Paralisi completa delle corde vocali

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Definizione

La paralisi completa delle corde vocali è una condizione clinica caratterizzata dalla totale perdita di movimento di una o di entrambe le corde vocali (pliche vocali). Questa interruzione della motilità è causata da un danno ai nervi che controllano i muscoli laringei, in particolare il nervo laringeo ricorrente, un ramo del nervo vago. Le corde vocali non sono solo responsabili della produzione della voce, ma svolgono un ruolo cruciale nella protezione delle vie aeree durante la deglutizione e nella regolazione del flusso d'aria durante la respirazione.

In una condizione di normalità, le corde vocali si aprono (abduzione) per permettere il passaggio dell'aria nei polmoni e si chiudono (adduzione) per vibrare e produrre suoni o per sigillare la trachea durante l'ingestione di cibo e liquidi. Quando si verifica una paralisi completa, la corda vocale colpita rimane solitamente in una posizione fissa, spesso intermedia o paramediana, incapace di muoversi per assolvere a queste funzioni vitali.

Si distingue tra paralisi monolaterale, che coinvolge una sola corda vocale, e paralisi bilaterale, in cui entrambe le corde sono immobili. Mentre la forma monolaterale influisce principalmente sulla qualità della voce, la forma bilaterale rappresenta un'emergenza medica potenziale, poiché può ostruire gravemente il passaggio dell'aria, rendendo la respirazione estremamente difficile.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause della paralisi completa delle corde vocali sono molteplici e possono essere classificate in base alla natura del danno nervoso. Il nervo laringeo ricorrente ha un percorso anatomico lungo e complesso, che lo rende vulnerabile a diverse patologie lungo il suo tragitto dal cervello al torace e poi di nuovo alla laringe.

  • Traumi chirurgici: Questa è la causa più comune. Interventi alla ghiandola tiroide, alle paratiroidi, all'esofago o interventi cardio-toracici possono accidentalmente danneggiare il nervo. Anche la chirurgia del rachide cervicale per via anteriore comporta un rischio significativo.
  • Neoplasie: Tumori che comprimono o invadono il nervo vago o il laringeo ricorrente sono frequenti. Tra questi figurano il carcinoma tiroideo, il tumore del polmone, i tumori dell'esofago e i linfomi mediastinici.
  • Cause neurologiche: Malattie del sistema nervoso centrale o periferico possono compromettere il controllo motorio della laringe. Esempi includono l'ictus cerebrale, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la malattia di Parkinson.
  • Traumi fisici: Incidenti stradali, ferite penetranti al collo o al torace, o traumi da intubazione prolungata durante un'anestesia generale possono causare lesioni nervose o lussazioni delle cartilagini aritenoidi.
  • Infezioni e infiammazioni: Infezioni virali (come l'herpes simplex o il virus di Epstein-Barr) possono causare una neurite del nervo laringeo. Anche malattie sistemiche come la sarcoidosi o il lupus possono essere correlate.
  • Cause idiopatiche: In circa il 20-30% dei casi, nonostante indagini approfondite, non è possibile identificare una causa specifica. Spesso si ipotizza un'origine virale silente.

I fattori di rischio includono il fumo (correlato ai tumori polmonari e laringei), l'esposizione a radiazioni sul collo e la presenza di patologie cardiovascolari che possono richiedere interventi chirurgici complessi nel torace.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi variano drasticamente a seconda che la paralisi sia monolaterale o bilaterale e della posizione in cui la corda vocale è rimasta bloccata.

Nella paralisi monolaterale, il sintomo cardine è la disfonia, ovvero un'alterazione della qualità della voce. La voce appare spesso soffiata, debole e velata, poiché le corde vocali non riescono a chiudersi completamente per vibrare. Il paziente può avvertire una marcata fatica nel parlare, dovuta allo sforzo eccessivo per compensare la perdita d'aria. Un altro sintomo comune è la tosse debole, che rende difficile espellere il muco dalle vie aeree. Molti pazienti riferiscono anche difficoltà a deglutire, specialmente con i liquidi, che possono causare episodi di inalazione accidentale e conseguenti colpi di tosse o sensazione di soffocamento.

