Adenoma a cellule di Hürthle

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Definizione

L'adenoma a cellule di Hürthle, noto anche come adenoma oncocitico o adenoma a cellule ossifile, è un tumore benigno della ghiandola tiroidea. Si distingue dagli altri tipi di adenomi tiroidei per la sua composizione cellulare specifica: è costituito prevalentemente (almeno il 75%) da cellule di Hürthle. Queste cellule sono varianti delle cellule follicolari della tiroide e sono caratterizzate da un citoplasma ampio, granulare ed eosinofilo (che si colora intensamente di rosa con l'eosina), dovuto a un accumulo anomalo di mitocondri.

Sebbene l'adenoma a cellule di Hürthle sia classificato come una neoplasia benigna, la sua gestione clinica è complessa a causa della somiglianza citologica con la sua controparte maligna, il carcinoma a cellule di Hürthle. Storicamente, queste lesioni erano considerate varianti del tumore follicolare, ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le ha recentemente classificate come un'entità biologica distinta a causa delle loro caratteristiche genetiche e metaboliche uniche.

Questi adenomi si presentano solitamente come noduli solitari all'interno della tiroide. Nonostante la natura benigna, la crescita del tumore può esercitare pressione sulle strutture circostanti del collo, rendendo necessaria l'asportazione chirurgica. È importante sottolineare che la diagnosi definitiva tra adenoma e carcinoma non può essere effettuata tramite un semplice agoaspirato, ma richiede l'esame istologico dell'intera massa asportata per escludere l'invasione della capsula o dei vasi sanguigni.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di un adenoma a cellule di Hürthle non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi meccanismi molecolari e fattori ambientali che possono contribuire alla sua insorgenza.

Dal punto di vista genetico, l'accumulo di mitocondri tipico delle cellule di Hürthle è spesso associato a mutazioni nel DNA mitocondriale (mtDNA) e in geni nucleari che regolano la funzione respiratoria cellulare. Mutazioni nel complesso I della catena respiratoria mitocondriale sono frequentemente riscontrate. Inoltre, alterazioni nel gene GRIM-19, che è coinvolto nella morte cellulare programmata e nella funzione mitocondriale, sono state collegate a questa patologia.

I principali fattori di rischio includono:

  • Esposizione a radiazioni: Come per molti tumori tiroidei, l'esposizione pregressa a radiazioni ionizzanti (specialmente durante l'infanzia o per trattamenti radioterapici al collo) aumenta il rischio di sviluppare noduli, inclusi gli adenomi oncocitici.
  • Sesso e Età: La patologia è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 3:1. L'incidenza aumenta con l'avanzare dell'età, manifestandosi tipicamente tra la quinta e la sesta decade di vita.
  • Patologie tiroidee preesistenti: Esiste una correlazione significativa con la tiroidite di Hashimoto. In questa condizione infiammatoria cronica, le cellule follicolari possono subire una metaplasia oncocitica (trasformarsi in cellule di Hürthle) a causa dello stress ossidativo, portando talvolta alla formazione di veri e propri adenomi.
  • Carenza di iodio: Sebbene meno direttamente collegata rispetto al tumore follicolare classico, una dieta povera di iodio può stimolare la proliferazione cellulare tiroidea attraverso l'aumento dell'ormone TSH.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nella maggior parte dei casi, l'adenoma a cellule di Hürthle è asintomatico e viene scoperto casualmente durante un esame fisico di routine o un'ecografia eseguita per altri motivi. Tuttavia, quando il nodulo raggiunge dimensioni significative, possono comparire diversi segni e sintomi.

Il sintomo più comune è la presenza di un nodulo tiroideo palpabile o visibile nella parte anteriore del collo. Questo nodulo è solitamente indolore, sodo al tatto e si muove con la deglutizione.

