Urgenza fecale

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1

Definizione

L'urgenza fecale è una condizione clinica caratterizzata dal bisogno improvviso, intenso e impellente di evacuare, che risulta difficile da rimandare. A differenza del normale stimolo alla defecazione, che permette al soggetto di pianificare il momento e il luogo opportuno per l'evacuazione, l'urgenza si manifesta come una necessità pressante che richiede un accesso immediato ai servizi igienici. Quando questa necessità non può essere soddisfatta tempestivamente, può esitare in episodi di incontinenza fecale, ovvero la perdita involontaria di feci.

Dal punto di vista fisiologico, l'urgenza fecale riflette un'alterazione nel complesso meccanismo di coordinazione tra il retto, gli sfinteri anali e il sistema nervoso. Normalmente, il retto funge da serbatoio; quando le feci vi entrano, le pareti rettali si distendono inviando segnali al cervello. In condizioni di salute, lo sfintere anale interno (involontario) si rilassa, mentre lo sfintere anale esterno (volontario) si contrae per mantenere la continenza fino a quando non si decide di evacuare. Nell'urgenza fecale, questo equilibrio è compromesso: o il retto è troppo sensibile (ipersensibilità rettale), o la sua capacità di contenimento è ridotta, oppure i muscoli sfinterici sono troppo deboli per contrastare la pressione rettale.

Sebbene non sia una malattia a sé stante, l'urgenza fecale è un sintomo invalidante che può derivare da numerose patologie sottostanti, sia di natura infiammatoria che funzionale o neurologica. L'impatto sulla qualità della vita è profondo, portando spesso a isolamento sociale, ansia, depressione e limitazioni nelle attività lavorative e ricreative, un fenomeno talvolta descritto come "mappatura dei bagni", in cui il paziente pianifica ogni spostamento in base alla disponibilità di servizi igienici.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause dell'urgenza fecale sono molteplici e spesso multifattoriali. Possono essere suddivise in diverse categorie principali:

  1. Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI): Condizioni come la rettocolite ulcerosa e la malattia di Crohn sono tra le cause più comuni. L'infiammazione della mucosa rettale (proctite) rende le pareti del retto estremamente irritabili e meno elastiche (ridotta compliance), innescando lo stimolo evacuativo anche per piccole quantità di feci o muco.

  2. Disturbi Funzionali: La sindrome dell'intestino irritabile, specialmente nella sua variante con diarrea prevalente (IBS-D), è frequentemente associata a urgenza fecale. In questi casi, l'ipersensibilità viscerale gioca un ruolo chiave: il sistema nervoso enterico reagisce in modo esagerato alla normale distensione gassosa o fecale.

  3. Disfunzioni del Pavimento Pelvico e degli Sfinteri: Danni ai muscoli dello sfintere anale possono verificarsi a seguito di traumi ostetrici durante il parto vaginale (lacerazioni o uso di forcipe), interventi chirurgici proctologici (per emorroidi, ragadi o fistole) o semplicemente a causa dell'invecchiamento. Se lo sfintere esterno è debole, non riesce a contrastare l'urgenza, portando all'incontinenza.

  4. Cause Neurologiche: Poiché il controllo della defecazione dipende da segnali nervosi integri, patologie che colpiscono il sistema nervoso possono causare urgenza. Tra queste figurano il diabete mellito (che può causare neuropatia autonomica), la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, lesioni del midollo spinale o ictus.

  5. Fattori Dietetici e Farmacologici: L'assunzione eccessiva di caffeina, alcol, dolcificanti artificiali (come sorbitolo o xilitolo) e cibi molto speziati può irritare l'intestino. Alcuni farmaci, come gli antibiotici, i metformina o i lassativi, possono alterare la motilità intestinale e causare urgenza.

  6. Altre Condizioni: La sindrome da resezione anteriore bassa (LAR syndrome) dopo chirurgia per tumore del retto, la proctite attinica (conseguente a radioterapia pelvica) e le infezioni intestinali acute sono ulteriori fattori scatenanti rilevanti.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo cardine è, per definizione, l'urgenza fecale, descritta dai pazienti come un "attacco" improvviso che lascia pochissimi minuti (o secondi) per raggiungere un bagno. Tuttavia, questa manifestazione raramente si presenta isolata e si accompagna spesso a un corteo di altri sintomi gastrointestinali e sistemici.

