Recesso Retrofaringeo

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Definizione

Il recesso retrofaringeo (o spazio retrofaringeo) è un'area anatomica di fondamentale importanza situata nella porzione profonda del collo. Si presenta come uno spazio virtuale, di forma lineare e sottile, che si estende verticalmente dalla base del cranio fino al mediastino superiore (all'incirca all'altezza della quarta vertebra toracica, T4). Questo spazio è delimitato anteriormente dalla fascia buccofaringea (che riveste il muscolo costrittore della faringe) e posteriormente dalla fascia alare, che lo separa dal cosiddetto "spazio pericoloso" (danger space) e dalla fascia prevertebrale.

In condizioni fisiologiche, il recesso retrofaringeo contiene tessuto connettivo lasso e, soprattutto nei bambini, una ricca rete di linfonodi, noti come linfonodi di Rouvière. Questi linfonodi drenano la linfa proveniente dalle cavità nasali, dai seni paranasali, dal rinofaringe e dalle tube di Eustachio. Con la crescita, generalmente dopo i 6 anni di età, questi linfonodi tendono ad atrofizzarsi, motivo per cui le patologie acute di questo spazio sono molto più frequenti in età pediatrica.

Dal punto di vista clinico, il recesso retrofaringeo è una zona critica: essendo un'area di passaggio e comunicazione tra il distretto testa-collo e il torace, i processi infettivi o neoplastici che si sviluppano in questa sede possono diffondersi rapidamente verso il basso, causando complicazioni potenzialmente letali. La comprensione della sua anatomia è essenziale per la diagnosi precoce di condizioni gravi come la ascesso retrofaringeo, una delle emergenze otorinolaringoiatriche più temute.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le alterazioni patologiche del recesso retrofaringeo possono derivare da diverse cause, che variano significativamente in base all'età del paziente. La causa principale è rappresentata dall'infezione batterica che porta alla formazione di una cellulite dei tessuti molli o di un ascesso vero e proprio.

  • Infezioni delle alte vie respiratorie: Nei bambini, la causa più comune è la suppurazione dei linfonodi retrofaringei a seguito di una faringite, una tonsillite, una sinusite o un'otite media. I batteri (spesso Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus o anaerobi) migrano attraverso i vasi linfatici fino al recesso retrofaringeo.
  • Traumi penetranti: Negli adulti, le patologie di questo spazio sono spesso causate da traumi diretti. Esempi comuni includono l'ingestione accidentale di corpi estranei (come lische di pesce o ossicini di pollo) che perforano la mucosa faringea, o lesioni iatrogene causate durante procedure mediche come l'endoscopia, l'intubazione tracheale o interventi odontoiatrici.
  • Infezioni odontogene: Ascessi dentali non trattati possono diffondersi attraverso i piani fasciali del collo fino a raggiungere il recesso retrofaringeo.
  • Diffusione da siti adiacenti: Infezioni provenienti dalle ghiandole salivari o dalle vertebre cervicali (osteomielite) possono coinvolgere quest'area.
  • Fattori di rischio: I soggetti immunocompromessi (pazienti con diabete mellito, HIV o in terapia chemioterapica) presentano un rischio maggiore di sviluppare infezioni gravi e rapide in questo distretto.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi legati a una patologia del recesso retrofaringeo possono insorgere in modo subdolo o manifestarsi con estrema rapidità. La gravità della sintomatologia dipende dall'entità dell'infiammazione o della massa presente nello spazio.

Il segno cardine è spesso l'insorgenza di febbre alta, accompagnata da un marcato senso di malessere generale. Il paziente riferisce quasi sempre una severa difficoltà a deglutire e una marcata odinofagia (dolore durante la deglutizione), che nei bambini piccoli può manifestarsi come rifiuto totale del cibo e dell'acqua, portando a inappetenza.

