Tumore a cellule di Hürthle

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Definizione

Il tumore a cellule di Hürthle, noto anche come neoplasia a cellule ossifile o oncocitiche, è una forma rara di tumore della tiroide che origina dalle cellule follicolari della ghiandola. Queste cellule, chiamate appunto cellule di Hürthle, presentano caratteristiche microscopiche peculiari: sono più grandi delle normali cellule tiroidee e possiedono un citoplasma granuloso e intensamente eosinofilo (si colora di rosa con l'eosina) a causa di un accumulo anomalo di mitocondri.

Dal punto di vista clinico e patologico, il tumore a cellule di Hürthle è stato a lungo classificato come una variante del carcinoma follicolare della tiroide. Tuttavia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha recentemente riclassificato come un'entità distinta a causa delle sue specifiche caratteristiche genetiche, biologiche e del suo comportamento clinico spesso più aggressivo rispetto ad altre forme di tumore differenziato della tiroide.

Questi tumori possono essere classificati in due categorie principali: l'adenoma a cellule di Hürthle (benigno) e il carcinoma a cellule di Hürthle (maligno). La distinzione tra le due forme non può essere effettuata solo tramite un prelievo citologico (agoaspirato), ma richiede l'esame istologico dell'intera massa tumorale dopo l'asportazione chirurgica, per verificare l'eventuale presenza di invasione della capsula tumorale o dei vasi sanguigni.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di un tumore a cellule di Hürthle non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono contribuire alla sua insorgenza. A differenza di altri tumori tiroidei, questa neoplasia è caratterizzata da una profonda alterazione del DNA mitocondriale, che spiega l'elevato numero di questi organelli all'interno delle cellule.

I principali fattori di rischio includono:

  • Età e Sesso: Il tumore a cellule di Hürthle è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 3:1. L'età media alla diagnosi è generalmente più avanzata rispetto ad altri tumori tiroidei, manifestandosi solitamente tra i 50 e i 60 anni.
  • Esposizione a Radiazioni: Una storia di esposizione a radiazioni ionizzanti, specialmente durante l'infanzia o l'adolescenza (ad esempio per trattamenti radioterapici alla testa o al collo), aumenta significativamente il rischio di sviluppare neoplasie tiroidee, inclusa quella a cellule di Hürthle.
  • Carenza di Iodio: Sebbene sia un fattore più strettamente legato al carcinoma follicolare classico, una dieta povera di iodio può influenzare la salute della tiroide e favorire la formazione di noduli.
  • Fattori Genetici: Sono state identificate mutazioni specifiche, come quelle a carico del complesso I della catena respiratoria mitocondriale e alterazioni cromosomiche (perdita di eterozigosi), che sembrano giocare un ruolo cruciale nella trasformazione oncocitica delle cellule.
  • Patologie Tiroidee Pregresse: Condizioni come la tiroidite di Hashimoto o il gozzo multinodulare possono talvolta associarsi alla presenza di cellule di Hürthle, sebbene la trasformazione in carcinoma non sia automatica.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, il tumore a cellule di Hürthle è spesso asintomatico. Molti pazienti scoprono la patologia casualmente durante esami di routine o ecografie eseguite per altri motivi. Tuttavia, con la crescita della massa tumorale, possono comparire diversi segni e sintomi.

Il sintomo più comune è la comparsa di un nodulo tiroideo palpabile o visibile nella parte anteriore del collo. Questo nodulo si presenta solitamente come una massa indolore, di consistenza dura, che si muove con la deglutizione.

Se il tumore aumenta di dimensioni o diventa invasivo, può comprimere o infiltrare le strutture circostanti (esofago, trachea, nervi laringei), portando a:

  • Disfonia: un cambiamento nel tono della voce o una raucedine persistente, causata dalla pressione sul nervo laringeo ricorrente che controlla le corde vocali.
  • Disfagia: difficoltà o dolore durante la deglutizione di cibi solidi o liquidi.
  • Dispnea: sensazione di fiato corto o difficoltà respiratoria, dovuta alla compressione della trachea.
  • Dolore al collo: sebbene raro, può manifestarsi un fastidio localizzato nella regione della tiroide che può irradiarsi verso le orecchie.
  • Tosse persistente: una tosse stizzosa che non è legata a infezioni delle vie respiratorie.
  • Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi del collo, che può indicare una diffusione locale del tumore.

