Alterazioni anatomiche acquisite del canale anale non specificate

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Definizione

Le alterazioni anatomiche acquisite del canale anale non specificate rappresentano un gruppo eterogeneo di modificazioni strutturali della porzione terminale dell'apparato digerente che non sono presenti alla nascita, ma che si sviluppano nel corso della vita. Il termine "acquisite" indica che tali cambiamenti sono il risultato di fattori esterni, processi patologici, traumi o interventi chirurgici, distinguendoli chiaramente dalle malformazioni congenite. Il codice ICD-11 DB5Z viene utilizzato in ambito clinico quando la natura esatta dell'alterazione non è classificata sotto voci più specifiche (come la stenosi o l'ectropion) o quando la diagnosi è ancora in fase di definizione.

Il canale anale è un condotto muscolo-membranoso lungo circa 3-4 centimetri, circondato dagli sfinteri anali (interno ed esterno) che garantiscono la continenza. Qualsiasi alterazione della sua anatomia può compromettere non solo l'integrità dei tessuti, ma anche la complessa funzionalità legata alla defecazione e alla continenza fecale. Queste alterazioni possono riguardare la mucosa anale, il tessuto sottomucoso, le fibre muscolari degli sfinteri o la pelle perianale.

In ambito proctologico, queste modificazioni possono manifestarsi come cicatrici retraenti, perdita di elasticità dei tessuti, irregolarità del profilo del canale o distorsioni della normale architettura anatomica. Sebbene la dicitura "non specificata" possa apparire generica, essa racchiude condizioni che possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente, influenzando le normali attività quotidiane e il benessere psicofisico.

Comprendere queste alterazioni richiede una valutazione approfondita, poiché spesso sono il risultato di una combinazione di fattori meccanici e biologici. La gestione clinica mira a ripristinare, per quanto possibile, la normale anatomia o a compensare le perdite funzionali attraverso approcci terapeutici mirati, che spaziano dalla riabilitazione alla chirurgia ricostruttiva.

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Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base delle alterazioni anatomiche acquisite del canale anale sono molteplici e spesso interconnesse. Una delle cause principali è rappresentata dai traumi iatrogeni, ovvero conseguenti a procedure mediche o chirurgiche. Interventi per la cura di emorroidi, ragadi anali o fistole possono talvolta esitare in una guarigione anomala, con la formazione di tessuto cicatriziale rigido che altera la conformazione del canale.

Un altro fattore determinante è il trauma ostetrico. Durante il parto vaginale, possono verificarsi lacerazioni del perineo e del canale anale che, se non suturate correttamente o se soggette a infezioni post-partum, possono portare a deformità anatomiche permanenti. Queste alterazioni possono coinvolgere gli sfinteri, compromettendo la loro capacità di chiusura e apertura coordinata.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali, in particolare la malattia di Crohn, sono responsabili di profonde alterazioni strutturali. L'infiammazione persistente può causare ulcerazioni, fibrosi e la formazione di tragitti fistolosi che distorcono completamente l'anatomia del canale anale. Anche le infezioni gravi della zona perianale, come ascessi ricorrenti, possono lasciare esiti cicatriziali che modificano la normale elasticità dei tessuti.

I fattori di rischio includono:

  • Stipsi cronica: Lo sforzo eccessivo e prolungato durante l'evacuazione può causare microtraumi e prolassi della mucosa.
  • Invecchiamento: La perdita naturale di collagene ed elastina rende i tessuti anali più fragili e suscettibili a modificazioni strutturali.
  • Pratiche sessuali traumatiche: Rapporti anali non protetti o traumatici possono causare lesioni che, guarendo, alterano l'anatomia locale.
  • Radioterapia: I trattamenti radianti per tumori pelvici possono indurre proctite attinica e fibrosi dei tessuti anali.
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Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche delle alterazioni anatomiche del canale anale variano considerevolmente in base all'entità della modifica e alla zona specifica coinvolta. Il sintomo più frequentemente riferito dai pazienti è il dolore anale, che può essere costante o acuirsi durante e dopo la defecazione. Questo dolore è spesso legato alla perdita di elasticità del canale o alla presenza di aree cicatriziali sensibili.