Altri sintomi comuni includono:

  • Dolore e rigidità: La cervicalgia (dolore al collo) è frequente, spesso associata a una significativa rigidità nucale o alla tendenza a tenere la testa inclinata da un lato per alleviare il dolore.
  • Alterazioni della voce: Si può riscontrare la cosiddetta voce a patata bollente, un tono di voce ovattato causato dal rigonfiamento della parete posteriore della faringe.
  • Segni respiratori: Nei casi più gravi, l'edema dei tessuti può ostruire le vie aeree superiori, causando fame d'aria, respiro accelerato e uno stridore laringeo (un rumore acuto durante l'inspirazione).
  • Segni fisici visibili: All'ispezione del cavo orale, si può notare un rigonfiamento della parete posteriore della gola, sebbene questo non sia sempre facilmente visibile. Può essere presente linfonodi del collo ingrossati e dolenti al tatto. In alcuni casi si osserva scialorrea (eccessiva salivazione) dovuta all'impossibilità di deglutire la saliva.
  • Limitazione funzionale: Può comparire il trisma, ovvero la difficoltà o l'impossibilità di aprire completamente la bocca a causa del coinvolgimento dei muscoli vicini.
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Diagnosi

La diagnosi delle patologie del recesso retrofaringeo richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente nei bambini con sintomi respiratori e febbre. Il percorso diagnostico si articola in diverse fasi:

  1. Esame Obiettivo: Il medico valuta la stabilità delle vie aeree e cerca segni di rigonfiamento faringeo o linfoadenopatia. Tuttavia, l'esplorazione manuale della faringe deve essere eseguita con estrema cautela, poiché potrebbe causare la rottura di un eventuale ascesso con conseguente aspirazione di pus nei polmoni.
  2. Esami di Laboratorio: Gli esami del sangue mostrano tipicamente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) e dei marker infiammatori come la Proteina C-Reattiva (PCR).
  3. Radiografia del collo (laterale): È un esame rapido che può mostrare un aumento dello spessore dei tessuti molli prevertebrali. Se lo spazio davanti alle vertebre cervicali è più largo del corpo vertebrale stesso, il sospetto di patologia retrofaringea è molto alto.
  4. Tomografia Computerizzata (TAC) con mezzo di contrasto: Rappresenta il gold standard diagnostico. La TAC permette di distinguere tra una semplice cellulite (infiammazione diffusa) e un ascesso (raccolta di pus circoscritta), definendo con precisione l'estensione del processo e il coinvolgimento di strutture vitali come l'arteria carotide o la vena giugulare.
  5. Risonanza Magnetica (RM): Sebbene meno usata in emergenza per i tempi più lunghi, è eccellente per valutare l'estensione ai tessuti molli e al midollo spinale.
  6. Colture microbiologiche: Se viene eseguito un drenaggio, il materiale prelevato viene inviato in laboratorio per identificare il batterio responsabile e stabilire la terapia antibiotica più efficace.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento delle patologie del recesso retrofaringeo deve essere tempestivo e spesso richiede l'ospedalizzazione.

  • Gestione delle vie aeree: La priorità assoluta è garantire che il paziente respiri correttamente. In caso di ostruzione grave, può essere necessaria l'intubazione o, in casi estremi, una tracheostomia d'urgenza.
  • Terapia Antibiotica: Viene iniziata immediatamente per via endovenosa. Si utilizzano solitamente antibiotici ad ampio spettro capaci di coprire sia i batteri aerobi che quelli anaerobi (ad esempio, l'associazione di ampicillina/sulbactam o clindamicina). Una volta ottenuti i risultati delle colture, la terapia può essere mirata.
  • Drenaggio Chirurgico: Se la TAC conferma la presenza di una raccolta ascessuale significativa, è necessario intervenire chirurgicamente. Il drenaggio può essere effettuato per via transorale (attraverso la bocca) se l'ascesso è localizzato superiormente, o tramite un approccio cervicale esterno se l'infezione è profonda o estesa verso il basso.
  • Supporto Idrico: Poiché la difficoltà a deglutire impedisce l'idratazione orale, è fondamentale la somministrazione di liquidi per via endovenosa per prevenire la disidratazione.
  • Terapia del dolore: L'uso di analgesici e antipiretici (come il paracetamolo o l'ibuprofene) aiuta a gestire la febbre e il dolore cervicale.
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Prognosi e Decorso

Se diagnosticata e trattata precocemente, la prognosi per le infezioni del recesso retrofaringeo è generalmente eccellente, con un recupero completo nella maggior parte dei casi. Tuttavia, se trascurata, la condizione può evolvere verso complicazioni gravissime:

  • Mediastinite: L'infezione scende nel torace, infiammando lo spazio tra i polmoni. Questa è una condizione ad altissima mortalità.
  • Ostruzione delle vie aeree: Può portare ad asfissia se non gestita prontamente.
  • Erosione dell'arteria carotide: Una complicazione rara ma catastrofica che causa emorragie massive.
  • Sindrome di Lemierre: Una tromboflebite settica della vena giugulare interna che può causare emboli settici ai polmoni.

