Osteomielite subacuta

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Definizione

L'osteomielite subacuta è una forma specifica di infezione del tessuto osseo che si distingue per il suo decorso clinico insidioso e meno aggressivo rispetto alla forma acuta. Mentre l'osteomielite acuta si manifesta con sintomi improvvisi e gravi, la variante subacuta evolve lentamente, spesso nell'arco di diverse settimane o mesi, rendendo la diagnosi iniziale una sfida per il clinico. Questa condizione è caratterizzata da un equilibrio precario tra la virulenza dell'agente patogeno (solitamente batterico) e la capacità di risposta del sistema immunitario dell'ospite.

Dal punto di vista fisiopatologico, l'osteomielite subacuta si presenta frequentemente con la formazione di una lesione circoscritta nota come ascesso di Brodie. Si tratta di una cavità all'interno dell'osso, solitamente localizzata nelle metafisi delle ossa lunghe (come la tibia o il femore), riempita di tessuto di granulazione o pus e circondata da una parete di osso sclerotico (addensato). Questa barriera ossea è il tentativo del corpo di confinare l'infezione, impedendone la diffusione sistemica ma, allo stesso tempo, rendendo difficile l'accesso ai farmaci antibiotici.

Sebbene possa colpire individui di ogni età, l'osteomielite subacuta è diagnosticata con maggiore frequenza nei bambini e negli adolescenti. La sua natura "silenziosa" è ciò che la rende pericolosa: la mancanza di sintomi sistemici eclatanti, come la febbre alta o il malessere generale, può portare a un ritardo nel trattamento, con il rischio di danni permanenti alla struttura ossea o alle cartilagini di accrescimento nei pazienti più giovani.

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Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria dell'osteomielite subacuta è un'infezione batterica. Il microrganismo più frequentemente isolato è lo Staphylococcus aureus, responsabile della maggior parte dei casi. Tuttavia, altri agenti patogeni possono essere coinvolti, tra cui specie di Streptococcus, Staphylococcus epidermidis e, specialmente nei bambini piccoli, la Kingella kingae. In rari casi, l'infezione può essere causata da funghi o micobatteri, specialmente in soggetti immunocompromessi.

Le vie attraverso cui i batteri raggiungono l'osso sono principalmente tre:

  1. Diffusione ematogena: È la modalità più comune. I batteri presenti nel flusso sanguigno (anche a causa di piccole ferite cutanee, infezioni respiratorie o procedure dentali) si depositano nelle zone dell'osso dove il flusso sanguigno è più lento, come le metafisi delle ossa lunghe.
  2. Contiguità: L'infezione si diffonde da un tessuto molle vicino già infetto (ad esempio una ferita infetta o un'ulcera cutanea).
  3. Inoculazione diretta: Conseguente a traumi aperti, interventi chirurgici ortopedici o ferite penetranti che portano i batteri direttamente a contatto con il tessuto osseo.

Esistono diversi fattori di rischio che possono predisporre un individuo allo sviluppo di questa patologia:

  • Età pediatrica: La particolare vascolarizzazione delle ossa in crescita favorisce l'annidamento batterico.
  • Traumi recenti: Anche traumi lievi possono creare un ambiente favorevole alla colonizzazione batterica.
  • Sistema immunitario indebolito: Condizioni che riducono le difese immunitarie rendono più difficile per l'organismo eliminare i batteri prima che si stabilizzino nell'osso.
  • Patologie croniche: Il diabete o l'insufficienza vascolare possono compromettere la capacità di guarigione e la risposta immunitaria locale.
  • Uso di farmaci: L'uso prolungato di corticosteroidi può mascherare i sintomi e indebolire la risposta infiammatoria.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico dell'osteomielite subacuta è spesso sfumato, il che richiede un alto indice di sospetto da parte del medico. A differenza delle forme acute, il paziente raramente appare gravemente malato.

Il sintomo cardine è il dolore osseo localizzato. Questo dolore è solitamente descritto come sordo, persistente e spesso peggiora durante la notte o dopo l'attività fisica. Il dolore può essere presente per settimane o mesi prima che il paziente cerchi assistenza medica.

