Cataratta congenita

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

La cataratta congenita è un'opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell'occhio, presente già alla nascita o che si sviluppa nelle primissime fasi della vita neonatale. Il cristallino ha il compito fondamentale di mettere a fuoco la luce sulla retina per permettere una visione nitida; quando questa struttura perde la sua trasparenza, la luce non può raggiungere correttamente il fondo oculare, compromettendo lo sviluppo del sistema visivo.

A differenza della cataratta senile, che è un processo degenerativo legato all'invecchiamento, la forma congenita rappresenta una sfida clinica significativa poiché interviene durante il cosiddetto "periodo critico" dello sviluppo visivo. Se il cervello non riceve immagini chiare dall'occhio durante i primi mesi di vita, le connessioni neurali tra occhio e cervello non si formano correttamente, portando a una condizione nota come ambliopia (comunemente definita "occhio pigro"), che può diventare irreversibile se non trattata tempestivamente.

La cataratta congenita può essere unilaterale (interessa un solo occhio) o bilaterale (interessa entrambi gli occhi). Le forme bilaterali sono spesso associate a cause genetiche o malattie sistemiche, mentre quelle unilaterali sono frequentemente sporadiche. La morfologia dell'opacità può variare notevolmente: può interessare solo il centro del cristallino (nucleare), la periferia (corticale), o presentarsi come piccoli punti o formazioni a stella.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le cause della cataratta congenita sono molteplici e possono essere classificate in diverse categorie principali. Circa un terzo dei casi è di natura ereditaria, un terzo è associato a malattie sistemiche o sindromi, e il restante terzo ha una causa idiopatica (sconosciuta).

  1. Fattori Genetici ed Ereditari: Molte forme di cataratta congenita sono causate da mutazioni genetiche isolate, trasmesse solitamente con modalità autosomica dominante. Queste mutazioni colpiscono i geni responsabili della produzione delle proteine del cristallino (cristalline) o delle proteine di giunzione cellulare (connessine). In questi casi, è comune riscontrare una storia familiare di cataratta infantile.
  2. Infezioni Intrauterine: Durante la gravidanza, alcune infezioni contratte dalla madre possono attraversare la placenta e danneggiare lo sviluppo oculare del feto. Il gruppo di infezioni noto come complesso TORCH è il principale responsabile: rosolia, citomegalovirus, herpes simplex, toxoplasmosi e sifilide.
  3. Malattie Metaboliche: Alcuni disordini del metabolismo del neonato possono causare l'accumulo di sostanze tossiche nel cristallino. La più nota è la galattosemia, in cui l'incapacità di metabolizzare lo zucchero galattosio porta rapidamente alla formazione di cataratta. Altre condizioni includono l'ipocalcemia e l'ipoglicemia neonatale.
  4. Sindromi Cromosomiche e Genetiche: La cataratta può essere un segno clinico di sindromi più complesse, come la sindrome di Down (Trisomia 21), la sindrome di Edwards (Trisomia 18) o la sindrome di Turner.
  5. Fattori Ambientali e Tossici: L'esposizione a radiazioni ionizzanti o l'assunzione di determinati farmaci (come i corticosteroidi) da parte della madre durante la gestazione può aumentare il rischio.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Identificare i sintomi della cataratta congenita non è sempre immediato, poiché il neonato non può comunicare il proprio disagio visivo. I genitori e i pediatri devono prestare attenzione a segni specifici che possono indicare la presenza di un'opacità del cristallino.

Il segno più caratteristico è la leucocoria, ovvero la presenza di un riflesso bianco nella pupilla. Normalmente, quando la luce colpisce l'occhio (come durante una fotografia con il flash), la pupilla appare rossa (riflesso rosso); in presenza di cataratta, la pupilla può apparire bianca o grigiastra.

Altri sintomi e segni clinici includono:

  • Nistagmo: movimenti oculari involontari, ritmici e oscillatori, che indicano l'incapacità dell'occhio di fissare un oggetto a causa della scarsa qualità dell'immagine.
  • Strabismo: il mancato allineamento degli occhi. Un occhio che non vede bene tende a deviare verso l'interno o verso l'esterno.
  • Riduzione dell'acuità visiva: il bambino non segue con lo sguardo gli oggetti in movimento o i volti dei genitori, e non mostra reazioni agli stimoli visivi ambientali.
  • Fotofobia: un'eccessiva sensibilità alla luce, che può portare il bambino a chiudere gli occhi o a mostrare irritabilità in ambienti molto illuminati.
  • Microftalmia: in alcuni casi, l'occhio affetto può apparire leggermente più piccolo rispetto all'altro.

