Diarrea funzionale

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Definizione

La diarrea funzionale è un disturbo cronico della motilità intestinale che rientra nella vasta categoria dei disturbi dell'interazione intestino-cervello (precedentemente noti come disturbi funzionali gastrointestinali). Questa condizione è caratterizzata dall'emissione ricorrente di feci non formate, liquide o semiliquide, in assenza di dolore addominale predominante o di alterazioni strutturali, biochimiche o infettive identificabili con i test diagnostici standard.

Secondo i criteri internazionali di Roma IV, la diagnosi di diarrea funzionale viene posta quando il paziente presenta feci molli o acquose (corrispondenti ai tipi 6 o 7 della scala di Bristol) in oltre il 25% delle evacuazioni, per almeno sei mesi prima della diagnosi e con sintomi attivi negli ultimi tre mesi. L'elemento distintivo fondamentale rispetto alla sindrome dell'intestino irritabile con predominanza di diarrea (IBS-D) è l'assenza di dolore addominale significativo o frequente.

Sebbene non sia considerata una patologia grave dal punto di vista della sopravvivenza, la diarrea funzionale ha un impatto profondo sulla qualità della vita. I pazienti spesso vivono in uno stato di costante ansia legato alla necessità di reperire rapidamente un bagno, limitando le proprie attività sociali, lavorative e i viaggi. La comprensione di questa condizione è evoluta negli ultimi anni, passando da una visione puramente psicosomatica a una che riconosce alterazioni reali nella fisiologia intestinale, nella permeabilità della mucosa e nel microbiota.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte della diarrea funzionale non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica suggerisce un'origine multifattoriale. Uno dei meccanismi principali è l'accelerazione del transito colonico: il materiale fecale attraversa l'intestino crasso troppo velocemente, impedendo un adeguato riassorbimento di acqua ed elettroliti. Questo processo può essere influenzato da una disregolazione del sistema nervoso enterico, il cosiddetto "secondo cervello", che coordina le contrazioni muscolari dell'intestino.

Un altro fattore cruciale è il malassorbimento degli acidi biliari. In circa un terzo dei pazienti con diarrea cronica senza causa apparente, gli acidi biliari prodotti dal fegato non vengono riassorbiti correttamente nell'ultima parte dell'intestino tenue (ileo). Quando raggiungono il colon in quantità eccessive, stimolano la secrezione di acqua e accelerano la motilità, provocando diarrea acquosa. Anche la dieta gioca un ruolo determinante; l'assunzione eccessiva di zuccheri scarsamente assorbibili come il fruttosio, il sorbitolo (comune nei dolcificanti) o un'eccessiva sensibilità ai FODMAP (carboidrati a catena corta) può richiamare liquidi nel lume intestinale per osmosi.

Il microbiota intestinale, ovvero l'insieme di miliardi di batteri che popolano il nostro intestino, è spesso alterato nei soggetti affetti (disbiosi). Uno squilibrio tra le specie batteriche benefiche e quelle potenzialmente pro-infiammatorie può influenzare la velocità del transito e la sensibilità viscerale. Inoltre, fattori psicologici come lo stress cronico o l'ansia possono esacerbare i sintomi attraverso l'asse intestino-cervello: il sistema nervoso centrale invia segnali che possono alterare la funzione motoria intestinale in risposta a stimoli emotivi.

Infine, non vanno trascurati i fattori post-infettivi. Alcuni pazienti sviluppano una diarrea funzionale persistente a seguito di un episodio acuto di gastroenterite infettiva. Anche se l'agente patogeno è stato eliminato, l'intestino rimane in uno stato di lieve infiammazione subclinica o di aumentata permeabilità che mantiene alterata la consistenza delle feci.

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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo cardine della diarrea funzionale è la produzione di feci liquide o semiliquide. Queste si presentano tipicamente come masse informi, frammentate o completamente acquose. La frequenza delle evacuazioni è generalmente aumentata, superando spesso le tre scariche al giorno, ma ciò che tormenta maggiormente i pazienti è l'urgenza fecale, ovvero la necessità improvvisa e impellente di evacuare che può portare, nei casi più severi, a episodi di incontinenza fecale.

