Adenocarcinoma a cellule di Hurthle

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Definizione

L'adenocarcinoma a cellule di Hurthle, noto anche come carcinoma oncocitico della tiroide, è una forma rara e distinta di neoplasia maligna che colpisce la ghiandola tiroidea. Sebbene in passato fosse classificato come una variante del carcinoma follicolare della tiroide, le recenti classificazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo riconoscono come un'entità patologica a sé stante a causa delle sue caratteristiche biologiche, genetiche e cliniche uniche.

Questo tumore è caratterizzato dalla presenza predominante (oltre il 75%) di cellule di Hurthle, chiamate anche oncociti o cellule ossifile. Queste cellule sono derivate dall'epitelio follicolare tiroideo e appaiono al microscopio come cellule grandi, con un citoplasma granulare ed eosinofilo (colorato intensamente di rosa) dovuto a un accumulo anomalo di mitocondri. Sebbene la presenza di cellule di Hurthle possa essere riscontrata anche in condizioni benigne, come nella tiroidite di Hashimoto o nell'adenoma a cellule di Hurthle, la diagnosi di adenocarcinoma (carcinoma) richiede l'evidenza istologica di invasione della capsula tumorale o dei vasi sanguigni circostanti.

L'adenocarcinoma a cellule di Hurthle rappresenta circa il 3-5% di tutti i tumori maligni della tiroide. Rispetto ad altre forme di cancro tiroideo differenziato, tende a manifestarsi in età più avanzata (solitamente tra i 50 e i 60 anni) e può mostrare un comportamento biologico più aggressivo, con una maggiore propensione alla diffusione linfonodale e metastatica a distanza.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo dell'adenocarcinoma a cellule di Hurthle non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono aumentare la probabilità di insorgenza. A differenza di altre forme di cancro tiroideo, questo tumore presenta un profilo genetico peculiare, caratterizzato da numerose alterazioni nel DNA mitocondriale e da una perdita diffusa di eterozigosi cromosomica.

I principali fattori di rischio includono:

  • Esposizione a radiazioni: Come per altre neoplasie tiroidee, l'esposizione pregressa a radiazioni ionizzanti, specialmente durante l'infanzia o l'adolescenza (ad esempio per trattamenti radioterapici alla testa o al collo), è un fattore di rischio accertato.
  • Età e Genere: Il tumore è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 3:1. Tuttavia, l'età media alla diagnosi è superiore rispetto al carcinoma papillare, manifestandosi prevalentemente nella sesta decade di vita.
  • Carenza di iodio: Sebbene il legame sia meno diretto rispetto al carcinoma follicolare classico, una dieta povera di iodio è stata storicamente associata a un aumento delle patologie nodulari tiroidee che possono evolvere in neoplasie.
  • Fattori genetici: Mutazioni specifiche nei geni nucleari che regolano la funzione mitocondriale e alterazioni nel complesso I della catena respiratoria mitocondriale sono state osservate frequentemente in queste cellule.
  • Patologie tiroidee preesistenti: La presenza di un gozzo multinodulare di lunga durata o di processi infiammatori cronici può, in rari casi, costituire il terreno su cui si sviluppa la neoplasia.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, l'adenocarcinoma a cellule di Hurthle è spesso asintomatico. Molti pazienti scoprono la malattia casualmente durante un controllo di routine o un'ecografia eseguita per altri motivi. Tuttavia, con la crescita della massa tumorale, possono emergere segni e sintomi specifici.

Il sintomo più comune è la comparsa di un nodulo tiroideo o di una massa palpabile nella regione anteriore del collo. Questo nodulo è solitamente indolore, di consistenza dura e può muoversi con la deglutizione.

Se il tumore cresce dimensionalmente o inizia a invadere le strutture circostanti (come l'esofago, la trachea o i nervi laringei), possono manifestarsi i seguenti sintomi:

  • Disfonia: Un cambiamento persistente nel tono della voce o una raucedine che non si risolve entro poche settimane. Questo accade se il tumore comprime o invade il nervo laringeo ricorrente, responsabile del movimento delle corde vocali.
  • Disfagia: Difficoltà o dolore durante la deglutizione di cibi solidi o liquidi, causata dalla pressione esercitata dalla massa sull'esofago.
  • Dispnea: Difficoltà respiratorie o sensazione di fiato corto, che si verifica quando la trachea viene compressa o deviata dal tumore.
  • Tosse persistente: Una tosse stizzosa e irritativa che non è legata a infezioni delle vie respiratorie.
  • Dolore cervicale: Sebbene raro, può presentarsi un dolore sordo o una sensazione di tensione nella parte anteriore del collo che può irradiarsi verso le orecchie.
  • Linfoadenopatia: L'ingrossamento dei linfonodi del collo può indicare una diffusione locale della malattia.

