Arteria carotide esterna

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1

Definizione

L'arteria carotide esterna è uno dei principali vasi sanguigni del collo e della testa. Essa origina dalla biforcazione dell'arteria carotide comune, un evento anatomico che avviene solitamente a livello del margine superiore della cartilagine tiroidea (all'incirca all'altezza della quarta vertebra cervicale). Mentre la sua controparte, l'arteria carotide interna, si dirige verso l'interno del cranio per irrorare il cervello, l'arteria carotide esterna si distribuisce prevalentemente alle strutture extracraniche, inclusi il viso, il cuoio capelluto, le meningi e i tessuti del collo.

Dal punto di vista anatomico, l'arteria carotide esterna è fondamentale per la vascolarizzazione di organi di senso e strutture vitali. Essa si divide in otto rami principali che si diramano in modo sistematico per coprire l'intera area cranio-facciale. Questi rami includono l'arteria tiroidea superiore, l'arteria faringea ascendente, l'arteria linguale, l'arteria facciale, l'arteria occipitale, l'arteria auricolare posteriore e i due rami terminali: l'arteria mascellare e l'arteria temporale superficiale.

Sebbene le patologie isolate dell'arteria carotide esterna siano meno frequenti rispetto a quelle della carotide interna, la sua integrità è cruciale. In caso di ostruzione della carotide interna, infatti, l'arteria carotide esterna può fungere da importante via collaterale, permettendo al sangue di raggiungere il cervello attraverso anastomosi (collegamenti) naturali. Comprendere il suo funzionamento è essenziale per la gestione di numerose condizioni cliniche, dalle emorragie facciali alle patologie infiammatorie sistemiche.

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Cause e Fattori di Rischio

Le problematiche che possono colpire l'arteria carotide esterna sono riconducibili a diverse eziologie, spesso condivise con il resto del sistema cardiovascolare. La causa principale di alterazione strutturale è la aterosclerosi, una condizione caratterizzata dall'accumulo di placche lipidiche e fibrose lungo le pareti arteriose, che può portare a stenosi (restringimento) o occlusione del vaso.

I fattori di rischio principali includono:

  • Fumo di tabacco: Il fumo danneggia direttamente l'endotelio vascolare e accelera la formazione di placche.
  • Ipertensione arteriosa: La pressione elevata sottopone le pareti dell'arteria a uno stress meccanico costante, favorendo l'irrigidimento e il danno vascolare.
  • Diabete mellito: L'iperglicemia cronica altera il metabolismo dei vasi sanguigni, rendendoli più suscettibili a processi infiammatori e degenerativi.
  • Dislipidemia: Alti livelli di colesterolo LDL contribuiscono direttamente alla formazione della placca ateromasica.
  • Età avanzata: Il naturale invecchiamento dei tessuti riduce l'elasticità delle arterie.

Oltre all'aterosclerosi, altre cause possono includere traumi del collo, che possono provocare una dissezione carotidea, o processi infiammatori come la arterite a cellule giganti (nota anche come arterite di Horton), che colpisce frequentemente il ramo temporale superficiale dell'arteria carotide esterna. Anche anomalie congenite o la formazione di un aneurisma (dilatazione anomala della parete) possono interessare questo distretto vascolare.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Molte patologie a carico dell'arteria carotide esterna rimangono asintomatiche per lungo tempo, venendo scoperte solo durante esami di routine. Tuttavia, quando la circolazione è compromessa o il vaso è infiammato, possono insorgere diversi sintomi specifici.

Uno dei segni più comuni, rilevabile durante una visita medica, è il soffio carotideo, un rumore caratteristico udibile con lo stetoscopio che indica un flusso turbolento dovuto a un restringimento.

In caso di arterite di Horton, il paziente può riferire una forte cefalea localizzata alle tempie, spesso accompagnata da febbre e una marcata stanchezza generale. Un sintomo patognomonico di questa condizione è la claudicatio mandibolare, ovvero la comparsa di dolore o affaticamento alla mascella durante la masticazione, che scompare con il riposo.

