Papillomavirus umano 1 (HPV-1)

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Definizione

Il Papillomavirus umano 1 (HPV-1) è un virus a DNA appartenente alla vasta famiglia dei Papillomaviridae. All'interno di questa famiglia, che comprende oltre 200 genotipi differenti, l'HPV-1 è classificato come un virus cutaneo a basso rischio, poiché non è associato allo sviluppo di neoplasie maligne (a differenza dei ceppi oncogeni come l'HPV-16 o 18). La sua specificità biologica lo porta a infettare prevalentemente l'epitelio squamoso stratificato della pelle, con una predilezione elettiva per le zone sottoposte a pressione meccanica, come le piante dei piedi.

L'infezione da HPV-1 è la causa principale delle cosiddette verruche plantari profonde, note in ambito dermatologico anche come "mirmecie". Queste lesioni si distinguono dalle verruche comuni per la loro tendenza a crescere verso l'interno della cute anziché verso l'esterno, a causa della pressione esercitata dal peso corporeo durante la deambulazione. Il virus penetra nelle cellule basali dell'epidermide attraverso micro-abrasioni e utilizza il macchinario cellulare dell'ospite per replicarsi, alterando il normale ciclo di crescita dei cheratinociti e portando alla formazione della tipica lesione ipercheratosica.

Dal punto di vista epidemiologico, l'HPV-1 è estremamente diffuso a livello globale. Sebbene possa colpire individui di ogni età, si osserva una prevalenza maggiore nei bambini in età scolare, negli adolescenti e nei giovani adulti. La comprensione della natura di questo virus è fondamentale per distinguere le lesioni che provoca da altre condizioni cutanee simili, come i calli o i duroni, che richiedono approcci terapeutici completamente diversi.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria dell'insorgenza delle lesioni è l'esposizione diretta al virus HPV-1. La trasmissione avviene tipicamente per contatto diretto pelle-pelle con una persona infetta o, molto più frequentemente, per via indiretta attraverso il contatto con superfici contaminate. Il virus è particolarmente resiliente e può sopravvivere per periodi prolungati in ambienti caldi e umidi.

I principali fattori di rischio includono:

  • Ambienti pubblici umidi: Frequentare piscine, spogliatoi, palestre e docce comuni senza l'uso di calzature protettive (ciabatte) è il modo più comune per contrarre l'infezione. L'acqua ammorbidisce lo strato corneo della pelle, rendendolo più permeabile al virus.
  • Micro-traumi cutanei: Piccoli tagli, abrasioni o anche la semplice macerazione della pelle dovuta a eccessiva sudorazione (iperidrosi) creano delle porte d'ingresso ideali per il virus.
  • Sistema immunitario indebolito: Soggetti con immunodeficienza, sia essa congenita o acquisita (come in pazienti con HIV o in terapia immunosoppressiva), sono più suscettibili all'infezione e tendono a sviluppare lesioni più resistenti ai trattamenti.
  • Condivisione di oggetti personali: L'uso promiscuo di asciugamani, calze, scarpe o strumenti per la cura delle unghie può veicolare il virus da un individuo all'altro.
  • Età: Come menzionato, il sistema immunitario ancora in fase di "apprendimento" dei bambini rende questa fascia di popolazione particolarmente vulnerabile.

Una volta che il virus penetra nell'epidermide, può rimanere in uno stato di latenza per diverse settimane o mesi prima che la lesione diventi visibile. Questo lungo periodo di incubazione rende spesso difficile identificare il momento esatto del contagio.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche dell'infezione da HPV-1 sono localizzate quasi esclusivamente sulla pianta del piede, sebbene raramente possano comparire sul palmo delle mani. La lesione tipica, la mirmecia, presenta caratteristiche morfologiche e sintomatologiche molto specifiche.

Il sintomo cardine riferito dal paziente è il dolore, spesso descritto come la sensazione di avere un sasso appuntito all'interno della scarpa. Questo dolore è particolarmente acuto durante la deambulazione o quando viene esercitata una pressione laterale sulla lesione (segno del pizzicamento).

