Infezione da Legionella (Legionellosi)

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Definizione

L'infezione da Legionella, nota scientificamente come legionellosi, è una malattia infettiva causata da batteri aerobi appartenenti al genere Legionella. Sebbene esistano oltre 60 specie diverse di questo batterio, la stragrande maggioranza delle infezioni umane è causata dalla specie Legionella pneumophila. Questa condizione si manifesta principalmente in due forme cliniche distinte: la Malattia dei Legionari, una forma grave di polmonite che può risultare fatale se non trattata adeguatamente, e la Febbre di Pontiac, una forma sistemica molto più lieve, simile a un'influenza, che non colpisce i polmoni e si risolve spontaneamente.

Il nome della malattia deriva da un'epidemia scoppiata nel 1976 durante una convention dell'American Legion in un hotel di Philadelphia, dove il batterio fu identificato per la prima volta dopo aver causato numerosi casi di polmonite tra i partecipanti. La Legionella è un microrganismo ubiquitario che predilige gli ambienti acquatici, sia naturali che artificiali, e la sua pericolosità risiede nella capacità di colonizzare i sistemi di distribuzione dell'acqua e gli impianti di condizionamento, dove può moltiplicarsi e diffondersi attraverso minuscole goccioline d'acqua nebulizzata.

Dal punto di vista fisiopatologico, una volta inalato, il batterio raggiunge gli alveoli polmonari dove viene fagocitato dai macrofagi alveolari. Invece di essere distrutto, la Legionella riesce a replicarsi all'interno di queste cellule del sistema immunitario, portando alla distruzione dei tessuti polmonari e scatenando una risposta infiammatoria sistemica. La comprensione di questa patologia è fondamentale per la sanità pubblica, poiché i focolai possono essere prevenuti attraverso una corretta gestione degli impianti idrici.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria dell'infezione è l'inalazione di aerosol contenenti il batterio Legionella. Questi aerosol possono essere generati da qualsiasi dispositivo che nebulizzi acqua contaminata. Le fonti più comuni includono torri di raffreddamento degli impianti di condizionamento, sistemi di acqua calda e fredda (docce e rubinetti), vasche idromassaggio, fontane decorative e apparecchiature per la terapia respiratoria. È importante sottolineare che la legionellosi non si trasmette da persona a persona e non si contrae bevendo acqua contaminata, a meno che non si verifichi un'aspirazione accidentale nelle vie respiratorie.

Il batterio sopravvive e si moltiplica in condizioni specifiche: temperature dell'acqua comprese tra i 20°C e i 50°C (con un optimum intorno ai 35-42°C), presenza di ristagno idrico, formazione di biofilm e presenza di altri microrganismi come amebe e protozoi che fungono da "ospiti" per la replicazione batterica. Anche la presenza di incrostazioni calcaree e corrosione nelle tubature favorisce la sopravvivenza del patogeno fornendo nutrienti e protezione.

Esistono diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre la forma più grave della malattia (Malattia dei Legionari):

  • Età avanzata: Il rischio aumenta significativamente sopra i 50 anni.
  • Tabagismo: Il fumo di sigaretta danneggia le difese naturali dei polmoni (le ciglia vibratili), facilitando l'insediamento del batterio.
  • Malattie polmonari croniche: Soggetti affetti da BPCO o enfisema sono particolarmente vulnerabili.
  • Immunodepressione: Persone con sistema immunitario indebolito a causa di tumori, HIV/AIDS, trapianti d'organo o uso di farmaci corticosteroidi.
  • Patologie concomitanti: Il diabete mellito, l'insufficienza renale o malattie cardiache croniche aumentano la suscettibilità.
  • Sesso maschile: Statisticamente, gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'infezione variano notevolmente a seconda della forma clinica manifestata. La Febbre di Pontiac ha un periodo di incubazione breve (da poche ore a due giorni) e si presenta come una sindrome simil-influenzale acuta. I pazienti avvertono tipicamente febbre, brividi, mal di testa e dolori muscolari diffusi. Questa forma non evolve in polmonite e guarisce in 2-5 giorni senza necessità di antibiotici.

