Sovradosaggio di sostanza senza lesioni o danni

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Definizione

Il concetto di sovradosaggio di sostanza senza lesioni o danni, identificato dal codice ICD-11 QA70, si riferisce a una condizione clinica in cui un individuo assume una quantità di farmaco, droga o altra sostanza chimica superiore alla dose raccomandata o terapeutica, ma senza che tale evento provochi un'alterazione fisiologica significativa, un danno d'organo o una compromissione della salute a breve o lungo termine. In ambito medico, questa situazione viene spesso definita come un "sovradosaggio sub-tossico" o un "evento sentinella" che non è sfociato in una patologia conclamata.

Questa classificazione è fondamentale per la sorveglianza epidemiologica e la gestione ospedaliera, poiché permette di distinguere i casi di esposizione a sostanze che richiedono solo osservazione da quelli che necessitano di interventi salvavita immediati. Nonostante l'assenza di lesioni, l'evento è considerato rilevante dal punto di vista clinico perché indica un potenziale rischio futuro, un errore nella gestione della terapia o una vulnerabilità psicologica del paziente. La mancanza di danno può dipendere da diversi fattori: la bassa tossicità intrinseca della sostanza, l'assunzione di una dose che, seppur eccessiva, rimane al di sotto della soglia tossica individuale, o la tempestività di un intervento preventivo (come la decontaminazione precoce).

Dal punto di vista farmacologico, ogni sostanza possiede una "finestra terapeutica", ovvero l'intervallo tra la dose efficace e quella tossica. Nel caso del codice QA70, il paziente ha superato il limite superiore della dose terapeutica, ma non ha raggiunto i livelli plasmatici necessari per scatenare una cascata biochimica dannosa. È importante sottolineare che l'assenza di lesioni deve essere confermata da un'attenta valutazione medica e, spesso, da un periodo di osservazione clinica.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause che portano a un sovradosaggio senza conseguenze lesive sono molteplici e possono essere suddivise in categorie basate sull'intenzionalità e sul contesto dell'evento. Comprendere la causa è essenziale per prevenire recidive che potrebbero, in futuro, avere esiti ben più gravi.

  • Errori Terapeutici e Polifarmacoterapia: Questa è una delle cause più comuni, specialmente nella popolazione anziana. Il paziente può confondere i farmaci, assumere due volte la stessa dose a causa di problemi di memoria, o interpretare erroneamente le istruzioni del medico. L'uso di molti farmaci contemporaneamente aumenta il rischio di errori di somministrazione.
  • Incidenti Pediatrici: I bambini piccoli esplorano il mondo attraverso il gusto. L'ingestione accidentale di integratori vitaminici, pillole anticoncezionali o farmaci con un alto indice terapeutico (come alcuni antibiotici) spesso non causa danni permanenti, ma richiede comunque una valutazione medica.
  • Gesti Dimostrativi o Richieste di Aiuto: In ambito psichiatrico, alcuni individui possono assumere una quantità eccessiva di farmaci (spesso ansiolitici a bassa tossicità) non con il reale intento di togliersi la vita, ma come espressione di un profondo disagio psicologico. In questi casi, la sostanza scelta o la quantità assunta non sono sufficienti a causare un danno organico, ma il gesto segnala la presenza di una depressione o di un disturbo d'ansia.
  • Uso Ricreativo e Sperimentazione: L'assunzione di sostanze psicoattive a scopo ricreativo può portare a un sovradosaggio involontario. Se la sostanza è di scarsa purezza o se il soggetto ha una tolleranza elevata, l'evento può risolversi senza danni clinici evidenti.
  • Fattori di Rischio Individuali: La velocità del metabolismo (farmacocinetica), il peso corporeo e lo stato di salute generale influenzano la risposta a un sovradosaggio. Un individuo giovane e sano può tollerare dosi eccessive di certe sostanze meglio di un paziente con insufficienza renale o epatica.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Per definizione, il codice QA70 indica l'assenza di lesioni o danni. Tuttavia, ciò non significa che il paziente sia completamente asintomatico. Spesso si manifestano sintomi lievi, aspecifici o legati allo stato di stress e ansia conseguente all'evento. È fondamentale monitorare la comparsa di segni che potrebbero indicare un'evoluzione verso un quadro tossico.