Il decorso post-operatorio prevede solitamente alcuni giorni di osservazione in ospedale con prosecuzione della terapia antibiotica endovenosa, seguita da un ciclo di antibiotici orali per 10-14 giorni a domicilio.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per le anomalie anatomiche del recesso retrofaringeo, ma è possibile ridurre drasticamente il rischio di infezioni gravi:

  1. Trattamento tempestivo delle infezioni orofaringee: Non sottovalutare mal di gola persistenti, specialmente se accompagnati da febbre alta o difficoltà a muovere il collo.
  2. Igiene orale: Mantenere una buona salute dentale riduce il rischio di ascessi odontogeni.
  3. Attenzione ai bambini: Monitorare i bambini piccoli durante i pasti per evitare l'ingestione di oggetti appuntiti o piccoli giocattoli che potrebbero causare traumi alla faringe.
  4. Vaccinazione: Le vaccinazioni di routine (come quella contro l'Haemophilus influenzae di tipo b) hanno ridotto storicamente l'incidenza di alcune infezioni profonde del collo.
8

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso se compaiono i seguenti segnali di allarme:

  • Improvvisa e grave difficoltà a deglutire anche solo la propria saliva.
  • Presenza di bava alla bocca o incapacità di gestire le secrezioni.
  • Comparsa di rumori respiratori anomali o respiro sibilante.
  • Rigidità del collo associata a febbre alta.
  • Cambiamento rapido del tono della voce.
  • Sensazione di soffocamento o fame d'aria.

In questi casi, la rapidità dell'intervento medico è il fattore determinante per una risoluzione positiva e priva di complicazioni.

Recesso Retrofaringeo

Definizione

Il recesso retrofaringeo (o spazio retrofaringeo) è un'area anatomica di fondamentale importanza situata nella porzione profonda del collo. Si presenta come uno spazio virtuale, di forma lineare e sottile, che si estende verticalmente dalla base del cranio fino al mediastino superiore (all'incirca all'altezza della quarta vertebra toracica, T4). Questo spazio è delimitato anteriormente dalla fascia buccofaringea (che riveste il muscolo costrittore della faringe) e posteriormente dalla fascia alare, che lo separa dal cosiddetto "spazio pericoloso" (danger space) e dalla fascia prevertebrale.

In condizioni fisiologiche, il recesso retrofaringeo contiene tessuto connettivo lasso e, soprattutto nei bambini, una ricca rete di linfonodi, noti come linfonodi di Rouvière. Questi linfonodi drenano la linfa proveniente dalle cavità nasali, dai seni paranasali, dal rinofaringe e dalle tube di Eustachio. Con la crescita, generalmente dopo i 6 anni di età, questi linfonodi tendono ad atrofizzarsi, motivo per cui le patologie acute di questo spazio sono molto più frequenti in età pediatrica.

Dal punto di vista clinico, il recesso retrofaringeo è una zona critica: essendo un'area di passaggio e comunicazione tra il distretto testa-collo e il torace, i processi infettivi o neoplastici che si sviluppano in questa sede possono diffondersi rapidamente verso il basso, causando complicazioni potenzialmente letali. La comprensione della sua anatomia è essenziale per la diagnosi precoce di condizioni gravi come la ascesso retrofaringeo, una delle emergenze otorinolaringoiatriche più temute.

Cause e Fattori di Rischio

Le alterazioni patologiche del recesso retrofaringeo possono derivare da diverse cause, che variano significativamente in base all'età del paziente. La causa principale è rappresentata dall'infezione batterica che porta alla formazione di una cellulite dei tessuti molli o di un ascesso vero e proprio.

