Paralisi del plesso brachiale nel neonato

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Definizione

La paralisi del plesso brachiale nel neonato è una condizione neurologica che deriva da una lesione traumatica dei nervi del plesso brachiale durante il processo del parto. Il plesso brachiale è una complessa rete di nervi situata tra il collo e la spalla, originata dalle radici nervose del midollo spinale (da C5 a T1). Questi nervi controllano i segnali motori e sensoriali dell'intero arto superiore, inclusi la spalla, il braccio, l'avambraccio e la mano.

Quando questi nervi vengono stirati, compressi o, nei casi più gravi, strappati durante la nascita, il neonato può presentare una perdita parziale o totale della funzionalità del braccio interessato. Sebbene il codice ICD-11 KA44.1Z si riferisca a una forma "non specificata", clinicamente queste lesioni vengono spesso classificate in base alla localizzazione del danno:

  1. Paralisi di Erb (o di Erb-Duchenne): Coinvolge i nervi superiori (C5-C6) ed è la forma più comune. Il braccio appare intraruotato e il polso flesso (posizione a "mancia del cameriere").
  2. Paralisi di Klumpke: Coinvolge i nervi inferiori (C8-T1), influenzando principalmente i muscoli della mano e del polso.
  3. Paralisi Totale: Coinvolge l'intero plesso (C5-T1), causando un'assenza completa di movimento e sensibilità in tutto l'arto.

La gravità della lesione può variare da una lieve neuroprassia (uno stiramento temporaneo con rapido recupero) a una neurotmesi o avulsione (rottura completa del nervo), che richiede interventi specialistici complessi.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa principale della paralisi del plesso brachiale neonatale è la trazione meccanica esercitata sul collo e sulla spalla del bambino durante il passaggio nel canale del parto. Questo accade frequentemente quando la spalla del neonato rimane bloccata dietro l'osso pubico della madre, una condizione nota come distocia di spalla.

I principali fattori di rischio includono:

  • Macrosomia fetale: Neonati con un peso superiore ai 4-4,5 kg hanno una probabilità maggiore di incontrare difficoltà durante l'espulsione.
  • Diabete gestazionale: Le madri diabetiche tendono ad avere bambini più grandi, aumentando il rischio di macrosomia e distocia.
  • Parto podalico: Durante un parto in cui il bambino nasce dai piedi, le braccia possono essere estese sopra la testa, subendo una trazione eccessiva.
  • Travaglio prolungato o eccessivamente rapido: Entrambe le situazioni possono alterare la dinamica naturale del parto, aumentando lo stress meccanico sul feto.
  • Uso di strumenti assistiti: L'impiego di forcipe o ventosa ostetrica può, in rari casi, contribuire alla trazione anomala del plesso brachiale.
  • Obesità materna: Un elevato indice di massa corporea della madre è spesso correlato a neonati di grandi dimensioni e a un bacino materno che può rendere più difficoltoso il passaggio.

È importante notare che, nonostante questi fattori di rischio, la paralisi del plesso brachiale può verificarsi anche in parti apparentemente normali e senza fattori di rischio evidenti.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della paralisi del plesso brachiale sono solitamente evidenti subito dopo la nascita. Il segno più caratteristico è l'incapacità del neonato di muovere il braccio colpito nello stesso modo in cui muove l'altro.

Le manifestazioni cliniche includono:

  • Paralisi del braccio: L'arto appare flaccido e pende lungo il corpo.
  • Ridotto tono muscolare: Il braccio sembra "molle" al tatto e non oppone resistenza ai movimenti passivi.
  • Assenza del riflesso di Moro: Quando il neonato viene sorpreso, non solleva il braccio interessato come farebbe normalmente.
  • Deficit motorio: Difficoltà o impossibilità di flettere il gomito, sollevare la spalla o muovere le dita.
  • Riflesso bicipitale assente: Il medico non riscontra la normale contrazione del bicipite durante i test neurologici.
  • Mancanza del riflesso di prensione: Se la lesione coinvolge i nervi inferiori, il bambino non stringe il dito dell'esaminatore con la mano colpita.
  • Alterazioni della sensibilità: Sebbene difficile da valutare in un neonato, il bambino potrebbe non reagire a stimoli tattili o dolorosi sull'arto.
  • Sindrome di Horner: In casi gravi (lesioni di T1), si possono osservare palpebra cadente e pupilla ristretta dal lato colpito.
  • Gonfiore o dolore: Possono essere presenti se la lesione è associata a una frattura della clavicola o dell'omero.

