Lussazione di altre o non specificate parti del collo

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

La lussazione di altre o non specificate parti del collo, classificata sotto il codice ICD-11 NA23.2, si riferisce a una condizione traumatica grave in cui le superfici articolari delle vertebre cervicali perdono il loro contatto anatomico normale. A differenza della sublussazione, in cui il contatto è solo parzialmente interrotto, la lussazione completa comporta una separazione totale delle faccette articolari, spesso accompagnata da una significativa lacerazione dei legamenti stabilizzatori (come il legamento longitudinale anteriore e posteriore, il legamento giallo e i legamenti interspinosi).

Questa specifica categoria diagnostica viene utilizzata quando la lussazione interessa segmenti del collo che non sono esplicitamente dettagliati in altre categorie più specifiche (come le lussazioni atlanto-assiali o atlanto-occipitali) o quando la documentazione clinica non specifica l'esatto livello vertebrale coinvolto. Il collo è una struttura estremamente complessa che ospita il midollo spinale, radici nervose vitali, arterie carotidi e vertebrali, oltre a strutture per la respirazione e la deglutizione. Pertanto, una lussazione in quest'area rappresenta un'emergenza medica con un alto rischio di danni neurologici permanenti o esiti fatali.

Le lussazioni cervicali possono essere "unilaterali" (coinvolgono una sola faccetta articolare) o "bilaterali" (coinvolgono entrambe le faccette dello stesso livello). Le lussazioni bilaterali sono intrinsecamente più instabili e sono quasi sempre associate a una lesione del midollo spinale, poiché il canale vertebrale subisce un restringimento drastico nel momento dello spostamento delle vertebre.

2

Cause e Fattori di Rischio

La causa principale di una lussazione cervicale è un trauma ad alta energia. La colonna cervicale è progettata per la mobilità, il che la rende intrinsecamente più vulnerabile alle forze di accelerazione e decelerazione rispetto alla colonna toracica o lombare.

Le dinamiche comuni includono:

  • Incidenti stradali: Sono la causa più frequente. L'impatto improvviso può causare movimenti di iperflessione o iperestensione estrema, portando le vertebre oltre il loro limite fisiologico. Il cosiddetto colpo di frusta severo può evolvere in lussazione se le forze in gioco sono sufficienti a strappare i legamenti.
  • Cadute dall'alto: Particolarmente comuni negli anziani o in contesti lavorativi (edilizia). Una caduta che porta a un impatto diretto sulla testa o sulle spalle può causare una lussazione per compressione e flessione.
  • Attività sportive: Sport di contatto come il rugby, il football americano o le arti marziali, ma anche incidenti in bicicletta o tuffi in acque poco profonde, dove la testa colpisce il fondo provocando una flessione forzata del collo.
  • Traumi penetranti: Sebbene rari, ferite da arma da fuoco o da taglio possono destabilizzare le strutture articolari.

Fattori di rischio: Esistono condizioni preesistenti che possono aumentare la suscettibilità a una lussazione anche con traumi di minore entità:

  • Patologie infiammatorie: L'artrite reumatoide può causare l'erosione dei legamenti e delle articolazioni cervicali, rendendo la colonna instabile.
  • Anomalie congenite: Condizioni come la sindrome di Down o la sindrome di Marfan sono associate a una lassità legamentosa generalizzata che può interessare il rachide cervicale.
  • Degenerazione cronica: Una grave spondilosi cervicale può alterare la biomeccanica del collo, sebbene solitamente porti più a stenosi che a lussazioni acute.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi di una lussazione del collo variano drasticamente a seconda della gravità dello spostamento vertebrale e dell'eventuale coinvolgimento del midollo spinale o delle radici nervose. In molti casi, il paziente presenta un quadro clinico drammatico immediatamente dopo il trauma.

I sintomi principali includono:

  • Dolore cervicale acuto: È quasi sempre presente e descritto come lancinante, localizzato nella parte posteriore del collo.
  • Rigidità nucale e limitazione del movimento: Il paziente tende a mantenere il collo in una posizione fissa (spesso in flessione o rotazione) e ogni tentativo di movimento provoca dolore insopportabile.
  • Deformità visibile: In alcuni casi, è possibile notare un allineamento anomalo del collo o una protuberanza palpabile sotto la pelle.
  • Parestesia e alterazioni sensoriali: Sensazioni di formicolio, intorpidimento o "scosse elettriche" che si irradiano lungo le braccia fino alle mani.
  • Debolezza muscolare o paralisi: Se il midollo spinale è compresso o lesionato, può verificarsi una perdita di forza negli arti superiori, inferiori o in entrambi (tetraplegia). La paralisi può essere completa o incompleta.
  • Ipoestesia: Riduzione della sensibilità tattile, termica o dolorifica al di sotto del livello della lesione.
  • Cefalea occipitale: Un forte mal di testa localizzato alla base del cranio.
  • Vertigini e nausea: Spesso associate al trauma cranico concomitante o all'interessamento delle arterie vertebrali.
  • Difficoltà a deglutire: Causata dall'edema dei tessuti molli prevertebrali che premono sull'esofago.
  • Difficoltà respiratorie: Se la lussazione avviene nei segmenti alti (C3-C5), può esserci un'interferenza con il nervo frenico, portando a insufficienza respiratoria.
  • Perdita del controllo degli sfinteri: Un segno critico di grave lesione midollare.
  • Spasmi muscolari: Contrazioni involontarie dei muscoli del collo e delle spalle come reazione protettiva al dolore.
4

Diagnosi

Il percorso diagnostico deve essere rapido e accurato, iniziando spesso sul luogo dell'incidente con la stabilizzazione del paziente.

  1. Valutazione Clinica: Il medico esegue un esame neurologico completo per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità (scala ASIA). È fondamentale stabilire se la lesione è completa o incompleta.
  2. Radiografia del rachide cervicale: È spesso il primo esame eseguito. Le proiezioni antero-posteriore, laterale e odontoidale possono mostrare il disallineamento delle vertebre, l'aumento dello spazio tra i processi spinosi o la perdita della lordosi fisiologica.
  3. Tomografia Computerizzata (TC): È l'esame d'elezione per valutare le strutture ossee. La TC permette di visualizzare con precisione le fratture associate e l'entità della lussazione delle faccette articolari, fornendo immagini tridimensionali essenziali per la pianificazione chirurgica.
  4. Risonanza Magnetica (RM): Fondamentale per valutare i tessuti molli. La RM è l'unico esame in grado di mostrare lesioni ai legamenti, ernie discali traumatiche, edema del midollo spinale o emorragie intramidollari. È cruciale per decidere l'approccio chirurgico (anteriore o posteriore).
  5. Angio-TC o Angio-RM: Se si sospetta una lesione alle arterie vertebrali (frequente nelle lussazioni che coinvolgono il forame trasversario), questi esami sono necessari per escludere dissezioni arteriose o occlusioni.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento della lussazione cervicale ha tre obiettivi principali: proteggere il midollo spinale, ridurre la lussazione (riportare le vertebre in asse) e stabilizzare la colonna.

Trattamento di Emergenza

L'immobilizzazione immediata con un collare cervicale rigido e l'uso di una tavola spinale sono obbligatori per prevenire danni secondari durante il trasporto in ospedale.

Riduzione

La riduzione può essere effettuata in due modi:

  • Riduzione Chiusa (Trazione): Si utilizzano pesi applicati tramite un arco cranico (trazione di Gardner-Wells) per allineare gradualmente le vertebre sotto monitoraggio radiografico e neurologico continuo. Questa procedura viene eseguita con il paziente sveglio per monitorare eventuali peggioramenti neurologici.
  • Riduzione Aperta (Chirurgica): Se la riduzione chiusa fallisce o è controindicata (ad esempio in presenza di un disco intervertebrale erniato che potrebbe comprimere il midollo durante la trazione), si procede direttamente all'intervento chirurgico.

Chirurgia

La maggior parte delle lussazioni cervicali richiede la stabilizzazione chirurgica (artrodesi). L'intervento può prevedere:

  • Approccio Anteriore: Rimozione del disco danneggiato (discectomia) e inserimento di una gabbia o di un innesto osseo, fissato con una placca e viti.
  • Approccio Posteriore: Utilizzo di viti e barre per fissare le faccette articolari e le lamine.
  • Approccio Combinato: In casi di estrema instabilità.

Terapia Farmacologica

  • Analgesici e miorilassanti: Per gestire il dolore e gli spasmi muscolari.
  • Corticosteroidi: L'uso di alte dosi di metilprednisolone è controverso e viene valutato caso per caso per ridurre l'infiammazione midollare nelle prime ore post-trauma.

Riabilitazione

Dopo la fase acuta, la fisioterapia è essenziale per recuperare la mobilità (ove possibile), rinforzare la muscolatura e gestire eventuali disabilità residue. In caso di lesioni midollari, è necessario un percorso in un'unità spinale specializzata.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi dipende quasi interamente dall'entità del danno neurologico al momento della presentazione e dalla rapidità dell'intervento.

