Muscolo Platisma: Anatomia, Funzioni e Patologie Correlate

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Definizione

Il muscolo platisma (codice ICD-11: XA17T6) è una vasta lamina muscolare superficiale, sottile e di forma quadrangolare, situata nella regione antero-laterale del collo. Pur essendo classificato tra i muscoli del collo, dal punto di vista embriologico e funzionale appartiene ai muscoli mimici o pellicciai della faccia, in quanto è situato nel tessuto sottocutaneo e la sua contrazione determina movimenti della pelle e delle espressioni facciali.

Anatomicamente, il platisma origina dalla fascia che ricopre la parte superiore dei muscoli grande pettorale e deltoide. Le sue fibre si dirigono obliquamente verso l'alto e medialmente, superando la clavicola e risalendo lungo le facce laterali e anteriori del collo. Molte di queste fibre si inseriscono sul margine inferiore della mandibola, mentre altre si intrecciano con i muscoli mimici della bocca, come il depressore dell'angolo della bocca e il risorio, arrivando a fondersi con la pelle della parte inferiore del viso.

Il platisma è innervato dal ramo cervicale del nervo facciale (VII nervo cranico). La sua funzione principale è quella di tendere la cute del collo, abbassare la mandibola e tirare verso il basso gli angoli della bocca, partecipando attivamente a espressioni che comunicano tensione, sorpresa, paura o sofferenza. Con l'avanzare dell'età, questo muscolo subisce modificazioni strutturali significative che portano alla formazione delle cosiddette "bande platismatiche", uno dei segni più evidenti dell'invecchiamento del collo.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le alterazioni a carico del muscolo platisma possono derivare da diverse cause, che spaziano dal naturale processo di senescenza a condizioni neurologiche o traumatiche. Comprendere l'eziologia è fondamentale per impostare un corretto approccio terapeutico.

  1. Invecchiamento Fisiologico: Con il passare degli anni, il platisma tende a perdere tono e a separarsi sulla linea mediana. La perdita di elasticità della pelle sovrastante e l'indebolimento del tessuto connettivo portano alla comparsa di bande verticali e al rilassamento dei tessuti (ptosi). Questo fenomeno è spesso accentuato dalla forza di gravità.
  2. Ipertonicità Muscolare: In alcuni individui, il platisma può presentare una ipertonia muscolare cronica. Questo può essere dovuto a fattori genetici, a un uso eccessivo dei muscoli mimici o a stati di ansia e stress prolungati, che portano il soggetto a mantenere il collo in tensione.
  3. Danni Neurologici: Poiché il platisma è controllato dal nervo facciale, qualsiasi lesione a carico di questo nervo (come nella paralisi di Bell o in seguito a traumi chirurgici) può causare atrofia muscolare o paralisi del muscolo stesso.
  4. Traumi e Chirurgia: Interventi chirurgici nella regione del collo o della mandibola possono accidentalmente danneggiare le fibre del platisma o la sua innervazione, portando a asimmetria del volto o a cicatrici retraenti.
  5. Postura Errata: L'uso prolungato di dispositivi elettronici (il cosiddetto "tech neck") può causare una tensione muscolare anomala del platisma, contribuendo a dolori miofasciali.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le problematiche legate al muscolo platisma non si manifestano solo come inestetismi, ma possono comportare una serie di sintomi fisici e funzionali. I pazienti riferiscono spesso una sensazione di disagio che può variare in intensità.

Il sintomo più comune è la tensione nella regione anteriore del collo, che può essere percepita come un senso di costrizione o di "pelle che tira". Questa tensione può estendersi verso l'alto, causando dolore al collo o fastidio alla mandibola, spesso confuso con disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare. In casi di forte iperattività, il paziente può avvertire dei veri e propri spasmi muscolari o contrazioni involontarie visibili sotto la pelle.

Dal punto di vista estetico e funzionale, si osserva frequentemente la ptosi dei tessuti del terzo inferiore del viso, con la perdita della definizione della linea mandibolare. La comparsa di bande platismatiche verticali è un segno distintivo: queste corde muscolari diventano evidenti quando il paziente stringe i denti o contrae il collo.

