Legamento crociato posteriore

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

Il legamento crociato posteriore (LCP) è una delle strutture fondamentali per la stabilità dell'articolazione del ginocchio. Insieme al legamento crociato anteriore (LCA), al legamento collaterale mediale e al legamento collaterale laterale, esso garantisce la corretta cinematica articolare, permettendo movimenti fluidi e impedendo spostamenti anomali delle ossa che compongono il ginocchio: il femore e la tibia.

Anatomicamente, il LCP è situato nella parte posteriore dell'articolazione, all'interno della gola intercondiloidea. È considerato il legamento più robusto del ginocchio, con una resistenza superiore a quella del crociato anteriore. La sua funzione primaria è quella di impedire la traslazione posteriore della tibia rispetto al femore (ovvero lo scivolamento all'indietro dell'osso della gamba) e di agire come asse centrale di rotazione del ginocchio. È composto da due fasci principali: il fascio antero-laterale, che è più teso durante la flessione, e il fascio postero-mediale, che si tende maggiormente durante l'estensione.

Sebbene le lesioni del legamento crociato posteriore siano meno comuni rispetto a quelle del crociato anteriore, esse rappresentano una sfida clinica significativa. Spesso queste lesioni non si presentano in modo isolato, ma coinvolgono altre strutture capsulo-legamentose, come il complesso postero-laterale o i menischi. La comprensione della sua anatomia e della sua funzione è cruciale per affrontare correttamente il percorso diagnostico e terapeutico, che può variare notevolmente a seconda della gravità del danno.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le lesioni del legamento crociato posteriore sono quasi sempre il risultato di un trauma ad alta energia o di un impatto diretto. A differenza del crociato anteriore, che può lesionarsi anche senza contatto (ad esempio durante un cambio di direzione repentino), il LCP richiede solitamente una forza d'urto considerevole.

Le cause principali includono:

  • Trauma da cruscotto (Dashboard Injury): È la causa più frequente e avviene tipicamente durante gli incidenti stradali. Quando l'auto subisce un impatto frontale, il ginocchio flesso del passeggero o del conducente urta violentemente contro il cruscotto. Questa forza spinge la tibia all'indietro rispetto al femore, provocando la rottura del legamento.
  • Caduta sul ginocchio flesso: Molto comune in ambito sportivo (calcio, rugby, pallacanestro). Se un atleta cade pesantemente a terra con il ginocchio piegato a 90 gradi e il piede in flessione plantare, l'impatto del suolo sulla parte superiore della tibia può causare la lesione.
  • Iperestensione del ginocchio: Un movimento forzato che spinge il ginocchio oltre la sua naturale capacità di estensione può stirare o strappare il LCP, spesso coinvolgendo anche il crociato anteriore.
  • Traumi da rotazione estrema: Sebbene meno comuni, torsioni violente associate a forze di varo o valgo (spinte laterali o mediali) possono compromettere l'integrità del legamento.

I fattori di rischio sono legati principalmente allo stile di vita e alle attività praticate. Gli atleti che partecipano a sport di contatto o ad alta velocità sono i soggetti più esposti. Inoltre, la guida di veicoli a motore senza adeguati sistemi di sicurezza o in condizioni di rischio aumenta la probabilità di incorrere nel classico trauma da cruscotto. Non esistono evidenze significative di una predisposizione genetica o anatomica specifica, sebbene una debolezza muscolare del quadricipite possa rendere il ginocchio meno protetto durante gli impatti.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi di una lesione al legamento crociato posteriore possono essere subdoli, specialmente nelle fasi iniziali o nelle lesioni parziali. Molti pazienti riescono a camminare subito dopo l'infortunio, il che può portare a sottovalutare il problema.

