Pancreatite cronica indotta da alcol
DIZIONARIO MEDICO
Definizione
La pancreatite cronica indotta da alcol è una patologia infiammatoria persistente e irreversibile del pancreas, causata dal consumo prolungato ed eccessivo di bevande alcoliche. A differenza della pancreatite acuta, che è un evento improvviso e potenzialmente risolvibile, la forma cronica comporta un danno progressivo al tessuto pancreatico. Nel tempo, il normale tessuto ghiandolare viene sostituito da tessuto cicatriziale (fibrosi), portando a una perdita permanente delle funzioni dell'organo.
Il pancreas svolge due ruoli vitali per l'organismo: la funzione esocrina, che consiste nella produzione di enzimi necessari per la digestione dei grassi e delle proteine, e la funzione endocrina, responsabile della produzione di ormoni come l'insulina per regolare i livelli di zucchero nel sangue. La pancreatite cronica compromette entrambi questi processi, portando a gravi complicanze come la insufficienza pancreatica esocrina e il diabete mellito.
Questa condizione rappresenta la causa più comune di pancreatite cronica nei paesi industrializzati, colpendo prevalentemente individui di sesso maschile tra i 30 e i 50 anni, sebbene l'incidenza tra le donne sia in aumento. La gravità della malattia è strettamente correlata alla quantità e alla durata del consumo di alcol, ma anche a fattori genetici e ambientali che possono accelerare il processo degenerativo.
Cause e Fattori di Rischio
L'alcol è il principale agente eziologico, responsabile di circa il 70-80% dei casi di pancreatite cronica. Il meccanismo attraverso il quale l'etanolo danneggia il pancreas è complesso e multifattoriale. L'alcol e i suoi metaboliti, come l'acetaldeide, esercitano un effetto tossico diretto sulle cellule acinari del pancreas, innescando processi di stress ossidativo e attivando le cellule stellate pancreatiche, responsabili della produzione eccessiva di collagene e della conseguente fibrosi.
Oltre alla tossicità diretta, l'alcol altera la composizione delle secrezioni pancreatiche, rendendole più dense e ricche di proteine. Queste proteine possono formare dei "tappi" che ostruiscono i piccoli dotti pancreatici, causando un'infiammazione locale e un aumento della pressione interna che danneggia ulteriormente il tessuto. Non esiste una soglia di sicurezza universale, ma il rischio aumenta significativamente con il consumo di oltre 60-80 grammi di alcol al giorno per diversi anni.
Esistono tuttavia dei fattori che possono influenzare la suscettibilità individuale:
- Fumo di sigaretta: È un fattore di rischio indipendente e sinergico con l'alcol. Il fumo accelera la progressione della fibrosi e aumenta il rischio di sviluppare un carcinoma del pancreas.
- Predisposizione genetica: Mutazioni in geni come SPINK1 o CFTR (legato alla fibrosi cistica) possono abbassare la soglia di tolleranza del pancreas all'alcol.
- Fattori dietetici: Una dieta eccessivamente ricca di grassi e proteine può sovraccaricare il pancreas già infiammato.
- Comorbidità: La presenza di altre patologie legate all'alcol, come la cirrosi epatica, è spesso associata a questa condizione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico della pancreatite cronica indotta da alcol è dominato dal dolore e dai segni della perdita di funzione ghiandolare. I sintomi possono variare notevolmente da paziente a paziente, ma tendono a peggiorare con il progredire della malattia.
Il sintomo cardine è il dolore addominale, localizzato tipicamente nella parte superiore dell'addome (epigastrio). Questo dolore è spesso descritto come trafittivo o gravativo e tende a irradiarsi "a cintura" verso la schiena. Può manifestarsi in due modi: come episodi acuti ricorrenti intervallati da periodi di benessere, o come un dolore sordo e costante che compromette gravemente la qualità della vita. Spesso il dolore peggiora dopo i pasti, specialmente se ricchi di grassi, o dopo l'assunzione di alcol.
Con l'avanzare della distruzione del tessuto esocrino, compaiono i sintomi legati al malassorbimento:
- Steatorrea: la produzione insufficiente di lipasi impedisce la digestione dei grassi, che vengono espulsi con le feci. Queste appaiono voluminose, untuose, di colore chiaro e particolarmente maleodoranti.
