Idrocefalo ostruttivo neonatale

DIZIONARIO MEDICO
format_list_bulleted INDICE
keyboard_arrow_down

Prenota la visita medica


location_on
search
1

Definizione

L'idrocefalo ostruttivo neonatale, noto anche come idrocefalo non comunicante, è una condizione clinica complessa che colpisce i neonati, caratterizzata da un accumulo eccessivo di liquido cefalorachidiano (LCR) all'interno del sistema ventricolare cerebrale. Questa condizione si verifica quando esiste un blocco fisico che impedisce il normale flusso del liquido tra i ventricoli del cervello o tra i ventricoli e lo spazio subaracnoideo. Il liquido cefalorachidiano è fondamentale per la protezione del sistema nervoso centrale, agendo come un ammortizzatore e facilitando la rimozione dei prodotti di scarto metabolico; tuttavia, quando la sua circolazione è interrotta, la pressione all'interno del cranio aumenta rapidamente.

Nel neonato, a differenza dell'adulto, le ossa del cranio non sono ancora completamente fuse. Questo permette alla testa di espandersi per compensare l'aumento della pressione, portando a una crescita eccessiva della circonferenza cranica. Nonostante questa capacità di espansione, l'ipertensione endocranica persistente può causare danni irreversibili al tessuto cerebrale in via di sviluppo, comprimendo le strutture nervose e compromettendo l'apporto sanguigno. L'idrocefalo ostruttivo è una delle forme più comuni di idrocefalo trattate in neurochirurgia pediatrica e richiede un intervento tempestivo per minimizzare le sequele neurologiche a lungo termine.

È importante distinguere l'idrocefalo ostruttivo da quello comunicante: nel primo, il blocco è interno al sistema dei ventricoli (come un tubo ostruito), mentre nel secondo il liquido fluisce fuori dai ventricoli ma non viene riassorbito correttamente dal sangue. La gestione dell'idrocefalo ostruttivo neonatale è multidisciplinare e coinvolge neonatologi, neurochirurghi, radiologi e pediatri specializzati nello sviluppo.

2

Cause e Fattori di Rischio

Le cause dell'idrocefalo ostruttivo neonatale possono essere suddivise in congenite (presenti alla nascita) e acquisite (sviluppatesi subito dopo la nascita a causa di eventi esterni). La comprensione dell'eziologia è fondamentale per determinare l'approccio chirurgico più appropriato.

  1. Stenosi dell'acquedotto di Silvio: È la causa più frequente di idrocefalo ostruttivo congenito. L'acquedotto di Silvio è un piccolo canale che collega il terzo al quarto ventricolo. Se questo canale è troppo stretto, biforcato o ostruito da una membrana, il liquido si accumula nei ventricoli laterali e nel terzo ventricolo. Questa condizione può essere sporadica o legata a fattori genetici (come l'idrocefalo legato al cromosoma X).

  2. Malformazioni del sistema nervoso centrale: Alcune anomalie strutturali complesse sono associate all'ostruzione del flusso. La malformazione di Chiari tipo II, spesso associata alla spina bifida (mielomeningocele), comporta lo spostamento verso il basso di parte del cervelletto e del tronco encefalico, bloccando il deflusso del liquido. Un'altra causa è la sindrome di Dandy-Walker, caratterizzata da un'agenesia parziale o totale del verme cerebellare e da una dilatazione cistica del quarto ventricolo.

  3. Emorragie intraventricolari: Tipiche dei neonati prematuri, le emorragie possono causare la formazione di coaguli di sangue che ostruiscono fisicamente i passaggi ventricolari. Anche dopo il riassorbimento del sangue, gli esiti cicatriziali (gliosi) possono determinare un'ostruzione permanente.

  4. Infezioni neonatali: Una meningite neonatale o infezioni intrauterine come la toxoplasmosi e l'infezione da citomegalovirus possono causare infiammazione delle pareti ventricolari (ependimite), portando a aderenze che bloccano il flusso del LCR.

  5. Tumori cerebrali: Sebbene rari nel periodo neonatale, tumori come i papillomi del plesso coroideo o i teratomi possono crescere all'interno dei ventricoli o comprimerli dall'esterno, agendo come una barriera fisica.