Se l'adenoma cresce ulteriormente, può causare sintomi da compressione meccanica sulle strutture adiacenti (esofago e trachea):

  • Disfagia: la sensazione di difficoltà o dolore durante la deglutizione dei cibi solidi o liquidi.
  • Dispnea: difficoltà respiratoria o senso di fiato corto, specialmente in posizione distesa, dovuto alla pressione sulla trachea.
  • Senso di costrizione: una sensazione di pressione o "nodo in gola" persistente.
  • Disfonia: cambiamenti nel tono della voce o raucedine. Sebbene la disfonia sia più frequente nei tumori maligni che invadono il nervo laringeo ricorrente, un adenoma molto voluminoso può comunque comprimere i nervi o la laringe.
  • Dolore cervicale: raramente, può verificarsi un dolore localizzato nella regione anteriore del collo, talvolta irradiato verso l'orecchio.
  • Linfadenopatia: L'ingrossamento dei linfonodi del collo è raro per un adenoma benigno e, se presente, deve indurre il sospetto di una forma maligna o di un processo infiammatorio concomitante.

È importante notare che l'adenoma a cellule di Hürthle raramente altera la funzione tiroidea; pertanto, i pazienti solitamente non presentano sintomi di ipertiroidismo o ipotiroidismo, a meno che non coista una tiroidite.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per un adenoma a cellule di Hürthle segue il protocollo standard per la valutazione dei noduli tiroidei, ma presenta sfide specifiche.

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la storia clinica del paziente, l'esposizione a radiazioni e procede alla palpazione del collo per determinare dimensione, consistenza e mobilità del nodulo.
  2. Esami del Sangue: Si misura il dosaggio del TSH (ormone tireostimolante) per valutare la funzionalità tiroidea. Solitamente i valori sono normali. La ricerca di anticorpi anti-tireoperossidasi (TPO) può essere utile se si sospetta una tiroidite di Hashimoto associata.
  3. Ecografia Tiroidea: È l'esame di primo livello. L'adenoma a cellule di Hürthle appare spesso come un nodulo solido, ipoecogeno o isoecogeno, frequentemente circondato da un alone periferico completo. L'ecografia aiuta a definire le dimensioni e le caratteristiche di vascolarizzazione (spesso intensa al centro del nodulo).
  4. Agoaspirato (FNA - Fine Needle Aspiration): Questa procedura consiste nel prelevare un campione di cellule dal nodulo con un ago sottile. Il patologo esaminerà le cellule al microscopio. Se il campione rivela una predominanza di cellule di Hürthle, il referto verrà classificato secondo il sistema Bethesda (solitamente Categoria IV: neoplasia follicolare o sospetta neoplasia a cellule di Hürthle).
  5. Il Limite della Citologia: È fondamentale comprendere che l'agoaspirato non può distinguere tra un adenoma (benigno) e un carcinoma (maligno) a cellule di Hürthle. Entrambi presentano le stesse caratteristiche cellulari. La distinzione si basa esclusivamente sulla presenza di invasione capsulare o vascolare, che può essere verificata solo esaminando l'intero nodulo dopo l'asportazione chirurgica.
  6. Scintigrafia Tiroidea: Può essere utilizzata se il TSH è basso. Gli adenomi a cellule di Hürthle appaiono solitamente come "noduli freddi" (che non captano il radiofarmaco), il che indica la necessità di ulteriori indagini.
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Trattamento e Terapie

A causa dell'impossibilità di escludere con certezza la malignità tramite la sola biopsia citologica, il trattamento d'elezione per un sospetto adenoma a cellule di Hürthle è la chirurgia.

Le opzioni chirurgiche includono:

  • Lobectomia tiroidea (o emitiroidectomia): Consiste nella rimozione del solo lobo tiroideo che contiene il nodulo. È l'intervento preferito per noduli singoli in assenza di altri fattori di rischio. Il vantaggio è che il lobo rimanente può spesso produrre ormoni a sufficienza, evitando la terapia sostitutiva a vita.
  • Tiroidectomia totale: Viene presa in considerazione se il nodulo è molto grande, se sono presenti noduli sospetti in entrambi i lobi, o se il paziente ha una storia di esposizione a radiazioni. In questo caso, il paziente dovrà assumere levotiroxina (ormone tiroideo sintetico) per tutta la vita.