A differenza di altre patologie, i sintomi si manifestano quasi esclusivamente durante le ore di veglia, spesso subito dopo il risveglio o dopo i pasti (riflesso gastro-colico esagerato). È raro che la diarrea funzionale svegli il paziente durante la notte, un dettaglio clinico importante per distinguerla dalle diarree di origine organica o infiammatoria.

Oltre all'alterazione delle feci, i pazienti possono riferire:

  • Meteorismo e sensazione di pancia gonfia.
  • Flatulenza eccessiva.
  • Borborigmi (rumori intestinali udibili e frequenti).
  • Senso di evacuazione incompleta.
  • Presenza di muco nelle feci (sebbene meno comune rispetto all'IBS).

È fondamentale ribadire che la diarrea funzionale non deve comportare dolore addominale cronico. Se il dolore è il sintomo prevalente e la diarrea ne è una conseguenza, la diagnosi corretta è solitamente la sindrome dell'intestino irritabile. Inoltre, non devono essere presenti segni di allarme come il calo ponderale involontario, la presenza di sangue nelle feci o la febbre, che indicherebbero una patologia diversa.

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Diagnosi

La diagnosi di diarrea funzionale è essenzialmente clinica e si basa sull'applicazione dei Criteri di Roma IV e sull'esclusione di cause organiche. Il medico inizierà con un'anamnesi dettagliata, indagando la durata dei sintomi, la consistenza delle feci, la frequenza e l'eventuale associazione con l'assunzione di particolari alimenti o farmaci (come metformina, antibiotici o integratori di magnesio).

Gli esami di primo livello servono a escludere le patologie più comuni che mimano la diarrea funzionale. Questi includono:

  1. Esami del sangue: Emocromo completo per verificare l'eventuale presenza di anemia, indici di flogosi (PCR, VES) per escludere infiammazioni sistemiche, e test per la celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi).
  2. Esame delle feci: Ricerca di parassiti, coprocultura per batteri patogeni e, soprattutto, il dosaggio della calprotectina fecale. Quest'ultimo è un marker molto sensibile per distinguere i disturbi funzionali dalle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) come il morbo di Crohn.
  3. Test di funzionalità tiroidea: Per escludere l'ipertiroidismo, che può accelerare il transito intestinale.

In presenza di "segnali di allarme" (età superiore ai 50 anni, familiarità per tumore del colon, sangue nelle feci, astenia marcata), il medico prescriverà una colonscopia con biopsie seriali. Le biopsie sono necessarie per escludere la colite microscopica, una condizione infiammatoria che non è visibile macroscopicamente durante l'esame endoscopico ma che causa diarrea acquosa cronica.

In casi selezionati, possono essere utili il Breath Test al lattosio o al glucosio (per la sovracrescita batterica nel tenue - SIBO) e il test per il malassorbimento degli acidi biliari (SeHCAT test, dove disponibile). Una volta escluse tutte le cause organiche, la persistenza dei criteri di Roma permette di confermare la diagnosi di diarrea funzionale.

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Trattamento e Terapie

Il trattamento della diarrea funzionale mira alla riduzione della frequenza delle scariche e al miglioramento della consistenza fecale, agendo su più fronti: dieta, stile di vita e farmaci.

Approccio Dietetico: La prima linea di intervento è spesso dietetica. Si consiglia di ridurre l'assunzione di caffeina, alcol e dolcificanti artificiali (sorbitolo, xilitolo, mannitolo) che hanno un effetto lassativo naturale. Una dieta a basso contenuto di FODMAP può essere estremamente efficace, ma dovrebbe essere seguita sotto la supervisione di un nutrizionista per evitare carenze. È utile anche monitorare l'apporto di fibre: mentre le fibre insolubili (crusca) possono peggiorare la diarrea, le fibre solubili (come lo psyllium) possono agire come agenti formanti, assorbendo l'acqua in eccesso e dando consistenza alle feci.