È importante notare che la presenza di questi sintomi non conferma necessariamente la malignità, poiché anche i noduli benigni possono causare compressione se sufficientemente grandi.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per il tumore a cellule di Hürthle è complesso e richiede un approccio multidisciplinare. Poiché la citologia non è sempre risolutiva, i medici seguono diversi step:

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la storia clinica del paziente, l'esposizione a radiazioni e procede alla palpazione del collo per identificare noduli e valutare la mobilità della ghiandola.
  2. Esami del Sangue: Si misurano i livelli di TSH (ormone tireostimolante) per valutare la funzionalità tiroidea. Sebbene i marcatori tumorali come la tireoglobulina non siano specifici per la diagnosi iniziale, sono fondamentali per il monitoraggio post-operatorio.
  3. Ecografia Tiroidea: È l'esame di primo livello. Permette di visualizzare le caratteristiche del nodulo (dimensioni, margini, vascolarizzazione, presenza di microcalcificazioni) e di valutare lo stato dei linfonodi cervicali.
  4. Agoaspirato (FNA - Fine Needle Aspiration): Sotto guida ecografica, si preleva un campione di cellule dal nodulo. Il patologo analizzerà il campione. Se vengono identificate numerose cellule di Hürthle, il referto indicherà spesso una "neoplasia a cellule di Hürthle". Tuttavia, come accennato, l'agoaspirato non può distinguere tra adenoma (benigno) e carcinoma (maligno).
  5. Scintigrafia Tiroidea: Può essere utilizzata in casi selezionati per valutare se il nodulo è "freddo" (non captante), il che aumenta il sospetto di malignità, sebbene non sia specifica per questo tipo di tumore.
  6. Esame Istologico Definitivo: È l'unico modo per ottenere una diagnosi certa. Dopo l'asportazione chirurgica (lobectomia o tiroidectomia), il patologo esamina l'intero nodulo alla ricerca di segni di invasione capsulare o vascolare. Se presenti, viene diagnosticato il carcinoma a cellule di Hürthle.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento principale per il tumore a cellule di Hürthle è chirurgico. La strategia dipende dalle dimensioni del tumore, dall'età del paziente e dal sospetto di malignità.

  • Chirurgia:

    • Lobectomia: Asportazione di un solo lobo della tiroide. Viene spesso eseguita come procedura diagnostica iniziale quando l'agoaspirato è indeterminato.
    • Tiroidectomia Totale: Rimozione completa della ghiandola tiroidea. È il trattamento d'elezione se la diagnosi di carcinoma è confermata o se il nodulo è molto grande.
    • Svuotamento Linfonodale: Se vi è evidenza di metastasi ai linfonodi del collo, questi vengono rimossi chirurgicamente durante lo stesso intervento.
  • Terapia con Radioiodio (RAI): Dopo la tiroidectomia totale, può essere somministrato iodio radioattivo per distruggere eventuali residui di tessuto tiroideo o cellule tumorali rimaste. Tuttavia, le cellule di Hürthle sono spesso meno capaci di captare lo iodio rispetto ad altri tumori tiroidei (sono "radio-iodio resistenti"), il che rende questa terapia meno efficace in alcuni pazienti.

  • Terapia Ormonale Sostitutiva e Soppressiva: Dopo l'asportazione della tiroide, il paziente dovrà assumere levotiroxina a vita per sostituire gli ormoni tiroidei. In caso di carcinoma, il dosaggio viene regolato per mantenere bassi i livelli di TSH, riducendo così lo stimolo alla crescita di eventuali cellule tumorali residue.

  • Terapie Mirate e Radioterapia Esterna: Nei casi avanzati o metastatici che non rispondono al radioiodio, si possono utilizzare farmaci inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) o la radioterapia a fasci esterni per controllare la progressione della malattia.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con tumore a cellule di Hürthle dipende in gran parte dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalla completezza della rimozione chirurgica.

Per gli adenomi a cellule di Hürthle (forme benigne), la prognosi è eccellente e la chirurgia è curativa, senza rischio di recidiva o metastasi.