Nella paralisi bilaterale, il quadro clinico è dominato da problemi respiratori. Poiché entrambe le corde vocali sono immobili e spesso vicine tra loro, lo spazio per il passaggio dell'aria è ridotto. Il paziente manifesta difficoltà respiratorie (fame d'aria), che peggiorano sotto sforzo. È frequente lo stridore, un rumore acuto e sibilante udibile durante l'inspirazione. Sebbene la voce possa paradossalmente apparire quasi normale (perché le corde sono vicine), il rischio di insufficienza respiratoria acuta è elevato. In casi gravi, può verificarsi una colorazione bluastra della pelle dovuta alla scarsa ossigenazione.

In sintesi, i sintomi principali includono:

  • Voce rauca o soffiata
  • Perdita totale della voce (rara, ma possibile in fasi acute)
  • Mancanza di respiro
  • Respiro rumoroso
  • Difficoltà nella deglutizione
  • Tosse inefficiente
  • Inalazione di cibo o liquidi nelle vie aeree
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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'anamnesi dettagliata, focalizzata su precedenti interventi chirurgici, traumi o sintomi neurologici associati. L'esame obiettivo si avvale di strumenti specialistici per visualizzare direttamente la laringe.

  1. Laringoscopia a fibre ottiche: È l'esame fondamentale. Un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso il naso per osservare il movimento delle corde vocali mentre il paziente parla e respira. Questo permette di confermare l'immobilità della corda.
  2. Laringostroboscopia: Utilizza una luce stroboscopica per analizzare le vibrazioni delle corde vocali in slow-motion. È utile per valutare il grado di chiusura glottica e la salute della mucosa.
  3. Esami di imaging: Se la causa non è evidente (es. post-chirurgica), è obbligatorio eseguire una TC o una Risonanza Magnetica (RM) dalla base del cranio al torace. Questo serve a escludere tumori lungo il decorso del nervo laringeo ricorrente.
  4. Elettromiografia laringea (LEMG): Questo test misura l'attività elettrica dei muscoli laringei. È fondamentale per distinguere tra una paralisi nervosa e una fissità meccanica dell'articolazione (come una lussazione) e per fornire informazioni sulla possibilità di recupero nervoso (prognosi).
  5. Esami del sangue e test di deglutizione: Possono essere richiesti per indagare cause sistemiche o per valutare la sicurezza della deglutizione tramite videofluoroscopia.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento dipende dalla causa, dalla gravità dei sintomi e dal tempo trascorso dall'insorgenza. L'obiettivo è migliorare la qualità della voce, garantire una respirazione sicura e prevenire l'aspirazione.

Terapia Logopedica

È spesso il primo passo, specialmente nelle paralisi monolaterali. La logopedia aiuta il paziente a ottimizzare l'uso della corda vocale sana, a migliorare il supporto respiratorio e a sviluppare tecniche di deglutizione sicura. In alcuni casi, la logopedia può essere sufficiente se la corda sana riesce a compensare il deficit.

Procedure Chirurgiche (Paralisi Monolaterale)

Se dopo 6-12 mesi non vi è recupero spontaneo, si interviene chirurgicamente:

  • Iniezione di materiali volumizzanti (Bulking): Si inietta una sostanza (come grasso autologo, acido ialuronico o idrossiapatite di calcio) nella corda paralizzata per aumentarne il volume e portarla verso il centro, facilitando il contatto con la corda sana.
  • Tiroplastica di tipo I (Medializzazione): Si inserisce un piccolo impianto (spesso in silicone o Gore-Tex) attraverso un'incisione nel collo per spingere permanentemente la corda paralizzata verso la linea mediana.
  • Reinnervazione laringea: Una tecnica avanzata che prevede il collegamento di un altro nervo (spesso l'ansa cervicale) al nervo laringeo danneggiato per mantenere il tono muscolare della corda.

Trattamento della Paralisi Bilaterale

In questo caso, la priorità è la respirazione:

  • Tracheotomia: In emergenza o in casi cronici gravi, si crea un'apertura nel collo per permettere il passaggio dell'aria bypassando le corde vocali ostruite.
  • Cordotomia posteriore o Aritenoidectomia: Interventi laser eseguiti per via endoscopica per rimuovere una piccola porzione della corda vocale o della cartilagine aritenoidale, allargando lo spazio respiratorio (a scapito, però, della qualità vocale).
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Prognosi e Decorso

La prognosi della paralisi completa delle corde vocali è estremamente variabile. Se la causa è un trauma temporaneo o un'infezione virale, esiste una buona probabilità di recupero spontaneo entro 6-12 mesi. Tuttavia, se il nervo è stato reciso chirurgicamente o invaso da un tumore, la paralisi è generalmente permanente.