Terapia Farmacologica:

  • Antidiarroici: La loperamide è il farmaco di scelta. Agisce rallentando la motilità intestinale e aumentando il riassorbimento di acqua. Può essere assunta al bisogno o in modo preventivo prima di situazioni sociali stressanti.
  • Sequestranti degli acidi biliari: Se si sospetta un malassorbimento biliare, farmaci come la colestiramina possono risolvere rapidamente i sintomi legando gli acidi biliari nel lume intestinale.
  • Probiotici: Alcuni ceppi specifici (come Bifidobacterium o miscele multi-ceppo) possono aiutare a riequilibrare il microbiota, riducendo la frequenza delle scariche e il gonfiore.
  • Antidepressivi triciclici: A dosaggi molto bassi (molto inferiori a quelli usati per la depressione), farmaci come l'amitriptilina possono rallentare il transito intestinale e modulare la sensibilità viscerale grazie alla loro azione anticolinergica.

Gestione dello Stress: Poiché l'ansia può scatenare l'urgenza, tecniche di rilassamento, la psicoterapia cognitivo-comportamentale o l'ipnosi focalizzata sull'intestino si sono dimostrate efficaci nel ridurre la percezione dei sintomi e migliorare la resilienza del paziente.

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Prognosi e Decorso

La diarrea funzionale è una condizione cronica che tende ad avere un decorso fluttuante, con periodi di relativo benessere alternati a fasi di riacutizzazione dei sintomi, spesso in coincidenza con periodi di forte stress o cambiamenti dietetici. Nonostante la natura cronica, non evolve mai verso patologie maligne come il cancro del colon, né causa danni permanenti all'intestino.

La maggior parte dei pazienti riesce a ottenere un buon controllo dei sintomi attraverso una combinazione di modifiche dietetiche e l'uso giudizioso di farmaci antidiarroici. Con il tempo, molti individui imparano a riconoscere i propri "trigger" (fattori scatenanti) e a gestire l'urgenza in modo efficace, recuperando una vita sociale e professionale normale.

È importante sottolineare che la prognosi è eccellente dal punto di vista medico-legale e della longevità, ma richiede pazienza e una buona alleanza terapeutica con il proprio medico per trovare la combinazione di trattamenti più adatta al singolo caso.

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Prevenzione

Sebbene non esista una strategia di prevenzione certa per la diarrea funzionale, poiché le sue cause sono legate a una complessa interazione biologica, è possibile adottare comportamenti che riducano il rischio di insorgenza o la gravità delle manifestazioni:

  1. Igiene alimentare: Prevenire le infezioni intestinali attraverso il lavaggio accurato delle mani e degli alimenti può ridurre il rischio di sviluppare forme funzionali post-infettive.
  2. Alimentazione equilibrata: Evitare l'abuso di cibi ultra-processati, ricchi di additivi e dolcificanti artificiali, aiuta a mantenere un microbiota sano e una motilità regolare.
  3. Gestione dello stress: Integrare nella propria routine quotidiana attività che riducano il carico di stress (sport, meditazione, sonno regolare) protegge l'equilibrio dell'asse intestino-cervello.
  4. Idratazione corretta: Bere acqua in modo costante, evitando bevande gassate o eccessivamente zuccherate, favorisce una corretta fisiologia digestiva.
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Quando Consultare un Medico

È opportuno consultare un medico quando la diarrea persiste per più di 2-4 settimane, anche in assenza di dolore. Una valutazione professionale è necessaria per distinguere la forma funzionale da altre condizioni che richiedono trattamenti specifici.

In particolare, è necessario rivolgersi con urgenza al medico se compaiono i cosiddetti "segni di allarme":

  • Sangue nelle feci (rosso vivo o feci nere e catramose).
  • Perdita di peso inspiegabile e rapida.
  • Febbre persistente associata ai disturbi intestinali.
  • Sintomi che compaiono per la prima volta dopo i 50 anni.
  • Diarrea notturna che interrompe il sonno.
  • Segni di disidratazione (secchezza delle fauci, vertigini, riduzione della diuresi).
  • Familiarità per malattie infiammatorie intestinali o tumori del colon-retto.

Il medico di medicina generale o lo specialista gastroenterologo potranno avviare l'iter diagnostico corretto per escludere patologie organiche e impostare il piano terapeutico più efficace per restituire serenità e benessere al paziente.

