Muscolo costrittore superiore del faringe

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Definizione

Il muscolo costrittore superiore del faringe è una struttura muscolare pari e simmetrica, di forma quadrilatera, che costituisce la porzione superiore della parete muscolare della faringe. Rappresenta uno degli elementi fondamentali del complesso meccanismo della deglutizione, agendo come una sorta di "pompa" che spinge il bolo alimentare verso l'esofago. Anatomicamente, è il più sottile e il più alto dei tre muscoli costrittori (superiore, medio e inferiore) e si trova situato nella parte posteriore della cavità orale e della rinofaringe.

Questo muscolo è composto da quattro parti distinte, denominate in base alle loro origini ossee o fibrose: la parte pterigofaringea (che origina dal processo pterigoideo dello sfenoide), la parte buccofaringea (dal rafe pterigomandibolare), la parte milofaringea (dalla linea miloioidea della mandibola) e la parte glossofaringea (dalle fibre muscolari della lingua). Tutte queste fibre convergono posteriormente per inserirsi nel rafe faringeo, una banda fibrosa mediana che corre lungo la parete posteriore della faringe.

La funzione principale del muscolo costrittore superiore è la costrizione del lume faringeo. Durante la fase faringea della deglutizione, la sua contrazione sequenziale contribuisce a sigillare la rinofaringe (insieme al velo del palato) per evitare che il cibo risalga nel naso e a spingere il bolo verso il basso. Una sua disfunzione può compromettere gravemente la sicurezza e l'efficacia dell'alimentazione, portando a quadri clinici complessi.

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Cause e Fattori di Rischio

Le alterazioni a carico del muscolo costrittore superiore del faringe raramente si presentano come patologie isolate; esse sono solitamente il risultato di condizioni neurologiche, miopatiche o strutturali che colpiscono la regione testa-collo.

Le cause principali includono:

  1. Patologie Neurologiche: Poiché il muscolo è innervato dal plesso faringeo (principalmente fibre del nervo vago e del nervo accessorio), qualsiasi danno ai motoneuroni può causarne la paralisi o l'indebolimento. L'ictus cerebrale è la causa più comune di disfunzione faringea acuta. Malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla possono portare a una progressiva perdita di coordinazione e forza muscolare.
  2. Malattie Neuromuscolari: Condizioni come la miastenia grave interferiscono con la trasmissione del segnale tra nervo e muscolo, causando un affaticamento muscolare che peggiora durante il pasto.
  3. Interventi Chirurgici e Radioterapia: I trattamenti per i tumori del distretto testa-collo possono danneggiare direttamente le fibre muscolari o causare fibrosi (indurimento dei tessuti), riducendo la capacità contrattile del costrittore superiore.
  4. Invecchiamento (Presbifagia): Con l'età, si verifica una naturale perdita di massa muscolare (sarcopenia) che può colpire anche i muscoli della gola, rendendo la contrazione meno vigorosa.
  5. Traumi: Lesioni fisiche alla base del cranio o alla regione cervicale possono compromettere l'integrità del muscolo o dei suoi nervi.

I fattori di rischio includono il fumo e l'abuso di alcol (correlati ai tumori della faringe), la presenza di malattie da reflusso gastroesofageo cronico e la predisposizione genetica a malattie neuromuscolari.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Quando il muscolo costrittore superiore non funziona correttamente, il paziente sperimenta una serie di disturbi legati principalmente alla fase iniziale della deglutizione. Il sintomo cardine è la disfagia orofaringea, ovvero la difficoltà a far transitare il cibo dalla bocca alla gola.

Le manifestazioni cliniche più comuni includono:

  • Rigurgito nasale: se il muscolo non riesce a contrarsi efficacemente per chiudere il passaggio verso le cavità nasali, liquidi o frammenti di cibo possono fuoriuscire dal naso durante la deglutizione.
  • Tosse e soffocamento: la debolezza del costrittore può causare un ristagno di cibo nelle vallecole o nei seni piriformi. Se questo materiale scivola nelle vie respiratorie, scatena una tosse stizzosa o veri e propri episodi di soffocamento.
  • Sensazione di nodo in gola: molti pazienti riferiscono un senso di corpo estraneo o di cibo "bloccato" all'altezza della gola, noto come globo faringeo.
  • Dolore alla deglutizione: sebbene meno comune della semplice difficoltà, l'infiammazione associata può causare odinofagia.
  • Alterazioni della voce: una disfunzione muscolare può associarsi a una "voce umida" o gorgogliante, segno che del materiale (saliva o cibo) ristagna sopra le corde vocali.
  • Eccessiva salivazione: la difficoltà a deglutire anche la propria saliva può portare a scialorrea o alla necessità di sputare frequentemente.
  • Perdita di peso: a causa della paura di mangiare o della lentezza eccessiva nell'assumere pasti, il paziente può andare incontro a un significativo calo ponderale involontario.