Un'altra manifestazione comune è la rettorragia (sanguinamento rettale). Le alterazioni della mucosa la rendono più fragile e soggetta a lesioni durante il passaggio delle feci, provocando la comparsa di sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci stesse. In alcuni casi, il paziente può notare delle secrezioni sierose o mucose che causano una costante sensazione di umidità nella zona perianale.

Le alterazioni strutturali che coinvolgono gli sfinteri portano spesso a problemi di continenza. Il paziente può sperimentare incontinenza fecale, che può variare dalla perdita involontaria di gas (flatulenza incontrollata) alla perdita di feci liquide o solide. Al contrario, se l'alterazione consiste in un restringimento (stenosi), il sintomo prevalente sarà la stipsi di tipo espulsivo, con estrema difficoltà a svuotare l'intestino e feci di calibro ridotto.

Altri sintomi includono:

  • Prurito intenso e persistente, spesso dovuto all'irritazione della pelle perianale causata dalle secrezioni.
  • Tenesmo rettale, ovvero la sensazione continua di dover evacuare anche quando l'ampolla rettale è vuota.
  • Dischezia, ovvero una defecazione difficile e dolorosa.
  • Gonfiore o senso di pesantezza nella regione anale.

La presenza di queste alterazioni può anche rendere difficile l'igiene intima quotidiana, alimentando un circolo vizioso di irritazione e infiammazione locale.

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Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi, durante la quale il medico indaga la storia clinica del paziente, focalizzandosi su precedenti interventi chirurgici, traumi da parto o patologie infiammatorie note. Segue l'esame obiettivo, che rappresenta il momento fondamentale per identificare le alterazioni anatomiche.

L'ispezione della regione perianale permette di individuare cicatrici esterne, asimmetrie o la presenza di tessuto esuberante. L'esplorazione rettale digitale è essenziale per valutare il tono degli sfinteri, la presenza di restringimenti o irregolarità della parete del canale anale. Durante questa manovra, il medico può chiedere al paziente di contrarre o spingere per valutare la funzionalità dinamica delle strutture muscolari.

Per una visione più dettagliata, si ricorre a esami strumentali specifici:

  1. Anoscopia e Proctoscopia: Attraverso l'uso di piccoli tubi rigidi o flessibili dotati di luce, il medico può visualizzare direttamente l'interno del canale anale e della parte inferiore del retto.
  2. Ecografia Endoanale con sonda rotante a 360°: È l'esame d'elezione per studiare l'integrità degli sfinteri anali. Permette di mappare con precisione eventuali lesioni muscolari o aree di fibrosi.
  3. Manometria Ano-rettale: Questo test valuta la funzionalità degli sfinteri e la sensibilità del retto, misurando le pressioni all'interno del canale anale in diverse condizioni.
  4. Risonanza Magnetica (RM) Pelvica: Utile nei casi complessi, specialmente se si sospettano fistole o alterazioni profonde dei tessuti molli circostanti.
  5. Defecografia: Un esame radiologico dinamico che permette di osservare l'anatomia del canale anale e del retto durante l'atto della defecazione, evidenziando anomalie strutturali che compaiono solo sotto sforzo.
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Trattamento e Terapie

Il trattamento delle alterazioni anatomiche acquisite del canale anale è altamente personalizzato e dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di alterazione riscontrata. L'obiettivo primario è il ripristino della funzionalità e la riduzione del dolore.

Approccio Conservativo: Nelle fasi iniziali o per alterazioni lievi, si punta sulla gestione dei sintomi. Una dieta ricca di fibre e un'adeguata idratazione sono fondamentali per mantenere le feci morbide, riducendo il trauma durante il passaggio nel canale anale. Possono essere prescritti emollienti delle feci o integratori. Per il controllo del prurito e dell'infiammazione, si utilizzano pomate a base di corticosteroidi (per brevi periodi) o barriere protettive all'ossido di zinco.

Riabilitazione del Pavimento Pelvico: In caso di incontinenza o disfunzioni della coordinazione muscolare, la riabilitazione è estremamente efficace. Tecniche come il biofeedback e l'elettrostimolazione aiutano il paziente a riprendere il controllo della muscolatura sfinteriale e a migliorare la percezione rettale.