Nelle forme lievi o parziali, i sintomi possono essere meno evidenti e manifestarsi solo più tardi, quando il bambino inizia a mostrare difficoltà nel coordinamento occhio-mano o nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo motorio.

4

Diagnosi

La diagnosi precoce è l'elemento più critico per il successo del trattamento. Idealmente, la cataratta congenita dovrebbe essere identificata entro le prime settimane di vita.

  • Test del Riflesso Rosso (Test di Brückner): È lo screening neonatale standard eseguito dal pediatra in ospedale subito dopo la nascita. Utilizzando un oftalmoscopio, il medico osserva il riflesso della luce sulla retina. Se il riflesso è assente, asimmetrico o presenta macchie scure, è necessario un invio urgente all'oculista pediatrico.
  • Esame alla Lampada a Fessura: L'oculista utilizza uno strumento specifico per esaminare in dettaglio le strutture anteriori dell'occhio. Questo permette di determinare l'esatta posizione, la densità e la dimensione della cataratta.
  • Ecografia Oculare (B-scan): Se la cataratta è così densa da impedire la visualizzazione del fondo oculare, l'ecografia permette di verificare l'integrità della retina e del corpo vitreo, escludendo altre patologie come il distacco di retina o tumori intraoculari.
  • Valutazione della Funzione Visiva: Attraverso test comportamentali (come il test della preferenza visiva), lo specialista valuta quanto la cataratta stia effettivamente ostacolando la visione del bambino.
  • Indagini Sistemiche: Se la cataratta è bilaterale, vengono spesso prescritti esami del sangue e delle urine per escludere malattie metaboliche (come la galattosemia) o infezioni intrauterine.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento della cataratta congenita è quasi esclusivamente chirurgico, a meno che l'opacità non sia molto piccola e periferica, tale da non interferire con lo sviluppo visivo.

Intervento Chirurgico

L'obiettivo della chirurgia è rimuovere il cristallino opaco (lensectomia). Nei neonati, la procedura è più complessa rispetto agli adulti perché l'occhio è più piccolo, i tessuti sono più elastici e la risposta infiammatoria è più marcata. Spesso viene eseguita anche una vitrectomia anteriore (rimozione di una piccola parte del gel vitreo) per prevenire che la capsula posteriore si opacizzi nuovamente (cataratta secondaria).

Correzione Ottica

Una volta rimosso il cristallino, l'occhio perde la sua capacità di mettere a fuoco (afachia). È fondamentale sostituire il potere diottrico perso il prima possibile:

  • Lenti Intraoculari (IOL): In alcuni casi, è possibile inserire una lente artificiale direttamente nell'occhio durante l'intervento. Tuttavia, l'uso delle IOL nei neonati sotto i 6 mesi è ancora oggetto di dibattito a causa della rapida crescita dell'occhio.
  • Lenti a Contatto: Sono spesso la soluzione preferita per i neonati afachici. Permettono una visione di alta qualità e possono essere regolate man mano che l'occhio cresce.
  • Occhiali: Utilizzati soprattutto nelle forme bilaterali, anche se possono risultare pesanti e causare distorsioni periferiche nei bambini molto piccoli.

Riabilitazione Visiva

L'intervento chirurgico è solo l'inizio del percorso. Per prevenire l'ambliopia, è quasi sempre necessario ricorrere al bendaggio (occlusione) dell'occhio sano (nel caso di cataratta unilaterale) o dell'occhio dominante (nel caso di cataratta bilaterale asimmetrica). Questo costringe il cervello a utilizzare e sviluppare le connessioni nervose dell'occhio operato.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi della cataratta congenita dipende drasticamente dalla tempestività dell'intervento e dalla costanza nella riabilitazione post-operatoria.

Se l'intervento avviene entro le prime 6-8 settimane di vita e viene seguito da una corretta riabilitazione, molti bambini possono raggiungere un'acuità visiva soddisfacente. Tuttavia, le cataratte unilaterali hanno spesso una prognosi peggiore rispetto a quelle bilaterali a causa della forte competizione tra i due occhi a livello cerebrale, che favorisce l'occhio sano.

