Plica Ariepiglottica

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Definizione

La plica ariepiglottica è una struttura anatomica fondamentale situata all'interno della laringe, che svolge un ruolo cruciale nella protezione delle vie aeree superiori. Si tratta di una piega di membrana mucosa, rinforzata da fibre muscolari e tessuto connettivo, che si estende bilateralmente dai margini laterali dell'epiglottide fino alle cartilagini aritenoidee. Insieme all'epiglottide e alle incisure interaritenoidee, le pliche ariepiglottiche delimitano l'adito laringeo, ovvero l'apertura che permette il passaggio dell'aria verso la trachea e i polmoni.

Dal punto di vista funzionale, la plica ariepiglottica agisce come una sorta di "barriera" o "sfintere" durante la deglutizione. Quando ingeriamo cibo o liquidi, queste pieghe si contraggono e si avvicinano alla linea mediana, contribuendo a sigillare l'ingresso della laringe e indirizzando il bolo alimentare verso l'esofago. Questo meccanismo impedisce l'aspirazione di sostanze estranee nei polmoni, un evento che potrebbe causare gravi complicazioni respiratorie.

Sebbene la plica ariepiglottica non sia una malattia di per sé (essendo una parte del corpo), il codice ICD-11 XA9907 la identifica come sito anatomico specifico per la classificazione di diverse patologie. Alterazioni strutturali, infiammazioni o neoformazioni che colpiscono questa zona possono compromettere gravemente sia la respirazione che la fonazione e la deglutizione. Comprendere la sua anatomia è essenziale per diagnosticare condizioni che vanno dalle malformazioni congenite nei neonati alle neoplasie negli adulti.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le patologie che interessano la plica ariepiglottica possono avere origini diverse, classificabili in congenite, infiammatorie, traumatiche o neoplastiche. Una delle condizioni congenite più comuni è la laringomalacia, in cui le pliche ariepiglottiche risultano eccessivamente brevi o lasse, collassando verso l'interno durante l'inspirazione e ostruendo parzialmente il flusso d'aria.

Le cause infiammatorie sono spesso legate a infezioni batteriche o virali. L'epiglottite, ad esempio, è un'emergenza medica che comporta un massiccio gonfiore dell'epiglottide e delle pliche circostanti, spesso causata dal batterio Haemophilus influenzae di tipo b. Anche il reflusso gastroesofageo (o meglio, il reflusso faringo-laringeo) rappresenta un fattore di rischio significativo: l'acido gastrico che risale dallo stomaco può irritare cronicamente la mucosa della plica ariepiglottica, portando a edema e formazione di granulomi.

I fattori di rischio per le patologie neoplastiche (tumori) includono principalmente il consumo prolungato di tabacco e l'abuso di alcol. Queste sostanze sono altamente irritanti e cancerogene per i tessuti della laringe. Inoltre, l'infezione da Papillomavirus umano (HPV) è stata identificata come un fattore emergente nello sviluppo di carcinomi a cellule squamose che possono originare o estendersi alla plica ariepiglottica.

Infine, traumi fisici (come l'ingestione di corpi estranei o lesioni da intubazione prolungata) e l'esposizione a sostanze chimiche irritanti inalatorie possono causare lesioni dirette o cicatrici (stenosi) che alterano la normale morfologia di questa struttura.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi legati a problemi della plica ariepiglottica variano a seconda della natura della patologia sottostante, ma generalmente coinvolgono la funzione respiratoria e quella deglutitoria. Uno dei segni più caratteristici, specialmente nei neonati con anomalie strutturali, è lo stridore laringeo, un rumore acuto e sibilante prodotto durante l'inspirazione.

In presenza di infiammazione o masse tumorali, il paziente può avvertire una marcata difficoltà a deglutire, spesso accompagnata da dolore alla deglutizione. La sensazione che il cibo si fermi in gola o la necessità di deglutire più volte per far scendere il bolo sono segnali comuni. In alcuni casi, si può manifestare una sensazione di un nodo in gola (globo faringeo) persistente, anche quando non si sta mangiando.