Durante l'intervento, può essere eseguito un esame istologico estemporaneo (al congelatore), ma la sua utilità è limitata per le cellule di Hürthle poiché l'esame accurato della capsula richiede tempi di processazione più lunghi (esame definitivo).

Se l'esame istologico definitivo conferma che si tratta di un adenoma (assenza di invasione), non sono necessari ulteriori trattamenti chirurgici o radioterapia con iodio radioattivo. Se invece venisse diagnosticato un carcinoma, potrebbe essere necessario completare la tiroidectomia (se era stata fatta solo una lobectomia) e valutare il trattamento con iodio radioattivo, sebbene le cellule di Hürthle siano spesso meno avide di iodio rispetto alle normali cellule follicolari.

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Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con adenoma a cellule di Hürthle è eccellente. Essendo una lesione benigna, una volta rimosso chirurgicamente, il tumore non dà luogo a metastasi e non invade i tessuti circostanti.

Il decorso post-operatorio prevede solitamente:

  • Monitoraggio dei livelli di calcio: In caso di tiroidite totale, le ghiandole paratiroidi potrebbero subire uno stordimento temporaneo, causando una transitoria ipocalcemia.
  • Valutazione della funzione tiroidea: Dopo una lobectomia, si controlla il TSH dopo circa 6-8 settimane per verificare se il lobo superstite è sufficiente. In caso di tiroidectomia totale, si imposta il dosaggio della terapia sostitutiva.
  • Follow-up ecografico: Anche se l'adenoma è benigno, è consigliabile un monitoraggio periodico del lobo rimanente o del letto tiroideo per individuare precocemente la comparsa di nuovi noduli.

Il rischio di recidiva di un adenoma a cellule di Hürthle nello stesso sito è estremamente basso se l'asportazione è stata completa.

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Prevenzione

Non esiste una strategia di prevenzione specifica per l'adenoma a cellule di Hürthle, poiché molte delle sue cause sono legate a mutazioni genetiche spontanee o a fattori non modificabili come l'età e il sesso. Tuttavia, alcune misure generali possono ridurre il rischio di patologie tiroidee:

  • Apporto adeguato di iodio: L'uso di sale iodato è la misura più semplice ed efficace per prevenire la formazione di gozzi e noduli tiroidei legati alla carenza di questo micronutriente.
  • Protezione dalle radiazioni: Evitare esposizioni non necessarie a radiazioni ionizzanti, specialmente nell'area del collo e durante l'infanzia. Durante gli esami radiografici odontoiatrici, è buona norma richiedere l'uso del collare protettivo in piombo.
  • Monitoraggio della Tiroidite di Hashimoto: I pazienti con diagnosi di tiroidite autoimmune dovrebbero sottoporsi a controlli ecografici regolari, poiché la metaplasia oncocitica cronica può favorire lo sviluppo di noduli a cellule di Hürthle.
  • Stile di vita sano: Sebbene non vi sia un legame diretto dimostrato, il mantenimento di un peso corporeo adeguato e l'astensione dal fumo contribuiscono alla salute endocrina generale.
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Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a un endocrinologo se si nota una delle seguenti condizioni:

  • Comparsa di un rigonfiamento o di un piccolo "sassolino" nella parte anteriore del collo, anche se indolore.
  • Sensazione persistente di corpo estraneo in gola o difficoltà a deglutire cibi solidi.
  • Cambiamenti inspiegabili della voce che durano da più di due o tre settimane.
  • Difficoltà a respirare, specialmente quando ci si sdraia o si compiono sforzi fisici moderati.
  • Dolore persistente alla base del collo che non passa con i comuni analgesici.

Nella maggior parte dei casi, un nodulo tiroideo si rivelerà essere una condizione benigna, ma una valutazione tempestiva è fondamentale per escludere patologie più serie e per pianificare il trattamento più appropriato, garantendo la massima tranquillità al paziente.

