Polipo adenomatoso (non altrimenti specificato)

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

Il polipo adenomatoso, spesso indicato semplicemente come adenoma, è una crescita anomala di tessuto che si sviluppa sulla mucosa interna del colon o del retto. Sebbene sia inizialmente una formazione benigna, il polipo adenomatoso è considerato una lesione precancerosa. Questo significa che, se non rimosso, ha il potenziale di trasformarsi nel tempo in un tumore maligno del colon-retto. La dicitura "NOS" (Not Otherwise Specified, ovvero non altrimenti specificato) viene utilizzata in ambito clinico e patologico quando la lesione viene identificata come adenoma, ma non sono ancora state specificate le sue caratteristiche istologiche dettagliate (come la struttura tubulare o villosa).

Questi polipi originano dalle cellule ghiandolari che rivestono l'intestino crasso. Il processo di trasformazione da polipo benigno a carcinoma è noto come "sequenza adenoma-carcinoma" e solitamente richiede diversi anni, spesso tra i 5 e i 10. Esistono diverse tipologie di adenomi, classificati in base alla loro architettura microscopica: gli adenomi tubulari (i più comuni), gli adenomi villosi (che presentano un rischio maggiore di malignità) e gli adenomi tubulo-villosi (una forma intermedia).

La rilevanza clinica del polipo adenomatoso risiede nella sua estrema diffusione, specialmente nelle popolazioni occidentali sopra i 50 anni, e nella possibilità di prevenire efficacemente il cancro attraverso la sua identificazione e rimozione precoce. Poiché la maggior parte di queste formazioni non causa disturbi nelle fasi iniziali, lo screening periodico rappresenta lo strumento più potente per la salvaguardia della salute intestinale.

2

Cause e Fattori di Rischio

La formazione di un polipo adenomatoso è il risultato di mutazioni genetiche acquisite che alterano il normale ciclo di vita delle cellule della mucosa intestinale. In condizioni normali, le cellule del colon si riproducono, maturano e muoiono in modo ordinato; quando questo meccanismo si guasta, le cellule continuano a dividersi formando la massa del polipo. Sebbene la causa esatta di queste mutazioni non sia sempre chiara, sono stati identificati numerosi fattori di rischio.

L'età è il fattore principale: l'incidenza dei polipi adenomatosi aumenta significativamente dopo i 50 anni. Anche la genetica gioca un ruolo cruciale. Individui con una storia familiare di polipi o tumori intestinali hanno una probabilità molto più alta di svilupparli. Esistono inoltre sindromi ereditarie specifiche, come la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e la sindrome di Lynch, che predispongono alla comparsa precoce e massiva di adenomi.

Lo stile di vita e i fattori ambientali influenzano notevolmente il rischio. Tra i principali troviamo:

  • Alimentazione: Una dieta ricca di carni rosse e lavorate, grassi saturi e povera di fibre (frutta e verdura) è strettamente correlata alla formazione di adenomi.
  • Peso corporeo: L'obesità e il sovrappeso aumentano l'infiammazione sistemica, favorendo la crescita cellulare anomala.
  • Fumo e Alcol: Il consumo prolungato di tabacco e l'abuso di alcolici sono fattori irritanti e mutageni per l'epitelio intestinale.
  • Sedentarietà: La mancanza di attività fisica regolare rallenta il transito intestinale e altera il metabolismo.
  • Patologie concomitanti: Condizioni come il diabete di tipo 2 o malattie infiammatorie croniche come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn possono aumentare la suscettibilità.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nella stragrande maggioranza dei casi, il polipo adenomatoso è completamente asintomatico. Molte persone convivono con uno o più polipi per anni senza avvertire alcun segnale. Questa natura "silenziosa" è il motivo per cui i programmi di screening sono vitali. Tuttavia, quando il polipo raggiunge dimensioni considerevoli (generalmente superiori a 1-2 cm) o si trova in una posizione particolare, possono manifestarsi alcuni sintomi.