Oltre al dolore, si possono riscontrare:

  • Zoppia: nei bambini, questo è spesso il segno più evidente, manifestandosi come una difficoltà o un rifiuto a caricare il peso sull'arto colpito.
  • Gonfiore locale: può essere presente una leggera tumefazione dei tessuti molli sovrastanti l'osso infetto.
  • Limitazione dei movimenti: una riduzione del range di movimento dell'articolazione vicina alla lesione, spesso dovuta al dolore o all'infiammazione riflessa.
  • Calore al tatto: la zona colpita può risultare leggermente più calda rispetto alla pelle circostante.
  • Arrossamento della pelle: un lieve rossore può comparire sopra il sito dell'infezione, sebbene sia meno comune che nell'osteomielite acuta.
  • Febbre lieve: se presente, la febbre è solitamente di basso grado (febbricola) e non raggiunge mai i picchi tipici delle infezioni sistemiche gravi.
  • Riduzione della massa muscolare: in casi cronici o prolungati, i muscoli dell'arto colpito possono apparire più piccoli a causa del disuso.
  • Senso di stanchezza: una vaga sensazione di affaticamento generale può accompagnare il processo infettivo cronico.
  • Dolori muscolari: possono manifestarsi dolori diffusi intorno alla zona interessata.
  • Edema: un accumulo di liquidi nei tessuti circostanti l'osso può causare un gonfiore visibile.

È importante notare che molti pazienti non presentano affatto febbre o alterazioni significative degli esami del sangue, il che può trarre in inganno durante la valutazione iniziale.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, ma richiede necessariamente il supporto della diagnostica per immagini e di esami di laboratorio.

Esami di Laboratorio: Spesso i risultati sono sorprendentemente normali. La conta dei globuli bianchi può essere nei limiti della norma. Tuttavia, la Velocità di Sedimentazione delle Emazie (VES) e la Proteina C-Reattiva (PCR) possono risultare lievemente elevate, indicando uno stato infiammatorio in corso. Le emocolture (esami del sangue per cercare batteri) sono raramente positive nell'osteomielite subacuta.

Diagnostica per Immagini:

  • Radiografia tradizionale: È il primo esame da eseguire. Può mostrare una lesione radiotrasparente (un "buco" nell'osso) circondata da un alone di osso denso (sclerosi). Questa è l'immagine classica dell'ascesso di Brodie. Tuttavia, nelle fasi precoci, la radiografia può risultare negativa.
  • Risonanza Magnetica (RM): È l'esame più sensibile e specifico. Permette di visualizzare l'estensione dell'infezione, l'edema del midollo osseo e l'eventuale coinvolgimento dei tessuti molli. Un segno caratteristico alla RM è il "segno della penombra", che aiuta a distinguere l'osteomielite da tumori ossei.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Utile per visualizzare meglio la distruzione della corteccia ossea e per guidare eventuali biopsie.
  • Scintigrafia ossea: Può essere utile per localizzare aree di aumentato turnover osseo, specialmente se si sospettano lesioni multiple.

Biopsia e Coltura: La diagnosi definitiva si ottiene spesso tramite una biopsia ossea. Un campione di tessuto o di pus viene prelevato chirurgicamente o tramite ago-aspirazione e inviato in laboratorio per l'esame istologico e colturale. Identificare il batterio responsabile è fondamentale per impostare una terapia antibiotica mirata.

La diagnosi differenziale è cruciale, poiché l'osteomielite subacuta può mimare patologie più gravi come il sarcoma di Ewing o lesioni benigne come l'osteoma osteoide.

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Trattamento e Terapie

L'obiettivo del trattamento è l'eradicazione completa dell'infezione e la prevenzione delle recidive o della progressione verso l'osteomielite cronica.

Terapia Antibiotica: È il pilastro del trattamento. Inizialmente, può essere somministrata per via endovenosa, seguita da un lungo ciclo di antibiotici orali. La durata totale del trattamento varia solitamente dalle 4 alle 6 settimane, ma può essere prolungata in base alla risposta clinica e alla normalizzazione dei parametri infiammatori (VES e PCR). La scelta dell'antibiotico dipende dal batterio isolato; comunemente si utilizzano penicilline resistenti alle penicillinasi, cefalosporine o, in caso di sospetto MRSA (Stafilococco resistente alla meticillina), farmaci come la vancomicina o la clindamicina.

