Altre forme specificate di apnea del neonato
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
L'apnea del neonato è una condizione clinica caratterizzata dall'interruzione del flusso respiratorio per un periodo superiore ai 20 secondi, oppure per un tempo inferiore se accompagnata da segni clinici significativi come la riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia) o la cianosi (colorazione bluastra della pelle e delle mucose). All'interno della classificazione ICD-11, il codice KB2A.Y si riferisce alle "Altre forme specificate di apnea del neonato". Questa categoria è di fondamentale importanza poiché esclude l'apnea della prematurità (legata esclusivamente all'immaturità dei centri del respiro) e raggruppa tutte quelle manifestazioni apnoiche che riconoscono una causa specifica, identificabile e distinta.
In ambito neonatologico, la respirazione è un processo complesso che richiede la coordinazione tra il sistema nervoso centrale, i muscoli respiratori e i chemocettori che monitorano i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Quando questo equilibrio viene interrotto da fattori esterni o patologie sottostanti, si verifica l'evento apnoico. Le "altre forme specificate" includono apnee secondarie a disturbi metabolici, neurologici, infettivi o meccanici. Comprendere la natura specifica di queste apnee è cruciale, poiché il trattamento non può limitarsi al supporto respiratorio, ma deve mirare alla risoluzione della causa scatenante.
Esistono tre tipologie principali di apnea che possono rientrare in questa classificazione:
- Apnea Centrale: Il cervello non invia il segnale ai muscoli per respirare. È spesso legata a problemi neurologici o metabolici.
- Apnea Ostruttiva: Il neonato cerca di respirare, ma le vie aeree sono bloccate (ad esempio da malformazioni o eccesso di secrezioni).
- Apnea Mista: Una combinazione delle due precedenti, spesso iniziando come ostruttiva e terminando come centrale.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause che portano alla diagnosi di "altre forme specificate di apnea" sono estremamente variegate e richiedono un'indagine diagnostica meticolosa. A differenza dell'apnea idiopatica del prematuro, qui l'evento è il sintomo di un'altra condizione.
Infezioni e Sepsi: Una delle cause più comuni e pericolose è la sepsi neonatale. L'instabilità respiratoria e l'apnea possono essere i primi e unici segnali di un'infezione sistemica grave o di una meningite. Gli agenti patogeni rilasciano tossine che possono deprimere il centro del respiro nel midollo allungato.
Disturbi Metabolici: Il sistema nervoso del neonato è estremamente sensibile alle variazioni biochimiche. L'ipoglicemia (basso livello di zuccheri nel sangue), l'ipocalcemia (basso calcio) e le alterazioni degli elettroliti come il sodio possono scatenare episodi di apnea. Anche errori congeniti del metabolismo, che portano all'accumulo di sostanze tossiche come l'ammoniaca, sono cause da considerare.
Problemi Gastrointestinali: Il reflusso gastroesofageo è spesso associato all'apnea. Il passaggio di acido gastrico nell'esofago può stimolare i recettori laringei, causando un riflesso di chiusura delle vie aeree (laringospasmo) che interrompe il respiro. Inoltre, patologie gravi come l'enterocolite necrotizzante possono presentarsi inizialmente con instabilità respiratoria.
Fattori Neurologici: Le convulsioni neonatali possono manifestarsi in modo atipico, a volte solo con un'improvvisa apnea. Anche emorragie intracraniche o malformazioni del sistema nervoso centrale possono interferire con i meccanismi di controllo del respiro.
Esposizione a Farmaci: Se la madre ha assunto farmaci sedativi, oppiacei o magnesio solfato poco prima del parto, il neonato può presentare una depressione respiratoria significativa nelle prime ore o giorni di vita.
Fattori Ambientali e Termici: L'ipertermia (surriscaldamento) o l'ipotermia (eccessivo raffreddamento) sono potenti trigger per l'apnea nel neonato, che ha una capacità limitata di termoregolazione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico delle altre forme specificate di apnea del neonato non si limita alla semplice pausa respiratoria, ma coinvolge diversi sistemi organici. Il riconoscimento tempestivo di questi segni è vitale per l'intervento d'urgenza.