Molto comune è il tenesmo rettale, ovvero la sensazione persistente di dover evacuare anche quando il retto è vuoto, spesso accompagnata da sforzo e fastidio. A questo si associa frequentemente il dolore addominale o il crampo addominale, che solitamente precede o accompagna l'episodio di urgenza e può alleviarsi parzialmente dopo la defecazione.

Le alterazioni della consistenza delle feci sono quasi sempre presenti; la diarrea o le feci non formate aumentano drasticamente la probabilità di urgenza, poiché il liquido entra nel retto più rapidamente e con maggiore pressione rispetto alle feci solide. Paradossalmente, anche la stipsi può causare urgenza, specialmente in caso di fecaloma: le feci liquide prodotte a monte possono filtrare attorno alla massa solida ostruttiva, causando scariche improvvise (diarrea paradossa).

Altri sintomi correlati includono:

  • Meteorismo e flatulenza eccessiva, che possono esacerbare la sensazione di pressione rettale.
  • Incontinenza fecale, che rappresenta l'esito temuto dell'urgenza non gestita.
  • Presenza di muco o sangue nelle feci, segni che spesso indirizzano verso una causa infiammatoria come la proctite.
  • Sintomi sistemici come perdita di peso o affaticamento, che possono indicare una patologia organica sottostante più grave.

L'impatto psicologico non va sottovalutato: l'ipervigilanza costante e la paura di incidenti in pubblico portano a un elevato stress emotivo, che a sua volta può peggiorare la motilità intestinale in un circolo vizioso.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'urgenza fecale inizia con un'anamnesi dettagliata e un esame obiettivo accurato. Il medico indagherà la frequenza delle scariche, la consistenza delle feci (utilizzando spesso la scala di Bristol), la durata dei sintomi e l'eventuale correlazione con l'assunzione di cibo o farmaci.

L'esame obiettivo include l'esplorazione rettale digitale, fondamentale per valutare il tono dello sfintere a riposo e durante la contrazione volontaria, oltre che per escludere la presenza di masse o fecalomi.

I test diagnostici di secondo livello possono includere:

  • Esami di laboratorio: Analisi delle feci per la ricerca di parassiti, calprotectina fecale (marcatore di infiammazione intestinale) e sangue occulto. Esami del sangue per escludere celiachia o squilibri elettrolitici.
  • Endoscopia: La colonscopia o la sigmoidoscopia sono essenziali per visualizzare direttamente la mucosa intestinale e prelevare biopsie, permettendo di diagnosticare rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn o tumori.
  • Manometria Anorettale: Questo esame misura le pressioni all'interno del retto e del canale anale. Valuta la sensibilità rettale (per identificare l'ipersensibilità), la forza degli sfinteri e la coordinazione durante la manovra evacuativa.
  • Ecografia Endoanale: Utilizzata per visualizzare l'integrità anatomica degli sfinteri anali e identificare eventuali lesioni o cicatrici muscolari.
  • Defecografia (o Defeco-RM): Un esame radiologico dinamico che studia il processo di evacuazione in tempo reale, utile per identificare prolasso rettale, rettocele o altre anomalie strutturali.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'urgenza fecale è mirato alla causa sottostante, ma prevede anche strategie per migliorare la consistenza delle feci e la funzionalità sfinterica.

Gestione Dietetica e Stile di Vita: La modifica della dieta è spesso il primo passo. L'integrazione di fibre (specialmente fibre solubili come lo psyllium) può aiutare a dare consistenza alle feci liquide, riducendo l'urgenza. È consigliabile evitare irritanti come caffeina, alcol e cibi ad alto contenuto di FODMAP (carboidrati fermentabili) se si sospetta una sindrome dell'intestino irritabile. Mantenere un diario alimentare può aiutare a identificare i trigger personali.