Le alterazioni della voce sono un altro sintomo cardine. La voce rauca o ovattata (spesso descritta come "voce a patata bollente") può indicare che la plica ariepiglottica è gonfia o occupata da una massa che interferisce con la vibrazione delle corde vocali o con lo spazio di risonanza sopraglottico. Se l'ostruzione diventa significativa, compare la difficoltà respiratoria, che può peggiorare in posizione supina.

Altri sintomi possibili includono:

  • Tosse persistente o stizzosa.
  • Eccessiva produzione di saliva (dovuta all'impossibilità di deglutire correttamente).
  • Presenza di sangue nel catarro (più comune in caso di tumori).
  • Linfonodi del collo ingrossati e dolenti.
4

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto da uno specialista in otorinolaringoiatria. Il medico valuterà la storia clinica del paziente, focalizzandosi sulla durata dei sintomi e sull'esposizione a fattori di rischio come il fumo.

L'esame d'elezione è la laringoscopia a fibre ottiche (o fibrolaringoscopia). Attraverso un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera inserito nel naso, il medico può visualizzare direttamente la plica ariepiglottica in tempo reale. Questo esame permette di osservare il colore della mucosa, la presenza di gonfiori, cisti, ulcere o masse sospette, e di valutare la mobilità delle strutture durante la respirazione e la fonazione.

Se viene individuata una massa sospetta, è necessaria una biopsia. Questa procedura viene solitamente eseguita in anestesia generale tramite una laringoscopia diretta, prelevando un piccolo campione di tessuto per l'esame istologico, fondamentale per distinguere tra lesioni benigne e maligne.

Per definire l'estensione di una patologia (specialmente in caso di tumori o cisti voluminose), si ricorre a esami di imaging radiologico:

  1. TC (Tomografia Computerizzata) del collo: Utile per valutare l'invasione dei tessuti profondi e il coinvolgimento dei linfonodi.
  2. Risonanza Magnetica (RM): Offre un dettaglio superiore per i tessuti molli e aiuta a distinguere tra infiammazione e infiltrazione tumorale.
  3. Ecografia del collo: Utilizzata principalmente per monitorare lo stato dei linfonodi cervicali.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle patologie della plica ariepiglottica è strettamente dipendente dalla diagnosi specifica.

In caso di infezioni acute come l'epiglottite, il trattamento è urgente e richiede spesso l'ospedalizzazione. Si somministrano antibiotici per via endovenosa e corticosteroidi per ridurre rapidamente l'edema (gonfiore). In situazioni critiche, può essere necessario garantire la pervietà delle vie aeree tramite intubazione o tracheotomia d'urgenza.

Per la laringomalacia severa nei neonati, l'intervento chirurgico d'elezione è la sopraglottoplastica. Questa procedura mini-invasiva consiste nel sezionare o rimuovere il tessuto in eccesso delle pliche ariepiglottiche per impedire che collassino durante il respiro, migliorando immediatamente la ventilazione.

Le cisti ariepiglottiche vengono solitamente rimosse tramite chirurgia laser (CO2 laser) o microchirurgia laringea. Il laser permette una rimozione precisa con un sanguinamento minimo e una rapida guarigione dei tessuti.

In presenza di tumori maligni, l'approccio è multidisciplinare e può includere:

  • Chirurgia: Dalla resezione laser endoscopica per tumori piccoli alla laringectomia parziale o totale per casi avanzati.
  • Radioterapia: Spesso utilizzata come terapia primaria per preservare la funzione d'organo o come trattamento post-operatorio.
  • Chemioterapia: Utilizzata in combinazione con la radioterapia nei protocolli di preservazione d'organo o in casi metastatici.

Se la causa è il reflusso, la terapia si basa su inibitori di pompa protonica e modifiche dietetiche per ridurre l'irritazione chimica della mucosa.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi varia notevolmente in base alla patologia trattata. Per le condizioni benigne, come le cisti o la laringomalacia trattata chirurgicamente, la prognosi è eccellente, con un recupero completo delle funzioni respiratorie e deglutitorie nella stragrande maggioranza dei casi.

Per quanto riguarda le infiammazioni acute (epiglottite), se diagnosticate e trattate tempestivamente, il recupero è rapido e senza esiti permanenti. Tuttavia, il ritardo nel trattamento può essere fatale a causa dell'ostruzione improvvisa delle vie aeree.