La Malattia dei Legionari, invece, è molto più insidiosa. Il periodo di incubazione varia solitamente da 2 a 10 giorni, ma può estendersi fino a due settimane. L'esordio è spesso caratterizzato da un senso di profonda stanchezza e perdita di appetito. Successivamente, compaiono i sintomi principali:

  • Sintomi Respiratori: La tosse è inizialmente secca e non produttiva, ma col progredire dell'infezione può comparire espettorato. Molti pazienti sviluppano una grave difficoltà respiratoria (fame d'aria) e dolore al petto che si accentua con la respirazione profonda. In rari casi può verificarsi emissione di sangue con la tosse.
  • Sintomi Sistemici: La febbre alta è quasi sempre presente, spesso superando i 39-40°C, accompagnata da brividi intensi. La mialgia (dolore ai muscoli) e la cefalea sono sintomi costanti.
  • Sintomi Gastrointestinali: Una caratteristica distintiva della legionellosi rispetto ad altre polmoniti è l'alta frequenza di diarrea acquosa, spesso accompagnata da nausea e vomito.
  • Sintomi Neurologici: Non è raro osservare uno stato confusionale, disorientamento, letargia o alterazioni del comportamento, che possono manifestarsi anche prima della comparsa dei sintomi respiratori evidenti.

In sede clinica, un segno particolare che può indirizzare il medico verso la diagnosi di legionella è la bradicardia relativa, ovvero una frequenza cardiaca che rimane insolitamente bassa nonostante la presenza di febbre alta.

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Diagnosi

La diagnosi di infezione da Legionella non può basarsi esclusivamente sui sintomi clinici, poiché questi sono sovrapponibili a quelli di altre forme di polmonite batterica o virale. È necessario ricorrere a test di laboratorio specifici.

Il metodo diagnostico più rapido e comunemente utilizzato è il test dell'antigene urinario. Questo esame rileva frammenti del batterio nelle urine del paziente. È molto efficace per identificare la Legionella pneumophila di sierogruppo 1 (responsabile della maggior parte dei casi), fornendo risultati in poche ore. Tuttavia, un test negativo non esclude l'infezione causata da altri sierogruppi o specie.

Il "gold standard" per la diagnosi rimane la coltura batterica da campioni respiratori (espettorato, lavaggio broncoalveolare). Sebbene richieda tempi più lunghi (da 3 a 7 giorni) e terreni di coltura specifici, permette di identificare qualsiasi specie di Legionella e di effettuare test di sensibilità agli antibiotici. Inoltre, consente di confrontare il ceppo isolato dal paziente con quelli trovati nell'ambiente per identificare la fonte del contagio.

Altre tecniche includono:

  • PCR (Reazione a Catena della Polimerasi): Un test molecolare molto sensibile che rileva il DNA del batterio nei campioni respiratori.
  • Sierologia: La ricerca di anticorpi specifici nel sangue. Richiede però due prelievi a distanza di alcune settimane per dimostrare l'aumento del titolo anticorpale, rendendola poco utile per la gestione acuta del paziente.
  • Radiografia del torace: Fondamentale per confermare la presenza di polmonite. Le immagini mostrano tipicamente infiltrati polmonari che possono essere localizzati o diffusi a entrambi i polmoni.

Gli esami del sangue generali possono mostrare segni aspecifici come un aumento dei globuli bianchi, bassi livelli di sodio (iponatriemia) e alterazioni della funzionalità epatica o renale.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento della Malattia dei Legionari richiede obbligatoriamente una terapia antibiotica tempestiva. Poiché il batterio vive all'interno delle cellule umane, è necessario utilizzare farmaci capaci di penetrare efficacemente nelle cellule.

Le classi di antibiotici di prima scelta sono:

  1. Macrolidi: Come l'azitromicina o la claritromicina.
  2. Fluorochinoloni: Come la levofloxacina o la moxifloxacina, spesso preferiti per le forme più gravi o nei pazienti immunocompromessi.

La durata del trattamento varia solitamente da 7 a 14 giorni, ma può essere estesa fino a 21 giorni in soggetti con sistema immunitario gravemente compromesso. Nei casi meno gravi, la terapia può essere somministrata per via orale, mentre per i pazienti ospedalizzati è spesso necessaria la somministrazione endovenosa iniziale.