Diarrea funzionale

Definizione

La diarrea funzionale è un disturbo cronico della motilità intestinale che rientra nella vasta categoria dei disturbi dell'interazione intestino-cervello (precedentemente noti come disturbi funzionali gastrointestinali). Questa condizione è caratterizzata dall'emissione ricorrente di feci non formate, liquide o semiliquide, in assenza di dolore addominale predominante o di alterazioni strutturali, biochimiche o infettive identificabili con i test diagnostici standard.

Secondo i criteri internazionali di Roma IV, la diagnosi di diarrea funzionale viene posta quando il paziente presenta feci molli o acquose (corrispondenti ai tipi 6 o 7 della scala di Bristol) in oltre il 25% delle evacuazioni, per almeno sei mesi prima della diagnosi e con sintomi attivi negli ultimi tre mesi. L'elemento distintivo fondamentale rispetto alla sindrome dell'intestino irritabile con predominanza di diarrea (IBS-D) è l'assenza di dolore addominale significativo o frequente.

Sebbene non sia considerata una patologia grave dal punto di vista della sopravvivenza, la diarrea funzionale ha un impatto profondo sulla qualità della vita. I pazienti spesso vivono in uno stato di costante ansia legato alla necessità di reperire rapidamente un bagno, limitando le proprie attività sociali, lavorative e i viaggi. La comprensione di questa condizione è evoluta negli ultimi anni, passando da una visione puramente psicosomatica a una che riconosce alterazioni reali nella fisiologia intestinale, nella permeabilità della mucosa e nel microbiota.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte della diarrea funzionale non sono ancora del tutto chiarite, ma la ricerca scientifica suggerisce un'origine multifattoriale. Uno dei meccanismi principali è l'accelerazione del transito colonico: il materiale fecale attraversa l'intestino crasso troppo velocemente, impedendo un adeguato riassorbimento di acqua ed elettroliti. Questo processo può essere influenzato da una disregolazione del sistema nervoso enterico, il cosiddetto "secondo cervello", che coordina le contrazioni muscolari dell'intestino.

Un altro fattore cruciale è il malassorbimento degli acidi biliari. In circa un terzo dei pazienti con diarrea cronica senza causa apparente, gli acidi biliari prodotti dal fegato non vengono riassorbiti correttamente nell'ultima parte dell'intestino tenue (ileo). Quando raggiungono il colon in quantità eccessive, stimolano la secrezione di acqua e accelerano la motilità, provocando diarrea acquosa. Anche la dieta gioca un ruolo determinante; l'assunzione eccessiva di zuccheri scarsamente assorbibili come il fruttosio, il sorbitolo (comune nei dolcificanti) o un'eccessiva sensibilità ai FODMAP (carboidrati a catena corta) può richiamare liquidi nel lume intestinale per osmosi.

Il microbiota intestinale, ovvero l'insieme di miliardi di batteri che popolano il nostro intestino, è spesso alterato nei soggetti affetti (disbiosi). Uno squilibrio tra le specie batteriche benefiche e quelle potenzialmente pro-infiammatorie può influenzare la velocità del transito e la sensibilità viscerale. Inoltre, fattori psicologici come lo stress cronico o l'ansia possono esacerbare i sintomi attraverso l'asse intestino-cervello: il sistema nervoso centrale invia segnali che possono alterare la funzione motoria intestinale in risposta a stimoli emotivi.

Infine, non vanno trascurati i fattori post-infettivi. Alcuni pazienti sviluppano una diarrea funzionale persistente a seguito di un episodio acuto di gastroenterite infettiva. Anche se l'agente patogeno è stato eliminato, l'intestino rimane in uno stato di lieve infiammazione subclinica o di aumentata permeabilità che mantiene alterata la consistenza delle feci.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Il sintomo cardine della diarrea funzionale è la produzione di feci liquide o semiliquide. Queste si presentano tipicamente come masse informi, frammentate o completamente acquose. La frequenza delle evacuazioni è generalmente aumentata, superando spesso le tre scariche al giorno, ma ciò che tormenta maggiormente i pazienti è l'urgenza fecale, ovvero la necessità improvvisa e impellente di evacuare che può portare, nei casi più severi, a episodi di incontinenza fecale.