Le caratteristiche visibili includono:

  • Ipercheratosi: si osserva un ispessimento circoscritto della pelle, che appare dura e ruvida al tatto. La lesione è spesso circondata da un anello cheratosico biancastro.
  • Punti neri emorragici: uno dei segni patognomonici più importanti è la presenza di piccoli puntini neri al centro della verruca. Questi non sono altro che capillari trombizzati (piccoli vasi sanguigni occlusi) che hanno subito un micro-sanguinamento a causa della pressione.
  • Interruzione delle linee cutanee: a differenza dei calli, le verruche causate da HPV-1 interrompono le normali linee dermatoglifiche (le impronte della pelle). Se le linee passano sopra la lesione, è più probabile che si tratti di un callo; se si interrompono, è probabile che sia una verruca.
  • Infiammazione locale: L'area circostante può presentare un lieve arrossamento o gonfiore, specialmente se la verruca è soggetta a continui sfregamenti.
  • Prurito: sebbene meno comune del dolore, alcuni pazienti riferiscono una sensazione di fastidio o prurito localizzato.

Le lesioni da HPV-1 sono solitamente solitarie o presenti in numero limitato, a differenza di altri ceppi di HPV che possono causare verruche "a mosaico" (multiple e superficiali).

4

Diagnosi

La diagnosi di un'infezione da HPV-1 è prevalentemente clinica e viene effettuata da un dermatologo o da un podologo esperto attraverso l'esame obiettivo della lesione. Nella maggior parte dei casi, le caratteristiche visive e la localizzazione sono sufficienti per formulare una diagnosi corretta.

Le procedure diagnostiche possono includere:

  1. Ispezione visiva e palpazione: Il medico valuta la forma, il colore e la risposta al dolore della lesione. Il dolore evocato dalla pressione laterale è un forte indicatore di verruca plantare.
  2. Sbrigliamento superficiale (Debridement): Utilizzando un bisturi sterile, il medico rimuove delicatamente lo strato superiore di pelle indurita. Se compaiono i puntini neri emorragici (segno della rugiada sanguigna), la diagnosi di verruca è confermata. Se invece appare un nucleo cheratosico compatto, si tratta probabilmente di un callo.
  3. Dermatoscopia: L'uso di un dermatoscopio (una lente d'ingrandimento a luce polarizzata) permette di visualizzare con precisione le alterazioni vascolari tipiche dell'infezione virale, distinguendole chiaramente da altre formazioni cutanee.
  4. Biopsia cutanea: È una procedura raramente necessaria. Viene riservata ai casi in cui la lesione presenta caratteristiche atipiche, non risponde ai trattamenti convenzionali o vi è il sospetto di patologie più gravi, come il carcinoma squamocellulare (che può talvolta simulare una verruca).

La diagnosi differenziale deve escludere, oltre ai calli, anche il mollusco contagioso, i granulomi da corpo estraneo e, in rari casi, lesioni amelanotiche di melanoma.

5

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle verruche da HPV-1 può essere lungo e richiede costanza. Poiché il virus risiede nell'epidermide, l'obiettivo della terapia è distruggere le cellule infette o stimolare il sistema immunitario a riconoscere e combattere il virus.

Le opzioni terapeutiche principali includono:

  • Agenti Cheratolitici (Acido Salicilico): È il trattamento domiciliare più comune. Prodotti a base di acido salicilico ad alta concentrazione (15-40%) vengono applicati quotidianamente sulla verruca per ammorbidire e rimuovere gradualmente gli strati di pelle infetta. È fondamentale proteggere la pelle sana circostante con vaselina o cerotti specifici.
  • Crioterapia: Eseguita dal medico, consiste nell'applicazione di azoto liquido sulla lesione. Il freddo estremo causa uno shock termico che distrugge le cellule infette e crea una bolla che, guarendo, porta via con sé la verruca. Spesso sono necessarie diverse sedute a distanza di 2-3 settimane.
  • Trattamenti Laser: Il laser a anidride carbonica (CO2) o il laser a colorante pulsato (Dye Laser) possono essere utilizzati per vaporizzare il tessuto infetto o chiudere i capillari che alimentano la verruca. È un'opzione spesso riservata alle lesioni recalcitranti.
  • Curettage o Elettroessiccazione: Prevede la rimozione chirurgica della verruca previa anestesia locale. Sebbene efficace nell'immediato, comporta un rischio maggiore di cicatrici dolorose sulla pianta del piede, che possono causare fastidio permanente durante la camminata.
  • Immunoterapia: In casi difficili, si possono utilizzare sostanze che stimolano la risposta immunitaria locale, come l'imiquimod in crema o l'iniezione intralesionale di antigeni (es. candida o parotite).
  • Terapie citotossiche: L'applicazione di farmaci come la bleomicina o il fluorouracile (5-FU) può essere considerata per verruche molto resistenti, sotto stretto controllo medico.

