Schisi Facciali

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Definizione

Le schisi facciali rappresentano un gruppo eterogeneo e complesso di malformazioni congenite caratterizzate da una mancata fusione dei tessuti molli e/o delle strutture ossee del volto durante lo sviluppo embrionale. Queste fessurazioni possono interessare diverse aree, tra cui le labbra, il palato, il naso, le orbite oculari e le ossa mascellari. Sebbene la cheiloschisi (labbro leporino) e la palatoschisi siano le forme più comuni e conosciute, il termine "schisi facciali" (codice ICD-11 LA51) include anche varianti molto più rare e gravi, spesso classificate secondo il sistema di Tessier, che numera le fessurazioni da 0 a 14 in base alla loro posizione anatomica rispetto all'asse mediano del volto.

Dal punto di vista embriologico, queste condizioni si originano tra la quarta e l'ottava settimana di gestazione, un periodo critico in cui i processi facciali (frontonasale, mascellare e mandibolare) dovrebbero incontrarsi e fondersi per modellare i lineamenti del feto. Quando questo processo viene interrotto, si crea una soluzione di continuità che può variare da una piccola tacca cutanea a una separazione profonda che coinvolge l'intero massiccio facciale. La complessità di queste malformazioni richiede un approccio terapeutico altamente specializzato e multidisciplinare, poiché le implicazioni non sono solo estetiche, ma coinvolgono funzioni vitali come la respirazione, l'alimentazione, l'udito e il linguaggio.

Le schisi facciali possono presentarsi come difetti isolati (forme non sindromiche) o come parte di quadri clinici più ampi (forme sindromiche), associati ad altre anomalie dello sviluppo. La comprensione della natura specifica della schisi è fondamentale per stabilire un piano di trattamento personalizzato che accompagnerà il paziente dalla nascita fino all'età adulta.

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Cause e Fattori di Rischio

L'eziologia delle schisi facciali è considerata multifattoriale, derivante da una complessa interazione tra suscettibilità genetica e fattori ambientali. Non esiste un'unica causa identificabile nella maggior parte dei casi, ma piuttosto una combinazione di elementi che interferiscono con la normale morfogenesi facciale.

Fattori Genetici

La componente genetica gioca un ruolo cruciale. Sono stati identificati numerosi geni coinvolti nella segnalazione cellulare e nella crescita dei tessuti (come IRF6, MSX1 e BMP4) le cui mutazioni possono aumentare il rischio di sviluppare una schisi. Nelle forme sindromiche, la schisi è una manifestazione di alterazioni cromosomiche o geniche specifiche, come nella sindrome di Van der Woude o nella sindrome di Treacher Collins. La familiarità è un fattore di rischio noto: genitori che hanno già avuto un figlio con una schisi facciale hanno una probabilità statisticamente superiore di avere un altro bambino con la stessa condizione.

Fattori Ambientali e Stile di Vita

Durante il primo trimestre di gravidanza, l'esposizione a determinati agenti teratogeni può ostacolare la fusione dei processi facciali:

  • Carenze nutrizionali: La mancanza di acido folico (vitamina B9) è uno dei fattori di rischio più documentati. L'acido folico è essenziale per la sintesi del DNA e la divisione cellulare.
  • Fumo e Alcol: Il consumo di tabacco e bevande alcoliche in gravidanza riduce l'apporto di ossigeno ai tessuti fetali e introduce tossine che interferiscono con lo sviluppo.
  • Farmaci: L'uso di alcuni medicinali, come gli anticonvulsivanti (es. fenitoina), i retinoidi (usati per l'acne grave) o i corticosteroidi, è stato associato a un incremento del rischio.
  • Patologie materne: Il diabete gestazionale non controllato o l'obesità materna possono influenzare negativamente l'ambiente intrauterino.
  • Infezioni: Alcune infezioni virali contratte dalla madre durante le prime settimane di gestazione possono giocare un ruolo nello sviluppo di malformazioni.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche delle schisi facciali variano drasticamente a seconda della localizzazione e della profondità della fessurazione. Oltre all'evidente alterazione morfologica, i pazienti possono presentare una serie di sintomi funzionali complessi.