Trattamenti Chirurgici: Quando l'alterazione anatomica è significativa e non risponde alle terapie mediche, la chirurgia diventa necessaria. Gli interventi possono includere:

  • Anoplastica: Una procedura di chirurgia ricostruttiva volta a rimodellare il canale anale, spesso utilizzando lembi di pelle sana per correggere stenosi o cicatrici retraenti.
  • Sfinteroplastica: Riparazione chirurgica degli sfinteri anali danneggiati, solitamente indicata dopo traumi ostetrici.
  • Dilatazione anale: In caso di restringimenti, possono essere effettuate dilatazioni progressive, talvolta sotto sedazione, per ripristinare il diametro adeguato del canale.
  • Iniezioni di agenti bulking: Per migliorare la chiusura del canale anale in caso di lieve incontinenza, possono essere iniettate sostanze biocompatibili che aumentano il volume dei tessuti.
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Prognosi e Decorso

La prognosi per le alterazioni anatomiche acquisite del canale anale è generalmente favorevole, a patto che venga effettuata una diagnosi corretta e tempestiva. Molti pazienti ottengono un significativo miglioramento della sintomatologia attraverso la combinazione di modifiche dello stile di vita e terapie mirate.

Il decorso dipende fortemente dalla causa sottostante. Ad esempio, le alterazioni dovute a traumi chirurgici singoli tendono a stabilizzarsi dopo il trattamento ricostruttivo. Al contrario, le alterazioni legate a malattie croniche come il Crohn richiedono una gestione a lungo termine, poiché il rischio di recidive o di nuove alterazioni rimane presente nel tempo.

È importante sottolineare che il recupero funzionale, specialmente dopo interventi chirurgici complessi o in presenza di danni nervosi, può richiedere tempo e costanza, in particolare se è necessario un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico. La qualità della vita tende a migliorare progressivamente con la riduzione del dolore e il ripristino di una regolare funzione intestinale.

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Prevenzione

Sebbene non tutte le alterazioni anatomiche possano essere prevenute (specialmente quelle derivanti da patologie infiammatorie), è possibile adottare comportamenti che riducano significativamente il rischio:

  1. Gestione della stipsi: Mantenere una regolarità intestinale evita sforzi eccessivi che possono danneggiare i tessuti anali nel tempo. Una dieta equilibrata e l'esercizio fisico sono i pilastri della prevenzione.
  2. Assistenza ostetrica qualificata: Una gestione attenta del travaglio e del parto, con un uso appropriato dell'episiotomia e una riparazione immediata e accurata delle lacerazioni, riduce il rischio di esiti cicatriziali invalidanti.
  3. Scelta di centri specializzati: Qualora sia necessario un intervento chirurgico proctologico, rivolgersi a chirurghi esperti riduce il rischio di complicanze iatrogene e di guarigioni anomale.
  4. Igiene corretta: Evitare l'uso di detergenti aggressivi che possono alterare la barriera cutanea perianale, rendendola più soggetta a infezioni e lesioni.
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Quando Consultare un Medico

È fondamentale non sottovalutare i segnali inviati dal corpo e superare l'eventuale imbarazzo legato alla zona anatomica interessata. Si consiglia di consultare un medico o uno specialista proctologo se si manifestano i seguenti sintomi:

  • Presenza di sangue nelle feci o sulla carta igienica, anche se in piccole quantità.
  • Dolore persistente che non scompare dopo pochi giorni.
  • Difficoltà evidente nell'evacuazione o sensazione di ostacolo meccanico nel canale anale.
  • Episodi di perdita involontaria di feci o gas.
  • Comparsa di noduli, escrescenze o cambiamenti visibili nella forma dell'ano.
  • Secrezioni anomale o prurito che interferisce con il sonno o le attività quotidiane.

Una diagnosi precoce permette spesso di intervenire con trattamenti meno invasivi e di prevenire il peggioramento delle alterazioni strutturali, garantendo un ritorno più rapido al benessere.