A differenza di altre patologie, i sintomi si manifestano quasi esclusivamente durante le ore di veglia, spesso subito dopo il risveglio o dopo i pasti (riflesso gastro-colico esagerato). È raro che la diarrea funzionale svegli il paziente durante la notte, un dettaglio clinico importante per distinguerla dalle diarree di origine organica o infiammatoria.

Oltre all'alterazione delle feci, i pazienti possono riferire:

  • Meteorismo e sensazione di pancia gonfia.
  • Flatulenza eccessiva.
  • Borborigmi (rumori intestinali udibili e frequenti).
  • Senso di evacuazione incompleta.
  • Presenza di muco nelle feci (sebbene meno comune rispetto all'IBS).

È fondamentale ribadire che la diarrea funzionale non deve comportare dolore addominale cronico. Se il dolore è il sintomo prevalente e la diarrea ne è una conseguenza, la diagnosi corretta è solitamente la sindrome dell'intestino irritabile. Inoltre, non devono essere presenti segni di allarme come il calo ponderale involontario, la presenza di sangue nelle feci o la febbre, che indicherebbero una patologia diversa.

Diagnosi

La diagnosi di diarrea funzionale è essenzialmente clinica e si basa sull'applicazione dei Criteri di Roma IV e sull'esclusione di cause organiche. Il medico inizierà con un'anamnesi dettagliata, indagando la durata dei sintomi, la consistenza delle feci, la frequenza e l'eventuale associazione con l'assunzione di particolari alimenti o farmaci (come metformina, antibiotici o integratori di magnesio).

Gli esami di primo livello servono a escludere le patologie più comuni che mimano la diarrea funzionale. Questi includono:

  1. Esami del sangue: Emocromo completo per verificare l'eventuale presenza di anemia, indici di flogosi (PCR, VES) per escludere infiammazioni sistemiche, e test per la celiachia (anticorpi anti-transglutaminasi).
  2. Esame delle feci: Ricerca di parassiti, coprocultura per batteri patogeni e, soprattutto, il dosaggio della calprotectina fecale. Quest'ultimo è un marker molto sensibile per distinguere i disturbi funzionali dalle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) come il morbo di Crohn.
  3. Test di funzionalità tiroidea: Per escludere l'ipertiroidismo, che può accelerare il transito intestinale.

In presenza di "segnali di allarme" (età superiore ai 50 anni, familiarità per tumore del colon, sangue nelle feci, astenia marcata), il medico prescriverà una colonscopia con biopsie seriali. Le biopsie sono necessarie per escludere la colite microscopica, una condizione infiammatoria che non è visibile macroscopicamente durante l'esame endoscopico ma che causa diarrea acquosa cronica.

In casi selezionati, possono essere utili il Breath Test al lattosio o al glucosio (per la sovracrescita batterica nel tenue - SIBO) e il test per il malassorbimento degli acidi biliari (SeHCAT test, dove disponibile). Una volta escluse tutte le cause organiche, la persistenza dei criteri di Roma permette di confermare la diagnosi di diarrea funzionale.

Trattamento e Terapie

Il trattamento della diarrea funzionale mira alla riduzione della frequenza delle scariche e al miglioramento della consistenza fecale, agendo su più fronti: dieta, stile di vita e farmaci.

Approccio Dietetico: La prima linea di intervento è spesso dietetica. Si consiglia di ridurre l'assunzione di caffeina, alcol e dolcificanti artificiali (sorbitolo, xilitolo, mannitolo) che hanno un effetto lassativo naturale. Una dieta a basso contenuto di FODMAP può essere estremamente efficace, ma dovrebbe essere seguita sotto la supervisione di un nutrizionista per evitare carenze. È utile anche monitorare l'apporto di fibre: mentre le fibre insolubili (crusca) possono peggiorare la diarrea, le fibre solubili (come lo psyllium) possono agire come agenti formanti, assorbendo l'acqua in eccesso e dando consistenza alle feci.