Nelle fasi più avanzate, se il recupero non avviene, possono comparire atrofia dei muscoli del braccio e contratture permanenti delle articolazioni.

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Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica e viene effettuata dal pediatra o dal neonatologo subito dopo il parto attraverso un esame obiettivo accurato. Il medico valuterà la postura del braccio, i riflessi neonatali e la presenza di eventuali fratture ossee concomitanti.

Gli approfondimenti diagnostici possono includere:

  1. Radiografia: Eseguita per escludere fratture della clavicola o dell'omero, che possono mimare una paralisi nervosa o coesistere con essa.
  2. Elettromiografia (EMG) e Studi della Conduzione Nervosa: Questi test misurano l'attività elettrica dei muscoli e la velocità dei segnali nervosi. Solitamente non vengono eseguiti prima delle 3-4 settimane di vita per permettere alla lesione di stabilizzarsi e fornire risultati attendibili.
  3. Risonanza Magnetica (RM) o TC Mielografia: Utilizzate per visualizzare i nervi e identificare eventuali avulsioni (distacchi) delle radici nervose dal midollo spinale. Sono esami fondamentali se si sospetta la necessità di un intervento chirurgico.
  4. Ecografia: Può essere utile per valutare lo stato delle articolazioni della spalla e dei muscoli circostanti.

Il monitoraggio costante nei primi mesi di vita è essenziale per distinguere tra una lesione temporanea (neuprassia) e una lesione permanente.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento della paralisi del plesso brachiale inizia quasi sempre con un approccio conservativo, poiché la maggior parte dei neonati mostra segni di recupero spontaneo nelle prime settimane.

Fisioterapia

È il pilastro del trattamento. Deve iniziare precocemente (solitamente dopo le prime due settimane di riposo per permettere la riduzione dell'infiammazione iniziale). Gli obiettivi sono:

  • Mantenere la flessibilità articolare.
  • Prevenire le contratture.
  • Stimolare la forza muscolare attraverso esercizi di mobilitazione passiva e attiva.
  • Insegnare ai genitori come maneggiare, vestire e posizionare il bambino per proteggere l'arto.

Terapia Occupazionale

Aiuta il bambino a sviluppare le abilità motorie necessarie per le attività quotidiane, utilizzando giochi e stimoli sensoriali per incoraggiare l'uso del braccio colpito.

Intervento Chirurgico

Se non si osserva un recupero significativo della funzione del bicipite entro i 3-6 mesi di vita, può essere indicato un intervento di microchirurgia nervosa. Le opzioni includono:

  • Innesti nervosi: Utilizzo di un segmento di nervo prelevato da un'altra parte del corpo per "ponteggiare" la lesione.
  • Trasferimenti nervosi: Collegamento di un nervo sano e meno essenziale ai muscoli denervati per ripristinarne la funzione.

In età più avanzata (2-5 anni), possono essere necessari interventi ortopedici correttivi, come trasferimenti tendinei o osteotomie, per migliorare la mobilità della spalla e del gomito.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per la paralisi del plesso brachiale nel neonato è generalmente favorevole. Circa l'80-90% dei bambini recupera una funzione quasi completa o molto buona entro il primo anno di vita. Il recupero inizia solitamente con il movimento delle dita e del polso, seguito dal gomito e infine dalla spalla.

