Odontogenesi imperfetta
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
L'odontogenesi imperfetta è un termine clinico che descrive un gruppo di disturbi ereditari rari che colpiscono la formazione e lo sviluppo dei tessuti dentali durante le fasi critiche della crescita. Sebbene il termine possa essere usato in senso lato per indicare diverse anomalie dello sviluppo dentale, esso si riferisce più comunemente alla dentinogenesi imperfetta, una condizione in cui la dentina — il tessuto strutturale principale situato sotto lo smalto — non si forma correttamente. Questa anomalia strutturale rende i denti deboli, traslucidi e soggetti a un'usura estremamente rapida.
Questa condizione può manifestarsi sia nei denti decidui (denti da latte) che nei denti permanenti. A causa del difetto nella matrice della dentina, lo smalto sovrastante, pur essendo spesso di qualità normale, tende a scheggiarsi e a staccarsi perché non trova un supporto adeguato nel tessuto sottostante. Il risultato è l'esposizione della dentina fragile, che porta a una serie di complicazioni funzionali ed estetiche. L'odontogenesi imperfetta può presentarsi come un disturbo isolato o come parte di una sindrome sistemica più complessa, come la osteogenesi imperfetta, che colpisce anche le ossa e i tessuti connettivi.
Dal punto di vista istologico, la dentina prodotta è caratterizzata da tubuli dentinali irregolari, ampi e meno numerosi rispetto alla norma, con ampie aree di matrice ipocalcificata. Questa struttura compromessa è la ragione principale della tipica colorazione opalescente e della scarsa resistenza meccanica dei denti affetti. La gestione di questa patologia richiede un approccio multidisciplinare che inizi fin dalla prima infanzia per preservare la funzione masticatoria e l'estetica del sorriso.
Cause e Fattori di Rischio
L'odontogenesi imperfetta è causata principalmente da mutazioni genetiche che interferiscono con la sintesi delle proteine necessarie per la mineralizzazione dei tessuti duri del dente. La causa più frequente è legata a mutazioni nel gene DSPP (Dentin Sialophosphoprotein), situato sul cromosoma 4. Questo gene fornisce le istruzioni per produrre due proteine fondamentali: la sialoproteina dentinale e la fosfoproteina dentinale, che sono essenziali per la normale formazione della dentina.
La modalità di trasmissione ereditaria è solitamente di tipo autosomico dominante. Ciò significa che è sufficiente che un solo genitore sia portatore del gene mutato per trasmettere la condizione ai figli, con una probabilità del 50% per ogni gravidanza. Non vi è distinzione di sesso; la patologia colpisce equamente maschi e femmine. In rari casi, la condizione può derivare da una nuova mutazione genetica (de novo) in un individuo senza storia familiare della malattia.
Esistono tre varianti principali classificate storicamente (Classificazione di Shields), sebbene la genetica moderna stia affinando queste distinzioni:
- Tipo I: Associata alla osteogenesi imperfetta. In questo caso, il difetto del collagene di tipo I influisce sia sulle ossa che sulla dentina.
- Tipo II: Si verifica in assenza di altre malattie ereditarie. È la forma più comune e deriva quasi esclusivamente da mutazioni del gene DSPP.
- Tipo III: Nota anche come variante di Brandywine, è caratterizzata da denti con camere pulpari molto ampie (denti a "guscio") ed è stata identificata inizialmente in una popolazione specifica del Maryland, USA.
I fattori di rischio sono esclusivamente genetici. Non esistono fattori ambientali, nutrizionali o comportamentali durante la gravidanza che possano causare l'odontogenesi imperfetta. Tuttavia, la gravità della manifestazione clinica può variare significativamente anche all'interno della stessa famiglia, suggerendo che altri fattori genetici o epigenetici possano influenzare l'espressione del fenotipo.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi dell'odontogenesi imperfetta sono visibili fin dall'eruzione dei primi denti e tendono a peggiorare con il tempo se non trattati. La manifestazione più caratteristica è la discolorazione dei denti, che assumono un aspetto traslucido, opalescente o vitreo. I colori possono variare dal grigio-bluastro al giallo-marrone o ambrato, a seconda della densità della dentina sottostante e del grado di mineralizzazione.
