Atresia della tricuspide

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Definizione

L'atresia della tricuspide è una cardiopatia congenita complessa e rara in cui la valvola tricuspide, che normalmente permette il passaggio del sangue dall'atrio destro al ventricolo destro, è completamente assente o non si è sviluppata correttamente. Invece di una valvola funzionale, tra le due camere cardiache si trova una solida barriera di tessuto fibroso o muscolare. Questa anomalia anatomica impedisce al sangue povero di ossigeno (venoso) di fluire direttamente nel ventricolo destro per essere poi pompato verso i polmoni.

A causa di questa ostruzione totale, la sopravvivenza del neonato dipende dalla presenza di altre anomalie associate che permettano la miscelazione del sangue. Tipicamente, deve esistere un difetto interatriale (una comunicazione tra gli atri) che consenta al sangue di passare dall'atrio destro all'atrio sinistro. Da qui, il sangue si mescola con quello ossigenato proveniente dai polmoni e passa nel ventricolo sinistro. Per raggiungere i polmoni e ossigenarsi, il sangue deve poi attraversare un difetto interventricolare (VSD) verso un ventricolo destro solitamente ipoplasico (piccolo e sottosviluppato) o passare attraverso un dotto arterioso pervio.

Questa condizione fa parte delle cosiddette "cardiopatie cianogene", poiché il sangue che viene pompato nel resto del corpo è una miscela di sangue ossigenato e non ossigenato, conferendo alla pelle e alle mucose un caratteristico colore bluastro. Rappresenta circa l'1-3% di tutte le malformazioni cardiache congenite e richiede una gestione chirurgica multidisciplinare fin dai primi giorni di vita.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte dell'atresia della tricuspide non sono ancora del tutto note, ma la ricerca medica suggerisce che la patologia derivi da un'interruzione dello sviluppo cardiaco fetale durante le prime otto settimane di gestazione, il periodo critico in cui il cuore si forma e si divide nelle sue quattro camere.

Si ritiene che l'eziologia sia multifattoriale, coinvolgendo una combinazione di predisposizione genetica e fattori ambientali. Tra i possibili fattori di rischio e le associazioni note troviamo:

  • Fattori Genetici: Sebbene la maggior parte dei casi sia sporadica, è stata osservata una maggiore incidenza in famiglie con precedenti di cardiopatie congenite. Alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down (trisomia 21), possono essere associate a difetti cardiaci complessi, inclusa l'atresia della tricuspide.
  • Esposizioni Materne: L'esposizione della madre a determinate sostanze durante il primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio. Queste includono l'uso di farmaci specifici (come alcuni antiepilettici o l'acido retinoico), il consumo di alcol o l'esposizione a solventi organici.
  • Malattie Materne: Condizioni come il diabete gestazionale non controllato o infezioni virali contratte durante la gravidanza (ad esempio la rosolia) sono fattori di rischio riconosciuti per lo sviluppo di anomalie cardiache nel feto.
  • Fattori Nutrizionali: Una carenza di acido folico prima e durante le prime fasi della gravidanza è stata correlata a un rischio più elevato di difetti del tubo neurale e del cuore.

Nonostante questi fattori, in molti neonati l'atresia della tricuspide si presenta senza una causa apparente o fattori di rischio identificabili, rendendo lo screening ecografico prenatale lo strumento più efficace per la diagnosi precoce.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'atresia della tricuspide si manifestano solitamente subito dopo la nascita o entro le prime ore/giorni di vita, non appena il dotto arterioso (una connessione vascolare fetale temporanea) inizia a chiudersi fisiologicamente.

Il segno clinico più evidente è la cianosi, ovvero una colorazione bluastra della pelle, delle labbra e del letto ungueale. Questo accade perché il sangue che circola nell'organismo è povero di ossigeno. La gravità della cianosi dipende dall'entità del flusso sanguigno polmonare: se il difetto interventricolare è piccolo, la cianosi sarà più marcata.