Nelle paralisi monolaterali, la maggior parte dei pazienti ottiene un eccellente miglioramento della qualità della vita grazie alla chirurgia correttiva o alla logopedia. Nelle paralisi bilaterali, la gestione è più complessa e richiede un monitoraggio costante della funzione respiratoria. Il rischio principale a lungo termine è la polmonite ab ingestis, causata dal passaggio cronico di cibo o saliva nei polmoni, che richiede un'attenzione particolare alla gestione della deglutizione.

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Prevenzione

Non tutte le forme di paralisi sono prevenibili, ma alcuni accorgimenti possono ridurre i rischi:

  • Monitoraggio intraoperatorio: Durante gli interventi alla tiroide o al collo, l'uso del monitoraggio dei nervi laringei (NIM) può aiutare il chirurgo a identificare e preservare il nervo.
  • Stile di vita: Smettere di fumare riduce drasticamente il rischio di tumori laringei e polmonari che possono causare paralisi.
  • Diagnosi precoce: Consultare un medico ai primi segni di raucedine persistente (oltre le 3 settimane) può permettere di individuare precocemente masse tumorali trattabili.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un otorinolaringoiatra se si manifestano i seguenti segnali:

  • Raucedine o cambiamenti della voce che durano più di tre settimane senza una causa apparente (come un raffreddore).
  • Comparsa improvvisa di respiro rumoroso o sibilante.
  • Frequenti episodi di soffocamento o tosse mentre si mangia o si beve.
  • Sensazione di mancanza di respiro inspiegabile, specialmente se associata a debolezza vocale.
  • Presenza di un nodulo o gonfiore nel collo.

In caso di difficoltà respiratoria acuta, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Paralisi completa delle corde vocali

Definizione

La paralisi completa delle corde vocali è una condizione clinica caratterizzata dalla totale perdita di movimento di una o di entrambe le corde vocali (pliche vocali). Questa interruzione della motilità è causata da un danno ai nervi che controllano i muscoli laringei, in particolare il nervo laringeo ricorrente, un ramo del nervo vago. Le corde vocali non sono solo responsabili della produzione della voce, ma svolgono un ruolo cruciale nella protezione delle vie aeree durante la deglutizione e nella regolazione del flusso d'aria durante la respirazione.

In una condizione di normalità, le corde vocali si aprono (abduzione) per permettere il passaggio dell'aria nei polmoni e si chiudono (adduzione) per vibrare e produrre suoni o per sigillare la trachea durante l'ingestione di cibo e liquidi. Quando si verifica una paralisi completa, la corda vocale colpita rimane solitamente in una posizione fissa, spesso intermedia o paramediana, incapace di muoversi per assolvere a queste funzioni vitali.

Si distingue tra paralisi monolaterale, che coinvolge una sola corda vocale, e paralisi bilaterale, in cui entrambe le corde sono immobili. Mentre la forma monolaterale influisce principalmente sulla qualità della voce, la forma bilaterale rappresenta un'emergenza medica potenziale, poiché può ostruire gravemente il passaggio dell'aria, rendendo la respirazione estremamente difficile.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause della paralisi completa delle corde vocali sono molteplici e possono essere classificate in base alla natura del danno nervoso. Il nervo laringeo ricorrente ha un percorso anatomico lungo e complesso, che lo rende vulnerabile a diverse patologie lungo il suo tragitto dal cervello al torace e poi di nuovo alla laringe.

