Perforazione dell'intestino crasso

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Definizione

La perforazione dell'intestino crasso è una condizione medica di estrema gravità che si verifica quando si crea un foro o una lacerazione a tutto spessore nella parete del colon o del retto. Questa interruzione dell'integrità anatomica permette al contenuto intestinale — composto da materiale fecale, gas e una massiccia carica batterica — di riversarsi liberamente nella cavità peritoneale, lo spazio sterile che circonda gli organi addominali. Tale evento scatena quasi istantaneamente una risposta infiammatoria violenta nota come peritonite, che se non trattata tempestivamente può evolvere in una sepsi generalizzata e portare al decesso del paziente.

L'intestino crasso, che comprende il cieco, il colon ascendente, trasverso, discendente, sigmoideo e il retto, ha il compito principale di assorbire acqua ed elettroliti e di formare le feci. Poiché la carica batterica in questo distretto è la più alta di tutto il corpo umano, una sua perforazione rappresenta un'emergenza chirurgica assoluta. La gravità del quadro clinico dipende dalla localizzazione del foro, dalla dimensione della lesione e dalla rapidità con cui viene instaurato il trattamento.

Dal punto di vista fisiopatologico, la perforazione può essere classificata come libera, quando il contenuto si spande in tutto l'addome, o coperta (o saccata), quando le anse intestinali circostanti o l'omento (una piega del peritoneo) riescono a circoscrivere l'infezione, formando un ascesso. In entrambi i casi, la condizione richiede un monitoraggio intensivo e, nella stragrande maggioranza dei casi, un intervento chirurgico immediato per riparare il danno e bonificare la cavità addominale.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause che possono portare alla perforazione dell'intestino crasso sono molteplici e possono essere suddivise in categorie patologiche, traumatiche e iatrogene. La causa più frequente nel mondo occidentale è senza dubbio la diverticolite acuta. I diverticoli sono piccole estroflessioni della mucosa intestinale che possono infiammarsi; se l'infiammazione è severa, la parete del diverticolo, che è già strutturalmente debole, può cedere provocando la perforazione.

Un'altra causa rilevante è rappresentata dalle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. In queste patologie, l'infiammazione transmurale (che attraversa tutti gli strati della parete) può indebolire il tessuto fino alla rottura, specialmente durante le fasi di riacutizzazione severa o in presenza di una complicanza nota come megacolon tossico. Anche il tumore del colon può causare una perforazione, sia per erosione diretta della parete da parte della massa neoplastica, sia per un aumento della pressione a monte di un'ostruzione intestinale completa (perforazione diastasica).

Tra le altre cause mediche figurano l'ischemia intestinale, ovvero la riduzione del flusso sanguigno al colon che porta alla necrosi (morte) dei tessuti, e il volvolo colico, una torsione dell'intestino su se stesso che strozza i vasi sanguigni. Non vanno dimenticate le cause traumatiche, come ferite da arma bianca o da fuoco, o traumi addominali chiusi violenti (ad esempio in incidenti stradali). Infine, esistono le cause iatrogene, ovvero complicanze di procedure mediche: sebbene rara, la perforazione può verificarsi durante una colonscopia, specialmente se accompagnata da procedure operative come la rimozione di polipi (polipectomia).

I fattori di rischio includono l'età avanzata, l'uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o corticosteroidi (che possono mascherare i sintomi e indebolire le pareti intestinali), l'immunodepressione e una dieta povera di fibre che favorisce la formazione di diverticoli.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico della perforazione dell'intestino crasso è solitamente drammatico e improvviso. Il sintomo principale e quasi sempre presente è il dolore addominale acuto. Questo dolore viene spesso descritto come "a colpo di pugnale", inizia in un punto specifico (corrispondente alla sede della perforazione) per poi diffondersi rapidamente a tutto l'addome. La comparsa del dolore è solitamente improvvisa e la sua intensità tende a peggiorare con ogni minimo movimento o colpo di tosse.