Per i carcinomi a cellule di Hürthle, la situazione è più complessa. Sebbene molti pazienti abbiano un decorso favorevole, questo tumore tende ad avere un tasso di recidiva locale e di metastasi a distanza (specialmente ai polmoni e alle ossa) leggermente superiore rispetto al carcinoma follicolare classico. I fattori che influenzano negativamente la prognosi includono:

  • Dimensioni del tumore superiori a 4 cm.
  • Età avanzata al momento della diagnosi.
  • Presenza di estesa invasione vascolare.
  • Presenza di metastasi già alla diagnosi.

Il follow-up a lungo termine è essenziale e prevede controlli periodici con ecografia del collo e dosaggio della tireoglobulina nel sangue, che funge da indicatore della presenza di tessuto tiroideo (o tumorale).

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per il tumore a cellule di Hürthle, poiché le cause genetiche non sono modificabili. Tuttavia, è possibile adottare alcune misure generali per la salute della tiroide:

  • Apporto di Iodio: Assicurarsi un adeguato apporto di iodio attraverso l'uso di sale iodato, fondamentale per il corretto funzionamento della ghiandola.
  • Protezione dalle Radiazioni: Evitare l'esposizione non necessaria a radiazioni ionizzanti, specialmente nell'area del collo.
  • Autopalpazione e Controlli: Imparare a conoscere il proprio collo e consultare un medico se si nota la comparsa di nuovi noduli o gonfiori.
  • Screening in Famiglia: Sebbene non sia un tumore prettamente ereditario, informare il medico di eventuali casi di tumore alla tiroide in famiglia può aiutare a personalizzare i controlli.
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Quando Consultare un Medico

È consigliabile programmare una visita medica se si riscontra una delle seguenti condizioni:

  1. Presenza di un rigonfiamento o nodulo nella parte anteriore del collo, anche se indolore.
  2. Comparsa improvvisa di raucedine o cambiamenti della voce che non si risolvono entro due o tre settimane.
  3. Difficoltà persistente a deglutire (disfagia) o sensazione di corpo estraneo in gola.
  4. Sviluppo di difficoltà respiratorie inspiegabili.
  5. Ingrossamento dei linfonodi del collo.

La diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le probabilità di successo del trattamento e garantire una qualità di vita ottimale.

Tumore a cellule di Hürthle

Definizione

Il tumore a cellule di Hürthle, noto anche come neoplasia a cellule ossifile o oncocitiche, è una forma rara di tumore della tiroide che origina dalle cellule follicolari della ghiandola. Queste cellule, chiamate appunto cellule di Hürthle, presentano caratteristiche microscopiche peculiari: sono più grandi delle normali cellule tiroidee e possiedono un citoplasma granuloso e intensamente eosinofilo (si colora di rosa con l'eosina) a causa di un accumulo anomalo di mitocondri.

Dal punto di vista clinico e patologico, il tumore a cellule di Hürthle è stato a lungo classificato come una variante del carcinoma follicolare della tiroide. Tuttavia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha recentemente riclassificato come un'entità distinta a causa delle sue specifiche caratteristiche genetiche, biologiche e del suo comportamento clinico spesso più aggressivo rispetto ad altre forme di tumore differenziato della tiroide.

Questi tumori possono essere classificati in due categorie principali: l'adenoma a cellule di Hürthle (benigno) e il carcinoma a cellule di Hürthle (maligno). La distinzione tra le due forme non può essere effettuata solo tramite un prelievo citologico (agoaspirato), ma richiede l'esame istologico dell'intera massa tumorale dopo l'asportazione chirurgica, per verificare l'eventuale presenza di invasione della capsula tumorale o dei vasi sanguigni.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di un tumore a cellule di Hürthle non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi fattori che possono contribuire alla sua insorgenza. A differenza di altri tumori tiroidei, questa neoplasia è caratterizzata da una profonda alterazione del DNA mitocondriale, che spiega l'elevato numero di questi organelli all'interno delle cellule.