In casi gravi, il ristagno cronico può portare a complicazioni come la polmonite da aspirazione, caratterizzata da febbre e difficoltà respiratorie.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto da un otorinolaringoiatra o un foniatra. Il medico valuterà la funzionalità dei nervi cranici e osserverà il movimento del palato e della parete posteriore della faringe durante la fonazione.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Faringoscopia a fibre ottiche (FEES): Un sottile endoscopio flessibile viene inserito attraverso il naso per visualizzare direttamente la faringe mentre il paziente mangia o beve alimenti di diverse consistenze. Permette di vedere il ristagno di cibo e l'eventuale aspirazione nelle vie aeree.
  2. Videofluoroscopia della deglutizione (VFS): È un esame radiologico dinamico in cui il paziente deglutisce un mezzo di contrasto (bario). Consente di analizzare in tempo reale la forza di contrazione del muscolo costrittore superiore e la coordinazione tra le varie fasi della deglutizione.
  3. Manometria faringea ad alta risoluzione: Questa tecnica misura le pressioni generate dai muscoli faringei durante la contrazione. È l'esame più preciso per quantificare l'effettiva forza del muscolo costrittore superiore e identificare eventuali asincronie.
  4. Risonanza Magnetica (RM) o TC del collo: Utili per escludere cause strutturali, come tumori, ascessi o anomalie anatomiche che potrebbero comprimere o invadere il muscolo.
  5. Elettromiografia (EMG): Può essere richiesta se si sospetta una malattia del motoneurone o una miopatia, per studiare l'attività elettrica delle fibre muscolari.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento della disfunzione del muscolo costrittore superiore dipende strettamente dalla causa sottostante. L'obiettivo primario è garantire una deglutizione sicura (evitando l'aspirazione) ed efficace (garantendo la nutrizione).

Riabilitazione Logopedica

La logopedia è il pilastro del trattamento. Esistono esercizi specifici per rinforzare i costruttori faringei:

  • Manovra di Masako (Tongue-hold maneuver): Il paziente tiene la punta della lingua tra i denti e prova a deglutire. Questo esercizio costringe il muscolo costrittore superiore a lavorare più intensamente per incontrare la base della lingua.
  • Manovra di Mendelsohn: Consiste nel mantenere volontariamente la laringe sollevata nel punto massimo della deglutizione per alcuni secondi, migliorando la coordinazione e la forza faringea.
  • Esercizi di Shaker: Mirano a rinforzare i muscoli sovraioidei, che assistono indirettamente la funzione faringea.

Modifiche Dietetiche

In attesa del recupero funzionale, è spesso necessario modificare la consistenza dei cibi. Si utilizzano addensanti per i liquidi (per renderli più facili da controllare) o si preferiscono diete semisolide/cremose che richiedono meno sforzo propulsivo.

Terapie Mediche e Chirurgiche

  • Trattamento della causa primaria: Ad esempio, l'uso di piridostigmina per la miastenia grave o la gestione farmacologica del Parkinson.
  • Tossina Botulinica: In rari casi di ipertono o acalasia dello sfintere esofageo superiore (che può sovraccaricare il lavoro del costrittore superiore), l'iniezione di tossina botulinica può aiutare, sebbene sia più comune per il costrittore inferiore.
  • Supporto Nutrizionale: Se la disfagia è severa e comporta rischio di malnutrizione o disidratazione, può essere necessario il posizionamento temporaneo di un sondino nasogastrico o di una PEG (gastrostomia endoscopica percutanea).
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Prognosi e Decorso

La prognosi è estremamente variabile. Nei casi di ictus, si osserva spesso un recupero significativo della funzione del muscolo costrittore superiore entro poche settimane o mesi grazie alla plasticità cerebrale e alla riabilitazione precoce.

