Volta Vaginale
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La volta vaginale (o cupola vaginale) rappresenta la porzione superiore e più profonda del canale vaginale. In condizioni anatomiche standard, la volta vaginale circonda la cervice uterina, formando dei recessi chiamati fornici vaginali. Tuttavia, il termine assume una rilevanza clinica fondamentale soprattutto nelle donne che si sono sottoposte a un intervento di isterectomia (rimozione dell'utero). In seguito a tale procedura, la parte superiore della vagina viene suturata, creando quello che i chirurghi definiscono "moncone vaginale" o, appunto, volta vaginale.
Dal punto di vista strutturale, la volta vaginale è sostenuta da un complesso sistema di legamenti e muscoli che compongono il pavimento pelvico. I principali attori in questo sistema di supporto sono i legamenti utero-sacrali e i legamenti cardinali, che ancorano la parte superiore della vagina alle pareti della pelvi. Quando questi supporti naturali si indeboliscono o vengono danneggiati, la volta vaginale può scendere verso il basso, portando a una condizione nota come prolasso della volta vaginale.
Il prolasso della volta vaginale è una forma di disfunzione del pavimento pelvico in cui la parte superiore della vagina perde la sua posizione originale e scivola nel canale vaginale, potendo nei casi più gravi fuoriuscire dall'apertura vulvare. Questa condizione è spesso associata alla discesa di altri organi pelvici, configurando quadri clinici complessi che coinvolgono la vescica o il retto.
Comprendere l'anatomia e le patologie associate alla volta vaginale è essenziale per la salute femminile post-chirurgica e per la gestione della qualità della vita durante l'invecchiamento, poiché le problematiche legate a questa struttura possono influenzare significativamente le funzioni urinarie, intestinali e sessuali.
Cause e Fattori di Rischio
La causa principale delle problematiche a carico della volta vaginale, in particolare del suo prolasso, è l'indebolimento delle strutture di sostegno pelvico. Questo indebolimento può essere il risultato di una combinazione di fattori traumatici, ormonali e legati allo stile di vita.
L'intervento di isterectomia è considerato il principale fattore di rischio. Durante la rimozione dell'utero, i legamenti che normalmente sostengono sia l'utero che la parte superiore della vagina vengono recisi. Se il chirurgo non provvede a riattaccare adeguatamente la volta vaginale ai supporti legamentosi rimanenti, il rischio che questa collassi nel tempo aumenta considerevolmente. Si stima che una percentuale significativa di donne che hanno subito l'asportazione dell'utero possa sviluppare un certo grado di prolasso della volta negli anni successivi.
Altri fattori di rischio determinanti includono:
- Gravidanza e parto vaginale: Il passaggio del feto attraverso il canale del parto può causare stiramenti o lacerazioni dei muscoli e dei nervi del pavimento pelvico, indebolendo il supporto strutturale della volta.
- Invecchiamento e menopausa: La riduzione dei livelli di estrogeni dopo la menopausa porta a un assottigliamento dei tessuti vaginali (atrofia) e a una perdita di elasticità e forza del collagene nei legamenti pelvici.
- Aumento della pressione intra-addominale cronica: Condizioni come l'obesità, la tosse cronica (spesso legata al fumo), la stipsi cronica che costringe a sforzi prolungati e il sollevamento frequente di pesi eccessivi possono spingere gli organi pelvici verso il basso.
- Predisposizione genetica: Alcune donne nascono con tessuti connettivi naturalmente più deboli, il che le rende più suscettibili ai prolassi indipendentemente da altri fattori.
- Precedenti interventi chirurgici pelvici: Oltre all'isterectomia, qualsiasi chirurgia invasiva nella zona pelvica può alterare l'integrità dei supporti muscolo-fasciali.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi legati alle patologie della volta vaginale, e in particolare al suo prolasso, variano in base alla gravità della condizione. Nelle fasi iniziali, la paziente potrebbe essere asintomatica, scoprendo il problema solo durante una visita ginecologica di routine. Tuttavia, con il progredire della discesa della volta, i sintomi diventano più evidenti e invalidanti.
