Torsione dell'ovaio, del peduncolo ovarico o della tuba di Falloppio

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Definizione

La torsione dell'ovaio, del peduncolo ovarico o della tuba di Falloppio (spesso definita collettivamente come torsione annessiale) rappresenta una delle emergenze ginecologiche più critiche e tempo-dipendenti. Questa condizione si verifica quando l'ovaio, e talvolta la tuba di Falloppio ad esso collegata, ruota parzialmente o completamente attorno ai propri legamenti di supporto (il peduncolo vascolare).

Questa rotazione meccanica provoca una strozzatura dei vasi sanguigni che alimentano l'organo. Inizialmente, la torsione compromette il deflusso venoso e linfatico, portando a un rapido rigonfiamento dell'ovaio dovuto all'edema. Se la torsione persiste o si aggrava, viene interrotto anche l'apporto di sangue arterioso, conducendo inevitabilmente all'ischemia (mancanza di ossigeno) e, infine, alla necrosi (morte del tessuto) dell'ovaio e della tuba. Se non trattata tempestivamente, la perdita della funzionalità ovarica è quasi certa, con potenziali ripercussioni sulla fertilità e sull'assetto ormonale della paziente.

Sebbene possa colpire donne di tutte le età, dalle neonate alle donne in post-menopausa, la massima incidenza si registra durante l'età fertile, spesso in associazione con la presenza di masse ovariche che fungono da perno per la rotazione. La rapidità della diagnosi e dell'intervento chirurgico è il fattore determinante per il salvataggio dell'organo.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa principale della torsione è l'instabilità anatomica dell'ovaio, solitamente accentuata dalla presenza di una massa che ne altera il baricentro. Tuttavia, esistono diverse condizioni che possono favorire questo evento:

  • Masse Ovariche: È il fattore di rischio più comune (presente in circa l'80% dei casi). Cisti ovariche di dimensioni superiori ai 5 centimetri, come le cisti dermoidi (teratomi maturi), i cistoadenomi o le cisti funzionali, aumentano significativamente la probabilità che l'ovaio ruoti su se stesso. Le masse maligne sono meno frequentemente associate alla torsione rispetto a quelle benigne, poiché tendono a creare aderenze con i tessuti circostanti, "fissando" l'ovaio.
  • Gravidanza: Durante il primo trimestre, la presenza di una cisti del corpo luteo può predisporre alla torsione. Inoltre, l'utero in crescita può spostare gli annessi, rendendoli più mobili.
  • Trattamenti per l'Infertilità: Le donne sottoposte a induzione dell'ovulazione possono sviluppare la sindrome da iperstimolazione ovarica, che causa un notevole aumento di volume delle ovaie, rendendole estremamente suscettibili alla torsione.
  • Anatomia dei Legamenti: In alcune pazienti, specialmente in età pediatrica o adolescenziale, i legamenti che sostengono l'ovaio (legamento infundibolo-pelvico e legamento utero-ovarico) possono essere congenitamente lunghi o lassi, permettendo una mobilità eccessiva dell'organo anche in assenza di cisti.
  • Precedenti Interventi Chirurgici: Sebbene meno comune, la chirurgia pelvica può talvolta alterare la normale anatomia o creare punti di perno che favoriscono la rotazione, sebbene le aderenze post-operatorie solitamente tendano a stabilizzare gli organi.
3

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico della torsione ovarica può variare da una presentazione acuta e drammatica a una più subdola e intermittente, rendendo la diagnosi una sfida per il medico.

Il sintomo cardine è il dolore pelvico acuto, che solitamente insorge in modo improvviso e violento. Il dolore è tipicamente localizzato su un solo lato (unilaterale) e può irradiarsi verso la regione lombare o l'inguine. Spesso la paziente descrive il dolore come trafittivo o crampiforme.

Insieme al dolore, si manifestano frequentemente sintomi gastrointestinali riflessi, quali:

  • Nausea intensa.
  • Vomito (presente in circa il 70% dei casi, un segno che aiuta a distinguere la torsione da altre cause di dolore pelvico).

Altri segni e sintomi includono:

  • Febbre, che solitamente è un segno tardivo indicativo di necrosi tissutale o peritonite.
  • Tachicardia (battito cardiaco accelerato) dovuta al dolore intenso o allo stato infiammatorio.
  • Massa addominale palpabile, rilevabile durante l'esame obiettivo ginecologico o addominale.
  • Distensione addominale e gonfiore.
  • In rari casi di dolore estremo, si possono verificare svenimenti o sudorazione fredda (shock neurogeno).