3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'idrocefalo ostruttivo nel neonato possono manifestarsi in modo eclatante o subdolo, a seconda della velocità con cui la pressione intracranica aumenta. Poiché il neonato non può comunicare verbalmente il disagio, l'osservazione clinica e le misurazioni fisiche sono cruciali.

Il segno cardine è la macrocefalia, ovvero un aumento della circonferenza della testa che supera i percentili di crescita attesi per l'età e il sesso. I genitori o il pediatra possono notare che la testa appare sproporzionata rispetto al corpo. Collegata a questo è la presenza di una fontanella tesa o sporgente; la fontanella anteriore (il "punto molle" sulla sommità del capo) perde la sua normale pulsazione e appare rigida o sollevata.

Dal punto di vista neurologico e comportamentale, il neonato può mostrare una marcata irritabilità, pianto inconsolabile e una persistente difficoltà a calmarsi. Al contrario, in alcuni casi può prevalere la letargia, con il bambino che appare eccessivamente sonnolento, difficile da svegliare e poco reattivo agli stimoli ambientali. Il vomito a getto, spesso non correlato ai pasti, è un segnale d'allarme di pressione intracranica elevata.

Un segno oculare caratteristico è il cosiddetto segno del sole calante (sunset eyes), in cui gli occhi del neonato appaiono rivolti verso il basso, con la parte bianca della sclera visibile sopra l'iride, a causa della pressione sui nervi cranici che controllano i movimenti oculari. Possono verificarsi anche episodi di strabismo o movimenti oculari anomali.

Nei casi più gravi o avanzati, possono insorgere crisi convulsive, rallentamento del battito cardiaco e alterazioni del ritmo respiratorio come l'apnea. Anche la difficoltà nell'alimentazione è comune, con il neonato che fatica a coordinare la suzione e la deglutizione.

4

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia solitamente con il monitoraggio della crescita della circonferenza cranica durante le visite pediatriche di routine. Se si sospetta un idrocefalo, vengono eseguiti esami di imaging specifici.

  • Ecografia Transfontanellare: È l'esame di primo livello nel neonato. Sfruttando la fontanella ancora aperta come "finestra", gli ultrasuoni permettono di visualizzare i ventricoli cerebrali, misurarne le dimensioni e identificare eventuali masse o emorragie. È un esame sicuro, non invasivo e può essere eseguito al letto del paziente.
  • Risonanza Magnetica (RM) Cerebrale: È il gold standard per la diagnosi dell'idrocefalo ostruttivo. Fornisce immagini dettagliate dell'anatomia cerebrale, permettendo di localizzare con precisione il punto dell'ostruzione (ad esempio, a livello dell'acquedotto di Silvio) e di identificare la causa sottostante (malformazioni, tumori, cisti). La RM è fondamentale per la pianificazione chirurgica.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Viene utilizzata meno frequentemente nei neonati a causa dell'esposizione alle radiazioni, ma rimane uno strumento prezioso in situazioni di emergenza per valutare rapidamente l'entità della dilatazione ventricolare o in presenza di calcificazioni sospette.
  • Monitoraggio della Pressione Intracranica (PIC): In casi selezionati e complessi, può essere necessario inserire un sensore per misurare direttamente la pressione all'interno del cranio, sebbene nei neonati la clinica e l'imaging siano solitamente sufficienti.
5

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'idrocefalo ostruttivo neonatale è quasi esclusivamente chirurgico. L'obiettivo primario è drenare il liquido in eccesso per normalizzare la pressione intracranica e prevenire danni al cervello.

Le opzioni principali includono:

  1. Shunt Ventricolo-Peritoneale (V-P): È la procedura più comune. Consiste nell'inserimento di un sottile tubicino (catetere) in uno dei ventricoli cerebrali. Questo catetere è collegato a una valvola unidirezionale che regola il flusso del liquido e lo convoglia, attraverso un tubicino sottocutaneo, nella cavità peritoneale (l'addome), dove il LCR viene riassorbito dal corpo. Sebbene efficace, lo shunt richiede un monitoraggio a vita poiché può andare incontro a complicanze come infezioni o ostruzioni meccaniche.
  2. Ventricolocisternostomia Endoscopica del Terzo Ventricolo (ETV): Questa tecnica rappresenta un'alternativa moderna e spesso preferibile per l'idrocefalo ostruttivo (specialmente nella stenosi dell'acquedotto). Attraverso un endoscopio, il chirurgo crea un piccolo foro nel pavimento del terzo ventricolo, permettendo al liquido di bypassare l'ostruzione e fluire direttamente nelle cisterne basali per essere riassorbito. Il vantaggio principale è che non richiede l'impianto di un corpo estraneo permanente (lo shunt).
  3. Cauterizzazione dei Plessi Coroidei (CPC): Spesso eseguita in combinazione con l'ETV (procedura ETV/CPC), consiste nel ridurre la produzione di liquido cefalorachidiano bruciando parte del tessuto che lo produce. Questa combinazione ha mostrato tassi di successo più elevati nei neonati molto piccoli.

Oltre alla chirurgia, il neonato necessiterà di un supporto riabilitativo. La fisioterapia e la psicomotricità sono essenziali per gestire eventuali ritardi nello sviluppo motorio o ipertonia muscolare.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'idrocefalo ostruttivo neonatale è estremamente variabile e dipende da diversi fattori: la causa dell'ostruzione, la tempestività dell'intervento e la presenza di altre malformazioni associate. Grazie ai progressi della neurochirurgia, la maggior parte dei bambini sopravvive e può condurre una vita piena.

Molti bambini con idrocefalo trattato precocemente mostrano uno sviluppo cognitivo normale. Tuttavia, esiste il rischio di un ritardo psicomotorio o di difficoltà di apprendimento specifiche. Alcuni pazienti possono sviluppare problemi motori come la spasticità o difficoltà nella coordinazione.

Il decorso richiede un follow-up rigoroso. I bambini portatori di shunt devono essere monitorati per segni di malfunzionamento del sistema. Con la crescita, potrebbero essere necessari interventi di "revisione dello shunt" per allungare i cateteri o sostituire valvole non più adeguate. La vigilanza costante dei genitori e del team medico è la chiave per garantire i migliori risultati a lungo termine.

7

Prevenzione

Non tutte le forme di idrocefalo ostruttivo sono prevenibili, specialmente quelle legate a mutazioni genetiche spontanee o malformazioni isolate. Tuttavia, alcune misure possono ridurre significativamente il rischio:

  • Acido Folico: L'assunzione di acido folico prima del concepimento e durante le prime settimane di gravidanza riduce drasticamente l'incidenza di difetti del tubo neurale, come la spina bifida, che è una causa importante di idrocefalo.
  • Screening Prenatale: Ecografie morfologiche regolari permettono di individuare precocemente l'idrocefalo in utero, consentendo una pianificazione del parto in centri specializzati dotati di terapia intensiva neonatale e neurochirurgia.
  • Prevenzione delle Infezioni: Evitare il contatto con agenti patogeni come il Toxoplasma (attenzione alla carne cruda e alle feci di gatto) e praticare una buona igiene per ridurre il rischio di infezioni da Citomegalovirus durante la gestazione.
  • Cura della Prematurità: Un'assistenza neonatale avanzata per i nati pretermine riduce il rischio di emorragie intraventricolari gravi, prevenendo così l'idrocefalo post-emorragico.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale che i genitori contattino immediatamente il pediatra o si rechino in un pronto soccorso pediatrico se notano uno dei seguenti segnali nel neonato:

  • Un aumento visibile e rapido delle dimensioni della testa.
  • La fontanella che appare rigida, gonfia o pulsante in modo anomalo.
  • Episodi di vomito a getto ripetuti e non spiegabili da reflusso o indigestione.
  • Cambiamenti nel comportamento, come un'irritabilità estrema o, al contrario, una sonnolenza insolita e difficoltà a svegliarsi per le poppate.
  • Presenza del segno del sole calante negli occhi.
  • Comparsa di movimenti a scatto o crisi convulsive.

Per i bambini che hanno già subito un intervento di shunt, è necessario consultare il medico in caso di febbre senza causa apparente (possibile segno di infezione dello shunt) o se compaiono arrossamenti lungo il percorso sottocutaneo del tubicino.