I sintomi che possono accompagnare un sovradosaggio senza lesioni includono:

  • Sintomi Gastrointestinali: Una lieve nausea o episodi isolati di vomito sono comuni, spesso dovuti all'irritazione gastrica locale della sostanza o alla risposta psicogena. Può presentarsi anche un leggero fastidio addominale o diarrea.
  • Sintomi Neurologici Lievi: Il paziente può riferire capogiri, una sensazione di "testa leggera" o una lieve sonnolenza. In alcuni casi, si osserva una modesta stanchezza o lieve disorientamento temporaneo.
  • Manifestazioni Neurovegetative: L'ansia legata all'ingestione può causare battito accelerato, palpitazioni, sudorazione profusa e lievi tremori alle mani.
  • Sintomi Psicosomatici: L'agitazione psicomotoria e l'ansia sono frequenti, specialmente se il paziente è consapevole dell'errore commesso.
  • Segni Obiettivi Minori: Il medico potrebbe riscontrare una lieve pressione arteriosa leggermente alta (dovuta allo stress) o, al contrario, una transitoria ipotensione ortostatica. Le pupille possono presentare una lieve contrazione o dilatazione a seconda della sostanza, senza però alterazioni del riflesso fotomotore.
  • Altre Manifestazioni: Alcuni pazienti riferiscono secchezza delle fauci, mal di testa o una sensazione di formicolio agli arti.

È cruciale distinguere questi sintomi lievi da segni di tossicità grave come la difficoltà respiratoria, la frequenza cardiaca eccessivamente bassa o la perdita di coscienza, che escluderebbero la diagnosi di QA70.

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Diagnosi

La diagnosi di sovradosaggio senza lesioni è un processo di esclusione. Il medico deve assicurarsi che non vi siano danni in atto e che non se ne svilupperanno nelle ore successive. L'approccio diagnostico segue generalmente questi passaggi:

  1. Anamnesi Dettagliata: È il pilastro della diagnosi. Il medico indaga sulla sostanza assunta, la quantità esatta (contando le pillole rimaste nel blister), l'ora dell'assunzione e l'eventuale assunzione concomitante di alcol o altri farmaci.
  2. Esame Obiettivo: Valutazione dei parametri vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno, temperatura corporea). Si controlla lo stato di coscienza e i riflessi neurologici.
  3. Monitoraggio Clinico: Il paziente viene solitamente tenuto in osservazione in Pronto Soccorso per un periodo variabile (spesso 4-6 ore, ma può arrivare a 24 ore per farmaci a lento rilascio). Durante questo tempo, si osserva se compaiono sintomi di tossicità ritardata.
  4. Esami di Laboratorio: Possono essere richiesti esami del sangue per valutare la funzionalità epatica e renale, l'assetto elettrolitico e l'equilibrio acido-base (emogasanalisi). I test tossicologici urinari o ematici possono confermare la presenza della sostanza, ma nel caso del QA70, i livelli risulteranno spesso bassi o comunque non associati a danno d'organo.
  5. Elettrocardiogramma (ECG): Fondamentale per escludere aritmie o alterazioni della conduzione cardiaca, comuni in molti sovradosaggi farmacologici (come con gli antidepressivi triciclici o i beta-bloccanti).

Se tutti gli accertamenti risultano negativi e il paziente rimane stabile, viene confermata la diagnosi di sovradosaggio senza lesioni.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento per un sovradosaggio senza lesioni è prevalentemente conservativo e di supporto. L'obiettivo principale è prevenire l'assorbimento di ulteriore sostanza e monitorare il paziente.