Altri sintomi legati a disfunzioni dell'arteria carotide esterna o dei suoi rami includono:

  • Dolore al collo o nella regione sottomandibolare.
  • Epistassi (sangue dal naso) frequente e abbondante, se è coinvolta l'arteria mascellare.
  • Acufene pulsante, ovvero la percezione di un battito o un fruscio nell'orecchio sincronizzato con il battito cardiaco.
  • Gonfiore del viso o arrossamenti localizzati in caso di fistole artero-venose.
  • Difficoltà a deglutire, se l'apporto ematico ai muscoli faringei è alterato.

In rari casi, se l'arteria carotide esterna è l'unica fonte di compenso per una carotide interna occlusa, una sua stenosi può causare sintomi neurologici tipici dell'ictus, come vertigini, svenimento o perdita temporanea della vista.

4

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, durante il quale il medico palpa i polsi carotideo e temporale e procede all'auscultazione del collo.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA): È l'esame di primo livello, non invasivo, che permette di visualizzare la struttura dell'arteria, misurare la velocità del flusso sanguigno e identificare la presenza di placche aterosclerotiche o stenosi.
  2. Angio-TC (Tomografia Computerizzata): Fornisce immagini tridimensionali dettagliate dei vasi sanguigni. È particolarmente utile per pianificare interventi chirurgici o per diagnosticare una dissezione o un aneurisma.
  3. Angio-RM (Risonanza Magnetica): Simile alla TC ma senza l'uso di radiazioni ionizzanti, offre un'ottima visualizzazione del lume vascolare e dei tessuti circostanti.
  4. Angiografia digitale a sottrazione (DSA): È un esame invasivo che prevede l'inserimento di un catetere e l'iniezione di mezzo di contrasto. Oggi è riservata principalmente a scopi interventistici (es. embolizzazione o stenting).
  5. Biopsia dell'arteria temporale: Se si sospetta un'arterite a cellule giganti, il prelievo di un piccolo frammento del ramo temporale dell'arteria carotide esterna è il gold standard per confermare la diagnosi.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento dipende strettamente dalla causa sottostante e dalla gravità della condizione.

Terapia Medica

Per la gestione della aterosclerosi, la terapia si basa sul controllo dei fattori di rischio. Vengono prescritti farmaci antiaggreganti (come l'acido acetilsalicilico) per prevenire la formazione di trombi e statine per stabilizzare le placche e ridurre il colesterolo. In caso di ipertensione, è fondamentale l'uso di farmaci antipertensivi.

Se la diagnosi è di arterite di Horton, il trattamento cardine è rappresentato dai corticosteroidi ad alte dosi, che devono essere iniziati tempestivamente per prevenire complicanze gravi come la cecità.

Terapia Chirurgica ed Endovascolare

L'intervento chirurgico sull'arteria carotide esterna è meno comune rispetto alla carotide interna, ma può rendersi necessario in alcune situazioni:

  • Endoarteriectomia: Rimozione chirurgica della placca aterosclerotica.
  • Stenting: Inserimento di una piccola rete metallica (stent) per mantenere aperto il vaso.
  • Embolizzazione: Procedura endovascolare utilizzata per chiudere rami dell'arteria carotide esterna in caso di epistassi incoercibile, tumori ipervascolarizzati del distretto testa-collo o malformazioni artero-venose.
  • Legatura chirurgica: Utilizzata in emergenza per arrestare emorragie massive del viso o della bocca non controllabili diversamente.
6

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con patologie dell'arteria carotide esterna è generalmente favorevole, specialmente se la condizione viene diagnosticata precocemente e i fattori di rischio vengono gestiti correttamente.