Oltre agli antibiotici, il trattamento prevede terapie di supporto:

  • Ossigenoterapia: Per contrastare l'insufficienza respiratoria e mantenere adeguati livelli di ossigeno nel sangue.
  • Idratazione: Somministrazione di liquidi per via endovenosa per correggere la disidratazione causata da febbre e diarrea e per riequilibrare gli elettroliti (come il sodio).
  • Ventilazione assistita: Nei casi critici, può essere necessario il ricovero in terapia intensiva per il supporto ventilatorio meccanico.

Per quanto riguarda la Febbre di Pontiac, non è indicato alcun trattamento antibiotico. La terapia è puramente sintomatica (riposo, antipiretici per la febbre) e la guarigione avviene spontaneamente.

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Prognosi e Decorso

La prognosi della Malattia dei Legionari dipende fortemente dalla tempestività della diagnosi, dall'età del paziente e dalle sue condizioni di salute generali. Se trattata precocemente con gli antibiotici corretti, la maggior parte dei pazienti sani guarisce completamente, sebbene il recupero possa essere lento e caratterizzato da una persistente stanchezza per diverse settimane.

Tuttavia, la legionellosi rimane una malattia seria. Il tasso di mortalità può variare dal 5-10% nei soggetti sani fino al 30-50% in caso di infezioni nosocomiali (contratte in ospedale) o in pazienti con gravi deficit immunitari se non trattati prontamente.

Le possibili complicazioni includono:

  • Insufficienza respiratoria acuta: Quando i polmoni non sono più in grado di fornire ossigeno sufficiente all'organismo.
  • Shock settico: Una condizione di sepsi grave che porta a un calo drastico della pressione sanguigna e al malfunzionamento degli organi.
  • Insufficienza renale acuta: Spesso legata alla tossicità sistemica del batterio o allo stato di shock.
  • Danni neurologici permanenti: Rari, ma possibili in caso di grave ipossia o coinvolgimento diretto del sistema nervoso.
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Prevenzione

La prevenzione della legionellosi non si basa su vaccini (che non esistono), ma sulla corretta manutenzione e disinfezione degli impianti idrici e di climatizzazione. Le linee guida internazionali suggeriscono diverse strategie:

  • Controllo della temperatura: Mantenere l'acqua calda sopra i 60°C alla produzione e sopra i 50°C ai rubinetti, e l'acqua fredda sotto i 20°C, per impedire la proliferazione batterica.
  • Evitare il ristagno: Far scorrere regolarmente l'acqua dai rubinetti e dalle docce poco utilizzati (almeno una volta a settimana).
  • Pulizia e decalcificazione: Rimuovere regolarmente il calcare da soffioni delle docce e rompigetto dei rubinetti, poiché il calcare protegge i batteri.
  • Manutenzione dei condizionatori: Pulire e disinfettare regolarmente i filtri e le vaschette di raccolta della condensa.
  • Trattamenti chimici e fisici: In strutture a rischio (ospedali, hotel), possono essere installati sistemi di disinfezione continua con cloro, biossido di cloro, raggi UV o ionizzazione rame-argento.
  • Shock termico: Procedura che consiste nell'elevare la temperatura dell'acqua a 70-80°C per un tempo determinato per uccidere i batteri nel sistema.

A livello domestico, è buona norma pulire periodicamente i filtri dei rubinetti e, dopo lunghi periodi di assenza da casa, far scorrere l'acqua calda e fredda per alcuni minuti prima di utilizzarla, aerando i locali.

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Quando Consultare un Medico

È fondamentale consultare un medico o recarsi in un pronto soccorso se si sviluppano sintomi riconducibili a una polmonite, come tosse persistente, febbre alta e difficoltà a respirare.

In particolare, è necessario prestare massima attenzione se:

  • I sintomi compaiono dopo aver soggiornato in hotel, crociere o strutture sanitarie nelle ultime due settimane.
  • Si appartiene a una categoria a rischio (fumatori, anziani, persone con malattie croniche).
  • Si manifesta uno stato confusionale improvviso o un forte malessere generale associato a sintomi gastrointestinali come la diarrea.

Una diagnosi precoce è l'arma più efficace per prevenire le complicazioni gravi della legionellosi e garantire una guarigione completa.