Le complicazioni a lungo termine possono includere:

  • Glaucoma secondario: un aumento della pressione intraoculare che può danneggiare il nervo ottico, frequente nei bambini operati di cataratta in età precocissima.
  • Opacizzazione della capsula posteriore: richiede spesso un secondo piccolo intervento o un trattamento laser.
  • Distacco di retina: una complicazione rara ma grave che può verificarsi anni dopo l'intervento.

Il follow-up deve continuare per tutta l'infanzia e l'adolescenza per monitorare lo sviluppo visivo e la pressione oculare.

7

Prevenzione

Non tutte le forme di cataratta congenita sono prevenibili, specialmente quelle su base genetica. Tuttavia, è possibile ridurre significativamente il rischio legato ai fattori ambientali e infettivi:

  • Vaccinazione: La vaccinazione contro la rosolia prima della gravidanza è la misura preventiva più efficace per evitare la cataratta da rosolia congenita.
  • Cura Prenatale: Evitare l'esposizione a sostanze tossiche, farmaci non necessari e radiazioni durante la gravidanza.
  • Consulenza Genetica: Per le famiglie con una storia nota di cataratta congenita, la consulenza genetica può aiutare a comprendere il rischio di ricorrenza nelle gravidanze future.
  • Screening Neonatale: Sebbene non prevenga la malattia, l'esecuzione rigorosa del test del riflesso rosso alla nascita previene le conseguenze permanenti (cecità funzionale) permettendo un intervento precoce.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi immediatamente a un pediatra o a un oculista pediatrico se si nota uno dei seguenti segni nel neonato o nel lattante:

  1. Una macchia bianca o un riflesso insolito all'interno della pupilla (osservabile anche nelle foto).
  2. Gli occhi del bambino sembrano "ballare" o muoversi in modo incontrollato (nistagmo).
  3. Il bambino non sembra reagire alla luce o non segue con lo sguardo i volti o i giocattoli colorati dopo i 2-3 mesi di vita.
  4. Uno degli occhi appare costantemente deviato verso il naso o verso l'esterno (strabismo).
  5. Il bambino tiene spesso gli occhi chiusi o sembra infastidito dalla luce ambientale.

Un controllo oculistico precoce non è mai superfluo e può fare la differenza tra una vita di disabilità visiva e uno sviluppo normale della vista.

Cataratta congenita

Definizione

La cataratta congenita è un'opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell'occhio, presente già alla nascita o che si sviluppa nelle primissime fasi della vita neonatale. Il cristallino ha il compito fondamentale di mettere a fuoco la luce sulla retina per permettere una visione nitida; quando questa struttura perde la sua trasparenza, la luce non può raggiungere correttamente il fondo oculare, compromettendo lo sviluppo del sistema visivo.

A differenza della cataratta senile, che è un processo degenerativo legato all'invecchiamento, la forma congenita rappresenta una sfida clinica significativa poiché interviene durante il cosiddetto "periodo critico" dello sviluppo visivo. Se il cervello non riceve immagini chiare dall'occhio durante i primi mesi di vita, le connessioni neurali tra occhio e cervello non si formano correttamente, portando a una condizione nota come ambliopia (comunemente definita "occhio pigro"), che può diventare irreversibile se non trattata tempestivamente.

La cataratta congenita può essere unilaterale (interessa un solo occhio) o bilaterale (interessa entrambi gli occhi). Le forme bilaterali sono spesso associate a cause genetiche o malattie sistemiche, mentre quelle unilaterali sono frequentemente sporadiche. La morfologia dell'opacità può variare notevolmente: può interessare solo il centro del cristallino (nucleare), la periferia (corticale), o presentarsi come piccoli punti o formazioni a stella.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause della cataratta congenita sono molteplici e possono essere classificate in diverse categorie principali. Circa un terzo dei casi è di natura ereditaria, un terzo è associato a malattie sistemiche o sindromi, e il restante terzo ha una causa idiopatica (sconosciuta).