Oltre alla cianosi, il neonato può presentare:

  • Tachipnea e dispnea: Il bambino respira in modo rapido e affannoso nel tentativo di compensare la carenza di ossigeno.
  • Difficoltà di alimentazione: Il neonato si stanca facilmente durante l'allattamento, interrompendo spesso la poppata per riprendere fiato.
  • Sudorazione eccessiva: Specialmente durante i pasti o il pianto, il bambino può apparire sudato e affaticato.
  • Scarso accrescimento ponderale: A causa dell'elevato dispendio energetico per respirare e della difficoltà a nutrirsi, il bambino non aumenta di peso come previsto.
  • Astenia e letargia: Il bambino appare insolitamente debole, meno reattivo agli stimoli e dorme per periodi eccessivamente lunghi.
  • Tachicardia: Il cuore batte più velocemente per cercare di pompare più sangue ai tessuti.

Se la condizione non viene trattata tempestivamente, possono svilupparsi segni di insufficienza cardiaca congestizia, come l'epatomegalia (fegato ingrossato) o l'edema (gonfiore) alle estremità. Nei bambini più grandi che non hanno ancora completato il percorso chirurgico, può comparire l'ippocratismo digitale, una deformazione delle punte delle dita che appaiono ingrossate "a bacchetta di tamburo".

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Diagnosi

La diagnosi di atresia della tricuspide può avvenire in due fasi: prenatale e postnatale.

Diagnosi Prenatale: Grazie ai progressi dell'ecografia ostetrica, molti casi vengono identificati durante l'ecografia morfologica del secondo trimestre. Se si sospetta un'anomalia cardiaca, viene eseguita un'ecocardiografia fetale, un esame specialistico che permette di visualizzare dettagliatamente l'anatomia del cuore del feto. La diagnosi precoce è fondamentale perché consente di pianificare il parto in una struttura dotata di cardiochirurgia pediatrica.

Diagnosi Postnatale: Se la diagnosi non è stata fatta in utero, il sospetto sorge alla nascita in presenza di cianosi o soffi cardiaci. I test diagnostici includono:

  1. Ossimetria del polso: Un test non invasivo che misura il livello di saturazione di ossigeno nel sangue. Valori bassi sono un segnale d'allarme immediato.
  2. Ecocardiogramma: È l'esame principale. Utilizza gli ultrasuoni per mostrare l'assenza della valvola tricuspide, le dimensioni dei ventricoli (tipicamente un ventricolo destro molto piccolo), la direzione del flusso sanguigno e la presenza di difetti associati (ASD, VSD).
  3. Elettrocardiogramma (ECG): In questa patologia, l'ECG mostra spesso segni caratteristici come la deviazione assiale sinistra e l'ipertrofia del ventricolo sinistro, che sono insoliti nel neonato e suggeriscono fortemente l'atresia della tricuspide.
  4. Radiografia del torace: Può mostrare un cuore di dimensioni normali o leggermente aumentate e una riduzione della trama vascolare polmonare (i polmoni appaiono "più neri" per il ridotto afflusso di sangue).
  5. Cateterismo cardiaco: In alcuni casi complessi, può essere necessario inserire un sottile tubicino nei vasi sanguigni fino al cuore per misurare le pressioni e visualizzare meglio l'anatomia prima dell'intervento chirurgico.
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Trattamento e Terapie

L'atresia della tricuspide non può essere corretta per ripristinare l'anatomia normale (non si può "creare" una valvola tricuspide funzionale). Il trattamento consiste in una serie di interventi chirurgici palliativi volti a separare la circolazione sistemica da quella polmonare e a ottimizzare l'ossigenazione del sangue.

Gestione Iniziale: Subito dopo la nascita, se il flusso polmonare è insufficiente, viene somministrata un'infusione endovenosa di prostaglandina E1. Questo farmaco mantiene aperto il dotto arterioso, garantendo il passaggio di sangue ai polmoni fino al primo intervento.