  • Senza danno neurologico: Se la lussazione viene ridotta e stabilizzata tempestivamente, molti pazienti possono tornare a una vita quasi normale, sebbene con una possibile riduzione della mobilità del collo a causa della fusione chirurgica.
  • Con danno neurologico incompleto: Esiste un buon potenziale di recupero funzionale con una riabilitazione intensiva.
  • Con danno neurologico completo: La prognosi per il recupero motorio è purtroppo riservata. In questi casi, l'obiettivo si sposta sulla gestione delle complicanze croniche (piaghe da decubito, infezioni urinarie, spasticità).

Il decorso post-operatorio richiede solitamente l'uso di un collare cervicale per 6-12 settimane e controlli radiografici periodici per assicurarsi che la fusione ossea stia procedendo correttamente.

7

Prevenzione

La prevenzione delle lussazioni cervicali si basa sulla riduzione dell'esposizione ai rischi traumatici:

  • Sicurezza stradale: Uso corretto delle cinture di sicurezza e poggiatesta regolati all'altezza giusta per prevenire l'iperestensione.
  • Sicurezza sportiva: Utilizzo di caschi e protezioni adeguate; apprendimento delle tecniche corrette per evitare impatti con la testa (es. nel rugby).
  • Prevenzione delle cadute: Specialmente negli anziani, attraverso l'eliminazione di tappeti, l'uso di corrimano e il controllo della vista.
  • Educazione: Sensibilizzare sui pericoli dei tuffi in acque di cui non si conosce la profondità.
8

Quando Consultare un Medico

In caso di trauma al collo, è necessario consultare immediatamente un medico o chiamare i soccorsi d'emergenza se si manifestano:

  • Dolore intenso e persistente dopo un impatto.
  • Qualsiasi sensazione di formicolio o debolezza alle braccia o alle gambe.
  • Difficoltà a muovere il collo o la testa.
  • Senso di svenimento o confusione mentale post-traumatica.
  • Difficoltà respiratorie o senso di oppressione alla gola.

Nota importante: Se si sospetta una lesione al collo in un'altra persona, non muoverla a meno che non sia in pericolo immediato (es. incendio). Il movimento non protetto di una lussazione instabile può causare una paralisi istantanea e permanente.

Lussazione di altre o non specificate parti del collo

Definizione

La lussazione di altre o non specificate parti del collo, classificata sotto il codice ICD-11 NA23.2, si riferisce a una condizione traumatica grave in cui le superfici articolari delle vertebre cervicali perdono il loro contatto anatomico normale. A differenza della sublussazione, in cui il contatto è solo parzialmente interrotto, la lussazione completa comporta una separazione totale delle faccette articolari, spesso accompagnata da una significativa lacerazione dei legamenti stabilizzatori (come il legamento longitudinale anteriore e posteriore, il legamento giallo e i legamenti interspinosi).

Questa specifica categoria diagnostica viene utilizzata quando la lussazione interessa segmenti del collo che non sono esplicitamente dettagliati in altre categorie più specifiche (come le lussazioni atlanto-assiali o atlanto-occipitali) o quando la documentazione clinica non specifica l'esatto livello vertebrale coinvolto. Il collo è una struttura estremamente complessa che ospita il midollo spinale, radici nervose vitali, arterie carotidi e vertebrali, oltre a strutture per la respirazione e la deglutizione. Pertanto, una lussazione in quest'area rappresenta un'emergenza medica con un alto rischio di danni neurologici permanenti o esiti fatali.

Le lussazioni cervicali possono essere "unilaterali" (coinvolgono una sola faccetta articolare) o "bilaterali" (coinvolgono entrambe le faccette dello stesso livello). Le lussazioni bilaterali sono intrinsecamente più instabili e sono quasi sempre associate a una lesione del midollo spinale, poiché il canale vertebrale subisce un restringimento drastico nel momento dello spostamento delle vertebre.

Cause e Fattori di Rischio

La causa principale di una lussazione cervicale è un trauma ad alta energia. La colonna cervicale è progettata per la mobilità, il che la rende intrinsecamente più vulnerabile alle forze di accelerazione e decelerazione rispetto alla colonna toracica o lombare.

