Emorragia dalla gola

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Definizione

L'emorragia dalla gola, nota in ambito medico anche come sanguinamento faringeo o orofaringeo, è una condizione caratterizzata dalla perdita di sangue proveniente dai tessuti che compongono la faringe, la laringe o le strutture adiacenti della cavità orale posteriore. Sebbene possa apparire estremamente allarmante per il paziente, l'entità del sanguinamento può variare da lievi tracce ematiche nella saliva a emorragie massive che mettono a rischio la pervietà delle vie aeree.

È fondamentale distinguere l'emorragia che origina direttamente dalla gola da altre forme di sanguinamento che possono manifestarsi attraverso la bocca. In particolare, va differenziata dalla emottisi (sangue proveniente dalle vie respiratorie inferiori, come polmoni e bronchi) e dalla ematemesi (sangue proveniente dall'apparato digerente, solitamente stomaco o esofago). La localizzazione precisa della fonte è il primo passo cruciale per un corretto inquadramento clinico.

Dal punto di vista anatomico, la gola comprende diverse regioni: la rinofaringe (dietro il naso), l'orofaringe (la parte visibile aprendo la bocca) e la laringofaringe (la parte inferiore che conduce verso l'esofago e la laringe). Un'emorragia può originare da vasi sanguigni superficiali, mucose infiammate, lesioni ulcerose o masse tumorali presenti in una qualsiasi di queste aree.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause di un'emorragia dalla gola sono molteplici e possono essere classificate in diverse categorie principali:

Infezioni e Infiammazioni

Le infezioni acute sono tra le cause più comuni. Una faringite severa o una tonsillite batterica possono causare un'intensa congestione dei tessuti, rendendo i capillari fragili e soggetti a rottura. In casi più gravi, la formazione di un ascesso peritonsillare può erodere i vasi sanguigni circostanti, provocando sanguinamenti significativi.

Traumi e Corpi Estranei

L'ingestione accidentale di corpi estranei, come lische di pesce o frammenti di ossa, può graffiare o perforare la mucosa faringea. Anche i traumi fisici esterni al collo o le manovre mediche invasive (come l'intubazione tracheale o l'endoscopia) possono causare lesioni emorragiche. Non vanno dimenticate le ustioni chimiche causate dall'ingestione di sostanze caustiche.

Esiti Post-Chirurgici

Il sanguinamento è una complicanza nota di interventi chirurgici come la tonsillectomia o l'adenoidectomia. Può verificarsi nelle prime 24 ore (emorragia primaria) o dopo 5-10 giorni (emorragia secondaria), spesso a causa della caduta delle escare (croste) che si formano durante la guarigione.

Neoplasie

I tumori benigni o maligni della gola, come il carcinoma della faringe o della laringe, sono cause serie di sanguinamento. Le masse tumorali sono spesso riccamente vascolarizzate e i loro tessuti sono fragili, tendendo a sanguinare spontaneamente o in seguito a minimi traumi come la tosse.

Fattori Sistemici e Coagulopatie

Pazienti affetti da disturbi della coagulazione (come l'emofilia) o che assumono farmaci anticoagulanti (warfarin, eparina) o antiaggreganti (aspirina) presentano un rischio maggiore di emorragie spontanee o prolungate anche per traumi minimi. Anche malattie sistemiche come la leucemia o l'insufficienza epatica grave possono manifestarsi con sanguinamenti delle mucose.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo principale è, ovviamente, la presenza di sangue nella bocca o nella saliva. Tuttavia, la presentazione clinica può variare notevolmente a seconda della causa sottostante.

I sintomi associati più frequenti includono:

  • Presenza di sangue: Può manifestarsi come striature rosse nella saliva o come l'espulsione di sangue vivo (rosso brillante) o coaguli.
  • Dolore durante la deglutizione: spesso presente in caso di infezioni o traumi.
  • Difficoltà a deglutire: sensazione di ostacolo o dolore intenso che impedisce il normale passaggio di cibo e liquidi.
  • Abbassamento della voce: se l'emorragia o la causa sottostante coinvolgono le corde vocali o la laringe.
  • Alito cattivo: spesso causato dalla decomposizione del sangue o da infezioni necrotiche.
  • Tosse persistente: il sangue in gola può irritare le vie aeree superiori scatenando il riflesso della tosse.
  • Linfonodi del collo ingrossati: comune nelle forme infettive o neoplastiche.
  • Eccessiva salivazione: dovuta all'irritazione della mucosa o alla difficoltà di deglutire la saliva stessa.