Il segnale più comune è il sanguinamento. Questo può manifestarsi come sanguinamento dal retto visibile sulla carta igienica o come presenza di sangue rosso vivo nelle feci. In alcuni casi, se il polipo si trova nella parte alta del colon, il sangue può essere digerito, rendendo le feci scure e catramose. Spesso, però, il sanguinamento è microscopico e non visibile a occhio nudo; in queste situazioni, la perdita cronica di sangue può portare a un'anemia sideropenica, che si manifesta con un persistente senso di spossatezza e pallore.

Altri possibili sintomi includono:

  • Alterazioni dell'alvo: Una variazione persistente nelle abitudini intestinali, come la comparsa improvvisa di stitichezza o diarrea che dura per più di qualche settimana.
  • Dolore: Sebbene raro, un polipo molto grande può causare un'ostruzione parziale dell'intestino, provocando dolori o crampi addominali e talvolta gonfiore addominale.
  • Secrezioni anomale: La presenza di muco nelle feci può essere un segno di un adenoma villoso di grandi dimensioni.
  • Sensazioni rettali: Se il polipo è situato vicino all'ano, il paziente può avvertire tenesmo rettale, ovvero la sensazione di dover evacuare anche quando l'intestino è vuoto.

In casi molto rari e avanzati, se la lesione ha già iniziato una trasformazione maligna, possono comparire perdita di peso inspiegabile, nausea o vomito.

4

Diagnosi

La diagnosi del polipo adenomatoso avviene solitamente attraverso procedure endoscopiche o test di screening. Poiché i sintomi sono spesso assenti, la medicina moderna punta sulla prevenzione attiva.

  1. Ricerca del Sangue Occulto nelle Feci (SOF): È il test di screening di primo livello più comune. Analizza un campione di feci per individuare tracce di sangue non visibili. Se positivo, è obbligatorio procedere con una colonscopia.
  2. Colonscopia: È il "gold standard" per la diagnosi. Un medico specialista inserisce un tubo flessibile dotato di telecamera (colonscopio) attraverso l'ano per visualizzare l'intero colon. Il grande vantaggio della colonscopia è che permette non solo di vedere il polipo, ma anche di rimuoverlo immediatamente (polipectomia) o di effettuarne una biopsia.
  3. Rettosigmoidoscopia: Simile alla colonscopia, ma esamina solo l'ultima parte dell'intestino (retto e sigma). È meno invasiva ma può mancare polipi situati più in alto.
  4. Colonscopia Virtuale (TC Colonografia): Utilizza la tomografia computerizzata per creare immagini tridimensionali del colon. È meno invasiva della colonscopia tradizionale ma, se viene individuato un polipo, è comunque necessario procedere con un'endoscopia tradizionale per la rimozione.
  5. Esami di laboratorio: Un emocromo completo può rivelare un'anemia che suggerisce un sanguinamento occulto.

Una volta rimosso, il polipo viene inviato in laboratorio per l'esame istologico. Il patologo determinerà il tipo di adenoma (tubulare, villoso) e il grado di displasia (basso o alto grado). La displasia indica quanto le cellule del polipo appaiono anormali al microscopio; un alto grado di displasia indica una maggiore vicinanza alla trasformazione cancerosa.

5

Trattamento e Terapie

Il trattamento d'elezione per il polipo adenomatoso è la polipectomia endoscopica. Nella quasi totalità dei casi, la rimozione avviene durante la stessa colonscopia diagnostica. Il medico utilizza un'ansa metallica a cappio che viene fatta passare attorno alla base del polipo; attraverso l'ansa viene fatta scorrere una corrente elettrica (elettrocauterio) che recide il polipo e sigilla i vasi sanguigni per prevenire emorragie.

Per polipi di dimensioni molto grandi o con forme piatte (sessili) che non possono essere rimossi con la tecnica standard, si ricorre a tecniche endoscopiche avanzate come la Resezione Mucosa Endoscopica (EMR) o la Dissezione Sottomucosa Endoscopica (ESD). Queste procedure permettono di asportare lesioni complesse salvaguardando l'integrità della parete intestinale ed evitando interventi chirurgici invasivi.

In rari casi, se il polipo è troppo grande, posizionato in un punto inaccessibile o se l'esame istologico rivela che il tumore ha già invaso i tessuti profondi, può essere necessario un intervento chirurgico tradizionale (resezione intestinale o colectomia parziale). Questo intervento può essere eseguito in laparoscopia, una tecnica mininvasiva che garantisce tempi di recupero più rapidi.

