Reazione tossica all'anestesia locale durante il travaglio o il parto
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La reazione tossica all'anestesia locale durante il travaglio o il parto, nota in ambito medico come Tossicità Sistemica da Anestetici Locali (LAST - Local Anesthetic Systemic Toxicity), è una complicanza rara ma potenzialmente fatale che si verifica quando i farmaci anestetici utilizzati per il controllo del dolore raggiungono concentrazioni eccessive nel sangue. Sebbene l'anestesia epidurale e spinale siano considerate procedure estremamente sicure e rappresentino lo standard d'oro per l'analgesia ostetrica, la somministrazione di farmaci come la bupivacaina, la ropivacaina o la lidocaina può, in rari casi, scatenare una risposta tossica sistemica.
Questa condizione si manifesta quando l'anestetico locale, che dovrebbe agire a livello regionale (attorno ai nervi della colonna vertebrale o dei tessuti periferici), entra accidentalmente nel circolo sanguigno o viene assorbito troppo rapidamente. Una volta nel sangue, il farmaco può colpire organi vitali, principalmente il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema cardiovascolare. Durante il parto, la gestione di questa emergenza è resa ancora più complessa dalla necessità di salvaguardare contemporaneamente la salute della madre e quella del nascituro.
La LAST è un evento tempo-dipendente: la rapidità del riconoscimento dei primi segnali e l'immediata instaurazione del protocollo di soccorso sono determinanti per la sopravvivenza e per evitare danni neurologici o cardiaci permanenti. Negli ultimi decenni, grazie al miglioramento delle tecniche di iniezione e all'introduzione di nuovi protocolli di sicurezza, l'incidenza di questa reazione è drasticamente diminuita, ma rimane una sfida critica per l'anestesista e l'equipe ostetrica.
Cause e Fattori di Rischio
La causa principale di una reazione tossica è l'elevata concentrazione plasmatica dell'anestetico. Questo può accadere per diverse ragioni tecniche o fisiologiche. La causa più comune è l'iniezione intravascolare accidentale: durante il posizionamento di un catetere epidurale, l'ago o il catetere stesso possono penetrare in una delle vene del plesso venoso epidurale, che durante la gravidanza risultano particolarmente turgide e dilatate a causa della pressione dell'utero e dei cambiamenti ormonali.
Un'altra causa è l'assorbimento sistemico eccessivo. Anche se il farmaco viene iniettato correttamente nello spazio epidurale, una dose eccessiva o un assorbimento troppo rapido da parte dei tessuti circostanti può portare a un picco ematico pericoloso. I fattori che influenzano questo processo includono la vascolarizzazione del sito di iniezione e l'uso di farmaci adiuvanti.
Esistono diversi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare una reazione tossica durante il parto:
- Cambiamenti fisiologici della gravidanza: L'aumento della gittata cardiaca e la congestione delle vene epidurali facilitano l'ingresso accidentale dei farmaci nel circolo sistemico.
- Dosaggio del farmaco: L'utilizzo di concentrazioni elevate o volumi eccessivi di anestetico aumenta il rischio cumulativo.
- Sito di iniezione: Alcuni blocchi nervosi, come il blocco del nervo pudendo o i blocchi paracervicali (meno comuni oggi), presentano un rischio di assorbimento più elevato rispetto all'epidurale standard.
- Condizioni materne preesistenti: Donne con patologie epatiche o renali possono avere difficoltà a metabolizzare ed eliminare l'anestetico. Anche la presenza di acidosi metabolica o ipossia può abbassare la soglia di tossicità del farmaco.
- Errori procedurali: La mancanza di un'aspirazione di controllo prima dell'iniezione o l'assenza di una "dose test" (una piccola quantità di farmaco usata per verificare il posizionamento corretto) sono fattori contribuenti significativi.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi di una reazione tossica all'anestesia locale si presentano solitamente in una sequenza progressiva, partendo dal sistema nervoso centrale per poi coinvolgere il cuore. Tuttavia, in caso di iniezione intravascolare massiva, il collasso cardiovascolare può essere il primo e unico segno.
Sintomi Neurologici (SNC)
I primi segnali sono spesso soggettivi e richiedono che la paziente sia vigile per poterli riferire. Includono:
- Sapore metallico in bocca: uno dei segni premonitori più classici.