L'evento principale è, ovviamente, l'apnea, ovvero l'assenza di movimenti toracici e di flusso d'aria. Durante l'episodio, si osserva frequentemente una marcata bradicardia, con la frequenza cardiaca che scende sotto i 100 o 80 battiti al minuto. Questo accade perché la mancanza di ossigeno attiva riflessi vagali che rallentano il cuore.
Dal punto di vista visivo, il neonato può mostrare una progressiva cianosi, partendo dalle labbra e dalle unghie per poi estendersi a tutto il corpo, oppure un improvviso pallore cutaneo estremo. Il tono muscolare tende a diminuire drasticamente, portando a una condizione di ipotonia (il neonato appare "molle").
Oltre all'evento acuto, possono essere presenti sintomi prodromici o associati che aiutano a identificare la causa sottostante:
- Segni di infezione: letargia, irritabilità, instabilità della temperatura o addome gonfio.
- Segni neurologici: Movimenti oculari anomali, scatti muscolari o una fontanella bombata.
- Segni metabolici: tremori, vomito o difficoltà di alimentazione.
È importante distinguere l'apnea patologica dal "respiro periodico", che è una variante normale nel neonato (specialmente se prematuro) caratterizzata da brevi pause di 5-10 secondi seguite da una respirazione rapida, senza cambiamenti nel colore della pelle o nella frequenza cardiaca.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per le "altre forme specificate di apnea" è volto a escludere l'immaturità fisiologica e a trovare la patologia primaria. Il primo passo è il monitoraggio continuo in un ambiente protetto come la Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Monitoraggio Cardiorespiratorio: L'uso di monitor che rilevano costantemente la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la saturazione di ossigeno (pulsossimetria) permette di documentare la frequenza, la durata e la gravità degli episodi.
Esami di Laboratorio:
- Emocromo e PCR: Per ricercare segni di infezione.
- Emiogasanalisi (EGA): Per valutare i livelli di ossigeno, anidride carbonica e l'equilibrio acido-base (rilevando ad esempio un'acidosi metabolica).
- Glicemia ed Elettroliti: Per escludere ipoglicemia, ipocalcemia o squilibri del sodio.
- Esami colturali: Emocoltura, urinocoltura e, se necessario, coltura del liquido cerebrospinale tramite puntura lombare per escludere la meningite.
Indagini Strumentali:
- Radiografia del torace: Per escludere polmoniti, malformazioni polmonari o cardiomegalia.
- Ecografia cerebrale: Per individuare emorragie o anomalie strutturali del cervello.
- Elettroencefalogramma (EEG): Fondamentale se si sospetta che l'apnea sia una manifestazione di convulsioni silenti.
- Ecocardiogramma: Per valutare la funzione cardiaca e la presenza di anomalie come il dotto arterioso pervio.
- Monitoraggio del pH esofageo: Se si sospetta fortemente che il reflusso sia la causa scatenante.
Trattamento e Terapie
Il trattamento delle altre forme specificate di apnea del neonato è duplice: la gestione dell'evento acuto e la terapia della causa sottostante.
Intervento Immediato: Quando un monitor segnala un'apnea, il primo intervento è la stimolazione tattile. Spesso, grattare delicatamente la pianta del piede o strofinare la schiena del neonato è sufficiente per fargli riprendere il respiro. Se la stimolazione fallisce, si procede con la ventilazione a pressione positiva tramite maschera e pallone autoespandibile.
Supporto Respiratorio:
- CPAP (Continuous Positive Airway Pressure): Questa tecnica eroga una pressione costante nelle vie aeree, mantenendole aperte e prevenendo il collasso alveolare. È particolarmente efficace nelle apnee di tipo ostruttivo o misto.
- Ossigenoterapia: Somministrata con cautela per mantenere i livelli di saturazione entro i range di sicurezza, evitando i danni da iperossia.
Terapia Farmacologica:
- Caffeina Citrato: È il farmaco d'elezione per stimolare il centro del respiro. Aumenta la sensibilità dei chemocettori all'anidride carbonica e migliora la contrattilità del diaframma. Sebbene sia lo standard per l'apnea della prematurità, viene usata anche in queste forme specificate per stabilizzare il ritmo respiratorio.
- Antibiotici: Somministrati immediatamente se vi è il minimo sospetto di infezione, in attesa dei risultati delle colture.
