Dolore neuropatico cronico
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
Il dolore neuropatico cronico è una condizione medica complessa e spesso invalidante, definita dall'International Association for the Study of Pain (IASP) e recepita nel sistema ICD-11 con il codice MG30.5. A differenza del dolore nocicettivo, che è la risposta fisiologica del corpo a un danno tissutale (come una ferita o un'infiammazione), il dolore neuropatico è causato direttamente da una lesione o da una malattia che colpisce il sistema nervoso somatosensoriale. Questo sistema è responsabile della trasmissione e dell'elaborazione delle sensazioni corporee, come il tatto, la temperatura e la posizione.
Si parla di cronicità quando il dolore persiste per un periodo superiore ai tre mesi, superando il tempo normale di guarigione dei tessuti. Nel dolore neuropatico cronico, i nervi continuano a inviare segnali di dolore al cervello anche in assenza di uno stimolo dannoso esterno, oppure amplificano in modo abnorme stimoli di lieve entità. Questa condizione può originare sia dal sistema nervoso periferico (nervi che collegano il midollo spinale agli organi e agli arti) sia dal sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).
La comprensione di questa patologia è fondamentale perché richiede un approccio terapeutico specifico. I comuni farmaci antinfiammatori o analgesici da banco, spesso efficaci per il dolore comune, risultano frequentemente inadeguati per trattare il dolore neuropatico, rendendo necessaria una diagnosi accurata e una gestione multidisciplinare che miri non solo alla riduzione del sintomo, ma anche al miglioramento della qualità della vita del paziente.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause del dolore neuropatico cronico sono estremamente variegate, poiché qualsiasi evento che danneggi le fibre nervose può innescare questa condizione. Una delle cause più comuni a livello globale è la neuropatia diabetica, una complicanza del diabete in cui i livelli elevati di zucchero nel sangue danneggiano progressivamente i piccoli vasi sanguigni che nutrono i nervi, portando a una degenerazione delle fibre nervose, specialmente negli arti inferiori.
Un'altra causa frequente è rappresentata dalle infezioni virali. Il virus Varicella-Zoster, responsabile del fuoco di Sant'Antonio, può causare una nevralgia post-erpetica, una forma di dolore neuropatico che persiste a lungo dopo la scomparsa delle eruzioni cutanee. Anche le compressioni meccaniche dei nervi giocano un ruolo cruciale; ne sono esempi la radicolopatia (comunemente nota come sciatica) causata da un'ernia del disco, o la sindrome del tunnel carpale in fase avanzata.
Per quanto riguarda il sistema nervoso centrale, il dolore neuropatico può insorgere a seguito di un ictus, di una lesione del midollo spinale o in presenza di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla. Anche i trattamenti medici possono essere responsabili: la chemioterapia per il cancro può indurre una neuropatia periferica tossica, così come alcuni interventi chirurgici possono causare danni nervosi accidentali o cicatriziali che portano a dolore cronico post-operatorio.
I fattori di rischio includono l'età avanzata, la predisposizione genetica, il consumo eccessivo di alcol (che ha un effetto neurotossico), carenze vitaminiche (specialmente della vitamina B12) e la presenza di malattie autoimmuni. Anche fattori psicologici, come lo stress prolungato o la depressione, possono influenzare la percezione del dolore, rendendo il sistema nervoso più sensibile e meno capace di modulare i segnali dolorosi.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro sintomatologico del dolore neuropatico cronico è peculiare e differisce significativamente dal dolore "classico". I pazienti spesso faticano a descrivere le proprie sensazioni, ricorrendo a metafore per spiegare un disagio che non somiglia a nulla di precedentemente provato. Uno dei sintomi cardine è il bruciore, spesso descritto come un fuoco che scorre sotto la pelle.
Un'altra manifestazione tipica è la sensazione di scosse elettriche improvvise e lancinanti, che possono verificarsi spontaneamente senza alcun preavviso. Molto comuni sono le parestesie, ovvero sensazioni di formicolio, pizzicore o la sensazione di "aghi e spilli" nelle zone colpite. A queste si possono associare le disestesie, sensazioni anomale e spiacevoli che risultano fastidiose anche se non propriamente dolorose.