I principali fattori di rischio includono:

  • Età e Sesso: Il tumore a cellule di Hürthle è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 3:1. L'età media alla diagnosi è generalmente più avanzata rispetto ad altri tumori tiroidei, manifestandosi solitamente tra i 50 e i 60 anni.
  • Esposizione a Radiazioni: Una storia di esposizione a radiazioni ionizzanti, specialmente durante l'infanzia o l'adolescenza (ad esempio per trattamenti radioterapici alla testa o al collo), aumenta significativamente il rischio di sviluppare neoplasie tiroidee, inclusa quella a cellule di Hürthle.
  • Carenza di Iodio: Sebbene sia un fattore più strettamente legato al carcinoma follicolare classico, una dieta povera di iodio può influenzare la salute della tiroide e favorire la formazione di noduli.
  • Fattori Genetici: Sono state identificate mutazioni specifiche, come quelle a carico del complesso I della catena respiratoria mitocondriale e alterazioni cromosomiche (perdita di eterozigosi), che sembrano giocare un ruolo cruciale nella trasformazione oncocitica delle cellule.
  • Patologie Tiroidee Pregresse: Condizioni come la tiroidite di Hashimoto o il gozzo multinodulare possono talvolta associarsi alla presenza di cellule di Hürthle, sebbene la trasformazione in carcinoma non sia automatica.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nelle fasi iniziali, il tumore a cellule di Hürthle è spesso asintomatico. Molti pazienti scoprono la patologia casualmente durante esami di routine o ecografie eseguite per altri motivi. Tuttavia, con la crescita della massa tumorale, possono comparire diversi segni e sintomi.

Il sintomo più comune è la comparsa di un nodulo tiroideo palpabile o visibile nella parte anteriore del collo. Questo nodulo si presenta solitamente come una massa indolore, di consistenza dura, che si muove con la deglutizione.

Se il tumore aumenta di dimensioni o diventa invasivo, può comprimere o infiltrare le strutture circostanti (esofago, trachea, nervi laringei), portando a:

  • Disfonia: un cambiamento nel tono della voce o una raucedine persistente, causata dalla pressione sul nervo laringeo ricorrente che controlla le corde vocali.
  • Disfagia: difficoltà o dolore durante la deglutizione di cibi solidi o liquidi.
  • Dispnea: sensazione di fiato corto o difficoltà respiratoria, dovuta alla compressione della trachea.
  • Dolore al collo: sebbene raro, può manifestarsi un fastidio localizzato nella regione della tiroide che può irradiarsi verso le orecchie.
  • Tosse persistente: una tosse stizzosa che non è legata a infezioni delle vie respiratorie.
  • Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi del collo, che può indicare una diffusione locale del tumore.

È importante notare che la presenza di questi sintomi non conferma necessariamente la malignità, poiché anche i noduli benigni possono causare compressione se sufficientemente grandi.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per il tumore a cellule di Hürthle è complesso e richiede un approccio multidisciplinare. Poiché la citologia non è sempre risolutiva, i medici seguono diversi step:

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la storia clinica del paziente, l'esposizione a radiazioni e procede alla palpazione del collo per identificare noduli e valutare la mobilità della ghiandola.
  2. Esami del Sangue: Si misurano i livelli di TSH (ormone tireostimolante) per valutare la funzionalità tiroidea. Sebbene i marcatori tumorali come la tireoglobulina non siano specifici per la diagnosi iniziale, sono fondamentali per il monitoraggio post-operatorio.
  3. Ecografia Tiroidea: È l'esame di primo livello. Permette di visualizzare le caratteristiche del nodulo (dimensioni, margini, vascolarizzazione, presenza di microcalcificazioni) e di valutare lo stato dei linfonodi cervicali.
  4. Agoaspirato (FNA - Fine Needle Aspiration): Sotto guida ecografica, si preleva un campione di cellule dal nodulo. Il patologo analizzerà il campione. Se vengono identificate numerose cellule di Hürthle, il referto indicherà spesso una "neoplasia a cellule di Hürthle". Tuttavia, come accennato, l'agoaspirato non può distinguere tra adenoma (benigno) e carcinoma (maligno).
  5. Scintigrafia Tiroidea: Può essere utilizzata in casi selezionati per valutare se il nodulo è "freddo" (non captante), il che aumenta il sospetto di malignità, sebbene non sia specifica per questo tipo di tumore.
  6. Esame Istologico Definitivo: È l'unico modo per ottenere una diagnosi certa. Dopo l'asportazione chirurgica (lobectomia o tiroidectomia), il patologo esamina l'intero nodulo alla ricerca di segni di invasione capsulare o vascolare. Se presenti, viene diagnosticato il carcinoma a cellule di Hürthle.