Terapia Farmacologica:

  • Antidiarroici: Farmaci come la loperamide possono rallentare il transito intestinale e aumentare il tono dello sfintere anale, riducendo la frequenza delle scariche e l'urgenza.
  • Agenti formanti massa: Utili per regolarizzare la consistenza fecale.
  • Terapie specifiche: Se l'urgenza è dovuta a MICI, si utilizzeranno farmaci antinfiammatori (mesalazina), corticosteroidi o farmaci biologici. In caso di proctite, possono essere utili supposte o clismi medicati.

Riabilitazione del Pavimento Pelvico: Il Biofeedback è una tecnica altamente efficace. Attraverso sensori, il paziente impara a riconoscere le sensazioni rettali e a contrarre correttamente lo sfintere anale esterno per contrastare l'urgenza. Gli esercizi di Kegel possono rinforzare la muscolatura pelvica.

Interventi Avanzati:

  • Neuromodulazione Sacrale: Prevede l'impianto di un piccolo dispositivo che invia impulsi elettrici ai nervi sacrali che controllano il retto e gli sfinteri. È indicato nei casi gravi e refrattari di urgenza e incontinenza.
  • Irrigazione Transanale (TAI): Una tecnica che permette di svuotare regolarmente il colon distale tramite l'introduzione di acqua, garantendo un periodo di autonomia dall'urgenza.
  • Chirurgia: Riservata a casi selezionati con gravi difetti anatomici (es. riparazione sfinterica o correzione del prolasso).
6

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'urgenza fecale dipende strettamente dalla patologia di base. Se causata da fattori dietetici o infezioni acute, la risoluzione è solitamente rapida e completa una volta rimosso l'agente scatenante.

Nelle patologie croniche come la rettocolite ulcerosa o la sindrome dell'intestino irritabile, il decorso può essere caratterizzato da fasi di remissione e riacutizzazione. Tuttavia, con una gestione terapeutica multidisciplinare (medica, dietetica e riabilitativa), la maggior parte dei pazienti ottiene un miglioramento significativo della sintomatologia e riacquista una buona qualità di vita.

Nei casi legati a danni neurologici o traumi sfinterici gravi, il recupero può essere più lento e richiedere interventi a lungo termine come la neuromodulazione. È fondamentale un approccio proattivo: l'urgenza non trattata tende a peggiorare l'ansia del paziente, che a sua volta può esacerbare la percezione del sintomo.

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Prevenzione

Sebbene non tutte le cause di urgenza fecale siano prevenibili, alcune abitudini possono ridurne il rischio o la gravità:

  • Alimentazione equilibrata: Consumare un adeguato apporto di fibre e liquidi per mantenere feci formate e regolari.
  • Salute del pavimento pelvico: Praticare esercizi di rinforzo del pavimento pelvico, specialmente dopo il parto o in menopausa.
  • Gestione delle patologie croniche: Seguire rigorosamente le terapie per il diabete o le malattie infiammatorie intestinali per prevenire danni ai nervi o alla mucosa rettale.
  • Evitare l'abuso di lassativi: L'uso cronico di lassativi stimolanti può danneggiare la motilità intestinale naturale.
  • Igiene del sonno e gestione dello stress: Poiché l'intestino è strettamente collegato al sistema nervoso, uno stile di vita equilibrato aiuta a mantenere la regolarità funzionale.
8

Quando Consultare un Medico

È importante non sottovalutare l'urgenza fecale e non considerarla un semplice segno dell'età o dello stress. Si dovrebbe consultare un medico se l'urgenza è persistente o se si manifesta insieme a uno dei seguenti "segnali d'allarme":

  • Presenza di sangue nelle feci o feci nere (melena).
  • Perdita di peso involontaria e inspiegabile.
  • Cambiamento persistente delle abitudini intestinali che dura da più di 4-6 settimane.
  • Dolore addominale intenso o notturno che sveglia il paziente.
  • Episodi ricorrenti di incontinenza fecale.
  • Febbre persistente associata a sintomi intestinali.

Una diagnosi precoce è fondamentale per escludere patologie gravi e per iniziare un percorso terapeutico che possa restituire al paziente il controllo sulla propria vita quotidiana.