Un aspetto clinico distintivo è l'allodinia, una condizione in cui stimoli che normalmente non dovrebbero causare dolore (come lo sfregamento dei vestiti sulla pelle, una leggera brezza o il tocco delle lenzuola) evocano una risposta dolorosa intensa. Parallelamente, si può riscontrare l'iperalgesia, ovvero una risposta eccessiva e sproporzionata a uno stimolo lievemente doloroso (come la puntura di uno spillo).
Oltre ai sintomi positivi (eccesso di sensibilità), possono esserci sintomi negativi come l'ipoestesia (intorpidimento o ridotta sensibilità al tatto) o la perdita della percezione termica. Il dolore neuropatico non è solo un problema fisico; la sua persistenza porta spesso a sintomi secondari come l'insonnia dovuta all'esacerbazione notturna del dolore, una profonda astenia (stanchezza cronica), e lo sviluppo di disturbi dell'umore come ansia e depressione. In alcuni casi, si possono osservare anche crampi muscolari o alterazioni del colore e della temperatura della pelle nella zona interessata.
Diagnosi
La diagnosi del dolore neuropatico cronico è prevalentemente clinica e si basa su un'anamnesi dettagliata e un esame obiettivo neurologico scrupoloso. Il medico inizierà chiedendo al paziente di descrivere la qualità del dolore, la sua localizzazione, l'intensità e i fattori che lo scatenano o lo alleviano. Strumenti standardizzati come il questionario DN4 o il PainDetect sono spesso utilizzati per distinguere il dolore neuropatico da quello nocicettivo.
Durante l'esame obiettivo, il medico esegue test di sensibilità per identificare aree di allodinia o perdita di sensibilità. Questi test includono il tocco leggero con un batuffolo di cotone, la valutazione della sensibilità termica con oggetti caldi o freddi e la prova della puntura di spillo. La mappatura di queste aree aiuta a identificare se il danno segue il percorso di un singolo nervo, di un plesso o se ha una distribuzione "a guanto o a calza", tipica delle polineuropatie sistemiche.
Per confermare la diagnosi e individuare la causa sottostante, possono essere necessari esami strumentali:
- Elettromiografia (EMG) e studi della conduzione nervosa (VCN): Questi test valutano l'integrità funzionale dei nervi periferici e possono localizzare il sito della lesione.
- Risonanza Magnetica (RM): Utile per visualizzare compressioni nervose (come ernie discali) o lesioni nel cervello e nel midollo spinale.
- Esami del sangue: Per ricercare cause sistemiche come il diabete, carenze vitaminiche, disfunzioni tiroidee o marcatori di infiammazione.
- Biopsia cutanea: In casi selezionati, viene utilizzata per valutare la densità delle piccole fibre nervose intraepidermiche, spesso non rilevabili con l'EMG standard.
- Test quantitativo sensoriale (QST): Una metodica avanzata per misurare le soglie di percezione del dolore e della temperatura.
Trattamento e Terapie
Il trattamento del dolore neuropatico cronico è multidimensionale. L'obiettivo principale non è sempre la completa eliminazione del dolore, che può essere difficile da raggiungere, ma la sua riduzione a un livello tollerabile per permettere il ritorno alle attività quotidiane.
Terapia Farmacologica: I farmaci di prima linea non sono i comuni analgesici, ma includono:
- Anticonvulsivanti: Farmaci come il gabapentin e il pregabalin sono ampiamente utilizzati per stabilizzare le membrane dei neuroni iperattivi.
- Antidepressivi: Gli antidepressivi triciclici (come l'amitriptilina) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (come la duloxetine) sono efficaci nel modulare le vie del dolore nel sistema nervoso centrale, indipendentemente dalla presenza di depressione.
- Terapie topiche: Cerotti a base di lidocaina o capsaicina ad alta concentrazione possono essere applicati direttamente sulla zona dolorante per desensibilizzare i nervi locali.
- Oppioidi: Vengono considerati solo come opzione di seconda o terza linea a causa del rischio di dipendenza e tolleranza, e richiedono un monitoraggio stretto.