  • Decontaminazione Gastrica: Se l'ingestione è molto recente (solitamente entro un'ora), il medico può somministrare il carbone vegetale attivato. Questa sostanza lega il farmaco nello stomaco, impedendone l'assorbimento nel sangue. La lavanda gastrica è raramente indicata in assenza di sintomi gravi.
  • Idratazione: La somministrazione di liquidi per via orale o, se necessario, tramite infusione endovenosa aiuta a mantenere una buona diuresi e favorisce l'eliminazione renale della sostanza.
  • Supporto Sintomatico: Se il paziente presenta nausea, possono essere somministrati farmaci antiemetici. L'ansia marcata può essere gestita con tecniche di rassicurazione o, raramente, con dosi minime di ansiolitici.
  • Consulenza Specialistica: In caso di ingestione intenzionale, è obbligatoria una valutazione psichiatrica prima della dimissione per valutare il rischio di futuri tentativi autolesivi e impostare un percorso terapeutico.
  • Contatto con il Centro Antiveleni: I medici consultano spesso i tossicologi dei Centri Antiveleni per ricevere indicazioni specifiche sulla tossicocinetica della sostanza assunta e sulla durata necessaria dell'osservazione.
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Prognosi e Decorso

La prognosi per il sovradosaggio di sostanza senza lesioni o danni è eccellente. Per definizione, il paziente non subisce conseguenze permanenti e il recupero è completo e rapido, solitamente entro poche ore o al massimo un paio di giorni (il tempo necessario affinché l'organismo elimini completamente la sostanza).

Il decorso clinico prevede la risoluzione spontanea dei sintomi lievi (come la sonnolenza o la nausea) man mano che i livelli plasmatici della sostanza diminuiscono. Non sono necessari trattamenti riabilitativi fisici.

Tuttavia, la prognosi "psicologica" o "sociale" dipende dalla causa dell'evento. Se il sovradosaggio è dovuto a un errore terapeutico in un anziano, il rischio di recidiva è alto se non si interviene sulla gestione dei farmaci a domicilio. Se l'evento è legato a un disagio psichico, la prognosi a lungo termine dipende dall'efficacia del supporto psicoterapeutico e farmacologico intrapreso.

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Prevenzione

La prevenzione è l'aspetto più importante nella gestione a lungo termine di questi casi. Le strategie variano in base al target:

  • Sicurezza Domestica: Tenere tutti i farmaci, i prodotti per la pulizia e le sostanze chimiche fuori dalla portata dei bambini, preferibilmente in armadietti chiusi a chiave. Utilizzare contenitori con tappi di sicurezza a prova di bambino.
  • Gestione della Terapia (Anziani e Polifarmacoterapia): Utilizzare portapillole settimanali (dispenser) per organizzare le dosi. È utile tenere un diario dei farmaci aggiornato e coinvolgere i familiari o i caregiver nella supervisione della somministrazione. Chiedere al medico di semplificare, se possibile, lo schema terapeutico.
  • Educazione Sanitaria: Leggere sempre attentamente il foglietto illustrativo. Non assumere mai farmaci prescritti per altre persone e non aumentare le dosi senza consultare il medico.
  • Supporto Salute Mentale: Identificare precocemente i segni di depressione o forte stress. Promuovere l'accesso ai servizi di igiene mentale per chi utilizza i farmaci come mezzo per esprimere sofferenza emotiva.
  • Revisione Farmacologica: I medici dovrebbero periodicamente revisionare le terapie dei pazienti per eliminare farmaci non più necessari e ridurre il rischio di interazioni o errori.
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Quando Consultare un Medico

In caso di sospetto sovradosaggio, anche se la persona sembra stare bene e non presenta sintomi evidenti, è fondamentale consultare immediatamente un medico o contattare un Centro Antiveleni. Alcune sostanze hanno una tossicità ritardata: il danno può manifestarsi ore o giorni dopo l'ingestione (come nel caso del paracetamolo o di alcuni funghi velenosi).

È necessario recarsi in Pronto Soccorso se:

  • Si è consapevoli di aver assunto una dose superiore a quella prescritta.
  • Un bambino ha ingerito accidentalmente un farmaco o una sostanza sconosciuta.
  • Compaiono sintomi anche lievi come sonnolenza eccessiva, confusione, vomito persistente o palpitazioni.
  • L'ingestione è avvenuta in un contesto di autolesionismo o forte disagio psicologico.

Non indurre mai il vomito se non espressamente indicato da personale medico, poiché in alcuni casi (ad esempio con sostanze corrosive o idrocarburi) ciò potrebbe causare lesioni più gravi alle vie respiratorie o all'esofago.