Idrocefalo ostruttivo neonatale

Definizione

L'idrocefalo ostruttivo neonatale, noto anche come idrocefalo non comunicante, è una condizione clinica complessa che colpisce i neonati, caratterizzata da un accumulo eccessivo di liquido cefalorachidiano (LCR) all'interno del sistema ventricolare cerebrale. Questa condizione si verifica quando esiste un blocco fisico che impedisce il normale flusso del liquido tra i ventricoli del cervello o tra i ventricoli e lo spazio subaracnoideo. Il liquido cefalorachidiano è fondamentale per la protezione del sistema nervoso centrale, agendo come un ammortizzatore e facilitando la rimozione dei prodotti di scarto metabolico; tuttavia, quando la sua circolazione è interrotta, la pressione all'interno del cranio aumenta rapidamente.

Nel neonato, a differenza dell'adulto, le ossa del cranio non sono ancora completamente fuse. Questo permette alla testa di espandersi per compensare l'aumento della pressione, portando a una crescita eccessiva della circonferenza cranica. Nonostante questa capacità di espansione, l'ipertensione endocranica persistente può causare danni irreversibili al tessuto cerebrale in via di sviluppo, comprimendo le strutture nervose e compromettendo l'apporto sanguigno. L'idrocefalo ostruttivo è una delle forme più comuni di idrocefalo trattate in neurochirurgia pediatrica e richiede un intervento tempestivo per minimizzare le sequele neurologiche a lungo termine.

È importante distinguere l'idrocefalo ostruttivo da quello comunicante: nel primo, il blocco è interno al sistema dei ventricoli (come un tubo ostruito), mentre nel secondo il liquido fluisce fuori dai ventricoli ma non viene riassorbito correttamente dal sangue. La gestione dell'idrocefalo ostruttivo neonatale è multidisciplinare e coinvolge neonatologi, neurochirurghi, radiologi e pediatri specializzati nello sviluppo.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause dell'idrocefalo ostruttivo neonatale possono essere suddivise in congenite (presenti alla nascita) e acquisite (sviluppatesi subito dopo la nascita a causa di eventi esterni). La comprensione dell'eziologia è fondamentale per determinare l'approccio chirurgico più appropriato.

  1. Stenosi dell'acquedotto di Silvio: È la causa più frequente di idrocefalo ostruttivo congenito. L'acquedotto di Silvio è un piccolo canale che collega il terzo al quarto ventricolo. Se questo canale è troppo stretto, biforcato o ostruito da una membrana, il liquido si accumula nei ventricoli laterali e nel terzo ventricolo. Questa condizione può essere sporadica o legata a fattori genetici (come l'idrocefalo legato al cromosoma X).

  2. Malformazioni del sistema nervoso centrale: Alcune anomalie strutturali complesse sono associate all'ostruzione del flusso. La malformazione di Chiari tipo II, spesso associata alla spina bifida (mielomeningocele), comporta lo spostamento verso il basso di parte del cervelletto e del tronco encefalico, bloccando il deflusso del liquido. Un'altra causa è la sindrome di Dandy-Walker, caratterizzata da un'agenesia parziale o totale del verme cerebellare e da una dilatazione cistica del quarto ventricolo.

  3. Emorragie intraventricolari: Tipiche dei neonati prematuri, le emorragie possono causare la formazione di coaguli di sangue che ostruiscono fisicamente i passaggi ventricolari. Anche dopo il riassorbimento del sangue, gli esiti cicatriziali (gliosi) possono determinare un'ostruzione permanente.

  4. Infezioni neonatali: Una meningite neonatale o infezioni intrauterine come la toxoplasmosi e l'infezione da citomegalovirus possono causare infiammazione delle pareti ventricolari (ependimite), portando a aderenze che bloccano il flusso del LCR.

  5. Tumori cerebrali: Sebbene rari nel periodo neonatale, tumori come i papillomi del plesso coroideo o i teratomi possono crescere all'interno dei ventricoli o comprimerli dall'esterno, agendo come una barriera fisica.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi dell'idrocefalo ostruttivo nel neonato possono manifestarsi in modo eclatante o subdolo, a seconda della velocità con cui la pressione intracranica aumenta. Poiché il neonato non può comunicare verbalmente il disagio, l'osservazione clinica e le misurazioni fisiche sono cruciali.