- Correzione metabolica: Somministrazione endovenosa di glucosio o calcio se i livelli ematici sono bassi.
Gestione delle Cause Specifiche: Se l'apnea è dovuta a reflusso, si possono adottare misure posturali (mantenere il neonato sollevato dopo i pasti) o utilizzare addensanti per il latte. Se la causa è neurologica (convulsioni), si utilizzeranno farmaci anticonvulsivanti specifici.
Prognosi e Decorso
La prognosi per i neonati affetti da altre forme specificate di apnea dipende quasi interamente dalla causa primaria e dalla tempestività dell'intervento.
Nella maggior parte dei casi, una volta identificata e trattata la causa (ad esempio, risolta un'infezione o stabilizzata la glicemia), gli episodi di apnea tendono a scomparire completamente senza lasciare esiti a lungo termine. Il sistema nervoso del neonato ha una grande plasticità e, una volta rimosso l'insulto, il controllo del respiro si normalizza rapidamente.
Tuttavia, se l'apnea è secondaria a gravi malformazioni cerebrali, sindromi genetiche complesse o se gli episodi sono stati così prolungati da causare una grave carenza di ossigeno (ipossia) cerebrale, potrebbero esserci conseguenze sullo sviluppo neuroevolutivo. È fondamentale un follow-up pediatrico stretto per monitorare le tappe della crescita e dello sviluppo motorio e cognitivo.
Il decorso ospedaliero può variare da pochi giorni a diverse settimane. Generalmente, un neonato viene considerato pronto per la dimissione quando non presenta episodi significativi di apnea o bradicardia per un periodo di osservazione (spesso chiamato "countdown") che va dai 5 ai 7 giorni senza supporto farmacologico o meccanico.
Prevenzione
La prevenzione delle forme specificate di apnea inizia già durante la gravidanza e prosegue nelle prime fasi della vita neonatale.
Prevenzione Prenatale:
- Monitoraggio attento della salute materna per prevenire infezioni che potrebbero trasmettersi al feto.
- Evitare l'esposizione a fumo, alcol e farmaci sedativi durante la gestazione.
- Controllo del diabete gestazionale per ridurre il rischio di ipoglicemia neonatale.
Prevenzione Postnatale:
- Ambiente Termico Neutro: Mantenere il neonato a una temperatura costante, evitando sia il freddo eccessivo che il surriscaldamento (non coprire troppo il bambino).
- Igiene Rigorosa: Lavaggio delle mani e limitazione dei contatti con persone malate per prevenire infezioni respiratorie e sistemiche.
- Posizione nel Sonno: Anche se l'apnea del neonato in ospedale è monitorata, a casa è fondamentale seguire le linee guida per la nanna sicura (posizione supina, su una superficie rigida, senza cuscini o peluche) per ridurre il rischio di ostruzioni accidentali.
- Allattamento al Seno: Fornisce anticorpi preziosi che proteggono il neonato dalle infezioni, riducendo indirettamente il rischio di apnee secondarie a sepsi.
Quando Consultare un Medico
Se il neonato è già stato dimesso dall'ospedale, i genitori devono essere istruiti a riconoscere i segnali di allarme che richiedono un consulto medico immediato o l'attivazione dei servizi di emergenza.
È necessario contattare urgentemente il pediatra o recarsi in pronto soccorso se si nota:
- Una pausa nel respiro che sembra durare a lungo (anche se il bambino riprende da solo).
- Un cambiamento nel colore della pelle: se il bambino diventa bluastro intorno alle labbra (cianosi) o estremamente pallido.
- Episodi di sonnolenza eccessiva (il bambino non si sveglia per mangiare o appare molto debole).
- Difficoltà respiratorie persistenti, come un respiro molto veloce (tachipnea) o l'uso dei muscoli del collo e del torace per respirare (rientramenti giugulari o intercostali).
- Presenza di febbre o, al contrario, una temperatura corporea insolitamente bassa.
- Episodi di vomito a getto o rifiuto persistente dell'alimentazione.
In caso di un episodio di apnea in cui il bambino non riprende a respirare immediatamente o appare privo di sensi, è necessario chiamare subito i soccorsi (118 o 112) e, se addestrati, iniziare le manovre di rianimazione neonatale di base.