Il sintomo più caratteristico è la pressione pelvica, spesso descritta come un senso di pesantezza o di "pienezza" nel basso ventre, che tende a peggiorare dopo essere state a lungo in piedi o alla fine della giornata. Molte donne riferiscono la sensazione di un corpo estraneo all'interno della vagina, come se avessero un tampone inserito male o una pallina che preme verso l'esterno.
Altri sintomi comuni includono:
- Manifestazioni visibili: Nei casi avanzati, si può notare una protrusione di tessuto che fuoriesce dall'apertura vaginale. Questo tessuto può irritarsi a causa dello sfregamento con la biancheria intima, causando piccole perdite ematiche o secrezioni anomale.
- Disturbi urinari: La discesa della volta vaginale spesso trascina con sé la vescica, causando perdite involontarie di urina (specialmente sotto sforzo, come con un colpo di tosse), bisogno frequente di urinare o, al contrario, una difficoltà a svuotare completamente la vescica.
- Disfunzioni intestinali: Se il prolasso coinvolge la parete posteriore, la paziente può soffrire di stipsi o avere la sensazione di non riuscire a completare l'evacuazione senza esercitare una pressione manuale sulla parete vaginale.
- Disagio sessuale: La dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) è frequente, sia per l'alterazione anatomica della vagina sia per la secchezza dei tessuti esposti.
- Dolore riferito: Non è raro avvertire una lombalgia (mal di schiena nella zona sacrale) che si attenua quando ci si sdraia, poiché la gravità smette di esercitare trazione sui legamenti pelvici.
Diagnosi
La diagnosi delle problematiche della volta vaginale inizia con un'accurata anamnesi medica, durante la quale il medico indaga sulla storia ostetrica, chirurgica e sui sintomi riferiti dalla paziente. L'esame obiettivo è tuttavia il pilastro fondamentale per confermare la diagnosi.
L'esame pelvico viene eseguito solitamente in posizione litotomica (sul lettino ginecologico). Il medico chiederà alla paziente di eseguire la manovra di Valsalva (spingere come per andare di corpo) o di tossire; questo permette di valutare il grado massimo di discesa della volta vaginale e di identificare se sono coinvolti anche altri organi (come nel caso di cistocele o rettocele).
Per una classificazione precisa, i ginecologi utilizzano spesso il sistema POP-Q (Pelvic Organ Prolapse Quantification), che misura oggettivamente in centimetri la posizione di diversi punti della vagina rispetto all'imene. Questo sistema permette di stadiare il prolasso da 0 (nessun prolasso) a IV (eversione completa).
In alcuni casi, possono essere necessari esami strumentali complementari:
- Ecografia pelvica o transvaginale: Utile per escludere altre masse pelviche e valutare lo stato dei tessuti.
- Risonanza Magnetica (RM) della pelvi: Fornisce immagini dettagliate dei muscoli e dei legamenti, utile soprattutto nella pianificazione di interventi chirurgici complessi.
- Esame urodinamico: Consigliato se la paziente presenta sintomi di incontinenza o difficoltà nello svuotamento vescicale, per capire come la vescica stia funzionando in presenza del prolasso.
- Defecografia: Un esame radiologico dinamico che può essere richiesto se i sintomi dominanti sono legati alla defecazione difficoltosa.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della volta vaginale dipende principalmente dall'entità dei sintomi e dall'impatto che la condizione ha sulla vita quotidiana della paziente. Non tutte le donne con un prolasso della volta necessitano di un intervento chirurgico.
Approccio Conservativo
Le opzioni non chirurgiche sono indicate per prolassi lievi o per donne che non possono o non desiderano sottoporsi a chirurgia:
- Esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico (Esercizi di Kegel): Mirano a rinforzare i muscoli che sostengono gli organi pelvici. Se eseguiti correttamente e con costanza, possono migliorare i sintomi lievi e prevenire il peggioramento della condizione.
- Pessario vaginale: È un dispositivo in silicone di varie forme e dimensioni che viene inserito in vagina per sostenere meccanicamente la volta. Deve essere gestito dal medico o dalla paziente stessa (rimosso e pulito periodicamente) ed è una soluzione eccellente per chi vuole evitare l'intervento.
- Terapia estrogenica locale: L'applicazione di creme o anelli a base di estrogeni può migliorare la salute dei tessuti vaginali, rendendoli più spessi e resistenti, specialmente in post-menopausa.