È importante notare che nessun trattamento garantisce l'eradicazione del virus al 100% in una singola sessione, e le recidive sono possibili finché il sistema immunitario non sviluppa una memoria specifica contro il ceppo HPV-1.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per l'infezione da HPV-1 è generalmente eccellente, trattandosi di una condizione benigna. Tuttavia, il decorso può essere frustrante per il paziente a causa della natura persistente del virus.

In molti casi, specialmente nei bambini, le verruche plantari possono andare incontro a una risoluzione spontanea entro 1-2 anni, grazie all'intervento del sistema immunitario che riesce finalmente a debellare l'infezione. Negli adulti, la risoluzione spontanea è meno frequente e le lesioni tendono a persistere o a ingrandirsi se non trattate.

Il rischio principale è la recidiva: anche dopo una rimozione apparentemente completa, piccole particelle virali possono rimanere nei tessuti circostanti e dare origine a nuove lesioni. Inoltre, se la verruca causa un dolore significativo, il paziente può alterare involontariamente la propria postura o il modo di camminare, portando a problemi secondari a carico delle articolazioni del piede, del ginocchio o della schiena.

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Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace contro la diffusione dell'HPV-1. Adottare corrette abitudini igieniche riduce drasticamente le probabilità di contagio e di auto-inoculazione (diffusione del virus da una parte del corpo all'altra).

  • Protezione nei luoghi pubblici: Indossare sempre ciabatte o scarpe da scoglio in piscine, palestre, docce comuni e centri benessere.
  • Igiene dei piedi: Lavare accuratamente i piedi e, soprattutto, asciugarli bene, prestando attenzione agli spazi tra le dita. L'umidità favorisce la sopravvivenza del virus.
  • Non condividere oggetti personali: Evitare lo scambio di asciugamani, scarpe, calze o strumenti per la pedicure (tagliaunghie, lime).
  • Cura della pelle: Mantenere la pelle idratata per evitare screpolature e micro-lesioni che fungono da porta d'ingresso per il virus.
  • Evitare il contatto diretto: Se si ha una verruca, non toccarla o grattarla per evitare di diffondere il virus alle mani o ad altre aree del corpo. Lavarsi sempre le mani dopo aver applicato un trattamento.
  • Disinfezione: Disinfettare periodicamente le calzature e gli strumenti utilizzati per la cura dei piedi.
8

Quando Consultare un Medico

Sebbene le verruche plantari non siano un'emergenza medica, è consigliabile consultare un medico o un dermatologo nelle seguenti situazioni:

  • Dolore persistente: Se la lesione rende difficile camminare o svolgere le normali attività quotidiane.
  • Diffusione delle lesioni: Se le verruche iniziano a moltiplicarsi o a diffondersi in altre parti del corpo.
  • Cambiamenti nell'aspetto: Se la verruca cambia colore, sanguina spontaneamente o presenta bordi irregolari.
  • Segni di infezione secondaria: Se compare un forte arrossamento, calore locale, gonfiore eccessivo o presenza di pus.
  • Pazienti a rischio: Se si soffre di diabete o di disturbi della circolazione periferica, è fondamentale non tentare mai l'automedicazione, poiché anche una piccola lesione al piede può trasformarsi in un'ulcera grave.
  • Fallimento dei trattamenti da banco: Se dopo diverse settimane di trattamento domiciliare non si notano miglioramenti.

Un intervento professionale tempestivo non solo accelera la guarigione, ma riduce anche il rischio di trasmettere l'infezione ai membri della propria famiglia o alla comunità.