Insieme al dolore, il paziente manifesta segni di reazione sistemica all'infezione, come la febbre alta, spesso preceduta da brividi intensi. Il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo e l'irritazione peritoneale causano frequentemente nausea e vomito. Un segno clinico caratteristico rilevabile durante la visita medica è la rigidità addominale, nota anche come "addome a tavola": i muscoli della parete addominale si contraggono involontariamente per proteggere gli organi sottostanti infiammati.

Con il progredire della peritonite, si osserva una marcata distensione addominale dovuta all'accumulo di gas e liquidi (ileo paralitico), che porta anche all'alvo chiuso a feci e gas. Se la condizione evolve verso lo shock settico, il paziente può presentare tachicardia (battito cardiaco accelerato), ipotensione (pressione sanguigna bassa), sudorazione fredda e un senso di profonda astenia o confusione mentale. In alcuni casi, se la causa è una neoplasia o una colite ulcerosa, può essere presente sangue nelle feci prima dell'evento acuto. Nei casi più gravi, il paziente entra in uno stato di shock che richiede manovre rianimatorie immediate.

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Diagnosi

La diagnosi di perforazione intestinale deve essere estremamente rapida. Il processo inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico cercherà segni di peritonite, come il segno di Blumberg (dolore di rimbalzo: il dolore aumenta quando la mano che preme sull'addome viene rilasciata improvvisamente).

Gli esami di laboratorio sono fondamentali per valutare l'entità dell'infiammazione e dello stato generale. Si riscontra tipicamente una leucocitosi marcata (aumento dei globuli bianchi) e un innalzamento dei livelli di Proteina C Reattiva (PCR). Gli esami ematochimici servono anche a valutare la funzionalità renale e l'equilibrio elettrolitico, spesso alterati dal vomito e dal sequestro di liquidi nell'addome.

La conferma diagnostica avviene tramite la diagnostica per immagini:

  1. Radiografia dell'addome in ortostatismo (in piedi): È l'esame iniziale più rapido. Permette di visualizzare il "pneumoperitoneo", ovvero la presenza di aria libera sotto il diaframma, segno inequivocabile di una perforazione di un organo cavo.
  2. Tomografia Computerizzata (TC) dell'addome con mezzo di contrasto: È il gold standard diagnostico. La TC non solo conferma la presenza di aria e liquido libero, ma è spesso in grado di localizzare con precisione il punto della perforazione e di suggerirne la causa (es. diverticolite, tumore, ischemia). Fornisce inoltre dettagli preziosi per il chirurgo sulla presenza di ascessi o raccolte localizzate.
  3. Ecografia addominale: Può essere utile in contesti di emergenza per identificare versamenti liquidi, ma è meno sensibile della TC nel rilevare l'aria libera.

È importante sottolineare che, in presenza di sospetta perforazione, la colonscopia e il clisma opaco sono assolutamente controindicati, poiché l'insufflazione di aria o l'introduzione di mezzo di contrasto potrebbero peggiorare la fuoriuscita di materiale nell'addome.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento della perforazione dell'intestino crasso è quasi esclusivamente chirurgico e deve essere intrapreso il prima possibile. Prima dell'intervento, il paziente viene stabilizzato con una terapia medica aggressiva che comprende la somministrazione di liquidi per via endovenosa per contrastare la disidratazione e lo shock, e una terapia antibiotica ad ampio spettro per combattere l'infezione peritoneale.

L'obiettivo dell'intervento chirurgico è triplice: eliminare la fonte della contaminazione (chiudere o rimuovere il tratto perforato), pulire accuratamente la cavità addominale (lavaggio peritoneale) e ripristinare, se possibile, la continuità intestinale. Le opzioni chirurgiche variano in base alle condizioni del paziente e alla causa della perforazione:

  • Resezione intestinale: Il tratto di colon malato viene rimosso. Se le condizioni del peritoneo sono discrete e il paziente è stabile, il chirurgo può eseguire un'anastomosi primaria (ricollegare immediatamente i due monconi dell'intestino).
  • Procedura di Hartmann: È l'intervento di scelta in condizioni di emergenza e grave contaminazione fecale. Il tratto perforato viene rimosso, il moncone distale (quello verso il retto) viene chiuso e il moncone prossimale viene portato alla cute per creare una stomia temporanea (un sacchetto esterno per le feci). Dopo alcuni mesi, una volta guarita l'infezione, è possibile un secondo intervento per ricollegare l'intestino.
  • Sutura semplice: In rari casi di perforazioni piccolissime e molto recenti (ad esempio iatrogene), può essere tentata la semplice sutura del foro, ma è una pratica meno comune per il colon rispetto allo stomaco.