Sovradosaggio di sostanza senza lesioni o danni

Definizione

Il concetto di sovradosaggio di sostanza senza lesioni o danni, identificato dal codice ICD-11 QA70, si riferisce a una condizione clinica in cui un individuo assume una quantità di farmaco, droga o altra sostanza chimica superiore alla dose raccomandata o terapeutica, ma senza che tale evento provochi un'alterazione fisiologica significativa, un danno d'organo o una compromissione della salute a breve o lungo termine. In ambito medico, questa situazione viene spesso definita come un "sovradosaggio sub-tossico" o un "evento sentinella" che non è sfociato in una patologia conclamata.

Questa classificazione è fondamentale per la sorveglianza epidemiologica e la gestione ospedaliera, poiché permette di distinguere i casi di esposizione a sostanze che richiedono solo osservazione da quelli che necessitano di interventi salvavita immediati. Nonostante l'assenza di lesioni, l'evento è considerato rilevante dal punto di vista clinico perché indica un potenziale rischio futuro, un errore nella gestione della terapia o una vulnerabilità psicologica del paziente. La mancanza di danno può dipendere da diversi fattori: la bassa tossicità intrinseca della sostanza, l'assunzione di una dose che, seppur eccessiva, rimane al di sotto della soglia tossica individuale, o la tempestività di un intervento preventivo (come la decontaminazione precoce).

Dal punto di vista farmacologico, ogni sostanza possiede una "finestra terapeutica", ovvero l'intervallo tra la dose efficace e quella tossica. Nel caso del codice QA70, il paziente ha superato il limite superiore della dose terapeutica, ma non ha raggiunto i livelli plasmatici necessari per scatenare una cascata biochimica dannosa. È importante sottolineare che l'assenza di lesioni deve essere confermata da un'attenta valutazione medica e, spesso, da un periodo di osservazione clinica.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause che portano a un sovradosaggio senza conseguenze lesive sono molteplici e possono essere suddivise in categorie basate sull'intenzionalità e sul contesto dell'evento. Comprendere la causa è essenziale per prevenire recidive che potrebbero, in futuro, avere esiti ben più gravi.

  • Errori Terapeutici e Polifarmacoterapia: Questa è una delle cause più comuni, specialmente nella popolazione anziana. Il paziente può confondere i farmaci, assumere due volte la stessa dose a causa di problemi di memoria, o interpretare erroneamente le istruzioni del medico. L'uso di molti farmaci contemporaneamente aumenta il rischio di errori di somministrazione.
  • Incidenti Pediatrici: I bambini piccoli esplorano il mondo attraverso il gusto. L'ingestione accidentale di integratori vitaminici, pillole anticoncezionali o farmaci con un alto indice terapeutico (come alcuni antibiotici) spesso non causa danni permanenti, ma richiede comunque una valutazione medica.
  • Gesti Dimostrativi o Richieste di Aiuto: In ambito psichiatrico, alcuni individui possono assumere una quantità eccessiva di farmaci (spesso ansiolitici a bassa tossicità) non con il reale intento di togliersi la vita, ma come espressione di un profondo disagio psicologico. In questi casi, la sostanza scelta o la quantità assunta non sono sufficienti a causare un danno organico, ma il gesto segnala la presenza di una depressione o di un disturbo d'ansia.
  • Uso Ricreativo e Sperimentazione: L'assunzione di sostanze psicoattive a scopo ricreativo può portare a un sovradosaggio involontario. Se la sostanza è di scarsa purezza o se il soggetto ha una tolleranza elevata, l'evento può risolversi senza danni clinici evidenti.
  • Fattori di Rischio Individuali: La velocità del metabolismo (farmacocinetica), il peso corporeo e lo stato di salute generale influenzano la risposta a un sovradosaggio. Un individuo giovane e sano può tollerare dosi eccessive di certe sostanze meglio di un paziente con insufficienza renale o epatica.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Per definizione, il codice QA70 indica l'assenza di lesioni o danni. Tuttavia, ciò non significa che il paziente sia completamente asintomatico. Spesso si manifestano sintomi lievi, aspecifici o legati allo stato di stress e ansia conseguente all'evento. È fondamentale monitorare la comparsa di segni che potrebbero indicare un'evoluzione verso un quadro tossico.