Tuttavia, il decorso dipende strettamente dal tipo di danno nervoso:

  • Neuprassia: Recupero completo in poche settimane o mesi.
  • Assonotmesi: Recupero possibile ma più lento (mesi), poiché il nervo deve rigenerarsi.
  • Neurotmesi o Avulsione: Il recupero spontaneo è improbabile e, senza chirurgia, possono residuare disabilità permanenti, atrofia muscolare e una crescita ridotta dell'arto colpito.

Un follow-up multidisciplinare a lungo termine è fondamentale per monitorare lo sviluppo motorio e prevenire complicazioni scheletriche.

7

Prevenzione

Sebbene non tutte le paralisi del plesso brachiale siano prevenibili, alcune strategie possono ridurre significativamente il rischio:

  • Monitoraggio della crescita fetale: Identificare precocemente la macrosomia tramite ecografie periodiche.
  • Gestione del diabete: Un controllo rigoroso della glicemia in gravidanza riduce il rischio di avere neonati eccessivamente grandi.
  • Pianificazione del parto: In presenza di fattori di rischio elevati (come un precedente figlio con paralisi del plesso brachiale o macrosomia accertata), il medico può discutere l'opzione di un parto cesareo programmato.
  • Manovre ostetriche specializzate: La formazione continua del personale sanitario nella gestione della distocia di spalla (come la manovra di McRoberts) è cruciale per minimizzare la trazione sui nervi durante le emergenze in sala parto.
8

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi immediatamente al pediatra o a uno specialista in neurologia pediatrica se si notano i seguenti segni nel neonato:

  • Il bambino non muove un braccio o una mano, specialmente dopo un parto difficile.
  • Il braccio appare costantemente in una posizione anomala.
  • Si nota una differenza evidente nella forza della presa tra le due mani.
  • Il bambino piange o mostra segni di dolore quando l'arto viene mosso.
  • Si osserva una asimmetria nel viso o nelle palpebre (sospetta sindrome di Horner).

Una diagnosi precoce e l'inizio tempestivo della fisioterapia sono i fattori più importanti per garantire il miglior risultato funzionale possibile per il bambino.

Paralisi del plesso brachiale nel neonato

Definizione

La paralisi del plesso brachiale nel neonato è una condizione neurologica che deriva da una lesione traumatica dei nervi del plesso brachiale durante il processo del parto. Il plesso brachiale è una complessa rete di nervi situata tra il collo e la spalla, originata dalle radici nervose del midollo spinale (da C5 a T1). Questi nervi controllano i segnali motori e sensoriali dell'intero arto superiore, inclusi la spalla, il braccio, l'avambraccio e la mano.

Quando questi nervi vengono stirati, compressi o, nei casi più gravi, strappati durante la nascita, il neonato può presentare una perdita parziale o totale della funzionalità del braccio interessato. Sebbene il codice ICD-11 KA44.1Z si riferisca a una forma "non specificata", clinicamente queste lesioni vengono spesso classificate in base alla localizzazione del danno:

  1. Paralisi di Erb (o di Erb-Duchenne): Coinvolge i nervi superiori (C5-C6) ed è la forma più comune. Il braccio appare intraruotato e il polso flesso (posizione a "mancia del cameriere").
  2. Paralisi di Klumpke: Coinvolge i nervi inferiori (C8-T1), influenzando principalmente i muscoli della mano e del polso.
  3. Paralisi Totale: Coinvolge l'intero plesso (C5-T1), causando un'assenza completa di movimento e sensibilità in tutto l'arto.

La gravità della lesione può variare da una lieve neuroprassia (uno stiramento temporaneo con rapido recupero) a una neurotmesi o avulsione (rottura completa del nervo), che richiede interventi specialistici complessi.

Cause e Fattori di Rischio

La causa principale della paralisi del plesso brachiale neonatale è la trazione meccanica esercitata sul collo e sulla spalla del bambino durante il passaggio nel canale del parto. Questo accade frequentemente quando la spalla del neonato rimane bloccata dietro l'osso pubico della madre, una condizione nota come distocia di spalla.