In presenza di danni nervosi, si può riscontrare una evidente asimmetria della bocca, specialmente durante il sorriso o l'espressione di emozioni, poiché il platisma non riesce più a deprimere correttamente l'angolo labiale. Alcuni pazienti riferiscono anche una lieve difficoltà a deglutire o un senso di "nodo alla gola", sebbene questo sintomo sia più spesso legato alla tensione della muscolatura profonda associata al platisma.

Infine, la sindrome del dolore miofasciale può causare un dolore riferito che si irradia dal collo verso la guancia o la zona clavicolare, accompagnato talvolta da una sensazione di rigidità nucale.

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Diagnosi

La diagnosi delle patologie o delle alterazioni del muscolo platisma è prevalentemente clinica e si basa sull'osservazione e sulla palpazione durante l'esame obiettivo.

  • Esame Obiettivo: Il medico valuta il tono muscolare a riposo e durante la contrazione volontaria (chiedendo al paziente di mostrare i denti inferiori o di tendere il collo). Si osserva la presenza di bande, asimmetrie o segni di atrofia.
  • Valutazione della Postura: Viene analizzata la posizione della testa e delle spalle per identificare tensioni croniche legate ad abitudini posturali scorrette.
  • Elettromiografia (EMG): Nei casi in cui si sospetti una lesione neurologica o una patologia neuromuscolare, l'EMG può essere utile per valutare l'attività elettrica del muscolo e l'integrità del ramo cervicale del nervo facciale.
  • Ecografia dei tessuti molli: Questo esame può essere impiegato per escludere altre masse nel collo (come linfonodi ingrossati o cisti) e per valutare lo spessore del muscolo platisma prima di interventi chirurgici o trattamenti con tossina botulinica.
  • Risonanza Magnetica (RM): Raramente necessaria per il solo platisma, viene utilizzata se si sospettano patologie infiltrative o coinvolgimenti profondi delle strutture del collo.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento varia significativamente a seconda che l'obiettivo sia funzionale (riduzione del dolore e della tensione) o estetico (ringiovanimento del collo).

Terapie Mediche e Non Invasive

  • Tossina Botulinica: È il trattamento d'elezione per le bande platismatiche iperattive. Iniettata in punti specifici, la tossina rilassa il muscolo, attenuando le corde verticali e migliorando il profilo mandibolare (tecnica nota come "Nefertiti Lift"). È efficace anche per ridurre la tensione muscolare cronica.
  • Fisioterapia e Riabilitazione: Tecniche di rilascio miofasciale, stretching specifico per il collo ed esercizi di rieducazione posturale sono fondamentali per chi soffre di dolore e rigidità.
  • Farmaci: In fase acuta di dolore, possono essere prescritti miorilassanti o antinfiammatori non steroidei (FANS) per alleviare la sintomatologia.

Trattamenti Chirurgici

  • Platismoplastica: È l'intervento chirurgico volto a rimodellare il muscolo. Può essere "mediale" (le fibre separate vengono suturate insieme sulla linea mediana per eliminare l'effetto "collo di tacchino") o "laterale" (il muscolo viene teso verso le orecchie per sollevare i tessuti).
  • Lifting del Collo: Spesso la platismoplastica viene eseguita all'interno di un lifting cervico-facciale completo per rimuovere la pelle in eccesso e riposizionare i volumi del viso.

Trattamenti Estetici Complementari

  • Radiofrequenza e Ultrasuoni Microfocalizzati: Queste tecnologie stimolano la produzione di collagene nella fascia superficiale che ricopre il platisma, migliorando la compattezza cutanea senza chirurgia.
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Prognosi e Decorso

La prognosi per le condizioni legate al muscolo platisma è generalmente eccellente.

Per quanto riguarda i trattamenti estetici con tossina botulinica, i risultati sono temporanei (durano circa 4-6 mesi) ma ripetibili con sicurezza. Gli interventi chirurgici come la platismoplastica offrono risultati duraturi, spesso superiori ai 10 anni, sebbene il naturale processo di invecchiamento continui nel tempo.

In caso di paralisi o danni nervosi, il recupero dipende dall'entità della lesione del nervo facciale. Molte forme di paralisi idiopatica si risolvono spontaneamente o con terapia steroidea entro pochi mesi, portando al ripristino della funzione del platisma.