Urgenza fecale

Definizione

L'urgenza fecale è una condizione clinica caratterizzata dal bisogno improvviso, intenso e impellente di evacuare, che risulta difficile da rimandare. A differenza del normale stimolo alla defecazione, che permette al soggetto di pianificare il momento e il luogo opportuno per l'evacuazione, l'urgenza si manifesta come una necessità pressante che richiede un accesso immediato ai servizi igienici. Quando questa necessità non può essere soddisfatta tempestivamente, può esitare in episodi di incontinenza fecale, ovvero la perdita involontaria di feci.

Dal punto di vista fisiologico, l'urgenza fecale riflette un'alterazione nel complesso meccanismo di coordinazione tra il retto, gli sfinteri anali e il sistema nervoso. Normalmente, il retto funge da serbatoio; quando le feci vi entrano, le pareti rettali si distendono inviando segnali al cervello. In condizioni di salute, lo sfintere anale interno (involontario) si rilassa, mentre lo sfintere anale esterno (volontario) si contrae per mantenere la continenza fino a quando non si decide di evacuare. Nell'urgenza fecale, questo equilibrio è compromesso: o il retto è troppo sensibile (ipersensibilità rettale), o la sua capacità di contenimento è ridotta, oppure i muscoli sfinterici sono troppo deboli per contrastare la pressione rettale.

Sebbene non sia una malattia a sé stante, l'urgenza fecale è un sintomo invalidante che può derivare da numerose patologie sottostanti, sia di natura infiammatoria che funzionale o neurologica. L'impatto sulla qualità della vita è profondo, portando spesso a isolamento sociale, ansia, depressione e limitazioni nelle attività lavorative e ricreative, un fenomeno talvolta descritto come "mappatura dei bagni", in cui il paziente pianifica ogni spostamento in base alla disponibilità di servizi igienici.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause dell'urgenza fecale sono molteplici e spesso multifattoriali. Possono essere suddivise in diverse categorie principali:

  1. Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI): Condizioni come la rettocolite ulcerosa e la malattia di Crohn sono tra le cause più comuni. L'infiammazione della mucosa rettale (proctite) rende le pareti del retto estremamente irritabili e meno elastiche (ridotta compliance), innescando lo stimolo evacuativo anche per piccole quantità di feci o muco.

  2. Disturbi Funzionali: La sindrome dell'intestino irritabile, specialmente nella sua variante con diarrea prevalente (IBS-D), è frequentemente associata a urgenza fecale. In questi casi, l'ipersensibilità viscerale gioca un ruolo chiave: il sistema nervoso enterico reagisce in modo esagerato alla normale distensione gassosa o fecale.

  3. Disfunzioni del Pavimento Pelvico e degli Sfinteri: Danni ai muscoli dello sfintere anale possono verificarsi a seguito di traumi ostetrici durante il parto vaginale (lacerazioni o uso di forcipe), interventi chirurgici proctologici (per emorroidi, ragadi o fistole) o semplicemente a causa dell'invecchiamento. Se lo sfintere esterno è debole, non riesce a contrastare l'urgenza, portando all'incontinenza.

  4. Cause Neurologiche: Poiché il controllo della defecazione dipende da segnali nervosi integri, patologie che colpiscono il sistema nervoso possono causare urgenza. Tra queste figurano il diabete mellito (che può causare neuropatia autonomica), la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, lesioni del midollo spinale o ictus.

  5. Fattori Dietetici e Farmacologici: L'assunzione eccessiva di caffeina, alcol, dolcificanti artificiali (come sorbitolo o xilitolo) e cibi molto speziati può irritare l'intestino. Alcuni farmaci, come gli antibiotici, i metformina o i lassativi, possono alterare la motilità intestinale e causare urgenza.

  6. Altre Condizioni: La sindrome da resezione anteriore bassa (LAR syndrome) dopo chirurgia per tumore del retto, la proctite attinica (conseguente a radioterapia pelvica) e le infezioni intestinali acute sono ulteriori fattori scatenanti rilevanti.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo cardine è, per definizione, l'urgenza fecale, descritta dai pazienti come un "attacco" improvviso che lascia pochissimi minuti (o secondi) per raggiungere un bagno. Tuttavia, questa manifestazione raramente si presenta isolata e si accompagna spesso a un corteo di altri sintomi gastrointestinali e sistemici.