Approccio Chirurgico
La chirurgia mira a ripristinare l'anatomia normale e la funzione degli organi. Esistono due vie principali:
- Chirurgia Ricostruttiva: L'obiettivo è riportare la volta vaginale nella sua posizione originale. La procedura d'elezione è spesso la sacrocolpopexia, che può essere eseguita in laparoscopia o con assistenza robotica. In questo intervento, si utilizza una rete sintetica per ancorare la volta vaginale all'osso sacro. In alternativa, si può procedere per via vaginale (fissazione al legamento sacrospinoso), evitando incisioni addominali.
- Chirurgia Obliterativa (Colpocleisi): Riservata a donne anziane che non hanno più rapporti sessuali e presentano un alto rischio chirurgico. Consiste nella chiusura parziale o totale del canale vaginale per impedire la fuoriuscita degli organi. È un intervento risolutivo con tempi di recupero molto rapidi.
Prognosi e Decorso
La prognosi per le donne con problematiche alla volta vaginale è generalmente molto buona, specialmente con i moderni approcci terapeutici.
Se si sceglie il trattamento conservativo con il pessario, la maggior parte delle pazienti riferisce un sollievo immediato dai sintomi di pressione e un miglioramento della funzione urinaria. Tuttavia, il pessario richiede una manutenzione regolare per evitare infezioni o ulcerazioni delle pareti vaginali.
Per quanto riguarda la chirurgia, le tecniche attuali come la sacrocolpopexia laparoscopica hanno tassi di successo superiori all'80-90% a lungo termine. Il recupero post-operatorio varia da 4 a 6 settimane, periodo durante il quale la paziente deve evitare sforzi fisici intensi e sollevamento pesi per permettere ai tessuti di guarire e alla rete (se utilizzata) di integrarsi correttamente.
Esiste un rischio di recidiva, ovvero che il prolasso si ripresenti o che si sviluppi in un altro compartimento della vagina (ad esempio, un nuovo cistocele dopo la riparazione della volta). Tuttavia, uno stile di vita sano e il mantenimento della forza del pavimento pelvico riducono significativamente questa eventualità.
Prevenzione
Sebbene alcuni fattori come la genetica o l'invecchiamento non siano modificabili, esistono diverse strategie per ridurre il rischio di sviluppare problemi alla volta vaginale:
- Allenamento del pavimento pelvico: Imparare a eseguire correttamente gli esercizi di Kegel già in giovane età, e in particolare dopo il parto, è la difesa più efficace.
- Controllo del peso: Mantenere un peso corporeo salutare riduce la pressione costante esercitata sui muscoli e sui legamenti pelvici.
- Gestione della stipsi: Una dieta ricca di fibre e un'adeguata idratazione aiutano a mantenere feci morbide, evitando lo sforzo eccessivo durante l'evacuazione.
- Smettere di fumare: Il fumo causa tosse cronica, che è un fattore di stress meccanico continuo per il pavimento pelvico.
- Tecnica di sollevamento pesi: Se è necessario sollevare oggetti pesanti, è fondamentale farlo usando le gambe e non la schiena, evitando di trattenere il respiro (manovra che aumenta la pressione addominale).
- Scelta della tecnica chirurgica: In caso di isterectomia necessaria, discutere con il chirurgo le tecniche di sospensione della volta vaginale per prevenire prolassi futuri.
Quando Consultare un Medico
È importante non ignorare i segnali che il corpo invia. Si consiglia di consultare un ginecologo o un uroginecologo se si manifestano i seguenti sintomi:
- Si avverte o si vede un rigonfiamento che fuoriesce dall'apertura vaginale.
- La sensazione di pesantezza pelvica diventa costante o interferisce con le attività quotidiane.
- Si verificano episodi frequenti di incontinenza urinaria o si ha difficoltà a iniziare la minzione.
- Si nota un sanguinamento vaginale insolito o piaghe sui tessuti che protrudono.
- Il dolore durante i rapporti sessuali rende difficile l'intimità.
- Si soffre di una lombalgia cronica che non trova spiegazione in problemi ortopedici e che si associa a sintomi vaginali.
Un intervento precoce, anche solo di tipo riabilitativo, può evitare la necessità di interventi chirurgici più invasivi in futuro e migliorare drasticamente la qualità della vita.