Anomalie Strutturali Visibili

Il segno più evidente è la presenza di una fessura che può interessare:

  • Il labbro superiore, manifestandosi come schisi del labbro (mono o bilaterale).
  • Il palato duro e molle, con la conseguente fessurazione del palato, che crea una comunicazione anomala tra bocca e cavità nasali.
  • Il naso, che può apparire appiattito o deviato a causa della mancanza di supporto osseo e cartilagineo.
  • Le orbite, portando a occhi eccessivamente distanziati o a difetti della palpebra come l'eversione palpebrale.

Difficoltà Funzionali

Le schisi compromettono diverse funzioni fisiologiche:

  • Alimentazione: I neonati presentano spesso difficoltà nell'alimentazione poiché la fessura impedisce la creazione della pressione negativa necessaria per la suzione. Questo può portare a un rigurgito nasale del latte e a un lento aumento di peso.
  • Linguaggio: La compromissione del palato e delle strutture labiali causa difficoltà nell'articolazione delle parole e una caratteristica voce nasale (rinolalia).
  • Udito: Molti bambini soffrono di riduzione dell'udito o sordità trasmissiva a causa del malfunzionamento delle tube di Eustachio, che porta a frequenti accumuli di liquido nell'orecchio medio (otite sierosa).
  • Respirazione: Le deformità nasali possono causare ostruzione delle vie aeree superiori, rendendo difficile la respirazione nasale.

Manifestazioni Oculari e Dentali

Nelle schisi più rare (Tessier), si possono osservare:

  • Coloboma, ovvero la mancanza di una parte del tessuto dell'iride o della palpebra.
  • Occhi di dimensioni ridotte o, nei casi estremi, assenza del bulbo oculare.
  • Lacrimazione eccessiva dovuta all'ostruzione dei dotti lacrimali.
  • Gravi anomalie della dentizione, come denti soprannumerari, denti mancanti o una marcata malocclusione delle arcate.
  • Sviluppo insufficiente delle ossa facciali, come la mandibola piccola o l'ipoplasia del mascellare superiore.
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Diagnosi

Il percorso diagnostico per le schisi facciali inizia spesso prima della nascita e prosegue con valutazioni approfondite nel periodo neonatale.

Diagnosi Prenatale

Grazie ai progressi della tecnologia ecografica, molte schisi facciali vengono identificate durante l'ecografia morfologica del secondo trimestre (tra la 19ª e la 22ª settimana).

  • Ecografia 3D/4D: Fornisce immagini dettagliate della superficie del volto fetale, permettendo di visualizzare l'estensione della schisi labiale.
  • Risonanza Magnetica (RM) Fetale: Può essere richiesta per valutare meglio il coinvolgimento del palato o la presenza di anomalie cerebrali associate, specialmente nelle schisi rare.
  • Screening Genetico: Se viene rilevata una schisi, può essere proposto il prelievo dei villi coriali o l'amniocentesi per escludere sindromi genetiche o anomalie cromosomiche (come la Trisomia 13 o 18).

Diagnosi Postnatale

Alla nascita, la diagnosi è clinica e si basa sull'esame obiettivo del neonato da parte di un neonatologo e di un chirurgo plastico o maxillo-facciale.

  • Esame del palato: Viene eseguito manualmente e visivamente per identificare schisi del palato che potrebbero non essere state viste in ecografia.
  • Tomografia Computerizzata (TC) Cone Beam: Utilizzata per ottenere una ricostruzione tridimensionale delle ossa del cranio e del volto, fondamentale per pianificare gli interventi chirurgici ricostruttivi.
  • Valutazione Audiologica: Test dell'udito precoci (potenziali evocati uditivi) per monitorare la funzionalità dell'orecchio medio.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento delle schisi facciali è un processo a lungo termine che richiede un team multidisciplinare composto da chirurghi plastici, chirurghi maxillo-facciali, ortodontisti, logopedisti, otorinolaringoiatri e psicologi.