Papillomavirus umano 1 (HPV-1)

Definizione

Il Papillomavirus umano 1 (HPV-1) è un virus a DNA appartenente alla vasta famiglia dei Papillomaviridae. All'interno di questa famiglia, che comprende oltre 200 genotipi differenti, l'HPV-1 è classificato come un virus cutaneo a basso rischio, poiché non è associato allo sviluppo di neoplasie maligne (a differenza dei ceppi oncogeni come l'HPV-16 o 18). La sua specificità biologica lo porta a infettare prevalentemente l'epitelio squamoso stratificato della pelle, con una predilezione elettiva per le zone sottoposte a pressione meccanica, come le piante dei piedi.

L'infezione da HPV-1 è la causa principale delle cosiddette verruche plantari profonde, note in ambito dermatologico anche come "mirmecie". Queste lesioni si distinguono dalle verruche comuni per la loro tendenza a crescere verso l'interno della cute anziché verso l'esterno, a causa della pressione esercitata dal peso corporeo durante la deambulazione. Il virus penetra nelle cellule basali dell'epidermide attraverso micro-abrasioni e utilizza il macchinario cellulare dell'ospite per replicarsi, alterando il normale ciclo di crescita dei cheratinociti e portando alla formazione della tipica lesione ipercheratosica.

Dal punto di vista epidemiologico, l'HPV-1 è estremamente diffuso a livello globale. Sebbene possa colpire individui di ogni età, si osserva una prevalenza maggiore nei bambini in età scolare, negli adolescenti e nei giovani adulti. La comprensione della natura di questo virus è fondamentale per distinguere le lesioni che provoca da altre condizioni cutanee simili, come i calli o i duroni, che richiedono approcci terapeutici completamente diversi.

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria dell'insorgenza delle lesioni è l'esposizione diretta al virus HPV-1. La trasmissione avviene tipicamente per contatto diretto pelle-pelle con una persona infetta o, molto più frequentemente, per via indiretta attraverso il contatto con superfici contaminate. Il virus è particolarmente resiliente e può sopravvivere per periodi prolungati in ambienti caldi e umidi.

I principali fattori di rischio includono:

  • Ambienti pubblici umidi: Frequentare piscine, spogliatoi, palestre e docce comuni senza l'uso di calzature protettive (ciabatte) è il modo più comune per contrarre l'infezione. L'acqua ammorbidisce lo strato corneo della pelle, rendendolo più permeabile al virus.
  • Micro-traumi cutanei: Piccoli tagli, abrasioni o anche la semplice macerazione della pelle dovuta a eccessiva sudorazione (iperidrosi) creano delle porte d'ingresso ideali per il virus.
  • Sistema immunitario indebolito: Soggetti con immunodeficienza, sia essa congenita o acquisita (come in pazienti con HIV o in terapia immunosoppressiva), sono più suscettibili all'infezione e tendono a sviluppare lesioni più resistenti ai trattamenti.
  • Condivisione di oggetti personali: L'uso promiscuo di asciugamani, calze, scarpe o strumenti per la cura delle unghie può veicolare il virus da un individuo all'altro.
  • Età: Come menzionato, il sistema immunitario ancora in fase di "apprendimento" dei bambini rende questa fascia di popolazione particolarmente vulnerabile.

Una volta che il virus penetra nell'epidermide, può rimanere in uno stato di latenza per diverse settimane o mesi prima che la lesione diventi visibile. Questo lungo periodo di incubazione rende spesso difficile identificare il momento esatto del contagio.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche dell'infezione da HPV-1 sono localizzate quasi esclusivamente sulla pianta del piede, sebbene raramente possano comparire sul palmo delle mani. La lesione tipica, la mirmecia, presenta caratteristiche morfologiche e sintomatologiche molto specifiche.

Il sintomo cardine riferito dal paziente è il dolore, spesso descritto come la sensazione di avere un sasso appuntito all'interno della scarpa. Questo dolore è particolarmente acuto durante la deambulazione o quando viene esercitata una pressione laterale sulla lesione (segno del pizzicamento).