Infezione da Legionella (Legionellosi)

Definizione

L'infezione da Legionella, nota scientificamente come legionellosi, è una malattia infettiva causata da batteri aerobi appartenenti al genere Legionella. Sebbene esistano oltre 60 specie diverse di questo batterio, la stragrande maggioranza delle infezioni umane è causata dalla specie Legionella pneumophila. Questa condizione si manifesta principalmente in due forme cliniche distinte: la Malattia dei Legionari, una forma grave di polmonite che può risultare fatale se non trattata adeguatamente, e la Febbre di Pontiac, una forma sistemica molto più lieve, simile a un'influenza, che non colpisce i polmoni e si risolve spontaneamente.

Il nome della malattia deriva da un'epidemia scoppiata nel 1976 durante una convention dell'American Legion in un hotel di Philadelphia, dove il batterio fu identificato per la prima volta dopo aver causato numerosi casi di polmonite tra i partecipanti. La Legionella è un microrganismo ubiquitario che predilige gli ambienti acquatici, sia naturali che artificiali, e la sua pericolosità risiede nella capacità di colonizzare i sistemi di distribuzione dell'acqua e gli impianti di condizionamento, dove può moltiplicarsi e diffondersi attraverso minuscole goccioline d'acqua nebulizzata.

Dal punto di vista fisiopatologico, una volta inalato, il batterio raggiunge gli alveoli polmonari dove viene fagocitato dai macrofagi alveolari. Invece di essere distrutto, la Legionella riesce a replicarsi all'interno di queste cellule del sistema immunitario, portando alla distruzione dei tessuti polmonari e scatenando una risposta infiammatoria sistemica. La comprensione di questa patologia è fondamentale per la sanità pubblica, poiché i focolai possono essere prevenuti attraverso una corretta gestione degli impianti idrici.

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria dell'infezione è l'inalazione di aerosol contenenti il batterio Legionella. Questi aerosol possono essere generati da qualsiasi dispositivo che nebulizzi acqua contaminata. Le fonti più comuni includono torri di raffreddamento degli impianti di condizionamento, sistemi di acqua calda e fredda (docce e rubinetti), vasche idromassaggio, fontane decorative e apparecchiature per la terapia respiratoria. È importante sottolineare che la legionellosi non si trasmette da persona a persona e non si contrae bevendo acqua contaminata, a meno che non si verifichi un'aspirazione accidentale nelle vie respiratorie.

Il batterio sopravvive e si moltiplica in condizioni specifiche: temperature dell'acqua comprese tra i 20°C e i 50°C (con un optimum intorno ai 35-42°C), presenza di ristagno idrico, formazione di biofilm e presenza di altri microrganismi come amebe e protozoi che fungono da "ospiti" per la replicazione batterica. Anche la presenza di incrostazioni calcaree e corrosione nelle tubature favorisce la sopravvivenza del patogeno fornendo nutrienti e protezione.

Esistono diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre la forma più grave della malattia (Malattia dei Legionari):

  • Età avanzata: Il rischio aumenta significativamente sopra i 50 anni.
  • Tabagismo: Il fumo di sigaretta danneggia le difese naturali dei polmoni (le ciglia vibratili), facilitando l'insediamento del batterio.
  • Malattie polmonari croniche: Soggetti affetti da BPCO o enfisema sono particolarmente vulnerabili.
  • Immunodepressione: Persone con sistema immunitario indebolito a causa di tumori, HIV/AIDS, trapianti d'organo o uso di farmaci corticosteroidi.
  • Patologie concomitanti: Il diabete mellito, l'insufficienza renale o malattie cardiache croniche aumentano la suscettibilità.
  • Sesso maschile: Statisticamente, gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'infezione variano notevolmente a seconda della forma clinica manifestata. La Febbre di Pontiac ha un periodo di incubazione breve (da poche ore a due giorni) e si presenta come una sindrome simil-influenzale acuta. I pazienti avvertono tipicamente febbre, brividi, mal di testa e dolori muscolari diffusi. Questa forma non evolve in polmonite e guarisce in 2-5 giorni senza necessità di antibiotici.