Dopo la rimozione, non sono solitamente necessari farmaci specifici, ma il paziente entra in un programma di sorveglianza. La frequenza delle colonscopie successive dipenderà dal numero di polipi rimossi, dalle loro dimensioni e dalle caratteristiche istologiche emerse dall'analisi del patologo.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per chi riceve una diagnosi di polipo adenomatoso è eccellente, a patto che la lesione venga rimossa completamente. La polipectomia è considerata una procedura risolutiva che interrompe la progressione verso il cancro del colon-retto. Una volta rimosso il polipo, il rischio che in quel punto specifico si sviluppi un tumore è praticamente nullo.

Tuttavia, le persone che hanno sviluppato un adenoma hanno una predisposizione biologica a formarne altri in futuro. Per questo motivo, il decorso post-trattamento prevede controlli periodici. Se il polipo era piccolo e unico, il controllo successivo potrebbe essere dopo 5 o 10 anni. Se invece erano presenti più polipi, o se l'adenoma presentava displasia di alto grado, la colonscopia di controllo verrà programmata dopo 1 o 3 anni.

Se un polipo adenomatoso non viene individuato e rimosso, il decorso naturale porta verso la trasformazione maligna. Questo processo è lento ma inesorabile nella maggior parte dei casi. Una volta che le cellule cancerose superano la sottomucosa, la patologia diventa un carcinoma invasivo, richiedendo trattamenti molto più aggressivi come chirurgia maggiore, chemioterapia e radioterapia.

7

Prevenzione

La prevenzione del polipo adenomatoso si divide in primaria (ridurre il rischio che si formino) e secondaria (individuarli precocemente).

Prevenzione Primaria (Stile di Vita):

  • Dieta: Aumentare il consumo di fibre attraverso cereali integrali, legumi, frutta e verdura. Ridurre drasticamente il consumo di carni rosse, insaccati e cibi eccessivamente processati.
  • Peso forma: Mantenere un indice di massa corporea (BMI) salutare attraverso una combinazione di dieta equilibrata e attività fisica.
  • Esercizio fisico: Almeno 30 minuti di attività aerobica moderata al giorno aiutano a regolarizzare il transito intestinale e ridurre l'infiammazione.
  • Limitare alcol e fumo: Smettere di fumare e limitare il consumo di alcolici riduce significativamente l'insulto tossico alle cellule del colon.
  • Integrazione: Alcuni studi suggeriscono che un adeguato apporto di calcio e vitamina D possa avere un effetto protettivo, ma è sempre bene consultare un professionista prima di assumere integratori.

Prevenzione Secondaria (Screening):

  • Partecipare ai programmi di screening nazionali (solitamente dai 50 anni in su) per la ricerca del sangue occulto nelle feci.
  • Sottoporsi a colonscopia preventiva se si ha familiarità per tumori del colon, anche prima dei 50 anni.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale non attendere la comparsa di sintomi gravi per rivolgersi a uno specialista, specialmente se si è superata la soglia dei 50 anni. Tuttavia, la consultazione medica diventa urgente in presenza di determinati "segnali d'allarme":

  1. Sangue nelle feci: Qualsiasi traccia di sangue, sia esso rosso vivo o scuro, deve essere indagata prontamente.
  2. Cambiamenti persistenti dell'alvo: Se notate che la vostra regolarità intestinale è cambiata senza una causa apparente (dieta, stress) e la situazione non si normalizza entro due o tre settimane.
  3. Dolore addominale ricorrente: Crampi o fastidi che non passano e che tendono a peggiorare dopo i pasti o prima dell'evacuazione.
  4. Stanchezza inspiegabile: Se vi sentite costantemente deboli e affaticati, potrebbe essere il segno di un'anemia causata da perdite ematiche silenti.
  5. Perdita di peso: Un calo ponderale non ricercato è sempre un sintomo che richiede un approfondimento diagnostico.

In presenza di una storia familiare di poliposi o tumori del colon, è consigliabile discutere con il proprio medico di base un piano di screening personalizzato, che potrebbe iniziare molto prima rispetto alla popolazione generale.