  1. Fattori Genetici ed Ereditari: Molte forme di cataratta congenita sono causate da mutazioni genetiche isolate, trasmesse solitamente con modalità autosomica dominante. Queste mutazioni colpiscono i geni responsabili della produzione delle proteine del cristallino (cristalline) o delle proteine di giunzione cellulare (connessine). In questi casi, è comune riscontrare una storia familiare di cataratta infantile.
  2. Infezioni Intrauterine: Durante la gravidanza, alcune infezioni contratte dalla madre possono attraversare la placenta e danneggiare lo sviluppo oculare del feto. Il gruppo di infezioni noto come complesso TORCH è il principale responsabile: rosolia, citomegalovirus, herpes simplex, toxoplasmosi e sifilide.
  3. Malattie Metaboliche: Alcuni disordini del metabolismo del neonato possono causare l'accumulo di sostanze tossiche nel cristallino. La più nota è la galattosemia, in cui l'incapacità di metabolizzare lo zucchero galattosio porta rapidamente alla formazione di cataratta. Altre condizioni includono l'ipocalcemia e l'ipoglicemia neonatale.
  4. Sindromi Cromosomiche e Genetiche: La cataratta può essere un segno clinico di sindromi più complesse, come la sindrome di Down (Trisomia 21), la sindrome di Edwards (Trisomia 18) o la sindrome di Turner.
  5. Fattori Ambientali e Tossici: L'esposizione a radiazioni ionizzanti o l'assunzione di determinati farmaci (come i corticosteroidi) da parte della madre durante la gestazione può aumentare il rischio.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Identificare i sintomi della cataratta congenita non è sempre immediato, poiché il neonato non può comunicare il proprio disagio visivo. I genitori e i pediatri devono prestare attenzione a segni specifici che possono indicare la presenza di un'opacità del cristallino.

Il segno più caratteristico è la leucocoria, ovvero la presenza di un riflesso bianco nella pupilla. Normalmente, quando la luce colpisce l'occhio (come durante una fotografia con il flash), la pupilla appare rossa (riflesso rosso); in presenza di cataratta, la pupilla può apparire bianca o grigiastra.

Altri sintomi e segni clinici includono:

  • Nistagmo: movimenti oculari involontari, ritmici e oscillatori, che indicano l'incapacità dell'occhio di fissare un oggetto a causa della scarsa qualità dell'immagine.
  • Strabismo: il mancato allineamento degli occhi. Un occhio che non vede bene tende a deviare verso l'interno o verso l'esterno.
  • Riduzione dell'acuità visiva: il bambino non segue con lo sguardo gli oggetti in movimento o i volti dei genitori, e non mostra reazioni agli stimoli visivi ambientali.
  • Fotofobia: un'eccessiva sensibilità alla luce, che può portare il bambino a chiudere gli occhi o a mostrare irritabilità in ambienti molto illuminati.
  • Microftalmia: in alcuni casi, l'occhio affetto può apparire leggermente più piccolo rispetto all'altro.

Nelle forme lievi o parziali, i sintomi possono essere meno evidenti e manifestarsi solo più tardi, quando il bambino inizia a mostrare difficoltà nel coordinamento occhio-mano o nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo motorio.

Diagnosi

La diagnosi precoce è l'elemento più critico per il successo del trattamento. Idealmente, la cataratta congenita dovrebbe essere identificata entro le prime settimane di vita.

  • Test del Riflesso Rosso (Test di Brückner): È lo screening neonatale standard eseguito dal pediatra in ospedale subito dopo la nascita. Utilizzando un oftalmoscopio, il medico osserva il riflesso della luce sulla retina. Se il riflesso è assente, asimmetrico o presenta macchie scure, è necessario un invio urgente all'oculista pediatrico.
  • Esame alla Lampada a Fessura: L'oculista utilizza uno strumento specifico per esaminare in dettaglio le strutture anteriori dell'occhio. Questo permette di determinare l'esatta posizione, la densità e la dimensione della cataratta.
  • Ecografia Oculare (B-scan): Se la cataratta è così densa da impedire la visualizzazione del fondo oculare, l'ecografia permette di verificare l'integrità della retina e del corpo vitreo, escludendo altre patologie come il distacco di retina o tumori intraoculari.
  • Valutazione della Funzione Visiva: Attraverso test comportamentali (come il test della preferenza visiva), lo specialista valuta quanto la cataratta stia effettivamente ostacolando la visione del bambino.
  • Indagini Sistemiche: Se la cataratta è bilaterale, vengono spesso prescritti esami del sangue e delle urine per escludere malattie metaboliche (come la galattosemia) o infezioni intrauterine.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della cataratta congenita è quasi esclusivamente chirurgico, a meno che l'opacità non sia molto piccola e periferica, tale da non interferire con lo sviluppo visivo.