La Malattia dei Legionari, invece, è molto più insidiosa. Il periodo di incubazione varia solitamente da 2 a 10 giorni, ma può estendersi fino a due settimane. L'esordio è spesso caratterizzato da un senso di profonda stanchezza e perdita di appetito. Successivamente, compaiono i sintomi principali:

  • Sintomi Respiratori: La tosse è inizialmente secca e non produttiva, ma col progredire dell'infezione può comparire espettorato. Molti pazienti sviluppano una grave difficoltà respiratoria (fame d'aria) e dolore al petto che si accentua con la respirazione profonda. In rari casi può verificarsi emissione di sangue con la tosse.
  • Sintomi Sistemici: La febbre alta è quasi sempre presente, spesso superando i 39-40°C, accompagnata da brividi intensi. La mialgia (dolore ai muscoli) e la cefalea sono sintomi costanti.
  • Sintomi Gastrointestinali: Una caratteristica distintiva della legionellosi rispetto ad altre polmoniti è l'alta frequenza di diarrea acquosa, spesso accompagnata da nausea e vomito.
  • Sintomi Neurologici: Non è raro osservare uno stato confusionale, disorientamento, letargia o alterazioni del comportamento, che possono manifestarsi anche prima della comparsa dei sintomi respiratori evidenti.

In sede clinica, un segno particolare che può indirizzare il medico verso la diagnosi di legionella è la bradicardia relativa, ovvero una frequenza cardiaca che rimane insolitamente bassa nonostante la presenza di febbre alta.

Diagnosi

La diagnosi di infezione da Legionella non può basarsi esclusivamente sui sintomi clinici, poiché questi sono sovrapponibili a quelli di altre forme di polmonite batterica o virale. È necessario ricorrere a test di laboratorio specifici.

Il metodo diagnostico più rapido e comunemente utilizzato è il test dell'antigene urinario. Questo esame rileva frammenti del batterio nelle urine del paziente. È molto efficace per identificare la Legionella pneumophila di sierogruppo 1 (responsabile della maggior parte dei casi), fornendo risultati in poche ore. Tuttavia, un test negativo non esclude l'infezione causata da altri sierogruppi o specie.

Il "gold standard" per la diagnosi rimane la coltura batterica da campioni respiratori (espettorato, lavaggio broncoalveolare). Sebbene richieda tempi più lunghi (da 3 a 7 giorni) e terreni di coltura specifici, permette di identificare qualsiasi specie di Legionella e di effettuare test di sensibilità agli antibiotici. Inoltre, consente di confrontare il ceppo isolato dal paziente con quelli trovati nell'ambiente per identificare la fonte del contagio.

Altre tecniche includono:

  • PCR (Reazione a Catena della Polimerasi): Un test molecolare molto sensibile che rileva il DNA del batterio nei campioni respiratori.
  • Sierologia: La ricerca di anticorpi specifici nel sangue. Richiede però due prelievi a distanza di alcune settimane per dimostrare l'aumento del titolo anticorpale, rendendola poco utile per la gestione acuta del paziente.
  • Radiografia del torace: Fondamentale per confermare la presenza di polmonite. Le immagini mostrano tipicamente infiltrati polmonari che possono essere localizzati o diffusi a entrambi i polmoni.

Gli esami del sangue generali possono mostrare segni aspecifici come un aumento dei globuli bianchi, bassi livelli di sodio (iponatriemia) e alterazioni della funzionalità epatica o renale.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della Malattia dei Legionari richiede obbligatoriamente una terapia antibiotica tempestiva. Poiché il batterio vive all'interno delle cellule umane, è necessario utilizzare farmaci capaci di penetrare efficacemente nelle cellule.

Le classi di antibiotici di prima scelta sono:

  1. Macrolidi: Come l'azitromicina o la claritromicina.
  2. Fluorochinoloni: Come la levofloxacina o la moxifloxacina, spesso preferiti per le forme più gravi o nei pazienti immunocompromessi.

La durata del trattamento varia solitamente da 7 a 14 giorni, ma può essere estesa fino a 21 giorni in soggetti con sistema immunitario gravemente compromesso. Nei casi meno gravi, la terapia può essere somministrata per via orale, mentre per i pazienti ospedalizzati è spesso necessaria la somministrazione endovenosa iniziale.

