Arteria collaterale ulnare superiore

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Definizione

L'arteria collaterale ulnare superiore è un importante vaso sanguigno dell'arto superiore, facente parte del complesso sistema di anastomosi (collegamenti tra vasi) che irrora l'articolazione del gomito e le strutture circostanti. Essa origina solitamente dall'arteria brachiale, poco al di sotto della metà del braccio, sebbene possano esistere varianti anatomiche in cui nasce in associazione con l'arteria profonda del braccio.

Dal punto di vista anatomico, questa arteria perfora il setto intermuscolare mediale per portarsi nel compartimento posteriore del braccio. Qui, entra in una stretta relazione di vicinanza con il nervo ulnare, accompagnandolo nel suo decorso verso il basso, dietro l'epicondilo mediale dell'omero (la prominenza ossea interna del gomito). La sua funzione principale è quella di fornire supporto vascolare al nervo ulnare e di contribuire alla rete arteriosa del gomito, anastomizzandosi con l'arteria ricorrente ulnare posteriore e l'arteria collaterale ulnare inferiore.

Sebbene non sia spesso protagonista di patologie isolate, la sua integrità è fondamentale durante gli interventi chirurgici al gomito, nella gestione dei traumi dell'omero e nel trattamento della sindrome del tunnel cubitale, dove la sua compressione o lesione può influenzare la guarigione e la funzionalità nervosa. Comprendere il ruolo di questo vaso è essenziale per i chirurghi ortopedici e vascolari, poiché funge da via collaterale critica in caso di ostruzione dell'arteria brachiale principale.

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Cause e Fattori di Rischio

Le problematiche relative all'arteria collaterale ulnare superiore non derivano solitamente da una malattia intrinseca del vaso, ma sono spesso secondarie a eventi traumatici, compressioni esterne o complicanze iatrogene (dovute a interventi medici).

Tra le cause principali di alterazione o danno a questo vaso troviamo:

  • Traumi diretti e fratture: Le fratture della diafisi omerale o dell'epicondilo mediale possono causare la lacerazione o la compressione dell'arteria. Essendo situata in prossimità dell'osso, un frammento osseo tagliente può recidere il vaso, portando a un'emorragia interna o alla formazione di un ematoma.
  • Compressione meccanica: La presenza di strutture fibrose anomale, come l'arcata di Struthers (una banda di tessuto connettivo che può trovarsi nel braccio), può comprimere sia il nervo ulnare che l'arteria collaterale ulnare superiore, limitando il flusso ematico.
  • Interventi chirurgici: Durante la trasposizione del nervo ulnare o la sintesi di fratture del gomito, l'arteria può essere accidentalmente danneggiata. La sua preservazione è tuttavia cruciale per garantire l'apporto ematico (vasa nervorum) al nervo ulnare stesso.
  • Aneurismi e Pseudoaneurismi: Sebbene rari, traumi ripetuti (come quelli subiti da atleti che praticano lanci, ad esempio nel baseball) possono causare microlesioni alla parete arteriosa, portando alla formazione di un aneurisma o di uno pseudoaneurisma.
  • Arteriosclerosi: Come ogni arteria del corpo, anche la collaterale ulnare superiore può essere soggetta a depositi di placca, sebbene sia una localizzazione molto meno comune rispetto alle arterie di calibro maggiore.

I fattori di rischio includono l'esecuzione di lavori manuali pesanti e ripetitivi, la pratica di sport professionistici che sollecitano il gomito, e la presenza di anomalie anatomiche congenite del braccio.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi legati a una disfunzione o a una lesione dell'arteria collaterale ulnare superiore sono spesso sovrapponibili a quelli di una sofferenza del nervo ulnare, a causa della loro stretta vicinanza. Tuttavia, si possono distinguere manifestazioni di tipo vascolare e di tipo neurologico secondario.