- Formicolio o intorpidimento periorale: sensazione di "pelle d'oca" o anestesia intorno alle labbra e alla lingua.
- Acufeni: ronzii o fischi nelle orecchie.
- Capogiri e sensazione di stordimento.
- Disturbi della vista: visione doppia o annebbiata.
- Agitazione psicomotoria o logorrea (parlare eccessivamente).
Se la tossicità progredisce, si osservano segni più gravi:
- Contrazioni muscolari involontarie o tremori.
- Convulsioni tonico-cloniche generalizzate.
- Stato confusionale profondo.
- Perdita di coscienza e coma.
Sintomi Cardiovascolari
La tossicità cardiaca è la fase più pericolosa, poiché gli anestetici locali bloccano i canali del sodio anche nelle cellule del cuore, interferendo con la conduzione elettrica e la contrattilità:
- Ipertensione iniziale seguita da una rapida pressione bassa (ipotensione grave).
- Battito cardiaco rallentato (bradicardia).
- Aritmie cardiache complesse (come la tachicardia ventricolare).
- Difficoltà respiratorie o arresto respiratorio.
- Arresto cardiaco: spesso resistente alle manovre di rianimazione standard.
In ambito ostetrico, un segno indiretto di tossicità materna può essere la sofferenza fetale, manifestata come una brusca e persistente decelerazione del battito cardiaco fetale, causata dalla riduzione del flusso sanguigno utero-placentare.
Diagnosi
La diagnosi di reazione tossica all'anestesia locale è esclusivamente clinica. Non esistono esami di laboratorio che possano confermare la diagnosi in tempo utile per guidare il trattamento d'emergenza. Il medico deve mantenere un alto indice di sospetto ogni volta che una paziente manifesta sintomi neurologici o instabilità emodinamica durante o immediatamente dopo l'iniezione di un anestetico locale.
Il processo diagnostico comprende:
- Monitoraggio dei segni vitali: Osservazione continua di pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno. Un cambiamento improvviso di questi parametri dopo una procedura anestetica è un segnale d'allarme.
- Valutazione dei sintomi soggettivi: Interrogare attivamente la paziente su sensazioni insolite come il sapore metallico o gli acufeni.
- Elettrocardiogramma (ECG): Per identificare precocemente alterazioni del ritmo o allungamenti degli intervalli di conduzione (come il complesso QRS largo).
- Diagnosi differenziale: Il medico deve escludere altre condizioni che possono mimare la LAST durante il parto, come l'embolia di liquido amniotico, l'eclampsia (caratterizzata da convulsioni ma solitamente associata a pressione alta), l'emorragia occulta o una reazione anafilattica.
Sebbene si possa prelevare il sangue per misurare i livelli plasmatici di anestetico, i risultati arrivano ore o giorni dopo l'evento, rendendo questo esame utile solo per un'analisi retrospettiva o medico-legale.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della LAST è un'emergenza medica che richiede l'attivazione immediata di un protocollo specifico. L'obiettivo primario è stabilizzare la madre, garantendo l'ossigenazione e supportando il circolo, e neutralizzare l'effetto del farmaco tossico.
Misure Immediate
- Sospensione dell'iniezione: Interrompere immediatamente la somministrazione dell'anestetico locale.
- Gestione delle vie aeree: Somministrare ossigeno al 100%. Se necessario, procedere all'intubazione tracheale per prevenire l'ipossia e l'acidosi, che peggiorano la tossicità cardiaca.
- Controllo delle convulsioni: Utilizzare benzodiazepine (come il midazolam) o basse dosi di propofol. Se le convulsioni persistono, possono essere necessari miorilassanti.
Terapia con Emulsione Lipidica (Lipid Rescue)
Questa è la terapia cardine per la LAST. Consiste nell'infusione endovenosa di un'emulsione di lipidi (solitamente Intralipid al 20%). Il meccanismo d'azione, noto come "lipid sink", prevede che i lipidi assorbano le molecole di anestetico locale (che sono liposolubili) dal sangue, impedendo loro di agire sul cuore e sul cervello.
- Bolo iniziale: 1,5 mL/kg di peso corporeo.
- Infusione continua: 0,25 mL/kg/minuto fino alla stabilità emodinamica.