Percorso Chirurgico in Tre Stadi:

  1. Stadio I - Shunt di Blalock-Taussig (o variante): Eseguito nei primi giorni di vita. Si crea una connessione artificiale (tubicino in Gore-Tex) tra un'arteria sistemica (come la succlavia) e l'arteria polmonare per garantire un flusso costante di sangue ai polmoni. Se invece il flusso polmonare è eccessivo, si esegue un "bendaggio" dell'arteria polmonare.
  2. Stadio II - Intervento di Glenn (Anastomosi cavo-polmonare superiore): Eseguito solitamente tra i 4 e i 6 mesi di vita. La vena cava superiore (che porta il sangue dalla parte superiore del corpo) viene collegata direttamente all'arteria polmonare destra. Questo riduce il carico di lavoro del ventricolo sinistro e migliora l'ossigenazione.
  3. Stadio III - Intervento di Fontan (Anastomosi cavo-polmonare totale): Eseguito tra i 2 e i 4 anni di età. Anche la vena cava inferiore viene collegata alle arterie polmonari. Dopo questo intervento, tutto il sangue venoso povero di ossigeno fluisce passivamente verso i polmoni senza passare per il cuore. Il ventricolo sinistro diventa l'unica pompa che spinge il sangue ossigenato verso tutto il corpo.

Terapia Medica: Oltre alla chirurgia, i pazienti possono necessitare di farmaci come diuretici, ACE-inibitori o anticoagulanti (per prevenire la formazione di coaguli nel circuito di Fontan). È necessaria una profilassi antibiotica prima di procedure odontoiatriche per prevenire l'endocardite batterica.

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Prognosi e Decorso

Senza intervento chirurgico, la prognosi dell'atresia della tricuspide è infausta, con un'altissima mortalità nel primo anno di vita. Tuttavia, grazie alle moderne tecniche cardiochirurgiche, la maggior parte dei bambini sopravvive fino all'età adulta.

Il decorso post-operatorio dopo la procedura di Fontan permette a molti pazienti di condurre una vita attiva, frequentare la scuola e praticare attività fisica moderata. Tuttavia, la circolazione di Fontan non è una circolazione normale e può portare a complicazioni a lungo termine, tra cui:

  • Aritmie: Disturbi del ritmo cardiaco, come la fibrillazione atriale, sono comuni a causa delle cicatrici chirurgiche e della pressione negli atri.
  • Disfunzione del ventricolo sinistro: Il ventricolo unico può indebolirsi nel tempo dovendo sostenere tutto il carico circolatorio.
  • Problemi epatici: La pressione venosa elevata può causare congestione del fegato e, raramente, cirrosi (epatopatia associata a Fontan).
  • Enteropatia protido-disperdente: Una rara condizione in cui si perdono proteine attraverso l'intestino, causando edema e ascite.

I pazienti richiedono un follow-up permanente presso centri specializzati in cardiopatie congenite dell'adulto (GUCH) per monitorare la funzione cardiaca e prevenire le complicanze.

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Prevenzione

Poiché la causa esatta dell'atresia della tricuspide è sconosciuta, non esiste un modo certo per prevenirla. Tuttavia, le donne in età fertile possono adottare misure per ridurre il rischio generale di difetti cardiaci congeniti:

  • Assunzione di Acido Folico: Iniziare l'integrazione almeno un mese prima del concepimento e continuare durante il primo trimestre.
  • Controllo delle Malattie Croniche: Gestire attentamente il diabete e altre condizioni preesistenti sotto supervisione medica.
  • Evitare Sostanze Tossiche: Non consumare alcol, non fumare e consultare sempre il medico prima di assumere qualsiasi farmaco durante la gravidanza.
  • Vaccinazioni: Assicurarsi di essere immunizzate contro la rosolia prima di intraprendere una gravidanza.
  • Screening Prenatale: Sottoporsi a regolari controlli ecografici per identificare precocemente eventuali anomalie.
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Quando Consultare un Medico

In un neonato, è necessario cercare assistenza medica immediata se si notano i seguenti segni:

  • La pelle, le labbra o la lingua appaiono bluastre o grigiastre (cianosi).
  • Il respiro è molto rapido, faticoso o si notano rientramenti del torace durante la respirazione.
  • Il bambino è estremamente letargico, difficile da svegliare o non risponde agli stimoli.
  • Il neonato rifiuta il cibo o si stanca dopo pochi sorsi.
  • Si nota un gonfiore insolito intorno agli occhi, sulle mani o sui piedi.

Per i genitori di bambini già diagnosticati e operati, è fondamentale contattare il cardiologo pediatra in caso di comparsa di nuovi sintomi come stanchezza eccessiva, palpitazioni, svenimenti o una riduzione della tolleranza allo sforzo fisico. La vigilanza costante e il rispetto dei controlli programmati sono la chiave per una gestione ottimale della patologia.