Le dinamiche comuni includono:

  • Incidenti stradali: Sono la causa più frequente. L'impatto improvviso può causare movimenti di iperflessione o iperestensione estrema, portando le vertebre oltre il loro limite fisiologico. Il cosiddetto colpo di frusta severo può evolvere in lussazione se le forze in gioco sono sufficienti a strappare i legamenti.
  • Cadute dall'alto: Particolarmente comuni negli anziani o in contesti lavorativi (edilizia). Una caduta che porta a un impatto diretto sulla testa o sulle spalle può causare una lussazione per compressione e flessione.
  • Attività sportive: Sport di contatto come il rugby, il football americano o le arti marziali, ma anche incidenti in bicicletta o tuffi in acque poco profonde, dove la testa colpisce il fondo provocando una flessione forzata del collo.
  • Traumi penetranti: Sebbene rari, ferite da arma da fuoco o da taglio possono destabilizzare le strutture articolari.

Fattori di rischio: Esistono condizioni preesistenti che possono aumentare la suscettibilità a una lussazione anche con traumi di minore entità:

  • Patologie infiammatorie: L'artrite reumatoide può causare l'erosione dei legamenti e delle articolazioni cervicali, rendendo la colonna instabile.
  • Anomalie congenite: Condizioni come la sindrome di Down o la sindrome di Marfan sono associate a una lassità legamentosa generalizzata che può interessare il rachide cervicale.
  • Degenerazione cronica: Una grave spondilosi cervicale può alterare la biomeccanica del collo, sebbene solitamente porti più a stenosi che a lussazioni acute.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi di una lussazione del collo variano drasticamente a seconda della gravità dello spostamento vertebrale e dell'eventuale coinvolgimento del midollo spinale o delle radici nervose. In molti casi, il paziente presenta un quadro clinico drammatico immediatamente dopo il trauma.

I sintomi principali includono:

  • Dolore cervicale acuto: È quasi sempre presente e descritto come lancinante, localizzato nella parte posteriore del collo.
  • Rigidità nucale e limitazione del movimento: Il paziente tende a mantenere il collo in una posizione fissa (spesso in flessione o rotazione) e ogni tentativo di movimento provoca dolore insopportabile.
  • Deformità visibile: In alcuni casi, è possibile notare un allineamento anomalo del collo o una protuberanza palpabile sotto la pelle.
  • Parestesia e alterazioni sensoriali: Sensazioni di formicolio, intorpidimento o "scosse elettriche" che si irradiano lungo le braccia fino alle mani.
  • Debolezza muscolare o paralisi: Se il midollo spinale è compresso o lesionato, può verificarsi una perdita di forza negli arti superiori, inferiori o in entrambi (tetraplegia). La paralisi può essere completa o incompleta.
  • Ipoestesia: Riduzione della sensibilità tattile, termica o dolorifica al di sotto del livello della lesione.
  • Cefalea occipitale: Un forte mal di testa localizzato alla base del cranio.
  • Vertigini e nausea: Spesso associate al trauma cranico concomitante o all'interessamento delle arterie vertebrali.
  • Difficoltà a deglutire: Causata dall'edema dei tessuti molli prevertebrali che premono sull'esofago.
  • Difficoltà respiratorie: Se la lussazione avviene nei segmenti alti (C3-C5), può esserci un'interferenza con il nervo frenico, portando a insufficienza respiratoria.
  • Perdita del controllo degli sfinteri: Un segno critico di grave lesione midollare.
  • Spasmi muscolari: Contrazioni involontarie dei muscoli del collo e delle spalle come reazione protettiva al dolore.

Diagnosi

Il percorso diagnostico deve essere rapido e accurato, iniziando spesso sul luogo dell'incidente con la stabilizzazione del paziente.

  1. Valutazione Clinica: Il medico esegue un esame neurologico completo per valutare la forza muscolare, i riflessi e la sensibilità (scala ASIA). È fondamentale stabilire se la lesione è completa o incompleta.
  2. Radiografia del rachide cervicale: È spesso il primo esame eseguito. Le proiezioni antero-posteriore, laterale e odontoidale possono mostrare il disallineamento delle vertebre, l'aumento dello spazio tra i processi spinosi o la perdita della lordosi fisiologica.
  3. Tomografia Computerizzata (TC): È l'esame d'elezione per valutare le strutture ossee. La TC permette di visualizzare con precisione le fratture associate e l'entità della lussazione delle faccette articolari, fornendo immagini tridimensionali essenziali per la pianificazione chirurgica.
  4. Risonanza Magnetica (RM): Fondamentale per valutare i tessuti molli. La RM è l'unico esame in grado di mostrare lesioni ai legamenti, ernie discali traumatiche, edema del midollo spinale o emorragie intramidollari. È cruciale per decidere l'approccio chirurgico (anteriore o posteriore).
  5. Angio-TC o Angio-RM: Se si sospetta una lesione alle arterie vertebrali (frequente nelle lussazioni che coinvolgono il forame trasversario), questi esami sono necessari per escludere dissezioni arteriose o occlusioni.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della lussazione cervicale ha tre obiettivi principali: proteggere il midollo spinale, ridurre la lussazione (riportare le vertebre in asse) e stabilizzare la colonna.