Supporto Cardiovascolare
In caso di arresto cardiaco, si avviano le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP). È importante notare che la rianimazione in corso di LAST può richiedere molto più tempo rispetto a un arresto cardiaco comune (anche oltre 60 minuti). Durante il massaggio cardiaco in una donna incinta, l'utero deve essere spostato manualmente a sinistra per evitare la compressione della vena cava e migliorare il ritorno venoso.
Considerazioni Ostetriche
Se la madre non risponde prontamente alla rianimazione, può essere necessario eseguire un parto cesareo d'emergenza (parto cesareo perimortem) per facilitare la rianimazione materna e tentare di salvare il neonato. Una volta stabilizzata la madre, il monitoraggio fetale continuo è essenziale per valutare l'impatto dell'evento sul bambino.
Prognosi e Decorso
La prognosi di una reazione tossica all'anestesia locale dipende quasi interamente dalla tempestività dell'intervento. Se la tossicità viene riconosciuta ai primi segni neurologici e trattata correttamente, la maggior parte delle pazienti recupera completamente senza esiti a lungo termine.
Se la reazione progredisce fino all'arresto cardiaco, il rischio di mortalità materna e fetale aumenta significativamente. Tuttavia, grazie all'introduzione della terapia lipidica, le percentuali di successo della rianimazione sono migliorate drasticamente.
Il decorso post-evento prevede solitamente un periodo di osservazione intensiva (terapia intensiva) per almeno 24 ore, poiché esiste un rischio teorico di tossicità ricorrente. Vengono monitorate le funzioni cardiache, neurologiche e i parametri biochimici per escludere danni d'organo secondari all'ipossia (mancanza di ossigeno). Per il neonato, la prognosi dipende dalla durata e dalla gravità dell'instabilità materna; in alcuni casi, può verificarsi un'encefalopatia ipossico-ischemica se il flusso placentare è stato interrotto troppo a lungo.
Prevenzione
La prevenzione è l'aspetto più importante della gestione dell'anestesia in ostetricia. Gli anestesisti adottano diverse strategie per minimizzare il rischio di LAST:
- Aspirazione frequente: Prima di ogni iniezione, l'anestesista aspira con la siringa per verificare che non ci sia sangue nel catetere, segno di posizionamento intravascolare.
- Dose test: Somministrazione di una piccola dose di anestetico contenente adrenalina. Se il catetere è in una vena, l'adrenalina causerà un rapido aumento della frequenza cardiaca, segnalando l'errore prima di iniettare la dose completa.
- Iniezione frazionata: La dose totale di anestetico viene somministrata in piccole quantità distanziate nel tempo, monitorando la reazione della paziente dopo ogni frazione.
- Scelta dell'anestetico: Utilizzo di farmaci con un profilo di sicurezza migliore, come la ropivacaina o la levobupivacaina, che hanno una minore tossicità cardiaca rispetto alla bupivacaina racemica.
- Monitoraggio costante: La paziente non deve mai essere lasciata sola durante e subito dopo l'esecuzione di un blocco anestetico.
- Disponibilità del kit di emergenza: Ogni sala parto e sala operatoria deve avere un "kit per tossicità da anestetici locali" pronto all'uso, contenente l'emulsione lipidica e le istruzioni per il dosaggio.
Quando Consultare un Medico
Durante il travaglio e il parto, la comunicazione tra la paziente e l'equipe medica è fondamentale. Sebbene l'anestesista monitori costantemente i parametri vitali, la donna è spesso la prima a percepire che qualcosa non va.
È necessario avvisare immediatamente il medico o l'ostetrica se, dopo l'inizio di un'anestesia epidurale o spinale, si avvertono:
- Un improvviso sapore metallico o strano in bocca.
- Fischi o ronzii nelle orecchie.
- Sensazione di intorpidimento o formicolio al viso o alle labbra.
- Una forte sensazione di capogiro o stordimento.
- Nebbia visiva o vista doppia.
- Nausea improvvisa o senso di svenimento.
Non bisogna esitare a riferire qualsiasi sensazione insolita, anche se sembra di lieve entità. La segnalazione precoce di questi sintomi permette ai medici di intervenire prima che la reazione diventi grave, garantendo la massima sicurezza per la madre e per il bambino.