Polipo adenomatoso

Definizione

Il polipo adenomatoso, spesso indicato semplicemente come adenoma, è una crescita anomala di tessuto che si sviluppa sulla mucosa interna del colon o del retto. Sebbene sia inizialmente una formazione benigna, il polipo adenomatoso è considerato una lesione precancerosa. Questo significa che, se non rimosso, ha il potenziale di trasformarsi nel tempo in un tumore maligno del colon-retto. La dicitura "NOS" (Not Otherwise Specified, ovvero non altrimenti specificato) viene utilizzata in ambito clinico e patologico quando la lesione viene identificata come adenoma, ma non sono ancora state specificate le sue caratteristiche istologiche dettagliate (come la struttura tubulare o villosa).

Questi polipi originano dalle cellule ghiandolari che rivestono l'intestino crasso. Il processo di trasformazione da polipo benigno a carcinoma è noto come "sequenza adenoma-carcinoma" e solitamente richiede diversi anni, spesso tra i 5 e i 10. Esistono diverse tipologie di adenomi, classificati in base alla loro architettura microscopica: gli adenomi tubulari (i più comuni), gli adenomi villosi (che presentano un rischio maggiore di malignità) e gli adenomi tubulo-villosi (una forma intermedia).

La rilevanza clinica del polipo adenomatoso risiede nella sua estrema diffusione, specialmente nelle popolazioni occidentali sopra i 50 anni, e nella possibilità di prevenire efficacemente il cancro attraverso la sua identificazione e rimozione precoce. Poiché la maggior parte di queste formazioni non causa disturbi nelle fasi iniziali, lo screening periodico rappresenta lo strumento più potente per la salvaguardia della salute intestinale.

Cause e Fattori di Rischio

La formazione di un polipo adenomatoso è il risultato di mutazioni genetiche acquisite che alterano il normale ciclo di vita delle cellule della mucosa intestinale. In condizioni normali, le cellule del colon si riproducono, maturano e muoiono in modo ordinato; quando questo meccanismo si guasta, le cellule continuano a dividersi formando la massa del polipo. Sebbene la causa esatta di queste mutazioni non sia sempre chiara, sono stati identificati numerosi fattori di rischio.

L'età è il fattore principale: l'incidenza dei polipi adenomatosi aumenta significativamente dopo i 50 anni. Anche la genetica gioca un ruolo cruciale. Individui con una storia familiare di polipi o tumori intestinali hanno una probabilità molto più alta di svilupparli. Esistono inoltre sindromi ereditarie specifiche, come la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e la sindrome di Lynch, che predispongono alla comparsa precoce e massiva di adenomi.

Lo stile di vita e i fattori ambientali influenzano notevolmente il rischio. Tra i principali troviamo:

  • Alimentazione: Una dieta ricca di carni rosse e lavorate, grassi saturi e povera di fibre (frutta e verdura) è strettamente correlata alla formazione di adenomi.
  • Peso corporeo: L'obesità e il sovrappeso aumentano l'infiammazione sistemica, favorendo la crescita cellulare anomala.
  • Fumo e Alcol: Il consumo prolungato di tabacco e l'abuso di alcolici sono fattori irritanti e mutageni per l'epitelio intestinale.
  • Sedentarietà: La mancanza di attività fisica regolare rallenta il transito intestinale e altera il metabolismo.
  • Patologie concomitanti: Condizioni come il diabete di tipo 2 o malattie infiammatorie croniche come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn possono aumentare la suscettibilità.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nella stragrande maggioranza dei casi, il polipo adenomatoso è completamente asintomatico. Molte persone convivono con uno o più polipi per anni senza avvertire alcun segnale. Questa natura "silenziosa" è il motivo per cui i programmi di screening sono vitali. Tuttavia, quando il polipo raggiunge dimensioni considerevoli (generalmente superiori a 1-2 cm) o si trova in una posizione particolare, possono manifestarsi alcuni sintomi.