I sintomi più comuni includono:

  • Dolore localizzato: Spesso descritto come un dolore sordo o urente nella parte interna del braccio e del gomito, che può irradiarsi verso l'avambraccio.
  • Formicolio e intorpidimento: Tipicamente avvertiti al quarto e quinto dito della mano (anulare e mignolo), causati dall'ischemia del nervo ulnare che l'arteria dovrebbe nutrire.
  • Ridotta sensibilità: Una sensazione di "pelle ovattata" nelle zone innervate dal nervo ulnare.
  • Gonfiore localizzato: In caso di rottura o formazione di uno pseudoaneurisma, può comparire una massa pulsante o un gonfiore evidente al di sopra del gomito.
  • Pallore cutaneo e freddezza della mano: Se il danno arterioso compromette significativamente il circolo collaterale, la mano può apparire più pallida e fredda rispetto alla controlaterale.
  • Claudicatio dell'arto superiore: Dolore o affaticamento muscolare che compare durante l'attività fisica del braccio e scompare con il riposo.
  • Atrofia dei muscoli della mano: Nei casi cronici, la mancanza di nutrimento ematico al nervo porta a una progressiva perdita di massa muscolare negli spazi interossei della mano.
  • Deficit motorio: Difficoltà nei movimenti fini delle dita e perdita di forza nella presa.

In rari casi di occlusione acuta, può manifestarsi una cianosi delle dita, segno di una grave carenza di ossigeno ai tessuti.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico valuterà la presenza di traumi pregressi, la natura del dolore e la forza muscolare della mano.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Ecocolordoppler degli arti superiori: È l'esame di primo livello. Permette di visualizzare il flusso ematico nell'arteria collaterale ulnare superiore, identificando eventuali stenosi (restringimenti), occlusioni o aneurismi. È un esame non invasivo e molto efficace per valutare la dinamica vascolare.
  2. Angio-TC (Tomografia Computerizzata): Fornisce immagini dettagliate dell'anatomia vascolare e dei rapporti con le strutture ossee. È particolarmente utile in caso di fratture o per pianificare un intervento chirurgico.
  3. Angio-RM (Risonanza Magnetica): Eccellente per valutare i tessuti molli, i nervi e i vasi sanguigni contemporaneamente. È l'esame d'elezione se si sospetta una compressione causata da bande fibrose o tumori dei tessuti molli.
  4. Elettromiografia (EMG): Sebbene non valuti direttamente l'arteria, serve a misurare il danno al nervo ulnare. Se l'arteria è compromessa, il nervo mostrerà segni di sofferenza ischemica.
  5. Arteriografia: Riservata ai casi in cui sia necessario un intervento endovascolare immediato. Consiste nell'iniezione di un mezzo di contrasto direttamente nei vasi per una visualizzazione radiografica in tempo reale.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento dipende strettamente dalla causa sottostante e dalla gravità della compromissione vascolare.

Approccio Conservativo

Se la compromissione è lieve o dovuta a una compressione temporanea, si può optare per:

  • Riposo funzionale: Evitare attività che sollecitano eccessivamente il gomito.
  • Fisioterapia: Esercizi di scorrimento del nervo e stretching delle strutture mediali del braccio per ridurre la pressione meccanica.
  • Farmaci: Utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre l'edema circostante che potrebbe comprimere il vaso.

Approccio Chirurgico

In caso di lesioni gravi o fallimento della terapia conservativa, l'intervento diventa necessario:

  • Decompressione chirurgica: Rimozione di strutture (come l'arcata di Struthers) che comprimono l'arteria e il nervo.
  • Riparazione vascolare: In caso di lacerazione traumatica, si procede alla sutura del vaso (anastomosi diretta) o all'inserimento di un piccolo innesto venoso.
  • Exeresi di aneurismi: Rimozione della porzione di arteria dilatata e ricostruzione del vaso.
  • Trasposizione del nervo ulnare: Spesso eseguita insieme alla protezione dell'arteria per garantire che entrambi abbiano un decorso libero da tensioni dietro il gomito.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi per le affezioni dell'arteria collaterale ulnare superiore è generalmente favorevole, specialmente se la diagnosi è tempestiva.

In caso di riparazione chirurgica dopo un trauma, il recupero dipende dalla rapidità dell'intervento: un ripristino veloce del flusso ematico previene danni permanenti al nervo ulnare. Se il problema è cronico (come in una compressione lenta), il recupero della forza e della sensibilità della mano può richiedere diversi mesi dopo l'intervento di decompressione, poiché i nervi guariscono lentamente.