Volta Vaginale
Definizione
La volta vaginale (o cupola vaginale) rappresenta la porzione superiore e più profonda del canale vaginale. In condizioni anatomiche standard, la volta vaginale circonda la cervice uterina, formando dei recessi chiamati fornici vaginali. Tuttavia, il termine assume una rilevanza clinica fondamentale soprattutto nelle donne che si sono sottoposte a un intervento di isterectomia (rimozione dell'utero). In seguito a tale procedura, la parte superiore della vagina viene suturata, creando quello che i chirurghi definiscono "moncone vaginale" o, appunto, volta vaginale.
Dal punto di vista strutturale, la volta vaginale è sostenuta da un complesso sistema di legamenti e muscoli che compongono il pavimento pelvico. I principali attori in questo sistema di supporto sono i legamenti utero-sacrali e i legamenti cardinali, che ancorano la parte superiore della vagina alle pareti della pelvi. Quando questi supporti naturali si indeboliscono o vengono danneggiati, la volta vaginale può scendere verso il basso, portando a una condizione nota come prolasso della volta vaginale.
Il prolasso della volta vaginale è una forma di disfunzione del pavimento pelvico in cui la parte superiore della vagina perde la sua posizione originale e scivola nel canale vaginale, potendo nei casi più gravi fuoriuscire dall'apertura vulvare. Questa condizione è spesso associata alla discesa di altri organi pelvici, configurando quadri clinici complessi che coinvolgono la vescica o il retto.
Comprendere l'anatomia e le patologie associate alla volta vaginale è essenziale per la salute femminile post-chirurgica e per la gestione della qualità della vita durante l'invecchiamento, poiché le problematiche legate a questa struttura possono influenzare significativamente le funzioni urinarie, intestinali e sessuali.
Cause e Fattori di Rischio
La causa principale delle problematiche a carico della volta vaginale, in particolare del suo prolasso, è l'indebolimento delle strutture di sostegno pelvico. Questo indebolimento può essere il risultato di una combinazione di fattori traumatici, ormonali e legati allo stile di vita.
L'intervento di isterectomia è considerato il principale fattore di rischio. Durante la rimozione dell'utero, i legamenti che normalmente sostengono sia l'utero che la parte superiore della vagina vengono recisi. Se il chirurgo non provvede a riattaccare adeguatamente la volta vaginale ai supporti legamentosi rimanenti, il rischio che questa collassi nel tempo aumenta considerevolmente. Si stima che una percentuale significativa di donne che hanno subito l'asportazione dell'utero possa sviluppare un certo grado di prolasso della volta negli anni successivi.
Altri fattori di rischio determinanti includono:
- Gravidanza e parto vaginale: Il passaggio del feto attraverso il canale del parto può causare stiramenti o lacerazioni dei muscoli e dei nervi del pavimento pelvico, indebolendo il supporto strutturale della volta.
- Invecchiamento e menopausa: La riduzione dei livelli di estrogeni dopo la menopausa porta a un assottigliamento dei tessuti vaginali (atrofia) e a una perdita di elasticità e forza del collagene nei legamenti pelvici.
- Aumento della pressione intra-addominale cronica: Condizioni come l'obesità, la tosse cronica (spesso legata al fumo), la stipsi cronica che costringe a sforzi prolungati e il sollevamento frequente di pesi eccessivi possono spingere gli organi pelvici verso il basso.
- Predisposizione genetica: Alcune donne nascono con tessuti connettivi naturalmente più deboli, il che le rende più suscettibili ai prolassi indipendentemente da altri fattori.
- Precedenti interventi chirurgici pelvici: Oltre all'isterectomia, qualsiasi chirurgia invasiva nella zona pelvica può alterare l'integrità dei supporti muscolo-fasciali.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi legati alle patologie della volta vaginale, e in particolare al suo prolasso, variano in base alla gravità della condizione. Nelle fasi iniziali, la paziente potrebbe essere asintomatica, scoprendo il problema solo durante una visita ginecologica di routine. Tuttavia, con il progredire della discesa della volta, i sintomi diventano più evidenti e invalidanti.