- Calo ponderale: la perdita di peso avviene nonostante un appetito conservato, a causa dell'incapacità dell'organismo di assorbire i nutrienti.
- Meteorismo e flatulenza: causati dalla fermentazione dei nutrienti non digeriti nell'intestino.
- Nausea e vomito, spesso associati alle fasi di riacutizzazione del dolore.
Nelle fasi tardive, la distruzione delle cellule che producono insulina porta alla comparsa di sintomi tipici del diabete (spesso chiamato diabete di tipo 3c):
- Iperglicemia (alti livelli di zucchero nel sangue).
- Sete intensa e persistente.
- Aumento della diuresi (necessità di urinare frequentemente).
- Senso di spossatezza e debolezza generale.
In alcuni casi, se l'infiammazione causa l'ostruzione del dotto biliare comune, può comparire l'ittero, ovvero una colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari.
Diagnosi
La diagnosi di pancreatite cronica indotta da alcol richiede un approccio integrato che combina l'anamnesi (storia clinica del paziente e abitudini di consumo alcolico), l'esame obiettivo e test diagnostici avanzati. Nelle fasi iniziali, la diagnosi può essere complessa poiché gli esami del sangue standard possono risultare normali.
Gli esami di laboratorio includono la misurazione di amilasi e lipasi, che però sono spesso normali nella fase cronica, a differenza della pancreatite acuta. Un test fondamentale è il dosaggio della elastasi fecale-1: una bassa concentrazione di questo enzima nelle feci è un indicatore affidabile di insufficienza pancreatica esocrina. Possono essere eseguiti anche test per valutare la tolleranza al glucosio e monitorare l'insorgenza del diabete.
Le tecniche di imaging sono essenziali per visualizzare i danni strutturali:
- Tomografia Computerizzata (TC): È l'esame di primo livello per identificare calcificazioni pancreatiche (segno patognomonico), dilatazioni dei dotti e atrofia della ghiandola.
- Risonanza Magnetica (RM) con Colangio-Pancreatografia (CPRM): Permette una visione dettagliata del sistema duttale e può identificare anomalie precoci non visibili alla TC.
- Ecografia Endoscopica (EUS): È considerata la tecnica più sensibile per la diagnosi precoce. Un endoscopio dotato di sonda ecografica viene inserito nello stomaco per visualizzare il pancreas da una distanza minima, permettendo di individuare fibrosi e alterazioni dei piccoli dotti.
- Radiografia dell'addome: Sebbene meno comune oggi, può mostrare chiaramente le calcificazioni diffuse lungo il decorso del pancreas.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della pancreatite cronica indotta da alcol ha tre obiettivi principali: arrestare la progressione del danno, gestire il dolore e correggere le carenze funzionali.
Il pilastro fondamentale della terapia è l'astensione totale e permanente dall'alcol. Senza questo passo, qualsiasi altra terapia risulterà inefficace e la malattia progredirà rapidamente verso complicanze fatali. È altrettanto cruciale la cessazione del fumo di sigaretta.
La gestione del dolore segue un approccio a gradini:
- Analgesici: Si parte da farmaci comuni come il paracetamolo, passando per i FANS (con cautela), fino all'uso di oppioidi nei casi più gravi.
- Terapia enzimatica: L'assunzione di enzimi pancreatici (pancrelipina) durante i pasti non serve solo a migliorare la digestione, ma aiuta anche a ridurre il dolore riducendo lo stimolo secretorio del pancreas.
- Blocco del plesso celiaco: In casi di dolore incoercibile, si può ricorrere a infiltrazioni per bloccare i nervi che trasmettono il segnale doloroso dal pancreas.
Per il trattamento dell'insufficienza pancreatica:
- Sostituzione enzimatica (PERT): Capsule contenenti lipasi, proteasi e amilasi devono essere assunte a ogni pasto per prevenire la steatorrea e la malnutrizione.
- Integrazione vitaminica: Spesso è necessaria l'integrazione di vitamine liposolubili (A, D, E, K).
- Gestione del diabete: Richiede una dieta controllata e, frequentemente, la terapia insulinica.
In presenza di complicanze come pseudocisti (raccolte di liquido), ostruzioni dei dotti o calcoli pancreatici, si può intervenire per via endoscopica (ERCP) per posizionare stent o rimuovere calcoli. La chirurgia (es. intervento di Puestow o di Frey) è riservata ai casi in cui il dolore non è gestibile o vi è un sospetto di tumore, e mira a drenare i dotti o asportare le parti più danneggiate della ghiandola.