Atresia della tricuspide

Definizione

L'atresia della tricuspide è una cardiopatia congenita complessa e rara in cui la valvola tricuspide, che normalmente permette il passaggio del sangue dall'atrio destro al ventricolo destro, è completamente assente o non si è sviluppata correttamente. Invece di una valvola funzionale, tra le due camere cardiache si trova una solida barriera di tessuto fibroso o muscolare. Questa anomalia anatomica impedisce al sangue povero di ossigeno (venoso) di fluire direttamente nel ventricolo destro per essere poi pompato verso i polmoni.

A causa di questa ostruzione totale, la sopravvivenza del neonato dipende dalla presenza di altre anomalie associate che permettano la miscelazione del sangue. Tipicamente, deve esistere un difetto interatriale (una comunicazione tra gli atri) che consenta al sangue di passare dall'atrio destro all'atrio sinistro. Da qui, il sangue si mescola con quello ossigenato proveniente dai polmoni e passa nel ventricolo sinistro. Per raggiungere i polmoni e ossigenarsi, il sangue deve poi attraversare un difetto interventricolare (VSD) verso un ventricolo destro solitamente ipoplasico (piccolo e sottosviluppato) o passare attraverso un dotto arterioso pervio.

Questa condizione fa parte delle cosiddette "cardiopatie cianogene", poiché il sangue che viene pompato nel resto del corpo è una miscela di sangue ossigenato e non ossigenato, conferendo alla pelle e alle mucose un caratteristico colore bluastro. Rappresenta circa l'1-3% di tutte le malformazioni cardiache congenite e richiede una gestione chirurgica multidisciplinare fin dai primi giorni di vita.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte dell'atresia della tricuspide non sono ancora del tutto note, ma la ricerca medica suggerisce che la patologia derivi da un'interruzione dello sviluppo cardiaco fetale durante le prime otto settimane di gestazione, il periodo critico in cui il cuore si forma e si divide nelle sue quattro camere.

Si ritiene che l'eziologia sia multifattoriale, coinvolgendo una combinazione di predisposizione genetica e fattori ambientali. Tra i possibili fattori di rischio e le associazioni note troviamo:

  • Fattori Genetici: Sebbene la maggior parte dei casi sia sporadica, è stata osservata una maggiore incidenza in famiglie con precedenti di cardiopatie congenite. Alcune anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down (trisomia 21), possono essere associate a difetti cardiaci complessi, inclusa l'atresia della tricuspide.
  • Esposizioni Materne: L'esposizione della madre a determinate sostanze durante il primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio. Queste includono l'uso di farmaci specifici (come alcuni antiepilettici o l'acido retinoico), il consumo di alcol o l'esposizione a solventi organici.
  • Malattie Materne: Condizioni come il diabete gestazionale non controllato o infezioni virali contratte durante la gravidanza (ad esempio la rosolia) sono fattori di rischio riconosciuti per lo sviluppo di anomalie cardiache nel feto.
  • Fattori Nutrizionali: Una carenza di acido folico prima e durante le prime fasi della gravidanza è stata correlata a un rischio più elevato di difetti del tubo neurale e del cuore.

Nonostante questi fattori, in molti neonati l'atresia della tricuspide si presenta senza una causa apparente o fattori di rischio identificabili, rendendo lo screening ecografico prenatale lo strumento più efficace per la diagnosi precoce.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'atresia della tricuspide si manifestano solitamente subito dopo la nascita o entro le prime ore/giorni di vita, non appena il dotto arterioso (una connessione vascolare fetale temporanea) inizia a chiudersi fisiologicamente.

Il segno clinico più evidente è la cianosi, ovvero una colorazione bluastra della pelle, delle labbra e del letto ungueale. Questo accade perché il sangue che circola nell'organismo è povero di ossigeno. La gravità della cianosi dipende dall'entità del flusso sanguigno polmonare: se il difetto interventricolare è piccolo, la cianosi sarà più marcata.