I principali fattori di rischio includono:

  • Macrosomia fetale: Neonati con un peso superiore ai 4-4,5 kg hanno una probabilità maggiore di incontrare difficoltà durante l'espulsione.
  • Diabete gestazionale: Le madri diabetiche tendono ad avere bambini più grandi, aumentando il rischio di macrosomia e distocia.
  • Parto podalico: Durante un parto in cui il bambino nasce dai piedi, le braccia possono essere estese sopra la testa, subendo una trazione eccessiva.
  • Travaglio prolungato o eccessivamente rapido: Entrambe le situazioni possono alterare la dinamica naturale del parto, aumentando lo stress meccanico sul feto.
  • Uso di strumenti assistiti: L'impiego di forcipe o ventosa ostetrica può, in rari casi, contribuire alla trazione anomala del plesso brachiale.
  • Obesità materna: Un elevato indice di massa corporea della madre è spesso correlato a neonati di grandi dimensioni e a un bacino materno che può rendere più difficoltoso il passaggio.

È importante notare che, nonostante questi fattori di rischio, la paralisi del plesso brachiale può verificarsi anche in parti apparentemente normali e senza fattori di rischio evidenti.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi della paralisi del plesso brachiale sono solitamente evidenti subito dopo la nascita. Il segno più caratteristico è l'incapacità del neonato di muovere il braccio colpito nello stesso modo in cui muove l'altro.

Le manifestazioni cliniche includono:

  • Paralisi del braccio: L'arto appare flaccido e pende lungo il corpo.
  • Ridotto tono muscolare: Il braccio sembra "molle" al tatto e non oppone resistenza ai movimenti passivi.
  • Assenza del riflesso di Moro: Quando il neonato viene sorpreso, non solleva il braccio interessato come farebbe normalmente.
  • Deficit motorio: Difficoltà o impossibilità di flettere il gomito, sollevare la spalla o muovere le dita.
  • Riflesso bicipitale assente: Il medico non riscontra la normale contrazione del bicipite durante i test neurologici.
  • Mancanza del riflesso di prensione: Se la lesione coinvolge i nervi inferiori, il bambino non stringe il dito dell'esaminatore con la mano colpita.
  • Alterazioni della sensibilità: Sebbene difficile da valutare in un neonato, il bambino potrebbe non reagire a stimoli tattili o dolorosi sull'arto.
  • Sindrome di Horner: In casi gravi (lesioni di T1), si possono osservare palpebra cadente e pupilla ristretta dal lato colpito.
  • Gonfiore o dolore: Possono essere presenti se la lesione è associata a una frattura della clavicola o dell'omero.

Nelle fasi più avanzate, se il recupero non avviene, possono comparire atrofia dei muscoli del braccio e contratture permanenti delle articolazioni.

Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica e viene effettuata dal pediatra o dal neonatologo subito dopo il parto attraverso un esame obiettivo accurato. Il medico valuterà la postura del braccio, i riflessi neonatali e la presenza di eventuali fratture ossee concomitanti.

Gli approfondimenti diagnostici possono includere:

  1. Radiografia: Eseguita per escludere fratture della clavicola o dell'omero, che possono mimare una paralisi nervosa o coesistere con essa.
  2. Elettromiografia (EMG) e Studi della Conduzione Nervosa: Questi test misurano l'attività elettrica dei muscoli e la velocità dei segnali nervosi. Solitamente non vengono eseguiti prima delle 3-4 settimane di vita per permettere alla lesione di stabilizzarsi e fornire risultati attendibili.
  3. Risonanza Magnetica (RM) o TC Mielografia: Utilizzate per visualizzare i nervi e identificare eventuali avulsioni (distacchi) delle radici nervose dal midollo spinale. Sono esami fondamentali se si sospetta la necessità di un intervento chirurgico.
  4. Ecografia: Può essere utile per valutare lo stato delle articolazioni della spalla e dei muscoli circostanti.