Alterazioni anatomiche acquisite del canale anale non specificate

Definizione

Le alterazioni anatomiche acquisite del canale anale non specificate rappresentano un gruppo eterogeneo di modificazioni strutturali della porzione terminale dell'apparato digerente che non sono presenti alla nascita, ma che si sviluppano nel corso della vita. Il termine "acquisite" indica che tali cambiamenti sono il risultato di fattori esterni, processi patologici, traumi o interventi chirurgici, distinguendoli chiaramente dalle malformazioni congenite. Il codice ICD-11 DB5Z viene utilizzato in ambito clinico quando la natura esatta dell'alterazione non è classificata sotto voci più specifiche (come la stenosi o l'ectropion) o quando la diagnosi è ancora in fase di definizione.

Il canale anale è un condotto muscolo-membranoso lungo circa 3-4 centimetri, circondato dagli sfinteri anali (interno ed esterno) che garantiscono la continenza. Qualsiasi alterazione della sua anatomia può compromettere non solo l'integrità dei tessuti, ma anche la complessa funzionalità legata alla defecazione e alla continenza fecale. Queste alterazioni possono riguardare la mucosa anale, il tessuto sottomucoso, le fibre muscolari degli sfinteri o la pelle perianale.

In ambito proctologico, queste modificazioni possono manifestarsi come cicatrici retraenti, perdita di elasticità dei tessuti, irregolarità del profilo del canale o distorsioni della normale architettura anatomica. Sebbene la dicitura "non specificata" possa apparire generica, essa racchiude condizioni che possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente, influenzando le normali attività quotidiane e il benessere psicofisico.

Comprendere queste alterazioni richiede una valutazione approfondita, poiché spesso sono il risultato di una combinazione di fattori meccanici e biologici. La gestione clinica mira a ripristinare, per quanto possibile, la normale anatomia o a compensare le perdite funzionali attraverso approcci terapeutici mirati, che spaziano dalla riabilitazione alla chirurgia ricostruttiva.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause alla base delle alterazioni anatomiche acquisite del canale anale sono molteplici e spesso interconnesse. Una delle cause principali è rappresentata dai traumi iatrogeni, ovvero conseguenti a procedure mediche o chirurgiche. Interventi per la cura di emorroidi, ragadi anali o fistole possono talvolta esitare in una guarigione anomala, con la formazione di tessuto cicatriziale rigido che altera la conformazione del canale.

Un altro fattore determinante è il trauma ostetrico. Durante il parto vaginale, possono verificarsi lacerazioni del perineo e del canale anale che, se non suturate correttamente o se soggette a infezioni post-partum, possono portare a deformità anatomiche permanenti. Queste alterazioni possono coinvolgere gli sfinteri, compromettendo la loro capacità di chiusura e apertura coordinata.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali, in particolare la malattia di Crohn, sono responsabili di profonde alterazioni strutturali. L'infiammazione persistente può causare ulcerazioni, fibrosi e la formazione di tragitti fistolosi che distorcono completamente l'anatomia del canale anale. Anche le infezioni gravi della zona perianale, come ascessi ricorrenti, possono lasciare esiti cicatriziali che modificano la normale elasticità dei tessuti.

I fattori di rischio includono:

  • Stipsi cronica: Lo sforzo eccessivo e prolungato durante l'evacuazione può causare microtraumi e prolassi della mucosa.
  • Invecchiamento: La perdita naturale di collagene ed elastina rende i tessuti anali più fragili e suscettibili a modificazioni strutturali.
  • Pratiche sessuali traumatiche: Rapporti anali non protetti o traumatici possono causare lesioni che, guarendo, alterano l'anatomia locale.
  • Radioterapia: I trattamenti radianti per tumori pelvici possono indurre proctite attinica e fibrosi dei tessuti anali.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche delle alterazioni anatomiche del canale anale variano considerevolmente in base all'entità della modifica e alla zona specifica coinvolta. Il sintomo più frequentemente riferito dai pazienti è il dolore anale, che può essere costante o acuirsi durante e dopo la defecazione. Questo dolore è spesso legato alla perdita di elasticità del canale o alla presenza di aree cicatriziali sensibili.