Il segno cardine è la macrocefalia, ovvero un aumento della circonferenza della testa che supera i percentili di crescita attesi per l'età e il sesso. I genitori o il pediatra possono notare che la testa appare sproporzionata rispetto al corpo. Collegata a questo è la presenza di una fontanella tesa o sporgente; la fontanella anteriore (il "punto molle" sulla sommità del capo) perde la sua normale pulsazione e appare rigida o sollevata.

Dal punto di vista neurologico e comportamentale, il neonato può mostrare una marcata irritabilità, pianto inconsolabile e una persistente difficoltà a calmarsi. Al contrario, in alcuni casi può prevalere la letargia, con il bambino che appare eccessivamente sonnolento, difficile da svegliare e poco reattivo agli stimoli ambientali. Il vomito a getto, spesso non correlato ai pasti, è un segnale d'allarme di pressione intracranica elevata.

Un segno oculare caratteristico è il cosiddetto segno del sole calante (sunset eyes), in cui gli occhi del neonato appaiono rivolti verso il basso, con la parte bianca della sclera visibile sopra l'iride, a causa della pressione sui nervi cranici che controllano i movimenti oculari. Possono verificarsi anche episodi di strabismo o movimenti oculari anomali.

Nei casi più gravi o avanzati, possono insorgere crisi convulsive, rallentamento del battito cardiaco e alterazioni del ritmo respiratorio come l'apnea. Anche la difficoltà nell'alimentazione è comune, con il neonato che fatica a coordinare la suzione e la deglutizione.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia solitamente con il monitoraggio della crescita della circonferenza cranica durante le visite pediatriche di routine. Se si sospetta un idrocefalo, vengono eseguiti esami di imaging specifici.

  • Ecografia Transfontanellare: È l'esame di primo livello nel neonato. Sfruttando la fontanella ancora aperta come "finestra", gli ultrasuoni permettono di visualizzare i ventricoli cerebrali, misurarne le dimensioni e identificare eventuali masse o emorragie. È un esame sicuro, non invasivo e può essere eseguito al letto del paziente.
  • Risonanza Magnetica (RM) Cerebrale: È il gold standard per la diagnosi dell'idrocefalo ostruttivo. Fornisce immagini dettagliate dell'anatomia cerebrale, permettendo di localizzare con precisione il punto dell'ostruzione (ad esempio, a livello dell'acquedotto di Silvio) e di identificare la causa sottostante (malformazioni, tumori, cisti). La RM è fondamentale per la pianificazione chirurgica.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Viene utilizzata meno frequentemente nei neonati a causa dell'esposizione alle radiazioni, ma rimane uno strumento prezioso in situazioni di emergenza per valutare rapidamente l'entità della dilatazione ventricolare o in presenza di calcificazioni sospette.
  • Monitoraggio della Pressione Intracranica (PIC): In casi selezionati e complessi, può essere necessario inserire un sensore per misurare direttamente la pressione all'interno del cranio, sebbene nei neonati la clinica e l'imaging siano solitamente sufficienti.

Trattamento e Terapie

Il trattamento dell'idrocefalo ostruttivo neonatale è quasi esclusivamente chirurgico. L'obiettivo primario è drenare il liquido in eccesso per normalizzare la pressione intracranica e prevenire danni al cervello.

Le opzioni principali includono:

  1. Shunt Ventricolo-Peritoneale (V-P): È la procedura più comune. Consiste nell'inserimento di un sottile tubicino (catetere) in uno dei ventricoli cerebrali. Questo catetere è collegato a una valvola unidirezionale che regola il flusso del liquido e lo convoglia, attraverso un tubicino sottocutaneo, nella cavità peritoneale (l'addome), dove il LCR viene riassorbito dal corpo. Sebbene efficace, lo shunt richiede un monitoraggio a vita poiché può andare incontro a complicanze come infezioni o ostruzioni meccaniche.
  2. Ventricolocisternostomia Endoscopica del Terzo Ventricolo (ETV): Questa tecnica rappresenta un'alternativa moderna e spesso preferibile per l'idrocefalo ostruttivo (specialmente nella stenosi dell'acquedotto). Attraverso un endoscopio, il chirurgo crea un piccolo foro nel pavimento del terzo ventricolo, permettendo al liquido di bypassare l'ostruzione e fluire direttamente nelle cisterne basali per essere riassorbito. Il vantaggio principale è che non richiede l'impianto di un corpo estraneo permanente (lo shunt).
  3. Cauterizzazione dei Plessi Coroidei (CPC): Spesso eseguita in combinazione con l'ETV (procedura ETV/CPC), consiste nel ridurre la produzione di liquido cefalorachidiano bruciando parte del tessuto che lo produce. Questa combinazione ha mostrato tassi di successo più elevati nei neonati molto piccoli.