Nel caso dei tumori della plica ariepiglottica (che rientrano nei tumori sopraglottici), la prognosi dipende dallo stadio alla diagnosi. I tumori diagnosticati precocemente hanno tassi di sopravvivenza elevati (superiori all'80-90%). Le forme avanzate richiedono trattamenti più aggressivi e possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita, influenzando la voce e la capacità di deglutire normalmente. Il follow-up regolare è essenziale per monitorare eventuali recidive.

7

Prevenzione

La prevenzione delle patologie acquisite della plica ariepiglottica si basa principalmente sulla riduzione dei fattori di rischio ambientali e comportamentali:

  • Cessazione del fumo: Il tabacco è il principale responsabile delle alterazioni precancerose della mucosa laringea.
  • Moderazione dell'alcol: L'alcol agisce in sinergia con il fumo aumentando drasticamente il rischio oncologico.
  • Gestione del reflusso: Seguire una dieta equilibrata, evitare pasti abbondanti prima di coricarsi e gestire lo stress può prevenire l'irritazione cronica della laringe.
  • Vaccinazione: Il vaccino contro l'Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) ha quasi eliminato l'epiglottite batterica nei bambini nei paesi sviluppati.
  • Protezione professionale: Utilizzare dispositivi di protezione individuale se si lavora in ambienti con vapori chimici o polveri irritanti.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista otorinolaringoiatra se si manifestano i seguenti segnali di allarme per più di due o tre settimane:

  1. Disfonia persistente: Un cambiamento della voce che non migliora con il riposo vocale.
  2. Difficoltà a deglutire: Sensazione di ostacolo o dolore durante il passaggio del cibo.
  3. Stridore o respiro rumoroso: Specialmente se compare improvvisamente o nei bambini.
  4. Tosse con sangue: Anche in piccole quantità.
  5. Comparsa di masse nel collo: Linfonodi che aumentano di volume e non regrediscono.

In caso di difficoltà respiratoria acuta, senso di soffocamento o incapacità totale di deglutire la saliva, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso, poiché potrebbe trattarsi di un'ostruzione imminente delle vie aeree.

Plica Ariepiglottica

Definizione

La plica ariepiglottica è una struttura anatomica fondamentale situata all'interno della laringe, che svolge un ruolo cruciale nella protezione delle vie aeree superiori. Si tratta di una piega di membrana mucosa, rinforzata da fibre muscolari e tessuto connettivo, che si estende bilateralmente dai margini laterali dell'epiglottide fino alle cartilagini aritenoidee. Insieme all'epiglottide e alle incisure interaritenoidee, le pliche ariepiglottiche delimitano l'adito laringeo, ovvero l'apertura che permette il passaggio dell'aria verso la trachea e i polmoni.

Dal punto di vista funzionale, la plica ariepiglottica agisce come una sorta di "barriera" o "sfintere" durante la deglutizione. Quando ingeriamo cibo o liquidi, queste pieghe si contraggono e si avvicinano alla linea mediana, contribuendo a sigillare l'ingresso della laringe e indirizzando il bolo alimentare verso l'esofago. Questo meccanismo impedisce l'aspirazione di sostanze estranee nei polmoni, un evento che potrebbe causare gravi complicazioni respiratorie.

Sebbene la plica ariepiglottica non sia una malattia di per sé (essendo una parte del corpo), il codice ICD-11 XA9907 la identifica come sito anatomico specifico per la classificazione di diverse patologie. Alterazioni strutturali, infiammazioni o neoformazioni che colpiscono questa zona possono compromettere gravemente sia la respirazione che la fonazione e la deglutizione. Comprendere la sua anatomia è essenziale per diagnosticare condizioni che vanno dalle malformazioni congenite nei neonati alle neoplasie negli adulti.

Cause e Fattori di Rischio

Le patologie che interessano la plica ariepiglottica possono avere origini diverse, classificabili in congenite, infiammatorie, traumatiche o neoplastiche. Una delle condizioni congenite più comuni è la laringomalacia, in cui le pliche ariepiglottiche risultano eccessivamente brevi o lasse, collassando verso l'interno durante l'inspirazione e ostruendo parzialmente il flusso d'aria.

