Nervo Zigomatico-Temporale

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Definizione

Il nervo zigomatico-temporale è una sottile branca sensitiva del sistema nervoso periferico, derivante dal nervo zigomatico, che a sua volta è un ramo del nervo mascellare (la seconda branca del nervo trigemino, nota come V2). Questo nervo svolge un ruolo fondamentale nella percezione sensoriale di una specifica area del volto, ovvero la regione della tempia. Sebbene sia una struttura anatomicamente piccola, la sua importanza clinica è notevole, specialmente nel contesto della gestione del dolore facciale e della chirurgia plastica e ricostruttiva.

Il percorso del nervo zigomatico-temporale inizia nella fossa pterigopalatina, attraversa la fessura orbitaria inferiore ed entra nell'orbita. Da qui, percorre la parete laterale dell'orbita e attraversa un piccolo canale nell'osso zigomatico, chiamato forame zigomatico-temporale, per emergere infine nella fossa temporale. Una volta raggiunta la superficie, si distribuisce nella cute della tempia, fornendo sensibilità cutanea. È inoltre noto per trasportare fibre parasimpatiche postgangliari destinate alla ghiandola lacrimale, contribuendo indirettamente alla regolazione della lacrimazione.

Comprendere l'anatomia e la funzione di questo nervo è essenziale per diagnosticare correttamente diverse forme di cefalea e dolori localizzati lateralmente al cranio. Alterazioni a carico di questo nervo possono derivare da compressioni meccaniche, traumi o processi infiammatori, portando a quadri clinici spesso sovrapponibili ad altre patologie neurologiche più comuni.

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Cause e Fattori di Rischio

Le problematiche associate al nervo zigomatico-temporale possono avere diverse origini. Una delle cause più frequenti è il trauma fisico. Fratture dell'osso zigomatico o della parete orbitale possono danneggiare direttamente il nervo nel suo passaggio attraverso i forami ossei, causando una perdita di sensibilità o, al contrario, l'insorgenza di un dolore neuropatico cronico. Anche traumi contusivi minori nella regione della tempia possono innescare processi infiammatori locali che coinvolgono le terminazioni nervose.

Un altro fattore di rischio significativo è rappresentato dagli interventi chirurgici nell'area maxillo-facciale o estetica. Procedure come il lifting temporale, la blefaroplastica o la chirurgia endoscopica del sopracciglio comportano il rischio di lesione accidentale, stiramento o compressione del nervo zigomatico-temporale. In questi casi, il paziente può manifestare sintomi post-operatori persistenti che richiedono una valutazione specialistica. Anche l'iniezione di filler dermici o tossina botulinica, se non eseguita con una perfetta conoscenza dell'anatomia, può teoricamente interferire con la funzionalità del nervo.

La compressione meccanica è un'ulteriore causa rilevante. Questa può essere dovuta alla presenza di neoformazioni, come cisti sebacee voluminose, lipomi o, più raramente, tumori dei tessuti molli o dell'osso. Inoltre, è stata ipotizzata una correlazione tra l'intrappolamento del nervo zigomatico-temporale all'interno delle fibre del muscolo temporale e l'insorgenza di attacchi di emicrania. In alcuni soggetti, l'ipertrofia del muscolo temporale o il bruxismo severo possono esercitare una pressione costante sul nervo, agendo come trigger per il dolore.

Infine, non vanno dimenticate le cause sistemiche. Malattie demielinizzanti, infezioni virali (come l'Herpes Zoster, che può colpire le branche del trigemino) e la neuropatia diabetica possono compromettere la conduzione nervosa, rendendo il nervo più suscettibile a stimoli dolorosi o causando una ridotta sensibilità nell'area di competenza.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

La sintomatologia legata a una disfunzione del nervo zigomatico-temporale è prevalentemente di tipo sensitivo e si localizza in modo specifico nella regione temporale, lateralmente all'occhio e sopra l'arcata zigomatica. Il sintomo cardine è spesso il dolore al volto, che può presentarsi con caratteristiche diverse a seconda della causa sottostante.