Trattamento e Terapie

Il trattamento principale per il tumore a cellule di Hürthle è chirurgico. La strategia dipende dalle dimensioni del tumore, dall'età del paziente e dal sospetto di malignità.

  • Chirurgia:

    • Lobectomia: Asportazione di un solo lobo della tiroide. Viene spesso eseguita come procedura diagnostica iniziale quando l'agoaspirato è indeterminato.
    • Tiroidectomia Totale: Rimozione completa della ghiandola tiroidea. È il trattamento d'elezione se la diagnosi di carcinoma è confermata o se il nodulo è molto grande.
    • Svuotamento Linfonodale: Se vi è evidenza di metastasi ai linfonodi del collo, questi vengono rimossi chirurgicamente durante lo stesso intervento.
  • Terapia con Radioiodio (RAI): Dopo la tiroidectomia totale, può essere somministrato iodio radioattivo per distruggere eventuali residui di tessuto tiroideo o cellule tumorali rimaste. Tuttavia, le cellule di Hürthle sono spesso meno capaci di captare lo iodio rispetto ad altri tumori tiroidei (sono "radio-iodio resistenti"), il che rende questa terapia meno efficace in alcuni pazienti.

  • Terapia Ormonale Sostitutiva e Soppressiva: Dopo l'asportazione della tiroide, il paziente dovrà assumere levotiroxina a vita per sostituire gli ormoni tiroidei. In caso di carcinoma, il dosaggio viene regolato per mantenere bassi i livelli di TSH, riducendo così lo stimolo alla crescita di eventuali cellule tumorali residue.

  • Terapie Mirate e Radioterapia Esterna: Nei casi avanzati o metastatici che non rispondono al radioiodio, si possono utilizzare farmaci inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) o la radioterapia a fasci esterni per controllare la progressione della malattia.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con tumore a cellule di Hürthle dipende in gran parte dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalla completezza della rimozione chirurgica.

Per gli adenomi a cellule di Hürthle (forme benigne), la prognosi è eccellente e la chirurgia è curativa, senza rischio di recidiva o metastasi.

Per i carcinomi a cellule di Hürthle, la situazione è più complessa. Sebbene molti pazienti abbiano un decorso favorevole, questo tumore tende ad avere un tasso di recidiva locale e di metastasi a distanza (specialmente ai polmoni e alle ossa) leggermente superiore rispetto al carcinoma follicolare classico. I fattori che influenzano negativamente la prognosi includono:

  • Dimensioni del tumore superiori a 4 cm.
  • Età avanzata al momento della diagnosi.
  • Presenza di estesa invasione vascolare.
  • Presenza di metastasi già alla diagnosi.

Il follow-up a lungo termine è essenziale e prevede controlli periodici con ecografia del collo e dosaggio della tireoglobulina nel sangue, che funge da indicatore della presenza di tessuto tiroideo (o tumorale).

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per il tumore a cellule di Hürthle, poiché le cause genetiche non sono modificabili. Tuttavia, è possibile adottare alcune misure generali per la salute della tiroide:

  • Apporto di Iodio: Assicurarsi un adeguato apporto di iodio attraverso l'uso di sale iodato, fondamentale per il corretto funzionamento della ghiandola.
  • Protezione dalle Radiazioni: Evitare l'esposizione non necessaria a radiazioni ionizzanti, specialmente nell'area del collo.
  • Autopalpazione e Controlli: Imparare a conoscere il proprio collo e consultare un medico se si nota la comparsa di nuovi noduli o gonfiori.
  • Screening in Famiglia: Sebbene non sia un tumore prettamente ereditario, informare il medico di eventuali casi di tumore alla tiroide in famiglia può aiutare a personalizzare i controlli.

Quando Consultare un Medico

È consigliabile programmare una visita medica se si riscontra una delle seguenti condizioni:

  1. Presenza di un rigonfiamento o nodulo nella parte anteriore del collo, anche se indolore.
  2. Comparsa improvvisa di raucedine o cambiamenti della voce che non si risolvono entro due o tre settimane.
  3. Difficoltà persistente a deglutire (disfagia) o sensazione di corpo estraneo in gola.
  4. Sviluppo di difficoltà respiratorie inspiegabili.
  5. Ingrossamento dei linfonodi del collo.

La diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le probabilità di successo del trattamento e garantire una qualità di vita ottimale.

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