Molto comune è il tenesmo rettale, ovvero la sensazione persistente di dover evacuare anche quando il retto è vuoto, spesso accompagnata da sforzo e fastidio. A questo si associa frequentemente il dolore addominale o il crampo addominale, che solitamente precede o accompagna l'episodio di urgenza e può alleviarsi parzialmente dopo la defecazione.

Le alterazioni della consistenza delle feci sono quasi sempre presenti; la diarrea o le feci non formate aumentano drasticamente la probabilità di urgenza, poiché il liquido entra nel retto più rapidamente e con maggiore pressione rispetto alle feci solide. Paradossalmente, anche la stipsi può causare urgenza, specialmente in caso di fecaloma: le feci liquide prodotte a monte possono filtrare attorno alla massa solida ostruttiva, causando scariche improvvise (diarrea paradossa).

Altri sintomi correlati includono:

  • Meteorismo e flatulenza eccessiva, che possono esacerbare la sensazione di pressione rettale.
  • Incontinenza fecale, che rappresenta l'esito temuto dell'urgenza non gestita.
  • Presenza di muco o sangue nelle feci, segni che spesso indirizzano verso una causa infiammatoria come la proctite.
  • Sintomi sistemici come perdita di peso o affaticamento, che possono indicare una patologia organica sottostante più grave.

L'impatto psicologico non va sottovalutato: l'ipervigilanza costante e la paura di incidenti in pubblico portano a un elevato stress emotivo, che a sua volta può peggiorare la motilità intestinale in un circolo vizioso.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l'urgenza fecale inizia con un'anamnesi dettagliata e un esame obiettivo accurato. Il medico indagherà la frequenza delle scariche, la consistenza delle feci (utilizzando spesso la scala di Bristol), la durata dei sintomi e l'eventuale correlazione con l'assunzione di cibo o farmaci.

L'esame obiettivo include l'esplorazione rettale digitale, fondamentale per valutare il tono dello sfintere a riposo e durante la contrazione volontaria, oltre che per escludere la presenza di masse o fecalomi.

I test diagnostici di secondo livello possono includere:

  • Esami di laboratorio: Analisi delle feci per la ricerca di parassiti, calprotectina fecale (marcatore di infiammazione intestinale) e sangue occulto. Esami del sangue per escludere celiachia o squilibri elettrolitici.
  • Endoscopia: La colonscopia o la sigmoidoscopia sono essenziali per visualizzare direttamente la mucosa intestinale e prelevare biopsie, permettendo di diagnosticare rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn o tumori.
  • Manometria Anorettale: Questo esame misura le pressioni all'interno del retto e del canale anale. Valuta la sensibilità rettale (per identificare l'ipersensibilità), la forza degli sfinteri e la coordinazione durante la manovra evacuativa.
  • Ecografia Endoanale: Utilizzata per visualizzare l'integrità anatomica degli sfinteri anali e identificare eventuali lesioni o cicatrici muscolari.
  • Defecografia (o Defeco-RM): Un esame radiologico dinamico che studia il processo di evacuazione in tempo reale, utile per identificare prolasso rettale, rettocele o altre anomalie strutturali.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'urgenza fecale è mirato alla causa sottostante, ma prevede anche strategie per migliorare la consistenza delle feci e la funzionalità sfinterica.

Gestione Dietetica e Stile di Vita: La modifica della dieta è spesso il primo passo. L'integrazione di fibre (specialmente fibre solubili come lo psyllium) può aiutare a dare consistenza alle feci liquide, riducendo l'urgenza. È consigliabile evitare irritanti come caffeina, alcol e cibi ad alto contenuto di FODMAP (carboidrati fermentabili) se si sospetta una sindrome dell'intestino irritabile. Mantenere un diario alimentare può aiutare a identificare i trigger personali.