È importante notare che in alcuni casi la torsione può essere intermittente (torsione-detorsione). In queste situazioni, la paziente riferisce episodi di dolore acuto che si risolvono spontaneamente, per poi ripresentarsi a distanza di tempo. Questo fenomeno può ritardare la diagnosi definitiva fino a quando non si verifica una torsione completa e permanente.

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Diagnosi

La diagnosi di torsione ovarica è basata sull'integrazione di anamnesi, esame obiettivo e tecniche di imaging, ma la conferma definitiva è spesso chirurgica.

  1. Esame Obiettivo: Il medico esegue una palpazione addominale e una visita ginecologica bimanuale per individuare la presenza di una massa annessiale e valutare la localizzazione del dolore. La dolorabilità alla palpazione è quasi sempre presente.
  2. Ecografia Pelvica (Transvaginale o Transaddominale): È l'esame di prima scelta. I segni ecografici includono un ovaio aumentato di volume (edematoso), la presenza di una cisti o massa, e talvolta il cosiddetto "segno del vortice" (whirlpool sign), che rappresenta la visualizzazione del peduncolo vascolare attorcigliato. L'ecocolordoppler può mostrare l'assenza di flusso sanguigno venoso o arterioso, ma attenzione: la presenza di flusso al Doppler non esclude la torsione, poiché l'apporto arterioso può persistere parzialmente anche in presenza di torsione venosa.
  3. Esami del Sangue: Possono evidenziare una leucocitosi (aumento dei globuli bianchi), segno di infiammazione o necrosi. Si esegue sempre un test di gravidanza (Beta-hCG) per escludere una gravidanza ectopica.
  4. Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RM): Possono essere utili nei casi dubbi o per escludere altre patologie addominali, ma non dovrebbero ritardare l'intervento se il sospetto clinico è alto.
  5. Laparoscopia Diagnostica: Rappresenta il "gold standard". Se il sospetto clinico è forte, il chirurgo procede con l'inserimento di una telecamera nell'addome per visualizzare direttamente l'ovaio e confermare la torsione.

La diagnosi differenziale deve includere l'appendicite, la rottura di una cisti ovarica, la endometriosi acuta, la colica renale e la malattia infiammatoria pelvica.

5

Trattamento e Terapie

Il trattamento della torsione ovarica è esclusivamente chirurgico e deve essere eseguito d'urgenza.

  • Detorsione (Svolgimento): L'approccio moderno, specialmente nelle donne in età fertile, è conservativo. Il chirurgo provvede a "svolgere" l'ovaio e la tuba. Anche se l'organo appare scuro o bluastro (segno di congestione venosa), la ricerca ha dimostrato che la maggior parte delle ovaie recupera la propria funzione dopo la detorsione. L'uso di farmaci antinfiammatori e anticoagulanti post-operatori può essere considerato in casi specifici.
  • Cistectomia: Se è presente una cisti che ha causato la torsione, una volta ripristinato il flusso sanguigno, il chirurgo può procedere alla rimozione della sola cisti (cistectomia) per prevenire recidive, cercando di preservare il tessuto ovarico sano.
  • Annessiectomia (Salpingo-ovariectomia): La rimozione dell'ovaio e della tuba è riservata ai casi in cui il tessuto è chiaramente necrotico, friabile o se vi è un sospetto di malignità (particolarmente nelle donne in post-menopausa).
  • Ooforopessi: In alcuni casi, specialmente se la torsione avviene su un ovaio sano o se si tratta di una recidiva, il chirurgo può decidere di fissare l'ovaio alla parete pelvica o all'utero per impedirne future rotazioni.

La tecnica preferita è la laparoscopia, poiché meno invasiva, permette un recupero più rapido e riduce il rischio di aderenze post-operatorie. La laparotomia (chirurgia aperta) viene riservata a casi complessi, masse molto voluminose o sospetta neoplasia.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi dipende quasi interamente dalla tempestività dell'intervento.