Le complicazioni a lungo termine sono rare, ma possono includere la formazione di tessuto cicatriziale che potrebbe causare una nuova compressione o una lieve insufficienza vascolare cronica che si manifesta solo sotto sforzo intenso.

7

Prevenzione

Prevenire danni all'arteria collaterale ulnare superiore significa principalmente proteggere l'articolazione del gomito e mantenere una buona salute vascolare:

  • Ergonomia sul lavoro: Utilizzare supporti per il gomito se si lavora molte ore al computer o alla guida, evitando di mantenere il gomito flesso ad angoli acuti per tempi prolungati.
  • Protezioni sportive: Utilizzare gomitiere durante sport a rischio di cadute o impatti (pallavolo, pattinaggio, ciclismo).
  • Allenamento adeguato: Gli atleti dovrebbero curare la tecnica di lancio e il potenziamento muscolare equilibrato per evitare sovraccarichi sulle strutture mediali del braccio.
  • Controllo dei fattori di rischio cardiovascolare: Mantenere sotto controllo pressione arteriosa, colesterolo e fumo di sigaretta per prevenire l'arteriosclerosi anche nei vasi periferici.
8

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi a un medico o a uno specialista (ortopedico o chirurgo vascolare) se si manifestano i seguenti segnali:

  1. Dolore persistente al lato interno del gomito che non migliora con il riposo.
  2. Formicolio costante o perdita di sensibilità al mignolo e all'anulare.
  3. Comparsa di una massa pulsante nella zona del braccio o del gomito dopo un trauma.
  4. Perdita di forza visibile nella mano, come difficoltà ad aprire barattoli o a scrivere.
  5. Cambiamenti di colore o temperatura della mano (mano fredda o bluastra) rispetto all'altro braccio.

Un intervento precoce è fondamentale per evitare che un deficit vascolare si trasformi in un danno neurologico permanente a carico del nervo ulnare.

Arteria collaterale ulnare superiore

Definizione

L'arteria collaterale ulnare superiore è un importante vaso sanguigno dell'arto superiore, facente parte del complesso sistema di anastomosi (collegamenti tra vasi) che irrora l'articolazione del gomito e le strutture circostanti. Essa origina solitamente dall'arteria brachiale, poco al di sotto della metà del braccio, sebbene possano esistere varianti anatomiche in cui nasce in associazione con l'arteria profonda del braccio.

Dal punto di vista anatomico, questa arteria perfora il setto intermuscolare mediale per portarsi nel compartimento posteriore del braccio. Qui, entra in una stretta relazione di vicinanza con il nervo ulnare, accompagnandolo nel suo decorso verso il basso, dietro l'epicondilo mediale dell'omero (la prominenza ossea interna del gomito). La sua funzione principale è quella di fornire supporto vascolare al nervo ulnare e di contribuire alla rete arteriosa del gomito, anastomizzandosi con l'arteria ricorrente ulnare posteriore e l'arteria collaterale ulnare inferiore.

Sebbene non sia spesso protagonista di patologie isolate, la sua integrità è fondamentale durante gli interventi chirurgici al gomito, nella gestione dei traumi dell'omero e nel trattamento della sindrome del tunnel cubitale, dove la sua compressione o lesione può influenzare la guarigione e la funzionalità nervosa. Comprendere il ruolo di questo vaso è essenziale per i chirurghi ortopedici e vascolari, poiché funge da via collaterale critica in caso di ostruzione dell'arteria brachiale principale.

Cause e Fattori di Rischio

Le problematiche relative all'arteria collaterale ulnare superiore non derivano solitamente da una malattia intrinseca del vaso, ma sono spesso secondarie a eventi traumatici, compressioni esterne o complicanze iatrogene (dovute a interventi medici).

