Lesione delle divisioni del plesso brachiale

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Definizione

La lesione delle divisioni del plesso brachiale è un danno neurologico che interessa una sezione specifica e anatomicamente complessa della rete nervosa che controlla il movimento e la sensibilità dell'arto superiore. Il plesso brachiale ha origine dalle radici nervose del midollo spinale (da C5 a T1) e si organizza in tronchi, divisioni, corde e infine nervi terminali.

Le divisioni rappresentano il punto di snodo situato tipicamente dietro la clavicola (spazio retroclavicolare). In questa zona, ciascuno dei tre tronchi primari (superiore, medio e inferiore) si divide in una branca anteriore e una branca posteriore. Questa separazione è fondamentale dal punto di vista funzionale: le divisioni anteriori forniscono l'innervazione ai muscoli flessori (che permettono di piegare il braccio e chiudere la mano), mentre le divisioni posteriori innervano i muscoli estensori (che permettono di raddrizzare il braccio e aprire le dita).

Una lesione a questo livello è particolarmente complessa perché si verifica in un'area dove i nervi sono densamente raggruppati e protetti dalla clavicola. Il danno può variare da una lieve compressione (neuroprassia) a una rottura completa delle fibre nervose (assonotmesi o neurotmesi), determinando deficit motori e sensoriali che riflettono la specifica branca colpita.

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Cause e Fattori di Rischio

Le lesioni delle divisioni del plesso brachiale sono quasi sempre di natura traumatica. Data la loro posizione profonda, è necessaria una forza considerevole per danneggiarle direttamente. Le cause principali includono:

  • Traumi ad alta energia: Gli incidenti motociclistici o automobilistici sono la causa più frequente. Una violenta trazione laterale del collo o una depressione forzata della spalla possono stirare o strappare le divisioni nervose.
  • Fratture della clavicola: Poiché le divisioni passano proprio sotto la clavicola, una frattura scomposta di quest'osso può causare una compressione diretta o una lacerazione dei nervi tramite frammenti ossei.
  • Ferite penetranti: Lesioni da arma bianca o da fuoco che penetrano nella regione sovraclaveare o ascellare possono recidere le divisioni.
  • Lussazioni della spalla: Una lussazione violenta dell'articolazione scapolo-omerale può esercitare una trazione eccessiva sul plesso brachiale a livello delle sue divisioni.
  • Compressione prolungata: Sebbene meno comune a livello delle divisioni rispetto ai tronchi, la sindrome dello stretto toracico può causare microtraumi ripetuti o compressione cronica.
  • Cause iatrogene: Complicanze durante interventi chirurgici alla clavicola o alla regione ascellare, o posizionamenti errati del paziente durante anestesie prolungate.

I fattori di rischio includono la partecipazione a sport di contatto (come il rugby o il football americano), la guida di motoveicoli e alcune condizioni anatomiche preesistenti, come la presenza di una costa cervicale, che riduce lo spazio di passaggio dei nervi.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi di una lesione delle divisioni del plesso brachiale dipendono strettamente da quali branche (anteriori o posteriori) sono state danneggiate e dall'entità del danno. Poiché le divisioni sono il punto in cui le fibre si rimescolano, i sintomi possono essere meno localizzati rispetto alle lesioni delle radici, ma presentano comunque schemi riconoscibili.

I sintomi principali includono:

  • Deficit Sensoriali: Il paziente riferisce spesso una sensazione di formicolio o "scossa elettrica" che si irradia lungo il braccio fino alla mano. Può verificarsi una riduzione della sensibilità (intorpidimento) o, nei casi più gravi, una completa perdita di sensibilità in aree specifiche dell'arto.
  • Dolore: Il dolore neuropatico è una costante. Viene descritto come bruciante, lancinante o simile a una morsa, localizzato alla spalla, alla scapola o irradiato a tutto il braccio.
  • Debolezza Motoria: La debolezza muscolare è il segno clinico più evidente. Se sono colpite le divisioni anteriori, il paziente avrà difficoltà a flettere il gomito o il polso. Se sono colpite le divisioni posteriori, la difficoltà risiederà nell'estensione del braccio, del polso e delle dita (mano cadente).
  • Paralisi: Nei traumi gravi si può arrivare alla paralisi completa di specifici gruppi muscolari.
  • Alterazioni Trofiche: Con il passare del tempo, la mancanza di stimolazione nervosa porta a una visibile atrofia muscolare (il muscolo perde volume e si riduce).
  • Riflessi Alterati: Si riscontrano spesso riflessi osteotendinei ridotti o assenti (ad esempio il riflesso bicipitale o tricipitale).
  • Sintomi Vascolari: In alcuni casi associati a trauma vascolare, si può osservare gonfiore o alterazione del colorito cutaneo.

