Infezione da Salmonella Wandsworth
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
L'infezione da Salmonella Wandsworth è una forma specifica di salmonellosi non tifoidea causata dal sierotipo Wandsworth appartenente alla specie Salmonella enterica. Sebbene esistano oltre 2.500 sierotipi di Salmonella, la Salmonella Wandsworth è nota alla comunità scientifica per la sua capacità di causare focolai epidemici, spesso legati al consumo di prodotti alimentari contaminati, inclusi snack processati e prodotti ortofrutticoli.
Dal punto di vista microbiologico, si tratta di un batterio Gram-negativo, asporigeno e anaerobio facoltativo. Una volta ingerito, il microrganismo è in grado di superare la barriera acida dello stomaco e colonizzare l'intestino tenue e il colon. Qui, il batterio invade la mucosa intestinale, scatenando una risposta infiammatoria che porta alla tipica sintomatologia della gastroenterite batterica. Sebbene la maggior parte delle infezioni rimanga localizzata a livello gastrointestinale, in soggetti vulnerabili il batterio può passare nel flusso sanguigno, causando complicazioni sistemiche.
La comprensione di questo specifico sierotipo è fondamentale per la sanità pubblica, poiché le sue modalità di diffusione possono differire leggermente dai sierotipi più comuni come Typhimurium o Enteritidis. La Salmonella Wandsworth è stata oggetto di studi approfonditi in seguito a casi di contaminazione in alimenti secchi, dimostrando una notevole resistenza ambientale e la capacità di sopravvivere in condizioni di bassa umidità per periodi prolungati.
Cause e Fattori di Rischio
La causa primaria dell'infezione è l'ingestione del batterio Salmonella Wandsworth. La trasmissione avviene prevalentemente per via oro-fecale, spesso attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati da feci animali o umane. Gli animali, in particolare rettili, uccelli e bestiame, possono essere portatori sani del batterio, eliminandolo attraverso le deiezioni.
I principali veicoli di trasmissione includono:
- Alimenti contaminati: Carne cruda o poco cotta (specialmente pollame), uova crude, latte non pastorizzato e prodotti ortofrutticoli lavati con acqua contaminata o coltivati in terreni trattati con concimi animali infetti.
- Snack e prodotti processati: Storicamente, la Salmonella Wandsworth è stata associata a focolai legati a snack a base di cereali o verdure disidratate, dove il batterio è riuscito a sopravvivere ai processi di lavorazione industriale.
- Contatto diretto con animali: La manipolazione di animali domestici esotici (come tartarughe, iguane o serpenti) o il contatto con animali da fattoria senza una successiva e adeguata igiene delle mani.
- Contaminazione crociata: L'uso di utensili, taglieri o superfici di cucina sporchi che trasferiscono il batterio da un alimento crudo a uno pronto per il consumo.
I fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre l'infezione o di sviluppare una forma grave includono:
- Età estrema: I neonati e i bambini sotto i 5 anni hanno un sistema immunitario immaturo, mentre gli anziani presentano spesso una riduzione dell'acidità gastrica e una risposta immunitaria meno efficiente.
- Immunodepressione: Soggetti affetti da HIV/AIDS, pazienti oncologici in chemioterapia o persone che assumono farmaci immunosoppressori.
- Alterazioni della barriera gastrica: L'uso cronico di farmaci antiacidi o inibitori della pompa protonica può facilitare il passaggio dei batteri vivi nell'intestino.
- Viaggi internazionali: Soggiorni in aree con scarsi standard igienico-sanitari aumentano l'esposizione a ceppi batterici meno comuni.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico dell'infezione da Salmonella Wandsworth si manifesta solitamente dopo un periodo di incubazione che varia dalle 6 alle 72 ore dall'ingestione del contaminante. La gravità dei sintomi dipende dalla carica batterica ingerita e dallo stato di salute generale dell'ospite.
Il sintomo cardine è la diarrea, che può variare da feci molli a scariche acquose profuse. In alcuni casi, l'infiammazione della mucosa è così intensa da causare la presenza di sangue nelle feci o la comparsa di muco. A questo si accompagna quasi sempre un forte dolore addominale, spesso descritto come crampiforme e localizzato nella zona periombelicale o nel quadrante inferiore destro.