Il monitoraggio costante nei primi mesi di vita è essenziale per distinguere tra una lesione temporanea (neuprassia) e una lesione permanente.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della paralisi del plesso brachiale inizia quasi sempre con un approccio conservativo, poiché la maggior parte dei neonati mostra segni di recupero spontaneo nelle prime settimane.

Fisioterapia

È il pilastro del trattamento. Deve iniziare precocemente (solitamente dopo le prime due settimane di riposo per permettere la riduzione dell'infiammazione iniziale). Gli obiettivi sono:

  • Mantenere la flessibilità articolare.
  • Prevenire le contratture.
  • Stimolare la forza muscolare attraverso esercizi di mobilitazione passiva e attiva.
  • Insegnare ai genitori come maneggiare, vestire e posizionare il bambino per proteggere l'arto.

Terapia Occupazionale

Aiuta il bambino a sviluppare le abilità motorie necessarie per le attività quotidiane, utilizzando giochi e stimoli sensoriali per incoraggiare l'uso del braccio colpito.

Intervento Chirurgico

Se non si osserva un recupero significativo della funzione del bicipite entro i 3-6 mesi di vita, può essere indicato un intervento di microchirurgia nervosa. Le opzioni includono:

  • Innesti nervosi: Utilizzo di un segmento di nervo prelevato da un'altra parte del corpo per "ponteggiare" la lesione.
  • Trasferimenti nervosi: Collegamento di un nervo sano e meno essenziale ai muscoli denervati per ripristinarne la funzione.

In età più avanzata (2-5 anni), possono essere necessari interventi ortopedici correttivi, come trasferimenti tendinei o osteotomie, per migliorare la mobilità della spalla e del gomito.

Prognosi e Decorso

La prognosi per la paralisi del plesso brachiale nel neonato è generalmente favorevole. Circa l'80-90% dei bambini recupera una funzione quasi completa o molto buona entro il primo anno di vita. Il recupero inizia solitamente con il movimento delle dita e del polso, seguito dal gomito e infine dalla spalla.

Tuttavia, il decorso dipende strettamente dal tipo di danno nervoso:

  • Neuprassia: Recupero completo in poche settimane o mesi.
  • Assonotmesi: Recupero possibile ma più lento (mesi), poiché il nervo deve rigenerarsi.
  • Neurotmesi o Avulsione: Il recupero spontaneo è improbabile e, senza chirurgia, possono residuare disabilità permanenti, atrofia muscolare e una crescita ridotta dell'arto colpito.

Un follow-up multidisciplinare a lungo termine è fondamentale per monitorare lo sviluppo motorio e prevenire complicazioni scheletriche.

Prevenzione

Sebbene non tutte le paralisi del plesso brachiale siano prevenibili, alcune strategie possono ridurre significativamente il rischio:

  • Monitoraggio della crescita fetale: Identificare precocemente la macrosomia tramite ecografie periodiche.
  • Gestione del diabete: Un controllo rigoroso della glicemia in gravidanza riduce il rischio di avere neonati eccessivamente grandi.
  • Pianificazione del parto: In presenza di fattori di rischio elevati (come un precedente figlio con paralisi del plesso brachiale o macrosomia accertata), il medico può discutere l'opzione di un parto cesareo programmato.
  • Manovre ostetriche specializzate: La formazione continua del personale sanitario nella gestione della distocia di spalla (come la manovra di McRoberts) è cruciale per minimizzare la trazione sui nervi durante le emergenze in sala parto.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi immediatamente al pediatra o a uno specialista in neurologia pediatrica se si notano i seguenti segni nel neonato:

  • Il bambino non muove un braccio o una mano, specialmente dopo un parto difficile.
  • Il braccio appare costantemente in una posizione anomala.
  • Si nota una differenza evidente nella forza della presa tra le due mani.
  • Il bambino piange o mostra segni di dolore quando l'arto viene mosso.
  • Si osserva una asimmetria nel viso o nelle palpebre (sospetta sindrome di Horner).

Una diagnosi precoce e l'inizio tempestivo della fisioterapia sono i fattori più importanti per garantire il miglior risultato funzionale possibile per il bambino.

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