Interventi Chirurgici

La chirurgia è il pilastro del trattamento e avviene in diverse fasi della crescita:

  1. Riparazione del labbro (Cheiloplastica): Solitamente eseguita tra i 3 e i 6 mesi di vita. L'obiettivo è chiudere la fessura, ricostruire il muscolo orbicolare della bocca e migliorare la simmetria nasale.
  2. Riparazione del palato (Palatoplastica): In genere effettuata tra i 9 e i 18 mesi. Serve a chiudere la comunicazione tra bocca e naso, permettendo uno sviluppo corretto del linguaggio e dell'alimentazione.
  3. Innesto osseo alveolare: Eseguito tra gli 8 e i 12 anni per riempire la fessura nella gengiva (alveolo) utilizzando osso prelevato solitamente dal bacino (cresta iliaca), facilitando l'eruzione dei denti permanenti.
  4. Chirurgia Ortognatica: Effettuata alla fine della crescita ossea (16-18 anni) per correggere le discrepanze tra mascella e mandibola e migliorare l'occlusione e il profilo facciale.
  5. Rinoplastica correttiva: Interventi finali per migliorare la funzione respiratoria e l'estetica del naso.

Terapie di Supporto

  • Supporto all'allattamento: Uso di biberon speciali o tettarelle lunghe per facilitare la nutrizione del neonato.
  • Ortodonzia: Trattamenti prolungati per allineare i denti e preparare le arcate agli interventi ossei.
  • Logopedia: Fondamentale per correggere i difetti di pronuncia e migliorare la funzionalità velo-faringea.
  • Trattamento Otorinolaringoiatrico: Inserimento di piccoli tubicini di drenaggio (drenaggi transtimpanici) per prevenire la perdita dell'udito dovuta alle otiti ricorrenti.
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Prognosi e Decorso

La prognosi per i bambini nati con schisi facciali è oggi molto favorevole, grazie alle moderne tecniche chirurgiche e all'approccio integrato. La maggior parte dei pazienti raggiunge un aspetto estetico soddisfacente e una funzionalità quasi normale nel parlare, mangiare e respirare.

Il decorso è tuttavia impegnativo per la famiglia e il paziente, richiedendo numerosi controlli medici e, spesso, diversi interventi chirurgici nel corso di quasi vent'anni. Il successo del trattamento dipende in gran parte dalla precocità dell'intervento e dalla continuità delle cure.

Un aspetto cruciale della prognosi riguarda il benessere psicologico. I bambini con malformazioni facciali possono affrontare sfide sociali e problemi di autostima durante l'infanzia e l'adolescenza. Il supporto psicologico è quindi parte integrante del percorso di cura per aiutare il paziente a sviluppare una sana immagine di sé e buone capacità relazionali.

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Prevenzione

Sebbene non sia possibile prevenire tutte le schisi facciali a causa della loro componente genetica, è possibile ridurre significativamente il rischio seguendo alcune linee guida durante la gravidanza e nel periodo preconcezionale:

  • Assunzione di Acido Folico: È raccomandato iniziare l'integrazione di acido folico (almeno 400 microgrammi al giorno) almeno un mese prima del concepimento e continuare per tutto il primo trimestre.
  • Stile di vita sano: Evitare rigorosamente il fumo di sigaretta e il consumo di alcolici durante la gestazione.
  • Controllo delle patologie croniche: Le donne con diabete dovrebbero assicurarsi che i livelli di glucosio siano ben controllati prima e durante la gravidanza.
  • Revisione dei farmaci: Consultare il medico prima di assumere qualsiasi farmaco se si sta pianificando una gravidanza, per valutare alternative più sicure ai farmaci teratogeni.
  • Alimentazione equilibrata: Una dieta ricca di nutrienti essenziali supporta il corretto sviluppo embrionale.
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Quando Consultare un Medico

La gestione delle schisi facciali inizia solitamente con la diagnosi ecografica prenatale. In questo caso, è fondamentale consultare immediatamente un centro specializzato in malformazioni cranio-facciali per un colloquio informativo che aiuti i genitori a comprendere il percorso terapeutico futuro.

Dopo la nascita, è necessario rivolgersi al medico o al team specialistico se il neonato presenta:

  • Difficoltà persistenti nell'alimentazione o scarso accrescimento.
  • Episodi di soffocamento o rigurgito nasale frequente durante i pasti.
  • Segni di infezioni auricolari (pianto inconsolabile, febbre, tendenza a toccarsi l'orecchio).
  • Ritardi evidenti nello sviluppo del linguaggio o emissione di suoni eccessivamente nasali.

La diagnosi precoce e l'inserimento in un protocollo di cura multidisciplinare sono le chiavi per garantire al bambino la migliore qualità di vita possibile.