Trattamento Chirurgico: Non tutti i casi richiedono la chirurgia. Tuttavia, l'intervento è necessario se:

  • Non vi è risposta alla sola terapia antibiotica.
  • L'ascesso è di grandi dimensioni o localizzato in un'area critica.
  • È necessario drenare il pus o rimuovere tessuto necrotico (curettage).
  • Vi è il sospetto di una patologia neoplastica che richiede una biopsia a cielo aperto.

Durante l'intervento di curettage, il chirurgo pulisce la cavità ossea infetta, rimuovendo il tessuto di granulazione. In alcuni casi, la cavità può essere riempita con sostituti ossei o cemento antibiotico per favorire la guarigione.

Supporto e Riabilitazione: Durante la fase acuta, può essere consigliato il riposo dell'arto colpito, talvolta con l'ausilio di tutori o stampelle. Una volta che il dolore diminuisce e l'infezione è sotto controllo, la fisioterapia è importante per recuperare la forza muscolare e la mobilità articolare, prevenendo la riduzione della massa muscolare.

6

Prognosi e Decorso

La prognosi per l'osteomielite subacuta è generalmente eccellente, a patto che la diagnosi sia corretta e il trattamento tempestivo e completo. La maggior parte dei pazienti guarisce senza esiti permanenti e riprende le normali attività quotidiane e sportive.

Il decorso tipico prevede una graduale scomparsa del dolore e del gonfiore entro le prime due settimane di terapia. Le lesioni ossee visibili ai raggi X possono impiegare diversi mesi per rimodellarsi e scomparire completamente.

Le complicazioni sono rare ma possibili e includono:

  • Recidiva: L'infezione può ripresentarsi se non è stata completamente eradicata.
  • Passaggio alla cronicità: Se non trattata, può trasformarsi in osteomielite cronica, con formazione di sequestri ossei (frammenti di osso morto) molto difficili da trattare.
  • Danni alla cartilagine di accrescimento: Nei bambini, se l'infezione attraversa la piastra di crescita, può causare deformità o differenze di lunghezza degli arti.
  • Artrite settica: Se l'infezione si diffonde all'articolazione vicina.

Il follow-up a lungo termine con esami radiografici periodici è spesso raccomandato per assicurarsi che l'osso stia guarendo correttamente.

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Prevenzione

Prevenire l'osteomielite subacuta non è sempre possibile, poiché la diffusione batterica ematogena può avvenire in modo imprevedibile. Tuttavia, alcune misure possono ridurre il rischio:

  • Cura delle ferite: Pulire e disinfettare accuratamente ogni ferita cutanea, anche piccola, per evitare che diventi una porta d'ingresso per i batteri.
  • Igiene orale: Mantenere una buona salute dentale riduce il rischio di batteriemie transitorie.
  • Gestione delle infezioni: Trattare tempestivamente qualsiasi infezione batterica (cutanea, respiratoria o urinaria) prima che possa diffondersi al sangue.
  • Controllo delle malattie croniche: Per i pazienti con diabete, mantenere un buon controllo glicemico è essenziale per preservare la funzione immunitaria e la circolazione.
  • Profilassi antibiotica: In casi selezionati e su indicazione medica, la profilassi antibiotica prima di procedure chirurgiche o dentali invasive può essere necessaria per soggetti ad alto rischio.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista ortopedico se si manifestano i seguenti segnali:

  • Un dolore osseo persistente che non migliora con il riposo o con i comuni analgesici.
  • Una zoppia inspiegabile, specialmente in un bambino.
  • La comparsa di un gonfiore o di una massa dura in corrispondenza di un osso.
  • Una persistente difficoltà a muovere un arto o un'articolazione.
  • Presenza di febbricola associata a dolore localizzato che dura da più di una settimana.

Non bisogna sottovalutare sintomi lievi ma persistenti: nell'osteomielite subacuta, la precocità dell'intervento è la chiave per una guarigione completa e senza complicazioni.