Reazione tossica all'anestesia locale durante il travaglio o il parto
Definizione
La reazione tossica all'anestesia locale durante il travaglio o il parto, nota in ambito medico come Tossicità Sistemica da Anestetici Locali (LAST - Local Anesthetic Systemic Toxicity), è una complicanza rara ma potenzialmente fatale che si verifica quando i farmaci anestetici utilizzati per il controllo del dolore raggiungono concentrazioni eccessive nel sangue. Sebbene l'anestesia epidurale e spinale siano considerate procedure estremamente sicure e rappresentino lo standard d'oro per l'analgesia ostetrica, la somministrazione di farmaci come la bupivacaina, la ropivacaina o la lidocaina può, in rari casi, scatenare una risposta tossica sistemica.
Questa condizione si manifesta quando l'anestetico locale, che dovrebbe agire a livello regionale (attorno ai nervi della colonna vertebrale o dei tessuti periferici), entra accidentalmente nel circolo sanguigno o viene assorbito troppo rapidamente. Una volta nel sangue, il farmaco può colpire organi vitali, principalmente il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema cardiovascolare. Durante il parto, la gestione di questa emergenza è resa ancora più complessa dalla necessità di salvaguardare contemporaneamente la salute della madre e quella del nascituro.
La LAST è un evento tempo-dipendente: la rapidità del riconoscimento dei primi segnali e l'immediata instaurazione del protocollo di soccorso sono determinanti per la sopravvivenza e per evitare danni neurologici o cardiaci permanenti. Negli ultimi decenni, grazie al miglioramento delle tecniche di iniezione e all'introduzione di nuovi protocolli di sicurezza, l'incidenza di questa reazione è drasticamente diminuita, ma rimane una sfida critica per l'anestesista e l'equipe ostetrica.
Cause e Fattori di Rischio
La causa principale di una reazione tossica è l'elevata concentrazione plasmatica dell'anestetico. Questo può accadere per diverse ragioni tecniche o fisiologiche. La causa più comune è l'iniezione intravascolare accidentale: durante il posizionamento di un catetere epidurale, l'ago o il catetere stesso possono penetrare in una delle vene del plesso venoso epidurale, che durante la gravidanza risultano particolarmente turgide e dilatate a causa della pressione dell'utero e dei cambiamenti ormonali.
Un'altra causa è l'assorbimento sistemico eccessivo. Anche se il farmaco viene iniettato correttamente nello spazio epidurale, una dose eccessiva o un assorbimento troppo rapido da parte dei tessuti circostanti può portare a un picco ematico pericoloso. I fattori che influenzano questo processo includono la vascolarizzazione del sito di iniezione e l'uso di farmaci adiuvanti.
Esistono diversi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare una reazione tossica durante il parto:
- Cambiamenti fisiologici della gravidanza: L'aumento della gittata cardiaca e la congestione delle vene epidurali facilitano l'ingresso accidentale dei farmaci nel circolo sistemico.
- Dosaggio del farmaco: L'utilizzo di concentrazioni elevate o volumi eccessivi di anestetico aumenta il rischio cumulativo.
- Sito di iniezione: Alcuni blocchi nervosi, come il blocco del nervo pudendo o i blocchi paracervicali (meno comuni oggi), presentano un rischio di assorbimento più elevato rispetto all'epidurale standard.
- Condizioni materne preesistenti: Donne con patologie epatiche o renali possono avere difficoltà a metabolizzare ed eliminare l'anestetico. Anche la presenza di acidosi metabolica o ipossia può abbassare la soglia di tossicità del farmaco.
- Errori procedurali: La mancanza di un'aspirazione di controllo prima dell'iniezione o l'assenza di una "dose test" (una piccola quantità di farmaco usata per verificare il posizionamento corretto) sono fattori contribuenti significativi.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
I sintomi di una reazione tossica all'anestesia locale si presentano solitamente in una sequenza progressiva, partendo dal sistema nervoso centrale per poi coinvolgere il cuore. Tuttavia, in caso di iniezione intravascolare massiva, il collasso cardiovascolare può essere il primo e unico segno.
Sintomi Neurologici (SNC)
I primi segnali sono spesso soggettivi e richiedono che la paziente sia vigile per poterli riferire. Includono:
- Sapore metallico in bocca: uno dei segni premonitori più classici.