  • Infezioni delle alte vie respiratorie: Nei bambini, la causa più comune è la suppurazione dei linfonodi retrofaringei a seguito di una faringite, una tonsillite, una sinusite o un'otite media. I batteri (spesso Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus o anaerobi) migrano attraverso i vasi linfatici fino al recesso retrofaringeo.
  • Traumi penetranti: Negli adulti, le patologie di questo spazio sono spesso causate da traumi diretti. Esempi comuni includono l'ingestione accidentale di corpi estranei (come lische di pesce o ossicini di pollo) che perforano la mucosa faringea, o lesioni iatrogene causate durante procedure mediche come l'endoscopia, l'intubazione tracheale o interventi odontoiatrici.
  • Infezioni odontogene: Ascessi dentali non trattati possono diffondersi attraverso i piani fasciali del collo fino a raggiungere il recesso retrofaringeo.
  • Diffusione da siti adiacenti: Infezioni provenienti dalle ghiandole salivari o dalle vertebre cervicali (osteomielite) possono coinvolgere quest'area.
  • Fattori di rischio: I soggetti immunocompromessi (pazienti con diabete mellito, HIV o in terapia chemioterapica) presentano un rischio maggiore di sviluppare infezioni gravi e rapide in questo distretto.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi legati a una patologia del recesso retrofaringeo possono insorgere in modo subdolo o manifestarsi con estrema rapidità. La gravità della sintomatologia dipende dall'entità dell'infiammazione o della massa presente nello spazio.

Il segno cardine è spesso l'insorgenza di febbre alta, accompagnata da un marcato senso di malessere generale. Il paziente riferisce quasi sempre una severa difficoltà a deglutire e una marcata odinofagia (dolore durante la deglutizione), che nei bambini piccoli può manifestarsi come rifiuto totale del cibo e dell'acqua, portando a inappetenza.

Altri sintomi comuni includono:

  • Dolore e rigidità: La cervicalgia (dolore al collo) è frequente, spesso associata a una significativa rigidità nucale o alla tendenza a tenere la testa inclinata da un lato per alleviare il dolore.
  • Alterazioni della voce: Si può riscontrare la cosiddetta voce a patata bollente, un tono di voce ovattato causato dal rigonfiamento della parete posteriore della faringe.
  • Segni respiratori: Nei casi più gravi, l'edema dei tessuti può ostruire le vie aeree superiori, causando fame d'aria, respiro accelerato e uno stridore laringeo (un rumore acuto durante l'inspirazione).
  • Segni fisici visibili: All'ispezione del cavo orale, si può notare un rigonfiamento della parete posteriore della gola, sebbene questo non sia sempre facilmente visibile. Può essere presente linfonodi del collo ingrossati e dolenti al tatto. In alcuni casi si osserva scialorrea (eccessiva salivazione) dovuta all'impossibilità di deglutire la saliva.
  • Limitazione funzionale: Può comparire il trisma, ovvero la difficoltà o l'impossibilità di aprire completamente la bocca a causa del coinvolgimento dei muscoli vicini.

Diagnosi

La diagnosi delle patologie del recesso retrofaringeo richiede un alto indice di sospetto clinico, specialmente nei bambini con sintomi respiratori e febbre. Il percorso diagnostico si articola in diverse fasi:

  1. Esame Obiettivo: Il medico valuta la stabilità delle vie aeree e cerca segni di rigonfiamento faringeo o linfoadenopatia. Tuttavia, l'esplorazione manuale della faringe deve essere eseguita con estrema cautela, poiché potrebbe causare la rottura di un eventuale ascesso con conseguente aspirazione di pus nei polmoni.
  2. Esami di Laboratorio: Gli esami del sangue mostrano tipicamente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) e dei marker infiammatori come la Proteina C-Reattiva (PCR).
  3. Radiografia del collo (laterale): È un esame rapido che può mostrare un aumento dello spessore dei tessuti molli prevertebrali. Se lo spazio davanti alle vertebre cervicali è più largo del corpo vertebrale stesso, il sospetto di patologia retrofaringea è molto alto.
  4. Tomografia Computerizzata (TAC) con mezzo di contrasto: Rappresenta il gold standard diagnostico. La TAC permette di distinguere tra una semplice cellulite (infiammazione diffusa) e un ascesso (raccolta di pus circoscritta), definendo con precisione l'estensione del processo e il coinvolgimento di strutture vitali come l'arteria carotide o la vena giugulare.
  5. Risonanza Magnetica (RM): Sebbene meno usata in emergenza per i tempi più lunghi, è eccellente per valutare l'estensione ai tessuti molli e al midollo spinale.
  6. Colture microbiologiche: Se viene eseguito un drenaggio, il materiale prelevato viene inviato in laboratorio per identificare il batterio responsabile e stabilire la terapia antibiotica più efficace.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle patologie del recesso retrofaringeo deve essere tempestivo e spesso richiede l'ospedalizzazione.