Prognosi e Decorso
La pancreatite cronica è una malattia progressiva. Sebbene non sia possibile guarire dal danno già esistente, la prognosi dipende in larga misura dal comportamento del paziente. L'abbandono dell'alcol e del fumo può rallentare significativamente la progressione della fibrosi e migliorare la gestione del dolore.
Se il consumo di alcol continua, il rischio di complicanze gravi aumenta drasticamente. Queste includono la formazione di pseudocisti che possono infettarsi o rompersi, l'ostruzione del duodeno o delle vie biliari e lo sviluppo di ascite pancreatica. I pazienti con pancreatite cronica hanno un rischio significativamente più elevato (fino a 15-20 volte superiore rispetto alla popolazione generale) di sviluppare un tumore al pancreas.
La qualità della vita può essere compromessa dal dolore cronico e dalle restrizioni dietetiche, ma con un adeguato supporto medico, nutrizionale e psicologico, molti pazienti riescono a condurre una vita stabile. La speranza di vita è mediamente ridotta di circa 10-15 anni, spesso a causa di malattie correlate (malattie cardiovascolari, tumori o complicanze del diabete).
Prevenzione
La prevenzione primaria della pancreatite cronica indotta da alcol si basa esclusivamente sulla moderazione o sull'astensione dal consumo di alcolici. Poiché non esiste un livello di consumo "sicuro" garantito per tutti, è fondamentale educare sui rischi legati all'abuso di alcol.
Per chi ha già avuto episodi di pancreatite acuta legata all'alcol, la prevenzione secondaria consiste nell'astensione assoluta per evitare la transizione verso la forma cronica. Altre misure preventive includono:
- Smettere di fumare: Il fumo agisce come un acceleratore del danno pancreatico.
- Dieta equilibrata: Mantenere un peso corporeo sano e limitare l'assunzione di grassi saturi aiuta a non sovraccaricare il pancreas.
- Idratazione: Mantenere un buon stato di idratazione è importante per la fluidità delle secrezioni pancreatiche.
- Controlli regolari: Per chi è a rischio, sottoporsi a esami periodici può aiutare a individuare precocemente i segni di infiammazione.
Quando Consultare un Medico
È necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a uno specialista gastroenterologo se si manifestano i seguenti segnali di allarme:
- Episodi ricorrenti di dolore addominale superiore che si irradia alla schiena.
- Perdita di peso inspiegabile nonostante un'alimentazione normale.
- Cambiamenti persistenti nelle abitudini intestinali, in particolare la comparsa di feci oleose e maleodoranti.
- Comparsa di segni di diabete, come sete eccessiva e minzione frequente.
- Colorazione giallastra degli occhi o della pelle (ittero).
Una diagnosi precoce è fondamentale per iniziare il trattamento prima che il danno al pancreas diventi totale, permettendo una gestione più efficace dei sintomi e riducendo il rischio di complicanze a lungo termine. Se si ha difficoltà a sospendere il consumo di alcol, è importante parlarne apertamente con il medico per essere indirizzati verso percorsi di supporto specifici per la dipendenza da alcol.", "metaDescription": "Guida completa sulla pancreatite cronica indotta da alcol: sintomi, cause, diagnosi e trattamenti. Scopri come gestire il dolore e prevenire le complicanze.", "metaKeywords": [ "pancreatite cronica", "alcol", "dolore addominale", "steatorrea", "insufficienza pancreatica", "diabete", "enzimi pancreatici", "fibrosi pancreatica", "salute pancreas", "gastroenterologia", "alcolismo", "digestione" ], "extractedSymptoms": [ { "id": "dolore_addominale", "label": "Dolore addominale" }, { "id": "steatorrea", "label": "Steatorrea" }, { "id": "calo_ponderale", "label": "Calo ponderale" }, { "id": "meteorismo", "label": "Meteorismo" }, { "id": "flatulenza", "label": "Flatulenza" }, { "id": "nausea", "label": "Nausea" }, { "id": "vomito", "label": "Vomito" }, { "id": "iperglicemia", "label": "Iperglicemia" }, { "id": "polidipsia", "label": "Polidipsia" }, { "id": "poliuria", "label": "Poliuria" }, { "id": "astenia", "label": "Astenia" }, { "id": "ittero", "label": "Ittero" }, { "id": "malnutrizione", "label": "Malnutrizione" } ] }
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Il pancreas svolge due ruoli vitali per l'organismo: la funzione esocrina, che consiste nella produzione di enzimi necessari per la digestione dei grassi e delle proteine, e la funzione endocrina, responsabile della produzione di ormoni come l'insulina per regolare i livelli di zucchero nel sangue. La pancreatite cronica compromette entrambi questi processi, portando a gravi complicanze come la insufficienza pancreatica esocrina e il diabete mellito.