Il sintomo più caratteristico è la pressione pelvica, spesso descritta come un senso di pesantezza o di "pienezza" nel basso ventre, che tende a peggiorare dopo essere state a lungo in piedi o alla fine della giornata. Molte donne riferiscono la sensazione di un corpo estraneo all'interno della vagina, come se avessero un tampone inserito male o una pallina che preme verso l'esterno.
Altri sintomi comuni includono:
- Manifestazioni visibili: Nei casi avanzati, si può notare una protrusione di tessuto che fuoriesce dall'apertura vaginale. Questo tessuto può irritarsi a causa dello sfregamento con la biancheria intima, causando piccole perdite ematiche o secrezioni anomale.
- Disturbi urinari: La discesa della volta vaginale spesso trascina con sé la vescica, causando perdite involontarie di urina (specialmente sotto sforzo, come con un colpo di tosse), bisogno frequente di urinare o, al contrario, una difficoltà a svuotare completamente la vescica.
- Disfunzioni intestinali: Se il prolasso coinvolge la parete posteriore, la paziente può soffrire di stipsi o avere la sensazione di non riuscire a completare l'evacuazione senza esercitare una pressione manuale sulla parete vaginale.
- Disagio sessuale: La dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali) è frequente, sia per l'alterazione anatomica della vagina sia per la secchezza dei tessuti esposti.
- Dolore riferito: Non è raro avvertire una lombalgia (mal di schiena nella zona sacrale) che si attenua quando ci si sdraia, poiché la gravità smette di esercitare trazione sui legamenti pelvici.
Diagnosi
La diagnosi delle problematiche della volta vaginale inizia con un'accurata anamnesi medica, durante la quale il medico indaga sulla storia ostetrica, chirurgica e sui sintomi riferiti dalla paziente. L'esame obiettivo è tuttavia il pilastro fondamentale per confermare la diagnosi.
L'esame pelvico viene eseguito solitamente in posizione litotomica (sul lettino ginecologico). Il medico chiederà alla paziente di eseguire la manovra di Valsalva (spingere come per andare di corpo) o di tossire; questo permette di valutare il grado massimo di discesa della volta vaginale e di identificare se sono coinvolti anche altri organi (come nel caso di cistocele o rettocele).
Per una classificazione precisa, i ginecologi utilizzano spesso il sistema POP-Q (Pelvic Organ Prolapse Quantification), che misura oggettivamente in centimetri la posizione di diversi punti della vagina rispetto all'imene. Questo sistema permette di stadiare il prolasso da 0 (nessun prolasso) a IV (eversione completa).
In alcuni casi, possono essere necessari esami strumentali complementari:
- Ecografia pelvica o transvaginale: Utile per escludere altre masse pelviche e valutare lo stato dei tessuti.
- Risonanza Magnetica (RM) della pelvi: Fornisce immagini dettagliate dei muscoli e dei legamenti, utile soprattutto nella pianificazione di interventi chirurgici complessi.
- Esame urodinamico: Consigliato se la paziente presenta sintomi di incontinenza o difficoltà nello svuotamento vescicale, per capire come la vescica stia funzionando in presenza del prolasso.
- Defecografia: Un esame radiologico dinamico che può essere richiesto se i sintomi dominanti sono legati alla defecazione difficoltosa.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della volta vaginale dipende principalmente dall'entità dei sintomi e dall'impatto che la condizione ha sulla vita quotidiana della paziente. Non tutte le donne con un prolasso della volta necessitano di un intervento chirurgico.
Approccio Conservativo
Le opzioni non chirurgiche sono indicate per prolassi lievi o per donne che non possono o non desiderano sottoporsi a chirurgia:
- Esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico (Esercizi di Kegel): Mirano a rinforzare i muscoli che sostengono gli organi pelvici. Se eseguiti correttamente e con costanza, possono migliorare i sintomi lievi e prevenire il peggioramento della condizione.
- Pessario vaginale: È un dispositivo in silicone di varie forme e dimensioni che viene inserito in vagina per sostenere meccanicamente la volta. Deve essere gestito dal medico o dalla paziente stessa (rimosso e pulito periodicamente) ed è una soluzione eccellente per chi vuole evitare l'intervento.
- Terapia estrogenica locale: L'applicazione di creme o anelli a base di estrogeni può migliorare la salute dei tessuti vaginali, rendendoli più spessi e resistenti, specialmente in post-menopausa.