  • Preservazione della Fertilità: Se l'intervento avviene entro poche ore dall'insorgenza dei sintomi, le probabilità di salvare l'ovaio e la sua funzione follicolare sono molto alte. Studi dimostrano che anche ovaie che appaiono necrotiche durante l'intervento possono riprendere la normale attività ormonale e ovulatoria.
  • Recupero Post-operatorio: Dopo una laparoscopia per detorsione, la paziente solitamente viene dimessa entro 24-48 ore. Il dolore scompare rapidamente dopo l'intervento.
  • Rischio di Recidiva: Esiste un rischio di torsione ricorrente, stimato intorno al 10%, che sale significativamente nelle donne con legamenti lassi o in quelle sottoposte a stimolazione ovarica.
  • Complicanze: Se non trattata, la necrosi ovarica può portare a infezioni pelviche, peritonite e sepsi, condizioni potenzialmente letali.
7

Prevenzione

Non esiste una prevenzione assoluta per la torsione ovarica, ma alcune strategie possono ridurre il rischio:

  • Monitoraggio delle Cisti: Le donne a cui è stata diagnosticata una cisti ovarica di dimensioni rilevanti (sopra i 5 cm) dovrebbero seguire attentamente le indicazioni del ginecologo. In alcuni casi, la rimozione elettiva (programmata) della cisti è consigliata proprio per prevenire l'emergenza della torsione.
  • Gestione della Stimolazione Ovarica: Durante i percorsi di procreazione medicalmente assistita, un monitoraggio ecografico frequente permette di individuare precocemente un eccessivo ingrossamento delle ovaie, suggerendo riposo fisico ed evitando movimenti bruschi o attività sportiva intensa che potrebbero innescare la rotazione.
  • Consapevolezza dei Sintomi: Informare le pazienti con masse ovariche note sui segni premonitori (dolore pelvico improvviso) è fondamentale per garantire un accesso rapido al pronto soccorso.
8

Quando Consultare un Medico

È necessario recarsi immediatamente in un pronto soccorso ginecologico se si manifestano i seguenti segnali:

  1. Dolore pelvico o addominale improvviso e severo, specialmente se localizzato su un lato.
  2. Dolore associato a nausea e vomito persistente senza una chiara causa alimentare o virale.
  3. Dolore pelvico acuto accompagnato da febbre o senso di svenimento.
  4. Episodi ricorrenti di dolore pelvico intenso che scompaiono improvvisamente (possibile torsione intermittente).

Nelle donne in gravidanza o in quelle che sanno di avere una cisti ovarica, ogni dolore addominale nuovo e acuto deve essere valutato con la massima urgenza per escludere questa condizione.

Torsione dell'ovaio, del peduncolo ovarico o della tuba di Falloppio

Definizione

La torsione dell'ovaio, del peduncolo ovarico o della tuba di Falloppio (spesso definita collettivamente come torsione annessiale) rappresenta una delle emergenze ginecologiche più critiche e tempo-dipendenti. Questa condizione si verifica quando l'ovaio, e talvolta la tuba di Falloppio ad esso collegata, ruota parzialmente o completamente attorno ai propri legamenti di supporto (il peduncolo vascolare).

Questa rotazione meccanica provoca una strozzatura dei vasi sanguigni che alimentano l'organo. Inizialmente, la torsione compromette il deflusso venoso e linfatico, portando a un rapido rigonfiamento dell'ovaio dovuto all'edema. Se la torsione persiste o si aggrava, viene interrotto anche l'apporto di sangue arterioso, conducendo inevitabilmente all'ischemia (mancanza di ossigeno) e, infine, alla necrosi (morte del tessuto) dell'ovaio e della tuba. Se non trattata tempestivamente, la perdita della funzionalità ovarica è quasi certa, con potenziali ripercussioni sulla fertilità e sull'assetto ormonale della paziente.

Sebbene possa colpire donne di tutte le età, dalle neonate alle donne in post-menopausa, la massima incidenza si registra durante l'età fertile, spesso in associazione con la presenza di masse ovariche che fungono da perno per la rotazione. La rapidità della diagnosi e dell'intervento chirurgico è il fattore determinante per il salvataggio dell'organo.

Cause e Fattori di Rischio

La causa principale della torsione è l'instabilità anatomica dell'ovaio, solitamente accentuata dalla presenza di una massa che ne altera il baricentro. Tuttavia, esistono diverse condizioni che possono favorire questo evento:

  • Masse Ovariche: È il fattore di rischio più comune (presente in circa l'80% dei casi). Cisti ovariche di dimensioni superiori ai 5 centimetri, come le cisti dermoidi (teratomi maturi), i cistoadenomi o le cisti funzionali, aumentano significativamente la probabilità che l'ovaio ruoti su se stesso. Le masse maligne sono meno frequentemente associate alla torsione rispetto a quelle benigne, poiché tendono a creare aderenze con i tessuti circostanti, "fissando" l'ovaio.
  • Gravidanza: Durante il primo trimestre, la presenza di una cisti del corpo luteo può predisporre alla torsione. Inoltre, l'utero in crescita può spostare gli annessi, rendendoli più mobili.
  • Trattamenti per l'Infertilità: Le donne sottoposte a induzione dell'ovulazione possono sviluppare la sindrome da iperstimolazione ovarica, che causa un notevole aumento di volume delle ovaie, rendendole estremamente suscettibili alla torsione.
  • Anatomia dei Legamenti: In alcune pazienti, specialmente in età pediatrica o adolescenziale, i legamenti che sostengono l'ovaio (legamento infundibolo-pelvico e legamento utero-ovarico) possono essere congenitamente lunghi o lassi, permettendo una mobilità eccessiva dell'organo anche in assenza di cisti.
  • Precedenti Interventi Chirurgici: Sebbene meno comune, la chirurgia pelvica può talvolta alterare la normale anatomia o creare punti di perno che favoriscono la rotazione, sebbene le aderenze post-operatorie solitamente tendano a stabilizzare gli organi.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico della torsione ovarica può variare da una presentazione acuta e drammatica a una più subdola e intermittente, rendendo la diagnosi una sfida per il medico.

Il sintomo cardine è il dolore pelvico acuto, che solitamente insorge in modo improvviso e violento. Il dolore è tipicamente localizzato su un solo lato (unilaterale) e può irradiarsi verso la regione lombare o l'inguine. Spesso la paziente descrive il dolore come trafittivo o crampiforme.

Insieme al dolore, si manifestano frequentemente sintomi gastrointestinali riflessi, quali:

  • Nausea intensa.
  • Vomito (presente in circa il 70% dei casi, un segno che aiuta a distinguere la torsione da altre cause di dolore pelvico).

Altri segni e sintomi includono:

  • Febbre, che solitamente è un segno tardivo indicativo di necrosi tissutale o peritonite.
  • Tachicardia (battito cardiaco accelerato) dovuta al dolore intenso o allo stato infiammatorio.
  • Massa addominale palpabile, rilevabile durante l'esame obiettivo ginecologico o addominale.
  • Distensione addominale e gonfiore.
  • In rari casi di dolore estremo, si possono verificare svenimenti o sudorazione fredda (shock neurogeno).

È importante notare che in alcuni casi la torsione può essere intermittente (torsione-detorsione). In queste situazioni, la paziente riferisce episodi di dolore acuto che si risolvono spontaneamente, per poi ripresentarsi a distanza di tempo. Questo fenomeno può ritardare la diagnosi definitiva fino a quando non si verifica una torsione completa e permanente.

Diagnosi

La diagnosi di torsione ovarica è basata sull'integrazione di anamnesi, esame obiettivo e tecniche di imaging, ma la conferma definitiva è spesso chirurgica.

  1. Esame Obiettivo: Il medico esegue una palpazione addominale e una visita ginecologica bimanuale per individuare la presenza di una massa annessiale e valutare la localizzazione del dolore. La dolorabilità alla palpazione è quasi sempre presente.
  2. Ecografia Pelvica (Transvaginale o Transaddominale): È l'esame di prima scelta. I segni ecografici includono un ovaio aumentato di volume (edematoso), la presenza di una cisti o massa, e talvolta il cosiddetto "segno del vortice" (whirlpool sign), che rappresenta la visualizzazione del peduncolo vascolare attorcigliato. L'ecocolordoppler può mostrare l'assenza di flusso sanguigno venoso o arterioso, ma attenzione: la presenza di flusso al Doppler non esclude la torsione, poiché l'apporto arterioso può persistere parzialmente anche in presenza di torsione venosa.
  3. Esami del Sangue: Possono evidenziare una leucocitosi (aumento dei globuli bianchi), segno di infiammazione o necrosi. Si esegue sempre un test di gravidanza (Beta-hCG) per escludere una gravidanza ectopica.
  4. Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RM): Possono essere utili nei casi dubbi o per escludere altre patologie addominali, ma non dovrebbero ritardare l'intervento se il sospetto clinico è alto.
  5. Laparoscopia Diagnostica: Rappresenta il "gold standard". Se il sospetto clinico è forte, il chirurgo procede con l'inserimento di una telecamera nell'addome per visualizzare direttamente l'ovaio e confermare la torsione.