Il decorso post-operatorio di un intervento al platisma prevede solitamente la comparsa di un lieve gonfiore e possibili ecchimosi, che si risolvono in 2-3 settimane. Il ritorno alle normali attività è rapido, ma è necessario evitare sforzi fisici intensi per circa un mese.

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Prevenzione

Mantenere la salute e la tonicità del muscolo platisma è possibile attraverso alcune buone abitudini quotidiane:

  1. Igiene Posturale: Evitare di mantenere la testa chinata in avanti per lunghi periodi (uso di smartphone). Posizionare gli schermi all'altezza degli occhi aiuta a prevenire la tensione muscolare eccessiva.
  2. Esercizi di Stretching: Praticare regolarmente esercizi di allungamento del collo può prevenire l'accorciamento delle fibre del platisma e la formazione di bande precoci.
  3. Protezione Solare: Il platisma è un muscolo molto superficiale; il danno solare cronico (fotoinvecchiamento) degrada il collagene della pelle sovrastante, rendendo più evidenti i difetti muscolari. L'uso di filtri solari sul collo è essenziale.
  4. Idratazione e Skincare: L'applicazione di creme idratanti e rassodanti specifiche per il collo e il décolleté aiuta a mantenere l'elasticità dei tessuti.
  5. Gestione dello Stress: Poiché il platisma reagisce alla tensione emotiva, tecniche di rilassamento possono prevenire l'ipertonia involontaria.
8

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi a uno specialista (chirurgo plastico, dermatologo o neurologo) se si riscontrano le seguenti condizioni:

  • Comparsa improvvisa di asimmetria nel volto o nel collo.
  • Presenza di contrazioni muscolari involontarie e persistenti.
  • Dolore cronico al collo che non risponde ai comuni analgesici o al riposo.
  • Difficoltà nella deglutizione associata a una sensazione di forte tensione anteriore.
  • Disagio psicologico significativo legato all'aspetto estetico del collo (bande evidenti o rilassamento cutaneo).

Un consulto precoce permette di escludere patologie neurologiche sottostanti e di pianificare l'approccio terapeutico più idoneo, sia esso conservativo, medico o chirurgico.

Muscolo Platisma: anatomia, Funzioni e Patologie Correlate

Definizione

Il muscolo platisma (codice ICD-11: XA17T6) è una vasta lamina muscolare superficiale, sottile e di forma quadrangolare, situata nella regione antero-laterale del collo. Pur essendo classificato tra i muscoli del collo, dal punto di vista embriologico e funzionale appartiene ai muscoli mimici o pellicciai della faccia, in quanto è situato nel tessuto sottocutaneo e la sua contrazione determina movimenti della pelle e delle espressioni facciali.

Anatomicamente, il platisma origina dalla fascia che ricopre la parte superiore dei muscoli grande pettorale e deltoide. Le sue fibre si dirigono obliquamente verso l'alto e medialmente, superando la clavicola e risalendo lungo le facce laterali e anteriori del collo. Molte di queste fibre si inseriscono sul margine inferiore della mandibola, mentre altre si intrecciano con i muscoli mimici della bocca, come il depressore dell'angolo della bocca e il risorio, arrivando a fondersi con la pelle della parte inferiore del viso.

Il platisma è innervato dal ramo cervicale del nervo facciale (VII nervo cranico). La sua funzione principale è quella di tendere la cute del collo, abbassare la mandibola e tirare verso il basso gli angoli della bocca, partecipando attivamente a espressioni che comunicano tensione, sorpresa, paura o sofferenza. Con l'avanzare dell'età, questo muscolo subisce modificazioni strutturali significative che portano alla formazione delle cosiddette "bande platismatiche", uno dei segni più evidenti dell'invecchiamento del collo.

Cause e Fattori di Rischio

Le alterazioni a carico del muscolo platisma possono derivare da diverse cause, che spaziano dal naturale processo di senescenza a condizioni neurologiche o traumatiche. Comprendere l'eziologia è fondamentale per impostare un corretto approccio terapeutico.