Oltre alla chirurgia, il supporto post-operatorio in terapia intensiva è spesso necessario per gestire la sepsi, monitorare la funzionalità degli organi e proseguire la nutrizione parenterale (endovenosa) finché l'intestino non riprende la sua funzione.

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Prognosi e Decorso

La prognosi di una perforazione dell'intestino crasso è riservata e dipende in modo critico dal tempo intercorso tra l'evento e l'intervento chirurgico. Se trattata entro le prime 6-12 ore, le possibilità di successo sono significativamente più alte. Al contrario, un ritardo diagnostico superiore alle 24 ore aumenta drasticamente il rischio di mortalità a causa dello shock settico irreversibile e dell'insufficienza multiorgano.

L'età del paziente e la presenza di malattie preesistenti (comorbilità) giocano un ruolo determinante. I pazienti anziani o immunodepressi hanno una capacità di risposta limitata all'insulto settico e presentano un rischio maggiore di complicanze post-operatorie, come polmoniti, infezioni della ferita chirurgica o deiscenza dell'anastomosi (cedimento della cucitura intestinale).

Il decorso post-operatorio è solitamente lungo. Il paziente dovrà rimanere a digiuno per diversi giorni, con un sondino naso-gastrico per drenare i succhi gastrici. La ripresa della canalizzazione (emissione di gas e feci) è il segno che l'intestino sta tornando a funzionare. Se è stata confezionata una stomia, il paziente dovrà seguire un percorso di riabilitazione con personale specializzato (stomaterapisti) per imparare a gestire il dispositivo. Molte stomie eseguite in urgenza sono reversibili, ma il processo richiede tempo e una buona ripresa generale.

7

Prevenzione

Non sempre è possibile prevenire una perforazione, specialmente se dovuta a traumi improvvisi, ma si possono ridurre drasticamente i rischi gestendo correttamente le patologie sottostanti. Per chi soffre di diverticolosi, è fondamentale seguire una dieta ricca di fibre e mantenere una buona idratazione per evitare la stipsi e l'infiammazione dei diverticoli. In caso di sintomi sospetti di diverticolite (dolore al fianco sinistro), è necessario consultare subito il medico per iniziare una terapia antibiotica precoce che possa prevenire la rottura.

Per i pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa, l'aderenza rigorosa alla terapia farmacologica prescritta dal gastroenterologo è la migliore difesa contro le complicanze perforative. Sottoporsi regolarmente agli esami di screening, come la colonscopia (secondo le linee guida per età e fattori di rischio), permette di individuare e rimuovere polipi o tumori in fase iniziale, prima che possano causare ostruzioni o perforazioni.

Infine, uno stile di vita sano, che includa l'astensione dal fumo e un uso moderato di farmaci antinfiammatori (da assumere solo se strettamente necessario e sotto controllo medico), contribuisce a mantenere l'integrità della mucosa intestinale.

8

Quando Consultare un Medico

La perforazione intestinale è un'emergenza medica. È necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso se si avverte un dolore addominale improvviso, violento e persistente, specialmente se accompagnato da uno dei seguenti segni:

  • Addome che appare rigido o molto gonfio.
  • Febbre elevata associata a dolore addominale.
  • Incapacità di espellere gas o feci per più di 24 ore in presenza di dolore.
  • Vomito ripetuto e incoercibile.
  • Senso di svenimento, tachicardia o sudorazione fredda.

Non bisogna mai sottovalutare un dolore addominale acuto sperando che passi da solo, né assumere antidolorifici potenti senza un consulto medico, poiché questi potrebbero mascherare i sintomi di una perforazione in atto, ritardando una diagnosi salvavita. La tempestività è l'elemento che più di ogni altro determina la sopravvivenza e la qualità della guarigione.