Terapia Farmacologica:

  • Antidiarroici: La loperamide è il farmaco di scelta. Agisce rallentando la motilità intestinale e aumentando il riassorbimento di acqua. Può essere assunta al bisogno o in modo preventivo prima di situazioni sociali stressanti.
  • Sequestranti degli acidi biliari: Se si sospetta un malassorbimento biliare, farmaci come la colestiramina possono risolvere rapidamente i sintomi legando gli acidi biliari nel lume intestinale.
  • Probiotici: Alcuni ceppi specifici (come Bifidobacterium o miscele multi-ceppo) possono aiutare a riequilibrare il microbiota, riducendo la frequenza delle scariche e il gonfiore.
  • Antidepressivi triciclici: A dosaggi molto bassi (molto inferiori a quelli usati per la depressione), farmaci come l'amitriptilina possono rallentare il transito intestinale e modulare la sensibilità viscerale grazie alla loro azione anticolinergica.

Gestione dello Stress: Poiché l'ansia può scatenare l'urgenza, tecniche di rilassamento, la psicoterapia cognitivo-comportamentale o l'ipnosi focalizzata sull'intestino si sono dimostrate efficaci nel ridurre la percezione dei sintomi e migliorare la resilienza del paziente.

Prognosi e Decorso

La diarrea funzionale è una condizione cronica che tende ad avere un decorso fluttuante, con periodi di relativo benessere alternati a fasi di riacutizzazione dei sintomi, spesso in coincidenza con periodi di forte stress o cambiamenti dietetici. Nonostante la natura cronica, non evolve mai verso patologie maligne come il cancro del colon, né causa danni permanenti all'intestino.

La maggior parte dei pazienti riesce a ottenere un buon controllo dei sintomi attraverso una combinazione di modifiche dietetiche e l'uso giudizioso di farmaci antidiarroici. Con il tempo, molti individui imparano a riconoscere i propri "trigger" (fattori scatenanti) e a gestire l'urgenza in modo efficace, recuperando una vita sociale e professionale normale.

È importante sottolineare che la prognosi è eccellente dal punto di vista medico-legale e della longevità, ma richiede pazienza e una buona alleanza terapeutica con il proprio medico per trovare la combinazione di trattamenti più adatta al singolo caso.

Prevenzione

Sebbene non esista una strategia di prevenzione certa per la diarrea funzionale, poiché le sue cause sono legate a una complessa interazione biologica, è possibile adottare comportamenti che riducano il rischio di insorgenza o la gravità delle manifestazioni:

  1. Igiene alimentare: Prevenire le infezioni intestinali attraverso il lavaggio accurato delle mani e degli alimenti può ridurre il rischio di sviluppare forme funzionali post-infettive.
  2. Alimentazione equilibrata: Evitare l'abuso di cibi ultra-processati, ricchi di additivi e dolcificanti artificiali, aiuta a mantenere un microbiota sano e una motilità regolare.
  3. Gestione dello stress: Integrare nella propria routine quotidiana attività che riducano il carico di stress (sport, meditazione, sonno regolare) protegge l'equilibrio dell'asse intestino-cervello.
  4. Idratazione corretta: Bere acqua in modo costante, evitando bevande gassate o eccessivamente zuccherate, favorisce una corretta fisiologia digestiva.

Quando Consultare un Medico

È opportuno consultare un medico quando la diarrea persiste per più di 2-4 settimane, anche in assenza di dolore. Una valutazione professionale è necessaria per distinguere la forma funzionale da altre condizioni che richiedono trattamenti specifici.

In particolare, è necessario rivolgersi con urgenza al medico se compaiono i cosiddetti "segni di allarme":

  • Sangue nelle feci (rosso vivo o feci nere e catramose).
  • Perdita di peso inspiegabile e rapida.
  • Febbre persistente associata ai disturbi intestinali.
  • Sintomi che compaiono per la prima volta dopo i 50 anni.
  • Diarrea notturna che interrompe il sonno.
  • Segni di disidratazione (secchezza delle fauci, vertigini, riduzione della diuresi).
  • Familiarità per malattie infiammatorie intestinali o tumori del colon-retto.

Il medico di medicina generale o lo specialista gastroenterologo potranno avviare l'iter diagnostico corretto per escludere patologie organiche e impostare il piano terapeutico più efficace per restituire serenità e benessere al paziente.

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