Le manifestazioni cliniche più comuni includono:

  • Dolore al ginocchio: il dolore è solitamente localizzato nella parte posteriore del ginocchio o profondamente all'interno dell'articolazione. Può aumentare quando ci si inginocchia o si scendono le scale.
  • Gonfiore: L'edema (gonfiore) si sviluppa rapidamente dopo il trauma, ma tende a essere meno evidente rispetto a una rottura del crociato anteriore. Spesso è descritto come una sensazione di pienezza articolare.
  • Instabilità articolare: il paziente riferisce una sensazione di "cedimento" del ginocchio, specialmente durante i cambi di direzione, la corsa o quando si scendono i gradini. Nelle lesioni croniche, questa instabilità può manifestarsi come una vaga insicurezza nel passo.
  • Rigidità articolare: la presenza di versamento intrarticolare e il dolore possono causare una limitazione dei movimenti, rendendo difficile flettere o estendere completamente la gamba.
  • Zoppia: nelle fasi acute, il dolore e il senso di instabilità portano il soggetto a camminare con una evidente zoppia per proteggere l'arto.
  • Ecchimosi: in alcuni casi, possono comparire lividi o ecchimosi nella parte posteriore del ginocchio o lungo il polpaccio nei giorni successivi al trauma.

Nelle lesioni croniche (non trattate), i sintomi possono evolvere in un dolore persistente legato all'insorgenza precoce di artrosi, poiché la mancanza del LCP altera la distribuzione dei carichi sulla cartilagine, usurandola precocemente.

4

Diagnosi

Il processo diagnostico inizia con un'accurata anamnesi, durante la quale il medico indaga la dinamica dell'infortunio. Segue un esame obiettivo meticoloso, che rappresenta il cardine della diagnosi clinica.

I test fisici specifici includono:

  1. Test del cassetto posteriore: Il medico flette il ginocchio a 90 gradi e spinge la tibia all'indietro. Se la tibia scivola eccessivamente rispetto al femore, il test è positivo per una lesione del LCP.
  2. Posterior Sag Sign (Segno della saggittatura): Con il paziente supino e le ginocchia flesse, si osserva se la tibia "affonda" all'indietro per gravità rispetto al profilo dell'altro ginocchio.
  3. Dial Test: Utilizzato per valutare se, oltre al LCP, vi è un danno al complesso postero-laterale, misurando la rotazione esterna della tibia a diversi gradi di flessione.

Gli esami strumentali sono fondamentali per confermare il sospetto clinico e valutare danni associati:

  • Radiografia (RX): Utile per escludere fratture da avulsione (dove il legamento strappa un frammento di osso) o per eseguire proiezioni "sotto stress" che quantificano lo spostamento tibiale.
  • Risonanza Magnetica (RM): È l'esame d'elezione. Permette di visualizzare chiaramente il legamento, determinare se la rottura è totale o parziale e identificare lesioni a menischi, cartilagine o altri legamenti come la lesione del crociato anteriore.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Richiesta raramente, principalmente se si sospettano fratture complesse associate.

Le lesioni vengono classificate in tre gradi:

  • Grado I: Lesione parziale, stabilità quasi conservata.
  • Grado II: Lesione parziale con instabilità moderata.
  • Grado III: Rottura completa, spesso associata a lesioni di altri legamenti.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento del legamento crociato posteriore dipende dal grado della lesione, dall'attività del paziente e dalla presenza di altre lesioni associate.

Trattamento Conservativo

È l'approccio standard per le lesioni isolate di Grado I e II. Prevede:

  • Protocollo R.I.C.E.: Riposo, ghiaccio (Ice), compressione ed elevazione nelle prime 48-72 ore.
  • Immobilizzazione parziale: L'uso di un tutore specifico (tutore per LCP a spinta anteriore) che mantiene la tibia in posizione corretta durante la guarigione.
  • Fisioterapia: È il pilastro della riabilitazione. Il focus principale è il rinforzo del muscolo quadricipite. Il quadricipite, essendo un estensore, aiuta a contrastare la traslazione posteriore della tibia, compensando parzialmente la funzione del LCP mancante. Vengono evitati inizialmente gli esercizi che sollecitano i muscoli flessori (ischiocrurali), poiché la loro contrazione tira la tibia all'indietro.