Altri sintomi comuni includono:
- Febbre: spesso elevata (38-39°C), accompagnata da brividi e sudorazione.
- Nausea e vomito: possono presentarsi nelle fasi iniziali, limitando la capacità del paziente di assumere liquidi per via orale.
- Cefalea: il mal di testa è un sintomo sistemico frequente dovuto allo stato infiammatorio e alla perdita di liquidi.
- Dolori muscolari: una sensazione diffusa di indolenzimento muscolare e articolare.
- Astenia: una profonda spossatezza e debolezza generale che può persistere anche dopo la risoluzione dei sintomi intestinali.
- Perdita di appetito: rifiuto del cibo dovuto al malessere gastrico.
La complicanza più immediata e pericolosa è la disidratazione. I segni di una perdita eccessiva di liquidi includono secchezza delle fauci, aumento della frequenza cardiaca, pressione bassa e una marcata riduzione della produzione di urina. Nei bambini piccoli, la disidratazione può manifestarsi anche con pianto senza lacrime e infossamento delle fontanelle craniche.
Diagnosi
La diagnosi di infezione da Salmonella Wandsworth inizia con un'accurata anamnesi clinica, durante la quale il medico indaga sulle abitudini alimentari recenti, eventuali viaggi o contatti con animali e la cronologia dei sintomi. Tuttavia, poiché i sintomi sono sovrapponibili a quelli di molte altre infezioni intestinali, la conferma richiede test di laboratorio.
L'esame principale è la coprocoltura (esame delle feci). Il campione di feci viene seminato su terreni di coltura selettivi che permettono la crescita della Salmonella inibendo altri batteri della flora intestinale. Una volta isolato il batterio, vengono eseguiti test biochimici e sierologici per identificare il sierotipo specifico (Wandsworth). Questo passaggio è cruciale per le autorità sanitarie per tracciare eventuali focolai epidemici.
In casi selezionati, possono essere necessari ulteriori accertamenti:
- Antibiogramma: Test per determinare la sensibilità del ceppo batterico agli antibiotici, fondamentale se si decide di intraprendere una terapia farmacologica.
- Esami del sangue: Un emocromo completo può mostrare un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi). La misurazione degli elettroliti (sodio, potassio, cloruro) e della creatinina è essenziale per valutare il grado di disidratazione e la funzionalità renale.
- Emocoltura: Se si sospetta che l'infezione sia diventata sistemica (passaggio del batterio nel sangue), vengono prelevati campioni di sangue per la ricerca del patogeno.
- Test molecolari (PCR): Tecniche rapide di amplificazione del DNA batterico che possono fornire una diagnosi in tempi molto brevi rispetto alla coltura tradizionale.
Trattamento e Terapie
Nella maggior parte degli adulti sani, l'infezione da Salmonella Wandsworth è autolimitante e si risolve spontaneamente entro 4-7 giorni senza necessità di trattamenti specifici oltre al supporto idrico.
Reidratazione: Il pilastro della terapia è il ripristino dei liquidi e degli elettroliti persi con la diarrea e il vomito. Si raccomanda l'uso di soluzioni reidratanti orali (ORS) bilanciate, disponibili in farmacia, che contengono proporzioni precise di sali e glucosio per favorire l'assorbimento intestinale dell'acqua. È preferibile bere piccoli sorsi frequentemente piuttosto che grandi quantità in una sola volta.
Gestione Dietetica: Non è necessario il digiuno prolungato. Una volta che il vomito si è placato, si consiglia di introdurre gradualmente alimenti leggeri e facili da digerire, come riso bianco, banane, mele grattugiate e pane tostato. È opportuno evitare latticini, cibi grassi, caffeina e alcol fino alla completa guarigione, poiché possono irritare ulteriormente l'intestino.
Terapia Farmacologica:
- Antibiotici: Non sono raccomandati per i casi lievi o moderati in soggetti sani, poiché non accorciano significativamente la durata dei sintomi e possono prolungare il periodo in cui il soggetto elimina il batterio con le feci (stato di portatore). Tuttavia, sono indispensabili per neonati, anziani, pazienti immunodepressi o in caso di sospetta batteriemia. I farmaci comunemente usati includono ciprofloxacina, ceftriaxone o azitromicina.