Oltre agli antibiotici, il trattamento prevede terapie di supporto:

  • Ossigenoterapia: Per contrastare l'insufficienza respiratoria e mantenere adeguati livelli di ossigeno nel sangue.
  • Idratazione: Somministrazione di liquidi per via endovenosa per correggere la disidratazione causata da febbre e diarrea e per riequilibrare gli elettroliti (come il sodio).
  • Ventilazione assistita: Nei casi critici, può essere necessario il ricovero in terapia intensiva per il supporto ventilatorio meccanico.

Per quanto riguarda la Febbre di Pontiac, non è indicato alcun trattamento antibiotico. La terapia è puramente sintomatica (riposo, antipiretici per la febbre) e la guarigione avviene spontaneamente.

Prognosi e Decorso

La prognosi della Malattia dei Legionari dipende fortemente dalla tempestività della diagnosi, dall'età del paziente e dalle sue condizioni di salute generali. Se trattata precocemente con gli antibiotici corretti, la maggior parte dei pazienti sani guarisce completamente, sebbene il recupero possa essere lento e caratterizzato da una persistente stanchezza per diverse settimane.

Tuttavia, la legionellosi rimane una malattia seria. Il tasso di mortalità può variare dal 5-10% nei soggetti sani fino al 30-50% in caso di infezioni nosocomiali (contratte in ospedale) o in pazienti con gravi deficit immunitari se non trattati prontamente.

Le possibili complicazioni includono:

  • Insufficienza respiratoria acuta: Quando i polmoni non sono più in grado di fornire ossigeno sufficiente all'organismo.
  • Shock settico: Una condizione di sepsi grave che porta a un calo drastico della pressione sanguigna e al malfunzionamento degli organi.
  • Insufficienza renale acuta: Spesso legata alla tossicità sistemica del batterio o allo stato di shock.
  • Danni neurologici permanenti: Rari, ma possibili in caso di grave ipossia o coinvolgimento diretto del sistema nervoso.

Prevenzione

La prevenzione della legionellosi non si basa su vaccini (che non esistono), ma sulla corretta manutenzione e disinfezione degli impianti idrici e di climatizzazione. Le linee guida internazionali suggeriscono diverse strategie:

  • Controllo della temperatura: Mantenere l'acqua calda sopra i 60°C alla produzione e sopra i 50°C ai rubinetti, e l'acqua fredda sotto i 20°C, per impedire la proliferazione batterica.
  • Evitare il ristagno: Far scorrere regolarmente l'acqua dai rubinetti e dalle docce poco utilizzati (almeno una volta a settimana).
  • Pulizia e decalcificazione: Rimuovere regolarmente il calcare da soffioni delle docce e rompigetto dei rubinetti, poiché il calcare protegge i batteri.
  • Manutenzione dei condizionatori: Pulire e disinfettare regolarmente i filtri e le vaschette di raccolta della condensa.
  • Trattamenti chimici e fisici: In strutture a rischio (ospedali, hotel), possono essere installati sistemi di disinfezione continua con cloro, biossido di cloro, raggi UV o ionizzazione rame-argento.
  • Shock termico: Procedura che consiste nell'elevare la temperatura dell'acqua a 70-80°C per un tempo determinato per uccidere i batteri nel sistema.

A livello domestico, è buona norma pulire periodicamente i filtri dei rubinetti e, dopo lunghi periodi di assenza da casa, far scorrere l'acqua calda e fredda per alcuni minuti prima di utilizzarla, aerando i locali.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale consultare un medico o recarsi in un pronto soccorso se si sviluppano sintomi riconducibili a una polmonite, come tosse persistente, febbre alta e difficoltà a respirare.

In particolare, è necessario prestare massima attenzione se:

  • I sintomi compaiono dopo aver soggiornato in hotel, crociere o strutture sanitarie nelle ultime due settimane.
  • Si appartiene a una categoria a rischio (fumatori, anziani, persone con malattie croniche).
  • Si manifesta uno stato confusionale improvviso o un forte malessere generale associato a sintomi gastrointestinali come la diarrea.

Una diagnosi precoce è l'arma più efficace per prevenire le complicazioni gravi della legionellosi e garantire una guarigione completa.

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