Le caratteristiche visibili includono:

  • Ipercheratosi: si osserva un ispessimento circoscritto della pelle, che appare dura e ruvida al tatto. La lesione è spesso circondata da un anello cheratosico biancastro.
  • Punti neri emorragici: uno dei segni patognomonici più importanti è la presenza di piccoli puntini neri al centro della verruca. Questi non sono altro che capillari trombizzati (piccoli vasi sanguigni occlusi) che hanno subito un micro-sanguinamento a causa della pressione.
  • Interruzione delle linee cutanee: a differenza dei calli, le verruche causate da HPV-1 interrompono le normali linee dermatoglifiche (le impronte della pelle). Se le linee passano sopra la lesione, è più probabile che si tratti di un callo; se si interrompono, è probabile che sia una verruca.
  • Infiammazione locale: L'area circostante può presentare un lieve arrossamento o gonfiore, specialmente se la verruca è soggetta a continui sfregamenti.
  • Prurito: sebbene meno comune del dolore, alcuni pazienti riferiscono una sensazione di fastidio o prurito localizzato.

Le lesioni da HPV-1 sono solitamente solitarie o presenti in numero limitato, a differenza di altri ceppi di HPV che possono causare verruche "a mosaico" (multiple e superficiali).

Diagnosi

La diagnosi di un'infezione da HPV-1 è prevalentemente clinica e viene effettuata da un dermatologo o da un podologo esperto attraverso l'esame obiettivo della lesione. Nella maggior parte dei casi, le caratteristiche visive e la localizzazione sono sufficienti per formulare una diagnosi corretta.

Le procedure diagnostiche possono includere:

  1. Ispezione visiva e palpazione: Il medico valuta la forma, il colore e la risposta al dolore della lesione. Il dolore evocato dalla pressione laterale è un forte indicatore di verruca plantare.
  2. Sbrigliamento superficiale (Debridement): Utilizzando un bisturi sterile, il medico rimuove delicatamente lo strato superiore di pelle indurita. Se compaiono i puntini neri emorragici (segno della rugiada sanguigna), la diagnosi di verruca è confermata. Se invece appare un nucleo cheratosico compatto, si tratta probabilmente di un callo.
  3. Dermatoscopia: L'uso di un dermatoscopio (una lente d'ingrandimento a luce polarizzata) permette di visualizzare con precisione le alterazioni vascolari tipiche dell'infezione virale, distinguendole chiaramente da altre formazioni cutanee.
  4. Biopsia cutanea: È una procedura raramente necessaria. Viene riservata ai casi in cui la lesione presenta caratteristiche atipiche, non risponde ai trattamenti convenzionali o vi è il sospetto di patologie più gravi, come il carcinoma squamocellulare (che può talvolta simulare una verruca).

La diagnosi differenziale deve escludere, oltre ai calli, anche il mollusco contagioso, i granulomi da corpo estraneo e, in rari casi, lesioni amelanotiche di melanoma.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle verruche da HPV-1 può essere lungo e richiede costanza. Poiché il virus risiede nell'epidermide, l'obiettivo della terapia è distruggere le cellule infette o stimolare il sistema immunitario a riconoscere e combattere il virus.

Le opzioni terapeutiche principali includono:

  • Agenti Cheratolitici (Acido Salicilico): È il trattamento domiciliare più comune. Prodotti a base di acido salicilico ad alta concentrazione (15-40%) vengono applicati quotidianamente sulla verruca per ammorbidire e rimuovere gradualmente gli strati di pelle infetta. È fondamentale proteggere la pelle sana circostante con vaselina o cerotti specifici.
  • Crioterapia: Eseguita dal medico, consiste nell'applicazione di azoto liquido sulla lesione. Il freddo estremo causa uno shock termico che distrugge le cellule infette e crea una bolla che, guarendo, porta via con sé la verruca. Spesso sono necessarie diverse sedute a distanza di 2-3 settimane.
  • Trattamenti Laser: Il laser a anidride carbonica (CO2) o il laser a colorante pulsato (Dye Laser) possono essere utilizzati per vaporizzare il tessuto infetto o chiudere i capillari che alimentano la verruca. È un'opzione spesso riservata alle lesioni recalcitranti.
  • Curettage o Elettroessiccazione: Prevede la rimozione chirurgica della verruca previa anestesia locale. Sebbene efficace nell'immediato, comporta un rischio maggiore di cicatrici dolorose sulla pianta del piede, che possono causare fastidio permanente durante la camminata.
  • Immunoterapia: In casi difficili, si possono utilizzare sostanze che stimolano la risposta immunitaria locale, come l'imiquimod in crema o l'iniezione intralesionale di antigeni (es. candida o parotite).
  • Terapie citotossiche: L'applicazione di farmaci come la bleomicina o il fluorouracile (5-FU) può essere considerata per verruche molto resistenti, sotto stretto controllo medico.