Le cause infiammatorie sono spesso legate a infezioni batteriche o virali. L'epiglottite, ad esempio, è un'emergenza medica che comporta un massiccio gonfiore dell'epiglottide e delle pliche circostanti, spesso causata dal batterio Haemophilus influenzae di tipo b. Anche il reflusso gastroesofageo (o meglio, il reflusso faringo-laringeo) rappresenta un fattore di rischio significativo: l'acido gastrico che risale dallo stomaco può irritare cronicamente la mucosa della plica ariepiglottica, portando a edema e formazione di granulomi.

I fattori di rischio per le patologie neoplastiche (tumori) includono principalmente il consumo prolungato di tabacco e l'abuso di alcol. Queste sostanze sono altamente irritanti e cancerogene per i tessuti della laringe. Inoltre, l'infezione da Papillomavirus umano (HPV) è stata identificata come un fattore emergente nello sviluppo di carcinomi a cellule squamose che possono originare o estendersi alla plica ariepiglottica.

Infine, traumi fisici (come l'ingestione di corpi estranei o lesioni da intubazione prolungata) e l'esposizione a sostanze chimiche irritanti inalatorie possono causare lesioni dirette o cicatrici (stenosi) che alterano la normale morfologia di questa struttura.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi legati a problemi della plica ariepiglottica variano a seconda della natura della patologia sottostante, ma generalmente coinvolgono la funzione respiratoria e quella deglutitoria. Uno dei segni più caratteristici, specialmente nei neonati con anomalie strutturali, è lo stridore laringeo, un rumore acuto e sibilante prodotto durante l'inspirazione.

In presenza di infiammazione o masse tumorali, il paziente può avvertire una marcata difficoltà a deglutire, spesso accompagnata da dolore alla deglutizione. La sensazione che il cibo si fermi in gola o la necessità di deglutire più volte per far scendere il bolo sono segnali comuni. In alcuni casi, si può manifestare una sensazione di un nodo in gola (globo faringeo) persistente, anche quando non si sta mangiando.

Le alterazioni della voce sono un altro sintomo cardine. La voce rauca o ovattata (spesso descritta come "voce a patata bollente") può indicare che la plica ariepiglottica è gonfia o occupata da una massa che interferisce con la vibrazione delle corde vocali o con lo spazio di risonanza sopraglottico. Se l'ostruzione diventa significativa, compare la difficoltà respiratoria, che può peggiorare in posizione supina.

Altri sintomi possibili includono:

  • Tosse persistente o stizzosa.
  • Eccessiva produzione di saliva (dovuta all'impossibilità di deglutire correttamente).
  • Presenza di sangue nel catarro (più comune in caso di tumori).
  • Linfonodi del collo ingrossati e dolenti.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto da uno specialista in otorinolaringoiatria. Il medico valuterà la storia clinica del paziente, focalizzandosi sulla durata dei sintomi e sull'esposizione a fattori di rischio come il fumo.

L'esame d'elezione è la laringoscopia a fibre ottiche (o fibrolaringoscopia). Attraverso un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera inserito nel naso, il medico può visualizzare direttamente la plica ariepiglottica in tempo reale. Questo esame permette di osservare il colore della mucosa, la presenza di gonfiori, cisti, ulcere o masse sospette, e di valutare la mobilità delle strutture durante la respirazione e la fonazione.

Se viene individuata una massa sospetta, è necessaria una biopsia. Questa procedura viene solitamente eseguita in anestesia generale tramite una laringoscopia diretta, prelevando un piccolo campione di tessuto per l'esame istologico, fondamentale per distinguere tra lesioni benigne e maligne.

Per definire l'estensione di una patologia (specialmente in caso di tumori o cisti voluminose), si ricorre a esami di imaging radiologico:

  1. TC (Tomografia Computerizzata) del collo: Utile per valutare l'invasione dei tessuti profondi e il coinvolgimento dei linfonodi.
  2. Risonanza Magnetica (RM): Offre un dettaglio superiore per i tessuti molli e aiuta a distinguere tra infiammazione e infiltrazione tumorale.
  3. Ecografia del collo: Utilizzata principalmente per monitorare lo stato dei linfonodi cervicali.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle patologie della plica ariepiglottica è strettamente dipendente dalla diagnosi specifica.