In caso di emorragia massiva, possono comparire segni di shock ipovolemico o compromissione respiratoria:

  • Battito cardiaco accelerato
  • Pressione arteriosa bassa
  • Pallore cutaneo
  • Difficoltà respiratoria o fame d'aria
  • Svenimento o perdita di coscienza
4

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'anamnesi accurata per determinare la durata, l'entità del sanguinamento e la presenza di sintomi associati. Il medico indagherà sull'eventuale assunzione di farmaci, abitudini tabagiche e recenti interventi chirurgici.

L'esame obiettivo prevede l'ispezione del cavo orale e dell'orofaringe utilizzando una luce adeguata e un abbassalingua. Tuttavia, poiché molte aree della gola non sono visibili a occhio nudo, sono spesso necessari esami specialistici:

  1. Laringoscopia a fibre ottiche: Un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso il naso per visualizzare in tempo reale la rinofaringe, la laringe e la parte superiore dell'esofago. È l'esame gold standard per individuare la sede del sanguinamento.
  2. Esami del sangue: Emocromo completo per valutare l'entità della perdita ematica (presenza di anemia) e test della coagulazione (PT, PTT, INR) per escludere predisposizioni emorragiche.
  3. Imaging: In casi selezionati, una TC (Tomografia Computerizzata) o una RM (Risonanza Magnetica) del collo con mezzo di contrasto possono essere necessarie per identificare tumori, ascessi profondi o anomalie vascolari.
  4. Biopsia: Se viene individuata una massa sospetta, il prelievo di un piccolo campione di tessuto è indispensabile per escludere la natura maligna.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'emorragia dalla gola dipende strettamente dalla gravità e dalla causa scatenante. L'obiettivo primario è sempre la stabilizzazione del paziente e il controllo del sanguinamento.

Interventi di Emergenza

In caso di emorragia severa, la priorità è proteggere le vie respiratorie per evitare l'inalazione di sangue nei polmoni. Può essere necessaria l'aspirazione costante del sangue o, nei casi estremi, l'intubazione. Il ripristino dei liquidi avviene tramite fleboclisi e, se necessario, trasfusioni di sangue.

Trattamenti Locali

  • Cauterizzazione: Se il punto di sanguinamento è visibile e circoscritto, il medico può sigillare il vaso utilizzando il calore (elettrocauterio) o sostanze chimiche (nitrato d'argento).
  • Compressione: L'applicazione di tamponi imbevuti di farmaci vasocostrittori può aiutare a fermare sanguinamenti capillari.
  • Chirurgia: In caso di emorragie post-operatorie o rottura di vasi importanti, può essere necessario un ritorno in sala operatoria per la legatura dei vasi o la revisione della ferita.

Terapie Farmacologiche

  • Antibiotici: Prescritti se la causa è un'infezione batterica o un ascesso.
  • Antiacidi e protettori gastrici: Utili se il sanguinamento è esacerbato dal reflusso gastroesofageo che irrita la gola.
  • Correzione della coagulazione: Sospensione o inversione dell'effetto dei farmaci anticoagulanti tramite somministrazione di vitamina K o complessi protrombinici.

Trattamento delle Cause Croniche

Se l'emorragia è dovuta a una neoplasia, il piano terapeutico sarà più complesso e potrà includere chirurgia oncologica, radioterapia o chemioterapia, a seconda dello stadio della malattia.

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Prognosi e Decorso

La prognosi varia enormemente in base all'eziologia. Le emorragie causate da infezioni lievi o piccoli traumi meccanici hanno solitamente una risoluzione rapida e completa una volta instaurata la terapia corretta.

Le emorragie post-chirurgiche, sebbene potenzialmente pericolose, se gestite tempestivamente non lasciano conseguenze a lungo termine. Al contrario, la prognosi per le emorragie legate a neoplasie maligne dipende dalla precocità della diagnosi e dalla risposta del tumore ai trattamenti.

