Lesione dei vasi intracranici della testa

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Definizione

La lesione dei vasi intracranici della testa si riferisce a qualsiasi danno strutturale a carico delle arterie o delle vene situate all'interno della cavità cranica. Queste strutture vascolari sono fondamentali per il trasporto di sangue ossigenato al cervello e per il drenaggio del sangue deossigenato verso il cuore. Una compromissione di questi vasi, derivante solitamente da eventi traumatici, può interrompere il flusso sanguigno cerebrale o causare emorragie devastanti.

Le lesioni possono essere classificate in base alla tipologia del danno vascolare. Le forme più comuni includono la dissezione arteriosa (una lacerazione della parete interna del vaso che crea un falso lume), la lacerazione completa con conseguente emorragia, la formazione di un aneurisma traumatico (una dilatazione anomala della parete vasale indebolita) o la creazione di una fistola carotideo-cavernosa (una connessione anomala tra un'arteria e una vena).

Dal punto di vista anatomico, i vasi più frequentemente coinvolti sono l'arteria carotide interna nel suo tratto intracranico, le arterie vertebrali, l'arteria basilare e i principali rami del circolo di Willis. Anche i seni venosi durali, responsabili del drenaggio venoso del cervello, possono subire lesioni, portando a condizioni critiche come la trombosi venosa post-traumatica. La gravità di queste lesioni varia da asintomatica a rapidamente fatale, a seconda dell'entità del danno e della rapidità dell'intervento medico.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa principale di una lesione dei vasi intracranici è il trauma cranico ad alta energia. Gli incidenti stradali rappresentano la maggior parte dei casi, specialmente quelli che coinvolgono decelerazioni brusche o impatti diretti che causano fratture della base cranica. Le forze di accelerazione e decelerazione possono sottoporre i vasi a stress da stiramento o torsione, portando a dissezioni o rotture anche in assenza di un impatto diretto contro il cranio.

Le cadute dall'alto sono un'altra causa significativa, particolarmente comune tra gli anziani e i lavoratori edili. In questi casi, l'impatto può causare fratture ossee i cui frammenti possono recidere o perforare i vasi sanguigni adiacenti. Anche le ferite penetranti, come quelle causate da armi da fuoco o oggetti appuntiti, provocano lesioni vascolari dirette estremamente gravi.

Esistono anche cause iatrogene, ovvero lesioni che si verificano accidentalmente durante procedure mediche o chirurgiche. Interventi di neurochirurgia complessi, procedure endovascolari o chirurgie della base del cranio e dei seni paranasali comportano un rischio intrinseco di danneggiare i vasi intracranici. Sebbene rari, questi eventi richiedono un riconoscimento immediato in sala operatoria.

I fattori di rischio che aumentano la probabilità di subire una lesione vascolare in seguito a un trauma includono patologie preesistenti della parete vascolare, come l'aterosclerosi, la displasia fibromuscolare o malattie del tessuto connettivo (ad esempio la sindrome di Ehlers-Danlos). Queste condizioni rendono i vasi più fragili e suscettibili a danni anche per traumi di entità minore.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

La presentazione clinica di una lesione dei vasi intracranici è estremamente variabile e dipende dalla localizzazione del vaso, dal tipo di lesione e dalla presenza di complicanze come l'ischemia o l'emorragia. In molti casi, i sintomi non compaiono immediatamente dopo il trauma, ma possono svilupparsi ore o giorni dopo (esordio ritardato).

Il sintomo più comune e spesso sottovalutato è la cefalea (mal di testa), che può essere improvvisa, estremamente intensa o localizzata in una regione specifica del cranio. Se la lesione coinvolge l'arteria carotide interna, il paziente può manifestare la triade della sindrome di Horner, caratterizzata da ptosi (palpebra cadente), miosi (pupilla ristretta) e anidrosi facciale.

Le manifestazioni neurologiche focali sono frequenti e indicano spesso un ictus ischemico secondario alla lesione vascolare. Queste includono:

  • Emiparesi o debolezza muscolare su un lato del corpo.
  • Afasia o difficoltà nel linguaggio e nella comprensione.
  • Disartria (difficoltà nell'articolazione delle parole).
  • Diplopia (visione doppia) o altri disturbi visivi.
  • Atassia o perdita di coordinazione motoria, tipica delle lesioni alle arterie vertebrali.