Nelle malattie neurodegenerative (come la SLA), il decorso è purtroppo progressivo e la funzione muscolare tende a declinare nel tempo, richiedendo adattamenti costanti della dieta e delle tecniche di compensazione. Nelle forme causate da danni iatrogeni (chirurgia o radioterapia), il recupero può essere parziale e limitato dalla presenza di cicatrici fibrose.

Il rischio principale a lungo termine rimane la polmonite ab ingestis, che rappresenta una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nei pazienti con gravi disfunzioni faringee.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per le anomalie anatomiche del muscolo, ma è possibile ridurre i rischi di disfunzione acquisita:

  • Gestione dei fattori di rischio cardiovascolare: Controllare pressione arteriosa e colesterolo per prevenire l'ictus.
  • Igiene orale rigorosa: Riduce la carica batterica nella bocca, diminuendo il rischio di polmonite nel caso in cui piccole quantità di saliva vengano aspirate.
  • Esercizio fisico e nutrizione: Mantenere un buon tono muscolare generale aiuta a contrastare la sarcopenia legata all'età.
  • Evitare fumo e alcol: Per ridurre drasticamente il rischio di tumori faringei che richiederebbero trattamenti invasivi sul muscolo.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico (medico di base o specialista otorinolaringoiatra) se si manifestano i seguenti segnali d'allarme:

  • Comparsa improvvisa di difficoltà a deglutire liquidi o solidi.
  • Episodi frequenti di tosse durante o subito dopo i pasti.
  • Sensazione persistente di corpo estraneo in gola.
  • Necessità di bere molta acqua per "mandare giù" il cibo.
  • Ritorno di cibo o liquidi dal naso.
  • Una voce che cambia diventando rauca o gorgogliante dopo aver mangiato.
  • Perdita di peso inspiegabile associata a cambiamenti nelle abitudini alimentari.

Un intervento tempestivo, specialmente attraverso la valutazione logopedica, può prevenire complicazioni gravi e migliorare significativamente la qualità della vita.

Muscolo costrittore superiore del faringe

Definizione

Il muscolo costrittore superiore del faringe è una struttura muscolare pari e simmetrica, di forma quadrilatera, che costituisce la porzione superiore della parete muscolare della faringe. Rappresenta uno degli elementi fondamentali del complesso meccanismo della deglutizione, agendo come una sorta di "pompa" che spinge il bolo alimentare verso l'esofago. Anatomicamente, è il più sottile e il più alto dei tre muscoli costrittori (superiore, medio e inferiore) e si trova situato nella parte posteriore della cavità orale e della rinofaringe.

Questo muscolo è composto da quattro parti distinte, denominate in base alle loro origini ossee o fibrose: la parte pterigofaringea (che origina dal processo pterigoideo dello sfenoide), la parte buccofaringea (dal rafe pterigomandibolare), la parte milofaringea (dalla linea miloioidea della mandibola) e la parte glossofaringea (dalle fibre muscolari della lingua). Tutte queste fibre convergono posteriormente per inserirsi nel rafe faringeo, una banda fibrosa mediana che corre lungo la parete posteriore della faringe.

La funzione principale del muscolo costrittore superiore è la costrizione del lume faringeo. Durante la fase faringea della deglutizione, la sua contrazione sequenziale contribuisce a sigillare la rinofaringe (insieme al velo del palato) per evitare che il cibo risalga nel naso e a spingere il bolo verso il basso. Una sua disfunzione può compromettere gravemente la sicurezza e l'efficacia dell'alimentazione, portando a quadri clinici complessi.

Cause e Fattori di Rischio

Le alterazioni a carico del muscolo costrittore superiore del faringe raramente si presentano come patologie isolate; esse sono solitamente il risultato di condizioni neurologiche, miopatiche o strutturali che colpiscono la regione testa-collo.