I pazienti descrivono frequentemente una sensazione di bruciore o una sensazione di scossa elettrica che si irradia dalla tempia verso l'alto o verso l'esterno dell'occhio. Questo tipo di dolore improvviso e violento è tipico delle nevralgie. In altri casi, il dolore è più sordo, continuo e gravativo, spesso esacerbato dalla pressione diretta sulla zona o da movimenti della mandibola che coinvolgono il muscolo temporale.

Oltre al dolore, sono comuni le alterazioni della sensibilità, tra cui:

  • Parestesia: sensazione di formicolio, "aghi e spilli" o intorpidimento nella tempia.
  • Ipoestesia: una parziale perdita della sensibilità tattile, che il paziente percepisce come una zona di "pelle di gomma".
  • Anestesia cutanea: nei casi di lesione completa del nervo, si ha una totale assenza di sensibilità in una piccola area circoscritta.
  • Allodinia: una condizione in cui stimoli normalmente non dolorosi, come lo sfregamento dei capelli o il lavarsi il viso, provocano un dolore intenso.
  • Iperalgesia: una risposta eccessivamente dolorosa a stimoli lievemente fastidiosi.

In alcuni contesti clinici, la sofferenza del nervo può associarsi a sintomi autonomici lievi, come un leggero arrossamento della cute sovrastante o un modesto gonfiore, sebbene questi siano meno comuni rispetto ad altre forme di nevralgia trigeminale. È importante notare che la sintomatologia può sovrapporsi a quella della nevralgia del trigemino classica, ma la localizzazione strettamente temporale aiuta a differenziarla.

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Diagnosi

Il processo diagnostico inizia con un'accurata anamnesi, volta a indagare la modalità di insorgenza dei sintomi, la loro durata e la presenza di eventuali traumi o interventi chirurgici pregressi. Il medico specialista (neurologo, chirurgo maxillo-facciale o esperto in medicina del dolore) eseguirà un esame obiettivo mirato, testando la sensibilità tattile, termica e dolorifica della regione temporale.

Un test clinico molto utile è la ricerca del segno di Tinel: la percussione leggera sopra il punto di uscita del nervo (vicino al bordo orbitale laterale) può scatenare una sensazione di scossa o dolore se il nervo è irritato o compresso. Un altro strumento diagnostico fondamentale è il blocco nervoso diagnostico. Questo consiste nell'iniezione di una piccola quantità di anestetico locale (come la lidocaina) in prossimità del nervo zigomatico-temporale. Se il dolore scompare quasi istantaneamente dopo l'iniezione, la diagnosi di coinvolgimento del nervo è confermata.

Per quanto riguarda la diagnostica per immagini, la Risonanza Magnetica (RM) con mezzo di contrasto è l'esame di scelta per escludere compressioni vascolari, tumori o placche di demielinizzazione lungo il decorso del nervo trigemino. La Tomografia Computerizzata (TC) è invece superiore per visualizzare eventuali anomalie ossee o fratture dei forami attraverso cui passa il nervo. In alcuni casi selezionati, l'ecografia ad alta risoluzione può essere impiegata per visualizzare il nervo nei tessuti molli della tempia, sebbene richieda operatori molto esperti data la sottigliezza della struttura.

La diagnosi differenziale deve includere l'arterite a cellule giganti (arterite temporale), l'emicrania, la cefalea a grappolo e i disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM). La distinzione è cruciale poiché i trattamenti variano radicalmente.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento delle patologie del nervo zigomatico-temporale segue un approccio multidisciplinare e conservativo nelle fasi iniziali. La terapia farmacologica si avvale principalmente di farmaci per il dolore neuropatico. I farmaci di prima linea includono gli anticonvulsivanti (come il gabapentin o il pregabalin) e gli antidepressivi triciclici (come l'amitriptilina), che agiscono modulando la trasmissione dei segnali dolorosi al cervello. Per il dolore acuto, possono essere prescritti antinfiammatori non steroidei (FANS), sebbene la loro efficacia sul dolore puramente nervoso sia limitata.

Se la terapia orale non è sufficiente, si ricorre a procedure mini-invasive. Le infiltrazioni locali con corticosteroidi e anestetici possono ridurre l'infiammazione e interrompere il ciclo del dolore per periodi prolungati. Recentemente, l'uso della tossina botulinica di tipo A ha mostrato risultati promettenti nel trattamento delle nevralgie localizzate e dell'emicrania associata a trigger nervosi periferici, agendo sul rilascio di neurotrasmettitori del dolore.