Trattamento Chirurgico

La chirurgia è indicata per lesioni di Grado III, lesioni multi-legamentose o quando il trattamento conservativo fallisce e persiste una grave instabilità.

  • Ricostruzione del LCP: Poiché la semplice sutura del legamento raramente ha successo, si procede alla ricostruzione utilizzando un trapianto (graft). Il tessuto può essere prelevato dal paziente stesso (autograft, come il tendine rotuleo o i tendini dei muscoli semitendinoso e gracile) o provenire da donatore (allograft).
  • Tecnica Chirurgica: Viene eseguita in artroscopia, una tecnica mininvasiva che utilizza piccole incisioni e una telecamera. Il chirurgo crea dei tunnel ossei nel femore e nella tibia per posizionare e fissare il nuovo legamento con viti o dispositivi di ancoraggio.

La riabilitazione post-chirurgica è lunga e rigorosa, durando mediamente dai 6 ai 9 mesi prima del ritorno allo sport agonistico.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per una lesione del legamento crociato posteriore è generalmente buona, specialmente se diagnosticata precocemente.

Nelle lesioni isolate di Grado I e II, la maggior parte dei pazienti torna alle normali attività quotidiane e sportive entro 8-12 settimane con un adeguato programma di fisioterapia. Tuttavia, è fondamentale mantenere un buon tono muscolare del quadricipite per tutta la vita per proteggere l'articolazione.

Nelle lesioni di Grado III o chirurgiche, il percorso è più complesso. Sebbene la chirurgia ripristini la stabilità meccanica, il ginocchio potrebbe non tornare mai esattamente come prima del trauma. Esiste un rischio a lungo termine di sviluppare gonartrosi (artrosi del ginocchio), dovuto alle micro-instabilità residue che alterano la biomeccanica articolare.

Il decorso post-operatorio prevede l'uso di stampelle per diverse settimane e un ritorno graduale al carico. Il successo dipende in larga misura dalla costanza del paziente nel seguire il protocollo riabilitativo.

7

Prevenzione

Prevenire una lesione del LCP non è sempre possibile, data la natura traumatica e accidentale degli eventi che la causano. Tuttavia, si possono adottare misure per ridurre il rischio e la gravità dei danni:

  1. Potenziamento muscolare: Mantenere quadricipiti e muscoli della gamba forti e flessibili aiuta a stabilizzare attivamente il ginocchio.
  2. Allenamento propriocettivo: Esercizi di equilibrio e coordinazione migliorano la capacità del sistema nervoso di reagire a sollecitazioni improvvise, proteggendo i legamenti.
  3. Tecnica sportiva corretta: Imparare le tecniche corrette di caduta e di impatto negli sport di contatto può fare la differenza.
  4. Uso di protezioni: Nelle attività ad alto rischio (come il motociclismo o lo sci), l'utilizzo di ginocchiere professionali può attutire gli impatti diretti sulla tibia.
  5. Sicurezza stradale: L'uso corretto delle cinture di sicurezza e il posizionamento adeguato del sedile nell'auto riducono il rischio di impatto contro il cruscotto in caso di incidente.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico ortopedico o a un pronto soccorso immediatamente dopo un trauma al ginocchio se si verificano le seguenti condizioni:

  • Si è avvertito un forte "crack" o una sensazione di rottura interna al momento dell'impatto.
  • Il ginocchio appare deformato o la tibia sembra spostata all'indietro.
  • Il gonfiore è immediato e severo.
  • Il dolore impedisce di caricare il peso sulla gamba o di camminare.
  • Si avverte una sensazione di estrema instabilità, come se il ginocchio non riuscisse a reggere il peso del corpo.
  • Si nota una perdita di sensibilità o un formicolio al piede (segno di possibile coinvolgimento nervoso o vascolare, raro ma grave nelle lussazioni di ginocchio).

Una diagnosi tempestiva è essenziale per evitare che una lesione acuta si trasformi in un'instabilità cronica con danni irreversibili alle superfici articolari.