L'aterosclerosi della carotide esterna, sebbene raramente causi ictus direttamente, è un indicatore di un rischio cardiovascolare sistemico elevato; pertanto, questi pazienti richiedono un monitoraggio costante nel tempo. Nel caso dell'arterite temporale, la risposta ai farmaci steroidei è solitamente rapida, ma la terapia può dover continuare per mesi o anni per evitare recidive.

Le complicanze più serie derivano solitamente da traumi acuti (dissezioni) o da emorragie non controllate, ma le moderne tecniche di radiologia interventistica hanno drasticamente migliorato gli esiti clinici anche in queste situazioni critiche.

7

Prevenzione

La prevenzione delle malattie vascolari che colpiscono l'arteria carotide esterna coincide con uno stile di vita sano per il cuore:

  • Cessazione del fumo: È il passo più importante per proteggere le arterie.
  • Alimentazione equilibrata: Ridurre il consumo di grassi saturi e zuccheri semplici, privilegiando frutta, verdura e cereali integrali.
  • Attività fisica regolare: Almeno 150 minuti di attività aerobica moderata a settimana aiutano a mantenere l'elasticità vascolare.
  • Controllo del peso: Mantenere un indice di massa corporea (BMI) adeguato riduce il carico sul sistema circolatorio.
  • Monitoraggio periodico: Controllare regolarmente la pressione arteriosa e i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, specialmente dopo i 50 anni.
8

Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista in chirurgia vascolare se si notano i seguenti segnali:

  • Comparsa di un dolore insolito e persistente al collo o alle tempie.
  • Presenza di una massa pulsante nel collo.
  • Episodi ripetuti di sangue dal naso che faticano a fermarsi.
  • Dolore alla mascella che compare solo durante i pasti (claudicatio mandibolare).
  • Percezione costante di un fruscio nelle orecchie.
  • Cambiamenti improvvisi della vista o episodi di vertigine intensa.

Una diagnosi precoce, supportata da un semplice esame come l'ecocolordoppler, può prevenire complicazioni future e garantire una gestione ottimale della salute vascolare.

Arteria carotide esterna

Definizione

L'arteria carotide esterna è uno dei principali vasi sanguigni del collo e della testa. Essa origina dalla biforcazione dell'arteria carotide comune, un evento anatomico che avviene solitamente a livello del margine superiore della cartilagine tiroidea (all'incirca all'altezza della quarta vertebra cervicale). Mentre la sua controparte, l'arteria carotide interna, si dirige verso l'interno del cranio per irrorare il cervello, l'arteria carotide esterna si distribuisce prevalentemente alle strutture extracraniche, inclusi il viso, il cuoio capelluto, le meningi e i tessuti del collo.

Dal punto di vista anatomico, l'arteria carotide esterna è fondamentale per la vascolarizzazione di organi di senso e strutture vitali. Essa si divide in otto rami principali che si diramano in modo sistematico per coprire l'intera area cranio-facciale. Questi rami includono l'arteria tiroidea superiore, l'arteria faringea ascendente, l'arteria linguale, l'arteria facciale, l'arteria occipitale, l'arteria auricolare posteriore e i due rami terminali: l'arteria mascellare e l'arteria temporale superficiale.

Sebbene le patologie isolate dell'arteria carotide esterna siano meno frequenti rispetto a quelle della carotide interna, la sua integrità è cruciale. In caso di ostruzione della carotide interna, infatti, l'arteria carotide esterna può fungere da importante via collaterale, permettendo al sangue di raggiungere il cervello attraverso anastomosi (collegamenti) naturali. Comprendere il suo funzionamento è essenziale per la gestione di numerose condizioni cliniche, dalle emorragie facciali alle patologie infiammatorie sistemiche.

Cause e Fattori di Rischio

Le problematiche che possono colpire l'arteria carotide esterna sono riconducibili a diverse eziologie, spesso condivise con il resto del sistema cardiovascolare. La causa principale di alterazione strutturale è la aterosclerosi, una condizione caratterizzata dall'accumulo di placche lipidiche e fibrose lungo le pareti arteriose, che può portare a stenosi (restringimento) o occlusione del vaso.