Questa condizione rappresenta la causa più comune di pancreatite cronica nei paesi industrializzati, colpendo prevalentemente individui di sesso maschile tra i 30 e i 50 anni, sebbene l'incidenza tra le donne sia in aumento. La gravità della malattia è strettamente correlata alla quantità e alla durata del consumo di alcol, ma anche a fattori genetici e ambientali che possono accelerare il processo degenerativo.
Cause e Fattori di Rischio
L'alcol è il principale agente eziologico, responsabile di circa il 70-80% dei casi di pancreatite cronica. Il meccanismo attraverso il quale l'etanolo danneggia il pancreas è complesso e multifattoriale. L'alcol e i suoi metaboliti, come l'acetaldeide, esercitano un effetto tossico diretto sulle cellule acinari del pancreas, innescando processi di stress ossidativo e attivando le cellule stellate pancreatiche, responsabili della produzione eccessiva di collagene e della conseguente fibrosi.
Oltre alla tossicità diretta, l'alcol altera la composizione delle secrezioni pancreatiche, rendendole più dense e ricche di proteine. Queste proteine possono formare dei "tappi" che ostruiscono i piccoli dotti pancreatici, causando un'infiammazione locale e un aumento della pressione interna che danneggia ulteriormente il tessuto. Non esiste una soglia di sicurezza universale, ma il rischio aumenta significativamente con il consumo di oltre 60-80 grammi di alcol al giorno per diversi anni.
Esistono tuttavia dei fattori che possono influenzare la suscettibilità individuale:
- Fumo di sigaretta: È un fattore di rischio indipendente e sinergico con l'alcol. Il fumo accelera la progressione della fibrosi e aumenta il rischio di sviluppare un carcinoma del pancreas.
- Predisposizione genetica: Mutazioni in geni come SPINK1 o CFTR (legato alla fibrosi cistica) possono abbassare la soglia di tolleranza del pancreas all'alcol.
- Fattori dietetici: Una dieta eccessivamente ricca di grassi e proteine può sovraccaricare il pancreas già infiammato.
- Comorbidità: La presenza di altre patologie legate all'alcol, come la cirrosi epatica, è spesso associata a questa condizione.
Sintomi e Manifestazioni Cliniche
Il quadro clinico della pancreatite cronica indotta da alcol è dominato dal dolore e dai segni della perdita di funzione ghiandolare. I sintomi possono variare notevolmente da paziente a paziente, ma tendono a peggiorare con il progredire della malattia.
Il sintomo cardine è il dolore addominale, localizzato tipicamente nella parte superiore dell'addome (epigastrio). Questo dolore è spesso descritto come trafittivo o gravativo e tende a irradiarsi "a cintura" verso la schiena. Può manifestarsi in due modi: come episodi acuti ricorrenti intervallati da periodi di benessere, o come un dolore sordo e costante che compromette gravemente la qualità della vita. Spesso il dolore peggiora dopo i pasti, specialmente se ricchi di grassi, o dopo l'assunzione di alcol.
Con l'avanzare della distruzione del tessuto esocrino, compaiono i sintomi legati al malassorbimento:
- Steatorrea: la produzione insufficiente di lipasi impedisce la digestione dei grassi, che vengono espulsi con le feci. Queste appaiono voluminose, untuose, di colore chiaro e particolarmente maleodoranti.
- Calo ponderale: la perdita di peso avviene nonostante un appetito conservato, a causa dell'incapacità dell'organismo di assorbire i nutrienti.
- Meteorismo e flatulenza: causati dalla fermentazione dei nutrienti non digeriti nell'intestino.