Un rischio persistente nelle emorragie gravi è l'insorgenza di anemia sideropenica dovuta alla perdita cronica di ferro, che può causare stanchezza cronica e debolezza se non adeguatamente trattata con integratori.

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Prevenzione

Non tutte le emorragie dalla gola possono essere prevenute, ma è possibile ridurre significativamente i rischi adottando alcuni comportamenti:

  • Evitare il fumo e l'alcol: Sono i principali fattori di rischio per i tumori della gola e causano un'infiammazione cronica delle mucose.
  • Umidificare l'ambiente: L'aria troppo secca può seccare le mucose faringee, rendendole più soggette a micro-lesioni.
  • Igiene orale e delle vie aeree: Curare tempestivamente le infezioni della gola per evitare che degenerino in ascessi.
  • Attenzione all'alimentazione: Masticare con cura ed evitare di mangiare frettolosamente cibi che potrebbero contenere frammenti taglienti (lische, ossicini).
  • Controllo dei farmaci: Per chi assume anticoagulanti, è fondamentale monitorare regolarmente i parametri della coagulazione e riferire al medico ogni minimo segno di sanguinamento insolito.
8

Quando Consultare un Medico

Qualsiasi episodio di sanguinamento dalla gola merita un approfondimento medico, ma alcune situazioni richiedono un intervento immediato in pronto soccorso:

  • Sanguinamento abbondante che non accenna a fermarsi.
  • Difficoltà a respirare o sensazione di soffocamento.
  • Espulsione di grandi coaguli di sangue.
  • Presenza di tachicardia, vertigini o senso di svenimento.
  • Sanguinamento che compare dopo un recente intervento chirurgico alla gola o al naso.
  • Dolore toracico associato.

In assenza di emergenza, è comunque opportuno programmare una visita otorinolaringoiatrica se si nota sangue nella saliva in modo persistente, specialmente se accompagnato da perdita di peso inspiegabile, dolore persistente o alterazioni della voce che durano da più di due settimane.

Emorragia dalla gola

Definizione

L'emorragia dalla gola, nota in ambito medico anche come sanguinamento faringeo o orofaringeo, è una condizione caratterizzata dalla perdita di sangue proveniente dai tessuti che compongono la faringe, la laringe o le strutture adiacenti della cavità orale posteriore. Sebbene possa apparire estremamente allarmante per il paziente, l'entità del sanguinamento può variare da lievi tracce ematiche nella saliva a emorragie massive che mettono a rischio la pervietà delle vie aeree.

È fondamentale distinguere l'emorragia che origina direttamente dalla gola da altre forme di sanguinamento che possono manifestarsi attraverso la bocca. In particolare, va differenziata dalla emottisi (sangue proveniente dalle vie respiratorie inferiori, come polmoni e bronchi) e dalla ematemesi (sangue proveniente dall'apparato digerente, solitamente stomaco o esofago). La localizzazione precisa della fonte è il primo passo cruciale per un corretto inquadramento clinico.

Dal punto di vista anatomico, la gola comprende diverse regioni: la rinofaringe (dietro il naso), l'orofaringe (la parte visibile aprendo la bocca) e la laringofaringe (la parte inferiore che conduce verso l'esofago e la laringe). Un'emorragia può originare da vasi sanguigni superficiali, mucose infiammate, lesioni ulcerose o masse tumorali presenti in una qualsiasi di queste aree.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause di un'emorragia dalla gola sono molteplici e possono essere classificate in diverse categorie principali:

Infezioni e Infiammazioni

Le infezioni acute sono tra le cause più comuni. Una faringite severa o una tonsillite batterica possono causare un'intensa congestione dei tessuti, rendendo i capillari fragili e soggetti a rottura. In casi più gravi, la formazione di un ascesso peritonsillare può erodere i vasi sanguigni circostanti, provocando sanguinamenti significativi.

Traumi e Corpi Estranei

L'ingestione accidentale di corpi estranei, come lische di pesce o frammenti di ossa, può graffiare o perforare la mucosa faringea. Anche i traumi fisici esterni al collo o le manovre mediche invasive (come l'intubazione tracheale o l'endoscopia) possono causare lesioni emorragiche. Non vanno dimenticate le ustioni chimiche causate dall'ingestione di sostanze caustiche.