I fattori di rischio principali includono:

  • Fumo di tabacco: Il fumo danneggia direttamente l'endotelio vascolare e accelera la formazione di placche.
  • Ipertensione arteriosa: La pressione elevata sottopone le pareti dell'arteria a uno stress meccanico costante, favorendo l'irrigidimento e il danno vascolare.
  • Diabete mellito: L'iperglicemia cronica altera il metabolismo dei vasi sanguigni, rendendoli più suscettibili a processi infiammatori e degenerativi.
  • Dislipidemia: Alti livelli di colesterolo LDL contribuiscono direttamente alla formazione della placca ateromasica.
  • Età avanzata: Il naturale invecchiamento dei tessuti riduce l'elasticità delle arterie.

Oltre all'aterosclerosi, altre cause possono includere traumi del collo, che possono provocare una dissezione carotidea, o processi infiammatori come la arterite a cellule giganti (nota anche come arterite di Horton), che colpisce frequentemente il ramo temporale superficiale dell'arteria carotide esterna. Anche anomalie congenite o la formazione di un aneurisma (dilatazione anomala della parete) possono interessare questo distretto vascolare.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Molte patologie a carico dell'arteria carotide esterna rimangono asintomatiche per lungo tempo, venendo scoperte solo durante esami di routine. Tuttavia, quando la circolazione è compromessa o il vaso è infiammato, possono insorgere diversi sintomi specifici.

Uno dei segni più comuni, rilevabile durante una visita medica, è il soffio carotideo, un rumore caratteristico udibile con lo stetoscopio che indica un flusso turbolento dovuto a un restringimento.

In caso di arterite di Horton, il paziente può riferire una forte cefalea localizzata alle tempie, spesso accompagnata da febbre e una marcata stanchezza generale. Un sintomo patognomonico di questa condizione è la claudicatio mandibolare, ovvero la comparsa di dolore o affaticamento alla mascella durante la masticazione, che scompare con il riposo.

Altri sintomi legati a disfunzioni dell'arteria carotide esterna o dei suoi rami includono:

  • Dolore al collo o nella regione sottomandibolare.
  • Epistassi (sangue dal naso) frequente e abbondante, se è coinvolta l'arteria mascellare.
  • Acufene pulsante, ovvero la percezione di un battito o un fruscio nell'orecchio sincronizzato con il battito cardiaco.
  • Gonfiore del viso o arrossamenti localizzati in caso di fistole artero-venose.
  • Difficoltà a deglutire, se l'apporto ematico ai muscoli faringei è alterato.

In rari casi, se l'arteria carotide esterna è l'unica fonte di compenso per una carotide interna occlusa, una sua stenosi può causare sintomi neurologici tipici dell'ictus, come vertigini, svenimento o perdita temporanea della vista.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, durante il quale il medico palpa i polsi carotideo e temporale e procede all'auscultazione del collo.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (TSA): È l'esame di primo livello, non invasivo, che permette di visualizzare la struttura dell'arteria, misurare la velocità del flusso sanguigno e identificare la presenza di placche aterosclerotiche o stenosi.
  2. Angio-TC (Tomografia Computerizzata): Fornisce immagini tridimensionali dettagliate dei vasi sanguigni. È particolarmente utile per pianificare interventi chirurgici o per diagnosticare una dissezione o un aneurisma.
  3. Angio-RM (Risonanza Magnetica): Simile alla TC ma senza l'uso di radiazioni ionizzanti, offre un'ottima visualizzazione del lume vascolare e dei tessuti circostanti.
  4. Angiografia digitale a sottrazione (DSA): È un esame invasivo che prevede l'inserimento di un catetere e l'iniezione di mezzo di contrasto. Oggi è riservata principalmente a scopi interventistici (es. embolizzazione o stenting).
  5. Biopsia dell'arteria temporale: Se si sospetta un'arterite a cellule giganti, il prelievo di un piccolo frammento del ramo temporale dell'arteria carotide esterna è il gold standard per confermare la diagnosi.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dipende strettamente dalla causa sottostante e dalla gravità della condizione.