Altre forme specificate di apnea del neonato
Definizione
L'apnea del neonato è una condizione clinica caratterizzata dall'interruzione del flusso respiratorio per un periodo superiore ai 20 secondi, oppure per un tempo inferiore se accompagnata da segni clinici significativi come la riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia) o la cianosi (colorazione bluastra della pelle e delle mucose). All'interno della classificazione ICD-11, il codice KB2A.Y si riferisce alle "Altre forme specificate di apnea del neonato". Questa categoria è di fondamentale importanza poiché esclude l'apnea della prematurità (legata esclusivamente all'immaturità dei centri del respiro) e raggruppa tutte quelle manifestazioni apnoiche che riconoscono una causa specifica, identificabile e distinta.
In ambito neonatologico, la respirazione è un processo complesso che richiede la coordinazione tra il sistema nervoso centrale, i muscoli respiratori e i chemocettori che monitorano i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Quando questo equilibrio viene interrotto da fattori esterni o patologie sottostanti, si verifica l'evento apnoico. Le "altre forme specificate" includono apnee secondarie a disturbi metabolici, neurologici, infettivi o meccanici. Comprendere la natura specifica di queste apnee è cruciale, poiché il trattamento non può limitarsi al supporto respiratorio, ma deve mirare alla risoluzione della causa scatenante.
Esistono tre tipologie principali di apnea che possono rientrare in questa classificazione:
- Apnea Centrale: Il cervello non invia il segnale ai muscoli per respirare. È spesso legata a problemi neurologici o metabolici.
- Apnea Ostruttiva: Il neonato cerca di respirare, ma le vie aeree sono bloccate (ad esempio da malformazioni o eccesso di secrezioni).
- Apnea Mista: Una combinazione delle due precedenti, spesso iniziando come ostruttiva e terminando come centrale.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause che portano alla diagnosi di "altre forme specificate di apnea" sono estremamente variegate e richiedono un'indagine diagnostica meticolosa. A differenza dell'apnea idiopatica del prematuro, qui l'evento è il sintomo di un'altra condizione.
Infezioni e Sepsi: Una delle cause più comuni e pericolose è la sepsi neonatale. L'instabilità respiratoria e l'apnea possono essere i primi e unici segnali di un'infezione sistemica grave o di una meningite. Gli agenti patogeni rilasciano tossine che possono deprimere il centro del respiro nel midollo allungato.
Disturbi Metabolici: Il sistema nervoso del neonato è estremamente sensibile alle variazioni biochimiche. L'ipoglicemia (basso livello di zuccheri nel sangue), l'ipocalcemia (basso calcio) e le alterazioni degli elettroliti come il sodio possono scatenare episodi di apnea. Anche errori congeniti del metabolismo, che portano all'accumulo di sostanze tossiche come l'ammoniaca, sono cause da considerare.
Problemi Gastrointestinali: Il reflusso gastroesofageo è spesso associato all'apnea. Il passaggio di acido gastrico nell'esofago può stimolare i recettori laringei, causando un riflesso di chiusura delle vie aeree (laringospasmo) che interrompe il respiro. Inoltre, patologie gravi come l'enterocolite necrotizzante possono presentarsi inizialmente con instabilità respiratoria.
Fattori Neurologici: Le convulsioni neonatali possono manifestarsi in modo atipico, a volte solo con un'improvvisa apnea. Anche emorragie intracraniche o malformazioni del sistema nervoso centrale possono interferire con i meccanismi di controllo del respiro.
Esposizione a Farmaci: Se la madre ha assunto farmaci sedativi, oppiacei o magnesio solfato poco prima del parto, il neonato può presentare una depressione respiratoria significativa nelle prime ore o giorni di vita.
Fattori Ambientali e Termici: L'ipertermia (surriscaldamento) o l'ipotermia (eccessivo raffreddamento) sono potenti trigger per l'apnea nel neonato, che ha una capacità limitata di termoregolazione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico delle altre forme specificate di apnea del neonato non si limita alla semplice pausa respiratoria, ma coinvolge diversi sistemi organici. Il riconoscimento tempestivo di questi segni è vitale per l'intervento d'urgenza.