Esiti Post-Chirurgici

Il sanguinamento è una complicanza nota di interventi chirurgici come la tonsillectomia o l'adenoidectomia. Può verificarsi nelle prime 24 ore (emorragia primaria) o dopo 5-10 giorni (emorragia secondaria), spesso a causa della caduta delle escare (croste) che si formano durante la guarigione.

Neoplasie

I tumori benigni o maligni della gola, come il carcinoma della faringe o della laringe, sono cause serie di sanguinamento. Le masse tumorali sono spesso riccamente vascolarizzate e i loro tessuti sono fragili, tendendo a sanguinare spontaneamente o in seguito a minimi traumi come la tosse.

Fattori Sistemici e Coagulopatie

Pazienti affetti da disturbi della coagulazione (come l'emofilia) o che assumono farmaci anticoagulanti (warfarin, eparina) o antiaggreganti (aspirina) presentano un rischio maggiore di emorragie spontanee o prolungate anche per traumi minimi. Anche malattie sistemiche come la leucemia o l'insufficienza epatica grave possono manifestarsi con sanguinamenti delle mucose.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo principale è, ovviamente, la presenza di sangue nella bocca o nella saliva. Tuttavia, la presentazione clinica può variare notevolmente a seconda della causa sottostante.

I sintomi associati più frequenti includono:

  • Presenza di sangue: Può manifestarsi come striature rosse nella saliva o come l'espulsione di sangue vivo (rosso brillante) o coaguli.
  • Dolore durante la deglutizione: spesso presente in caso di infezioni o traumi.
  • Difficoltà a deglutire: sensazione di ostacolo o dolore intenso che impedisce il normale passaggio di cibo e liquidi.
  • Abbassamento della voce: se l'emorragia o la causa sottostante coinvolgono le corde vocali o la laringe.
  • Alito cattivo: spesso causato dalla decomposizione del sangue o da infezioni necrotiche.
  • Tosse persistente: il sangue in gola può irritare le vie aeree superiori scatenando il riflesso della tosse.
  • Linfonodi del collo ingrossati: comune nelle forme infettive o neoplastiche.
  • Eccessiva salivazione: dovuta all'irritazione della mucosa o alla difficoltà di deglutire la saliva stessa.

In caso di emorragia massiva, possono comparire segni di shock ipovolemico o compromissione respiratoria:

  • Battito cardiaco accelerato
  • Pressione arteriosa bassa
  • Pallore cutaneo
  • Difficoltà respiratoria o fame d'aria
  • Svenimento o perdita di coscienza

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'anamnesi accurata per determinare la durata, l'entità del sanguinamento e la presenza di sintomi associati. Il medico indagherà sull'eventuale assunzione di farmaci, abitudini tabagiche e recenti interventi chirurgici.

L'esame obiettivo prevede l'ispezione del cavo orale e dell'orofaringe utilizzando una luce adeguata e un abbassalingua. Tuttavia, poiché molte aree della gola non sono visibili a occhio nudo, sono spesso necessari esami specialistici:

  1. Laringoscopia a fibre ottiche: Un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera viene inserito attraverso il naso per visualizzare in tempo reale la rinofaringe, la laringe e la parte superiore dell'esofago. È l'esame gold standard per individuare la sede del sanguinamento.
  2. Esami del sangue: Emocromo completo per valutare l'entità della perdita ematica (presenza di anemia) e test della coagulazione (PT, PTT, INR) per escludere predisposizioni emorragiche.
  3. Imaging: In casi selezionati, una TC (Tomografia Computerizzata) o una RM (Risonanza Magnetica) del collo con mezzo di contrasto possono essere necessarie per identificare tumori, ascessi profondi o anomalie vascolari.
  4. Biopsia: Se viene individuata una massa sospetta, il prelievo di un piccolo campione di tessuto è indispensabile per escludere la natura maligna.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'emorragia dalla gola dipende strettamente dalla gravità e dalla causa scatenante. L'obiettivo primario è sempre la stabilizzazione del paziente e il controllo del sanguinamento.