Un altro segno distintivo è la marcata fragilità dei denti. Poiché la giunzione tra smalto e dentina è difettosa, lo smalto tende a separarsi dalla dentina sottostante sotto la pressione del morso. Una volta che lo smalto è perso, la dentina esposta subisce un'usura precoce e rapida delle superfici dentali, che può portare i denti a consumarsi fino al livello della gengiva in breve tempo. Questo processo è spesso indolore nelle fasi iniziali perché le camere pulpari tendono a riempirsi di dentina riparativa, ma può causare gravi problemi funzionali.
Altri sintomi e segni clinici includono:
- Ipersensibilità dentale al caldo, al freddo o ai cibi dolci, specialmente quando la dentina è esposta.
- Denti di dimensioni ridotte o con corone dalla forma bulbosa (a campana) e colletti molto stretti.
- Fratture dentali frequenti anche durante la masticazione di cibi non eccessivamente duri.
- Malocclusione dentale e perdita della dimensione verticale del viso a causa dell'usura eccessiva.
- Ascessi dentali ricorrenti, che possono verificarsi anche senza la presenza di carie evidenti, a causa di microfratture che permettono ai batteri di raggiungere la polpa.
- Dolore ai denti cronico o acuto legato a infezioni o esposizione pulpare.
- Perdita precoce dei denti dovuta alla distruzione della corona o a problemi radicolari.
Radiograficamente, si osserva spesso l'obliterazione delle camere pulpari e dei canali radicolari, che appaiono parzialmente o totalmente riempiti di tessuto calcificato. Le radici dei denti possono apparire corte, sottili o smusse, aumentando il rischio di mobilità dentale.
Diagnosi
La diagnosi di odontogenesi imperfetta è principalmente clinica e radiografica, supportata da un'accurata anamnesi familiare. Il dentista o l'odontoiatra pediatrico sono solitamente i primi a sospettare la patologia osservando l'aspetto peculiare dei denti del bambino.
Il processo diagnostico comprende:
- Esame Obiettivo: Valutazione del colore, della forma e del grado di usura dei denti. Il medico cercherà segni di opalescenza e scheggiatura dello smalto.
- Anamnesi Familiare: Indagine sulla presenza di disturbi simili nei genitori, fratelli o parenti stretti per confermare il pattern ereditario.
- Radiografie Odontoiatriche: L'ortopantomografia (panoramica) e le radiografie endorali sono fondamentali. Esse rivelano le caratteristiche tipiche come le corone bulbose, il restringimento cervicale (colletti stretti), le radici corte e l'obliterazione delle camere pulpari. In alcuni casi (Tipo III), si possono invece osservare camere pulpari estremamente ampie.
- Valutazione Sistemica: È essenziale determinare se l'anomalia dentale è isolata o associata alla osteogenesi imperfetta. Il medico potrebbe indagare sulla storia di fratture ossee frequenti, sclere oculari bluastre o problemi uditivi.
- Test Genetici: Sebbene non siano sempre necessari per la diagnosi clinica, i test genetici possono confermare la mutazione del gene DSPP o dei geni del collagene (COL1A1, COL1A2). Questo è particolarmente utile per la consulenza genetica e per distinguere l'odontogenesi imperfetta da altre condizioni come la amelogenesi imperfetta o la displasia della dentina.
La diagnosi differenziale è cruciale per escludere altre patologie che causano alterazioni del colore o della struttura dentale, come l'ipoplasia dello smalto dovuta a fattori ambientali, l'assunzione di tetracicline durante lo sviluppo dentale o la fluorosi grave.
Trattamento e Terapie
Il trattamento dell'odontogenesi imperfetta ha come obiettivi principali la protezione dei denti dall'usura, la prevenzione delle infezioni, il mantenimento della funzione masticatoria e il miglioramento dell'estetica. Non esiste una cura definitiva, quindi la gestione è focalizzata sulla riabilitazione e sulla manutenzione a lungo termine.
Fase Infantile (Denti Decidui)
L'intervento precoce è vitale. Per i bambini, l'obiettivo è prevenire la perdita della dimensione verticale del morso.
- Corone in Acciaio Inossidabile: Sono spesso utilizzate sui molari decidui per prevenire l'attrito e mantenere lo spazio per i denti permanenti.
- Restauri in Composito: Possono essere usati per i denti anteriori per migliorare l'estetica, sebbene la loro adesione possa essere compromessa dalla qualità della dentina.