In caso di rottura del vaso con conseguente emorragia subaracnoidea o emorragia intracerebrale, il paziente può presentare una rapida perdita di coscienza, confusione mentale o entrare in uno stato di coma. Altri segni di aumento della pressione intracranica includono nausea, vomito a getto e convulsioni.

Un segno caratteristico di alcune lesioni vascolari, come le fistole carotideo-cavernose, è il tinnito pulsante, ovvero la percezione di un soffio o un battito ritmico nell'orecchio, spesso accompagnato da arrossamento e protrusione dell'occhio (esoftalmo).

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Diagnosi

La diagnosi tempestiva è cruciale per prevenire danni cerebrali permanenti. Il percorso diagnostico inizia solitamente nel dipartimento di emergenza con una valutazione neurologica accurata. Tuttavia, poiché i sintomi possono essere inizialmente assenti, i protocolli di trauma moderni prevedono lo screening vascolare per i pazienti ad alto rischio.

L'Angio-TC (Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto) è l'esame di primo livello più utilizzato. È rapida, ampiamente disponibile e permette di visualizzare con grande dettaglio l'anatomia dei vasi e la presenza di eventuali dissezioni, occlusioni o emorragie. La TC senza contrasto è invece fondamentale per identificare immediatamente la presenza di sangue nel cervello.

L'Angio-RM (Risonanza Magnetica) offre una visione dettagliata dei vasi e del tessuto cerebrale circostante, permettendo di identificare precocemente aree di ischemia (mancanza di ossigeno) che potrebbero non essere visibili alla TC. È particolarmente utile per lo studio delle dissezioni delle arterie vertebrali e carotidi.

L'Angiografia a Sottrazione Digitale (DSA) rimane il "gold standard" diagnostico. Si tratta di una procedura invasiva in cui un catetere viene inserito attraverso un'arteria (solitamente la femorale) fino ai vasi del collo e della testa per iniettare il mezzo di contrasto direttamente. La DSA permette non solo una diagnosi definitiva ma anche, in molti casi, il trattamento simultaneo della lesione.

Infine, l'ecocolordoppler dei tronchi sovraortici e il doppler transcranico possono essere utilizzati come strumenti di monitoraggio al letto del paziente per valutare la velocità del flusso sanguigno e rilevare eventuali stenosi o emboli, sebbene abbiano una sensibilità inferiore rispetto alle tecniche radiologiche avanzate.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento delle lesioni dei vasi intracranici è altamente personalizzato e dipende dal tipo di danno, dalla stabilità del paziente e dal rischio di ictus o emorragia. Gli obiettivi principali sono il ripristino del flusso sanguigno, la prevenzione della formazione di coaguli e il controllo di eventuali sanguinamenti.

La terapia medica è spesso la prima scelta per le dissezioni arteriose che non causano emorragie attive. Questa si basa sull'uso di farmaci antiaggreganti (come l'aspirina) o anticoagulanti (come l'eparina o il warfarin) per prevenire la formazione di trombi nel sito della lesione che potrebbero staccarsi e causare un ictus. La scelta tra antiaggreganti e anticoagulanti dipende dalle linee guida cliniche e dalle specifiche del caso.

Il trattamento endovascolare ha rivoluzionato la gestione di queste lesioni. Attraverso tecniche mininvasive, i neuroradiologi interventisti possono posizionare degli stent (piccole reti metalliche) per mantenere aperto un vaso collassato o riparare una dissezione. In caso di aneurismi o fistole, si possono utilizzare spirali metalliche (coiling) o colle biologiche per chiudere la comunicazione anomala o rinforzare la parete del vaso.

La chirurgia a cielo aperto è riservata ai casi più complessi o quando le tecniche endovascolari non sono praticabili. Gli interventi possono includere il bypass vascolare (creazione di una nuova via per il sangue), la sutura diretta del vaso o, in casi estremi di emorragia incontrollabile, la legatura del vaso stesso. Se la lesione ha causato un'emorragia massiva con effetto massa sul cervello, può essere necessaria una craniectomia decompressiva per ridurre la pressione intracranica.