Legamento crociato posteriore

Definizione

Il legamento crociato posteriore (LCP) è una delle strutture fondamentali per la stabilità dell'articolazione del ginocchio. Insieme al legamento crociato anteriore (LCA), al legamento collaterale mediale e al legamento collaterale laterale, esso garantisce la corretta cinematica articolare, permettendo movimenti fluidi e impedendo spostamenti anomali delle ossa che compongono il ginocchio: il femore e la tibia.

Anatomicamente, il LCP è situato nella parte posteriore dell'articolazione, all'interno della gola intercondiloidea. È considerato il legamento più robusto del ginocchio, con una resistenza superiore a quella del crociato anteriore. La sua funzione primaria è quella di impedire la traslazione posteriore della tibia rispetto al femore (ovvero lo scivolamento all'indietro dell'osso della gamba) e di agire come asse centrale di rotazione del ginocchio. È composto da due fasci principali: il fascio antero-laterale, che è più teso durante la flessione, e il fascio postero-mediale, che si tende maggiormente durante l'estensione.

Sebbene le lesioni del legamento crociato posteriore siano meno comuni rispetto a quelle del crociato anteriore, esse rappresentano una sfida clinica significativa. Spesso queste lesioni non si presentano in modo isolato, ma coinvolgono altre strutture capsulo-legamentose, come il complesso postero-laterale o i menischi. La comprensione della sua anatomia e della sua funzione è cruciale per affrontare correttamente il percorso diagnostico e terapeutico, che può variare notevolmente a seconda della gravità del danno.

Cause e Fattori di Rischio

Le lesioni del legamento crociato posteriore sono quasi sempre il risultato di un trauma ad alta energia o di un impatto diretto. A differenza del crociato anteriore, che può lesionarsi anche senza contatto (ad esempio durante un cambio di direzione repentino), il LCP richiede solitamente una forza d'urto considerevole.

Le cause principali includono:

  • Trauma da cruscotto (Dashboard Injury): È la causa più frequente e avviene tipicamente durante gli incidenti stradali. Quando l'auto subisce un impatto frontale, il ginocchio flesso del passeggero o del conducente urta violentemente contro il cruscotto. Questa forza spinge la tibia all'indietro rispetto al femore, provocando la rottura del legamento.
  • Caduta sul ginocchio flesso: Molto comune in ambito sportivo (calcio, rugby, pallacanestro). Se un atleta cade pesantemente a terra con il ginocchio piegato a 90 gradi e il piede in flessione plantare, l'impatto del suolo sulla parte superiore della tibia può causare la lesione.
  • Iperestensione del ginocchio: Un movimento forzato che spinge il ginocchio oltre la sua naturale capacità di estensione può stirare o strappare il LCP, spesso coinvolgendo anche il crociato anteriore.
  • Traumi da rotazione estrema: Sebbene meno comuni, torsioni violente associate a forze di varo o valgo (spinte laterali o mediali) possono compromettere l'integrità del legamento.

I fattori di rischio sono legati principalmente allo stile di vita e alle attività praticate. Gli atleti che partecipano a sport di contatto o ad alta velocità sono i soggetti più esposti. Inoltre, la guida di veicoli a motore senza adeguati sistemi di sicurezza o in condizioni di rischio aumenta la probabilità di incorrere nel classico trauma da cruscotto. Non esistono evidenze significative di una predisposizione genetica o anatomica specifica, sebbene una debolezza muscolare del quadricipite possa rendere il ginocchio meno protetto durante gli impatti.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi di una lesione al legamento crociato posteriore possono essere subdoli, specialmente nelle fasi iniziali o nelle lesioni parziali. Molti pazienti riescono a camminare subito dopo l'infortunio, il che può portare a sottovalutare il problema.