Fase Adolescenziale e Adulta (Denti Permanenti)
Man mano che i denti permanenti erompono, il piano di trattamento diventa più complesso:
- Corone a Copertura Totale: L'uso di corone in zirconio o ceramica integrale è lo standard per proteggere i denti permanenti dall'usura e dalle fratture. Queste coperture rinforzano la struttura dentale e ripristinano l'estetica.
- Faccette Dentali: Possono essere considerate per i denti anteriori se la struttura sottostante è sufficientemente stabile, ma le corone sono generalmente preferite per la loro maggiore protezione.
- Trattamenti Endodontici: Sono estremamente difficili a causa dell'obliterazione dei canali. Se un dente si infetta, l'estrazione potrebbe essere l'unica opzione praticabile.
- Impianti Dentali e Ponti: In caso di perdita dei denti, gli impianti dentali sono una soluzione efficace negli adulti, a patto che la qualità dell'osso mascellare sia adeguata (particolare attenzione va posta nei pazienti con osteogenesi imperfetta).
- Protesi Mobili o Overdentures: In casi di usura estrema o perdita multipla di denti, queste soluzioni possono ripristinare la funzione masticatoria e l'altezza del viso.
Cure di Supporto
- Igiene Orale Rigorosa: Fondamentale per prevenire carie che complicherebbero ulteriormente il quadro clinico.
- Applicazioni di Fluoro: Per rinforzare lo smalto residuo e ridurre la sensibilità.
- Bite Notturni: Per proteggere i restauri e i denti naturali dal bruxismo o da carichi eccessivi durante il sonno.
Prognosi e Decorso
La prognosi per gli individui con odontogenesi imperfetta è generalmente buona in termini di salute generale, ma richiede un impegno costante per la salute orale. Senza un intervento tempestivo, il decorso naturale della malattia porta inevitabilmente a una grave distruzione della dentatura, con conseguente dolore, difficoltà alimentari e un impatto psicologico negativo dovuto all'aspetto estetico dei denti.
Con le moderne tecniche di odontoiatria ricostruttiva, la maggior parte dei pazienti può mantenere una funzione masticatoria soddisfacente e un sorriso esteticamente gradevole per tutta la vita. Tuttavia, è importante sottolineare che i restauri (corone, ponti) possono richiedere sostituzioni periodiche a causa dello stress meccanico sulla dentina fragile sottostante.
Nei pazienti in cui l'odontogenesi imperfetta è associata a malattie ossee sistemiche, la prognosi dipende anche dalla gestione della condizione principale. In questi casi, la fragilità ossea può influenzare la stabilità degli impianti dentali o la guarigione dopo interventi chirurgici orali.
Prevenzione
Essendo una condizione genetica ereditaria, non esiste una prevenzione primaria per l'insorgenza dell'odontogenesi imperfetta. Tuttavia, la prevenzione delle complicazioni è assolutamente possibile e raccomandata.
- Consulenza Genetica: Le famiglie con una storia nota di odontogenesi imperfetta o osteogenesi imperfetta dovrebbero consultare un genetista prima di pianificare una gravidanza per comprendere i rischi di trasmissione.
- Diagnosi Precoce: Identificare la condizione non appena spuntano i primi denti da latte permette di iniziare trattamenti protettivi prima che si verifichi un'usura significativa.
- Monitoraggio Costante: Visite odontoiatriche frequenti (ogni 3-4 mesi) sono essenziali per monitorare l'integrità dei restauri e intervenire tempestivamente su eventuali nuove fratture o infezioni.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi a un dentista pediatrico o a un odontoiatra non appena si notano anomalie nei denti del bambino. I segnali di allarme includono:
- Denti che appaiono di colore grigio, marrone o ambrato subito dopo l'eruzione.
- Denti che sembrano "trasparenti" o opalescenti.
- Scheggiatura dello smalto senza un trauma evidente.
- Usura visibile dei denti che sembrano accorciarsi rapidamente.
- Segnali di dolore o fastidio durante la masticazione o l'assunzione di bevande fredde.
Se un genitore sa di essere affetto da odontogenesi imperfetta, dovrebbe programmare la prima visita odontoiatrica del figlio entro i primi 6 mesi di vita o non appena spunta il primo dentino, per stabilire un piano preventivo immediato.