- Antipiretici: Il paracetamolo può essere utilizzato per gestire la febbre e il dolore.
- Antidiarroici: Farmaci come la loperamide dovrebbero essere usati con estrema cautela e solo sotto consiglio medico, poiché rallentando la motilità intestinale potrebbero prolungare la permanenza del batterio e delle sue tossine nell'organismo.
Prognosi e Decorso
La prognosi per l'infezione da Salmonella Wandsworth è generalmente eccellente. La maggior parte dei pazienti sperimenta una risoluzione completa dei sintomi gastrointestinali entro una settimana. Tuttavia, la regolarità intestinale può impiegare diverse settimane per tornare alla completa normalità.
Esistono però possibili evoluzioni meno favorevoli:
- Stato di portatore cronico: Una piccola percentuale di individui continua a eliminare la Salmonella nelle feci per mesi dopo la guarigione clinica. Questo è particolarmente rilevante per chi lavora nel settore alimentare o sanitario.
- Infezione sistemica: Se il batterio entra nel sangue, può localizzarsi in vari organi causando meningite, osteomielite o endocardite. Questa è un'evenienza rara ma grave che richiede ospedalizzazione.
- Artrite reattiva: Alcuni pazienti sviluppano dolori articolari, irritazione oculare e minzione dolorosa settimane dopo l'infezione intestinale. Questa condizione può durare mesi o anni e diventare cronica.
Il monitoraggio post-infezione è solitamente clinico, ma in alcune categorie professionali può essere richiesto un tampone rettale o una coprocoltura negativa prima del rientro al lavoro.
Prevenzione
La prevenzione dell'infezione da Salmonella Wandsworth si basa su rigorose pratiche di igiene alimentare e personale. Poiché il batterio può contaminare un'ampia varietà di prodotti, è necessario adottare un approccio globale.
Igiene in cucina:
- Lavaggio delle mani: Lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone per almeno 20 secondi prima di maneggiare il cibo, dopo aver toccato carne cruda, dopo aver usato il bagno o dopo il contatto con animali.
- Cottura sicura: Cuocere le carni (specialmente il pollame) fino a raggiungere una temperatura interna sicura (almeno 74°C). Le uova dovrebbero essere cotte finché il tuorlo e l'albume non sono solidi.
- Evitare la contaminazione crociata: Utilizzare taglieri e utensili separati per la carne cruda e per i cibi pronti al consumo (come insalate o pane). Lavare accuratamente ogni superficie dopo l'uso.
- Lavaggio dei vegetali: Lavare sempre frutta e verdura sotto acqua corrente, anche se devono essere sbucciate.
Conservazione degli alimenti:
- Mantenere i cibi deperibili in frigorifero a una temperatura inferiore ai 4°C.
- Non lasciare cibi cotti a temperatura ambiente per più di due ore.
Sicurezza con gli animali:
- Evitare il contatto ravvicinato (come baciare) con rettili o pulcini.
- Supervisionare i bambini durante il contatto con gli animali e assicurarsi che lavino le mani immediatamente dopo.
Consumo consapevole:
- Evitare il consumo di latte crudo o prodotti derivati non pastorizzati.
- Prestare attenzione ai richiami alimentari pubblicati dalle autorità sanitarie riguardanti snack o prodotti industriali contaminati.
Quando Consultare un Medico
Sebbene la maggior parte dei casi si risolva a casa, è fondamentale rivolgersi a un medico o a un pronto soccorso se si manifestano i seguenti segnali di allarme:
- Segni di grave disidratazione: vertigini intense, assenza di urina per molte ore, confusione mentale o estrema secchezza della bocca.
- Incapacità di trattenere i liquidi: vomito persistente che impedisce la reidratazione orale.
- Febbre molto alta: temperatura corporea superiore a 39.5°C che non risponde agli antipiretici.
- Sangue nelle feci: presenza visibile di sangue rosso vivo o feci nere e catramose.
- Sintomi persistenti: diarrea che non accenna a migliorare dopo 3 giorni.
- Soggetti ad alto rischio: se i sintomi compaiono in un neonato, in una persona anziana o in un individuo con sistema immunitario compromesso, la consultazione medica deve essere immediata, anche in presenza di sintomi apparentemente lievi.