Perforazione dell'intestino crasso

Definizione

La perforazione dell'intestino crasso è una condizione medica di estrema gravità che si verifica quando si crea un foro o una lacerazione a tutto spessore nella parete del colon o del retto. Questa interruzione dell'integrità anatomica permette al contenuto intestinale — composto da materiale fecale, gas e una massiccia carica batterica — di riversarsi liberamente nella cavità peritoneale, lo spazio sterile che circonda gli organi addominali. Tale evento scatena quasi istantaneamente una risposta infiammatoria violenta nota come peritonite, che se non trattata tempestivamente può evolvere in una sepsi generalizzata e portare al decesso del paziente.

L'intestino crasso, che comprende il cieco, il colon ascendente, trasverso, discendente, sigmoideo e il retto, ha il compito principale di assorbire acqua ed elettroliti e di formare le feci. Poiché la carica batterica in questo distretto è la più alta di tutto il corpo umano, una sua perforazione rappresenta un'emergenza chirurgica assoluta. La gravità del quadro clinico dipende dalla localizzazione del foro, dalla dimensione della lesione e dalla rapidità con cui viene instaurato il trattamento.

Dal punto di vista fisiopatologico, la perforazione può essere classificata come libera, quando il contenuto si spande in tutto l'addome, o coperta (o saccata), quando le anse intestinali circostanti o l'omento (una piega del peritoneo) riescono a circoscrivere l'infezione, formando un ascesso. In entrambi i casi, la condizione richiede un monitoraggio intensivo e, nella stragrande maggioranza dei casi, un intervento chirurgico immediato per riparare il danno e bonificare la cavità addominale.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause che possono portare alla perforazione dell'intestino crasso sono molteplici e possono essere suddivise in categorie patologiche, traumatiche e iatrogene. La causa più frequente nel mondo occidentale è senza dubbio la diverticolite acuta. I diverticoli sono piccole estroflessioni della mucosa intestinale che possono infiammarsi; se l'infiammazione è severa, la parete del diverticolo, che è già strutturalmente debole, può cedere provocando la perforazione.

Un'altra causa rilevante è rappresentata dalle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. In queste patologie, l'infiammazione transmurale (che attraversa tutti gli strati della parete) può indebolire il tessuto fino alla rottura, specialmente durante le fasi di riacutizzazione severa o in presenza di una complicanza nota come megacolon tossico. Anche il tumore del colon può causare una perforazione, sia per erosione diretta della parete da parte della massa neoplastica, sia per un aumento della pressione a monte di un'ostruzione intestinale completa (perforazione diastasica).

Tra le altre cause mediche figurano l'ischemia intestinale, ovvero la riduzione del flusso sanguigno al colon che porta alla necrosi (morte) dei tessuti, e il volvolo colico, una torsione dell'intestino su se stesso che strozza i vasi sanguigni. Non vanno dimenticate le cause traumatiche, come ferite da arma bianca o da fuoco, o traumi addominali chiusi violenti (ad esempio in incidenti stradali). Infine, esistono le cause iatrogene, ovvero complicanze di procedure mediche: sebbene rara, la perforazione può verificarsi durante una colonscopia, specialmente se accompagnata da procedure operative come la rimozione di polipi (polipectomia).

I fattori di rischio includono l'età avanzata, l'uso prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o corticosteroidi (che possono mascherare i sintomi e indebolire le pareti intestinali), l'immunodepressione e una dieta povera di fibre che favorisce la formazione di diverticoli.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico della perforazione dell'intestino crasso è solitamente drammatico e improvviso. Il sintomo principale e quasi sempre presente è il dolore addominale acuto. Questo dolore viene spesso descritto come "a colpo di pugnale", inizia in un punto specifico (corrispondente alla sede della perforazione) per poi diffondersi rapidamente a tutto l'addome. La comparsa del dolore è solitamente improvvisa e la sua intensità tende a peggiorare con ogni minimo movimento o colpo di tosse.