Tra le cause principali di alterazione o danno a questo vaso troviamo:

  • Traumi diretti e fratture: Le fratture della diafisi omerale o dell'epicondilo mediale possono causare la lacerazione o la compressione dell'arteria. Essendo situata in prossimità dell'osso, un frammento osseo tagliente può recidere il vaso, portando a un'emorragia interna o alla formazione di un ematoma.
  • Compressione meccanica: La presenza di strutture fibrose anomale, come l'arcata di Struthers (una banda di tessuto connettivo che può trovarsi nel braccio), può comprimere sia il nervo ulnare che l'arteria collaterale ulnare superiore, limitando il flusso ematico.
  • Interventi chirurgici: Durante la trasposizione del nervo ulnare o la sintesi di fratture del gomito, l'arteria può essere accidentalmente danneggiata. La sua preservazione è tuttavia cruciale per garantire l'apporto ematico (vasa nervorum) al nervo ulnare stesso.
  • Aneurismi e Pseudoaneurismi: Sebbene rari, traumi ripetuti (come quelli subiti da atleti che praticano lanci, ad esempio nel baseball) possono causare microlesioni alla parete arteriosa, portando alla formazione di un aneurisma o di uno pseudoaneurisma.
  • Arteriosclerosi: Come ogni arteria del corpo, anche la collaterale ulnare superiore può essere soggetta a depositi di placca, sebbene sia una localizzazione molto meno comune rispetto alle arterie di calibro maggiore.

I fattori di rischio includono l'esecuzione di lavori manuali pesanti e ripetitivi, la pratica di sport professionistici che sollecitano il gomito, e la presenza di anomalie anatomiche congenite del braccio.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi legati a una disfunzione o a una lesione dell'arteria collaterale ulnare superiore sono spesso sovrapponibili a quelli di una sofferenza del nervo ulnare, a causa della loro stretta vicinanza. Tuttavia, si possono distinguere manifestazioni di tipo vascolare e di tipo neurologico secondario.

I sintomi più comuni includono:

  • Dolore localizzato: Spesso descritto come un dolore sordo o urente nella parte interna del braccio e del gomito, che può irradiarsi verso l'avambraccio.
  • Formicolio e intorpidimento: Tipicamente avvertiti al quarto e quinto dito della mano (anulare e mignolo), causati dall'ischemia del nervo ulnare che l'arteria dovrebbe nutrire.
  • Ridotta sensibilità: Una sensazione di "pelle ovattata" nelle zone innervate dal nervo ulnare.
  • Gonfiore localizzato: In caso di rottura o formazione di uno pseudoaneurisma, può comparire una massa pulsante o un gonfiore evidente al di sopra del gomito.
  • Pallore cutaneo e freddezza della mano: Se il danno arterioso compromette significativamente il circolo collaterale, la mano può apparire più pallida e fredda rispetto alla controlaterale.
  • Claudicatio dell'arto superiore: Dolore o affaticamento muscolare che compare durante l'attività fisica del braccio e scompare con il riposo.
  • Atrofia dei muscoli della mano: Nei casi cronici, la mancanza di nutrimento ematico al nervo porta a una progressiva perdita di massa muscolare negli spazi interossei della mano.
  • Deficit motorio: Difficoltà nei movimenti fini delle dita e perdita di forza nella presa.

In rari casi di occlusione acuta, può manifestarsi una cianosi delle dita, segno di una grave carenza di ossigeno ai tessuti.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico valuterà la presenza di traumi pregressi, la natura del dolore e la forza muscolare della mano.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Ecocolordoppler degli arti superiori: È l'esame di primo livello. Permette di visualizzare il flusso ematico nell'arteria collaterale ulnare superiore, identificando eventuali stenosi (restringimenti), occlusioni o aneurismi. È un esame non invasivo e molto efficace per valutare la dinamica vascolare.
  2. Angio-TC (Tomografia Computerizzata): Fornisce immagini dettagliate dell'anatomia vascolare e dei rapporti con le strutture ossee. È particolarmente utile in caso di fratture o per pianificare un intervento chirurgico.
  3. Angio-RM (Risonanza Magnetica): Eccellente per valutare i tessuti molli, i nervi e i vasi sanguigni contemporaneamente. È l'esame d'elezione se si sospetta una compressione causata da bande fibrose o tumori dei tessuti molli.
  4. Elettromiografia (EMG): Sebbene non valuti direttamente l'arteria, serve a misurare il danno al nervo ulnare. Se l'arteria è compromessa, il nervo mostrerà segni di sofferenza ischemica.
  5. Arteriografia: Riservata ai casi in cui sia necessario un intervento endovascolare immediato. Consiste nell'iniezione di un mezzo di contrasto direttamente nei vasi per una visualizzazione radiografica in tempo reale.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dipende strettamente dalla causa sottostante e dalla gravità della compromissione vascolare.