Oltre alla cianosi, il neonato può presentare:

  • Tachipnea e dispnea: Il bambino respira in modo rapido e affannoso nel tentativo di compensare la carenza di ossigeno.
  • Difficoltà di alimentazione: Il neonato si stanca facilmente durante l'allattamento, interrompendo spesso la poppata per riprendere fiato.
  • Sudorazione eccessiva: Specialmente durante i pasti o il pianto, il bambino può apparire sudato e affaticato.
  • Scarso accrescimento ponderale: A causa dell'elevato dispendio energetico per respirare e della difficoltà a nutrirsi, il bambino non aumenta di peso come previsto.
  • Astenia e letargia: Il bambino appare insolitamente debole, meno reattivo agli stimoli e dorme per periodi eccessivamente lunghi.
  • Tachicardia: Il cuore batte più velocemente per cercare di pompare più sangue ai tessuti.

Se la condizione non viene trattata tempestivamente, possono svilupparsi segni di insufficienza cardiaca congestizia, come l'epatomegalia (fegato ingrossato) o l'edema (gonfiore) alle estremità. Nei bambini più grandi che non hanno ancora completato il percorso chirurgico, può comparire l'ippocratismo digitale, una deformazione delle punte delle dita che appaiono ingrossate "a bacchetta di tamburo".

Diagnosi

La diagnosi di atresia della tricuspide può avvenire in due fasi: prenatale e postnatale.

Diagnosi Prenatale: Grazie ai progressi dell'ecografia ostetrica, molti casi vengono identificati durante l'ecografia morfologica del secondo trimestre. Se si sospetta un'anomalia cardiaca, viene eseguita un'ecocardiografia fetale, un esame specialistico che permette di visualizzare dettagliatamente l'anatomia del cuore del feto. La diagnosi precoce è fondamentale perché consente di pianificare il parto in una struttura dotata di cardiochirurgia pediatrica.

Diagnosi Postnatale: Se la diagnosi non è stata fatta in utero, il sospetto sorge alla nascita in presenza di cianosi o soffi cardiaci. I test diagnostici includono:

  1. Ossimetria del polso: Un test non invasivo che misura il livello di saturazione di ossigeno nel sangue. Valori bassi sono un segnale d'allarme immediato.
  2. Ecocardiogramma: È l'esame principale. Utilizza gli ultrasuoni per mostrare l'assenza della valvola tricuspide, le dimensioni dei ventricoli (tipicamente un ventricolo destro molto piccolo), la direzione del flusso sanguigno e la presenza di difetti associati (ASD, VSD).
  3. Elettrocardiogramma (ECG): In questa patologia, l'ECG mostra spesso segni caratteristici come la deviazione assiale sinistra e l'ipertrofia del ventricolo sinistro, che sono insoliti nel neonato e suggeriscono fortemente l'atresia della tricuspide.
  4. Radiografia del torace: Può mostrare un cuore di dimensioni normali o leggermente aumentate e una riduzione della trama vascolare polmonare (i polmoni appaiono "più neri" per il ridotto afflusso di sangue).
  5. Cateterismo cardiaco: In alcuni casi complessi, può essere necessario inserire un sottile tubicino nei vasi sanguigni fino al cuore per misurare le pressioni e visualizzare meglio l'anatomia prima dell'intervento chirurgico.

Trattamento e Terapie

L'atresia della tricuspide non può essere corretta per ripristinare l'anatomia normale (non si può "creare" una valvola tricuspide funzionale). Il trattamento consiste in una serie di interventi chirurgici palliativi volti a separare la circolazione sistemica da quella polmonare e a ottimizzare l'ossigenazione del sangue.

Gestione Iniziale: Subito dopo la nascita, se il flusso polmonare è insufficiente, viene somministrata un'infusione endovenosa di prostaglandina E1. Questo farmaco mantiene aperto il dotto arterioso, garantendo il passaggio di sangue ai polmoni fino al primo intervento.