  • Gestione delle vie aeree: La priorità assoluta è garantire che il paziente respiri correttamente. In caso di ostruzione grave, può essere necessaria l'intubazione o, in casi estremi, una tracheostomia d'urgenza.
  • Terapia Antibiotica: Viene iniziata immediatamente per via endovenosa. Si utilizzano solitamente antibiotici ad ampio spettro capaci di coprire sia i batteri aerobi che quelli anaerobi (ad esempio, l'associazione di ampicillina/sulbactam o clindamicina). Una volta ottenuti i risultati delle colture, la terapia può essere mirata.
  • Drenaggio Chirurgico: Se la TAC conferma la presenza di una raccolta ascessuale significativa, è necessario intervenire chirurgicamente. Il drenaggio può essere effettuato per via transorale (attraverso la bocca) se l'ascesso è localizzato superiormente, o tramite un approccio cervicale esterno se l'infezione è profonda o estesa verso il basso.
  • Supporto Idrico: Poiché la difficoltà a deglutire impedisce l'idratazione orale, è fondamentale la somministrazione di liquidi per via endovenosa per prevenire la disidratazione.
  • Terapia del dolore: L'uso di analgesici e antipiretici (come il paracetamolo o l'ibuprofene) aiuta a gestire la febbre e il dolore cervicale.

Prognosi e Decorso

Se diagnosticata e trattata precocemente, la prognosi per le infezioni del recesso retrofaringeo è generalmente eccellente, con un recupero completo nella maggior parte dei casi. Tuttavia, se trascurata, la condizione può evolvere verso complicazioni gravissime:

  • Mediastinite: L'infezione scende nel torace, infiammando lo spazio tra i polmoni. Questa è una condizione ad altissima mortalità.
  • Ostruzione delle vie aeree: Può portare ad asfissia se non gestita prontamente.
  • Erosione dell'arteria carotide: Una complicazione rara ma catastrofica che causa emorragie massive.
  • Sindrome di Lemierre: Una tromboflebite settica della vena giugulare interna che può causare emboli settici ai polmoni.

Il decorso post-operatorio prevede solitamente alcuni giorni di osservazione in ospedale con prosecuzione della terapia antibiotica endovenosa, seguita da un ciclo di antibiotici orali per 10-14 giorni a domicilio.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica per le anomalie anatomiche del recesso retrofaringeo, ma è possibile ridurre drasticamente il rischio di infezioni gravi:

  1. Trattamento tempestivo delle infezioni orofaringee: Non sottovalutare mal di gola persistenti, specialmente se accompagnati da febbre alta o difficoltà a muovere il collo.
  2. Igiene orale: Mantenere una buona salute dentale riduce il rischio di ascessi odontogeni.
  3. Attenzione ai bambini: Monitorare i bambini piccoli durante i pasti per evitare l'ingestione di oggetti appuntiti o piccoli giocattoli che potrebbero causare traumi alla faringe.
  4. Vaccinazione: Le vaccinazioni di routine (come quella contro l'Haemophilus influenzae di tipo b) hanno ridotto storicamente l'incidenza di alcune infezioni profonde del collo.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso se compaiono i seguenti segnali di allarme:

  • Improvvisa e grave difficoltà a deglutire anche solo la propria saliva.
  • Presenza di bava alla bocca o incapacità di gestire le secrezioni.
  • Comparsa di rumori respiratori anomali o respiro sibilante.
  • Rigidità del collo associata a febbre alta.
  • Cambiamento rapido del tono della voce.
  • Sensazione di soffocamento o fame d'aria.

In questi casi, la rapidità dell'intervento medico è il fattore determinante per una risoluzione positiva e priva di complicazioni.

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