Interventi di Emergenza

In caso di emorragia severa, la priorità è proteggere le vie respiratorie per evitare l'inalazione di sangue nei polmoni. Può essere necessaria l'aspirazione costante del sangue o, nei casi estremi, l'intubazione. Il ripristino dei liquidi avviene tramite fleboclisi e, se necessario, trasfusioni di sangue.

Trattamenti Locali

  • Cauterizzazione: Se il punto di sanguinamento è visibile e circoscritto, il medico può sigillare il vaso utilizzando il calore (elettrocauterio) o sostanze chimiche (nitrato d'argento).
  • Compressione: L'applicazione di tamponi imbevuti di farmaci vasocostrittori può aiutare a fermare sanguinamenti capillari.
  • Chirurgia: In caso di emorragie post-operatorie o rottura di vasi importanti, può essere necessario un ritorno in sala operatoria per la legatura dei vasi o la revisione della ferita.

Terapie Farmacologiche

  • Antibiotici: Prescritti se la causa è un'infezione batterica o un ascesso.
  • Antiacidi e protettori gastrici: Utili se il sanguinamento è esacerbato dal reflusso gastroesofageo che irrita la gola.
  • Correzione della coagulazione: Sospensione o inversione dell'effetto dei farmaci anticoagulanti tramite somministrazione di vitamina K o complessi protrombinici.

Trattamento delle Cause Croniche

Se l'emorragia è dovuta a una neoplasia, il piano terapeutico sarà più complesso e potrà includere chirurgia oncologica, radioterapia o chemioterapia, a seconda dello stadio della malattia.

Prognosi e Decorso

La prognosi varia enormemente in base all'eziologia. Le emorragie causate da infezioni lievi o piccoli traumi meccanici hanno solitamente una risoluzione rapida e completa una volta instaurata la terapia corretta.

Le emorragie post-chirurgiche, sebbene potenzialmente pericolose, se gestite tempestivamente non lasciano conseguenze a lungo termine. Al contrario, la prognosi per le emorragie legate a neoplasie maligne dipende dalla precocità della diagnosi e dalla risposta del tumore ai trattamenti.

Un rischio persistente nelle emorragie gravi è l'insorgenza di anemia sideropenica dovuta alla perdita cronica di ferro, che può causare stanchezza cronica e debolezza se non adeguatamente trattata con integratori.

Prevenzione

Non tutte le emorragie dalla gola possono essere prevenute, ma è possibile ridurre significativamente i rischi adottando alcuni comportamenti:

  • Evitare il fumo e l'alcol: Sono i principali fattori di rischio per i tumori della gola e causano un'infiammazione cronica delle mucose.
  • Umidificare l'ambiente: L'aria troppo secca può seccare le mucose faringee, rendendole più soggette a micro-lesioni.
  • Igiene orale e delle vie aeree: Curare tempestivamente le infezioni della gola per evitare che degenerino in ascessi.
  • Attenzione all'alimentazione: Masticare con cura ed evitare di mangiare frettolosamente cibi che potrebbero contenere frammenti taglienti (lische, ossicini).
  • Controllo dei farmaci: Per chi assume anticoagulanti, è fondamentale monitorare regolarmente i parametri della coagulazione e riferire al medico ogni minimo segno di sanguinamento insolito.

Quando Consultare un Medico

Qualsiasi episodio di sanguinamento dalla gola merita un approfondimento medico, ma alcune situazioni richiedono un intervento immediato in pronto soccorso:

  • Sanguinamento abbondante che non accenna a fermarsi.
  • Difficoltà a respirare o sensazione di soffocamento.
  • Espulsione di grandi coaguli di sangue.
  • Presenza di tachicardia, vertigini o senso di svenimento.
  • Sanguinamento che compare dopo un recente intervento chirurgico alla gola o al naso.
  • Dolore toracico associato.

In assenza di emergenza, è comunque opportuno programmare una visita otorinolaringoiatrica se si nota sangue nella saliva in modo persistente, specialmente se accompagnato da perdita di peso inspiegabile, dolore persistente o alterazioni della voce che durano da più di due settimane.

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