Le cause principali includono:

  1. Patologie Neurologiche: Poiché il muscolo è innervato dal plesso faringeo (principalmente fibre del nervo vago e del nervo accessorio), qualsiasi danno ai motoneuroni può causarne la paralisi o l'indebolimento. L'ictus cerebrale è la causa più comune di disfunzione faringea acuta. Malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla possono portare a una progressiva perdita di coordinazione e forza muscolare.
  2. Malattie Neuromuscolari: Condizioni come la miastenia grave interferiscono con la trasmissione del segnale tra nervo e muscolo, causando un affaticamento muscolare che peggiora durante il pasto.
  3. Interventi Chirurgici e Radioterapia: I trattamenti per i tumori del distretto testa-collo possono danneggiare direttamente le fibre muscolari o causare fibrosi (indurimento dei tessuti), riducendo la capacità contrattile del costrittore superiore.
  4. Invecchiamento (Presbifagia): Con l'età, si verifica una naturale perdita di massa muscolare (sarcopenia) che può colpire anche i muscoli della gola, rendendo la contrazione meno vigorosa.
  5. Traumi: Lesioni fisiche alla base del cranio o alla regione cervicale possono compromettere l'integrità del muscolo o dei suoi nervi.

I fattori di rischio includono il fumo e l'abuso di alcol (correlati ai tumori della faringe), la presenza di malattie da reflusso gastroesofageo cronico e la predisposizione genetica a malattie neuromuscolari.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Quando il muscolo costrittore superiore non funziona correttamente, il paziente sperimenta una serie di disturbi legati principalmente alla fase iniziale della deglutizione. Il sintomo cardine è la disfagia orofaringea, ovvero la difficoltà a far transitare il cibo dalla bocca alla gola.

Le manifestazioni cliniche più comuni includono:

  • Rigurgito nasale: se il muscolo non riesce a contrarsi efficacemente per chiudere il passaggio verso le cavità nasali, liquidi o frammenti di cibo possono fuoriuscire dal naso durante la deglutizione.
  • Tosse e soffocamento: la debolezza del costrittore può causare un ristagno di cibo nelle vallecole o nei seni piriformi. Se questo materiale scivola nelle vie respiratorie, scatena una tosse stizzosa o veri e propri episodi di soffocamento.
  • Sensazione di nodo in gola: molti pazienti riferiscono un senso di corpo estraneo o di cibo "bloccato" all'altezza della gola, noto come globo faringeo.
  • Dolore alla deglutizione: sebbene meno comune della semplice difficoltà, l'infiammazione associata può causare odinofagia.
  • Alterazioni della voce: una disfunzione muscolare può associarsi a una "voce umida" o gorgogliante, segno che del materiale (saliva o cibo) ristagna sopra le corde vocali.
  • Eccessiva salivazione: la difficoltà a deglutire anche la propria saliva può portare a scialorrea o alla necessità di sputare frequentemente.
  • Perdita di peso: a causa della paura di mangiare o della lentezza eccessiva nell'assumere pasti, il paziente può andare incontro a un significativo calo ponderale involontario.

In casi gravi, il ristagno cronico può portare a complicazioni come la polmonite da aspirazione, caratterizzata da febbre e difficoltà respiratorie.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto da un otorinolaringoiatra o un foniatra. Il medico valuterà la funzionalità dei nervi cranici e osserverà il movimento del palato e della parete posteriore della faringe durante la fonazione.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Faringoscopia a fibre ottiche (FEES): Un sottile endoscopio flessibile viene inserito attraverso il naso per visualizzare direttamente la faringe mentre il paziente mangia o beve alimenti di diverse consistenze. Permette di vedere il ristagno di cibo e l'eventuale aspirazione nelle vie aeree.
  2. Videofluoroscopia della deglutizione (VFS): È un esame radiologico dinamico in cui il paziente deglutisce un mezzo di contrasto (bario). Consente di analizzare in tempo reale la forza di contrazione del muscolo costrittore superiore e la coordinazione tra le varie fasi della deglutizione.
  3. Manometria faringea ad alta risoluzione: Questa tecnica misura le pressioni generate dai muscoli faringei durante la contrazione. È l'esame più preciso per quantificare l'effettiva forza del muscolo costrittore superiore e identificare eventuali asincronie.
  4. Risonanza Magnetica (RM) o TC del collo: Utili per escludere cause strutturali, come tumori, ascessi o anomalie anatomiche che potrebbero comprimere o invadere il muscolo.
  5. Elettromiografia (EMG): Può essere richiesta se si sospetta una malattia del motoneurone o una miopatia, per studiare l'attività elettrica delle fibre muscolari.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della disfunzione del muscolo costrittore superiore dipende strettamente dalla causa sottostante. L'obiettivo primario è garantire una deglutizione sicura (evitando l'aspirazione) ed efficace (garantendo la nutrizione).