Terapie Non Farmacologiche:
- Fisioterapia: Fondamentale per mantenere la mobilità e prevenire l'atrofia muscolare. Tecniche come la desensibilizzazione possono aiutare a ridurre l'allodinia.
- TENS (Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea): Utilizza correnti elettriche a bassa tensione per interferire con i segnali di dolore.
- Supporto Psicologico: La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) aiuta i pazienti a sviluppare strategie di coping per gestire il dolore cronico e l'impatto emotivo associato.
Procedure Interventistiche: Nei casi resistenti ai trattamenti convenzionali, si possono considerare blocchi nervosi, infiltrazioni epidurali o tecniche di neuromodulazione, come la stimolazione del midollo spinale (SCS), che prevede l'impianto di un dispositivo che invia impulsi elettrici per bloccare la percezione del dolore prima che raggiunga il cervello.
Prognosi e Decorso
La prognosi del dolore neuropatico cronico varia notevolmente a seconda della causa sottostante e della tempestività dell'intervento. In molti casi, la condizione tende a essere persistente e può presentare fasi di riacutizzazione alternate a periodi di relativa stabilità. Se la causa primaria (come il diabete o una carenza vitaminica) viene trattata precocemente, è possibile ottenere un miglioramento significativo o arrestare la progressione del danno nervoso.
Tuttavia, quando il danno nervoso è consolidato, il sistema nervoso può andare incontro a fenomeni di "sensibilizzazione centrale", una sorta di memoria del dolore che rende il sistema ipereccitabile anche dopo che la lesione iniziale è guarita. Questo può rendere il trattamento più complesso.
Nonostante la natura cronica della patologia, la maggior parte dei pazienti riesce a trovare un sollievo soddisfacente attraverso una combinazione di terapie. È importante sottolineare che il successo del trattamento si misura non solo sulla scala del dolore, ma anche sul miglioramento della qualità del sonno, dell'umore e della capacità di partecipare alla vita sociale e lavorativa. Un approccio proattivo e la collaborazione costante con un team di specialisti (neurologo, terapista del dolore, fisioterapista) sono i fattori chiave per una prognosi favorevole.
Prevenzione
La prevenzione del dolore neuropatico cronico si concentra principalmente sulla gestione rigorosa delle patologie che possono causare danni ai nervi. Per i pazienti con diabete, il controllo costante dei livelli di glicemia è la strategia più efficace per prevenire la neuropatia periferica.
Altre misure preventive includono:
- Vaccinazione: Il vaccino contro l'Herpes Zoster è fortemente raccomandato negli adulti sopra i 50 anni per prevenire il fuoco di Sant'Antonio e la conseguente nevralgia post-erpetica.
- Stile di vita sano: Evitare il consumo eccessivo di alcol e mantenere una dieta equilibrata ricca di vitamine del gruppo B protegge la salute dei nervi.
- Sicurezza sul lavoro e nello sport: Utilizzare protezioni adeguate e posture corrette per evitare traumi fisici o sindromi da compressione nervosa.
- Trattamento precoce del dolore acuto: Intervenire tempestivamente su un dolore acuto (ad esempio dopo un intervento chirurgico o un trauma) può prevenire la sua trasformazione in dolore cronico attraverso processi di sensibilizzazione.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale consultare un medico non appena si avvertono sensazioni anomale che potrebbero indicare un coinvolgimento nervoso. Non bisogna aspettare che il dolore diventi insopportabile, poiché il trattamento precoce offre le migliori possibilità di successo.
Si raccomanda di fissare un appuntamento se:
- Si avverte un bruciore persistente o scosse elettriche improvvise agli arti.
- Si nota una perdita di sensibilità o un intorpidimento che non scompare.
- Anche il tocco leggero dei vestiti o dell'acqua della doccia provoca dolore (allodinia).
- Il dolore interferisce significativamente con il sonno o con le normali attività quotidiane.
- Si avverte una debolezza muscolare improvvisa associata a sensazioni di formicolio.
Un consulto specialistico con un neurologo o un medico esperto in terapia del dolore permetterà di avviare l'iter diagnostico corretto e di impostare un piano terapeutico personalizzato, evitando il ricorso a cure fai-da-te che spesso risultano inefficaci per questo tipo di patologia.