Il monitoraggio intensivo in un'unità di terapia intensiva neurologica è fondamentale per gestire la pressione arteriosa, prevenire le convulsioni e monitorare costantemente lo stato neurologico del paziente durante la fase acuta.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con lesione dei vasi intracranici è estremamente variabile. I fattori determinanti includono la rapidità della diagnosi, l'entità del danno cerebrale iniziale e l'efficacia del trattamento. Molte dissezioni arteriose guariscono spontaneamente con la sola terapia medica nell'arco di 3-6 mesi, senza lasciare sequele permanenti.

Tuttavia, se la lesione ha causato un ictus esteso o un'emorragia intracranica massiva, il rischio di disabilità permanente o decesso è elevato. I pazienti possono presentare deficit motori, cognitivi o del linguaggio a lungo termine. La riabilitazione neurologica, comprendente fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale, gioca un ruolo cruciale nel recupero funzionale e può durare molti mesi.

Le complicanze a lungo termine possono includere la formazione di aneurismi cronici, che richiedono un monitoraggio radiologico periodico per prevenire rotture tardive, o lo sviluppo di epilessia post-traumatica. Il rischio di recidiva di una lesione vascolare traumatica è generalmente basso, a meno che non siano presenti patologie sistemiche del tessuto connettivo.

Il decorso clinico richiede spesso controlli radiologici (Angio-TC o Angio-RM) a intervalli regolari (solitamente a 1, 3 e 6 mesi dal trauma) per confermare la stabilizzazione della lesione o la ricanalizzazione del vaso.

7

Prevenzione

La prevenzione delle lesioni dei vasi intracranici si sovrappone in gran parte alla prevenzione generale dei traumi cranici. L'adozione di misure di sicurezza rigorose è l'unico modo efficace per ridurre l'incidenza di queste gravi condizioni.

In ambito stradale, l'uso corretto delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini riduce drasticamente le forze di decelerazione durante un impatto. Per i motociclisti e i ciclisti, l'uso del casco è fondamentale: sebbene il casco protegga principalmente dalle fratture craniche e dalle contusioni dirette, può anche limitare i movimenti estremi del collo che causano dissezioni vascolari.

Nei luoghi di lavoro, specialmente nell'edilizia, l'osservanza delle norme di sicurezza e l'uso di dispositivi di protezione individuale (caschi, imbracature) sono essenziali per prevenire cadute e impatti ad alta energia. Anche nello sport, l'utilizzo di protezioni adeguate e il rispetto delle regole per evitare colpi proibiti alla testa e al collo sono misure preventive importanti.

Per le persone con fattori di rischio noti, come malattie del tessuto connettivo, è consigliabile evitare attività che comportano bruschi movimenti del collo o sport di contatto ad alto impatto. Infine, una gestione ottimale della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo può contribuire a mantenere la salute delle pareti vascolari, rendendole meno vulnerabili in caso di trauma.

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Quando Consultare un Medico

È fondamentale consultare immediatamente un medico o recarsi al pronto soccorso dopo qualsiasi trauma cranico significativo, anche se inizialmente non sembrano esserci sintomi gravi. La natura spesso silente o ritardata delle lesioni vascolari richiede un'attenzione particolare.

I segnali di allarme che richiedono un intervento medico urgente includono:

  • Una cefalea che peggiora progressivamente o che viene descritta come "il peggior mal di testa della vita".
  • Comparsa improvvisa di debolezza o intorpidimento a un braccio, una gamba o al viso, specialmente se solo su un lato.
  • Difficoltà a parlare, confusione o perdita di memoria improvvisa.
  • Alterazioni della vista, come visione doppia o perdita parziale del campo visivo.
  • Una pupilla che appare più piccola dell'altra o una palpebra che tende a scendere.
  • Vertigine intensa, perdita di equilibrio o difficoltà a camminare.
  • Percezione di un rumore pulsante o un soffio nelle orecchie.

Non bisogna mai attendere che i sintomi si risolvano da soli. In caso di sospetta lesione vascolare, ogni minuto è prezioso per salvare il tessuto cerebrale e prevenire complicanze permanenti. La valutazione professionale è l'unico modo per escludere danni interni che non sono visibili esternamente.