Riabilitazione Logopedica

La logopedia è il pilastro del trattamento. Esistono esercizi specifici per rinforzare i costruttori faringei:

  • Manovra di Masako (Tongue-hold maneuver): Il paziente tiene la punta della lingua tra i denti e prova a deglutire. Questo esercizio costringe il muscolo costrittore superiore a lavorare più intensamente per incontrare la base della lingua.
  • Manovra di Mendelsohn: Consiste nel mantenere volontariamente la laringe sollevata nel punto massimo della deglutizione per alcuni secondi, migliorando la coordinazione e la forza faringea.
  • Esercizi di Shaker: Mirano a rinforzare i muscoli sovraioidei, che assistono indirettamente la funzione faringea.

Modifiche Dietetiche

In attesa del recupero funzionale, è spesso necessario modificare la consistenza dei cibi. Si utilizzano addensanti per i liquidi (per renderli più facili da controllare) o si preferiscono diete semisolide/cremose che richiedono meno sforzo propulsivo.

Terapie Mediche e Chirurgiche

  • Trattamento della causa primaria: Ad esempio, l'uso di piridostigmina per la miastenia grave o la gestione farmacologica del Parkinson.
  • Tossina Botulinica: In rari casi di ipertono o acalasia dello sfintere esofageo superiore (che può sovraccaricare il lavoro del costrittore superiore), l'iniezione di tossina botulinica può aiutare, sebbene sia più comune per il costrittore inferiore.
  • Supporto Nutrizionale: Se la disfagia è severa e comporta rischio di malnutrizione o disidratazione, può essere necessario il posizionamento temporaneo di un sondino nasogastrico o di una PEG (gastrostomia endoscopica percutanea).

Prognosi e Decorso

La prognosi è estremamente variabile. Nei casi di ictus, si osserva spesso un recupero significativo della funzione del muscolo costrittore superiore entro poche settimane o mesi grazie alla plasticità cerebrale e alla riabilitazione precoce.

Nelle malattie neurodegenerative (come la SLA), il decorso è purtroppo progressivo e la funzione muscolare tende a declinare nel tempo, richiedendo adattamenti costanti della dieta e delle tecniche di compensazione. Nelle forme causate da danni iatrogeni (chirurgia o radioterapia), il recupero può essere parziale e limitato dalla presenza di cicatrici fibrose.

Il rischio principale a lungo termine rimane la polmonite ab ingestis, che rappresenta una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nei pazienti con gravi disfunzioni faringee.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per le anomalie anatomiche del muscolo, ma è possibile ridurre i rischi di disfunzione acquisita:

  • Gestione dei fattori di rischio cardiovascolare: Controllare pressione arteriosa e colesterolo per prevenire l'ictus.
  • Igiene orale rigorosa: Riduce la carica batterica nella bocca, diminuendo il rischio di polmonite nel caso in cui piccole quantità di saliva vengano aspirate.
  • Esercizio fisico e nutrizione: Mantenere un buon tono muscolare generale aiuta a contrastare la sarcopenia legata all'età.
  • Evitare fumo e alcol: Per ridurre drasticamente il rischio di tumori faringei che richiederebbero trattamenti invasivi sul muscolo.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico (medico di base o specialista otorinolaringoiatra) se si manifestano i seguenti segnali d'allarme:

  • Comparsa improvvisa di difficoltà a deglutire liquidi o solidi.
  • Episodi frequenti di tosse durante o subito dopo i pasti.
  • Sensazione persistente di corpo estraneo in gola.
  • Necessità di bere molta acqua per "mandare giù" il cibo.
  • Ritorno di cibo o liquidi dal naso.
  • Una voce che cambia diventando rauca o gorgogliante dopo aver mangiato.
  • Perdita di peso inspiegabile associata a cambiamenti nelle abitudini alimentari.

Un intervento tempestivo, specialmente attraverso la valutazione logopedica, può prevenire complicazioni gravi e migliorare significativamente la qualità della vita.

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