Altri disturbi specificati del follicolo pilifero

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Definizione

Il termine altri disturbi specificati del follicolo pilifero (codice ICD-11 ED9Y) raggruppa una serie di condizioni dermatologiche rare o complesse che colpiscono l'apparato pilosebaceo e che non rientrano nelle categorie più comuni come l'alopecia areata o la follicolite batterica superficiale. Queste patologie coinvolgono la struttura profonda del follicolo, spesso portando a processi infiammatori cronici, distruzione dei tessuti e, in molti casi, a esiti cicatriziali permanenti. Il follicolo pilifero non è solo una struttura che produce il pelo, ma un organo complesso dotato di una propria nicchia di cellule staminali, vasi sanguigni e terminazioni nervose; pertanto, ogni alterazione che lo riguarda può avere ripercussioni significative sia estetiche che funzionali.

In questa categoria vengono spesso incluse patologie come la follicolite decalvante, la cellulite disseccante del cuoio capelluto, l'acne keloidalis nuchae e l'acne necrotica. Sebbene diverse per eziologia e presentazione clinica, queste condizioni condividono un decorso spesso recidivante e la tendenza a danneggiare irreversibilmente il follicolo. La comprensione di questi disturbi è fondamentale perché, a differenza delle forme transitorie, queste varianti "specificate" possono portare a una perdita definitiva dei capelli (alopecia cicatriziale), influenzando profondamente la qualità della vita e il benessere psicologico del paziente.

Dal punto di vista istologico, questi disturbi sono caratterizzati da un infiltrato infiammatorio che può essere composto da neutrofili, linfociti o plasmacellule, a seconda della specifica patologia. L'infiammazione colpisce tipicamente la zona dell'istmo o del bulbo follicolare, dove risiedono le cellule staminali necessarie per la rigenerazione del pelo. Quando questa zona viene distrutta, il follicolo viene sostituito da tessuto fibroso, rendendo impossibile la ricrescita dei capelli.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte alla base di questi disturbi specificati del follicolo pilifero non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica suggerisce un'origine multifattoriale in cui interagiscono genetica, sistema immunitario e fattori ambientali. In molte di queste condizioni, si osserva una risposta immunitaria anomala diretta contro i componenti del follicolo stesso. Non si tratta necessariamente di una malattia autoimmune classica, ma piuttosto di una disregolazione dell'immunità innata che scatena un'infiammazione persistente.

Un ruolo cruciale è spesso giocato dal microbioma cutaneo. Sebbene queste patologie non siano considerate infezioni contagiose, la presenza di batteri come lo Staphylococcus aureus può agire da trigger o da fattore aggravante, alimentando il circolo vizioso dell'infiammazione. In condizioni come la follicolite decalvante, ad esempio, il batterio sembra stimolare una risposta immunitaria eccessiva che porta alla distruzione del tessuto sano. Anche la predisposizione genetica è rilevante: alcuni individui presentano una struttura follicolare più fragile o una risposta infiammatoria geneticamente programmata per essere più aggressiva.

I fattori di rischio variano a seconda della specifica patologia inclusa in questa categoria:

  • Sesso ed Età: Alcune forme, come la cellulite disseccante, colpiscono prevalentemente i giovani uomini, mentre altre possono manifestarsi in età adulta avanzata.
  • Traumi meccanici: Lo sfregamento costante (ad esempio causato da colletti rigidi o caschi) può favorire l'insorgenza dell'acne keloidalis nuchae.
  • Fumo di sigaretta: È noto che il fumo peggiora molte condizioni infiammatorie cutanee, riducendo la microcircolazione e ostacolando i processi di guarigione.
  • Stress psicofisico: Sebbene non sia una causa diretta, lo stress può esacerbare le fasi acute della malattia.
  • Occlusione follicolare: L'uso di prodotti cosmetici eccessivamente grassi o pesanti può ostruire il dotto follicolare, facilitando l'infiammazione profonda.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi degli altri disturbi specificati del follicolo pilifero possono variare notevolmente, ma presentano alcuni tratti comuni legati all'infiammazione cronica. Il sintomo più precocemente riferito dai pazienti è spesso un persistente prurito o una sensazione di bruciore localizzato al cuoio capelluto o nelle zone pilifere del corpo. Con il progredire della condizione, la sintomatologia tende a farsi più severa.