Lesione dei vasi intracranici della testa

Definizione

La lesione dei vasi intracranici della testa si riferisce a qualsiasi danno strutturale a carico delle arterie o delle vene situate all'interno della cavità cranica. Queste strutture vascolari sono fondamentali per il trasporto di sangue ossigenato al cervello e per il drenaggio del sangue deossigenato verso il cuore. Una compromissione di questi vasi, derivante solitamente da eventi traumatici, può interrompere il flusso sanguigno cerebrale o causare emorragie devastanti.

Le lesioni possono essere classificate in base alla tipologia del danno vascolare. Le forme più comuni includono la dissezione arteriosa (una lacerazione della parete interna del vaso che crea un falso lume), la lacerazione completa con conseguente emorragia, la formazione di un aneurisma traumatico (una dilatazione anomala della parete vasale indebolita) o la creazione di una fistola carotideo-cavernosa (una connessione anomala tra un'arteria e una vena).

Dal punto di vista anatomico, i vasi più frequentemente coinvolti sono l'arteria carotide interna nel suo tratto intracranico, le arterie vertebrali, l'arteria basilare e i principali rami del circolo di Willis. Anche i seni venosi durali, responsabili del drenaggio venoso del cervello, possono subire lesioni, portando a condizioni critiche come la trombosi venosa post-traumatica. La gravità di queste lesioni varia da asintomatica a rapidamente fatale, a seconda dell'entità del danno e della rapidità dell'intervento medico.

Cause e Fattori di Rischio

La causa principale di una lesione dei vasi intracranici è il trauma cranico ad alta energia. Gli incidenti stradali rappresentano la maggior parte dei casi, specialmente quelli che coinvolgono decelerazioni brusche o impatti diretti che causano fratture della base cranica. Le forze di accelerazione e decelerazione possono sottoporre i vasi a stress da stiramento o torsione, portando a dissezioni o rotture anche in assenza di un impatto diretto contro il cranio.

Le cadute dall'alto sono un'altra causa significativa, particolarmente comune tra gli anziani e i lavoratori edili. In questi casi, l'impatto può causare fratture ossee i cui frammenti possono recidere o perforare i vasi sanguigni adiacenti. Anche le ferite penetranti, come quelle causate da armi da fuoco o oggetti appuntiti, provocano lesioni vascolari dirette estremamente gravi.

Esistono anche cause iatrogene, ovvero lesioni che si verificano accidentalmente durante procedure mediche o chirurgiche. Interventi di neurochirurgia complessi, procedure endovascolari o chirurgie della base del cranio e dei seni paranasali comportano un rischio intrinseco di danneggiare i vasi intracranici. Sebbene rari, questi eventi richiedono un riconoscimento immediato in sala operatoria.

I fattori di rischio che aumentano la probabilità di subire una lesione vascolare in seguito a un trauma includono patologie preesistenti della parete vascolare, come l'aterosclerosi, la displasia fibromuscolare o malattie del tessuto connettivo (ad esempio la sindrome di Ehlers-Danlos). Queste condizioni rendono i vasi più fragili e suscettibili a danni anche per traumi di entità minore.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

La presentazione clinica di una lesione dei vasi intracranici è estremamente variabile e dipende dalla localizzazione del vaso, dal tipo di lesione e dalla presenza di complicanze come l'ischemia o l'emorragia. In molti casi, i sintomi non compaiono immediatamente dopo il trauma, ma possono svilupparsi ore o giorni dopo (esordio ritardato).

Il sintomo più comune e spesso sottovalutato è la cefalea (mal di testa), che può essere improvvisa, estremamente intensa o localizzata in una regione specifica del cranio. Se la lesione coinvolge l'arteria carotide interna, il paziente può manifestare la triade della sindrome di Horner, caratterizzata da ptosi (palpebra cadente), miosi (pupilla ristretta) e anidrosi facciale.

Le manifestazioni neurologiche focali sono frequenti e indicano spesso un ictus ischemico secondario alla lesione vascolare. Queste includono:

  • Emiparesi o debolezza muscolare su un lato del corpo.
  • Afasia o difficoltà nel linguaggio e nella comprensione.
  • Disartria (difficoltà nell'articolazione delle parole).
  • Diplopia (visione doppia) o altri disturbi visivi.
  • Atassia o perdita di coordinazione motoria, tipica delle lesioni alle arterie vertebrali.