In rari casi di coinvolgimento delle fibre simpatiche vicine, può comparire la sindrome di Horner (ptosi palpebrale e pupilla ristretta), sebbene sia più tipica delle lesioni delle radici inferiori.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi (storia del trauma) e un esame obiettivo neurologico dettagliato. Il medico valuterà la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità cutanea per mappare il livello della lesione.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Elettromiografia (EMG) e Studi di Conduzione Nervosa (NCS): Sono i test d'elezione per valutare la funzionalità dei nervi. Permettono di distinguere tra una lesione parziale e una totale e di localizzare il danno a livello delle divisioni. Solitamente vengono eseguiti 3-4 settimane dopo il trauma per permettere la stabilizzazione dei segni elettrici.
  2. Risonanza Magnetica (RM) del Plesso Brachiale: Fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli, permettendo di visualizzare infiammazioni, ematomi, compressioni o avulsioni nervose.
  3. TC Mielografia: Utilizzata talvolta per escludere danni alle radici nervose vicino al midollo spinale, utile nella diagnosi differenziale.
  4. Radiografia: Necessaria per escludere fratture della clavicola o della scapola e lussazioni della spalla che potrebbero essere la causa della lesione nervosa.
  5. Ecografia ad alta risoluzione: Un esame emergente che permette di visualizzare in tempo reale l'integrità dei tronchi e delle divisioni del plesso.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento della lesione delle divisioni del plesso brachiale dipende dalla gravità del danno e dal tempo trascorso dall'evento traumatico.

Approccio Conservativo

Se la lesione è una neuroprassia (semplice stiramento senza interruzione delle fibre), il recupero è solitamente spontaneo. Il trattamento include:

  • Fisioterapia: Fondamentale per mantenere la mobilità articolare e prevenire le contratture mentre il nervo guarisce. Include esercizi di range-of-motion e stimolazione muscolare.
  • Terapia Farmacologica: Per gestire il dolore, si utilizzano farmaci specifici come i gabapentinoidi (gabapentin, pregabalin), antidepressivi triciclici o analgesici oppioidi nei casi acuti.
  • Monitoraggio: Controlli periodici con EMG per verificare la rigenerazione nervosa.

Approccio Chirurgico

Se dopo 3-6 mesi non si osservano segni di recupero clinico o elettromiografico, o in caso di lacerazione netta documentata, l'intervento chirurgico diventa necessario. Le opzioni includono:

  • Neuro lisi: Liberazione del nervo da tessuto cicatriziale che lo comprime.
  • Innesti Nervosi (Nerve Grafting): Si preleva un segmento di nervo sensitivo meno importante (spesso il nervo surale dalla gamba) per colmare il vuoto tra i due monconi della divisione lesionata.
  • Trasferimenti Nervosi (Nerve Transfers): Si scollega un nervo sano e meno essenziale e lo si collega al nervo danneggiato per ripristinare una funzione critica (ad esempio, usare parte del nervo ulnare per ripristinare la flessione del bicipite).
  • Trasferimenti Muscolari: In casi cronici dove il muscolo è ormai atrofizzato, si può trapiantare un muscolo da un'altra parte del corpo.
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Prognosi e Decorso

La prognosi è estremamente variabile. I nervi periferici crescono a una velocità di circa 1 millimetro al giorno. Pertanto, il recupero può richiedere molti mesi o addirittura anni.