  1. Invecchiamento Fisiologico: Con il passare degli anni, il platisma tende a perdere tono e a separarsi sulla linea mediana. La perdita di elasticità della pelle sovrastante e l'indebolimento del tessuto connettivo portano alla comparsa di bande verticali e al rilassamento dei tessuti (ptosi). Questo fenomeno è spesso accentuato dalla forza di gravità.
  2. Ipertonicità Muscolare: In alcuni individui, il platisma può presentare una ipertonia muscolare cronica. Questo può essere dovuto a fattori genetici, a un uso eccessivo dei muscoli mimici o a stati di ansia e stress prolungati, che portano il soggetto a mantenere il collo in tensione.
  3. Danni Neurologici: Poiché il platisma è controllato dal nervo facciale, qualsiasi lesione a carico di questo nervo (come nella paralisi di Bell o in seguito a traumi chirurgici) può causare atrofia muscolare o paralisi del muscolo stesso.
  4. Traumi e Chirurgia: Interventi chirurgici nella regione del collo o della mandibola possono accidentalmente danneggiare le fibre del platisma o la sua innervazione, portando a asimmetria del volto o a cicatrici retraenti.
  5. Postura Errata: L'uso prolungato di dispositivi elettronici (il cosiddetto "tech neck") può causare una tensione muscolare anomala del platisma, contribuendo a dolori miofasciali.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le problematiche legate al muscolo platisma non si manifestano solo come inestetismi, ma possono comportare una serie di sintomi fisici e funzionali. I pazienti riferiscono spesso una sensazione di disagio che può variare in intensità.

Il sintomo più comune è la tensione nella regione anteriore del collo, che può essere percepita come un senso di costrizione o di "pelle che tira". Questa tensione può estendersi verso l'alto, causando dolore al collo o fastidio alla mandibola, spesso confuso con disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare. In casi di forte iperattività, il paziente può avvertire dei veri e propri spasmi muscolari o contrazioni involontarie visibili sotto la pelle.

Dal punto di vista estetico e funzionale, si osserva frequentemente la ptosi dei tessuti del terzo inferiore del viso, con la perdita della definizione della linea mandibolare. La comparsa di bande platismatiche verticali è un segno distintivo: queste corde muscolari diventano evidenti quando il paziente stringe i denti o contrae il collo.

In presenza di danni nervosi, si può riscontrare una evidente asimmetria della bocca, specialmente durante il sorriso o l'espressione di emozioni, poiché il platisma non riesce più a deprimere correttamente l'angolo labiale. Alcuni pazienti riferiscono anche una lieve difficoltà a deglutire o un senso di "nodo alla gola", sebbene questo sintomo sia più spesso legato alla tensione della muscolatura profonda associata al platisma.

Infine, la sindrome del dolore miofasciale può causare un dolore riferito che si irradia dal collo verso la guancia o la zona clavicolare, accompagnato talvolta da una sensazione di rigidità nucale.

Diagnosi

La diagnosi delle patologie o delle alterazioni del muscolo platisma è prevalentemente clinica e si basa sull'osservazione e sulla palpazione durante l'esame obiettivo.

  • Esame Obiettivo: Il medico valuta il tono muscolare a riposo e durante la contrazione volontaria (chiedendo al paziente di mostrare i denti inferiori o di tendere il collo). Si osserva la presenza di bande, asimmetrie o segni di atrofia.
  • Valutazione della Postura: Viene analizzata la posizione della testa e delle spalle per identificare tensioni croniche legate ad abitudini posturali scorrette.
  • Elettromiografia (EMG): Nei casi in cui si sospetti una lesione neurologica o una patologia neuromuscolare, l'EMG può essere utile per valutare l'attività elettrica del muscolo e l'integrità del ramo cervicale del nervo facciale.
  • Ecografia dei tessuti molli: Questo esame può essere impiegato per escludere altre masse nel collo (come linfonodi ingrossati o cisti) e per valutare lo spessore del muscolo platisma prima di interventi chirurgici o trattamenti con tossina botulinica.
  • Risonanza Magnetica (RM): Raramente necessaria per il solo platisma, viene utilizzata se si sospettano patologie infiltrative o coinvolgimenti profondi delle strutture del collo.

Trattamento e Terapie

Il trattamento varia significativamente a seconda che l'obiettivo sia funzionale (riduzione del dolore e della tensione) o estetico (ringiovanimento del collo).