Infezione da Salmonella Wandsworth
Definizione
L'infezione da Salmonella Wandsworth è una forma specifica di salmonellosi non tifoidea causata dal sierotipo Wandsworth appartenente alla specie Salmonella enterica. Sebbene esistano oltre 2.500 sierotipi di Salmonella, la Salmonella Wandsworth è nota alla comunità scientifica per la sua capacità di causare focolai epidemici, spesso legati al consumo di prodotti alimentari contaminati, inclusi snack processati e prodotti ortofrutticoli.
Dal punto di vista microbiologico, si tratta di un batterio Gram-negativo, asporigeno e anaerobio facoltativo. Una volta ingerito, il microrganismo è in grado di superare la barriera acida dello stomaco e colonizzare l'intestino tenue e il colon. Qui, il batterio invade la mucosa intestinale, scatenando una risposta infiammatoria che porta alla tipica sintomatologia della gastroenterite batterica. Sebbene la maggior parte delle infezioni rimanga localizzata a livello gastrointestinale, in soggetti vulnerabili il batterio può passare nel flusso sanguigno, causando complicazioni sistemiche.
La comprensione di questo specifico sierotipo è fondamentale per la sanità pubblica, poiché le sue modalità di diffusione possono differire leggermente dai sierotipi più comuni come Typhimurium o Enteritidis. La Salmonella Wandsworth è stata oggetto di studi approfonditi in seguito a casi di contaminazione in alimenti secchi, dimostrando una notevole resistenza ambientale e la capacità di sopravvivere in condizioni di bassa umidità per periodi prolungati.
Cause e Fattori di Rischio
La causa primaria dell'infezione è l'ingestione del batterio Salmonella Wandsworth. La trasmissione avviene prevalentemente per via oro-fecale, spesso attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati da feci animali o umane. Gli animali, in particolare rettili, uccelli e bestiame, possono essere portatori sani del batterio, eliminandolo attraverso le deiezioni.
I principali veicoli di trasmissione includono:
- Alimenti contaminati: Carne cruda o poco cotta (specialmente pollame), uova crude, latte non pastorizzato e prodotti ortofrutticoli lavati con acqua contaminata o coltivati in terreni trattati con concimi animali infetti.
- Snack e prodotti processati: Storicamente, la Salmonella Wandsworth è stata associata a focolai legati a snack a base di cereali o verdure disidratate, dove il batterio è riuscito a sopravvivere ai processi di lavorazione industriale.
- Contatto diretto con animali: La manipolazione di animali domestici esotici (come tartarughe, iguane o serpenti) o il contatto con animali da fattoria senza una successiva e adeguata igiene delle mani.
- Contaminazione crociata: L'uso di utensili, taglieri o superfici di cucina sporchi che trasferiscono il batterio da un alimento crudo a uno pronto per il consumo.
I fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre l'infezione o di sviluppare una forma grave includono:
- Età estrema: I neonati e i bambini sotto i 5 anni hanno un sistema immunitario immaturo, mentre gli anziani presentano spesso una riduzione dell'acidità gastrica e una risposta immunitaria meno efficiente.
- Immunodepressione: Soggetti affetti da HIV/AIDS, pazienti oncologici in chemioterapia o persone che assumono farmaci immunosoppressori.
- Alterazioni della barriera gastrica: L'uso cronico di farmaci antiacidi o inibitori della pompa protonica può facilitare il passaggio dei batteri vivi nell'intestino.
- Viaggi internazionali: Soggiorni in aree con scarsi standard igienico-sanitari aumentano l'esposizione a ceppi batterici meno comuni.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico dell'infezione da Salmonella Wandsworth si manifesta solitamente dopo un periodo di incubazione che varia dalle 6 alle 72 ore dall'ingestione del contaminante. La gravità dei sintomi dipende dalla carica batterica ingerita e dallo stato di salute generale dell'ospite.
Il sintomo cardine è la diarrea, che può variare da feci molli a scariche acquose profuse. In alcuni casi, l'infiammazione della mucosa è così intensa da causare la presenza di sangue nelle feci o la comparsa di muco. A questo si accompagna quasi sempre un forte dolore addominale, spesso descritto come crampiforme e localizzato nella zona periombelicale o nel quadrante inferiore destro.