È importante notare che nessun trattamento garantisce l'eradicazione del virus al 100% in una singola sessione, e le recidive sono possibili finché il sistema immunitario non sviluppa una memoria specifica contro il ceppo HPV-1.

Prognosi e Decorso

La prognosi per l'infezione da HPV-1 è generalmente eccellente, trattandosi di una condizione benigna. Tuttavia, il decorso può essere frustrante per il paziente a causa della natura persistente del virus.

In molti casi, specialmente nei bambini, le verruche plantari possono andare incontro a una risoluzione spontanea entro 1-2 anni, grazie all'intervento del sistema immunitario che riesce finalmente a debellare l'infezione. Negli adulti, la risoluzione spontanea è meno frequente e le lesioni tendono a persistere o a ingrandirsi se non trattate.

Il rischio principale è la recidiva: anche dopo una rimozione apparentemente completa, piccole particelle virali possono rimanere nei tessuti circostanti e dare origine a nuove lesioni. Inoltre, se la verruca causa un dolore significativo, il paziente può alterare involontariamente la propria postura o il modo di camminare, portando a problemi secondari a carico delle articolazioni del piede, del ginocchio o della schiena.

Prevenzione

La prevenzione è l'arma più efficace contro la diffusione dell'HPV-1. Adottare corrette abitudini igieniche riduce drasticamente le probabilità di contagio e di auto-inoculazione (diffusione del virus da una parte del corpo all'altra).

  • Protezione nei luoghi pubblici: Indossare sempre ciabatte o scarpe da scoglio in piscine, palestre, docce comuni e centri benessere.
  • Igiene dei piedi: Lavare accuratamente i piedi e, soprattutto, asciugarli bene, prestando attenzione agli spazi tra le dita. L'umidità favorisce la sopravvivenza del virus.
  • Non condividere oggetti personali: Evitare lo scambio di asciugamani, scarpe, calze o strumenti per la pedicure (tagliaunghie, lime).
  • Cura della pelle: Mantenere la pelle idratata per evitare screpolature e micro-lesioni che fungono da porta d'ingresso per il virus.
  • Evitare il contatto diretto: Se si ha una verruca, non toccarla o grattarla per evitare di diffondere il virus alle mani o ad altre aree del corpo. Lavarsi sempre le mani dopo aver applicato un trattamento.
  • Disinfezione: Disinfettare periodicamente le calzature e gli strumenti utilizzati per la cura dei piedi.

Quando Consultare un Medico

Sebbene le verruche plantari non siano un'emergenza medica, è consigliabile consultare un medico o un dermatologo nelle seguenti situazioni:

  • Dolore persistente: Se la lesione rende difficile camminare o svolgere le normali attività quotidiane.
  • Diffusione delle lesioni: Se le verruche iniziano a moltiplicarsi o a diffondersi in altre parti del corpo.
  • Cambiamenti nell'aspetto: Se la verruca cambia colore, sanguina spontaneamente o presenta bordi irregolari.
  • Segni di infezione secondaria: Se compare un forte arrossamento, calore locale, gonfiore eccessivo o presenza di pus.
  • Pazienti a rischio: Se si soffre di diabete o di disturbi della circolazione periferica, è fondamentale non tentare mai l'automedicazione, poiché anche una piccola lesione al piede può trasformarsi in un'ulcera grave.
  • Fallimento dei trattamenti da banco: Se dopo diverse settimane di trattamento domiciliare non si notano miglioramenti.

Un intervento professionale tempestivo non solo accelera la guarigione, ma riduce anche il rischio di trasmettere l'infezione ai membri della propria famiglia o alla comunità.

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