Le manifestazioni cliniche più comuni includono:

  • Dolore al ginocchio: il dolore è solitamente localizzato nella parte posteriore del ginocchio o profondamente all'interno dell'articolazione. Può aumentare quando ci si inginocchia o si scendono le scale.
  • Gonfiore: L'edema (gonfiore) si sviluppa rapidamente dopo il trauma, ma tende a essere meno evidente rispetto a una rottura del crociato anteriore. Spesso è descritto come una sensazione di pienezza articolare.
  • Instabilità articolare: il paziente riferisce una sensazione di "cedimento" del ginocchio, specialmente durante i cambi di direzione, la corsa o quando si scendono i gradini. Nelle lesioni croniche, questa instabilità può manifestarsi come una vaga insicurezza nel passo.
  • Rigidità articolare: la presenza di versamento intrarticolare e il dolore possono causare una limitazione dei movimenti, rendendo difficile flettere o estendere completamente la gamba.
  • Zoppia: nelle fasi acute, il dolore e il senso di instabilità portano il soggetto a camminare con una evidente zoppia per proteggere l'arto.
  • Ecchimosi: in alcuni casi, possono comparire lividi o ecchimosi nella parte posteriore del ginocchio o lungo il polpaccio nei giorni successivi al trauma.

Nelle lesioni croniche (non trattate), i sintomi possono evolvere in un dolore persistente legato all'insorgenza precoce di artrosi, poiché la mancanza del LCP altera la distribuzione dei carichi sulla cartilagine, usurandola precocemente.

Diagnosi

Il processo diagnostico inizia con un'accurata anamnesi, durante la quale il medico indaga la dinamica dell'infortunio. Segue un esame obiettivo meticoloso, che rappresenta il cardine della diagnosi clinica.

I test fisici specifici includono:

  1. Test del cassetto posteriore: Il medico flette il ginocchio a 90 gradi e spinge la tibia all'indietro. Se la tibia scivola eccessivamente rispetto al femore, il test è positivo per una lesione del LCP.
  2. Posterior Sag Sign (Segno della saggittatura): Con il paziente supino e le ginocchia flesse, si osserva se la tibia "affonda" all'indietro per gravità rispetto al profilo dell'altro ginocchio.
  3. Dial Test: Utilizzato per valutare se, oltre al LCP, vi è un danno al complesso postero-laterale, misurando la rotazione esterna della tibia a diversi gradi di flessione.

Gli esami strumentali sono fondamentali per confermare il sospetto clinico e valutare danni associati:

  • Radiografia (RX): Utile per escludere fratture da avulsione (dove il legamento strappa un frammento di osso) o per eseguire proiezioni "sotto stress" che quantificano lo spostamento tibiale.
  • Risonanza Magnetica (RM): È l'esame d'elezione. Permette di visualizzare chiaramente il legamento, determinare se la rottura è totale o parziale e identificare lesioni a menischi, cartilagine o altri legamenti come la lesione del crociato anteriore.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Richiesta raramente, principalmente se si sospettano fratture complesse associate.

Le lesioni vengono classificate in tre gradi:

  • Grado I: Lesione parziale, stabilità quasi conservata.
  • Grado II: Lesione parziale con instabilità moderata.
  • Grado III: Rottura completa, spesso associata a lesioni di altri legamenti.

Trattamento e Terapie

Il trattamento del legamento crociato posteriore dipende dal grado della lesione, dall'attività del paziente e dalla presenza di altre lesioni associate.

Trattamento Conservativo

È l'approccio standard per le lesioni isolate di Grado I e II. Prevede:

  • Protocollo R.I.C.E.: Riposo, ghiaccio (Ice), compressione ed elevazione nelle prime 48-72 ore.
  • Immobilizzazione parziale: L'uso di un tutore specifico (tutore per LCP a spinta anteriore) che mantiene la tibia in posizione corretta durante la guarigione.
  • Fisioterapia: È il pilastro della riabilitazione. Il focus principale è il rinforzo del muscolo quadricipite. Il quadricipite, essendo un estensore, aiuta a contrastare la traslazione posteriore della tibia, compensando parzialmente la funzione del LCP mancante. Vengono evitati inizialmente gli esercizi che sollecitano i muscoli flessori (ischiocrurali), poiché la loro contrazione tira la tibia all'indietro.