Odontogenesi imperfetta
Definizione
L'odontogenesi imperfetta è un termine clinico che descrive un gruppo di disturbi ereditari rari che colpiscono la formazione e lo sviluppo dei tessuti dentali durante le fasi critiche della crescita. Sebbene il termine possa essere usato in senso lato per indicare diverse anomalie dello sviluppo dentale, esso si riferisce più comunemente alla dentinogenesi imperfetta, una condizione in cui la dentina — il tessuto strutturale principale situato sotto lo smalto — non si forma correttamente. Questa anomalia strutturale rende i denti deboli, traslucidi e soggetti a un'usura estremamente rapida.
Questa condizione può manifestarsi sia nei denti decidui (denti da latte) che nei denti permanenti. A causa del difetto nella matrice della dentina, lo smalto sovrastante, pur essendo spesso di qualità normale, tende a scheggiarsi e a staccarsi perché non trova un supporto adeguato nel tessuto sottostante. Il risultato è l'esposizione della dentina fragile, che porta a una serie di complicazioni funzionali ed estetiche. L'odontogenesi imperfetta può presentarsi come un disturbo isolato o come parte di una sindrome sistemica più complessa, come la osteogenesi imperfetta, che colpisce anche le ossa e i tessuti connettivi.
Dal punto di vista istologico, la dentina prodotta è caratterizzata da tubuli dentinali irregolari, ampi e meno numerosi rispetto alla norma, con ampie aree di matrice ipocalcificata. Questa struttura compromessa è la ragione principale della tipica colorazione opalescente e della scarsa resistenza meccanica dei denti affetti. La gestione di questa patologia richiede un approccio multidisciplinare che inizi fin dalla prima infanzia per preservare la funzione masticatoria e l'estetica del sorriso.
Cause e Fattori di Rischio
L'odontogenesi imperfetta è causata principalmente da mutazioni genetiche che interferiscono con la sintesi delle proteine necessarie per la mineralizzazione dei tessuti duri del dente. La causa più frequente è legata a mutazioni nel gene DSPP (Dentin Sialophosphoprotein), situato sul cromosoma 4. Questo gene fornisce le istruzioni per produrre due proteine fondamentali: la sialoproteina dentinale e la fosfoproteina dentinale, che sono essenziali per la normale formazione della dentina.
La modalità di trasmissione ereditaria è solitamente di tipo autosomico dominante. Ciò significa che è sufficiente che un solo genitore sia portatore del gene mutato per trasmettere la condizione ai figli, con una probabilità del 50% per ogni gravidanza. Non vi è distinzione di sesso; la patologia colpisce equamente maschi e femmine. In rari casi, la condizione può derivare da una nuova mutazione genetica (de novo) in un individuo senza storia familiare della malattia.
Esistono tre varianti principali classificate storicamente (Classificazione di Shields), sebbene la genetica moderna stia affinando queste distinzioni:
- Tipo I: Associata alla osteogenesi imperfetta. In questo caso, il difetto del collagene di tipo I influisce sia sulle ossa che sulla dentina.
- Tipo II: Si verifica in assenza di altre malattie ereditarie. È la forma più comune e deriva quasi esclusivamente da mutazioni del gene DSPP.
- Tipo III: Nota anche come variante di Brandywine, è caratterizzata da denti con camere pulpari molto ampie (denti a "guscio") ed è stata identificata inizialmente in una popolazione specifica del Maryland, USA.
I fattori di rischio sono esclusivamente genetici. Non esistono fattori ambientali, nutrizionali o comportamentali durante la gravidanza che possano causare l'odontogenesi imperfetta. Tuttavia, la gravità della manifestazione clinica può variare significativamente anche all'interno della stessa famiglia, suggerendo che altri fattori genetici o epigenetici possano influenzare l'espressione del fenotipo.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi dell'odontogenesi imperfetta sono visibili fin dall'eruzione dei primi denti e tendono a peggiorare con il tempo se non trattati. La manifestazione più caratteristica è la discolorazione dei denti, che assumono un aspetto traslucido, opalescente o vitreo. I colori possono variare dal grigio-bluastro al giallo-marrone o ambrato, a seconda della densità della dentina sottostante e del grado di mineralizzazione.