Terapia Medica

Per la gestione della aterosclerosi, la terapia si basa sul controllo dei fattori di rischio. Vengono prescritti farmaci antiaggreganti (come l'acido acetilsalicilico) per prevenire la formazione di trombi e statine per stabilizzare le placche e ridurre il colesterolo. In caso di ipertensione, è fondamentale l'uso di farmaci antipertensivi.

Se la diagnosi è di arterite di Horton, il trattamento cardine è rappresentato dai corticosteroidi ad alte dosi, che devono essere iniziati tempestivamente per prevenire complicanze gravi come la cecità.

Terapia Chirurgica ed Endovascolare

L'intervento chirurgico sull'arteria carotide esterna è meno comune rispetto alla carotide interna, ma può rendersi necessario in alcune situazioni:

  • Endoarteriectomia: Rimozione chirurgica della placca aterosclerotica.
  • Stenting: Inserimento di una piccola rete metallica (stent) per mantenere aperto il vaso.
  • Embolizzazione: Procedura endovascolare utilizzata per chiudere rami dell'arteria carotide esterna in caso di epistassi incoercibile, tumori ipervascolarizzati del distretto testa-collo o malformazioni artero-venose.
  • Legatura chirurgica: Utilizzata in emergenza per arrestare emorragie massive del viso o della bocca non controllabili diversamente.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con patologie dell'arteria carotide esterna è generalmente favorevole, specialmente se la condizione viene diagnosticata precocemente e i fattori di rischio vengono gestiti correttamente.

L'aterosclerosi della carotide esterna, sebbene raramente causi ictus direttamente, è un indicatore di un rischio cardiovascolare sistemico elevato; pertanto, questi pazienti richiedono un monitoraggio costante nel tempo. Nel caso dell'arterite temporale, la risposta ai farmaci steroidei è solitamente rapida, ma la terapia può dover continuare per mesi o anni per evitare recidive.

Le complicanze più serie derivano solitamente da traumi acuti (dissezioni) o da emorragie non controllate, ma le moderne tecniche di radiologia interventistica hanno drasticamente migliorato gli esiti clinici anche in queste situazioni critiche.

Prevenzione

La prevenzione delle malattie vascolari che colpiscono l'arteria carotide esterna coincide con uno stile di vita sano per il cuore:

  • Cessazione del fumo: È il passo più importante per proteggere le arterie.
  • Alimentazione equilibrata: Ridurre il consumo di grassi saturi e zuccheri semplici, privilegiando frutta, verdura e cereali integrali.
  • Attività fisica regolare: Almeno 150 minuti di attività aerobica moderata a settimana aiutano a mantenere l'elasticità vascolare.
  • Controllo del peso: Mantenere un indice di massa corporea (BMI) adeguato riduce il carico sul sistema circolatorio.
  • Monitoraggio periodico: Controllare regolarmente la pressione arteriosa e i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, specialmente dopo i 50 anni.

Quando Consultare un Medico

È opportuno rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista in chirurgia vascolare se si notano i seguenti segnali:

  • Comparsa di un dolore insolito e persistente al collo o alle tempie.
  • Presenza di una massa pulsante nel collo.
  • Episodi ripetuti di sangue dal naso che faticano a fermarsi.
  • Dolore alla mascella che compare solo durante i pasti (claudicatio mandibolare).
  • Percezione costante di un fruscio nelle orecchie.
  • Cambiamenti improvvisi della vista o episodi di vertigine intensa.

Una diagnosi precoce, supportata da un semplice esame come l'ecocolordoppler, può prevenire complicazioni future e garantire una gestione ottimale della salute vascolare.

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