Le manifestazioni cliniche visibili includono:

  • Eritema e Edema: La zona colpita appare caratterizzata da un marcato arrossamento e da un gonfiore dei tessuti circostanti il follicolo.
  • Pustole e Noduli: È frequente la comparsa di pustole follicolari (piccole bolle di pus) che possono evolvere in noduli più grandi e profondi, talvolta dolenti alla pressione.
  • Essudato e Croste: Nelle fasi attive, si può osservare la fuoriuscita di materiale purulento o siero-ematico, che seccandosi forma delle croste spesse e difficili da rimuovere.
  • Dolore: A differenza delle comuni follicoliti, queste forme possono causare un dolore cutaneo significativo, specialmente durante il lavaggio o la spazzolatura dei capelli.
  • Alopecia Cicatriziale: Il segno clinico più caratteristico e grave è la perdita dei capelli a chiazze. Nelle zone colpite, la pelle appare lucida, priva di pori follicolari visibili, segno che si è formata una cicatrice definitiva.
  • Ipercheratosi: In alcuni casi, si osserva un accumulo di squame e cheratina attorno al fusto del pelo, noto come ipercheratosi follicolare.
  • Sanguinamento: Le lesioni più infiammate possono andare incontro a un lieve sanguinamento spontaneo o in seguito a minimi traumi.

In varianti specifiche come la cellulite disseccante, si possono formare dei veri e propri tunnel sottocutanei (fistole) che collegano diversi noduli, portando a una deformazione della superficie cutanea. Nell'acne keloidalis nuchae, invece, le lesioni evolvono in cicatrici ipertrofiche simili a cheloidi sulla nuca.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico per gli altri disturbi specificati del follicolo pilifero richiede un approccio specialistico dermatologico. Data la rarità e la complessità di queste condizioni, una diagnosi precoce è essenziale per prevenire danni permanenti.

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la distribuzione delle lesioni, la presenza di segni di infiammazione attiva e la storia clinica del paziente (durata dei sintomi, trattamenti precedenti, familiarità).
  2. Tricoscopia: Questa tecnica non invasiva utilizza un dermatoscopio per analizzare il cuoio capelluto ad alto ingrandimento. Permette di visualizzare segni specifici come ipercheratosi perifollicolare, vasi sanguigni anomali e la scomparsa degli osti follicolari, aiutando a distinguere tra forme cicatriziali e non cicatriziali.
  3. Biopsia Cutanea: È spesso il "gold standard" per la diagnosi. Un piccolo campione di tessuto viene prelevato in anestesia locale e analizzato al microscopio (esame istopatologico). Questo permette di identificare il tipo di infiltrato infiammatorio e il livello di distruzione del follicolo.
  4. Esame Colturale: Un tampone del materiale purulento può essere utile per identificare eventuali sovrainfezioni batteriche e guidare la scelta dell'antibiotico più efficace (antibiogramma).
  5. Esami del Sangue: Sebbene non esistano marker specifici, possono essere richiesti per escludere malattie sistemiche associate o per monitorare i parametri infiammatori generali.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento di questi disturbi è spesso prolungato e richiede pazienza, poiché l'obiettivo principale è arrestare la progressione della malattia e gestire i sintomi, dato che il tessuto cicatriziale già formato non può rigenerare i capelli.

Terapie Farmacologiche

  • Antibiotici: Vengono utilizzati non solo per la loro azione battericida, ma soprattutto per le loro proprietà antinfiammatorie. Le tetracicline (come la doxiclina) o la combinazione di clindamicina e rifampicina sono comunemente impiegate per cicli di diverse settimane.
  • Corticosteroidi: Possono essere applicati localmente sotto forma di lozioni o gel, oppure iniettati direttamente nelle lesioni (infiltrazioni intralesionali) per ridurre rapidamente l'infiammazione e il dolore.
  • Retinoidi Sistemici: Farmaci come l'isotretinoina possono essere prescritti in casi selezionati, specialmente nelle forme nodulari o simili all'acne, per regolare la cheratinizzazione e ridurre la produzione di sebo.
  • Immunosoppressori e Biologici: In casi gravi e resistenti, possono essere considerati farmaci che modulano il sistema immunitario, come la ciclosporina o inibitori del TNF-alfa.