In caso di rottura del vaso con conseguente emorragia subaracnoidea o emorragia intracerebrale, il paziente può presentare una rapida perdita di coscienza, confusione mentale o entrare in uno stato di coma. Altri segni di aumento della pressione intracranica includono nausea, vomito a getto e convulsioni.

Un segno caratteristico di alcune lesioni vascolari, come le fistole carotideo-cavernose, è il tinnito pulsante, ovvero la percezione di un soffio o un battito ritmico nell'orecchio, spesso accompagnato da arrossamento e protrusione dell'occhio (esoftalmo).

Diagnosi

La diagnosi tempestiva è cruciale per prevenire danni cerebrali permanenti. Il percorso diagnostico inizia solitamente nel dipartimento di emergenza con una valutazione neurologica accurata. Tuttavia, poiché i sintomi possono essere inizialmente assenti, i protocolli di trauma moderni prevedono lo screening vascolare per i pazienti ad alto rischio.

L'Angio-TC (Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto) è l'esame di primo livello più utilizzato. È rapida, ampiamente disponibile e permette di visualizzare con grande dettaglio l'anatomia dei vasi e la presenza di eventuali dissezioni, occlusioni o emorragie. La TC senza contrasto è invece fondamentale per identificare immediatamente la presenza di sangue nel cervello.

L'Angio-RM (Risonanza Magnetica) offre una visione dettagliata dei vasi e del tessuto cerebrale circostante, permettendo di identificare precocemente aree di ischemia (mancanza di ossigeno) che potrebbero non essere visibili alla TC. È particolarmente utile per lo studio delle dissezioni delle arterie vertebrali e carotidi.

L'Angiografia a Sottrazione Digitale (DSA) rimane il "gold standard" diagnostico. Si tratta di una procedura invasiva in cui un catetere viene inserito attraverso un'arteria (solitamente la femorale) fino ai vasi del collo e della testa per iniettare il mezzo di contrasto direttamente. La DSA permette non solo una diagnosi definitiva ma anche, in molti casi, il trattamento simultaneo della lesione.

Infine, l'ecocolordoppler dei tronchi sovraortici e il doppler transcranico possono essere utilizzati come strumenti di monitoraggio al letto del paziente per valutare la velocità del flusso sanguigno e rilevare eventuali stenosi o emboli, sebbene abbiano una sensibilità inferiore rispetto alle tecniche radiologiche avanzate.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle lesioni dei vasi intracranici è altamente personalizzato e dipende dal tipo di danno, dalla stabilità del paziente e dal rischio di ictus o emorragia. Gli obiettivi principali sono il ripristino del flusso sanguigno, la prevenzione della formazione di coaguli e il controllo di eventuali sanguinamenti.

La terapia medica è spesso la prima scelta per le dissezioni arteriose che non causano emorragie attive. Questa si basa sull'uso di farmaci antiaggreganti (come l'aspirina) o anticoagulanti (come l'eparina o il warfarin) per prevenire la formazione di trombi nel sito della lesione che potrebbero staccarsi e causare un ictus. La scelta tra antiaggreganti e anticoagulanti dipende dalle linee guida cliniche e dalle specifiche del caso.

Il trattamento endovascolare ha rivoluzionato la gestione di queste lesioni. Attraverso tecniche mininvasive, i neuroradiologi interventisti possono posizionare degli stent (piccole reti metalliche) per mantenere aperto un vaso collassato o riparare una dissezione. In caso di aneurismi o fistole, si possono utilizzare spirali metalliche (coiling) o colle biologiche per chiudere la comunicazione anomala o rinforzare la parete del vaso.

La chirurgia a cielo aperto è riservata ai casi più complessi o quando le tecniche endovascolari non sono praticabili. Gli interventi possono includere il bypass vascolare (creazione di una nuova via per il sangue), la sutura diretta del vaso o, in casi estremi di emorragia incontrollabile, la legatura del vaso stesso. Se la lesione ha causato un'emorragia massiva con effetto massa sul cervello, può essere necessaria una craniectomia decompressiva per ridurre la pressione intracranica.