Insieme al dolore, il paziente manifesta segni di reazione sistemica all'infezione, come la febbre alta, spesso preceduta da brividi intensi. Il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo e l'irritazione peritoneale causano frequentemente nausea e vomito. Un segno clinico caratteristico rilevabile durante la visita medica è la rigidità addominale, nota anche come "addome a tavola": i muscoli della parete addominale si contraggono involontariamente per proteggere gli organi sottostanti infiammati.

Con il progredire della peritonite, si osserva una marcata distensione addominale dovuta all'accumulo di gas e liquidi (ileo paralitico), che porta anche all'alvo chiuso a feci e gas. Se la condizione evolve verso lo shock settico, il paziente può presentare tachicardia (battito cardiaco accelerato), ipotensione (pressione sanguigna bassa), sudorazione fredda e un senso di profonda astenia o confusione mentale. In alcuni casi, se la causa è una neoplasia o una colite ulcerosa, può essere presente sangue nelle feci prima dell'evento acuto. Nei casi più gravi, il paziente entra in uno stato di shock che richiede manovre rianimatorie immediate.

Diagnosi

La diagnosi di perforazione intestinale deve essere estremamente rapida. Il processo inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo. Il medico cercherà segni di peritonite, come il segno di Blumberg (dolore di rimbalzo: il dolore aumenta quando la mano che preme sull'addome viene rilasciata improvvisamente).

Gli esami di laboratorio sono fondamentali per valutare l'entità dell'infiammazione e dello stato generale. Si riscontra tipicamente una leucocitosi marcata (aumento dei globuli bianchi) e un innalzamento dei livelli di Proteina C Reattiva (PCR). Gli esami ematochimici servono anche a valutare la funzionalità renale e l'equilibrio elettrolitico, spesso alterati dal vomito e dal sequestro di liquidi nell'addome.

La conferma diagnostica avviene tramite la diagnostica per immagini:

  1. Radiografia dell'addome in ortostatismo (in piedi): È l'esame iniziale più rapido. Permette di visualizzare il "pneumoperitoneo", ovvero la presenza di aria libera sotto il diaframma, segno inequivocabile di una perforazione di un organo cavo.
  2. Tomografia Computerizzata (TC) dell'addome con mezzo di contrasto: È il gold standard diagnostico. La TC non solo conferma la presenza di aria e liquido libero, ma è spesso in grado di localizzare con precisione il punto della perforazione e di suggerirne la causa (es. diverticolite, tumore, ischemia). Fornisce inoltre dettagli preziosi per il chirurgo sulla presenza di ascessi o raccolte localizzate.
  3. Ecografia addominale: Può essere utile in contesti di emergenza per identificare versamenti liquidi, ma è meno sensibile della TC nel rilevare l'aria libera.

È importante sottolineare che, in presenza di sospetta perforazione, la colonscopia e il clisma opaco sono assolutamente controindicati, poiché l'insufflazione di aria o l'introduzione di mezzo di contrasto potrebbero peggiorare la fuoriuscita di materiale nell'addome.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della perforazione dell'intestino crasso è quasi esclusivamente chirurgico e deve essere intrapreso il prima possibile. Prima dell'intervento, il paziente viene stabilizzato con una terapia medica aggressiva che comprende la somministrazione di liquidi per via endovenosa per contrastare la disidratazione e lo shock, e una terapia antibiotica ad ampio spettro per combattere l'infezione peritoneale.

L'obiettivo dell'intervento chirurgico è triplice: eliminare la fonte della contaminazione (chiudere o rimuovere il tratto perforato), pulire accuratamente la cavità addominale (lavaggio peritoneale) e ripristinare, se possibile, la continuità intestinale. Le opzioni chirurgiche variano in base alle condizioni del paziente e alla causa della perforazione:

  • Resezione intestinale: Il tratto di colon malato viene rimosso. Se le condizioni del peritoneo sono discrete e il paziente è stabile, il chirurgo può eseguire un'anastomosi primaria (ricollegare immediatamente i due monconi dell'intestino).
  • Procedura di Hartmann: È l'intervento di scelta in condizioni di emergenza e grave contaminazione fecale. Il tratto perforato viene rimosso, il moncone distale (quello verso il retto) viene chiuso e il moncone prossimale viene portato alla cute per creare una stomia temporanea (un sacchetto esterno per le feci). Dopo alcuni mesi, una volta guarita l'infezione, è possibile un secondo intervento per ricollegare l'intestino.
  • Sutura semplice: In rari casi di perforazioni piccolissime e molto recenti (ad esempio iatrogene), può essere tentata la semplice sutura del foro, ma è una pratica meno comune per il colon rispetto allo stomaco.