  • Lesioni lievi (Neuroprassia): Il recupero è solitamente completo entro poche settimane o mesi.
  • Lesioni moderate (Assonotmesi): Il recupero è possibile ma spesso incompleto e richiede una riabilitazione intensiva.
  • Lesioni gravi (Neurotmesi): Senza intervento chirurgico, il recupero funzionale è improbabile. Anche con la chirurgia, il ripristino della forza e della sensibilità potrebbe non essere totale.

Il successo del trattamento dipende dall'età del paziente (i giovani guariscono meglio), dalla distanza tra la lesione e il muscolo da innervare e dalla tempestività dell'intervento chirurgico (la "finestra d'oro" è entro i primi 6 mesi).

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Prevenzione

Sebbene molti traumi siano accidentali, alcune misure possono ridurre il rischio:

  • Sicurezza Stradale: Utilizzo corretto di caschi integrali e protezioni per le spalle durante la guida di motocicli.
  • Protezioni Sportive: Uso di spalline adeguate negli sport di contatto.
  • Tecnica corretta: Gli atleti dovrebbero essere addestrati a evitare impatti diretti con la testa e il collo in flessione laterale.
  • Gestione delle fratture: Un trattamento tempestivo e corretto delle fratture clavicolari può prevenire danni secondari ai nervi sottostanti.
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Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi immediatamente a un medico o a un pronto soccorso se, in seguito a un trauma alla spalla o al collo, si manifestano i seguenti segni:

  • Impossibilità improvvisa di muovere il braccio, il polso o le dita.
  • Perdita totale di sensibilità in una parte dell'arto superiore.
  • Dolore violento e persistente che non risponde ai comuni analgesici.
  • Presenza di un ematoma in rapida espansione nella zona della clavicola.
  • Sensazione di braccio "morto" o estremamente pesante.

Una valutazione precoce da parte di un neurologo o di un chirurgo della mano/nervo periferico è cruciale per massimizzare le possibilità di recupero funzionale.

Lesione delle divisioni del plesso brachiale

Definizione

La lesione delle divisioni del plesso brachiale è un danno neurologico che interessa una sezione specifica e anatomicamente complessa della rete nervosa che controlla il movimento e la sensibilità dell'arto superiore. Il plesso brachiale ha origine dalle radici nervose del midollo spinale (da C5 a T1) e si organizza in tronchi, divisioni, corde e infine nervi terminali.

Le divisioni rappresentano il punto di snodo situato tipicamente dietro la clavicola (spazio retroclavicolare). In questa zona, ciascuno dei tre tronchi primari (superiore, medio e inferiore) si divide in una branca anteriore e una branca posteriore. Questa separazione è fondamentale dal punto di vista funzionale: le divisioni anteriori forniscono l'innervazione ai muscoli flessori (che permettono di piegare il braccio e chiudere la mano), mentre le divisioni posteriori innervano i muscoli estensori (che permettono di raddrizzare il braccio e aprire le dita).

Una lesione a questo livello è particolarmente complessa perché si verifica in un'area dove i nervi sono densamente raggruppati e protetti dalla clavicola. Il danno può variare da una lieve compressione (neuroprassia) a una rottura completa delle fibre nervose (assonotmesi o neurotmesi), determinando deficit motori e sensoriali che riflettono la specifica branca colpita.

Cause e Fattori di Rischio

Le lesioni delle divisioni del plesso brachiale sono quasi sempre di natura traumatica. Data la loro posizione profonda, è necessaria una forza considerevole per danneggiarle direttamente. Le cause principali includono:

  • Traumi ad alta energia: Gli incidenti motociclistici o automobilistici sono la causa più frequente. Una violenta trazione laterale del collo o una depressione forzata della spalla possono stirare o strappare le divisioni nervose.
  • Fratture della clavicola: Poiché le divisioni passano proprio sotto la clavicola, una frattura scomposta di quest'osso può causare una compressione diretta o una lacerazione dei nervi tramite frammenti ossei.
  • Ferite penetranti: Lesioni da arma bianca o da fuoco che penetrano nella regione sovraclaveare o ascellare possono recidere le divisioni.
  • Lussazioni della spalla: Una lussazione violenta dell'articolazione scapolo-omerale può esercitare una trazione eccessiva sul plesso brachiale a livello delle sue divisioni.
  • Compressione prolungata: Sebbene meno comune a livello delle divisioni rispetto ai tronchi, la sindrome dello stretto toracico può causare microtraumi ripetuti o compressione cronica.
  • Cause iatrogene: Complicanze durante interventi chirurgici alla clavicola o alla regione ascellare, o posizionamenti errati del paziente durante anestesie prolungate.

I fattori di rischio includono la partecipazione a sport di contatto (come il rugby o il football americano), la guida di motoveicoli e alcune condizioni anatomiche preesistenti, come la presenza di una costa cervicale, che riduce lo spazio di passaggio dei nervi.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi di una lesione delle divisioni del plesso brachiale dipendono strettamente da quali branche (anteriori o posteriori) sono state danneggiate e dall'entità del danno. Poiché le divisioni sono il punto in cui le fibre si rimescolano, i sintomi possono essere meno localizzati rispetto alle lesioni delle radici, ma presentano comunque schemi riconoscibili.

I sintomi principali includono:

  • Deficit Sensoriali: Il paziente riferisce spesso una sensazione di formicolio o "scossa elettrica" che si irradia lungo il braccio fino alla mano. Può verificarsi una riduzione della sensibilità (intorpidimento) o, nei casi più gravi, una completa perdita di sensibilità in aree specifiche dell'arto.
  • Dolore: Il dolore neuropatico è una costante. Viene descritto come bruciante, lancinante o simile a una morsa, localizzato alla spalla, alla scapola o irradiato a tutto il braccio.
  • Debolezza Motoria: La debolezza muscolare è il segno clinico più evidente. Se sono colpite le divisioni anteriori, il paziente avrà difficoltà a flettere il gomito o il polso. Se sono colpite le divisioni posteriori, la difficoltà risiederà nell'estensione del braccio, del polso e delle dita (mano cadente).
  • Paralisi: Nei traumi gravi si può arrivare alla paralisi completa di specifici gruppi muscolari.
  • Alterazioni Trofiche: Con il passare del tempo, la mancanza di stimolazione nervosa porta a una visibile atrofia muscolare (il muscolo perde volume e si riduce).
  • Riflessi Alterati: Si riscontrano spesso riflessi osteotendinei ridotti o assenti (ad esempio il riflesso bicipitale o tricipitale).
  • Sintomi Vascolari: In alcuni casi associati a trauma vascolare, si può osservare gonfiore o alterazione del colorito cutaneo.

In rari casi di coinvolgimento delle fibre simpatiche vicine, può comparire la sindrome di Horner (ptosi palpebrale e pupilla ristretta), sebbene sia più tipica delle lesioni delle radici inferiori.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi (storia del trauma) e un esame obiettivo neurologico dettagliato. Il medico valuterà la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità cutanea per mappare il livello della lesione.

Gli esami strumentali fondamentali sono:

  1. Elettromiografia (EMG) e Studi di Conduzione Nervosa (NCS): Sono i test d'elezione per valutare la funzionalità dei nervi. Permettono di distinguere tra una lesione parziale e una totale e di localizzare il danno a livello delle divisioni. Solitamente vengono eseguiti 3-4 settimane dopo il trauma per permettere la stabilizzazione dei segni elettrici.
  2. Risonanza Magnetica (RM) del Plesso Brachiale: Fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli, permettendo di visualizzare infiammazioni, ematomi, compressioni o avulsioni nervose.
  3. TC Mielografia: Utilizzata talvolta per escludere danni alle radici nervose vicino al midollo spinale, utile nella diagnosi differenziale.
  4. Radiografia: Necessaria per escludere fratture della clavicola o della scapola e lussazioni della spalla che potrebbero essere la causa della lesione nervosa.
  5. Ecografia ad alta risoluzione: Un esame emergente che permette di visualizzare in tempo reale l'integrità dei tronchi e delle divisioni del plesso.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della lesione delle divisioni del plesso brachiale dipende dalla gravità del danno e dal tempo trascorso dall'evento traumatico.