Nei casi resistenti alle terapie mediche, si può considerare l'opzione chirurgica. La decompressione microchirurgica del nervo mira a liberare la struttura nervosa da aderenze cicatriziali o compressioni muscolari. In casi estremi di dolore cronico e invalidante, può essere eseguita la neurectomia (recisione del nervo), sebbene questa comporti un'anestesia permanente della zona interessata. Un'altra frontiera terapeutica è la neuromodulazione, che prevede l'impianto di piccoli elettrodi sottocutanei che inviano impulsi elettrici per interferire con i segnali di dolore.

La fisioterapia e le tecniche di rilassamento possono essere di supporto, specialmente se il dolore è aggravato da tensioni muscolari del distretto cranio-facciale. La gestione dello stress e il trattamento del bruxismo (tramite l'uso di bite notturni) possono ridurre indirettamente la pressione sul nervo.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per i disturbi legati al nervo zigomatico-temporale è generalmente favorevole, specialmente se la diagnosi è precoce e il trattamento viene personalizzato. Molti casi di irritazione nervosa dovuti a traumi lievi o procedure chirurgiche si risolvono spontaneamente entro poche settimane o mesi grazie ai processi naturali di guarigione dei tessuti.

Tuttavia, se la causa è una compressione cronica o una lesione strutturale non trattata, il dolore può cronicizzare, portando a un impatto significativo sulla qualità della vita. Il dolore cronico nella regione della tempia può interferire con il sonno, la concentrazione e le attività quotidiane, portando talvolta a disturbi dell'umore come ansia o depressione.

Il decorso post-operatorio, nei casi in cui sia necessario un intervento, richiede solitamente un monitoraggio attento della sensibilità. Il recupero nervoso è un processo lento (circa 1 mm al giorno) e i pazienti devono essere informati che la risoluzione completa della parestesia potrebbe richiedere diversi mesi. La recidiva del dolore è possibile, ma meno comune se il fattore scatenante (come una compressione muscolare) è stato rimosso con successo.

7

Prevenzione

La prevenzione delle lesioni al nervo zigomatico-temporale è legata principalmente alla sicurezza e alla precisione medica. In ambito sportivo, l'uso di protezioni adeguate per il volto (come caschi o maschere in sport da contatto) può ridurre il rischio di fratture zigomatiche e conseguenti danni nervosi.

In ambito chirurgico, la prevenzione si basa sulla profonda conoscenza anatomica da parte del chirurgo. L'utilizzo di tecniche endoscopiche avanzate permette una migliore visualizzazione del nervo durante i lifting temporali, riducendo il rischio di trazione o sezione accidentale. I pazienti che si sottopongono a procedure estetiche dovrebbero sempre rivolgersi a professionisti qualificati che discutano apertamente dei rischi neurologici potenziali.

Per chi soffre di disturbi muscolari come il bruxismo, la prevenzione del dolore neuropatico passa attraverso il controllo della tensione mandibolare. L'uso regolare di un bite e la pratica di esercizi di rilassamento della muscolatura masticatoria possono prevenire l'insorgenza di sindromi da intrappolamento nervoso.

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Quando Consultare un Medico

È opportuno consultare un medico se si manifesta un dolore persistente o ricorrente nella regione della tempia che non risponde ai comuni analgesici da banco. In particolare, la comparsa di sensazioni di scossa elettrica o un bruciore intenso dovrebbe indurre a una valutazione neurologica.

Altri segnali che richiedono attenzione medica includono:

  • Comparsa improvvisa di una zona di insensibilità sul volto dopo un trauma.
  • Dolore che interferisce con il sonno o con le normali attività quotidiane.
  • Presenza di noduli o rigonfiamenti palpabili nella zona della tempia associati a dolore.
  • Dolore temporale accompagnato da disturbi della vista o febbre (che potrebbe indicare condizioni più gravi come l'arterite temporale).

Una diagnosi tempestiva è fondamentale per evitare che il dolore si trasformi in una condizione cronica di difficile gestione e per escludere patologie sottostanti che richiedono interventi immediati.