È importante notare che la presenza di questi sintomi non conferma necessariamente la diagnosi di cancro, poiché possono essere causati da condizioni benigne; tuttavia, richiedono un'immediata valutazione medica.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'adenocarcinoma a cellule di Hurthle è complesso, poiché la distinzione tra la forma benigna (adenoma) e quella maligna (carcinoma) non può essere effettuata solo con la citologia.

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la storia clinica del paziente e procede alla palpazione del collo per identificare noduli, la loro consistenza e l'eventuale presenza di linfonodi ingrossati.
  2. Ecografia Tiroidea: È l'esame di primo livello. Permette di valutare le dimensioni, la struttura del nodulo e caratteristiche sospette (come margini irregolari o vascolarizzazione intranodulare). L'ecografia guida anche l'eventuale biopsia.
  3. Agoaspirato (FNA - Fine Needle Aspiration): Consiste nel prelievo di alcune cellule dal nodulo tramite un ago sottile. Il patologo esaminerà le cellule al microscopio. Se vengono identificate numerose cellule di Hurthle, il referto indicherà spesso una "neoplasia a cellule di Hurthle" (Bethesda IV). Tuttavia, l'agoaspirato non può distinguere tra adenoma e adenocarcinoma, poiché non permette di vedere se le cellule hanno invaso la capsula o i vasi.
  4. Esami del Sangue: Si valutano i livelli di TSH, T3 e T4 per escludere disfunzioni come l'ipotiroidismo o l'ipertiroidismo. La tireoglobulina può essere utilizzata come marcatore post-operatorio, ma non è diagnostica prima dell'intervento.
  5. Esame Istologico (Post-operatorio): La diagnosi definitiva si ottiene solo dopo l'asportazione chirurgica del nodulo o di tutta la tiroide. Il patologo analizza l'intera capsula del tumore; se riscontra un'interruzione della capsula da parte delle cellule tumorali o la presenza di cellule nei vasi sanguigni, viene confermata la diagnosi di adenocarcinoma.
  6. Imaging Avanzato: In caso di sospetta diffusione a distanza, possono essere richieste una TC del collo e del torace o una PET-TC.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'adenocarcinoma a cellule di Hurthle è prevalentemente chirurgico, seguito da terapie complementari basate sulle caratteristiche del tumore.

Chirurgia

L'intervento d'elezione è solitamente la tiroidectomia totale (asportazione completa della ghiandola). In alcuni casi selezionati di tumori molto piccoli e minimamente invasivi, potrebbe essere considerata l'emitiroidectomia (asportazione di un solo lobo), ma la tendenza attuale favorisce l'asportazione totale per facilitare il monitoraggio successivo. Se i linfonodi del collo risultano coinvolti, si procede anche allo svuotamento linfonodale cervicale.

Terapia con Radioiodio (RAI)

A differenza di altri carcinomi differenziati della tiroide, le cellule di Hurthle hanno una minore capacità di captare lo iodio. Tuttavia, la terapia con iodio radioattivo (I-131) viene spesso somministrata dopo la chirurgia per distruggere eventuali residui di tessuto tiroideo microscopico o per trattare metastasi, sebbene l'efficacia possa essere limitata.

Terapia Ormonale Sostitutiva e Soppressiva

Dopo la tiroidectomia, il paziente dovrà assumere a vita l'ormone tiroideo sintetico (levotiroxina). Oltre a sostituire la funzione della ghiandola, la dose viene regolata per mantenere bassi i livelli di TSH (ormone stimolante la tiroide). Bassi livelli di TSH riducono lo stimolo alla crescita di eventuali cellule tumorali residue.

Terapie per la Malattia Avanzata

Se il tumore non risponde al radioiodio ed è in progressione, si possono considerare:

  • Terapie a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): Farmaci come il lenvatinib o il sorafenib (inibitori delle tirosin-chinasi) possono rallentare la crescita del tumore.
  • Radioterapia esterna: Utilizzata raramente, principalmente per il controllo locale del dolore o in caso di metastasi ossee.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'adenocarcinoma a cellule di Hurthle dipende fortemente dallo stadio alla diagnosi e dall'estensione dell'invasione vascolare. In generale, i pazienti con tumori confinati alla tiroide hanno un'ottima sopravvivenza a lungo termine.