Dolore neuropatico cronico
Definizione
Il dolore neuropatico cronico è una condizione medica complessa e spesso invalidante, definita dall'International Association for the Study of Pain (IASP) e recepita nel sistema ICD-11 con il codice MG30.5. A differenza del dolore nocicettivo, che è la risposta fisiologica del corpo a un danno tissutale (come una ferita o un'infiammazione), il dolore neuropatico è causato direttamente da una lesione o da una malattia che colpisce il sistema nervoso somatosensoriale. Questo sistema è responsabile della trasmissione e dell'elaborazione delle sensazioni corporee, come il tatto, la temperatura e la posizione.
Si parla di cronicità quando il dolore persiste per un periodo superiore ai tre mesi, superando il tempo normale di guarigione dei tessuti. Nel dolore neuropatico cronico, i nervi continuano a inviare segnali di dolore al cervello anche in assenza di uno stimolo dannoso esterno, oppure amplificano in modo abnorme stimoli di lieve entità. Questa condizione può originare sia dal sistema nervoso periferico (nervi che collegano il midollo spinale agli organi e agli arti) sia dal sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).
La comprensione di questa patologia è fondamentale perché richiede un approccio terapeutico specifico. I comuni farmaci antinfiammatori o analgesici da banco, spesso efficaci per il dolore comune, risultano frequentemente inadeguati per trattare il dolore neuropatico, rendendo necessaria una diagnosi accurata e una gestione multidisciplinare che miri non solo alla riduzione del sintomo, ma anche al miglioramento della qualità della vita del paziente.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause del dolore neuropatico cronico sono estremamente variegate, poiché qualsiasi evento che danneggi le fibre nervose può innescare questa condizione. Una delle cause più comuni a livello globale è la neuropatia diabetica, una complicanza del diabete in cui i livelli elevati di zucchero nel sangue danneggiano progressivamente i piccoli vasi sanguigni che nutrono i nervi, portando a una degenerazione delle fibre nervose, specialmente negli arti inferiori.
Un'altra causa frequente è rappresentata dalle infezioni virali. Il virus Varicella-Zoster, responsabile del fuoco di Sant'Antonio, può causare una nevralgia post-erpetica, una forma di dolore neuropatico che persiste a lungo dopo la scomparsa delle eruzioni cutanee. Anche le compressioni meccaniche dei nervi giocano un ruolo cruciale; ne sono esempi la radicolopatia (comunemente nota come sciatica) causata da un'ernia del disco, o la sindrome del tunnel carpale in fase avanzata.
Per quanto riguarda il sistema nervoso centrale, il dolore neuropatico può insorgere a seguito di un ictus, di una lesione del midollo spinale o in presenza di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla. Anche i trattamenti medici possono essere responsabili: la chemioterapia per il cancro può indurre una neuropatia periferica tossica, così come alcuni interventi chirurgici possono causare danni nervosi accidentali o cicatriziali che portano a dolore cronico post-operatorio.
I fattori di rischio includono l'età avanzata, la predisposizione genetica, il consumo eccessivo di alcol (che ha un effetto neurotossico), carenze vitaminiche (specialmente della vitamina B12) e la presenza di malattie autoimmuni. Anche fattori psicologici, come lo stress prolungato o la depressione, possono influenzare la percezione del dolore, rendendo il sistema nervoso più sensibile e meno capace di modulare i segnali dolorosi.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro sintomatologico del dolore neuropatico cronico è peculiare e differisce significativamente dal dolore "classico". I pazienti spesso faticano a descrivere le proprie sensazioni, ricorrendo a metafore per spiegare un disagio che non somiglia a nulla di precedentemente provato. Uno dei sintomi cardine è il bruciore, spesso descritto come un fuoco che scorre sotto la pelle.
Un'altra manifestazione tipica è la sensazione di scosse elettriche improvvise e lancinanti, che possono verificarsi spontaneamente senza alcun preavviso. Molto comuni sono le parestesie, ovvero sensazioni di formicolio, pizzicore o la sensazione di "aghi e spilli" nelle zone colpite. A queste si possono associare le disestesie, sensazioni anomale e spiacevoli che risultano fastidiose anche se non propriamente dolorose.