Terapie Fisiche e Chirurgiche

  • Laser Terapia: Il laser per l'epilazione definitiva può essere paradossalmente utile in alcune forme (come la pseudofollicolite o l'acne keloidalis) per rimuovere il fusto del pelo che funge da corpo estraneo irritante.
  • Terapia Fotodinamica (PDT): Utilizza una sostanza fotosensibilizzante attivata dalla luce per distruggere selettivamente le cellule infiammatorie e i batteri.
  • Incisione e Drenaggio: Necessari in presenza di ascessi voluminosi e dolenti per dare sollievo immediato al paziente.
  • Chirurgia Escissionale: In casi di cicatrici molto estese o noduli persistenti, può essere necessaria la rimozione chirurgica dell'area colpita, sebbene il rischio di recidiva sui bordi della cicatrice debba essere attentamente valutato.
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Prognosi e Decorso

La prognosi degli altri disturbi specificati del follicolo pilifero è variabile e dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Queste patologie hanno tipicamente un decorso cronico-ricorrente, caratterizzato da fasi di remissione alternate a riacutizzazioni improvvise.

Se la malattia viene diagnosticata e trattata nelle fasi iniziali, è possibile spegnere l'infiammazione prima che avvenga la distruzione delle cellule staminali del follicolo, preservando così la capigliatura. Tuttavia, una volta che si è instaurata l'alopecia cicatriziale, la perdita dei capelli è permanente. In questi casi, l'obiettivo della terapia diventa la stabilizzazione della patologia per evitare che l'area calva si estenda ulteriormente.

Il decorso può durare anni e richiedere terapie di mantenimento a lungo termine. Oltre all'aspetto fisico, è importante considerare l'impatto psicologico: la gestione dello stress e, in alcuni casi, un supporto psicologico possono essere parte integrante del percorso di cura per aiutare il paziente a convivere con una patologia cronica e potenzialmente deturpante.

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Prevenzione

Non esiste una prevenzione certa per i disturbi specificati del follicolo pilifero, data la loro componente genetica e immunitaria. Tuttavia, alcune accortezze possono ridurre il rischio di esacerbazioni o complicazioni:

  • Igiene Delicata: Utilizzare detergenti non aggressivi e specifici per il cuoio capelluto sensibile, evitando di grattare o traumatizzare le lesioni esistenti.
  • Evitare Irritazioni Meccaniche: Limitare l'uso di cappelli stretti, caschi per periodi prolungati o colletti che sfregano sulla nuca.
  • Stile di Vita Sano: Smettere di fumare è fortemente raccomandato, poiché il fumo è un noto pro-infiammatorio cutaneo.
  • Gestione dei Prodotti Cosmetici: Evitare l'applicazione di oli pesanti, cere o gel che possono causare occlusione follicolare.
  • Monitoraggio Costante: Imparare a riconoscere i primi segni di riattivazione (come un lieve prurito o arrossamento) per consultare immediatamente il dermatologo.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un dermatologo non appena si notano cambiamenti insoliti nel cuoio capelluto o nelle zone pilifere. In particolare, non bisogna sottovalutare i seguenti segnali:

  • Comparsa di zone prive di capelli che tendono ad allargarsi.
  • Presenza di pustole o noduli che non guariscono con i comuni trattamenti da banco.
  • Sensazione di dolore o bruciore persistente alla radice dei capelli.
  • Fuoriuscita di pus o sangue dai follicoli.
  • Formazione di croste spesse o cicatrici evidenti.

Un intervento precoce è l'unica arma efficace per fermare il processo infiammatorio prima che il danno diventi irreversibile. Spesso, quello che viene scambiato per una semplice "forfora grassa" o una "follicolite da sudore" può nascondere un disturbo più profondo del follicolo che richiede cure specialistiche immediate.