La diagnosi differenziale deve includere l'appendicite, la rottura di una cisti ovarica, la endometriosi acuta, la colica renale e la malattia infiammatoria pelvica.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della torsione ovarica è esclusivamente chirurgico e deve essere eseguito d'urgenza.

  • Detorsione (Svolgimento): L'approccio moderno, specialmente nelle donne in età fertile, è conservativo. Il chirurgo provvede a "svolgere" l'ovaio e la tuba. Anche se l'organo appare scuro o bluastro (segno di congestione venosa), la ricerca ha dimostrato che la maggior parte delle ovaie recupera la propria funzione dopo la detorsione. L'uso di farmaci antinfiammatori e anticoagulanti post-operatori può essere considerato in casi specifici.
  • Cistectomia: Se è presente una cisti che ha causato la torsione, una volta ripristinato il flusso sanguigno, il chirurgo può procedere alla rimozione della sola cisti (cistectomia) per prevenire recidive, cercando di preservare il tessuto ovarico sano.
  • Annessiectomia (Salpingo-ovariectomia): La rimozione dell'ovaio e della tuba è riservata ai casi in cui il tessuto è chiaramente necrotico, friabile o se vi è un sospetto di malignità (particolarmente nelle donne in post-menopausa).
  • Ooforopessi: In alcuni casi, specialmente se la torsione avviene su un ovaio sano o se si tratta di una recidiva, il chirurgo può decidere di fissare l'ovaio alla parete pelvica o all'utero per impedirne future rotazioni.

La tecnica preferita è la laparoscopia, poiché meno invasiva, permette un recupero più rapido e riduce il rischio di aderenze post-operatorie. La laparotomia (chirurgia aperta) viene riservata a casi complessi, masse molto voluminose o sospetta neoplasia.

Prognosi e Decorso

La prognosi dipende quasi interamente dalla tempestività dell'intervento.

  • Preservazione della Fertilità: Se l'intervento avviene entro poche ore dall'insorgenza dei sintomi, le probabilità di salvare l'ovaio e la sua funzione follicolare sono molto alte. Studi dimostrano che anche ovaie che appaiono necrotiche durante l'intervento possono riprendere la normale attività ormonale e ovulatoria.
  • Recupero Post-operatorio: Dopo una laparoscopia per detorsione, la paziente solitamente viene dimessa entro 24-48 ore. Il dolore scompare rapidamente dopo l'intervento.
  • Rischio di Recidiva: Esiste un rischio di torsione ricorrente, stimato intorno al 10%, che sale significativamente nelle donne con legamenti lassi o in quelle sottoposte a stimolazione ovarica.
  • Complicanze: Se non trattata, la necrosi ovarica può portare a infezioni pelviche, peritonite e sepsi, condizioni potenzialmente letali.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione assoluta per la torsione ovarica, ma alcune strategie possono ridurre il rischio:

  • Monitoraggio delle Cisti: Le donne a cui è stata diagnosticata una cisti ovarica di dimensioni rilevanti (sopra i 5 cm) dovrebbero seguire attentamente le indicazioni del ginecologo. In alcuni casi, la rimozione elettiva (programmata) della cisti è consigliata proprio per prevenire l'emergenza della torsione.
  • Gestione della Stimolazione Ovarica: Durante i percorsi di procreazione medicalmente assistita, un monitoraggio ecografico frequente permette di individuare precocemente un eccessivo ingrossamento delle ovaie, suggerendo riposo fisico ed evitando movimenti bruschi o attività sportiva intensa che potrebbero innescare la rotazione.
  • Consapevolezza dei Sintomi: Informare le pazienti con masse ovariche note sui segni premonitori (dolore pelvico improvviso) è fondamentale per garantire un accesso rapido al pronto soccorso.

Quando Consultare un Medico

È necessario recarsi immediatamente in un pronto soccorso ginecologico se si manifestano i seguenti segnali:

  1. Dolore pelvico o addominale improvviso e severo, specialmente se localizzato su un lato.
  2. Dolore associato a nausea e vomito persistente senza una chiara causa alimentare o virale.
  3. Dolore pelvico acuto accompagnato da febbre o senso di svenimento.
  4. Episodi ricorrenti di dolore pelvico intenso che scompaiono improvvisamente (possibile torsione intermittente).

Nelle donne in gravidanza o in quelle che sanno di avere una cisti ovarica, ogni dolore addominale nuovo e acuto deve essere valutato con la massima urgenza per escludere questa condizione.

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