- Formicolio o intorpidimento periorale: sensazione di "pelle d'oca" o anestesia intorno alle labbra e alla lingua.
- Acufeni: ronzii o fischi nelle orecchie.
- Capogiri e sensazione di stordimento.
- Disturbi della vista: visione doppia o annebbiata.
- Agitazione psicomotoria o logorrea (parlare eccessivamente).
Se la tossicità progredisce, si osservano segni più gravi:
- Contrazioni muscolari involontarie o tremori.
- Convulsioni tonico-cloniche generalizzate.
- Stato confusionale profondo.
- Perdita di coscienza e coma.
Sintomi Cardiovascolari
La tossicità cardiaca è la fase più pericolosa, poiché gli anestetici locali bloccano i canali del sodio anche nelle cellule del cuore, interferendo con la conduzione elettrica e la contrattilità:
- Ipertensione iniziale seguita da una rapida pressione bassa (ipotensione grave).
- Battito cardiaco rallentato (bradicardia).
- Aritmie cardiache complesse (come la tachicardia ventricolare).
- Difficoltà respiratorie o arresto respiratorio.
- Arresto cardiaco: spesso resistente alle manovre di rianimazione standard.
In ambito ostetrico, un segno indiretto di tossicità materna può essere la sofferenza fetale, manifestata come una brusca e persistente decelerazione del battito cardiaco fetale, causata dalla riduzione del flusso sanguigno utero-placentare.
Diagnosi
La diagnosi di reazione tossica all'anestesia locale è esclusivamente clinica. Non esistono esami di laboratorio che possano confermare la diagnosi in tempo utile per guidare il trattamento d'emergenza. Il medico deve mantenere un alto indice di sospetto ogni volta che una paziente manifesta sintomi neurologici o instabilità emodinamica durante o immediatamente dopo l'iniezione di un anestetico locale.
Il processo diagnostico comprende:
- Monitoraggio dei segni vitali: Osservazione continua di pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno. Un cambiamento improvviso di questi parametri dopo una procedura anestetica è un segnale d'allarme.
- Valutazione dei sintomi soggettivi: Interrogare attivamente la paziente su sensazioni insolite come il sapore metallico o gli acufeni.
- Elettrocardiogramma (ECG): Per identificare precocemente alterazioni del ritmo o allungamenti degli intervalli di conduzione (come il complesso QRS largo).
- Diagnosi differenziale: Il medico deve escludere altre condizioni che possono mimare la LAST durante il parto, come l'embolia di liquido amniotico, l'eclampsia (caratterizzata da convulsioni ma solitamente associata a pressione alta), l'emorragia occulta o una reazione anafilattica.
Sebbene si possa prelevare il sangue per misurare i livelli plasmatici di anestetico, i risultati arrivano ore o giorni dopo l'evento, rendendo questo esame utile solo per un'analisi retrospettiva o medico-legale.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della LAST è un'emergenza medica che richiede l'attivazione immediata di un protocollo specifico. L'obiettivo primario è stabilizzare la madre, garantendo l'ossigenazione e supportando il circolo, e neutralizzare l'effetto del farmaco tossico.
Misure Immediate
- Sospensione dell'iniezione: Interrompere immediatamente la somministrazione dell'anestetico locale.
- Gestione delle vie aeree: Somministrare ossigeno al 100%. Se necessario, procedere all'intubazione tracheale per prevenire l'ipossia e l'acidosi, che peggiorano la tossicità cardiaca.
- Controllo delle convulsioni: Utilizzare benzodiazepine (come il midazolam) o basse dosi di propofol. Se le convulsioni persistono, possono essere necessari miorilassanti.
Terapia con Emulsione Lipidica (Lipid Rescue)
Questa è la terapia cardine per la LAST. Consiste nell'infusione endovenosa di un'emulsione di lipidi (solitamente Intralipid al 20%). Il meccanismo d'azione, noto come "lipid sink", prevede che i lipidi assorbano le molecole di anestetico locale (che sono liposolubili) dal sangue, impedendo loro di agire sul cuore e sul cervello.
- Bolo iniziale: 1,5 mL/kg di peso corporeo.
- Infusione continua: 0,25 mL/kg/minuto fino alla stabilità emodinamica.