Terapia Farmacologica:

  • Antidiarroici: Farmaci come la loperamide possono rallentare il transito intestinale e aumentare il tono dello sfintere anale, riducendo la frequenza delle scariche e l'urgenza.
  • Agenti formanti massa: Utili per regolarizzare la consistenza fecale.
  • Terapie specifiche: Se l'urgenza è dovuta a MICI, si utilizzeranno farmaci antinfiammatori (mesalazina), corticosteroidi o farmaci biologici. In caso di proctite, possono essere utili supposte o clismi medicati.

Riabilitazione del Pavimento Pelvico: Il Biofeedback è una tecnica altamente efficace. Attraverso sensori, il paziente impara a riconoscere le sensazioni rettali e a contrarre correttamente lo sfintere anale esterno per contrastare l'urgenza. Gli esercizi di Kegel possono rinforzare la muscolatura pelvica.

Interventi Avanzati:

  • Neuromodulazione Sacrale: Prevede l'impianto di un piccolo dispositivo che invia impulsi elettrici ai nervi sacrali che controllano il retto e gli sfinteri. È indicato nei casi gravi e refrattari di urgenza e incontinenza.
  • Irrigazione Transanale (TAI): Una tecnica che permette di svuotare regolarmente il colon distale tramite l'introduzione di acqua, garantendo un periodo di autonomia dall'urgenza.
  • Chirurgia: Riservata a casi selezionati con gravi difetti anatomici (es. riparazione sfinterica o correzione del prolasso).

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'urgenza fecale dipende strettamente dalla patologia di base. Se causata da fattori dietetici o infezioni acute, la risoluzione è solitamente rapida e completa una volta rimosso l'agente scatenante.

Nelle patologie croniche come la rettocolite ulcerosa o la sindrome dell'intestino irritabile, il decorso può essere caratterizzato da fasi di remissione e riacutizzazione. Tuttavia, con una gestione terapeutica multidisciplinare (medica, dietetica e riabilitativa), la maggior parte dei pazienti ottiene un miglioramento significativo della sintomatologia e riacquista una buona qualità di vita.

Nei casi legati a danni neurologici o traumi sfinterici gravi, il recupero può essere più lento e richiedere interventi a lungo termine come la neuromodulazione. È fondamentale un approccio proattivo: l'urgenza non trattata tende a peggiorare l'ansia del paziente, che a sua volta può esacerbare la percezione del sintomo.

Prevenzione

Sebbene non tutte le cause di urgenza fecale siano prevenibili, alcune abitudini possono ridurne il rischio o la gravità:

  • Alimentazione equilibrata: Consumare un adeguato apporto di fibre e liquidi per mantenere feci formate e regolari.
  • Salute del pavimento pelvico: Praticare esercizi di rinforzo del pavimento pelvico, specialmente dopo il parto o in menopausa.
  • Gestione delle patologie croniche: Seguire rigorosamente le terapie per il diabete o le malattie infiammatorie intestinali per prevenire danni ai nervi o alla mucosa rettale.
  • Evitare l'abuso di lassativi: L'uso cronico di lassativi stimolanti può danneggiare la motilità intestinale naturale.
  • Igiene del sonno e gestione dello stress: Poiché l'intestino è strettamente collegato al sistema nervoso, uno stile di vita equilibrato aiuta a mantenere la regolarità funzionale.

Quando Consultare un Medico

È importante non sottovalutare l'urgenza fecale e non considerarla un semplice segno dell'età o dello stress. Si dovrebbe consultare un medico se l'urgenza è persistente o se si manifesta insieme a uno dei seguenti "segnali d'allarme":

  • Presenza di sangue nelle feci o feci nere (melena).
  • Perdita di peso involontaria e inspiegabile.
  • Cambiamento persistente delle abitudini intestinali che dura da più di 4-6 settimane.
  • Dolore addominale intenso o notturno che sveglia il paziente.
  • Episodi ricorrenti di incontinenza fecale.
  • Febbre persistente associata a sintomi intestinali.

Una diagnosi precoce è fondamentale per escludere patologie gravi e per iniziare un percorso terapeutico che possa restituire al paziente il controllo sulla propria vita quotidiana.

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