Il segnale più comune è il sanguinamento. Questo può manifestarsi come sanguinamento dal retto visibile sulla carta igienica o come presenza di sangue rosso vivo nelle feci. In alcuni casi, se il polipo si trova nella parte alta del colon, il sangue può essere digerito, rendendo le feci scure e catramose. Spesso, però, il sanguinamento è microscopico e non visibile a occhio nudo; in queste situazioni, la perdita cronica di sangue può portare a un'anemia sideropenica, che si manifesta con un persistente senso di spossatezza e pallore.

Altri possibili sintomi includono:

  • Alterazioni dell'alvo: Una variazione persistente nelle abitudini intestinali, come la comparsa improvvisa di stitichezza o diarrea che dura per più di qualche settimana.
  • Dolore: Sebbene raro, un polipo molto grande può causare un'ostruzione parziale dell'intestino, provocando dolori o crampi addominali e talvolta gonfiore addominale.
  • Secrezioni anomale: La presenza di muco nelle feci può essere un segno di un adenoma villoso di grandi dimensioni.
  • Sensazioni rettali: Se il polipo è situato vicino all'ano, il paziente può avvertire tenesmo rettale, ovvero la sensazione di dover evacuare anche quando l'intestino è vuoto.

In casi molto rari e avanzati, se la lesione ha già iniziato una trasformazione maligna, possono comparire perdita di peso inspiegabile, nausea o vomito.

Diagnosi

La diagnosi del polipo adenomatoso avviene solitamente attraverso procedure endoscopiche o test di screening. Poiché i sintomi sono spesso assenti, la medicina moderna punta sulla prevenzione attiva.

  1. Ricerca del Sangue Occulto nelle Feci (SOF): È il test di screening di primo livello più comune. Analizza un campione di feci per individuare tracce di sangue non visibili. Se positivo, è obbligatorio procedere con una colonscopia.
  2. Colonscopia: È il "gold standard" per la diagnosi. Un medico specialista inserisce un tubo flessibile dotato di telecamera (colonscopio) attraverso l'ano per visualizzare l'intero colon. Il grande vantaggio della colonscopia è che permette non solo di vedere il polipo, ma anche di rimuoverlo immediatamente (polipectomia) o di effettuarne una biopsia.
  3. Rettosigmoidoscopia: Simile alla colonscopia, ma esamina solo l'ultima parte dell'intestino (retto e sigma). È meno invasiva ma può mancare polipi situati più in alto.
  4. Colonscopia Virtuale (TC Colonografia): Utilizza la tomografia computerizzata per creare immagini tridimensionali del colon. È meno invasiva della colonscopia tradizionale ma, se viene individuato un polipo, è comunque necessario procedere con un'endoscopia tradizionale per la rimozione.
  5. Esami di laboratorio: Un emocromo completo può rivelare un'anemia che suggerisce un sanguinamento occulto.

Una volta rimosso, il polipo viene inviato in laboratorio per l'esame istologico. Il patologo determinerà il tipo di adenoma (tubulare, villoso) e il grado di displasia (basso o alto grado). La displasia indica quanto le cellule del polipo appaiono anormali al microscopio; un alto grado di displasia indica una maggiore vicinanza alla trasformazione cancerosa.

Trattamento e Terapie

Il trattamento d'elezione per il polipo adenomatoso è la polipectomia endoscopica. Nella quasi totalità dei casi, la rimozione avviene durante la stessa colonscopia diagnostica. Il medico utilizza un'ansa metallica a cappio che viene fatta passare attorno alla base del polipo; attraverso l'ansa viene fatta scorrere una corrente elettrica (elettrocauterio) che recide il polipo e sigilla i vasi sanguigni per prevenire emorragie.

Per polipi di dimensioni molto grandi o con forme piatte (sessili) che non possono essere rimossi con la tecnica standard, si ricorre a tecniche endoscopiche avanzate come la Resezione Mucosa Endoscopica (EMR) o la Dissezione Sottomucosa Endoscopica (ESD). Queste procedure permettono di asportare lesioni complesse salvaguardando l'integrità della parete intestinale ed evitando interventi chirurgici invasivi.

In rari casi, se il polipo è troppo grande, posizionato in un punto inaccessibile o se l'esame istologico rivela che il tumore ha già invaso i tessuti profondi, può essere necessario un intervento chirurgico tradizionale (resezione intestinale o colectomia parziale). Questo intervento può essere eseguito in laparoscopia, una tecnica mininvasiva che garantisce tempi di recupero più rapidi.