Percorso Chirurgico in Tre Stadi:

  1. Stadio I - Shunt di Blalock-Taussig (o variante): Eseguito nei primi giorni di vita. Si crea una connessione artificiale (tubicino in Gore-Tex) tra un'arteria sistemica (come la succlavia) e l'arteria polmonare per garantire un flusso costante di sangue ai polmoni. Se invece il flusso polmonare è eccessivo, si esegue un "bendaggio" dell'arteria polmonare.
  2. Stadio II - Intervento di Glenn (Anastomosi cavo-polmonare superiore): Eseguito solitamente tra i 4 e i 6 mesi di vita. La vena cava superiore (che porta il sangue dalla parte superiore del corpo) viene collegata direttamente all'arteria polmonare destra. Questo riduce il carico di lavoro del ventricolo sinistro e migliora l'ossigenazione.
  3. Stadio III - Intervento di Fontan (Anastomosi cavo-polmonare totale): Eseguito tra i 2 e i 4 anni di età. Anche la vena cava inferiore viene collegata alle arterie polmonari. Dopo questo intervento, tutto il sangue venoso povero di ossigeno fluisce passivamente verso i polmoni senza passare per il cuore. Il ventricolo sinistro diventa l'unica pompa che spinge il sangue ossigenato verso tutto il corpo.

Terapia Medica: Oltre alla chirurgia, i pazienti possono necessitare di farmaci come diuretici, ACE-inibitori o anticoagulanti (per prevenire la formazione di coaguli nel circuito di Fontan). È necessaria una profilassi antibiotica prima di procedure odontoiatriche per prevenire l'endocardite batterica.

Prognosi e Decorso

Senza intervento chirurgico, la prognosi dell'atresia della tricuspide è infausta, con un'altissima mortalità nel primo anno di vita. Tuttavia, grazie alle moderne tecniche cardiochirurgiche, la maggior parte dei bambini sopravvive fino all'età adulta.

Il decorso post-operatorio dopo la procedura di Fontan permette a molti pazienti di condurre una vita attiva, frequentare la scuola e praticare attività fisica moderata. Tuttavia, la circolazione di Fontan non è una circolazione normale e può portare a complicazioni a lungo termine, tra cui:

  • Aritmie: Disturbi del ritmo cardiaco, come la fibrillazione atriale, sono comuni a causa delle cicatrici chirurgiche e della pressione negli atri.
  • Disfunzione del ventricolo sinistro: Il ventricolo unico può indebolirsi nel tempo dovendo sostenere tutto il carico circolatorio.
  • Problemi epatici: La pressione venosa elevata può causare congestione del fegato e, raramente, cirrosi (epatopatia associata a Fontan).
  • Enteropatia protido-disperdente: Una rara condizione in cui si perdono proteine attraverso l'intestino, causando edema e ascite.

I pazienti richiedono un follow-up permanente presso centri specializzati in cardiopatie congenite dell'adulto (GUCH) per monitorare la funzione cardiaca e prevenire le complicanze.

Prevenzione

Poiché la causa esatta dell'atresia della tricuspide è sconosciuta, non esiste un modo certo per prevenirla. Tuttavia, le donne in età fertile possono adottare misure per ridurre il rischio generale di difetti cardiaci congeniti:

  • Assunzione di Acido Folico: Iniziare l'integrazione almeno un mese prima del concepimento e continuare durante il primo trimestre.
  • Controllo delle Malattie Croniche: Gestire attentamente il diabete e altre condizioni preesistenti sotto supervisione medica.
  • Evitare Sostanze Tossiche: Non consumare alcol, non fumare e consultare sempre il medico prima di assumere qualsiasi farmaco durante la gravidanza.
  • Vaccinazioni: Assicurarsi di essere immunizzate contro la rosolia prima di intraprendere una gravidanza.
  • Screening Prenatale: Sottoporsi a regolari controlli ecografici per identificare precocemente eventuali anomalie.

Quando Consultare un Medico

In un neonato, è necessario cercare assistenza medica immediata se si notano i seguenti segni:

  • La pelle, le labbra o la lingua appaiono bluastre o grigiastre (cianosi).
  • Il respiro è molto rapido, faticoso o si notano rientramenti del torace durante la respirazione.
  • Il bambino è estremamente letargico, difficile da svegliare o non risponde agli stimoli.
  • Il neonato rifiuta il cibo o si stanca dopo pochi sorsi.
  • Si nota un gonfiore insolito intorno agli occhi, sulle mani o sui piedi.

Per i genitori di bambini già diagnosticati e operati, è fondamentale contattare il cardiologo pediatra in caso di comparsa di nuovi sintomi come stanchezza eccessiva, palpitazioni, svenimenti o una riduzione della tolleranza allo sforzo fisico. La vigilanza costante e il rispetto dei controlli programmati sono la chiave per una gestione ottimale della patologia.

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