Approccio Chirurgico
La chirurgia mira a ripristinare l'anatomia normale e la funzione degli organi. Esistono due vie principali:
- Chirurgia Ricostruttiva: L'obiettivo è riportare la volta vaginale nella sua posizione originale. La procedura d'elezione è spesso la sacrocolpopexia, che può essere eseguita in laparoscopia o con assistenza robotica. In questo intervento, si utilizza una rete sintetica per ancorare la volta vaginale all'osso sacro. In alternativa, si può procedere per via vaginale (fissazione al legamento sacrospinoso), evitando incisioni addominali.
- Chirurgia Obliterativa (Colpocleisi): Riservata a donne anziane che non hanno più rapporti sessuali e presentano un alto rischio chirurgico. Consiste nella chiusura parziale o totale del canale vaginale per impedire la fuoriuscita degli organi. È un intervento risolutivo con tempi di recupero molto rapidi.
Prognosi e Decorso
La prognosi per le donne con problematiche alla volta vaginale è generalmente molto buona, specialmente con i moderni approcci terapeutici.
Se si sceglie il trattamento conservativo con il pessario, la maggior parte delle pazienti riferisce un sollievo immediato dai sintomi di pressione e un miglioramento della funzione urinaria. Tuttavia, il pessario richiede una manutenzione regolare per evitare infezioni o ulcerazioni delle pareti vaginali.
Per quanto riguarda la chirurgia, le tecniche attuali come la sacrocolpopexia laparoscopica hanno tassi di successo superiori all'80-90% a lungo termine. Il recupero post-operatorio varia da 4 a 6 settimane, periodo durante il quale la paziente deve evitare sforzi fisici intensi e sollevamento pesi per permettere ai tessuti di guarire e alla rete (se utilizzata) di integrarsi correttamente.
Esiste un rischio di recidiva, ovvero che il prolasso si ripresenti o che si sviluppi in un altro compartimento della vagina (ad esempio, un nuovo cistocele dopo la riparazione della volta). Tuttavia, uno stile di vita sano e il mantenimento della forza del pavimento pelvico riducono significativamente questa eventualità.
Prevenzione
Sebbene alcuni fattori come la genetica o l'invecchiamento non siano modificabili, esistono diverse strategie per ridurre il rischio di sviluppare problemi alla volta vaginale:
- Allenamento del pavimento pelvico: Imparare a eseguire correttamente gli esercizi di Kegel già in giovane età, e in particolare dopo il parto, è la difesa più efficace.
- Controllo del peso: Mantenere un peso corporeo salutare riduce la pressione costante esercitata sui muscoli e sui legamenti pelvici.
- Gestione della stipsi: Una dieta ricca di fibre e un'adeguata idratazione aiutano a mantenere feci morbide, evitando lo sforzo eccessivo durante l'evacuazione.
- Smettere di fumare: Il fumo causa tosse cronica, che è un fattore di stress meccanico continuo per il pavimento pelvico.
- Tecnica di sollevamento pesi: Se è necessario sollevare oggetti pesanti, è fondamentale farlo usando le gambe e non la schiena, evitando di trattenere il respiro (manovra che aumenta la pressione addominale).
- Scelta della tecnica chirurgica: In caso di isterectomia necessaria, discutere con il chirurgo le tecniche di sospensione della volta vaginale per prevenire prolassi futuri.
Quando Consultare un Medico
È importante non ignorare i segnali che il corpo invia. Si consiglia di consultare un ginecologo o un uroginecologo se si manifestano i seguenti sintomi:
- Si avverte o si vede un rigonfiamento che fuoriesce dall'apertura vaginale.
- La sensazione di pesantezza pelvica diventa costante o interferisce con le attività quotidiane.
- Si verificano episodi frequenti di incontinenza urinaria o si ha difficoltà a iniziare la minzione.
- Si nota un sanguinamento vaginale insolito o piaghe sui tessuti che protrudono.
- Il dolore durante i rapporti sessuali rende difficile l'intimità.
- Si soffre di una lombalgia cronica che non trova spiegazione in problemi ortopedici e che si associa a sintomi vaginali.
Un intervento precoce, anche solo di tipo riabilitativo, può evitare la necessità di interventi chirurgici più invasivi in futuro e migliorare drasticamente la qualità della vita.