Altri disturbi specificati del follicolo pilifero

Definizione

Il termine altri disturbi specificati del follicolo pilifero (codice ICD-11 ED9Y) raggruppa una serie di condizioni dermatologiche rare o complesse che colpiscono l'apparato pilosebaceo e che non rientrano nelle categorie più comuni come l'alopecia areata o la follicolite batterica superficiale. Queste patologie coinvolgono la struttura profonda del follicolo, spesso portando a processi infiammatori cronici, distruzione dei tessuti e, in molti casi, a esiti cicatriziali permanenti. Il follicolo pilifero non è solo una struttura che produce il pelo, ma un organo complesso dotato di una propria nicchia di cellule staminali, vasi sanguigni e terminazioni nervose; pertanto, ogni alterazione che lo riguarda può avere ripercussioni significative sia estetiche che funzionali.

In questa categoria vengono spesso incluse patologie come la follicolite decalvante, la cellulite disseccante del cuoio capelluto, l'acne keloidalis nuchae e l'acne necrotica. Sebbene diverse per eziologia e presentazione clinica, queste condizioni condividono un decorso spesso recidivante e la tendenza a danneggiare irreversibilmente il follicolo. La comprensione di questi disturbi è fondamentale perché, a differenza delle forme transitorie, queste varianti "specificate" possono portare a una perdita definitiva dei capelli (alopecia cicatriziale), influenzando profondamente la qualità della vita e il benessere psicologico del paziente.

Dal punto di vista istologico, questi disturbi sono caratterizzati da un infiltrato infiammatorio che può essere composto da neutrofili, linfociti o plasmacellule, a seconda della specifica patologia. L'infiammazione colpisce tipicamente la zona dell'istmo o del bulbo follicolare, dove risiedono le cellule staminali necessarie per la rigenerazione del pelo. Quando questa zona viene distrutta, il follicolo viene sostituito da tessuto fibroso, rendendo impossibile la ricrescita dei capelli.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte alla base di questi disturbi specificati del follicolo pilifero non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica suggerisce un'origine multifattoriale in cui interagiscono genetica, sistema immunitario e fattori ambientali. In molte di queste condizioni, si osserva una risposta immunitaria anomala diretta contro i componenti del follicolo stesso. Non si tratta necessariamente di una malattia autoimmune classica, ma piuttosto di una disregolazione dell'immunità innata che scatena un'infiammazione persistente.

Un ruolo cruciale è spesso giocato dal microbioma cutaneo. Sebbene queste patologie non siano considerate infezioni contagiose, la presenza di batteri come lo Staphylococcus aureus può agire da trigger o da fattore aggravante, alimentando il circolo vizioso dell'infiammazione. In condizioni come la follicolite decalvante, ad esempio, il batterio sembra stimolare una risposta immunitaria eccessiva che porta alla distruzione del tessuto sano. Anche la predisposizione genetica è rilevante: alcuni individui presentano una struttura follicolare più fragile o una risposta infiammatoria geneticamente programmata per essere più aggressiva.

I fattori di rischio variano a seconda della specifica patologia inclusa in questa categoria:

  • Sesso ed Età: Alcune forme, come la cellulite disseccante, colpiscono prevalentemente i giovani uomini, mentre altre possono manifestarsi in età adulta avanzata.
  • Traumi meccanici: Lo sfregamento costante (ad esempio causato da colletti rigidi o caschi) può favorire l'insorgenza dell'acne keloidalis nuchae.
  • Fumo di sigaretta: È noto che il fumo peggiora molte condizioni infiammatorie cutanee, riducendo la microcircolazione e ostacolando i processi di guarigione.
  • Stress psicofisico: Sebbene non sia una causa diretta, lo stress può esacerbare le fasi acute della malattia.
  • Occlusione follicolare: L'uso di prodotti cosmetici eccessivamente grassi o pesanti può ostruire il dotto follicolare, facilitando l'infiammazione profonda.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

I sintomi degli altri disturbi specificati del follicolo pilifero possono variare notevolmente, ma presentano alcuni tratti comuni legati all'infiammazione cronica. Il sintomo più precocemente riferito dai pazienti è spesso un persistente prurito o una sensazione di bruciore localizzato al cuoio capelluto o nelle zone pilifere del corpo. Con il progredire della condizione, la sintomatologia tende a farsi più severa.