In caso di infezioni acute come l'epiglottite, il trattamento è urgente e richiede spesso l'ospedalizzazione. Si somministrano antibiotici per via endovenosa e corticosteroidi per ridurre rapidamente l'edema (gonfiore). In situazioni critiche, può essere necessario garantire la pervietà delle vie aeree tramite intubazione o tracheotomia d'urgenza.

Per la laringomalacia severa nei neonati, l'intervento chirurgico d'elezione è la sopraglottoplastica. Questa procedura mini-invasiva consiste nel sezionare o rimuovere il tessuto in eccesso delle pliche ariepiglottiche per impedire che collassino durante il respiro, migliorando immediatamente la ventilazione.

Le cisti ariepiglottiche vengono solitamente rimosse tramite chirurgia laser (CO2 laser) o microchirurgia laringea. Il laser permette una rimozione precisa con un sanguinamento minimo e una rapida guarigione dei tessuti.

In presenza di tumori maligni, l'approccio è multidisciplinare e può includere:

  • Chirurgia: Dalla resezione laser endoscopica per tumori piccoli alla laringectomia parziale o totale per casi avanzati.
  • Radioterapia: Spesso utilizzata come terapia primaria per preservare la funzione d'organo o come trattamento post-operatorio.
  • Chemioterapia: Utilizzata in combinazione con la radioterapia nei protocolli di preservazione d'organo o in casi metastatici.

Se la causa è il reflusso, la terapia si basa su inibitori di pompa protonica e modifiche dietetiche per ridurre l'irritazione chimica della mucosa.

Prognosi e Decorso

La prognosi varia notevolmente in base alla patologia trattata. Per le condizioni benigne, come le cisti o la laringomalacia trattata chirurgicamente, la prognosi è eccellente, con un recupero completo delle funzioni respiratorie e deglutitorie nella stragrande maggioranza dei casi.

Per quanto riguarda le infiammazioni acute (epiglottite), se diagnosticate e trattate tempestivamente, il recupero è rapido e senza esiti permanenti. Tuttavia, il ritardo nel trattamento può essere fatale a causa dell'ostruzione improvvisa delle vie aeree.

Nel caso dei tumori della plica ariepiglottica (che rientrano nei tumori sopraglottici), la prognosi dipende dallo stadio alla diagnosi. I tumori diagnosticati precocemente hanno tassi di sopravvivenza elevati (superiori all'80-90%). Le forme avanzate richiedono trattamenti più aggressivi e possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita, influenzando la voce e la capacità di deglutire normalmente. Il follow-up regolare è essenziale per monitorare eventuali recidive.

Prevenzione

La prevenzione delle patologie acquisite della plica ariepiglottica si basa principalmente sulla riduzione dei fattori di rischio ambientali e comportamentali:

  • Cessazione del fumo: Il tabacco è il principale responsabile delle alterazioni precancerose della mucosa laringea.
  • Moderazione dell'alcol: L'alcol agisce in sinergia con il fumo aumentando drasticamente il rischio oncologico.
  • Gestione del reflusso: Seguire una dieta equilibrata, evitare pasti abbondanti prima di coricarsi e gestire lo stress può prevenire l'irritazione cronica della laringe.
  • Vaccinazione: Il vaccino contro l'Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) ha quasi eliminato l'epiglottite batterica nei bambini nei paesi sviluppati.
  • Protezione professionale: Utilizzare dispositivi di protezione individuale se si lavora in ambienti con vapori chimici o polveri irritanti.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista otorinolaringoiatra se si manifestano i seguenti segnali di allarme per più di due o tre settimane:

  1. Disfonia persistente: Un cambiamento della voce che non migliora con il riposo vocale.
  2. Difficoltà a deglutire: Sensazione di ostacolo o dolore durante il passaggio del cibo.
  3. Stridore o respiro rumoroso: Specialmente se compare improvvisamente o nei bambini.
  4. Tosse con sangue: Anche in piccole quantità.
  5. Comparsa di masse nel collo: Linfonodi che aumentano di volume e non regrediscono.

In caso di difficoltà respiratoria acuta, senso di soffocamento o incapacità totale di deglutire la saliva, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso, poiché potrebbe trattarsi di un'ostruzione imminente delle vie aeree.

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