Approccio Conservativo

Se la compromissione è lieve o dovuta a una compressione temporanea, si può optare per:

  • Riposo funzionale: Evitare attività che sollecitano eccessivamente il gomito.
  • Fisioterapia: Esercizi di scorrimento del nervo e stretching delle strutture mediali del braccio per ridurre la pressione meccanica.
  • Farmaci: Utilizzo di antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre l'edema circostante che potrebbe comprimere il vaso.

Approccio Chirurgico

In caso di lesioni gravi o fallimento della terapia conservativa, l'intervento diventa necessario:

  • Decompressione chirurgica: Rimozione di strutture (come l'arcata di Struthers) che comprimono l'arteria e il nervo.
  • Riparazione vascolare: In caso di lacerazione traumatica, si procede alla sutura del vaso (anastomosi diretta) o all'inserimento di un piccolo innesto venoso.
  • Exeresi di aneurismi: Rimozione della porzione di arteria dilatata e ricostruzione del vaso.
  • Trasposizione del nervo ulnare: Spesso eseguita insieme alla protezione dell'arteria per garantire che entrambi abbiano un decorso libero da tensioni dietro il gomito.

Prognosi e Decorso

La prognosi per le affezioni dell'arteria collaterale ulnare superiore è generalmente favorevole, specialmente se la diagnosi è tempestiva.

In caso di riparazione chirurgica dopo un trauma, il recupero dipende dalla rapidità dell'intervento: un ripristino veloce del flusso ematico previene danni permanenti al nervo ulnare. Se il problema è cronico (come in una compressione lenta), il recupero della forza e della sensibilità della mano può richiedere diversi mesi dopo l'intervento di decompressione, poiché i nervi guariscono lentamente.

Le complicazioni a lungo termine sono rare, ma possono includere la formazione di tessuto cicatriziale che potrebbe causare una nuova compressione o una lieve insufficienza vascolare cronica che si manifesta solo sotto sforzo intenso.

Prevenzione

Prevenire danni all'arteria collaterale ulnare superiore significa principalmente proteggere l'articolazione del gomito e mantenere una buona salute vascolare:

  • Ergonomia sul lavoro: Utilizzare supporti per il gomito se si lavora molte ore al computer o alla guida, evitando di mantenere il gomito flesso ad angoli acuti per tempi prolungati.
  • Protezioni sportive: Utilizzare gomitiere durante sport a rischio di cadute o impatti (pallavolo, pattinaggio, ciclismo).
  • Allenamento adeguato: Gli atleti dovrebbero curare la tecnica di lancio e il potenziamento muscolare equilibrato per evitare sovraccarichi sulle strutture mediali del braccio.
  • Controllo dei fattori di rischio cardiovascolare: Mantenere sotto controllo pressione arteriosa, colesterolo e fumo di sigaretta per prevenire l'arteriosclerosi anche nei vasi periferici.

Quando Consultare un Medico

È consigliabile rivolgersi a un medico o a uno specialista (ortopedico o chirurgo vascolare) se si manifestano i seguenti segnali:

  1. Dolore persistente al lato interno del gomito che non migliora con il riposo.
  2. Formicolio costante o perdita di sensibilità al mignolo e all'anulare.
  3. Comparsa di una massa pulsante nella zona del braccio o del gomito dopo un trauma.
  4. Perdita di forza visibile nella mano, come difficoltà ad aprire barattoli o a scrivere.
  5. Cambiamenti di colore o temperatura della mano (mano fredda o bluastra) rispetto all'altro braccio.

Un intervento precoce è fondamentale per evitare che un deficit vascolare si trasformi in un danno neurologico permanente a carico del nervo ulnare.

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