- Nausea e vomito, spesso associati alle fasi di riacutizzazione del dolore.
Nelle fasi tardive, la distruzione delle cellule che producono insulina porta alla comparsa di sintomi tipici del diabete (spesso chiamato diabete di tipo 3c):
- Iperglicemia (alti livelli di zucchero nel sangue).
- Sete intensa e persistente.
- Aumento della diuresi (necessità di urinare frequentemente).
- Senso di spossatezza e debolezza generale.
In alcuni casi, se l'infiammazione causa l'ostruzione del dotto biliare comune, può comparire l'ittero, ovvero una colorazione giallastra della pelle e delle sclere oculari.
Diagnosi
La diagnosi di pancreatite cronica indotta da alcol richiede un approccio integrato che combina l'anamnesi (storia clinica del paziente e abitudini di consumo alcolico), l'esame obiettivo e test diagnostici avanzati. Nelle fasi iniziali, la diagnosi può essere complessa poiché gli esami del sangue standard possono risultare normali.
Gli esami di laboratorio includono la misurazione di amilasi e lipasi, che però sono spesso normali nella fase cronica, a differenza della pancreatite acuta. Un test fondamentale è il dosaggio della elastasi fecale-1: una bassa concentrazione di questo enzima nelle feci è un indicatore affidabile di insufficienza pancreatica esocrina. Possono essere eseguiti anche test per valutare la tolleranza al glucosio e monitorare l'insorgenza del diabete.
Le tecniche di imaging sono essenziali per visualizzare i danni strutturali:
- Tomografia Computerizzata (TC): È l'esame di primo livello per identificare calcificazioni pancreatiche (segno patognomonico), dilatazioni dei dotti e atrofia della ghiandola.
- Risonanza Magnetica (RM) con Colangio-Pancreatografia (CPRM): Permette una visione dettagliata del sistema duttale e può identificare anomalie precoci non visibili alla TC.
- Ecografia Endoscopica (EUS): È considerata la tecnica più sensibile per la diagnosi precoce. Un endoscopio dotato di sonda ecografica viene inserito nello stomaco per visualizzare il pancreas da una distanza minima, permettendo di individuare fibrosi e alterazioni dei piccoli dotti.
- Radiografia dell'addome: Sebbene meno comune oggi, può mostrare chiaramente le calcificazioni diffuse lungo il decorso del pancreas.
Trattamento e Terapie
Il trattamento della pancreatite cronica indotta da alcol ha tre obiettivi principali: arrestare la progressione del danno, gestire il dolore e correggere le carenze funzionali.
Il pilastro fondamentale della terapia è l'astensione totale e permanente dall'alcol. Senza questo passo, qualsiasi altra terapia risulterà inefficace e la malattia progredirà rapidamente verso complicanze fatali. È altrettanto cruciale la cessazione del fumo di sigaretta.
La gestione del dolore segue un approccio a gradini:
- Analgesici: Si parte da farmaci comuni come il paracetamolo, passando per i FANS (con cautela), fino all'uso di oppioidi nei casi più gravi.
- Terapia enzimatica: L'assunzione di enzimi pancreatici (pancrelipina) durante i pasti non serve solo a migliorare la digestione, ma aiuta anche a ridurre il dolore riducendo lo stimolo secretorio del pancreas.
- Blocco del plesso celiaco: In casi di dolore incoercibile, si può ricorrere a infiltrazioni per bloccare i nervi che trasmettono il segnale doloroso dal pancreas.
Per il trattamento dell'insufficienza pancreatica:
- Sostituzione enzimatica (PERT): Capsule contenenti lipasi, proteasi e amilasi devono essere assunte a ogni pasto per prevenire la steatorrea e la malnutrizione.
- Integrazione vitaminica: Spesso è necessaria l'integrazione di vitamine liposolubili (A, D, E, K).
- Gestione del diabete: Richiede una dieta controllata e, frequentemente, la terapia insulinica.
In presenza di complicanze come pseudocisti (raccolte di liquido), ostruzioni dei dotti o calcoli pancreatici, si può intervenire per via endoscopica (ERCP) per posizionare stent o rimuovere calcoli. La chirurgia (es. intervento di Puestow o di Frey) è riservata ai casi in cui il dolore non è gestibile o vi è un sospetto di tumore, e mira a drenare i dotti o asportare le parti più danneggiate della ghiandola.