Nervo Zigomatico-Temporale

Definizione

Il nervo zigomatico-temporale è una sottile branca sensitiva del sistema nervoso periferico, derivante dal nervo zigomatico, che a sua volta è un ramo del nervo mascellare (la seconda branca del nervo trigemino, nota come V2). Questo nervo svolge un ruolo fondamentale nella percezione sensoriale di una specifica area del volto, ovvero la regione della tempia. Sebbene sia una struttura anatomicamente piccola, la sua importanza clinica è notevole, specialmente nel contesto della gestione del dolore facciale e della chirurgia plastica e ricostruttiva.

Il percorso del nervo zigomatico-temporale inizia nella fossa pterigopalatina, attraversa la fessura orbitaria inferiore ed entra nell'orbita. Da qui, percorre la parete laterale dell'orbita e attraversa un piccolo canale nell'osso zigomatico, chiamato forame zigomatico-temporale, per emergere infine nella fossa temporale. Una volta raggiunta la superficie, si distribuisce nella cute della tempia, fornendo sensibilità cutanea. È inoltre noto per trasportare fibre parasimpatiche postgangliari destinate alla ghiandola lacrimale, contribuendo indirettamente alla regolazione della lacrimazione.

Comprendere l'anatomia e la funzione di questo nervo è essenziale per diagnosticare correttamente diverse forme di cefalea e dolori localizzati lateralmente al cranio. Alterazioni a carico di questo nervo possono derivare da compressioni meccaniche, traumi o processi infiammatori, portando a quadri clinici spesso sovrapponibili ad altre patologie neurologiche più comuni.

Cause e Fattori di Rischio

Le problematiche associate al nervo zigomatico-temporale possono avere diverse origini. Una delle cause più frequenti è il trauma fisico. Fratture dell'osso zigomatico o della parete orbitale possono danneggiare direttamente il nervo nel suo passaggio attraverso i forami ossei, causando una perdita di sensibilità o, al contrario, l'insorgenza di un dolore neuropatico cronico. Anche traumi contusivi minori nella regione della tempia possono innescare processi infiammatori locali che coinvolgono le terminazioni nervose.

Un altro fattore di rischio significativo è rappresentato dagli interventi chirurgici nell'area maxillo-facciale o estetica. Procedure come il lifting temporale, la blefaroplastica o la chirurgia endoscopica del sopracciglio comportano il rischio di lesione accidentale, stiramento o compressione del nervo zigomatico-temporale. In questi casi, il paziente può manifestare sintomi post-operatori persistenti che richiedono una valutazione specialistica. Anche l'iniezione di filler dermici o tossina botulinica, se non eseguita con una perfetta conoscenza dell'anatomia, può teoricamente interferire con la funzionalità del nervo.

La compressione meccanica è un'ulteriore causa rilevante. Questa può essere dovuta alla presenza di neoformazioni, come cisti sebacee voluminose, lipomi o, più raramente, tumori dei tessuti molli o dell'osso. Inoltre, è stata ipotizzata una correlazione tra l'intrappolamento del nervo zigomatico-temporale all'interno delle fibre del muscolo temporale e l'insorgenza di attacchi di emicrania. In alcuni soggetti, l'ipertrofia del muscolo temporale o il bruxismo severo possono esercitare una pressione costante sul nervo, agendo come trigger per il dolore.

Infine, non vanno dimenticate le cause sistemiche. Malattie demielinizzanti, infezioni virali (come l'Herpes Zoster, che può colpire le branche del trigemino) e la neuropatia diabetica possono compromettere la conduzione nervosa, rendendo il nervo più suscettibile a stimoli dolorosi o causando una ridotta sensibilità nell'area di competenza.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

La sintomatologia legata a una disfunzione del nervo zigomatico-temporale è prevalentemente di tipo sensitivo e si localizza in modo specifico nella regione temporale, lateralmente all'occhio e sopra l'arcata zigomatica. Il sintomo cardine è spesso il dolore al volto, che può presentarsi con caratteristiche diverse a seconda della causa sottostante.