Osteomielite subacuta

Definizione

L'osteomielite subacuta è una forma specifica di infezione del tessuto osseo che si distingue per il suo decorso clinico insidioso e meno aggressivo rispetto alla forma acuta. Mentre l'osteomielite acuta si manifesta con sintomi improvvisi e gravi, la variante subacuta evolve lentamente, spesso nell'arco di diverse settimane o mesi, rendendo la diagnosi iniziale una sfida per il clinico. Questa condizione è caratterizzata da un equilibrio precario tra la virulenza dell'agente patogeno (solitamente batterico) e la capacità di risposta del sistema immunitario dell'ospite.

Dal punto di vista fisiopatologico, l'osteomielite subacuta si presenta frequentemente con la formazione di una lesione circoscritta nota come ascesso di Brodie. Si tratta di una cavità all'interno dell'osso, solitamente localizzata nelle metafisi delle ossa lunghe (come la tibia o il femore), riempita di tessuto di granulazione o pus e circondata da una parete di osso sclerotico (addensato). Questa barriera ossea è il tentativo del corpo di confinare l'infezione, impedendone la diffusione sistemica ma, allo stesso tempo, rendendo difficile l'accesso ai farmaci antibiotici.

Sebbene possa colpire individui di ogni età, l'osteomielite subacuta è diagnosticata con maggiore frequenza nei bambini e negli adolescenti. La sua natura "silenziosa" è ciò che la rende pericolosa: la mancanza di sintomi sistemici eclatanti, come la febbre alta o il malessere generale, può portare a un ritardo nel trattamento, con il rischio di danni permanenti alla struttura ossea o alle cartilagini di accrescimento nei pazienti più giovani.

Cause e Fattori di Rischio

La causa primaria dell'osteomielite subacuta è un'infezione batterica. Il microrganismo più frequentemente isolato è lo Staphylococcus aureus, responsabile della maggior parte dei casi. Tuttavia, altri agenti patogeni possono essere coinvolti, tra cui specie di Streptococcus, Staphylococcus epidermidis e, specialmente nei bambini piccoli, la Kingella kingae. In rari casi, l'infezione può essere causata da funghi o micobatteri, specialmente in soggetti immunocompromessi.

Le vie attraverso cui i batteri raggiungono l'osso sono principalmente tre:

  1. Diffusione ematogena: È la modalità più comune. I batteri presenti nel flusso sanguigno (anche a causa di piccole ferite cutanee, infezioni respiratorie o procedure dentali) si depositano nelle zone dell'osso dove il flusso sanguigno è più lento, come le metafisi delle ossa lunghe.
  2. Contiguità: L'infezione si diffonde da un tessuto molle vicino già infetto (ad esempio una ferita infetta o un'ulcera cutanea).
  3. Inoculazione diretta: Conseguente a traumi aperti, interventi chirurgici ortopedici o ferite penetranti che portano i batteri direttamente a contatto con il tessuto osseo.

Esistono diversi fattori di rischio che possono predisporre un individuo allo sviluppo di questa patologia:

  • Età pediatrica: La particolare vascolarizzazione delle ossa in crescita favorisce l'annidamento batterico.
  • Traumi recenti: Anche traumi lievi possono creare un ambiente favorevole alla colonizzazione batterica.
  • Sistema immunitario indebolito: Condizioni che riducono le difese immunitarie rendono più difficile per l'organismo eliminare i batteri prima che si stabilizzino nell'osso.
  • Patologie croniche: Il diabete o l'insufficienza vascolare possono compromettere la capacità di guarigione e la risposta immunitaria locale.
  • Uso di farmaci: L'uso prolungato di corticosteroidi può mascherare i sintomi e indebolire la risposta infiammatoria.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il quadro clinico dell'osteomielite subacuta è spesso sfumato, il che richiede un alto indice di sospetto da parte del medico. A differenza delle forme acute, il paziente raramente appare gravemente malato.

Il sintomo cardine è il dolore osseo localizzato. Questo dolore è solitamente descritto come sordo, persistente e spesso peggiora durante la notte o dopo l'attività fisica. Il dolore può essere presente per settimane o mesi prima che il paziente cerchi assistenza medica.