Adenoma a cellule di Hürthle

Definizione

L'adenoma a cellule di Hürthle, noto anche come adenoma oncocitico o adenoma a cellule ossifile, è un tumore benigno della ghiandola tiroidea. Si distingue dagli altri tipi di adenomi tiroidei per la sua composizione cellulare specifica: è costituito prevalentemente (almeno il 75%) da cellule di Hürthle. Queste cellule sono varianti delle cellule follicolari della tiroide e sono caratterizzate da un citoplasma ampio, granulare ed eosinofilo (che si colora intensamente di rosa con l'eosina), dovuto a un accumulo anomalo di mitocondri.

Sebbene l'adenoma a cellule di Hürthle sia classificato come una neoplasia benigna, la sua gestione clinica è complessa a causa della somiglianza citologica con la sua controparte maligna, il carcinoma a cellule di Hürthle. Storicamente, queste lesioni erano considerate varianti del tumore follicolare, ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le ha recentemente classificate come un'entità biologica distinta a causa delle loro caratteristiche genetiche e metaboliche uniche.

Questi adenomi si presentano solitamente come noduli solitari all'interno della tiroide. Nonostante la natura benigna, la crescita del tumore può esercitare pressione sulle strutture circostanti del collo, rendendo necessaria l'asportazione chirurgica. È importante sottolineare che la diagnosi definitiva tra adenoma e carcinoma non può essere effettuata tramite un semplice agoaspirato, ma richiede l'esame istologico dell'intera massa asportata per escludere l'invasione della capsula o dei vasi sanguigni.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte che portano allo sviluppo di un adenoma a cellule di Hürthle non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica ha identificato diversi meccanismi molecolari e fattori ambientali che possono contribuire alla sua insorgenza.

Dal punto di vista genetico, l'accumulo di mitocondri tipico delle cellule di Hürthle è spesso associato a mutazioni nel DNA mitocondriale (mtDNA) e in geni nucleari che regolano la funzione respiratoria cellulare. Mutazioni nel complesso I della catena respiratoria mitocondriale sono frequentemente riscontrate. Inoltre, alterazioni nel gene GRIM-19, che è coinvolto nella morte cellulare programmata e nella funzione mitocondriale, sono state collegate a questa patologia.

I principali fattori di rischio includono:

  • Esposizione a radiazioni: Come per molti tumori tiroidei, l'esposizione pregressa a radiazioni ionizzanti (specialmente durante l'infanzia o per trattamenti radioterapici al collo) aumenta il rischio di sviluppare noduli, inclusi gli adenomi oncocitici.
  • Sesso e Età: La patologia è più comune nelle donne rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 3:1. L'incidenza aumenta con l'avanzare dell'età, manifestandosi tipicamente tra la quinta e la sesta decade di vita.
  • Patologie tiroidee preesistenti: Esiste una correlazione significativa con la tiroidite di Hashimoto. In questa condizione infiammatoria cronica, le cellule follicolari possono subire una metaplasia oncocitica (trasformarsi in cellule di Hürthle) a causa dello stress ossidativo, portando talvolta alla formazione di veri e propri adenomi.
  • Carenza di iodio: Sebbene meno direttamente collegata rispetto al tumore follicolare classico, una dieta povera di iodio può stimolare la proliferazione cellulare tiroidea attraverso l'aumento dell'ormone TSH.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Nella maggior parte dei casi, l'adenoma a cellule di Hürthle è asintomatico e viene scoperto casualmente durante un esame fisico di routine o un'ecografia eseguita per altri motivi. Tuttavia, quando il nodulo raggiunge dimensioni significative, possono comparire diversi segni e sintomi.

Il sintomo più comune è la presenza di un nodulo tiroideo palpabile o visibile nella parte anteriore del collo. Questo nodulo è solitamente indolore, sodo al tatto e si muove con la deglutizione.