Approccio Conservativo

Se la lesione è una neuroprassia (semplice stiramento senza interruzione delle fibre), il recupero è solitamente spontaneo. Il trattamento include:

  • Fisioterapia: Fondamentale per mantenere la mobilità articolare e prevenire le contratture mentre il nervo guarisce. Include esercizi di range-of-motion e stimolazione muscolare.
  • Terapia Farmacologica: Per gestire il dolore, si utilizzano farmaci specifici come i gabapentinoidi (gabapentin, pregabalin), antidepressivi triciclici o analgesici oppioidi nei casi acuti.
  • Monitoraggio: Controlli periodici con EMG per verificare la rigenerazione nervosa.

Approccio Chirurgico

Se dopo 3-6 mesi non si osservano segni di recupero clinico o elettromiografico, o in caso di lacerazione netta documentata, l'intervento chirurgico diventa necessario. Le opzioni includono:

  • Neuro lisi: Liberazione del nervo da tessuto cicatriziale che lo comprime.
  • Innesti Nervosi (Nerve Grafting): Si preleva un segmento di nervo sensitivo meno importante (spesso il nervo surale dalla gamba) per colmare il vuoto tra i due monconi della divisione lesionata.
  • Trasferimenti Nervosi (Nerve Transfers): Si scollega un nervo sano e meno essenziale e lo si collega al nervo danneggiato per ripristinare una funzione critica (ad esempio, usare parte del nervo ulnare per ripristinare la flessione del bicipite).
  • Trasferimenti Muscolari: In casi cronici dove il muscolo è ormai atrofizzato, si può trapiantare un muscolo da un'altra parte del corpo.

Prognosi e Decorso

La prognosi è estremamente variabile. I nervi periferici crescono a una velocità di circa 1 millimetro al giorno. Pertanto, il recupero può richiedere molti mesi o addirittura anni.

  • Lesioni lievi (Neuroprassia): Il recupero è solitamente completo entro poche settimane o mesi.
  • Lesioni moderate (Assonotmesi): Il recupero è possibile ma spesso incompleto e richiede una riabilitazione intensiva.
  • Lesioni gravi (Neurotmesi): Senza intervento chirurgico, il recupero funzionale è improbabile. Anche con la chirurgia, il ripristino della forza e della sensibilità potrebbe non essere totale.

Il successo del trattamento dipende dall'età del paziente (i giovani guariscono meglio), dalla distanza tra la lesione e il muscolo da innervare e dalla tempestività dell'intervento chirurgico (la "finestra d'oro" è entro i primi 6 mesi).

Prevenzione

Sebbene molti traumi siano accidentali, alcune misure possono ridurre il rischio:

  • Sicurezza Stradale: Utilizzo corretto di caschi integrali e protezioni per le spalle durante la guida di motocicli.
  • Protezioni Sportive: Uso di spalline adeguate negli sport di contatto.
  • Tecnica corretta: Gli atleti dovrebbero essere addestrati a evitare impatti diretti con la testa e il collo in flessione laterale.
  • Gestione delle fratture: Un trattamento tempestivo e corretto delle fratture clavicolari può prevenire danni secondari ai nervi sottostanti.

Quando Consultare un Medico

È necessario rivolgersi immediatamente a un medico o a un pronto soccorso se, in seguito a un trauma alla spalla o al collo, si manifestano i seguenti segni:

  • Impossibilità improvvisa di muovere il braccio, il polso o le dita.
  • Perdita totale di sensibilità in una parte dell'arto superiore.
  • Dolore violento e persistente che non risponde ai comuni analgesici.
  • Presenza di un ematoma in rapida espansione nella zona della clavicola.
  • Sensazione di braccio "morto" o estremamente pesante.

Una valutazione precoce da parte di un neurologo o di un chirurgo della mano/nervo periferico è cruciale per massimizzare le possibilità di recupero funzionale.

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