Oltre alla chirurgia, il neonato necessiterà di un supporto riabilitativo. La fisioterapia e la psicomotricità sono essenziali per gestire eventuali ritardi nello sviluppo motorio o ipertonia muscolare.

Prognosi e Decorso

La prognosi dell'idrocefalo ostruttivo neonatale è estremamente variabile e dipende da diversi fattori: la causa dell'ostruzione, la tempestività dell'intervento e la presenza di altre malformazioni associate. Grazie ai progressi della neurochirurgia, la maggior parte dei bambini sopravvive e può condurre una vita piena.

Molti bambini con idrocefalo trattato precocemente mostrano uno sviluppo cognitivo normale. Tuttavia, esiste il rischio di un ritardo psicomotorio o di difficoltà di apprendimento specifiche. Alcuni pazienti possono sviluppare problemi motori come la spasticità o difficoltà nella coordinazione.

Il decorso richiede un follow-up rigoroso. I bambini portatori di shunt devono essere monitorati per segni di malfunzionamento del sistema. Con la crescita, potrebbero essere necessari interventi di "revisione dello shunt" per allungare i cateteri o sostituire valvole non più adeguate. La vigilanza costante dei genitori e del team medico è la chiave per garantire i migliori risultati a lungo termine.

Prevenzione

Non tutte le forme di idrocefalo ostruttivo sono prevenibili, specialmente quelle legate a mutazioni genetiche spontanee o malformazioni isolate. Tuttavia, alcune misure possono ridurre significativamente il rischio:

  • Acido Folico: L'assunzione di acido folico prima del concepimento e durante le prime settimane di gravidanza riduce drasticamente l'incidenza di difetti del tubo neurale, come la spina bifida, che è una causa importante di idrocefalo.
  • Screening Prenatale: Ecografie morfologiche regolari permettono di individuare precocemente l'idrocefalo in utero, consentendo una pianificazione del parto in centri specializzati dotati di terapia intensiva neonatale e neurochirurgia.
  • Prevenzione delle Infezioni: Evitare il contatto con agenti patogeni come il Toxoplasma (attenzione alla carne cruda e alle feci di gatto) e praticare una buona igiene per ridurre il rischio di infezioni da Citomegalovirus durante la gestazione.
  • Cura della Prematurità: Un'assistenza neonatale avanzata per i nati pretermine riduce il rischio di emorragie intraventricolari gravi, prevenendo così l'idrocefalo post-emorragico.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale che i genitori contattino immediatamente il pediatra o si rechino in un pronto soccorso pediatrico se notano uno dei seguenti segnali nel neonato:

  • Un aumento visibile e rapido delle dimensioni della testa.
  • La fontanella che appare rigida, gonfia o pulsante in modo anomalo.
  • Episodi di vomito a getto ripetuti e non spiegabili da reflusso o indigestione.
  • Cambiamenti nel comportamento, come un'irritabilità estrema o, al contrario, una sonnolenza insolita e difficoltà a svegliarsi per le poppate.
  • Presenza del segno del sole calante negli occhi.
  • Comparsa di movimenti a scatto o crisi convulsive.

Per i bambini che hanno già subito un intervento di shunt, è necessario consultare il medico in caso di febbre senza causa apparente (possibile segno di infezione dello shunt) o se compaiono arrossamenti lungo il percorso sottocutaneo del tubicino.

An unhandled error has occurred. Reload 🗙

Riconnessione al server...

Riconnessione fallita... nuovo tentativo tra secondi.

Riconnessione fallita.
Riprovare o ricaricare la pagina.

La sessione è stata sospesa dal server.

Impossibile riprendere la sessione.
Riprovare o ricaricare la pagina.