Il monitoraggio intensivo in un'unità di terapia intensiva neurologica è fondamentale per gestire la pressione arteriosa, prevenire le convulsioni e monitorare costantemente lo stato neurologico del paziente durante la fase acuta.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i pazienti con lesione dei vasi intracranici è estremamente variabile. I fattori determinanti includono la rapidità della diagnosi, l'entità del danno cerebrale iniziale e l'efficacia del trattamento. Molte dissezioni arteriose guariscono spontaneamente con la sola terapia medica nell'arco di 3-6 mesi, senza lasciare sequele permanenti.

Tuttavia, se la lesione ha causato un ictus esteso o un'emorragia intracranica massiva, il rischio di disabilità permanente o decesso è elevato. I pazienti possono presentare deficit motori, cognitivi o del linguaggio a lungo termine. La riabilitazione neurologica, comprendente fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale, gioca un ruolo cruciale nel recupero funzionale e può durare molti mesi.

Le complicanze a lungo termine possono includere la formazione di aneurismi cronici, che richiedono un monitoraggio radiologico periodico per prevenire rotture tardive, o lo sviluppo di epilessia post-traumatica. Il rischio di recidiva di una lesione vascolare traumatica è generalmente basso, a meno che non siano presenti patologie sistemiche del tessuto connettivo.

Il decorso clinico richiede spesso controlli radiologici (Angio-TC o Angio-RM) a intervalli regolari (solitamente a 1, 3 e 6 mesi dal trauma) per confermare la stabilizzazione della lesione o la ricanalizzazione del vaso.

Prevenzione

La prevenzione delle lesioni dei vasi intracranici si sovrappone in gran parte alla prevenzione generale dei traumi cranici. L'adozione di misure di sicurezza rigorose è l'unico modo efficace per ridurre l'incidenza di queste gravi condizioni.

In ambito stradale, l'uso corretto delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini riduce drasticamente le forze di decelerazione durante un impatto. Per i motociclisti e i ciclisti, l'uso del casco è fondamentale: sebbene il casco protegga principalmente dalle fratture craniche e dalle contusioni dirette, può anche limitare i movimenti estremi del collo che causano dissezioni vascolari.

Nei luoghi di lavoro, specialmente nell'edilizia, l'osservanza delle norme di sicurezza e l'uso di dispositivi di protezione individuale (caschi, imbracature) sono essenziali per prevenire cadute e impatti ad alta energia. Anche nello sport, l'utilizzo di protezioni adeguate e il rispetto delle regole per evitare colpi proibiti alla testa e al collo sono misure preventive importanti.

Per le persone con fattori di rischio noti, come malattie del tessuto connettivo, è consigliabile evitare attività che comportano bruschi movimenti del collo o sport di contatto ad alto impatto. Infine, una gestione ottimale della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo può contribuire a mantenere la salute delle pareti vascolari, rendendole meno vulnerabili in caso di trauma.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale consultare immediatamente un medico o recarsi al pronto soccorso dopo qualsiasi trauma cranico significativo, anche se inizialmente non sembrano esserci sintomi gravi. La natura spesso silente o ritardata delle lesioni vascolari richiede un'attenzione particolare.

I segnali di allarme che richiedono un intervento medico urgente includono:

  • Una cefalea che peggiora progressivamente o che viene descritta come "il peggior mal di testa della vita".
  • Comparsa improvvisa di debolezza o intorpidimento a un braccio, una gamba o al viso, specialmente se solo su un lato.
  • Difficoltà a parlare, confusione o perdita di memoria improvvisa.
  • Alterazioni della vista, come visione doppia o perdita parziale del campo visivo.
  • Una pupilla che appare più piccola dell'altra o una palpebra che tende a scendere.
  • Vertigine intensa, perdita di equilibrio o difficoltà a camminare.
  • Percezione di un rumore pulsante o un soffio nelle orecchie.

Non bisogna mai attendere che i sintomi si risolvano da soli. In caso di sospetta lesione vascolare, ogni minuto è prezioso per salvare il tessuto cerebrale e prevenire complicanze permanenti. La valutazione professionale è l'unico modo per escludere danni interni che non sono visibili esternamente.

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