I pazienti descrivono frequentemente una sensazione di bruciore o una sensazione di scossa elettrica che si irradia dalla tempia verso l'alto o verso l'esterno dell'occhio. Questo tipo di dolore improvviso e violento è tipico delle nevralgie. In altri casi, il dolore è più sordo, continuo e gravativo, spesso esacerbato dalla pressione diretta sulla zona o da movimenti della mandibola che coinvolgono il muscolo temporale.

Oltre al dolore, sono comuni le alterazioni della sensibilità, tra cui:

  • Parestesia: sensazione di formicolio, "aghi e spilli" o intorpidimento nella tempia.
  • Ipoestesia: una parziale perdita della sensibilità tattile, che il paziente percepisce come una zona di "pelle di gomma".
  • Anestesia cutanea: nei casi di lesione completa del nervo, si ha una totale assenza di sensibilità in una piccola area circoscritta.
  • Allodinia: una condizione in cui stimoli normalmente non dolorosi, come lo sfregamento dei capelli o il lavarsi il viso, provocano un dolore intenso.
  • Iperalgesia: una risposta eccessivamente dolorosa a stimoli lievemente fastidiosi.

In alcuni contesti clinici, la sofferenza del nervo può associarsi a sintomi autonomici lievi, come un leggero arrossamento della cute sovrastante o un modesto gonfiore, sebbene questi siano meno comuni rispetto ad altre forme di nevralgia trigeminale. È importante notare che la sintomatologia può sovrapporsi a quella della nevralgia del trigemino classica, ma la localizzazione strettamente temporale aiuta a differenziarla.

Diagnosi

Il processo diagnostico inizia con un'accurata anamnesi, volta a indagare la modalità di insorgenza dei sintomi, la loro durata e la presenza di eventuali traumi o interventi chirurgici pregressi. Il medico specialista (neurologo, chirurgo maxillo-facciale o esperto in medicina del dolore) eseguirà un esame obiettivo mirato, testando la sensibilità tattile, termica e dolorifica della regione temporale.

Un test clinico molto utile è la ricerca del segno di Tinel: la percussione leggera sopra il punto di uscita del nervo (vicino al bordo orbitale laterale) può scatenare una sensazione di scossa o dolore se il nervo è irritato o compresso. Un altro strumento diagnostico fondamentale è il blocco nervoso diagnostico. Questo consiste nell'iniezione di una piccola quantità di anestetico locale (come la lidocaina) in prossimità del nervo zigomatico-temporale. Se il dolore scompare quasi istantaneamente dopo l'iniezione, la diagnosi di coinvolgimento del nervo è confermata.

Per quanto riguarda la diagnostica per immagini, la Risonanza Magnetica (RM) con mezzo di contrasto è l'esame di scelta per escludere compressioni vascolari, tumori o placche di demielinizzazione lungo il decorso del nervo trigemino. La Tomografia Computerizzata (TC) è invece superiore per visualizzare eventuali anomalie ossee o fratture dei forami attraverso cui passa il nervo. In alcuni casi selezionati, l'ecografia ad alta risoluzione può essere impiegata per visualizzare il nervo nei tessuti molli della tempia, sebbene richieda operatori molto esperti data la sottigliezza della struttura.

La diagnosi differenziale deve includere l'arterite a cellule giganti (arterite temporale), l'emicrania, la cefalea a grappolo e i disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM). La distinzione è cruciale poiché i trattamenti variano radicalmente.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle patologie del nervo zigomatico-temporale segue un approccio multidisciplinare e conservativo nelle fasi iniziali. La terapia farmacologica si avvale principalmente di farmaci per il dolore neuropatico. I farmaci di prima linea includono gli anticonvulsivanti (come il gabapentin o il pregabalin) e gli antidepressivi triciclici (come l'amitriptilina), che agiscono modulando la trasmissione dei segnali dolorosi al cervello. Per il dolore acuto, possono essere prescritti antinfiammatori non steroidei (FANS), sebbene la loro efficacia sul dolore puramente nervoso sia limitata.

Se la terapia orale non è sufficiente, si ricorre a procedure mini-invasive. Le infiltrazioni locali con corticosteroidi e anestetici possono ridurre l'infiammazione e interrompere il ciclo del dolore per periodi prolungati. Recentemente, l'uso della tossina botulinica di tipo A ha mostrato risultati promettenti nel trattamento delle nevralgie localizzate e dell'emicrania associata a trigger nervosi periferici, agendo sul rilascio di neurotrasmettitori del dolore.