Schisi Facciali

Definizione

Le schisi facciali rappresentano un gruppo eterogeneo e complesso di malformazioni congenite caratterizzate da una mancata fusione dei tessuti molli e/o delle strutture ossee del volto durante lo sviluppo embrionale. Queste fessurazioni possono interessare diverse aree, tra cui le labbra, il palato, il naso, le orbite oculari e le ossa mascellari. Sebbene la cheiloschisi (labbro leporino) e la palatoschisi siano le forme più comuni e conosciute, il termine "schisi facciali" (codice ICD-11 LA51) include anche varianti molto più rare e gravi, spesso classificate secondo il sistema di Tessier, che numera le fessurazioni da 0 a 14 in base alla loro posizione anatomica rispetto all'asse mediano del volto.

Dal punto di vista embriologico, queste condizioni si originano tra la quarta e l'ottava settimana di gestazione, un periodo critico in cui i processi facciali (frontonasale, mascellare e mandibolare) dovrebbero incontrarsi e fondersi per modellare i lineamenti del feto. Quando questo processo viene interrotto, si crea una soluzione di continuità che può variare da una piccola tacca cutanea a una separazione profonda che coinvolge l'intero massiccio facciale. La complessità di queste malformazioni richiede un approccio terapeutico altamente specializzato e multidisciplinare, poiché le implicazioni non sono solo estetiche, ma coinvolgono funzioni vitali come la respirazione, l'alimentazione, l'udito e il linguaggio.

Le schisi facciali possono presentarsi come difetti isolati (forme non sindromiche) o come parte di quadri clinici più ampi (forme sindromiche), associati ad altre anomalie dello sviluppo. La comprensione della natura specifica della schisi è fondamentale per stabilire un piano di trattamento personalizzato che accompagnerà il paziente dalla nascita fino all'età adulta.

Cause e Fattori di Rischio

L'eziologia delle schisi facciali è considerata multifattoriale, derivante da una complessa interazione tra suscettibilità genetica e fattori ambientali. Non esiste un'unica causa identificabile nella maggior parte dei casi, ma piuttosto una combinazione di elementi che interferiscono con la normale morfogenesi facciale.

Fattori Genetici

La componente genetica gioca un ruolo cruciale. Sono stati identificati numerosi geni coinvolti nella segnalazione cellulare e nella crescita dei tessuti (come IRF6, MSX1 e BMP4) le cui mutazioni possono aumentare il rischio di sviluppare una schisi. Nelle forme sindromiche, la schisi è una manifestazione di alterazioni cromosomiche o geniche specifiche, come nella sindrome di Van der Woude o nella sindrome di Treacher Collins. La familiarità è un fattore di rischio noto: genitori che hanno già avuto un figlio con una schisi facciale hanno una probabilità statisticamente superiore di avere un altro bambino con la stessa condizione.

Fattori Ambientali e Stile di Vita

Durante il primo trimestre di gravidanza, l'esposizione a determinati agenti teratogeni può ostacolare la fusione dei processi facciali:

  • Carenze nutrizionali: La mancanza di acido folico (vitamina B9) è uno dei fattori di rischio più documentati. L'acido folico è essenziale per la sintesi del DNA e la divisione cellulare.
  • Fumo e Alcol: Il consumo di tabacco e bevande alcoliche in gravidanza riduce l'apporto di ossigeno ai tessuti fetali e introduce tossine che interferiscono con lo sviluppo.
  • Farmaci: L'uso di alcuni medicinali, come gli anticonvulsivanti (es. fenitoina), i retinoidi (usati per l'acne grave) o i corticosteroidi, è stato associato a un incremento del rischio.
  • Patologie materne: Il diabete gestazionale non controllato o l'obesità materna possono influenzare negativamente l'ambiente intrauterino.
  • Infezioni: Alcune infezioni virali contratte dalla madre durante le prime settimane di gestazione possono giocare un ruolo nello sviluppo di malformazioni.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche delle schisi facciali variano drasticamente a seconda della localizzazione e della profondità della fessurazione. Oltre all'evidente alterazione morfologica, i pazienti possono presentare una serie di sintomi funzionali complessi.