Tuttavia, questo istotipo è considerato più aggressivo del carcinoma follicolare classico per diversi motivi:

  1. Maggiore probabilità di metastasi ai linfonodi (circa il 20-30%).
  2. Maggiore tendenza a recidivare localmente o a distanza (polmoni, ossa).
  3. Minore sensibilità alla terapia con radioiodio.

Il follow-up a lungo termine è essenziale e prevede controlli periodici dei livelli di tireoglobulina nel sangue (che funge da marcatore tumorale) ed ecografie del collo. Se la tireoglobulina inizia a salire, è necessario indagare la possibile presenza di una recidiva.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per l'adenocarcinoma a cellule di Hurthle, poiché le cause genetiche e ambientali non sono sempre controllabili. Tuttavia, alcune misure possono ridurre il rischio generale di patologie tiroidee:

  • Iodoprofilassi: Assicurare un adeguato apporto di iodio attraverso l'uso di sale iodato, specialmente nelle zone dove la carenza è endemica.
  • Radioprotezione: Evitare l'esposizione non necessaria a radiazioni ionizzanti, specialmente nell'area del collo e durante l'età pediatrica.
  • Screening: Sebbene non sia raccomandato uno screening di massa, le persone con una storia familiare di tumori tiroidei o con noduli già noti dovrebbero sottoporsi a controlli ecografici regolari secondo le indicazioni del proprio endocrinologo.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a un endocrinologo se si nota uno dei seguenti segni:

  • Comparsa di un nuovo rigonfiamento o nodulo nella parte anteriore del collo.
  • Sensazione di un "corpo estraneo" in gola che non scompare.
  • Cambiamenti inspiegabili della voce (raucedine) che durano più di due o tre settimane.
  • Difficoltà persistente a deglutire o a respirare correttamente.
  • Comparsa di linfonodi ingrossati e persistenti nel collo, anche in assenza di mal di gola o raffreddore.

La diagnosi precoce rimane lo strumento più efficace per garantire il successo del trattamento e una prognosi favorevole.

Adenocarcinoma a cellule di Hurthle

Definizione

L'adenocarcinoma a cellule di Hurthle, noto anche come carcinoma oncocitico della tiroide, è una forma rara e distinta di neoplasia maligna che colpisce la ghiandola tiroidea. Sebbene in passato fosse classificato come una variante del carcinoma follicolare della tiroide, le recenti classificazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo riconoscono come un'entità patologica a sé stante a causa delle sue caratteristiche biologiche, genetiche e cliniche uniche.

Questo tumore è caratterizzato dalla presenza predominante (oltre il 75%) di cellule di Hurthle, chiamate anche oncociti o cellule ossifile. Queste cellule sono derivate dall'epitelio follicolare tiroideo e appaiono al microscopio come cellule grandi, con un citoplasma granulare ed eosinofilo (colorato intensamente di rosa) dovuto a un accumulo anomalo di mitocondri. Sebbene la presenza di cellule di Hurthle possa essere riscontrata anche in condizioni benigne, come nella tiroidite di Hashimoto o nell'adenoma a cellule di Hurthle, la diagnosi di adenocarcinoma (carcinoma) richiede l'evidenza istologica di invasione della capsula tumorale o dei vasi sanguigni circostanti.

L'adenocarcinoma a cellule di Hurthle rappresenta circa il 3-5% di tutti i tumori maligni della tiroide. Rispetto ad altre forme di cancro tiroideo differenziato, tende a manifestarsi in età più avanzata (solitamente tra i 50 e i 60 anni) e può mostrare un comportamento biologico più aggressivo, con una maggiore propensione alla diffusione linfonodale e metastatica a distanza.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo dell'adenocarcinoma a cellule di Hurthle non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono aumentare la probabilità di insorgenza. A differenza di altre forme di cancro tiroideo, questo tumore presenta un profilo genetico peculiare, caratterizzato da numerose alterazioni nel DNA mitocondriale e da una perdita diffusa di eterozigosi cromosomica.

