeni).
    • Risonanza Magnetica (RM) o TC addome-pelvi: Forniscono dettagli maggiori sull'estensione del tumore, sul coinvolgimento di entrambi i lati e sulla presenza di eventuali metastasi linfonodali o a distanza.
  2. Esami di Laboratorio:

    • Dosaggi ormonali: Livelli elevati di estrogeni nel sangue possono suggerire la presenza di un tumore secernente.
    • Marcatori tumorali: L'inibina (specialmente l'inibina B) è spesso elevata in questi tumori e può essere utilizzata sia per la diagnosi che per il monitoraggio post-operatorio. Altri marcatori come il CA-125 possono essere testati, sebbene siano meno specifici per l'SCTAT.
  3. Esame Istopatologico: La diagnosi definitiva si ottiene solo tramite l'analisi al microscopio del tessuto rimosso chirurgicamente. Il patologo cercherà i caratteristici tubuli anulari e utilizzerà l'immunoistochimica (positività per calretinina, inibina e WT1) per confermare l'origine dai cordoni sessuali e differenziarlo da altri tumori ovarici.

Trattamento e Terapie

Il trattamento d'elezione per il tumore dei cordoni sessuali con tubuli anulari è la chirurgia. La strategia chirurgica dipende strettamente dall'età della paziente, dal desiderio di preservare la fertilità e dall'associazione con la Sindrome di Peutz-Jeghers.

  • Pazienti giovani con desiderio di prole: Se il tumore è confinato a un solo ovaio (tipico della forma sporadica), si procede con una salpingo-ovariectomia unilaterale (rimozione di un ovaio e della relativa tuba). Nelle pazienti con PJS, dato che i tumori sono spesso piccoli e benigni, si può optare per una chirurgia conservativa (cistectomia ovarica) per preservare quanto più tessuto ovarico sano possibile.
  • Pazienti in età avanzata o con tumore maligno: In questi casi, l'intervento standard prevede l'isterectomia totale (rimozione dell'utero) associata alla salpingo-ovariectomia bilaterale. Se vi è sospetto di malignità, si esegue anche la stadiazione chirurgica completa, che include il campionamento dei linfonodi e dell'omento.

La chemioterapia non è indicata per i casi benigni o confinati all'ovaio. Tuttavia, per le forme sporadiche maligne che presentano metastasi o recidive, possono essere utilizzati schemi chemioterapici simili a quelli per il tumore della granulosa (ad esempio, il protocollo BEP: bleomicina, etoposide e cisplatino).

La radioterapia ha un ruolo molto limitato e viene considerata solo in casi selezionati di recidive localizzate non operabili.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'SCTAT è generalmente eccellente, ma differisce significativamente tra le due varianti:

  • Variante associata a PJS: Il decorso è quasi sempre benigno. I tumori tendono a rimanere piccoli e non si diffondono. Tuttavia, queste pazienti richiedono un monitoraggio costante per il rischio di sviluppare altre neoplasie legate alla sindrome (come il tumore del collo dell'utero o tumori gastrointestinali).
  • Variante sporadica: Sebbene la maggior parte dei casi sia benigna, circa il 20% mostra un comportamento maligno. La malignità si manifesta con la diffusione linfatica o peritoneale. In questi casi, il decorso può essere più aggressivo, con una tendenza a recidive tardive (anche dopo molti anni dall'intervento).

Il follow-up a lungo termine è fondamentale per tutte le pazienti e prevede visite ginecologiche regolari, ecografie e il monitoraggio dei livelli di inibina nel sangue per individuare precocemente eventuali segni di ritorno della malattia.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per la forma sporadica dell'SCTAT. Tuttavia, per le donne con una diagnosi nota di Sindrome di Peutz-Jeghers, la prevenzione si basa su programmi di screening rigorosi.

Le linee guida raccomandano:

  • Ecografie pelviche annuali a partire dall'infanzia o dall'adolescenza.
  • Monitoraggio dello sviluppo puberale per individuare precocemente segni di iperestrogenismo.
  • Consulenza genetica per i familiari di primo grado delle pazienti affette.

Uno stile di vita sano, pur non prevenendo direttamente questo raro tumore, contribuisce al benessere generale e facilita la gestione di eventuali terapie chirurgiche.

Quando Consultare un Medico

È importante rivolgersi a un ginecologo in presenza di segnali che indichino un'anomala attività ormonale o la presenza di una massa pelvica. In particolare, non dovrebbero essere sottovalutati:

  • Qualsiasi sanguinamento vaginale che si verifichi dopo la menopausa.
  • Un'improvvisa irregolarità del ciclo in una donna precedentemente regolare.
  • Segni di sviluppo sessuale molto anticipato nelle bambine (crescita del seno, comparsa di peli pubici o menarca prima degli 8-9 anni).
  • Un aumento persistente della circonferenza addominale non legato alla dieta.
  • Dolore pelvico persistente che non risponde ai comuni analgesici.

Nelle pazienti già diagnosticate con Sindrome di Peutz-Jeghers, qualsiasi cambiamento nel ritmo mestruale deve essere prontamente segnalato al team medico che segue la sindrome.

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