Un aspetto clinico distintivo è l'allodinia, una condizione in cui stimoli che normalmente non dovrebbero causare dolore (come lo sfregamento dei vestiti sulla pelle, una leggera brezza o il tocco delle lenzuola) evocano una risposta dolorosa intensa. Parallelamente, si può riscontrare l'iperalgesia, ovvero una risposta eccessiva e sproporzionata a uno stimolo lievemente doloroso (come la puntura di uno spillo).
Oltre ai sintomi positivi (eccesso di sensibilità), possono esserci sintomi negativi come l'ipoestesia (intorpidimento o ridotta sensibilità al tatto) o la perdita della percezione termica. Il dolore neuropatico non è solo un problema fisico; la sua persistenza porta spesso a sintomi secondari come l'insonnia dovuta all'esacerbazione notturna del dolore, una profonda astenia (stanchezza cronica), e lo sviluppo di disturbi dell'umore come ansia e depressione. In alcuni casi, si possono osservare anche crampi muscolari o alterazioni del colore e della temperatura della pelle nella zona interessata.
Diagnosi
La diagnosi del dolore neuropatico cronico è prevalentemente clinica e si basa su un'anamnesi dettagliata e un esame obiettivo neurologico scrupoloso. Il medico inizierà chiedendo al paziente di descrivere la qualità del dolore, la sua localizzazione, l'intensità e i fattori che lo scatenano o lo alleviano. Strumenti standardizzati come il questionario DN4 o il PainDetect sono spesso utilizzati per distinguere il dolore neuropatico da quello nocicettivo.
Durante l'esame obiettivo, il medico esegue test di sensibilità per identificare aree di allodinia o perdita di sensibilità. Questi test includono il tocco leggero con un batuffolo di cotone, la valutazione della sensibilità termica con oggetti caldi o freddi e la prova della puntura di spillo. La mappatura di queste aree aiuta a identificare se il danno segue il percorso di un singolo nervo, di un plesso o se ha una distribuzione "a guanto o a calza", tipica delle polineuropatie sistemiche.
Per confermare la diagnosi e individuare la causa sottostante, possono essere necessari esami strumentali:
- Elettromiografia (EMG) e studi della conduzione nervosa (VCN): Questi test valutano l'integrità funzionale dei nervi periferici e possono localizzare il sito della lesione.
- Risonanza Magnetica (RM): Utile per visualizzare compressioni nervose (come ernie discali) o lesioni nel cervello e nel midollo spinale.
- Esami del sangue: Per ricercare cause sistemiche come il diabete, carenze vitaminiche, disfunzioni tiroidee o marcatori di infiammazione.
- Biopsia cutanea: In casi selezionati, viene utilizzata per valutare la densità delle piccole fibre nervose intraepidermiche, spesso non rilevabili con l'EMG standard.
- Test quantitativo sensoriale (QST): Una metodica avanzata per misurare le soglie di percezione del dolore e della temperatura.
Trattamento e Terapie
Il trattamento del dolore neuropatico cronico è multidimensionale. L'obiettivo principale non è sempre la completa eliminazione del dolore, che può essere difficile da raggiungere, ma la sua riduzione a un livello tollerabile per permettere il ritorno alle attività quotidiane.
Terapia Farmacologica: I farmaci di prima linea non sono i comuni analgesici, ma includono:
- Anticonvulsivanti: Farmaci come il gabapentin e il pregabalin sono ampiamente utilizzati per stabilizzare le membrane dei neuroni iperattivi.
- Antidepressivi: Gli antidepressivi triciclici (come l'amitriptilina) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (come la duloxetine) sono efficaci nel modulare le vie del dolore nel sistema nervoso centrale, indipendentemente dalla presenza di depressione.
- Terapie topiche: Cerotti a base di lidocaina o capsaicina ad alta concentrazione possono essere applicati direttamente sulla zona dolorante per desensibilizzare i nervi locali.
- Oppioidi: Vengono considerati solo come opzione di seconda o terza linea a causa del rischio di dipendenza e tolleranza, e richiedono un monitoraggio stretto.