Prognosi e Decorso
La pancreatite cronica è una malattia progressiva. Sebbene non sia possibile guarire dal danno già esistente, la prognosi dipende in larga misura dal comportamento del paziente. L'abbandono dell'alcol e del fumo può rallentare significativamente la progressione della fibrosi e migliorare la gestione del dolore.
Se il consumo di alcol continua, il rischio di complicanze gravi aumenta drasticamente. Queste includono la formazione di pseudocisti che possono infettarsi o rompersi, l'ostruzione del duodeno o delle vie biliari e lo sviluppo di ascite pancreatica. I pazienti con pancreatite cronica hanno un rischio significativamente più elevato (fino a 15-20 volte superiore rispetto alla popolazione generale) di sviluppare un tumore al pancreas.
La qualità della vita può essere compromessa dal dolore cronico e dalle restrizioni dietetiche, ma con un adeguato supporto medico, nutrizionale e psicologico, molti pazienti riescono a condurre una vita stabile. La speranza di vita è mediamente ridotta di circa 10-15 anni, spesso a causa di malattie correlate (malattie cardiovascolari, tumori o complicanze del diabete).
Prevenzione
La prevenzione primaria della pancreatite cronica indotta da alcol si basa esclusivamente sulla moderazione o sull'astensione dal consumo di alcolici. Poiché non esiste un livello di consumo "sicuro" garantito per tutti, è fondamentale educare sui rischi legati all'abuso di alcol.
Per chi ha già avuto episodi di pancreatite acuta legata all'alcol, la prevenzione secondaria consiste nell'astensione assoluta per evitare la transizione verso la forma cronica. Altre misure preventive includono:
- Smettere di fumare: Il fumo agisce come un acceleratore del danno pancreatico.
- Dieta equilibrata: Mantenere un peso corporeo sano e limitare l'assunzione di grassi saturi aiuta a non sovraccaricare il pancreas.
- Idratazione: Mantenere un buon stato di idratazione è importante per la fluidità delle secrezioni pancreatiche.
- Controlli regolari: Per chi è a rischio, sottoporsi a esami periodici può aiutare a individuare precocemente i segni di infiammazione.
Quando Consultare un Medico
È necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o a uno specialista gastroenterologo se si manifestano i seguenti segnali di allarme:
- Episodi ricorrenti di dolore addominale superiore che si irradia alla schiena.
- Perdita di peso inspiegabile nonostante un'alimentazione normale.
- Cambiamenti persistenti nelle abitudini intestinali, in particolare la comparsa di feci oleose e maleodoranti.
- Comparsa di segni di diabete, come sete eccessiva e minzione frequente.
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Una diagnosi precoce è fondamentale per iniziare il trattamento prima che il danno al pancreas diventi totale, permettendo una gestione più efficace dei sintomi e riducendo il rischio di complicanze a lungo termine. Se si ha difficoltà a sospendere il consumo di alcol, è importante parlarne apertamente con il medico per essere indirizzati verso percorsi di supporto specifici per la dipendenza da alcol.", "metaDescription": "Guida completa sulla pancreatite cronica indotta da alcol: sintomi, cause, diagnosi e trattamenti. Scopri come gestire il dolore e prevenire le complicanze.", "metaKeywords": [ "pancreatite cronica", "alcol", "dolore addominale", "steatorrea", "insufficienza pancreatica", "diabete", "enzimi pancreatici", "fibrosi pancreatica", "salute pancreas", "gastroenterologia", "alcolismo", "digestione" ], "extractedSymptoms": [ { "id": "dolore_addominale", "label": "Dolore addominale" }, { "id": "steatorrea", "label": "Steatorrea" }, { "id": "calo_ponderale", "label": "Calo ponderale" }, { "id": "meteorismo", "label": "Meteorismo" }, { "id": "flatulenza", "label": "Flatulenza" }, { "id": "nausea", "label": "Nausea" }, { "id": "vomito", "label": "Vomito" }, { "id": "iperglicemia", "label": "Iperglicemia" }, { "id": "polidipsia", "label": "Polidipsia" }, { "id": "poliuria", "label": "Poliuria" }, { "id": "astenia", "label": "Astenia" }, { "id": "ittero", "label": "Ittero" }, { "id": "malnutrizione", "label": "Malnutrizione" } ] }