Un'altra manifestazione comune è la rettorragia (sanguinamento rettale). Le alterazioni della mucosa la rendono più fragile e soggetta a lesioni durante il passaggio delle feci, provocando la comparsa di sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci stesse. In alcuni casi, il paziente può notare delle secrezioni sierose o mucose che causano una costante sensazione di umidità nella zona perianale.

Le alterazioni strutturali che coinvolgono gli sfinteri portano spesso a problemi di continenza. Il paziente può sperimentare incontinenza fecale, che può variare dalla perdita involontaria di gas (flatulenza incontrollata) alla perdita di feci liquide o solide. Al contrario, se l'alterazione consiste in un restringimento (stenosi), il sintomo prevalente sarà la stipsi di tipo espulsivo, con estrema difficoltà a svuotare l'intestino e feci di calibro ridotto.

Altri sintomi includono:

  • Prurito intenso e persistente, spesso dovuto all'irritazione della pelle perianale causata dalle secrezioni.
  • Tenesmo rettale, ovvero la sensazione continua di dover evacuare anche quando l'ampolla rettale è vuota.
  • Dischezia, ovvero una defecazione difficile e dolorosa.
  • Gonfiore o senso di pesantezza nella regione anale.

La presenza di queste alterazioni può anche rendere difficile l'igiene intima quotidiana, alimentando un circolo vizioso di irritazione e infiammazione locale.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un'accurata anamnesi, durante la quale il medico indaga la storia clinica del paziente, focalizzandosi su precedenti interventi chirurgici, traumi da parto o patologie infiammatorie note. Segue l'esame obiettivo, che rappresenta il momento fondamentale per identificare le alterazioni anatomiche.

L'ispezione della regione perianale permette di individuare cicatrici esterne, asimmetrie o la presenza di tessuto esuberante. L'esplorazione rettale digitale è essenziale per valutare il tono degli sfinteri, la presenza di restringimenti o irregolarità della parete del canale anale. Durante questa manovra, il medico può chiedere al paziente di contrarre o spingere per valutare la funzionalità dinamica delle strutture muscolari.

Per una visione più dettagliata, si ricorre a esami strumentali specifici:

  1. Anoscopia e Proctoscopia: Attraverso l'uso di piccoli tubi rigidi o flessibili dotati di luce, il medico può visualizzare direttamente l'interno del canale anale e della parte inferiore del retto.
  2. Ecografia Endoanale con sonda rotante a 360°: È l'esame d'elezione per studiare l'integrità degli sfinteri anali. Permette di mappare con precisione eventuali lesioni muscolari o aree di fibrosi.
  3. Manometria Ano-rettale: Questo test valuta la funzionalità degli sfinteri e la sensibilità del retto, misurando le pressioni all'interno del canale anale in diverse condizioni.
  4. Risonanza Magnetica (RM) Pelvica: Utile nei casi complessi, specialmente se si sospettano fistole o alterazioni profonde dei tessuti molli circostanti.
  5. Defecografia: Un esame radiologico dinamico che permette di osservare l'anatomia del canale anale e del retto durante l'atto della defecazione, evidenziando anomalie strutturali che compaiono solo sotto sforzo.

Trattamento e Terapie

Il trattamento delle alterazioni anatomiche acquisite del canale anale è altamente personalizzato e dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di alterazione riscontrata. L'obiettivo primario è il ripristino della funzionalità e la riduzione del dolore.

Approccio Conservativo: Nelle fasi iniziali o per alterazioni lievi, si punta sulla gestione dei sintomi. Una dieta ricca di fibre e un'adeguata idratazione sono fondamentali per mantenere le feci morbide, riducendo il trauma durante il passaggio nel canale anale. Possono essere prescritti emollienti delle feci o integratori. Per il controllo del prurito e dell'infiammazione, si utilizzano pomate a base di corticosteroidi (per brevi periodi) o barriere protettive all'ossido di zinco.