Trattamento Chirurgico

La chirurgia è indicata per lesioni di Grado III, lesioni multi-legamentose o quando il trattamento conservativo fallisce e persiste una grave instabilità.

  • Ricostruzione del LCP: Poiché la semplice sutura del legamento raramente ha successo, si procede alla ricostruzione utilizzando un trapianto (graft). Il tessuto può essere prelevato dal paziente stesso (autograft, come il tendine rotuleo o i tendini dei muscoli semitendinoso e gracile) o provenire da donatore (allograft).
  • Tecnica Chirurgica: Viene eseguita in artroscopia, una tecnica mininvasiva che utilizza piccole incisioni e una telecamera. Il chirurgo crea dei tunnel ossei nel femore e nella tibia per posizionare e fissare il nuovo legamento con viti o dispositivi di ancoraggio.

La riabilitazione post-chirurgica è lunga e rigorosa, durando mediamente dai 6 ai 9 mesi prima del ritorno allo sport agonistico.

Prognosi e Decorso

La prognosi per una lesione del legamento crociato posteriore è generalmente buona, specialmente se diagnosticata precocemente.

Nelle lesioni isolate di Grado I e II, la maggior parte dei pazienti torna alle normali attività quotidiane e sportive entro 8-12 settimane con un adeguato programma di fisioterapia. Tuttavia, è fondamentale mantenere un buon tono muscolare del quadricipite per tutta la vita per proteggere l'articolazione.

Nelle lesioni di Grado III o chirurgiche, il percorso è più complesso. Sebbene la chirurgia ripristini la stabilità meccanica, il ginocchio potrebbe non tornare mai esattamente come prima del trauma. Esiste un rischio a lungo termine di sviluppare gonartrosi (artrosi del ginocchio), dovuto alle micro-instabilità residue che alterano la biomeccanica articolare.

Il decorso post-operatorio prevede l'uso di stampelle per diverse settimane e un ritorno graduale al carico. Il successo dipende in larga misura dalla costanza del paziente nel seguire il protocollo riabilitativo.

Prevenzione

Prevenire una lesione del LCP non è sempre possibile, data la natura traumatica e accidentale degli eventi che la causano. Tuttavia, si possono adottare misure per ridurre il rischio e la gravità dei danni:

  1. Potenziamento muscolare: Mantenere quadricipiti e muscoli della gamba forti e flessibili aiuta a stabilizzare attivamente il ginocchio.
  2. Allenamento propriocettivo: Esercizi di equilibrio e coordinazione migliorano la capacità del sistema nervoso di reagire a sollecitazioni improvvise, proteggendo i legamenti.
  3. Tecnica sportiva corretta: Imparare le tecniche corrette di caduta e di impatto negli sport di contatto può fare la differenza.
  4. Uso di protezioni: Nelle attività ad alto rischio (come il motociclismo o lo sci), l'utilizzo di ginocchiere professionali può attutire gli impatti diretti sulla tibia.
  5. Sicurezza stradale: L'uso corretto delle cinture di sicurezza e il posizionamento adeguato del sedile nell'auto riducono il rischio di impatto contro il cruscotto in caso di incidente.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico ortopedico o a un pronto soccorso immediatamente dopo un trauma al ginocchio se si verificano le seguenti condizioni:

  • Si è avvertito un forte "crack" o una sensazione di rottura interna al momento dell'impatto.
  • Il ginocchio appare deformato o la tibia sembra spostata all'indietro.
  • Il gonfiore è immediato e severo.
  • Il dolore impedisce di caricare il peso sulla gamba o di camminare.
  • Si avverte una sensazione di estrema instabilità, come se il ginocchio non riuscisse a reggere il peso del corpo.
  • Si nota una perdita di sensibilità o un formicolio al piede (segno di possibile coinvolgimento nervoso o vascolare, raro ma grave nelle lussazioni di ginocchio).

Una diagnosi tempestiva è essenziale per evitare che una lesione acuta si trasformi in un'instabilità cronica con danni irreversibili alle superfici articolari.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.