Le manifestazioni cliniche visibili includono:

  • Eritema e Edema: La zona colpita appare caratterizzata da un marcato arrossamento e da un gonfiore dei tessuti circostanti il follicolo.
  • Pustole e Noduli: È frequente la comparsa di pustole follicolari (piccole bolle di pus) che possono evolvere in noduli più grandi e profondi, talvolta dolenti alla pressione.
  • Essudato e Croste: Nelle fasi attive, si può osservare la fuoriuscita di materiale purulento o siero-ematico, che seccandosi forma delle croste spesse e difficili da rimuovere.
  • Dolore: A differenza delle comuni follicoliti, queste forme possono causare un dolore cutaneo significativo, specialmente durante il lavaggio o la spazzolatura dei capelli.
  • Alopecia Cicatriziale: Il segno clinico più caratteristico e grave è la perdita dei capelli a chiazze. Nelle zone colpite, la pelle appare lucida, priva di pori follicolari visibili, segno che si è formata una cicatrice definitiva.
  • Ipercheratosi: In alcuni casi, si osserva un accumulo di squame e cheratina attorno al fusto del pelo, noto come ipercheratosi follicolare.
  • Sanguinamento: Le lesioni più infiammate possono andare incontro a un lieve sanguinamento spontaneo o in seguito a minimi traumi.

In varianti specifiche come la cellulite disseccante, si possono formare dei veri e propri tunnel sottocutanei (fistole) che collegano diversi noduli, portando a una deformazione della superficie cutanea. Nell'acne keloidalis nuchae, invece, le lesioni evolvono in cicatrici ipertrofiche simili a cheloidi sulla nuca.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per gli altri disturbi specificati del follicolo pilifero richiede un approccio specialistico dermatologico. Data la rarità e la complessità di queste condizioni, una diagnosi precoce è essenziale per prevenire danni permanenti.

  1. Esame Obiettivo e Anamnesi: Il medico valuta la distribuzione delle lesioni, la presenza di segni di infiammazione attiva e la storia clinica del paziente (durata dei sintomi, trattamenti precedenti, familiarità).
  2. Tricoscopia: Questa tecnica non invasiva utilizza un dermatoscopio per analizzare il cuoio capelluto ad alto ingrandimento. Permette di visualizzare segni specifici come ipercheratosi perifollicolare, vasi sanguigni anomali e la scomparsa degli osti follicolari, aiutando a distinguere tra forme cicatriziali e non cicatriziali.
  3. Biopsia Cutanea: È spesso il "gold standard" per la diagnosi. Un piccolo campione di tessuto viene prelevato in anestesia locale e analizzato al microscopio (esame istopatologico). Questo permette di identificare il tipo di infiltrato infiammatorio e il livello di distruzione del follicolo.
  4. Esame Colturale: Un tampone del materiale purulento può essere utile per identificare eventuali sovrainfezioni batteriche e guidare la scelta dell'antibiotico più efficace (antibiogramma).
  5. Esami del Sangue: Sebbene non esistano marker specifici, possono essere richiesti per escludere malattie sistemiche associate o per monitorare i parametri infiammatori generali.

Trattamento e Terapie

Il trattamento di questi disturbi è spesso prolungato e richiede pazienza, poiché l'obiettivo principale è arrestare la progressione della malattia e gestire i sintomi, dato che il tessuto cicatriziale già formato non può rigenerare i capelli.

Terapie Farmacologiche

  • Antibiotici: Vengono utilizzati non solo per la loro azione battericida, ma soprattutto per le loro proprietà antinfiammatorie. Le tetracicline (come la doxiclina) o la combinazione di clindamicina e rifampicina sono comunemente impiegate per cicli di diverse settimane.
  • Corticosteroidi: Possono essere applicati localmente sotto forma di lozioni o gel, oppure iniettati direttamente nelle lesioni (infiltrazioni intralesionali) per ridurre rapidamente l'infiammazione e il dolore.
  • Retinoidi Sistemici: Farmaci come l'isotretinoina possono essere prescritti in casi selezionati, specialmente nelle forme nodulari o simili all'acne, per regolare la cheratinizzazione e ridurre la produzione di sebo.
  • Immunosoppressori e Biologici: In casi gravi e resistenti, possono essere considerati farmaci che modulano il sistema immunitario, come la ciclosporina o inibitori del TNF-alfa.