  • Traumi chirurgici: Questa è la causa più comune. Interventi alla ghiandola tiroide, alle paratiroidi, all'esofago o interventi cardio-toracici possono accidentalmente danneggiare il nervo. Anche la chirurgia del rachide cervicale per via anteriore comporta un rischio significativo.
  • Neoplasie: Tumori che comprimono o invadono il nervo vago o il laringeo ricorrente sono frequenti. Tra questi figurano il carcinoma tiroideo, il tumore del polmone, i tumori dell'esofago e i linfomi mediastinici.
  • Cause neurologiche: Malattie del sistema nervoso centrale o periferico possono compromettere il controllo motorio della laringe. Esempi includono l'ictus cerebrale, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la malattia di Parkinson.
  • Traumi fisici: Incidenti stradali, ferite penetranti al collo o al torace, o traumi da intubazione prolungata durante un'anestesia generale possono causare lesioni nervose o lussazioni delle cartilagini aritenoidi.
  • Infezioni e infiammazioni: Infezioni virali (come l'herpes simplex o il virus di Epstein-Barr) possono causare una neurite del nervo laringeo. Anche malattie sistemiche come la sarcoidosi o il lupus possono essere correlate.
  • Cause idiopatiche: In circa il 20-30% dei casi, nonostante indagini approfondite, non è possibile identificare una causa specifica. Spesso si ipotizza un'origine virale silente.

I fattori di rischio includono il fumo (correlato ai tumori polmonari e laringei), l'esposizione a radiazioni sul collo e la presenza di patologie cardiovascolari che possono richiedere interventi chirurgici complessi nel torace.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi variano drasticamente a seconda che la paralisi sia monolaterale o bilaterale e della posizione in cui la corda vocale è rimasta bloccata.

Nella paralisi monolaterale, il sintomo cardine è la disfonia, ovvero un'alterazione della qualità della voce. La voce appare spesso soffiata, debole e velata, poiché le corde vocali non riescono a chiudersi completamente per vibrare. Il paziente può avvertire una marcata fatica nel parlare, dovuta allo sforzo eccessivo per compensare la perdita d'aria. Un altro sintomo comune è la tosse debole, che rende difficile espellere il muco dalle vie aeree. Molti pazienti riferiscono anche difficoltà a deglutire, specialmente con i liquidi, che possono causare episodi di inalazione accidentale e conseguenti colpi di tosse o sensazione di soffocamento.

Nella paralisi bilaterale, il quadro clinico è dominato da problemi respiratori. Poiché entrambe le corde vocali sono immobili e spesso vicine tra loro, lo spazio per il passaggio dell'aria è ridotto. Il paziente manifesta difficoltà respiratorie (fame d'aria), che peggiorano sotto sforzo. È frequente lo stridore, un rumore acuto e sibilante udibile durante l'inspirazione. Sebbene la voce possa paradossalmente apparire quasi normale (perché le corde sono vicine), il rischio di insufficienza respiratoria acuta è elevato. In casi gravi, può verificarsi una colorazione bluastra della pelle dovuta alla scarsa ossigenazione.

In sintesi, i sintomi principali includono:

  • Voce rauca o soffiata
  • Perdita totale della voce (rara, ma possibile in fasi acute)
  • Mancanza di respiro
  • Respiro rumoroso
  • Difficoltà nella deglutizione
  • Tosse inefficiente
  • Inalazione di cibo o liquidi nelle vie aeree

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'anamnesi dettagliata, focalizzata su precedenti interventi chirurgici, traumi o sintomi neurologici associati. L'esame obiettivo si avvale di strumenti specialistici per visualizzare direttamente la laringe.

  1. Laringoscopia a fibre ottiche: È l'esame fondamentale. Un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso il naso per osservare il movimento delle corde vocali mentre il paziente parla e respira. Questo permette di confermare l'immobilità della corda.
  2. Laringostroboscopia: Utilizza una luce stroboscopica per analizzare le vibrazioni delle corde vocali in slow-motion. È utile per valutare il grado di chiusura glottica e la salute della mucosa.
  3. Esami di imaging: Se la causa non è evidente (es. post-chirurgica), è obbligatorio eseguire una TC o una Risonanza Magnetica (RM) dalla base del cranio al torace. Questo serve a escludere tumori lungo il decorso del nervo laringeo ricorrente.
  4. Elettromiografia laringea (LEMG): Questo test misura l'attività elettrica dei muscoli laringei. È fondamentale per distinguere tra una paralisi nervosa e una fissità meccanica dell'articolazione (come una lussazione) e per fornire informazioni sulla possibilità di recupero nervoso (prognosi).
  5. Esami del sangue e test di deglutizione: Possono essere richiesti per indagare cause sistemiche o per valutare la sicurezza della deglutizione tramite videofluoroscopia.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dipende dalla causa, dalla gravità dei sintomi e dal tempo trascorso dall'insorgenza. L'obiettivo è migliorare la qualità della voce, garantire una respirazione sicura e prevenire l'aspirazione.