I sintomi che possono accompagnare un sovradosaggio senza lesioni includono:

  • Sintomi Gastrointestinali: Una lieve nausea o episodi isolati di vomito sono comuni, spesso dovuti all'irritazione gastrica locale della sostanza o alla risposta psicogena. Può presentarsi anche un leggero fastidio addominale o diarrea.
  • Sintomi Neurologici Lievi: Il paziente può riferire capogiri, una sensazione di "testa leggera" o una lieve sonnolenza. In alcuni casi, si osserva una modesta stanchezza o lieve disorientamento temporaneo.
  • Manifestazioni Neurovegetative: L'ansia legata all'ingestione può causare battito accelerato, palpitazioni, sudorazione profusa e lievi tremori alle mani.
  • Sintomi Psicosomatici: L'agitazione psicomotoria e l'ansia sono frequenti, specialmente se il paziente è consapevole dell'errore commesso.
  • Segni Obiettivi Minori: Il medico potrebbe riscontrare una lieve pressione arteriosa leggermente alta (dovuta allo stress) o, al contrario, una transitoria ipotensione ortostatica. Le pupille possono presentare una lieve contrazione o dilatazione a seconda della sostanza, senza però alterazioni del riflesso fotomotore.
  • Altre Manifestazioni: Alcuni pazienti riferiscono secchezza delle fauci, mal di testa o una sensazione di formicolio agli arti.

È cruciale distinguere questi sintomi lievi da segni di tossicità grave come la difficoltà respiratoria, la frequenza cardiaca eccessivamente bassa o la perdita di coscienza, che escluderebbero la diagnosi di QA70.

Diagnosi

La diagnosi di sovradosaggio senza lesioni è un processo di esclusione. Il medico deve assicurarsi che non vi siano danni in atto e che non se ne svilupperanno nelle ore successive. L'approccio diagnostico segue generalmente questi passaggi:

  1. Anamnesi Dettagliata: È il pilastro della diagnosi. Il medico indaga sulla sostanza assunta, la quantità esatta (contando le pillole rimaste nel blister), l'ora dell'assunzione e l'eventuale assunzione concomitante di alcol o altri farmaci.
  2. Esame Obiettivo: Valutazione dei parametri vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno, temperatura corporea). Si controlla lo stato di coscienza e i riflessi neurologici.
  3. Monitoraggio Clinico: Il paziente viene solitamente tenuto in osservazione in Pronto Soccorso per un periodo variabile (spesso 4-6 ore, ma può arrivare a 24 ore per farmaci a lento rilascio). Durante questo tempo, si osserva se compaiono sintomi di tossicità ritardata.
  4. Esami di Laboratorio: Possono essere richiesti esami del sangue per valutare la funzionalità epatica e renale, l'assetto elettrolitico e l'equilibrio acido-base (emogasanalisi). I test tossicologici urinari o ematici possono confermare la presenza della sostanza, ma nel caso del QA70, i livelli risulteranno spesso bassi o comunque non associati a danno d'organo.
  5. Elettrocardiogramma (ECG): Fondamentale per escludere aritmie o alterazioni della conduzione cardiaca, comuni in molti sovradosaggi farmacologici (come con gli antidepressivi triciclici o i beta-bloccanti).

Se tutti gli accertamenti risultano negativi e il paziente rimane stabile, viene confermata la diagnosi di sovradosaggio senza lesioni.

Trattamento e Terapie

Il trattamento per un sovradosaggio senza lesioni è prevalentemente conservativo e di supporto. L'obiettivo principale è prevenire l'assorbimento di ulteriore sostanza e monitorare il paziente.