Dopo la rimozione, non sono solitamente necessari farmaci specifici, ma il paziente entra in un programma di sorveglianza. La frequenza delle colonscopie successive dipenderà dal numero di polipi rimossi, dalle loro dimensioni e dalle caratteristiche istologiche emerse dall'analisi del patologo.

Prognosi e Decorso

La prognosi per chi riceve una diagnosi di polipo adenomatoso è eccellente, a patto che la lesione venga rimossa completamente. La polipectomia è considerata una procedura risolutiva che interrompe la progressione verso il cancro del colon-retto. Una volta rimosso il polipo, il rischio che in quel punto specifico si sviluppi un tumore è praticamente nullo.

Tuttavia, le persone che hanno sviluppato un adenoma hanno una predisposizione biologica a formarne altri in futuro. Per questo motivo, il decorso post-trattamento prevede controlli periodici. Se il polipo era piccolo e unico, il controllo successivo potrebbe essere dopo 5 o 10 anni. Se invece erano presenti più polipi, o se l'adenoma presentava displasia di alto grado, la colonscopia di controllo verrà programmata dopo 1 o 3 anni.

Se un polipo adenomatoso non viene individuato e rimosso, il decorso naturale porta verso la trasformazione maligna. Questo processo è lento ma inesorabile nella maggior parte dei casi. Una volta che le cellule cancerose superano la sottomucosa, la patologia diventa un carcinoma invasivo, richiedendo trattamenti molto più aggressivi come chirurgia maggiore, chemioterapia e radioterapia.

Prevenzione

La prevenzione del polipo adenomatoso si divide in primaria (ridurre il rischio che si formino) e secondaria (individuarli precocemente).

Prevenzione Primaria (Stile di Vita):

  • Dieta: Aumentare il consumo di fibre attraverso cereali integrali, legumi, frutta e verdura. Ridurre drasticamente il consumo di carni rosse, insaccati e cibi eccessivamente processati.
  • Peso forma: Mantenere un indice di massa corporea (BMI) salutare attraverso una combinazione di dieta equilibrata e attività fisica.
  • Esercizio fisico: Almeno 30 minuti di attività aerobica moderata al giorno aiutano a regolarizzare il transito intestinale e ridurre l'infiammazione.
  • Limitare alcol e fumo: Smettere di fumare e limitare il consumo di alcolici riduce significativamente l'insulto tossico alle cellule del colon.
  • Integrazione: Alcuni studi suggeriscono che un adeguato apporto di calcio e vitamina D possa avere un effetto protettivo, ma è sempre bene consultare un professionista prima di assumere integratori.

Prevenzione Secondaria (Screening):

  • Partecipare ai programmi di screening nazionali (solitamente dai 50 anni in su) per la ricerca del sangue occulto nelle feci.
  • Sottoporsi a colonscopia preventiva se si ha familiarità per tumori del colon, anche prima dei 50 anni.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale non attendere la comparsa di sintomi gravi per rivolgersi a uno specialista, specialmente se si è superata la soglia dei 50 anni. Tuttavia, la consultazione medica diventa urgente in presenza di determinati "segnali d'allarme":

  1. Sangue nelle feci: Qualsiasi traccia di sangue, sia esso rosso vivo o scuro, deve essere indagata prontamente.
  2. Cambiamenti persistenti dell'alvo: Se notate che la vostra regolarità intestinale è cambiata senza una causa apparente (dieta, stress) e la situazione non si normalizza entro due o tre settimane.
  3. Dolore addominale ricorrente: Crampi o fastidi che non passano e che tendono a peggiorare dopo i pasti o prima dell'evacuazione.
  4. Stanchezza inspiegabile: Se vi sentite costantemente deboli e affaticati, potrebbe essere il segno di un'anemia causata da perdite ematiche silenti.
  5. Perdita di peso: Un calo ponderale non ricercato è sempre un sintomo che richiede un approfondimento diagnostico.

In presenza di una storia familiare di poliposi o tumori del colon, è consigliabile discutere con il proprio medico di base un piano di screening personalizzato, che potrebbe iniziare molto prima rispetto alla popolazione generale.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.