Supporto Cardiovascolare
In caso di arresto cardiaco, si avviano le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP). È importante notare che la rianimazione in corso di LAST può richiedere molto più tempo rispetto a un arresto cardiaco comune (anche oltre 60 minuti). Durante il massaggio cardiaco in una donna incinta, l'utero deve essere spostato manualmente a sinistra per evitare la compressione della vena cava e migliorare il ritorno venoso.
Considerazioni Ostetriche
Se la madre non risponde prontamente alla rianimazione, può essere necessario eseguire un parto cesareo d'emergenza (parto cesareo perimortem) per facilitare la rianimazione materna e tentare di salvare il neonato. Una volta stabilizzata la madre, il monitoraggio fetale continuo è essenziale per valutare l'impatto dell'evento sul bambino.
Prognosi e Decorso
La prognosi di una reazione tossica all'anestesia locale dipende quasi interamente dalla tempestività dell'intervento. Se la tossicità viene riconosciuta ai primi segni neurologici e trattata correttamente, la maggior parte delle pazienti recupera completamente senza esiti a lungo termine.
Se la reazione progredisce fino all'arresto cardiaco, il rischio di mortalità materna e fetale aumenta significativamente. Tuttavia, grazie all'introduzione della terapia lipidica, le percentuali di successo della rianimazione sono migliorate drasticamente.
Il decorso post-evento prevede solitamente un periodo di osservazione intensiva (terapia intensiva) per almeno 24 ore, poiché esiste un rischio teorico di tossicità ricorrente. Vengono monitorate le funzioni cardiache, neurologiche e i parametri biochimici per escludere danni d'organo secondari all'ipossia (mancanza di ossigeno). Per il neonato, la prognosi dipende dalla durata e dalla gravità dell'instabilità materna; in alcuni casi, può verificarsi un'encefalopatia ipossico-ischemica se il flusso placentare è stato interrotto troppo a lungo.
Prevenzione
La prevenzione è l'aspetto più importante della gestione dell'anestesia in ostetricia. Gli anestesisti adottano diverse strategie per minimizzare il rischio di LAST:
- Aspirazione frequente: Prima di ogni iniezione, l'anestesista aspira con la siringa per verificare che non ci sia sangue nel catetere, segno di posizionamento intravascolare.
- Dose test: Somministrazione di una piccola dose di anestetico contenente adrenalina. Se il catetere è in una vena, l'adrenalina causerà un rapido aumento della frequenza cardiaca, segnalando l'errore prima di iniettare la dose completa.
- Iniezione frazionata: La dose totale di anestetico viene somministrata in piccole quantità distanziate nel tempo, monitorando la reazione della paziente dopo ogni frazione.
- Scelta dell'anestetico: Utilizzo di farmaci con un profilo di sicurezza migliore, come la ropivacaina o la levobupivacaina, che hanno una minore tossicità cardiaca rispetto alla bupivacaina racemica.
- Monitoraggio costante: La paziente non deve mai essere lasciata sola durante e subito dopo l'esecuzione di un blocco anestetico.
- Disponibilità del kit di emergenza: Ogni sala parto e sala operatoria deve avere un "kit per tossicità da anestetici locali" pronto all'uso, contenente l'emulsione lipidica e le istruzioni per il dosaggio.
Quando Consultare un Medico
Durante il travaglio e il parto, la comunicazione tra la paziente e l'equipe medica è fondamentale. Sebbene l'anestesista monitori costantemente i parametri vitali, la donna è spesso la prima a percepire che qualcosa non va.
È necessario avvisare immediatamente il medico o l'ostetrica se, dopo l'inizio di un'anestesia epidurale o spinale, si avvertono:
- Un improvviso sapore metallico o strano in bocca.
- Fischi o ronzii nelle orecchie.
- Sensazione di intorpidimento o formicolio al viso o alle labbra.
- Una forte sensazione di capogiro o stordimento.
- Nebbia visiva o vista doppia.
- Nausea improvvisa o senso di svenimento.
Non bisogna esitare a riferire qualsiasi sensazione insolita, anche se sembra di lieve entità. La segnalazione precoce di questi sintomi permette ai medici di intervenire prima che la reazione diventi grave, garantendo la massima sicurezza per la madre e per il bambino.