Terapie Non Farmacologiche:
- Fisioterapia: Fondamentale per mantenere la mobilità e prevenire l'atrofia muscolare. Tecniche come la desensibilizzazione possono aiutare a ridurre l'allodinia.
- TENS (Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea): Utilizza correnti elettriche a bassa tensione per interferire con i segnali di dolore.
- Supporto Psicologico: La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) aiuta i pazienti a sviluppare strategie di coping per gestire il dolore cronico e l'impatto emotivo associato.
Procedure Interventistiche: Nei casi resistenti ai trattamenti convenzionali, si possono considerare blocchi nervosi, infiltrazioni epidurali o tecniche di neuromodulazione, come la stimolazione del midollo spinale (SCS), che prevede l'impianto di un dispositivo che invia impulsi elettrici per bloccare la percezione del dolore prima che raggiunga il cervello.
Prognosi e Decorso
La prognosi del dolore neuropatico cronico varia notevolmente a seconda della causa sottostante e della tempestività dell'intervento. In molti casi, la condizione tende a essere persistente e può presentare fasi di riacutizzazione alternate a periodi di relativa stabilità. Se la causa primaria (come il diabete o una carenza vitaminica) viene trattata precocemente, è possibile ottenere un miglioramento significativo o arrestare la progressione del danno nervoso.
Tuttavia, quando il danno nervoso è consolidato, il sistema nervoso può andare incontro a fenomeni di "sensibilizzazione centrale", una sorta di memoria del dolore che rende il sistema ipereccitabile anche dopo che la lesione iniziale è guarita. Questo può rendere il trattamento più complesso.
Nonostante la natura cronica della patologia, la maggior parte dei pazienti riesce a trovare un sollievo soddisfacente attraverso una combinazione di terapie. È importante sottolineare che il successo del trattamento si misura non solo sulla scala del dolore, ma anche sul miglioramento della qualità del sonno, dell'umore e della capacità di partecipare alla vita sociale e lavorativa. Un approccio proattivo e la collaborazione costante con un team di specialisti (neurologo, terapista del dolore, fisioterapista) sono i fattori chiave per una prognosi favorevole.
Prevenzione
La prevenzione del dolore neuropatico cronico si concentra principalmente sulla gestione rigorosa delle patologie che possono causare danni ai nervi. Per i pazienti con diabete, il controllo costante dei livelli di glicemia è la strategia più efficace per prevenire la neuropatia periferica.
Altre misure preventive includono:
- Vaccinazione: Il vaccino contro l'Herpes Zoster è fortemente raccomandato negli adulti sopra i 50 anni per prevenire il fuoco di Sant'Antonio e la conseguente nevralgia post-erpetica.
- Stile di vita sano: Evitare il consumo eccessivo di alcol e mantenere una dieta equilibrata ricca di vitamine del gruppo B protegge la salute dei nervi.
- Sicurezza sul lavoro e nello sport: Utilizzare protezioni adeguate e posture corrette per evitare traumi fisici o sindromi da compressione nervosa.
- Trattamento precoce del dolore acuto: Intervenire tempestivamente su un dolore acuto (ad esempio dopo un intervento chirurgico o un trauma) può prevenire la sua trasformazione in dolore cronico attraverso processi di sensibilizzazione.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale consultare un medico non appena si avvertono sensazioni anomale che potrebbero indicare un coinvolgimento nervoso. Non bisogna aspettare che il dolore diventi insopportabile, poiché il trattamento precoce offre le migliori possibilità di successo.
Si raccomanda di fissare un appuntamento se:
- Si avverte un bruciore persistente o scosse elettriche improvvise agli arti.
- Si nota una perdita di sensibilità o un intorpidimento che non scompare.
- Anche il tocco leggero dei vestiti o dell'acqua della doccia provoca dolore (allodinia).
- Il dolore interferisce significativamente con il sonno o con le normali attività quotidiane.
- Si avverte una debolezza muscolare improvvisa associata a sensazioni di formicolio.
Un consulto specialistico con un neurologo o un medico esperto in terapia del dolore permetterà di avviare l'iter diagnostico corretto e di impostare un piano terapeutico personalizzato, evitando il ricorso a cure fai-da-te che spesso risultano inefficaci per questo tipo di patologia.