Un altro segno distintivo è la marcata fragilità dei denti. Poiché la giunzione tra smalto e dentina è difettosa, lo smalto tende a separarsi dalla dentina sottostante sotto la pressione del morso. Una volta che lo smalto è perso, la dentina esposta subisce un'usura precoce e rapida delle superfici dentali, che può portare i denti a consumarsi fino al livello della gengiva in breve tempo. Questo processo è spesso indolore nelle fasi iniziali perché le camere pulpari tendono a riempirsi di dentina riparativa, ma può causare gravi problemi funzionali.
Altri sintomi e segni clinici includono:
- Ipersensibilità dentale al caldo, al freddo o ai cibi dolci, specialmente quando la dentina è esposta.
- Denti di dimensioni ridotte o con corone dalla forma bulbosa (a campana) e colletti molto stretti.
- Fratture dentali frequenti anche durante la masticazione di cibi non eccessivamente duri.
- Malocclusione dentale e perdita della dimensione verticale del viso a causa dell'usura eccessiva.
- Ascessi dentali ricorrenti, che possono verificarsi anche senza la presenza di carie evidenti, a causa di microfratture che permettono ai batteri di raggiungere la polpa.
- Dolore ai denti cronico o acuto legato a infezioni o esposizione pulpare.
- Perdita precoce dei denti dovuta alla distruzione della corona o a problemi radicolari.
Radiograficamente, si osserva spesso l'obliterazione delle camere pulpari e dei canali radicolari, che appaiono parzialmente o totalmente riempiti di tessuto calcificato. Le radici dei denti possono apparire corte, sottili o smusse, aumentando il rischio di mobilità dentale.
Diagnosi
La diagnosi di odontogenesi imperfetta è principalmente clinica e radiografica, supportata da un'accurata anamnesi familiare. Il dentista o l'odontoiatra pediatrico sono solitamente i primi a sospettare la patologia osservando l'aspetto peculiare dei denti del bambino.
Il processo diagnostico comprende:
- Esame Obiettivo: Valutazione del colore, della forma e del grado di usura dei denti. Il medico cercherà segni di opalescenza e scheggiatura dello smalto.
- Anamnesi Familiare: Indagine sulla presenza di disturbi simili nei genitori, fratelli o parenti stretti per confermare il pattern ereditario.
- Radiografie Odontoiatriche: L'ortopantomografia (panoramica) e le radiografie endorali sono fondamentali. Esse rivelano le caratteristiche tipiche come le corone bulbose, il restringimento cervicale (colletti stretti), le radici corte e l'obliterazione delle camere pulpari. In alcuni casi (Tipo III), si possono invece osservare camere pulpari estremamente ampie.
- Valutazione Sistemica: È essenziale determinare se l'anomalia dentale è isolata o associata alla osteogenesi imperfetta. Il medico potrebbe indagare sulla storia di fratture ossee frequenti, sclere oculari bluastre o problemi uditivi.
- Test Genetici: Sebbene non siano sempre necessari per la diagnosi clinica, i test genetici possono confermare la mutazione del gene DSPP o dei geni del collagene (COL1A1, COL1A2). Questo è particolarmente utile per la consulenza genetica e per distinguere l'odontogenesi imperfetta da altre condizioni come la amelogenesi imperfetta o la displasia della dentina.
La diagnosi differenziale è cruciale per escludere altre patologie che causano alterazioni del colore o della struttura dentale, come l'ipoplasia dello smalto dovuta a fattori ambientali, l'assunzione di tetracicline durante lo sviluppo dentale o la fluorosi grave.
Trattamento e Terapie
Il trattamento dell'odontogenesi imperfetta ha come obiettivi principali la protezione dei denti dall'usura, la prevenzione delle infezioni, il mantenimento della funzione masticatoria e il miglioramento dell'estetica. Non esiste una cura definitiva, quindi la gestione è focalizzata sulla riabilitazione e sulla manutenzione a lungo termine.
Fase Infantile (Denti Decidui)
L'intervento precoce è vitale. Per i bambini, l'obiettivo è prevenire la perdita della dimensione verticale del morso.
- Corone in Acciaio Inossidabile: Sono spesso utilizzate sui molari decidui per prevenire l'attrito e mantenere lo spazio per i denti permanenti.
- Restauri in Composito: Possono essere usati per i denti anteriori per migliorare l'estetica, sebbene la loro adesione possa essere compromessa dalla qualità della dentina.