Anomalie Strutturali Visibili

Il segno più evidente è la presenza di una fessura che può interessare:

  • Il labbro superiore, manifestandosi come schisi del labbro (mono o bilaterale).
  • Il palato duro e molle, con la conseguente fessurazione del palato, che crea una comunicazione anomala tra bocca e cavità nasali.
  • Il naso, che può apparire appiattito o deviato a causa della mancanza di supporto osseo e cartilagineo.
  • Le orbite, portando a occhi eccessivamente distanziati o a difetti della palpebra come l'eversione palpebrale.

Difficoltà Funzionali

Le schisi compromettono diverse funzioni fisiologiche:

  • Alimentazione: I neonati presentano spesso difficoltà nell'alimentazione poiché la fessura impedisce la creazione della pressione negativa necessaria per la suzione. Questo può portare a un rigurgito nasale del latte e a un lento aumento di peso.
  • Linguaggio: La compromissione del palato e delle strutture labiali causa difficoltà nell'articolazione delle parole e una caratteristica voce nasale (rinolalia).
  • Udito: Molti bambini soffrono di riduzione dell'udito o sordità trasmissiva a causa del malfunzionamento delle tube di Eustachio, che porta a frequenti accumuli di liquido nell'orecchio medio (otite sierosa).
  • Respirazione: Le deformità nasali possono causare ostruzione delle vie aeree superiori, rendendo difficile la respirazione nasale.

Manifestazioni Oculari e Dentali

Nelle schisi più rare (Tessier), si possono osservare:

  • Coloboma, ovvero la mancanza di una parte del tessuto dell'iride o della palpebra.
  • Occhi di dimensioni ridotte o, nei casi estremi, assenza del bulbo oculare.
  • Lacrimazione eccessiva dovuta all'ostruzione dei dotti lacrimali.
  • Gravi anomalie della dentizione, come denti soprannumerari, denti mancanti o una marcata malocclusione delle arcate.
  • Sviluppo insufficiente delle ossa facciali, come la mandibola piccola o l'ipoplasia del mascellare superiore.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per le schisi facciali inizia spesso prima della nascita e prosegue con valutazioni approfondite nel periodo neonatale.

Diagnosi Prenatale

Grazie ai progressi della tecnologia ecografica, molte schisi facciali vengono identificate durante l'ecografia morfologica del secondo trimestre (tra la 19ª e la 22ª settimana).

  • Ecografia 3D/4D: Fornisce immagini dettagliate della superficie del volto fetale, permettendo di visualizzare l'estensione della schisi labiale.
  • Risonanza Magnetica (RM) Fetale: Può essere richiesta per valutare meglio il coinvolgimento del palato o la presenza di anomalie cerebrali associate, specialmente nelle schisi rare.
  • Screening Genetico: Se viene rilevata una schisi, può essere proposto il prelievo dei villi coriali o l'amniocentesi per escludere sindromi genetiche o anomalie cromosomiche (come la Trisomia 13 o 18).

Diagnosi Postnatale

Alla nascita, la diagnosi è clinica e si basa sull'esame obiettivo del neonato da parte di un neonatologo e di un chirurgo plastico o maxillo-facciale.

  • Esame del palato: Viene eseguito manualmente e visivamente per identificare schisi del palato che potrebbero non essere state viste in ecografia.
  • Tomografia Computerizzata (TC) Cone Beam: Utilizzata per ottenere una ricostruzione tridimensionale delle ossa del cranio e del volto, fondamentale per pianificare gli interventi chirurgici ricostruttivi.
  • Valutazione Audiologica: Test dell'udito precoci (potenziali evocati uditivi) per monitorare la funzionalità dell'orecchio medio.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle schisi facciali è un processo a lungo termine che richiede un team multidisciplinare composto da chirurghi plastici, chirurghi maxillo-facciali, ortodontisti, logopedisti, otorinolaringoiatri e psicologi.