Terapie Mediche e Non Invasive

  • Tossina Botulinica: È il trattamento d'elezione per le bande platismatiche iperattive. Iniettata in punti specifici, la tossina rilassa il muscolo, attenuando le corde verticali e migliorando il profilo mandibolare (tecnica nota come "Nefertiti Lift"). È efficace anche per ridurre la tensione muscolare cronica.
  • Fisioterapia e Riabilitazione: Tecniche di rilascio miofasciale, stretching specifico per il collo ed esercizi di rieducazione posturale sono fondamentali per chi soffre di dolore e rigidità.
  • Farmaci: In fase acuta di dolore, possono essere prescritti miorilassanti o antinfiammatori non steroidei (FANS) per alleviare la sintomatologia.

Trattamenti Chirurgici

  • Platismoplastica: È l'intervento chirurgico volto a rimodellare il muscolo. Può essere "mediale" (le fibre separate vengono suturate insieme sulla linea mediana per eliminare l'effetto "collo di tacchino") o "laterale" (il muscolo viene teso verso le orecchie per sollevare i tessuti).
  • Lifting del Collo: Spesso la platismoplastica viene eseguita all'interno di un lifting cervico-facciale completo per rimuovere la pelle in eccesso e riposizionare i volumi del viso.

Trattamenti Estetici Complementari

  • Radiofrequenza e Ultrasuoni Microfocalizzati: Queste tecnologie stimolano la produzione di collagene nella fascia superficiale che ricopre il platisma, migliorando la compattezza cutanea senza chirurgia.

Prognosi e Decorso

La prognosi per le condizioni legate al muscolo platisma è generalmente eccellente.

Per quanto riguarda i trattamenti estetici con tossina botulinica, i risultati sono temporanei (durano circa 4-6 mesi) ma ripetibili con sicurezza. Gli interventi chirurgici come la platismoplastica offrono risultati duraturi, spesso superiori ai 10 anni, sebbene il naturale processo di invecchiamento continui nel tempo.

In caso di paralisi o danni nervosi, il recupero dipende dall'entità della lesione del nervo facciale. Molte forme di paralisi idiopatica si risolvono spontaneamente o con terapia steroidea entro pochi mesi, portando al ripristino della funzione del platisma.

Il decorso post-operatorio di un intervento al platisma prevede solitamente la comparsa di un lieve gonfiore e possibili ecchimosi, che si risolvono in 2-3 settimane. Il ritorno alle normali attività è rapido, ma è necessario evitare sforzi fisici intensi per circa un mese.

Prevenzione

Mantenere la salute e la tonicità del muscolo platisma è possibile attraverso alcune buone abitudini quotidiane:

  1. Igiene Posturale: Evitare di mantenere la testa chinata in avanti per lunghi periodi (uso di smartphone). Posizionare gli schermi all'altezza degli occhi aiuta a prevenire la tensione muscolare eccessiva.
  2. Esercizi di Stretching: Praticare regolarmente esercizi di allungamento del collo può prevenire l'accorciamento delle fibre del platisma e la formazione di bande precoci.
  3. Protezione Solare: Il platisma è un muscolo molto superficiale; il danno solare cronico (fotoinvecchiamento) degrada il collagene della pelle sovrastante, rendendo più evidenti i difetti muscolari. L'uso di filtri solari sul collo è essenziale.
  4. Idratazione e Skincare: L'applicazione di creme idratanti e rassodanti specifiche per il collo e il décolleté aiuta a mantenere l'elasticità dei tessuti.
  5. Gestione dello Stress: Poiché il platisma reagisce alla tensione emotiva, tecniche di rilassamento possono prevenire l'ipertonia involontaria.

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi a uno specialista (chirurgo plastico, dermatologo o neurologo) se si riscontrano le seguenti condizioni:

  • Comparsa improvvisa di asimmetria nel volto o nel collo.
  • Presenza di contrazioni muscolari involontarie e persistenti.
  • Dolore cronico al collo che non risponde ai comuni analgesici o al riposo.
  • Difficoltà nella deglutizione associata a una sensazione di forte tensione anteriore.
  • Disagio psicologico significativo legato all'aspetto estetico del collo (bande evidenti o rilassamento cutaneo).

Un consulto precoce permette di escludere patologie neurologiche sottostanti e di pianificare l'approccio terapeutico più idoneo, sia esso conservativo, medico o chirurgico.

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