Nei casi resistenti alle terapie mediche, si può considerare l'opzione chirurgica. La decompressione microchirurgica del nervo mira a liberare la struttura nervosa da aderenze cicatriziali o compressioni muscolari. In casi estremi di dolore cronico e invalidante, può essere eseguita la neurectomia (recisione del nervo), sebbene questa comporti un'anestesia permanente della zona interessata. Un'altra frontiera terapeutica è la neuromodulazione, che prevede l'impianto di piccoli elettrodi sottocutanei che inviano impulsi elettrici per interferire con i segnali di dolore.

La fisioterapia e le tecniche di rilassamento possono essere di supporto, specialmente se il dolore è aggravato da tensioni muscolari del distretto cranio-facciale. La gestione dello stress e il trattamento del bruxismo (tramite l'uso di bite notturni) possono ridurre indirettamente la pressione sul nervo.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i disturbi legati al nervo zigomatico-temporale è generalmente favorevole, specialmente se la diagnosi è precoce e il trattamento viene personalizzato. Molti casi di irritazione nervosa dovuti a traumi lievi o procedure chirurgiche si risolvono spontaneamente entro poche settimane o mesi grazie ai processi naturali di guarigione dei tessuti.

Tuttavia, se la causa è una compressione cronica o una lesione strutturale non trattata, il dolore può cronicizzare, portando a un impatto significativo sulla qualità della vita. Il dolore cronico nella regione della tempia può interferire con il sonno, la concentrazione e le attività quotidiane, portando talvolta a disturbi dell'umore come ansia o depressione.

Il decorso post-operatorio, nei casi in cui sia necessario un intervento, richiede solitamente un monitoraggio attento della sensibilità. Il recupero nervoso è un processo lento (circa 1 mm al giorno) e i pazienti devono essere informati che la risoluzione completa della parestesia potrebbe richiedere diversi mesi. La recidiva del dolore è possibile, ma meno comune se il fattore scatenante (come una compressione muscolare) è stato rimosso con successo.

Prevenzione

La prevenzione delle lesioni al nervo zigomatico-temporale è legata principalmente alla sicurezza e alla precisione medica. In ambito sportivo, l'uso di protezioni adeguate per il volto (come caschi o maschere in sport da contatto) può ridurre il rischio di fratture zigomatiche e conseguenti danni nervosi.

In ambito chirurgico, la prevenzione si basa sulla profonda conoscenza anatomica da parte del chirurgo. L'utilizzo di tecniche endoscopiche avanzate permette una migliore visualizzazione del nervo durante i lifting temporali, riducendo il rischio di trazione o sezione accidentale. I pazienti che si sottopongono a procedure estetiche dovrebbero sempre rivolgersi a professionisti qualificati che discutano apertamente dei rischi neurologici potenziali.

Per chi soffre di disturbi muscolari come il bruxismo, la prevenzione del dolore neuropatico passa attraverso il controllo della tensione mandibolare. L'uso regolare di un bite e la pratica di esercizi di rilassamento della muscolatura masticatoria possono prevenire l'insorgenza di sindromi da intrappolamento nervoso.

Quando Consultare un Medico

È opportuno consultare un medico se si manifesta un dolore persistente o ricorrente nella regione della tempia che non risponde ai comuni analgesici da banco. In particolare, la comparsa di sensazioni di scossa elettrica o un bruciore intenso dovrebbe indurre a una valutazione neurologica.

Altri segnali che richiedono attenzione medica includono:

  • Comparsa improvvisa di una zona di insensibilità sul volto dopo un trauma.
  • Dolore che interferisce con il sonno o con le normali attività quotidiane.
  • Presenza di noduli o rigonfiamenti palpabili nella zona della tempia associati a dolore.
  • Dolore temporale accompagnato da disturbi della vista o febbre (che potrebbe indicare condizioni più gravi come l'arterite temporale).

Una diagnosi tempestiva è fondamentale per evitare che il dolore si trasformi in una condizione cronica di difficile gestione e per escludere patologie sottostanti che richiedono interventi immediati.

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