L'evento principale è, ovviamente, l'apnea, ovvero l'assenza di movimenti toracici e di flusso d'aria. Durante l'episodio, si osserva frequentemente una marcata bradicardia, con la frequenza cardiaca che scende sotto i 100 o 80 battiti al minuto. Questo accade perché la mancanza di ossigeno attiva riflessi vagali che rallentano il cuore.
Dal punto di vista visivo, il neonato può mostrare una progressiva cianosi, partendo dalle labbra e dalle unghie per poi estendersi a tutto il corpo, oppure un improvviso pallore cutaneo estremo. Il tono muscolare tende a diminuire drasticamente, portando a una condizione di ipotonia (il neonato appare "molle").
Oltre all'evento acuto, possono essere presenti sintomi prodromici o associati che aiutano a identificare la causa sottostante:
- Segni di infezione: letargia, irritabilità, instabilità della temperatura o addome gonfio.
- Segni neurologici: Movimenti oculari anomali, scatti muscolari o una fontanella bombata.
- Segni metabolici: tremori, vomito o difficoltà di alimentazione.
È importante distinguere l'apnea patologica dal "respiro periodico", che è una variante normale nel neonato (specialmente se prematuro) caratterizzata da brevi pause di 5-10 secondi seguite da una respirazione rapida, senza cambiamenti nel colore della pelle o nella frequenza cardiaca.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per le "altre forme specificate di apnea" è volto a escludere l'immaturità fisiologica e a trovare la patologia primaria. Il primo passo è il monitoraggio continuo in un ambiente protetto come la Terapia Intensiva Neonatale (TIN).
Monitoraggio Cardiorespiratorio: L'uso di monitor che rilevano costantemente la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la saturazione di ossigeno (pulsossimetria) permette di documentare la frequenza, la durata e la gravità degli episodi.
Esami di Laboratorio:
- Emocromo e PCR: Per ricercare segni di infezione.
- Emiogasanalisi (EGA): Per valutare i livelli di ossigeno, anidride carbonica e l'equilibrio acido-base (rilevando ad esempio un'acidosi metabolica).
- Glicemia ed Elettroliti: Per escludere ipoglicemia, ipocalcemia o squilibri del sodio.
- Esami colturali: Emocoltura, urinocoltura e, se necessario, coltura del liquido cerebrospinale tramite puntura lombare per escludere la meningite.
Indagini Strumentali:
- Radiografia del torace: Per escludere polmoniti, malformazioni polmonari o cardiomegalia.
- Ecografia cerebrale: Per individuare emorragie o anomalie strutturali del cervello.
- Elettroencefalogramma (EEG): Fondamentale se si sospetta che l'apnea sia una manifestazione di convulsioni silenti.
- Ecocardiogramma: Per valutare la funzione cardiaca e la presenza di anomalie come il dotto arterioso pervio.
- Monitoraggio del pH esofageo: Se si sospetta fortemente che il reflusso sia la causa scatenante.
Trattamento e Terapie
Il trattamento delle altre forme specificate di apnea del neonato è duplice: la gestione dell'evento acuto e la terapia della causa sottostante.
Intervento Immediato: Quando un monitor segnala un'apnea, il primo intervento è la stimolazione tattile. Spesso, grattare delicatamente la pianta del piede o strofinare la schiena del neonato è sufficiente per fargli riprendere il respiro. Se la stimolazione fallisce, si procede con la ventilazione a pressione positiva tramite maschera e pallone autoespandibile.
Supporto Respiratorio:
- CPAP (Continuous Positive Airway Pressure): Questa tecnica eroga una pressione costante nelle vie aeree, mantenendole aperte e prevenendo il collasso alveolare. È particolarmente efficace nelle apnee di tipo ostruttivo o misto.
- Ossigenoterapia: Somministrata con cautela per mantenere i livelli di saturazione entro i range di sicurezza, evitando i danni da iperossia.
Terapia Farmacologica:
- Caffeina Citrato: È il farmaco d'elezione per stimolare il centro del respiro. Aumenta la sensibilità dei chemocettori all'anidride carbonica e migliora la contrattilità del diaframma. Sebbene sia lo standard per l'apnea della prematurità, viene usata anche in queste forme specificate per stabilizzare il ritmo respiratorio.
- Antibiotici: Somministrati immediatamente se vi è il minimo sospetto di infezione, in attesa dei risultati delle colture.