Altri sintomi comuni includono:
- Febbre: spesso elevata (38-39°C), accompagnata da brividi e sudorazione.
- Nausea e vomito: possono presentarsi nelle fasi iniziali, limitando la capacità del paziente di assumere liquidi per via orale.
- Cefalea: il mal di testa è un sintomo sistemico frequente dovuto allo stato infiammatorio e alla perdita di liquidi.
- Dolori muscolari: una sensazione diffusa di indolenzimento muscolare e articolare.
- Astenia: una profonda spossatezza e debolezza generale che può persistere anche dopo la risoluzione dei sintomi intestinali.
- Perdita di appetito: rifiuto del cibo dovuto al malessere gastrico.
La complicanza più immediata e pericolosa è la disidratazione. I segni di una perdita eccessiva di liquidi includono secchezza delle fauci, aumento della frequenza cardiaca, pressione bassa e una marcata riduzione della produzione di urina. Nei bambini piccoli, la disidratazione può manifestarsi anche con pianto senza lacrime e infossamento delle fontanelle craniche.
Diagnosi
La diagnosi di infezione da Salmonella Wandsworth inizia con un'accurata anamnesi clinica, durante la quale il medico indaga sulle abitudini alimentari recenti, eventuali viaggi o contatti con animali e la cronologia dei sintomi. Tuttavia, poiché i sintomi sono sovrapponibili a quelli di molte altre infezioni intestinali, la conferma richiede test di laboratorio.
L'esame principale è la coprocoltura (esame delle feci). Il campione di feci viene seminato su terreni di coltura selettivi che permettono la crescita della Salmonella inibendo altri batteri della flora intestinale. Una volta isolato il batterio, vengono eseguiti test biochimici e sierologici per identificare il sierotipo specifico (Wandsworth). Questo passaggio è cruciale per le autorità sanitarie per tracciare eventuali focolai epidemici.
In casi selezionati, possono essere necessari ulteriori accertamenti:
- Antibiogramma: Test per determinare la sensibilità del ceppo batterico agli antibiotici, fondamentale se si decide di intraprendere una terapia farmacologica.
- Esami del sangue: Un emocromo completo può mostrare un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi). La misurazione degli elettroliti (sodio, potassio, cloruro) e della creatinina è essenziale per valutare il grado di disidratazione e la funzionalità renale.
- Emocoltura: Se si sospetta che l'infezione sia diventata sistemica (passaggio del batterio nel sangue), vengono prelevati campioni di sangue per la ricerca del patogeno.
- Test molecolari (PCR): Tecniche rapide di amplificazione del DNA batterico che possono fornire una diagnosi in tempi molto brevi rispetto alla coltura tradizionale.
Trattamento e Terapie
Nella maggior parte degli adulti sani, l'infezione da Salmonella Wandsworth è autolimitante e si risolve spontaneamente entro 4-7 giorni senza necessità di trattamenti specifici oltre al supporto idrico.
Reidratazione: Il pilastro della terapia è il ripristino dei liquidi e degli elettroliti persi con la diarrea e il vomito. Si raccomanda l'uso di soluzioni reidratanti orali (ORS) bilanciate, disponibili in farmacia, che contengono proporzioni precise di sali e glucosio per favorire l'assorbimento intestinale dell'acqua. È preferibile bere piccoli sorsi frequentemente piuttosto che grandi quantità in una sola volta.
Gestione Dietetica: Non è necessario il digiuno prolungato. Una volta che il vomito si è placato, si consiglia di introdurre gradualmente alimenti leggeri e facili da digerire, come riso bianco, banane, mele grattugiate e pane tostato. È opportuno evitare latticini, cibi grassi, caffeina e alcol fino alla completa guarigione, poiché possono irritare ulteriormente l'intestino.
Terapia Farmacologica:
- Antibiotici: Non sono raccomandati per i casi lievi o moderati in soggetti sani, poiché non accorciano significativamente la durata dei sintomi e possono prolungare il periodo in cui il soggetto elimina il batterio con le feci (stato di portatore). Tuttavia, sono indispensabili per neonati, anziani, pazienti immunodepressi o in caso di sospetta batteriemia. I farmaci comunemente usati includono ciprofloxacina, ceftriaxone o azitromicina.