I principali fattori di rischio includono:

  • Esposizione a radiazioni: Come per altre neoplasie tiroidee, l'esposizione pregressa a radiazioni ionizzanti, specialmente durante l'infanzia o l'adolescenza (ad esempio per trattamenti radioterapici alla testa o al collo), è un fattore di rischio accertato.
  • Età e Genere: Il tumore è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 3:1. Tuttavia, l'età media alla diagnosi è superiore rispetto al carcinoma papillare, manifestandosi prevalentemente nella sesta decade di vita.
  • Carenza di iodio: Sebbene il legame sia meno diretto rispetto al carcinoma follicolare classico, una dieta povera di iodio è stata storicamente associata a un aumento delle patologie nodulari tiroidee che possono evolvere in neoplasie.
  • Fattori genetici: Mutazioni specifiche nei geni nucleari che regolano la funzione mitocondriale e alterazioni nel complesso I della catena respiratoria mitocondriale sono state osservate frequentemente in queste cellule.
  • Patologie tiroidee preesistenti: La presenza di un gozzo multinodulare di lunga durata o di processi infiammatori cronici può, in rari casi, costituire il terreno su cui si sviluppa la neoplasia.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, l'adenocarcinoma a cellule di Hurthle è spesso asintomatico. Molti pazienti scoprono la malattia casualmente durante un controllo di routine o un'ecografia eseguita per altri motivi. Tuttavia, con la crescita della massa tumorale, possono emergere segni e sintomi specifici.

Il sintomo più comune è la comparsa di un nodulo tiroideo o di una massa palpabile nella regione anteriore del collo. Questo nodulo è solitamente indolore, di consistenza dura e può muoversi con la deglutizione.

Se il tumore cresce dimensionalmente o inizia a invadere le strutture circostanti (come l'esofago, la trachea o i nervi laringei), possono manifestarsi i seguenti sintomi:

  • Disfonia: Un cambiamento persistente nel tono della voce o una raucedine che non si risolve entro poche settimane. Questo accade se il tumore comprime o invade il nervo laringeo ricorrente, responsabile del movimento delle corde vocali.
  • Disfagia: Difficoltà o dolore durante la deglutizione di cibi solidi o liquidi, causata dalla pressione esercitata dalla massa sull'esofago.
  • Dispnea: Difficoltà respiratorie o sensazione di fiato corto, che si verifica quando la trachea viene compressa o deviata dal tumore.
  • Tosse persistente: Una tosse stizzosa e irritativa che non è legata a infezioni delle vie respiratorie.
  • Dolore cervicale: Sebbene raro, può presentarsi un dolore sordo o una sensazione di tensione nella parte anteriore del collo che può irradiarsi verso le orecchie.
  • Linfoadenopatia: L'ingrossamento dei linfonodi del collo può indicare una diffusione locale della malattia.

È importante notare che la presenza di questi sintomi non conferma necessariamente la diagnosi di cancro, poiché possono essere causati da condizioni benigne; tuttavia, richiedono un'immediata valutazione medica.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'adenocarcinoma a cellule di Hurthle è complesso, poiché la distinzione tra la forma benigna (adenoma) e quella maligna (carcinoma) non può essere effettuata solo con la citologia.

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la storia clinica del paziente e procede alla palpazione del collo per identificare noduli, la loro consistenza e l'eventuale presenza di linfonodi ingrossati.
  2. Ecografia Tiroidea: È l'esame di primo livello. Permette di valutare le dimensioni, la struttura del nodulo e caratteristiche sospette (come margini irregolari o vascolarizzazione intranodulare). L'ecografia guida anche l'eventuale biopsia.
  3. Agoaspirato (FNA - Fine Needle Aspiration): Consiste nel prelievo di alcune cellule dal nodulo tramite un ago sottile. Il patologo esaminerà le cellule al microscopio. Se vengono identificate numerose cellule di Hurthle, il referto indicherà spesso una "neoplasia a cellule di Hurthle" (Bethesda IV). Tuttavia, l'agoaspirato non può distinguere tra adenoma e adenocarcinoma, poiché non permette di vedere se le cellule hanno invaso la capsula o i vasi.
  4. Esami del Sangue: Si valutano i livelli di TSH, T3 e T4 per escludere disfunzioni come l'ipotiroidismo o l'ipertiroidismo. La tireoglobulina può essere utilizzata come marcatore post-operatorio, ma non è diagnostica prima dell'intervento.
  5. Esame Istologico (Post-operatorio): La diagnosi definitiva si ottiene solo dopo l'asportazione chirurgica del nodulo o di tutta la tiroide. Il patologo analizza l'intera capsula del tumore; se riscontra un'interruzione della capsula da parte delle cellule tumorali o la presenza di cellule nei vasi sanguigni, viene confermata la diagnosi di adenocarcinoma.
  6. Imaging Avanzato: In caso di sospetta diffusione a distanza, possono essere richieste una TC del collo e del torace o una PET-TC.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'adenocarcinoma a cellule di Hurthle è prevalentemente chirurgico, seguito da terapie complementari basate sulle caratteristiche del tumore.