- Correzione metabolica: Somministrazione endovenosa di glucosio o calcio se i livelli ematici sono bassi.
Gestione delle Cause Specifiche: Se l'apnea è dovuta a reflusso, si possono adottare misure posturali (mantenere il neonato sollevato dopo i pasti) o utilizzare addensanti per il latte. Se la causa è neurologica (convulsioni), si utilizzeranno farmaci anticonvulsivanti specifici.
Prognosi e Decorso
La prognosi per i neonati affetti da altre forme specificate di apnea dipende quasi interamente dalla causa primaria e dalla tempestività dell'intervento.
Nella maggior parte dei casi, una volta identificata e trattata la causa (ad esempio, risolta un'infezione o stabilizzata la glicemia), gli episodi di apnea tendono a scomparire completamente senza lasciare esiti a lungo termine. Il sistema nervoso del neonato ha una grande plasticità e, una volta rimosso l'insulto, il controllo del respiro si normalizza rapidamente.
Tuttavia, se l'apnea è secondaria a gravi malformazioni cerebrali, sindromi genetiche complesse o se gli episodi sono stati così prolungati da causare una grave carenza di ossigeno (ipossia) cerebrale, potrebbero esserci conseguenze sullo sviluppo neuroevolutivo. È fondamentale un follow-up pediatrico stretto per monitorare le tappe della crescita e dello sviluppo motorio e cognitivo.
Il decorso ospedaliero può variare da pochi giorni a diverse settimane. Generalmente, un neonato viene considerato pronto per la dimissione quando non presenta episodi significativi di apnea o bradicardia per un periodo di osservazione (spesso chiamato "countdown") che va dai 5 ai 7 giorni senza supporto farmacologico o meccanico.
Prevenzione
La prevenzione delle forme specificate di apnea inizia già durante la gravidanza e prosegue nelle prime fasi della vita neonatale.
Prevenzione Prenatale:
- Monitoraggio attento della salute materna per prevenire infezioni che potrebbero trasmettersi al feto.
- Evitare l'esposizione a fumo, alcol e farmaci sedativi durante la gestazione.
- Controllo del diabete gestazionale per ridurre il rischio di ipoglicemia neonatale.
Prevenzione Postnatale:
- Ambiente Termico Neutro: Mantenere il neonato a una temperatura costante, evitando sia il freddo eccessivo che il surriscaldamento (non coprire troppo il bambino).
- Igiene Rigorosa: Lavaggio delle mani e limitazione dei contatti con persone malate per prevenire infezioni respiratorie e sistemiche.
- Posizione nel Sonno: Anche se l'apnea del neonato in ospedale è monitorata, a casa è fondamentale seguire le linee guida per la nanna sicura (posizione supina, su una superficie rigida, senza cuscini o peluche) per ridurre il rischio di ostruzioni accidentali.
- Allattamento al Seno: Fornisce anticorpi preziosi che proteggono il neonato dalle infezioni, riducendo indirettamente il rischio di apnee secondarie a sepsi.
Quando Consultare un Medico
Se il neonato è già stato dimesso dall'ospedale, i genitori devono essere istruiti a riconoscere i segnali di allarme che richiedono un consulto medico immediato o l'attivazione dei servizi di emergenza.
È necessario contattare urgentemente il pediatra o recarsi in pronto soccorso se si nota:
- Una pausa nel respiro che sembra durare a lungo (anche se il bambino riprende da solo).
- Un cambiamento nel colore della pelle: se il bambino diventa bluastro intorno alle labbra (cianosi) o estremamente pallido.
- Episodi di sonnolenza eccessiva (il bambino non si sveglia per mangiare o appare molto debole).
- Difficoltà respiratorie persistenti, come un respiro molto veloce (tachipnea) o l'uso dei muscoli del collo e del torace per respirare (rientramenti giugulari o intercostali).
- Presenza di febbre o, al contrario, una temperatura corporea insolitamente bassa.
- Episodi di vomito a getto o rifiuto persistente dell'alimentazione.
In caso di un episodio di apnea in cui il bambino non riprende a respirare immediatamente o appare privo di sensi, è necessario chiamare subito i soccorsi (118 o 112) e, se addestrati, iniziare le manovre di rianimazione neonatale di base.