Se l'adenoma cresce ulteriormente, può causare sintomi da compressione meccanica sulle strutture adiacenti (esofago e trachea):

  • Disfagia: la sensazione di difficoltà o dolore durante la deglutizione dei cibi solidi o liquidi.
  • Dispnea: difficoltà respiratoria o senso di fiato corto, specialmente in posizione distesa, dovuto alla pressione sulla trachea.
  • Senso di costrizione: una sensazione di pressione o "nodo in gola" persistente.
  • Disfonia: cambiamenti nel tono della voce o raucedine. Sebbene la disfonia sia più frequente nei tumori maligni che invadono il nervo laringeo ricorrente, un adenoma molto voluminoso può comunque comprimere i nervi o la laringe.
  • Dolore cervicale: raramente, può verificarsi un dolore localizzato nella regione anteriore del collo, talvolta irradiato verso l'orecchio.
  • Linfadenopatia: L'ingrossamento dei linfonodi del collo è raro per un adenoma benigno e, se presente, deve indurre il sospetto di una forma maligna o di un processo infiammatorio concomitante.

È importante notare che l'adenoma a cellule di Hürthle raramente altera la funzione tiroidea; pertanto, i pazienti solitamente non presentano sintomi di ipertiroidismo o ipotiroidismo, a meno che non coista una tiroidite.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per un adenoma a cellule di Hürthle segue il protocollo standard per la valutazione dei noduli tiroidei, ma presenta sfide specifiche.

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la storia clinica del paziente, l'esposizione a radiazioni e procede alla palpazione del collo per determinare dimensione, consistenza e mobilità del nodulo.
  2. Esami del Sangue: Si misura il dosaggio del TSH (ormone tireostimolante) per valutare la funzionalità tiroidea. Solitamente i valori sono normali. La ricerca di anticorpi anti-tireoperossidasi (TPO) può essere utile se si sospetta una tiroidite di Hashimoto associata.
  3. Ecografia Tiroidea: È l'esame di primo livello. L'adenoma a cellule di Hürthle appare spesso come un nodulo solido, ipoecogeno o isoecogeno, frequentemente circondato da un alone periferico completo. L'ecografia aiuta a definire le dimensioni e le caratteristiche di vascolarizzazione (spesso intensa al centro del nodulo).
  4. Agoaspirato (FNA - Fine Needle Aspiration): Questa procedura consiste nel prelevare un campione di cellule dal nodulo con un ago sottile. Il patologo esaminerà le cellule al microscopio. Se il campione rivela una predominanza di cellule di Hürthle, il referto verrà classificato secondo il sistema Bethesda (solitamente Categoria IV: neoplasia follicolare o sospetta neoplasia a cellule di Hürthle).
  5. Il Limite della Citologia: È fondamentale comprendere che l'agoaspirato non può distinguere tra un adenoma (benigno) e un carcinoma (maligno) a cellule di Hürthle. Entrambi presentano le stesse caratteristiche cellulari. La distinzione si basa esclusivamente sulla presenza di invasione capsulare o vascolare, che può essere verificata solo esaminando l'intero nodulo dopo l'asportazione chirurgica.
  6. Scintigrafia Tiroidea: Può essere utilizzata se il TSH è basso. Gli adenomi a cellule di Hürthle appaiono solitamente come "noduli freddi" (che non captano il radiofarmaco), il che indica la necessità di ulteriori indagini.

Trattamento e Terapie

A causa dell'impossibilità di escludere con certezza la malignità tramite la sola biopsia citologica, il trattamento d'elezione per un sospetto adenoma a cellule di Hürthle è la chirurgia.

Le opzioni chirurgiche includono:

  • Lobectomia tiroidea (o emitiroidectomia): Consiste nella rimozione del solo lobo tiroideo che contiene il nodulo. È l'intervento preferito per noduli singoli in assenza di altri fattori di rischio. Il vantaggio è che il lobo rimanente può spesso produrre ormoni a sufficienza, evitando la terapia sostitutiva a vita.
  • Tiroidectomia totale: Viene presa in considerazione se il nodulo è molto grande, se sono presenti noduli sospetti in entrambi i lobi, o se il paziente ha una storia di esposizione a radiazioni. In questo caso, il paziente dovrà assumere levotiroxina (ormone tiroideo sintetico) per tutta la vita.