Trattamento di Emergenza

L'immobilizzazione immediata con un collare cervicale rigido e l'uso di una tavola spinale sono obbligatori per prevenire danni secondari durante il trasporto in ospedale.

Riduzione

La riduzione può essere effettuata in due modi:

  • Riduzione Chiusa (Trazione): Si utilizzano pesi applicati tramite un arco cranico (trazione di Gardner-Wells) per allineare gradualmente le vertebre sotto monitoraggio radiografico e neurologico continuo. Questa procedura viene eseguita con il paziente sveglio per monitorare eventuali peggioramenti neurologici.
  • Riduzione Aperta (Chirurgica): Se la riduzione chiusa fallisce o è controindicata (ad esempio in presenza di un disco intervertebrale erniato che potrebbe comprimere il midollo durante la trazione), si procede direttamente all'intervento chirurgico.

Chirurgia

La maggior parte delle lussazioni cervicali richiede la stabilizzazione chirurgica (artrodesi). L'intervento può prevedere:

  • Approccio Anteriore: Rimozione del disco danneggiato (discectomia) e inserimento di una gabbia o di un innesto osseo, fissato con una placca e viti.
  • Approccio Posteriore: Utilizzo di viti e barre per fissare le faccette articolari e le lamine.
  • Approccio Combinato: In casi di estrema instabilità.

Terapia Farmacologica

  • Analgesici e miorilassanti: Per gestire il dolore e gli spasmi muscolari.
  • Corticosteroidi: L'uso di alte dosi di metilprednisolone è controverso e viene valutato caso per caso per ridurre l'infiammazione midollare nelle prime ore post-trauma.

Riabilitazione

Dopo la fase acuta, la fisioterapia è essenziale per recuperare la mobilità (ove possibile), rinforzare la muscolatura e gestire eventuali disabilità residue. In caso di lesioni midollari, è necessario un percorso in un'unità spinale specializzata.

Prognosi e Decorso

La prognosi dipende quasi interamente dall'entità del danno neurologico al momento della presentazione e dalla rapidità dell'intervento.

  • Senza danno neurologico: Se la lussazione viene ridotta e stabilizzata tempestivamente, molti pazienti possono tornare a una vita quasi normale, sebbene con una possibile riduzione della mobilità del collo a causa della fusione chirurgica.
  • Con danno neurologico incompleto: Esiste un buon potenziale di recupero funzionale con una riabilitazione intensiva.
  • Con danno neurologico completo: La prognosi per il recupero motorio è purtroppo riservata. In questi casi, l'obiettivo si sposta sulla gestione delle complicanze croniche (piaghe da decubito, infezioni urinarie, spasticità).

Il decorso post-operatorio richiede solitamente l'uso di un collare cervicale per 6-12 settimane e controlli radiografici periodici per assicurarsi che la fusione ossea stia procedendo correttamente.

Prevenzione

La prevenzione delle lussazioni cervicali si basa sulla riduzione dell'esposizione ai rischi traumatici:

  • Sicurezza stradale: Uso corretto delle cinture di sicurezza e poggiatesta regolati all'altezza giusta per prevenire l'iperestensione.
  • Sicurezza sportiva: Utilizzo di caschi e protezioni adeguate; apprendimento delle tecniche corrette per evitare impatti con la testa (es. nel rugby).
  • Prevenzione delle cadute: Specialmente negli anziani, attraverso l'eliminazione di tappeti, l'uso di corrimano e il controllo della vista.
  • Educazione: Sensibilizzare sui pericoli dei tuffi in acque di cui non si conosce la profondità.

Quando Consultare un Medico

In caso di trauma al collo, è necessario consultare immediatamente un medico o chiamare i soccorsi d'emergenza se si manifestano:

  • Dolore intenso e persistente dopo un impatto.
  • Qualsiasi sensazione di formicolio o debolezza alle braccia o alle gambe.
  • Difficoltà a muovere il collo o la testa.
  • Senso di svenimento o confusione mentale post-traumatica.
  • Difficoltà respiratorie o senso di oppressione alla gola.

Nota importante: Se si sospetta una lesione al collo in un'altra persona, non muoverla a meno che non sia in pericolo immediato (es. incendio). Il movimento non protetto di una lussazione instabile può causare una paralisi istantanea e permanente.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.