Intervento Chirurgico

L'obiettivo della chirurgia è rimuovere il cristallino opaco (lensectomia). Nei neonati, la procedura è più complessa rispetto agli adulti perché l'occhio è più piccolo, i tessuti sono più elastici e la risposta infiammatoria è più marcata. Spesso viene eseguita anche una vitrectomia anteriore (rimozione di una piccola parte del gel vitreo) per prevenire che la capsula posteriore si opacizzi nuovamente (cataratta secondaria).

Correzione Ottica

Una volta rimosso il cristallino, l'occhio perde la sua capacità di mettere a fuoco (afachia). È fondamentale sostituire il potere diottrico perso il prima possibile:

  • Lenti Intraoculari (IOL): In alcuni casi, è possibile inserire una lente artificiale direttamente nell'occhio durante l'intervento. Tuttavia, l'uso delle IOL nei neonati sotto i 6 mesi è ancora oggetto di dibattito a causa della rapida crescita dell'occhio.
  • Lenti a Contatto: Sono spesso la soluzione preferita per i neonati afachici. Permettono una visione di alta qualità e possono essere regolate man mano che l'occhio cresce.
  • Occhiali: Utilizzati soprattutto nelle forme bilaterali, anche se possono risultare pesanti e causare distorsioni periferiche nei bambini molto piccoli.

Riabilitazione Visiva

L'intervento chirurgico è solo l'inizio del percorso. Per prevenire l'ambliopia, è quasi sempre necessario ricorrere al bendaggio (occlusione) dell'occhio sano (nel caso di cataratta unilaterale) o dell'occhio dominante (nel caso di cataratta bilaterale asimmetrica). Questo costringe il cervello a utilizzare e sviluppare le connessioni nervose dell'occhio operato.

Prognosi e Decorso

La prognosi della cataratta congenita dipende drasticamente dalla tempestività dell'intervento e dalla costanza nella riabilitazione post-operatoria.

Se l'intervento avviene entro le prime 6-8 settimane di vita e viene seguito da una corretta riabilitazione, molti bambini possono raggiungere un'acuità visiva soddisfacente. Tuttavia, le cataratte unilaterali hanno spesso una prognosi peggiore rispetto a quelle bilaterali a causa della forte competizione tra i due occhi a livello cerebrale, che favorisce l'occhio sano.

Le complicazioni a lungo termine possono includere:

  • Glaucoma secondario: un aumento della pressione intraoculare che può danneggiare il nervo ottico, frequente nei bambini operati di cataratta in età precocissima.
  • Opacizzazione della capsula posteriore: richiede spesso un secondo piccolo intervento o un trattamento laser.
  • Distacco di retina: una complicazione rara ma grave che può verificarsi anni dopo l'intervento.

Il follow-up deve continuare per tutta l'infanzia e l'adolescenza per monitorare lo sviluppo visivo e la pressione oculare.

Prevenzione

Non tutte le forme di cataratta congenita sono prevenibili, specialmente quelle su base genetica. Tuttavia, è possibile ridurre significativamente il rischio legato ai fattori ambientali e infettivi:

  • Vaccinazione: La vaccinazione contro la rosolia prima della gravidanza è la misura preventiva più efficace per evitare la cataratta da rosolia congenita.
  • Cura Prenatale: Evitare l'esposizione a sostanze tossiche, farmaci non necessari e radiazioni durante la gravidanza.
  • Consulenza Genetica: Per le famiglie con una storia nota di cataratta congenita, la consulenza genetica può aiutare a comprendere il rischio di ricorrenza nelle gravidanze future.
  • Screening Neonatale: Sebbene non prevenga la malattia, l'esecuzione rigorosa del test del riflesso rosso alla nascita previene le conseguenze permanenti (cecità funzionale) permettendo un intervento precoce.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi immediatamente a un pediatra o a un oculista pediatrico se si nota uno dei seguenti segni nel neonato o nel lattante:

  1. Una macchia bianca o un riflesso insolito all'interno della pupilla (osservabile anche nelle foto).
  2. Gli occhi del bambino sembrano "ballare" o muoversi in modo incontrollato (nistagmo).
  3. Il bambino non sembra reagire alla luce o non segue con lo sguardo i volti o i giocattoli colorati dopo i 2-3 mesi di vita.
  4. Uno degli occhi appare costantemente deviato verso il naso o verso l'esterno (strabismo).
  5. Il bambino tiene spesso gli occhi chiusi o sembra infastidito dalla luce ambientale.

Un controllo oculistico precoce non è mai superfluo e può fare la differenza tra una vita di disabilità visiva e uno sviluppo normale della vista.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.