Durante l'intervento, può essere eseguito un esame istologico estemporaneo (al congelatore), ma la sua utilità è limitata per le cellule di Hürthle poiché l'esame accurato della capsula richiede tempi di processazione più lunghi (esame definitivo).

Se l'esame istologico definitivo conferma che si tratta di un adenoma (assenza di invasione), non sono necessari ulteriori trattamenti chirurgici o radioterapia con iodio radioattivo. Se invece venisse diagnosticato un carcinoma, potrebbe essere necessario completare la tiroidectomia (se era stata fatta solo una lobectomia) e valutare il trattamento con iodio radioattivo, sebbene le cellule di Hürthle siano spesso meno avide di iodio rispetto alle normali cellule follicolari.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con adenoma a cellule di Hürthle è eccellente. Essendo una lesione benigna, una volta rimosso chirurgicamente, il tumore non dà luogo a metastasi e non invade i tessuti circostanti.

Il decorso post-operatorio prevede solitamente:

  • Monitoraggio dei livelli di calcio: In caso di tiroidite totale, le ghiandole paratiroidi potrebbero subire uno stordimento temporaneo, causando una transitoria ipocalcemia.
  • Valutazione della funzione tiroidea: Dopo una lobectomia, si controlla il TSH dopo circa 6-8 settimane per verificare se il lobo superstite è sufficiente. In caso di tiroidectomia totale, si imposta il dosaggio della terapia sostitutiva.
  • Follow-up ecografico: Anche se l'adenoma è benigno, è consigliabile un monitoraggio periodico del lobo rimanente o del letto tiroideo per individuare precocemente la comparsa di nuovi noduli.

Il rischio di recidiva di un adenoma a cellule di Hürthle nello stesso sito è estremamente basso se l'asportazione è stata completa.

Prevenzione

Non esiste una strategia di prevenzione specifica per l'adenoma a cellule di Hürthle, poiché molte delle sue cause sono legate a mutazioni genetiche spontanee o a fattori non modificabili come l'età e il sesso. Tuttavia, alcune misure generali possono ridurre il rischio di patologie tiroidee:

  • Apporto adeguato di iodio: L'uso di sale iodato è la misura più semplice ed efficace per prevenire la formazione di gozzi e noduli tiroidei legati alla carenza di questo micronutriente.
  • Protezione dalle radiazioni: Evitare esposizioni non necessarie a radiazioni ionizzanti, specialmente nell'area del collo e durante l'infanzia. Durante gli esami radiografici odontoiatrici, è buona norma richiedere l'uso del collare protettivo in piombo.
  • Monitoraggio della Tiroidite di Hashimoto: I pazienti con diagnosi di tiroidite autoimmune dovrebbero sottoporsi a controlli ecografici regolari, poiché la metaplasia oncocitica cronica può favorire lo sviluppo di noduli a cellule di Hürthle.
  • Stile di vita sano: Sebbene non vi sia un legame diretto dimostrato, il mantenimento di un peso corporeo adeguato e l'astensione dal fumo contribuiscono alla salute endocrina generale.

Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a un endocrinologo se si nota una delle seguenti condizioni:

  • Comparsa di un rigonfiamento o di un piccolo "sassolino" nella parte anteriore del collo, anche se indolore.
  • Sensazione persistente di corpo estraneo in gola o difficoltà a deglutire cibi solidi.
  • Cambiamenti inspiegabili della voce che durano da più di due o tre settimane.
  • Difficoltà a respirare, specialmente quando ci si sdraia o si compiono sforzi fisici moderati.
  • Dolore persistente alla base del collo che non passa con i comuni analgesici.

Nella maggior parte dei casi, un nodulo tiroideo si rivelerà essere una condizione benigna, ma una valutazione tempestiva è fondamentale per escludere patologie più serie e per pianificare il trattamento più appropriato, garantendo la massima tranquillità al paziente.

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