Fase Adolescenziale e Adulta (Denti Permanenti)
Man mano che i denti permanenti erompono, il piano di trattamento diventa più complesso:
- Corone a Copertura Totale: L'uso di corone in zirconio o ceramica integrale è lo standard per proteggere i denti permanenti dall'usura e dalle fratture. Queste coperture rinforzano la struttura dentale e ripristinano l'estetica.
- Faccette Dentali: Possono essere considerate per i denti anteriori se la struttura sottostante è sufficientemente stabile, ma le corone sono generalmente preferite per la loro maggiore protezione.
- Trattamenti Endodontici: Sono estremamente difficili a causa dell'obliterazione dei canali. Se un dente si infetta, l'estrazione potrebbe essere l'unica opzione praticabile.
- Impianti Dentali e Ponti: In caso di perdita dei denti, gli impianti dentali sono una soluzione efficace negli adulti, a patto che la qualità dell'osso mascellare sia adeguata (particolare attenzione va posta nei pazienti con osteogenesi imperfetta).
- Protesi Mobili o Overdentures: In casi di usura estrema o perdita multipla di denti, queste soluzioni possono ripristinare la funzione masticatoria e l'altezza del viso.
Cure di Supporto
- Igiene Orale Rigorosa: Fondamentale per prevenire carie che complicherebbero ulteriormente il quadro clinico.
- Applicazioni di Fluoro: Per rinforzare lo smalto residuo e ridurre la sensibilità.
- Bite Notturni: Per proteggere i restauri e i denti naturali dal bruxismo o da carichi eccessivi durante il sonno.
Prognosi e Decorso
La prognosi per gli individui con odontogenesi imperfetta è generalmente buona in termini di salute generale, ma richiede un impegno costante per la salute orale. Senza un intervento tempestivo, il decorso naturale della malattia porta inevitabilmente a una grave distruzione della dentatura, con conseguente dolore, difficoltà alimentari e un impatto psicologico negativo dovuto all'aspetto estetico dei denti.
Con le moderne tecniche di odontoiatria ricostruttiva, la maggior parte dei pazienti può mantenere una funzione masticatoria soddisfacente e un sorriso esteticamente gradevole per tutta la vita. Tuttavia, è importante sottolineare che i restauri (corone, ponti) possono richiedere sostituzioni periodiche a causa dello stress meccanico sulla dentina fragile sottostante.
Nei pazienti in cui l'odontogenesi imperfetta è associata a malattie ossee sistemiche, la prognosi dipende anche dalla gestione della condizione principale. In questi casi, la fragilità ossea può influenzare la stabilità degli impianti dentali o la guarigione dopo interventi chirurgici orali.
Prevenzione
Essendo una condizione genetica ereditaria, non esiste una prevenzione primaria per l'insorgenza dell'odontogenesi imperfetta. Tuttavia, la prevenzione delle complicazioni è assolutamente possibile e raccomandata.
- Consulenza Genetica: Le famiglie con una storia nota di odontogenesi imperfetta o osteogenesi imperfetta dovrebbero consultare un genetista prima di pianificare una gravidanza per comprendere i rischi di trasmissione.
- Diagnosi Precoce: Identificare la condizione non appena spuntano i primi denti da latte permette di iniziare trattamenti protettivi prima che si verifichi un'usura significativa.
- Monitoraggio Costante: Visite odontoiatriche frequenti (ogni 3-4 mesi) sono essenziali per monitorare l'integrità dei restauri e intervenire tempestivamente su eventuali nuove fratture o infezioni.
Quando Consultare un Medico
È fondamentale rivolgersi a un dentista pediatrico o a un odontoiatra non appena si notano anomalie nei denti del bambino. I segnali di allarme includono:
- Denti che appaiono di colore grigio, marrone o ambrato subito dopo l'eruzione.
- Denti che sembrano "trasparenti" o opalescenti.
- Scheggiatura dello smalto senza un trauma evidente.
- Usura visibile dei denti che sembrano accorciarsi rapidamente.
- Segnali di dolore o fastidio durante la masticazione o l'assunzione di bevande fredde.
Se un genitore sa di essere affetto da odontogenesi imperfetta, dovrebbe programmare la prima visita odontoiatrica del figlio entro i primi 6 mesi di vita o non appena spunta il primo dentino, per stabilire un piano preventivo immediato.