  • Decontaminazione Gastrica: Se l'ingestione è molto recente (solitamente entro un'ora), il medico può somministrare il carbone vegetale attivato. Questa sostanza lega il farmaco nello stomaco, impedendone l'assorbimento nel sangue. La lavanda gastrica è raramente indicata in assenza di sintomi gravi.
  • Idratazione: La somministrazione di liquidi per via orale o, se necessario, tramite infusione endovenosa aiuta a mantenere una buona diuresi e favorisce l'eliminazione renale della sostanza.
  • Supporto Sintomatico: Se il paziente presenta nausea, possono essere somministrati farmaci antiemetici. L'ansia marcata può essere gestita con tecniche di rassicurazione o, raramente, con dosi minime di ansiolitici.
  • Consulenza Specialistica: In caso di ingestione intenzionale, è obbligatoria una valutazione psichiatrica prima della dimissione per valutare il rischio di futuri tentativi autolesivi e impostare un percorso terapeutico.
  • Contatto con il Centro Antiveleni: I medici consultano spesso i tossicologi dei Centri Antiveleni per ricevere indicazioni specifiche sulla tossicocinetica della sostanza assunta e sulla durata necessaria dell'osservazione.

Prognosi e Decorso

La prognosi per il sovradosaggio di sostanza senza lesioni o danni è eccellente. Per definizione, il paziente non subisce conseguenze permanenti e il recupero è completo e rapido, solitamente entro poche ore o al massimo un paio di giorni (il tempo necessario affinché l'organismo elimini completamente la sostanza).

Il decorso clinico prevede la risoluzione spontanea dei sintomi lievi (come la sonnolenza o la nausea) man mano che i livelli plasmatici della sostanza diminuiscono. Non sono necessari trattamenti riabilitativi fisici.

Tuttavia, la prognosi "psicologica" o "sociale" dipende dalla causa dell'evento. Se il sovradosaggio è dovuto a un errore terapeutico in un anziano, il rischio di recidiva è alto se non si interviene sulla gestione dei farmaci a domicilio. Se l'evento è legato a un disagio psichico, la prognosi a lungo termine dipende dall'efficacia del supporto psicoterapeutico e farmacologico intrapreso.

Prevenzione

La prevenzione è l'aspetto più importante nella gestione a lungo termine di questi casi. Le strategie variano in base al target:

  • Sicurezza Domestica: Tenere tutti i farmaci, i prodotti per la pulizia e le sostanze chimiche fuori dalla portata dei bambini, preferibilmente in armadietti chiusi a chiave. Utilizzare contenitori con tappi di sicurezza a prova di bambino.
  • Gestione della Terapia (Anziani e Polifarmacoterapia): Utilizzare portapillole settimanali (dispenser) per organizzare le dosi. È utile tenere un diario dei farmaci aggiornato e coinvolgere i familiari o i caregiver nella supervisione della somministrazione. Chiedere al medico di semplificare, se possibile, lo schema terapeutico.
  • Educazione Sanitaria: Leggere sempre attentamente il foglietto illustrativo. Non assumere mai farmaci prescritti per altre persone e non aumentare le dosi senza consultare il medico.
  • Supporto Salute Mentale: Identificare precocemente i segni di depressione o forte stress. Promuovere l'accesso ai servizi di igiene mentale per chi utilizza i farmaci come mezzo per esprimere sofferenza emotiva.
  • Revisione Farmacologica: I medici dovrebbero periodicamente revisionare le terapie dei pazienti per eliminare farmaci non più necessari e ridurre il rischio di interazioni o errori.

Quando Consultare un Medico

In caso di sospetto sovradosaggio, anche se la persona sembra stare bene e non presenta sintomi evidenti, è fondamentale consultare immediatamente un medico o contattare un Centro Antiveleni. Alcune sostanze hanno una tossicità ritardata: il danno può manifestarsi ore o giorni dopo l'ingestione (come nel caso del paracetamolo o di alcuni funghi velenosi).

È necessario recarsi in Pronto Soccorso se:

  • Si è consapevoli di aver assunto una dose superiore a quella prescritta.
  • Un bambino ha ingerito accidentalmente un farmaco o una sostanza sconosciuta.
  • Compaiono sintomi anche lievi come sonnolenza eccessiva, confusione, vomito persistente o palpitazioni.
  • L'ingestione è avvenuta in un contesto di autolesionismo o forte disagio psicologico.

Non indurre mai il vomito se non espressamente indicato da personale medico, poiché in alcuni casi (ad esempio con sostanze corrosive o idrocarburi) ciò potrebbe causare lesioni più gravi alle vie respiratorie o all'esofago.

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