Oltre alla chirurgia, il supporto post-operatorio in terapia intensiva è spesso necessario per gestire la sepsi, monitorare la funzionalità degli organi e proseguire la nutrizione parenterale (endovenosa) finché l'intestino non riprende la sua funzione.

Prognosi e Decorso

La prognosi di una perforazione dell'intestino crasso è riservata e dipende in modo critico dal tempo intercorso tra l'evento e l'intervento chirurgico. Se trattata entro le prime 6-12 ore, le possibilità di successo sono significativamente più alte. Al contrario, un ritardo diagnostico superiore alle 24 ore aumenta drasticamente il rischio di mortalità a causa dello shock settico irreversibile e dell'insufficienza multiorgano.

L'età del paziente e la presenza di malattie preesistenti (comorbilità) giocano un ruolo determinante. I pazienti anziani o immunodepressi hanno una capacità di risposta limitata all'insulto settico e presentano un rischio maggiore di complicanze post-operatorie, come polmoniti, infezioni della ferita chirurgica o deiscenza dell'anastomosi (cedimento della cucitura intestinale).

Il decorso post-operatorio è solitamente lungo. Il paziente dovrà rimanere a digiuno per diversi giorni, con un sondino naso-gastrico per drenare i succhi gastrici. La ripresa della canalizzazione (emissione di gas e feci) è il segno che l'intestino sta tornando a funzionare. Se è stata confezionata una stomia, il paziente dovrà seguire un percorso di riabilitazione con personale specializzato (stomaterapisti) per imparare a gestire il dispositivo. Molte stomie eseguite in urgenza sono reversibili, ma il processo richiede tempo e una buona ripresa generale.

Prevenzione

Non sempre è possibile prevenire una perforazione, specialmente se dovuta a traumi improvvisi, ma si possono ridurre drasticamente i rischi gestendo correttamente le patologie sottostanti. Per chi soffre di diverticolosi, è fondamentale seguire una dieta ricca di fibre e mantenere una buona idratazione per evitare la stipsi e l'infiammazione dei diverticoli. In caso di sintomi sospetti di diverticolite (dolore al fianco sinistro), è necessario consultare subito il medico per iniziare una terapia antibiotica precoce che possa prevenire la rottura.

Per i pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa, l'aderenza rigorosa alla terapia farmacologica prescritta dal gastroenterologo è la migliore difesa contro le complicanze perforative. Sottoporsi regolarmente agli esami di screening, come la colonscopia (secondo le linee guida per età e fattori di rischio), permette di individuare e rimuovere polipi o tumori in fase iniziale, prima che possano causare ostruzioni o perforazioni.

Infine, uno stile di vita sano, che includa l'astensione dal fumo e un uso moderato di farmaci antinfiammatori (da assumere solo se strettamente necessario e sotto controllo medico), contribuisce a mantenere l'integrità della mucosa intestinale.

Quando Consultare un Medico

La perforazione intestinale è un'emergenza medica. È necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso se si avverte un dolore addominale improvviso, violento e persistente, specialmente se accompagnato da uno dei seguenti segni:

  • Addome che appare rigido o molto gonfio.
  • Febbre elevata associata a dolore addominale.
  • Incapacità di espellere gas o feci per più di 24 ore in presenza di dolore.
  • Vomito ripetuto e incoercibile.
  • Senso di svenimento, tachicardia o sudorazione fredda.

Non bisogna mai sottovalutare un dolore addominale acuto sperando che passi da solo, né assumere antidolorifici potenti senza un consulto medico, poiché questi potrebbero mascherare i sintomi di una perforazione in atto, ritardando una diagnosi salvavita. La tempestività è l'elemento che più di ogni altro determina la sopravvivenza e la qualità della guarigione.

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