Chirurgia

L'intervento d'elezione è solitamente la tiroidectomia totale (asportazione completa della ghiandola). In alcuni casi selezionati di tumori molto piccoli e minimamente invasivi, potrebbe essere considerata l'emitiroidectomia (asportazione di un solo lobo), ma la tendenza attuale favorisce l'asportazione totale per facilitare il monitoraggio successivo. Se i linfonodi del collo risultano coinvolti, si procede anche allo svuotamento linfonodale cervicale.

Terapia con Radioiodio (RAI)

A differenza di altri carcinomi differenziati della tiroide, le cellule di Hurthle hanno una minore capacità di captare lo iodio. Tuttavia, la terapia con iodio radioattivo (I-131) viene spesso somministrata dopo la chirurgia per distruggere eventuali residui di tessuto tiroideo microscopico o per trattare metastasi, sebbene l'efficacia possa essere limitata.

Terapia Ormonale Sostitutiva e Soppressiva

Dopo la tiroidectomia, il paziente dovrà assumere a vita l'ormone tiroideo sintetico (levotiroxina). Oltre a sostituire la funzione della ghiandola, la dose viene regolata per mantenere bassi i livelli di TSH (ormone stimolante la tiroide). Bassi livelli di TSH riducono lo stimolo alla crescita di eventuali cellule tumorali residue.

Terapie per la Malattia Avanzata

Se il tumore non risponde al radioiodio ed è in progressione, si possono considerare:

  • Terapie a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): Farmaci come il lenvatinib o il sorafenib (inibitori delle tirosin-chinasi) possono rallentare la crescita del tumore.
  • Radioterapia esterna: Utilizzata raramente, principalmente per il controllo locale del dolore o in caso di metastasi ossee.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'adenocarcinoma a cellule di Hurthle dipende fortemente dallo stadio alla diagnosi e dall'estensione dell'invasione vascolare. In generale, i pazienti con tumori confinati alla tiroide hanno un'ottima sopravvivenza a lungo termine.

Tuttavia, questo istotipo è considerato più aggressivo del carcinoma follicolare classico per diversi motivi:

  1. Maggiore probabilità di metastasi ai linfonodi (circa il 20-30%).
  2. Maggiore tendenza a recidivare localmente o a distanza (polmoni, ossa).
  3. Minore sensibilità alla terapia con radioiodio.

Il follow-up a lungo termine è essenziale e prevede controlli periodici dei livelli di tireoglobulina nel sangue (che funge da marcatore tumorale) ed ecografie del collo. Se la tireoglobulina inizia a salire, è necessario indagare la possibile presenza di una recidiva.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per l'adenocarcinoma a cellule di Hurthle, poiché le cause genetiche e ambientali non sono sempre controllabili. Tuttavia, alcune misure possono ridurre il rischio generale di patologie tiroidee:

  • Iodoprofilassi: Assicurare un adeguato apporto di iodio attraverso l'uso di sale iodato, specialmente nelle zone dove la carenza è endemica.
  • Radioprotezione: Evitare l'esposizione non necessaria a radiazioni ionizzanti, specialmente nell'area del collo e durante l'età pediatrica.
  • Screening: Sebbene non sia raccomandato uno screening di massa, le persone con una storia familiare di tumori tiroidei o con noduli già noti dovrebbero sottoporsi a controlli ecografici regolari secondo le indicazioni del proprio endocrinologo.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a un endocrinologo se si nota uno dei seguenti segni:

  • Comparsa di un nuovo rigonfiamento o nodulo nella parte anteriore del collo.
  • Sensazione di un "corpo estraneo" in gola che non scompare.
  • Cambiamenti inspiegabili della voce (raucedine) che durano più di due o tre settimane.
  • Difficoltà persistente a deglutire o a respirare correttamente.
  • Comparsa di linfonodi ingrossati e persistenti nel collo, anche in assenza di mal di gola o raffreddore.

La diagnosi precoce rimane lo strumento più efficace per garantire il successo del trattamento e una prognosi favorevole.

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