Interventi Chirurgici

La chirurgia è il pilastro del trattamento e avviene in diverse fasi della crescita:

  1. Riparazione del labbro (Cheiloplastica): Solitamente eseguita tra i 3 e i 6 mesi di vita. L'obiettivo è chiudere la fessura, ricostruire il muscolo orbicolare della bocca e migliorare la simmetria nasale.
  2. Riparazione del palato (Palatoplastica): In genere effettuata tra i 9 e i 18 mesi. Serve a chiudere la comunicazione tra bocca e naso, permettendo uno sviluppo corretto del linguaggio e dell'alimentazione.
  3. Innesto osseo alveolare: Eseguito tra gli 8 e i 12 anni per riempire la fessura nella gengiva (alveolo) utilizzando osso prelevato solitamente dal bacino (cresta iliaca), facilitando l'eruzione dei denti permanenti.
  4. Chirurgia Ortognatica: Effettuata alla fine della crescita ossea (16-18 anni) per correggere le discrepanze tra mascella e mandibola e migliorare l'occlusione e il profilo facciale.
  5. Rinoplastica correttiva: Interventi finali per migliorare la funzione respiratoria e l'estetica del naso.

Terapie di Supporto

  • Supporto all'allattamento: Uso di biberon speciali o tettarelle lunghe per facilitare la nutrizione del neonato.
  • Ortodonzia: Trattamenti prolungati per allineare i denti e preparare le arcate agli interventi ossei.
  • Logopedia: Fondamentale per correggere i difetti di pronuncia e migliorare la funzionalità velo-faringea.
  • Trattamento Otorinolaringoiatrico: Inserimento di piccoli tubicini di drenaggio (drenaggi transtimpanici) per prevenire la perdita dell'udito dovuta alle otiti ricorrenti.

Prognosi e Decorso

La prognosi per i bambini nati con schisi facciali è oggi molto favorevole, grazie alle moderne tecniche chirurgiche e all'approccio integrato. La maggior parte dei pazienti raggiunge un aspetto estetico soddisfacente e una funzionalità quasi normale nel parlare, mangiare e respirare.

Il decorso è tuttavia impegnativo per la famiglia e il paziente, richiedendo numerosi controlli medici e, spesso, diversi interventi chirurgici nel corso di quasi vent'anni. Il successo del trattamento dipende in gran parte dalla precocità dell'intervento e dalla continuità delle cure.

Un aspetto cruciale della prognosi riguarda il benessere psicologico. I bambini con malformazioni facciali possono affrontare sfide sociali e problemi di autostima durante l'infanzia e l'adolescenza. Il supporto psicologico è quindi parte integrante del percorso di cura per aiutare il paziente a sviluppare una sana immagine di sé e buone capacità relazionali.

Prevenzione

Sebbene non sia possibile prevenire tutte le schisi facciali a causa della loro componente genetica, è possibile ridurre significativamente il rischio seguendo alcune linee guida durante la gravidanza e nel periodo preconcezionale:

  • Assunzione di Acido Folico: È raccomandato iniziare l'integrazione di acido folico (almeno 400 microgrammi al giorno) almeno un mese prima del concepimento e continuare per tutto il primo trimestre.
  • Stile di vita sano: Evitare rigorosamente il fumo di sigaretta e il consumo di alcolici durante la gestazione.
  • Controllo delle patologie croniche: Le donne con diabete dovrebbero assicurarsi che i livelli di glucosio siano ben controllati prima e durante la gravidanza.
  • Revisione dei farmaci: Consultare il medico prima di assumere qualsiasi farmaco se si sta pianificando una gravidanza, per valutare alternative più sicure ai farmaci teratogeni.
  • Alimentazione equilibrata: Una dieta ricca di nutrienti essenziali supporta il corretto sviluppo embrionale.

Quando Consultare un Medico

La gestione delle schisi facciali inizia solitamente con la diagnosi ecografica prenatale. In questo caso, è fondamentale consultare immediatamente un centro specializzato in malformazioni cranio-facciali per un colloquio informativo che aiuti i genitori a comprendere il percorso terapeutico futuro.

Dopo la nascita, è necessario rivolgersi al medico o al team specialistico se il neonato presenta:

  • Difficoltà persistenti nell'alimentazione o scarso accrescimento.
  • Episodi di soffocamento o rigurgito nasale frequente durante i pasti.
  • Segni di infezioni auricolari (pianto inconsolabile, febbre, tendenza a toccarsi l'orecchio).
  • Ritardi evidenti nello sviluppo del linguaggio o emissione di suoni eccessivamente nasali.

La diagnosi precoce e l'inserimento in un protocollo di cura multidisciplinare sono le chiavi per garantire al bambino la migliore qualità di vita possibile.

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