- Antipiretici: Il paracetamolo può essere utilizzato per gestire la febbre e il dolore.
- Antidiarroici: Farmaci come la loperamide dovrebbero essere usati con estrema cautela e solo sotto consiglio medico, poiché rallentando la motilità intestinale potrebbero prolungare la permanenza del batterio e delle sue tossine nell'organismo.
Prognosi e Decorso
La prognosi per l'infezione da Salmonella Wandsworth è generalmente eccellente. La maggior parte dei pazienti sperimenta una risoluzione completa dei sintomi gastrointestinali entro una settimana. Tuttavia, la regolarità intestinale può impiegare diverse settimane per tornare alla completa normalità.
Esistono però possibili evoluzioni meno favorevoli:
- Stato di portatore cronico: Una piccola percentuale di individui continua a eliminare la Salmonella nelle feci per mesi dopo la guarigione clinica. Questo è particolarmente rilevante per chi lavora nel settore alimentare o sanitario.
- Infezione sistemica: Se il batterio entra nel sangue, può localizzarsi in vari organi causando meningite, osteomielite o endocardite. Questa è un'evenienza rara ma grave che richiede ospedalizzazione.
- Artrite reattiva: Alcuni pazienti sviluppano dolori articolari, irritazione oculare e minzione dolorosa settimane dopo l'infezione intestinale. Questa condizione può durare mesi o anni e diventare cronica.
Il monitoraggio post-infezione è solitamente clinico, ma in alcune categorie professionali può essere richiesto un tampone rettale o una coprocoltura negativa prima del rientro al lavoro.
Prevenzione
La prevenzione dell'infezione da Salmonella Wandsworth si basa su rigorose pratiche di igiene alimentare e personale. Poiché il batterio può contaminare un'ampia varietà di prodotti, è necessario adottare un approccio globale.
Igiene in cucina:
- Lavaggio delle mani: Lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone per almeno 20 secondi prima di maneggiare il cibo, dopo aver toccato carne cruda, dopo aver usato il bagno o dopo il contatto con animali.
- Cottura sicura: Cuocere le carni (specialmente il pollame) fino a raggiungere una temperatura interna sicura (almeno 74°C). Le uova dovrebbero essere cotte finché il tuorlo e l'albume non sono solidi.
- Evitare la contaminazione crociata: Utilizzare taglieri e utensili separati per la carne cruda e per i cibi pronti al consumo (come insalate o pane). Lavare accuratamente ogni superficie dopo l'uso.
- Lavaggio dei vegetali: Lavare sempre frutta e verdura sotto acqua corrente, anche se devono essere sbucciate.
Conservazione degli alimenti:
- Mantenere i cibi deperibili in frigorifero a una temperatura inferiore ai 4°C.
- Non lasciare cibi cotti a temperatura ambiente per più di due ore.
Sicurezza con gli animali:
- Evitare il contatto ravvicinato (come baciare) con rettili o pulcini.
- Supervisionare i bambini durante il contatto con gli animali e assicurarsi che lavino le mani immediatamente dopo.
Consumo consapevole:
- Evitare il consumo di latte crudo o prodotti derivati non pastorizzati.
- Prestare attenzione ai richiami alimentari pubblicati dalle autorità sanitarie riguardanti snack o prodotti industriali contaminati.
Quando Consultare un Medico
Sebbene la maggior parte dei casi si risolva a casa, è fondamentale rivolgersi a un medico o a un pronto soccorso se si manifestano i seguenti segnali di allarme:
- Segni di grave disidratazione: vertigini intense, assenza di urina per molte ore, confusione mentale o estrema secchezza della bocca.
- Incapacità di trattenere i liquidi: vomito persistente che impedisce la reidratazione orale.
- Febbre molto alta: temperatura corporea superiore a 39.5°C che non risponde agli antipiretici.
- Sangue nelle feci: presenza visibile di sangue rosso vivo o feci nere e catramose.
- Sintomi persistenti: diarrea che non accenna a migliorare dopo 3 giorni.
- Soggetti ad alto rischio: se i sintomi compaiono in un neonato, in una persona anziana o in un individuo con sistema immunitario compromesso, la consultazione medica deve essere immediata, anche in presenza di sintomi apparentemente lievi.