Oltre al dolore, si possono riscontrare:

  • Zoppia: nei bambini, questo è spesso il segno più evidente, manifestandosi come una difficoltà o un rifiuto a caricare il peso sull'arto colpito.
  • Gonfiore locale: può essere presente una leggera tumefazione dei tessuti molli sovrastanti l'osso infetto.
  • Limitazione dei movimenti: una riduzione del range di movimento dell'articolazione vicina alla lesione, spesso dovuta al dolore o all'infiammazione riflessa.
  • Calore al tatto: la zona colpita può risultare leggermente più calda rispetto alla pelle circostante.
  • Arrossamento della pelle: un lieve rossore può comparire sopra il sito dell'infezione, sebbene sia meno comune che nell'osteomielite acuta.
  • Febbre lieve: se presente, la febbre è solitamente di basso grado (febbricola) e non raggiunge mai i picchi tipici delle infezioni sistemiche gravi.
  • Riduzione della massa muscolare: in casi cronici o prolungati, i muscoli dell'arto colpito possono apparire più piccoli a causa del disuso.
  • Senso di stanchezza: una vaga sensazione di affaticamento generale può accompagnare il processo infettivo cronico.
  • Dolori muscolari: possono manifestarsi dolori diffusi intorno alla zona interessata.
  • Edema: un accumulo di liquidi nei tessuti circostanti l'osso può causare un gonfiore visibile.

È importante notare che molti pazienti non presentano affatto febbre o alterazioni significative degli esami del sangue, il che può trarre in inganno durante la valutazione iniziale.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, ma richiede necessariamente il supporto della diagnostica per immagini e di esami di laboratorio.

Esami di Laboratorio: Spesso i risultati sono sorprendentemente normali. La conta dei globuli bianchi può essere nei limiti della norma. Tuttavia, la Velocità di Sedimentazione delle Emazie (VES) e la Proteina C-Reattiva (PCR) possono risultare lievemente elevate, indicando uno stato infiammatorio in corso. Le emocolture (esami del sangue per cercare batteri) sono raramente positive nell'osteomielite subacuta.

Diagnostica per Immagini:

  • Radiografia tradizionale: È il primo esame da eseguire. Può mostrare una lesione radiotrasparente (un "buco" nell'osso) circondata da un alone di osso denso (sclerosi). Questa è l'immagine classica dell'ascesso di Brodie. Tuttavia, nelle fasi precoci, la radiografia può risultare negativa.
  • Risonanza Magnetica (RM): È l'esame più sensibile e specifico. Permette di visualizzare l'estensione dell'infezione, l'edema del midollo osseo e l'eventuale coinvolgimento dei tessuti molli. Un segno caratteristico alla RM è il "segno della penombra", che aiuta a distinguere l'osteomielite da tumori ossei.
  • Tomografia Computerizzata (TC): Utile per visualizzare meglio la distruzione della corteccia ossea e per guidare eventuali biopsie.
  • Scintigrafia ossea: Può essere utile per localizzare aree di aumentato turnover osseo, specialmente se si sospettano lesioni multiple.

Biopsia e Coltura: La diagnosi definitiva si ottiene spesso tramite una biopsia ossea. Un campione di tessuto o di pus viene prelevato chirurgicamente o tramite ago-aspirazione e inviato in laboratorio per l'esame istologico e colturale. Identificare il batterio responsabile è fondamentale per impostare una terapia antibiotica mirata.

La diagnosi differenziale è cruciale, poiché l'osteomielite subacuta può mimare patologie più gravi come il sarcoma di Ewing o lesioni benigne come l'osteoma osteoide.

Trattamento e Terapie

L'obiettivo del trattamento è l'eradicazione completa dell'infezione e la prevenzione delle recidive o della progressione verso l'osteomielite cronica.

Terapia Antibiotica: È il pilastro del trattamento. Inizialmente, può essere somministrata per via endovenosa, seguita da un lungo ciclo di antibiotici orali. La durata totale del trattamento varia solitamente dalle 4 alle 6 settimane, ma può essere prolungata in base alla risposta clinica e alla normalizzazione dei parametri infiammatori (VES e PCR). La scelta dell'antibiotico dipende dal batterio isolato; comunemente si utilizzano penicilline resistenti alle penicillinasi, cefalosporine o, in caso di sospetto MRSA (Stafilococco resistente alla meticillina), farmaci come la vancomicina o la clindamicina.