Terapia Logopedica

È spesso il primo passo, specialmente nelle paralisi monolaterali. La logopedia aiuta il paziente a ottimizzare l'uso della corda vocale sana, a migliorare il supporto respiratorio e a sviluppare tecniche di deglutizione sicura. In alcuni casi, la logopedia può essere sufficiente se la corda sana riesce a compensare il deficit.

Procedure Chirurgiche (Paralisi Monolaterale)

Se dopo 6-12 mesi non vi è recupero spontaneo, si interviene chirurgicamente:

  • Iniezione di materiali volumizzanti (Bulking): Si inietta una sostanza (come grasso autologo, acido ialuronico o idrossiapatite di calcio) nella corda paralizzata per aumentarne il volume e portarla verso il centro, facilitando il contatto con la corda sana.
  • Tiroplastica di tipo I (Medializzazione): Si inserisce un piccolo impianto (spesso in silicone o Gore-Tex) attraverso un'incisione nel collo per spingere permanentemente la corda paralizzata verso la linea mediana.
  • Reinnervazione laringea: Una tecnica avanzata che prevede il collegamento di un altro nervo (spesso l'ansa cervicale) al nervo laringeo danneggiato per mantenere il tono muscolare della corda.

Trattamento della Paralisi Bilaterale

In questo caso, la priorità è la respirazione:

  • Tracheotomia: In emergenza o in casi cronici gravi, si crea un'apertura nel collo per permettere il passaggio dell'aria bypassando le corde vocali ostruite.
  • Cordotomia posteriore o Aritenoidectomia: Interventi laser eseguiti per via endoscopica per rimuovere una piccola porzione della corda vocale o della cartilagine aritenoidale, allargando lo spazio respiratorio (a scapito, però, della qualità vocale).

Prognosi e Decorso

La prognosi della paralisi completa delle corde vocali è estremamente variabile. Se la causa è un trauma temporaneo o un'infezione virale, esiste una buona probabilità di recupero spontaneo entro 6-12 mesi. Tuttavia, se il nervo è stato reciso chirurgicamente o invaso da un tumore, la paralisi è generalmente permanente.

Nelle paralisi monolaterali, la maggior parte dei pazienti ottiene un eccellente miglioramento della qualità della vita grazie alla chirurgia correttiva o alla logopedia. Nelle paralisi bilaterali, la gestione è più complessa e richiede un monitoraggio costante della funzione respiratoria. Il rischio principale a lungo termine è la polmonite ab ingestis, causata dal passaggio cronico di cibo o saliva nei polmoni, che richiede un'attenzione particolare alla gestione della deglutizione.

Prevenzione

Non tutte le forme di paralisi sono prevenibili, ma alcuni accorgimenti possono ridurre i rischi:

  • Monitoraggio intraoperatorio: Durante gli interventi alla tiroide o al collo, l'uso del monitoraggio dei nervi laringei (NIM) può aiutare il chirurgo a identificare e preservare il nervo.
  • Stile di vita: Smettere di fumare riduce drasticamente il rischio di tumori laringei e polmonari che possono causare paralisi.
  • Diagnosi precoce: Consultare un medico ai primi segni di raucedine persistente (oltre le 3 settimane) può permettere di individuare precocemente masse tumorali trattabili.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un otorinolaringoiatra se si manifestano i seguenti segnali:

  • Raucedine o cambiamenti della voce che durano più di tre settimane senza una causa apparente (come un raffreddore).
  • Comparsa improvvisa di respiro rumoroso o sibilante.
  • Frequenti episodi di soffocamento o tosse mentre si mangia o si beve.
  • Sensazione di mancanza di respiro inspiegabile, specialmente se associata a debolezza vocale.
  • Presenza di un nodulo o gonfiore nel collo.

In caso di difficoltà respiratoria acuta, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso.

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