Terapie Fisiche e Chirurgiche

  • Laser Terapia: Il laser per l'epilazione definitiva può essere paradossalmente utile in alcune forme (come la pseudofollicolite o l'acne keloidalis) per rimuovere il fusto del pelo che funge da corpo estraneo irritante.
  • Terapia Fotodinamica (PDT): Utilizza una sostanza fotosensibilizzante attivata dalla luce per distruggere selettivamente le cellule infiammatorie e i batteri.
  • Incisione e Drenaggio: Necessari in presenza di ascessi voluminosi e dolenti per dare sollievo immediato al paziente.
  • Chirurgia Escissionale: In casi di cicatrici molto estese o noduli persistenti, può essere necessaria la rimozione chirurgica dell'area colpita, sebbene il rischio di recidiva sui bordi della cicatrice debba essere attentamente valutato.

Prognosi e Decorso

La prognosi degli altri disturbi specificati del follicolo pilifero è variabile e dipende fortemente dalla tempestività dell'intervento. Queste patologie hanno tipicamente un decorso cronico-ricorrente, caratterizzato da fasi di remissione alternate a riacutizzazioni improvvise.

Se la malattia viene diagnosticata e trattata nelle fasi iniziali, è possibile spegnere l'infiammazione prima che avvenga la distruzione delle cellule staminali del follicolo, preservando così la capigliatura. Tuttavia, una volta che si è instaurata l'alopecia cicatriziale, la perdita dei capelli è permanente. In questi casi, l'obiettivo della terapia diventa la stabilizzazione della patologia per evitare che l'area calva si estenda ulteriormente.

Il decorso può durare anni e richiedere terapie di mantenimento a lungo termine. Oltre all'aspetto fisico, è importante considerare l'impatto psicologico: la gestione dello stress e, in alcuni casi, un supporto psicologico possono essere parte integrante del percorso di cura per aiutare il paziente a convivere con una patologia cronica e potenzialmente deturpante.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione certa per i disturbi specificati del follicolo pilifero, data la loro componente genetica e immunitaria. Tuttavia, alcune accortezze possono ridurre il rischio di esacerbazioni o complicazioni:

  • Igiene Delicata: Utilizzare detergenti non aggressivi e specifici per il cuoio capelluto sensibile, evitando di grattare o traumatizzare le lesioni esistenti.
  • Evitare Irritazioni Meccaniche: Limitare l'uso di cappelli stretti, caschi per periodi prolungati o colletti che sfregano sulla nuca.
  • Stile di Vita Sano: Smettere di fumare è fortemente raccomandato, poiché il fumo è un noto pro-infiammatorio cutaneo.
  • Gestione dei Prodotti Cosmetici: Evitare l'applicazione di oli pesanti, cere o gel che possono causare occlusione follicolare.
  • Monitoraggio Costante: Imparare a riconoscere i primi segni di riattivazione (come un lieve prurito o arrossamento) per consultare immediatamente il dermatologo.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale rivolgersi a un dermatologo non appena si notano cambiamenti insoliti nel cuoio capelluto o nelle zone pilifere. In particolare, non bisogna sottovalutare i seguenti segnali:

  • Comparsa di zone prive di capelli che tendono ad allargarsi.
  • Presenza di pustole o noduli che non guariscono con i comuni trattamenti da banco.
  • Sensazione di dolore o bruciore persistente alla radice dei capelli.
  • Fuoriuscita di pus o sangue dai follicoli.
  • Formazione di croste spesse o cicatrici evidenti.

Un intervento precoce è l'unica arma efficace per fermare il processo infiammatorio prima che il danno diventi irreversibile. Spesso, quello che viene scambiato per una semplice "forfora grassa" o una "follicolite da sudore" può nascondere un disturbo più profondo del follicolo che richiede cure specialistiche immediate.

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