Trattamento Chirurgico: Non tutti i casi richiedono la chirurgia. Tuttavia, l'intervento è necessario se:

  • Non vi è risposta alla sola terapia antibiotica.
  • L'ascesso è di grandi dimensioni o localizzato in un'area critica.
  • È necessario drenare il pus o rimuovere tessuto necrotico (curettage).
  • Vi è il sospetto di una patologia neoplastica che richiede una biopsia a cielo aperto.

Durante l'intervento di curettage, il chirurgo pulisce la cavità ossea infetta, rimuovendo il tessuto di granulazione. In alcuni casi, la cavità può essere riempita con sostituti ossei o cemento antibiotico per favorire la guarigione.

Supporto e Riabilitazione: Durante la fase acuta, può essere consigliato il riposo dell'arto colpito, talvolta con l'ausilio di tutori o stampelle. Una volta che il dolore diminuisce e l'infezione è sotto controllo, la fisioterapia è importante per recuperare la forza muscolare e la mobilità articolare, prevenendo la riduzione della massa muscolare.

Prognosi e Decorso

La prognosi per l'osteomielite subacuta è generalmente eccellente, a patto che la diagnosi sia corretta e il trattamento tempestivo e completo. La maggior parte dei pazienti guarisce senza esiti permanenti e riprende le normali attività quotidiane e sportive.

Il decorso tipico prevede una graduale scomparsa del dolore e del gonfiore entro le prime due settimane di terapia. Le lesioni ossee visibili ai raggi X possono impiegare diversi mesi per rimodellarsi e scomparire completamente.

Le complicazioni sono rare ma possibili e includono:

  • Recidiva: L'infezione può ripresentarsi se non è stata completamente eradicata.
  • Passaggio alla cronicità: Se non trattata, può trasformarsi in osteomielite cronica, con formazione di sequestri ossei (frammenti di osso morto) molto difficili da trattare.
  • Danni alla cartilagine di accrescimento: Nei bambini, se l'infezione attraversa la piastra di crescita, può causare deformità o differenze di lunghezza degli arti.
  • Artrite settica: Se l'infezione si diffonde all'articolazione vicina.

Il follow-up a lungo termine con esami radiografici periodici è spesso raccomandato per assicurarsi che l'osso stia guarendo correttamente.

Prevenzione

Prevenire l'osteomielite subacuta non è sempre possibile, poiché la diffusione batterica ematogena può avvenire in modo imprevedibile. Tuttavia, alcune misure possono ridurre il rischio:

  • Cura delle ferite: Pulire e disinfettare accuratamente ogni ferita cutanea, anche piccola, per evitare che diventi una porta d'ingresso per i batteri.
  • Igiene orale: Mantenere una buona salute dentale riduce il rischio di batteriemie transitorie.
  • Gestione delle infezioni: Trattare tempestivamente qualsiasi infezione batterica (cutanea, respiratoria o urinaria) prima che possa diffondersi al sangue.
  • Controllo delle malattie croniche: Per i pazienti con diabete, mantenere un buon controllo glicemico è essenziale per preservare la funzione immunitaria e la circolazione.
  • Profilassi antibiotica: In casi selezionati e su indicazione medica, la profilassi antibiotica prima di procedure chirurgiche o dentali invasive può essere necessaria per soggetti ad alto rischio.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un medico o a uno specialista ortopedico se si manifestano i seguenti segnali:

  • Un dolore osseo persistente che non migliora con il riposo o con i comuni analgesici.
  • Una zoppia inspiegabile, specialmente in un bambino.
  • La comparsa di un gonfiore o di una massa dura in corrispondenza di un osso.
  • Una persistente difficoltà a muovere un arto o un'articolazione.
  • Presenza di febbricola associata a dolore localizzato che dura da più di una settimana.

Non bisogna sottovalutare sintomi lievi ma persistenti: nell'osteomielite subacuta, la precocità dell'intervento è la chiave per una guarigione completa e senza complicazioni.

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