Riabilitazione del Pavimento Pelvico: In caso di incontinenza o disfunzioni della coordinazione muscolare, la riabilitazione è estremamente efficace. Tecniche come il biofeedback e l'elettrostimolazione aiutano il paziente a riprendere il controllo della muscolatura sfinteriale e a migliorare la percezione rettale.

Trattamenti Chirurgici: Quando l'alterazione anatomica è significativa e non risponde alle terapie mediche, la chirurgia diventa necessaria. Gli interventi possono includere:

  • Anoplastica: Una procedura di chirurgia ricostruttiva volta a rimodellare il canale anale, spesso utilizzando lembi di pelle sana per correggere stenosi o cicatrici retraenti.
  • Sfinteroplastica: Riparazione chirurgica degli sfinteri anali danneggiati, solitamente indicata dopo traumi ostetrici.
  • Dilatazione anale: In caso di restringimenti, possono essere effettuate dilatazioni progressive, talvolta sotto sedazione, per ripristinare il diametro adeguato del canale.
  • Iniezioni di agenti bulking: Per migliorare la chiusura del canale anale in caso di lieve incontinenza, possono essere iniettate sostanze biocompatibili che aumentano il volume dei tessuti.

Prognosi e Decorso

La prognosi per le alterazioni anatomiche acquisite del canale anale è generalmente favorevole, a patto che venga effettuata una diagnosi corretta e tempestiva. Molti pazienti ottengono un significativo miglioramento della sintomatologia attraverso la combinazione di modifiche dello stile di vita e terapie mirate.

Il decorso dipende fortemente dalla causa sottostante. Ad esempio, le alterazioni dovute a traumi chirurgici singoli tendono a stabilizzarsi dopo il trattamento ricostruttivo. Al contrario, le alterazioni legate a malattie croniche come il Crohn richiedono una gestione a lungo termine, poiché il rischio di recidive o di nuove alterazioni rimane presente nel tempo.

È importante sottolineare che il recupero funzionale, specialmente dopo interventi chirurgici complessi o in presenza di danni nervosi, può richiedere tempo e costanza, in particolare se è necessario un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico. La qualità della vita tende a migliorare progressivamente con la riduzione del dolore e il ripristino di una regolare funzione intestinale.

Prevenzione

Sebbene non tutte le alterazioni anatomiche possano essere prevenute (specialmente quelle derivanti da patologie infiammatorie), è possibile adottare comportamenti che riducano significativamente il rischio:

  1. Gestione della stipsi: Mantenere una regolarità intestinale evita sforzi eccessivi che possono danneggiare i tessuti anali nel tempo. Una dieta equilibrata e l'esercizio fisico sono i pilastri della prevenzione.
  2. Assistenza ostetrica qualificata: Una gestione attenta del travaglio e del parto, con un uso appropriato dell'episiotomia e una riparazione immediata e accurata delle lacerazioni, riduce il rischio di esiti cicatriziali invalidanti.
  3. Scelta di centri specializzati: Qualora sia necessario un intervento chirurgico proctologico, rivolgersi a chirurghi esperti riduce il rischio di complicanze iatrogene e di guarigioni anomale.
  4. Igiene corretta: Evitare l'uso di detergenti aggressivi che possono alterare la barriera cutanea perianale, rendendola più soggetta a infezioni e lesioni.

Quando Consultare un Medico

È fondamentale non sottovalutare i segnali inviati dal corpo e superare l'eventuale imbarazzo legato alla zona anatomica interessata. Si consiglia di consultare un medico o uno specialista proctologo se si manifestano i seguenti sintomi:

  • Presenza di sangue nelle feci o sulla carta igienica, anche se in piccole quantità.
  • Dolore persistente che non scompare dopo pochi giorni.
  • Difficoltà evidente nell'evacuazione o sensazione di ostacolo meccanico nel canale anale.
  • Episodi di perdita involontaria di feci o gas.
  • Comparsa di noduli, escrescenze o cambiamenti visibili nella forma dell'ano.
  • Secrezioni anomale o prurito che interferisce con il sonno o le attività quotidiane.

Una diagnosi precoce permette spesso di intervenire con trattamenti meno invasivi e di prevenire il peggioramento delle alterazioni strutturali, garantendo un ritorno più rapido al benessere.

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